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FORMELLO

FORMELLO – Tridente senza Immobile: Cancellieri prova a convincere, Felipe il favorito. Patric e Radu ok

FORMELLO Prove di tridente senza Immobile ed il rientro in gruppo di Patric e Radu. E’ la sintesi della doppia seduta di lavoro presso il centro sportivo biancoceleste a tre giorni dal match con l’Atalanta. I due difensori in mattinata erano risultati assenti: scopo precauzionale e nessun rischio per la loro disponibilità con la Dea. In particolare, Patric, dovrebbe affiancare Romagnoli per reggere l’urto di Muriel e compagni. Da segnalare il lavoro differenziato per Marcos Antonio.

Felipe in pole, Cancellieri spera

Con Vecino che sembra avanti su Luis Alberto per completare il reparto mediano già composto da Cataldi e Milinkovic, l’incognita maggiore resta la sostituzione del bomber di Sarri. Ieri il tecnico toscano ha lavorato molto su Felipe Anderson, oggi non nello specifico come riferimento offensivo. Il brasiliano resta in pole per guidare l’attacco (con Zaccagni e Pedro esterni), ma intanto Sarri ha aggiunto al gruppo anche il giovane della Primavera Crespi che in entrambe le sedute ha fatto dal alter-ego a Cancellieri. L’ex Hellas viene sempre testato da centravanti: la sua situazione potrebbe restare inalterata, ossia prima alternativa al tridente titolare. Il condizionale è d’obbligo, intanto deve sfruttare al massimo le sedute tattiche a disposizione per tentare di convincere Sarri a scommettere su di lui.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Cataldi ora aspetta il rinnovo: la trattativa

Telecamere fisse sul regista. Sempre in primo piano, titolare ogni volta che è stato a disposizione. Danilo Cataldi si gode il presente, la Lazio comincia a riflettere sul futuro: il suo contratto scade nel 2024, non manca poi troppo. Al pourparler preliminare dovrebbero seguire a breve i colloqui ufficiali per il prolungamento. La sosta per il Mondiale in Qatar può essere la finestra giusta da sfruttare per sedersi a tavolino e allungare l’accordo. Ora meglio pensare solo al campo, nel pieno del tour de force che precederà la lunga pausa della Serie A. Cresciuto nel vivaio biancoceleste, ha stretto i denti in prestito (Crotone in primis, poi Genoa e Benevento), è riuscito a imporsi col tempo grazie al carattere e alla specializzazione in un ruolo diverso da quello sempre sentito maggiormente suo. La nuova collocazione, grazie al “master” svolto agli ordini di Sarri, ha schiarito l’orizzonte dandogli la possibilità di esprimersi con continuità.

Spazio

Protagonista in un centrocampo dove regnano l’abbondanza e calciatori con caratteristiche differenti. Il classe 1994 si è trasformato nell’equilibratore in grado di far convivere le mezzali, in attesa che anche Marcos Antonio – acquistato in estate dallo Shakhtar Donetsk – migliori dal punto di vista tattico. Le premesse ci sono, ma il campionato italiano è tutto un’altra storia. Cataldi è diventato il punto di riferimento, la garanzia in regia: ha totalizzato 897 minuti (590 in campionato e 307 in Europa League), scelto 12 volte su 12 dall’inizio, le uniche esclusioni sono arrivate contro il Verona (squalificato) e la Fiorentina (a causa di problemi gastrointestinali). Per il resto non ci sono mai stati dubbi sul suo impiego e sulle gerarchie in quella posizione di campo, una delle più delicate in assoluto. Corriere dello Sport

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L’Atalanta guanto di sfida alla Lazio, Koopmeiners: “Potrebbe bastare un gol…”

In vista di Atalanta – Lazio, il centrocampista della Dea Koopmeiners ha parlato a La Gazzetta dello Sport dichiarando cosa si aspetta dalla sfida in programma domenica 23 ottobre alle 18.00: “Lazio avversario tosto, che come noi si sta rivelando molto tosto. L’ultima volta è finita 0-0, stavolta basta un nostro gol. Ciro è fortissimo ma la Lazio ha gli uomini per restare competitiva. Milinkovic? Non serve aggiungere molto rispetto ai suoi numeri in stagione”.

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CALCIOMERCATO

Idea Boyé, l’ex predestinato che rivuole l’Italia

Dopo il ko di Immobile, iniziano a circolare candidature di mercato ma le strategie non sono state ancora definite: le prime indiscrezioni per gennaio o giugno sono sull’argentino dell’Elche. A quest’ultimo si aggiungono alcuni rumors su Rafa Mir del Siviglia.

Boyé. Lucas Boyé ha 26 anni, è alto 1,83, è argentino con passaporto italiano, gioca nell’Elche, squadra della Liga spagnola. E’ dato in scadenza nel 2024, questo ridimensiona i suoi costi. Nel febbraio 2016 fu acquistato dal Torino, ma prima ancora era stato prenotato da Sabatini, all’epoca ds della Roma, per portarlo a Trigoria. Boyé vuole lasciare l’Elche, ultimo in classifica e vorrebbe partire già a gennaio; in Spagna scrivono che ha una valutazione di 12 milioni nonostante la clausola di 25.

Dopo un anno e mezzo al Torino e una lunga serie di prestiti in giro per l’Europa, Lucas Boyé viene ceduto definitivamente all’Elche. L’attaccante argentino arrivò nell’estate 2016 al Toro con i galloni del predestinato, creando grandi aspettative in tutto l’ambiente granata: era stato sottratto alla concorrenza della Roma, bloccandolo a parametro zero e pagandolo circa 2 milioni in commissioni.

In patria, tra l’altro, era stato soprannominato pure lui «El Toro». Primo anno in chiaro scuro, partito bene e poi di nuovo titolare sul finale di campionato, alla fine aveva collezionato 3 gol in 33 presenze complessive. Con l’arrivo di Mazzarri sulla panchina granata gioca appena 190 minuti distribuiti in 14 presenze senza squilli. Già a gennaio 2018 il primo dei prestiti in giro per l’Europa, quello deludente al Celta, poi Reading, Aek Atene e infine l’Elche che lo ha riscattato per circa 3 milioni nel 2021.

Rafa Mir. Negli scorsi giorni sono arrivati a Roma i manager di Luis Alberto, che hanno scatenato nuovi rumors in Spagna rispetto all’interesse del Siviglia per il Mago: alla Lazio può essere stato proposto Rafa Mir, centravanti spagnolo classe 1997. Lo gestisce Jorge Mendes e ha una valutazione di 16 milioni. Ha segnato un gol in 5 partite quest’anno sotto la guida di Jorge Sampaoli. I manager di Luis Alberto gestiscono Milos Kerkez, 18 anni, gioiello dell’Ungheria e dell’AZ Alkmaar. E’ un terzino sinistro, costa 5 milioni. Laziopress.it/Corriere dello Sport

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Lazio, chi segna l’1-0 senza Immobile?

L’identikit è chiaro: serve qualcuno con le spalle larghe, capace di reggere la pressione. Qualcuno che abbia non soltanto la voglia, ma anche il coraggio di essere decisivo. Ciro Immobile è il giocatore nella storia della Lazio ad aver realizzato più volte di tutti il gol dell’1-0 (l’ultima volta con lo Sturm Graz). Non solo segna tanto, le sue reti sono spesso decisive. In questa stagione, per esempio, i biancocelesti hanno disputato 14 partite, tre delle quali sono terminate 0-0 (l’andata a Graz e le sfide con Torino e Udinese in A). Nelle restanti 11 Immobile ha segnato il primo gol della partita in quattro occasioni, Zaccagni in due, poi una volta a testa Vecino, Felipe Anderson e Luis Alberto (nelle restanti due gare hanno invece sbloccato la partita gli avversari). Spesso, molto spesso, la Lazio si affida quindi a Immobile per portarsi in vantaggio. Al punto che nelle 33 partite che il capitano ha saltato da quando è a Roma, i biancocelesti sono andati in grandissima difficoltà proprio nel realizzare la prima rete della partita: ben 19 volte su 33 sono stati gli avversari a portarsi avanti per primi, e in tal senso il miglior giocatore della Lazio è Correa, che ha segnato l’1-0 in tre gare. Al secondo posto, insieme a Pedro, ci sono le autoreti che Nizza e Udinese si fecero rispettivamente nel 2017 e nel 2018. Per il resto, senza Immobile, i biancocelesti, in assenza del loro numero 17, hanno sbloccato il risultato una volta con Parolo, Bastos, Caicedo, Lulic, Marusic, Keita e Zaccagni (una volta ciascuno). Poco, troppo poco, specie perché non c’è un giocatore che riesca effettivamente a sostituire Immobile in questo. Per segnare i gol decisivi, quelli pesanti, serve personalità, e in assenza di Ciro la Lazio sembra costretta ad affidarsi più al caso che non all’individualità di un calciatore in particolare. Non un caso che l’anno scorso, nelle otto gare nelle quali Sarri era privo del capitano, Pedro sia riuscito due volte a realizzare l’1-0. L’uomo di maggiore esperienza e con lo status di più spessore. Lo spagnolo è però andato in gol contro Venezia e Genoa (entrambe retrocesse), ora dovrà confermarsi anche negli scontri diretti con Atalanta, Roma e Juventus. E i compagni dovranno dargli una mano. Dovrà lavorare anche su questo Sarri, perché la capacità di trovare gol pesanti è anche e soprattutto mentale. La Lazio (la società non cercando un’alternativa e i compagni in campo) si sono affidati troppo a Immobile. Tanto le castagne dal fuoco le ha quasi sempre tolte lui. 

Corriere della Sera

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Alessio Maestrelli, il talento del Frosinone (primo nel campionato Primavera) che sogna la Lazio del nonno…

Un passo dopo l’altro. Guardando la vetta, tenendo i piedi saldi a terra. Il destino ha voluto che Alessio Maestrelli, figlio di Maurizio e nipote di Tommaso, segnasse un gol nel campionato Primavera a pochi giorni dalla ricorrenza di quello che sarebbe stato il centesimo compleanno del nonno. Eppure Alessio, classe 2003, di mestiere fa il difensore. Ed è anche grazie a lui se il suo Frosinone è sorprendentemente in testa al campionato Primavera. E lo è da neopromossa. Come era successo nel 1972-73 alla Lazio allenata dal Maestro. Categorie diverse, ma la coincidenza colpisce. Alessio ha segnato la rete decisiva nell’ultimo turno di campionato (vinto 1-0), ma aveva colpito pure il Milan. Ha anche consentito ai ciociari di mantenere la porta inviolata già in 4 partite di campionato. Arrivato a Frosinone a 15 anni, vive con altri giocatori del settore giovanile accanto a un convento col quale il club ha un accordo. A Frosinone sta facendo bene, tanto che la società punta davvero su di lui: forte fisicamente, bravo nell’uno contro uno e di testa, viene schierato o sul centrosinistra della difesa (benché sia destro) o come terzino. Ha gamba, resistenza, ma soprattutto umiltà. L’anno scorso ha esordito in B a Lecce, ma per lui il passato non conta. Lavora per guadagnarsi un futuro da calciatore, sogna di farlo in biancoceleste. Fino al 2019-20 andava spesso in curva con gli amici, il suo idolo è Nesta, ma apprezza pure Romagnoli. Poi Puyol, del quale sogna di avere la leadership. Cerca il confronto con i compagni, li sprona, ma sempre con educazione. Perché si è squadra sempre. Prima delle partite ascolta l’inno che parla del nonno, ma lui si sofferma sulla strofa “me batte il cuore, cominciano a gioca’”. Sono le ultime parole che sente prima di entrare in campo. Ogni volta. Dopo il gol al Cesena ha baciato il tatuaggio che raffigura il padre che ha perso a 8 anni. Gli dedica ogni partita. E lo sente accanto a ogni passo che fa nel mondo del calcio.

Corriere della Sera

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Luis Alberto torna a Bergamo… Lì ha già segnato quando mancava Ciro

Il Mago deve ripetere l’esibizione. Ovviamente senza rivelare il trucco. Contro l’Atalanta Luis Alberto ha segnato una sola volta: è successo a Bergamo, e mancava Ciro Immobile. Tolto il motivo dell’assenza del capitano (era squalificato nella gara del 2017, è infortunato questa volta), il contesto è molto simile a quello di domenica. La Lazio va a Bergamo e ha bisogno di lui. In questa stagione l’ex Liverpool ha cambiato status in rosa. Dopo che per una buona parte di estate era con le valigie pronte (la famiglia ha anche lanciato qualche appello al direttore sportivo Monchi per far sì che potesse andare al Siviglia), ha dovuto accettare un ruolo di semi-titolarità. Restando però protagonista assoluto. Già, perché Luis Alberto gioca meno (Sarri lo ha impiegato per circa 50 minuti in più rispetto a Vecino), ma segna e incide di più. In questa stagione è già a quota quattro gol (contro Inter, Verona, Fiorentina e Feyenoord) e un assist. L’anno scorso, in 44 presenze, aveva segnato una sola rete in più (e mai era partito così forte). Sarri è riuscito a pungolarlo nel modo giusto. Luis Alberto dà meno equilibrio di altri (su tutti Vecino, suo vero antagonista per la maglia da titolare), e allora per trovare spazio deve incidere di più.

Fin dal 2017-18, dopo il primo anno in cui ha avuto bisogno di tempo per ambientarsi, Luis Alberto è stato uno dei leader tecnici della squadra. Inzaghi non lo toglieva mai dal campo, al punto che ne ha fece le spese Felipe Anderson, che il tecnico provò a trasformare in quinto di centrocampo, spingendo il brasiliano a chiedere la cessione e a trasferirsi al West Ham. Il gioco è spesso passato per i piedi e la genialità di Luis Alberto, che ha permesso alla Lazio anche di vincere titoli importanti (suo il primo gol nella Supercoppa vinta nel 2019 contro la Juve). Ora deve prendere per mano la squadra anche con Sarri, che verosimilmente lo farà giocare di più. In assenza di Immobile lo spagnolo è il calciatore che più di tutti può aiutare i biancocelesti a cambiare modo di giocare. Con lui si può tenere di più il pallone, con lui ci si può aggrappare di più al colpo del campione. Serve la sua classe per sopperire ai gol del capitano. Si deve responsabilizzare e deve riuscire a tornare a essere il direttore d’orchestra a tempo pieno che era in passato. Basta con il part time. Anche perché la Lazio fino alla pausa per il Mondiale dovrà affrontare Atalanta, Roma e Juventus. Tre scontri diretti che, alla lunga, possono diventare decisivi per la corsa alla Champions League. A Bergamo era riuscito a colpire già nel 2017. Finì 3-3 con doppietta di Milinkovic. Fu lui a segnare l’ultimo gol. Mancava Immobile. Sembra quasi un déjà vu. Può essere da stimolo per far sì che il Mago ripeta l’esibizione. E segni anche questa volta.

Gazzetta dello Sport

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INFERMERIA

Stop Marcos Antonio, Vecino si prepara al doppio ruolo

Nella settimana dello shock collettivo che ha colpito la Lazio per l’infortunio di Immobile, è passato inosservato un altro stop. A centrocampo, per la precisione: ieri nel corso della prima sessione di allenamento si è fermato Marcos Antonio. Il brasiliano, poi, ha disertato anche la seduta pomeridiana e molto probabilmente non farà parte della spedizione di Bergamo. Il problema è al polpaccio, tanto che – come sottolinea Il Messaggero – il play di Sarri si è prontamente sottoposto a primi accertamenti strumentali che hanno escluso lesioni muscolari. Il fastidio va maneggiato con cura, gli impegni sono ravvicinati e non verranno corsi rischi. In caso di necessità sarà Vecino a prendere il posto di Cataldi in cabina di regia

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RICONOSCIMENTI

Globe Soccer Award, Immobile in lizza: come votare…

Ciro Immobile protagonista in tutti i senti. Dalla nascita di Andrea all’infortunio, passando dalla possibilità di competere ad un riconoscimento personale di prestigi. Il capitano della Lazio è stato infatti inserito nella lista dei candidati al Globe Soccer Award, che viene assegnato ogni anno a Dubai. Quest’anno la cerimonia, che di solito cade negli ultimi giorni dell’anno, avverrà il 17 novembre, a 3 giorni dall’inizio del mondiale in Qatar, anche se Ciro, per portare a casa il premio, dovrà lottare contro mostri sacri del calibro di Manè, Lewa e Benzema.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Facchinetti e la Dea: “Con la Lazio sarà gara aperte. Immobile? Un’opportunità per gli altri…” (AUDIO)

ROBY FACCHINETTI (Pooh) in collegamento a ‘NMM’!

“Sono un tifosissimo dell’Atalanta, ho scritto due inni per la Dea. Forse il più gettonato è l’ultimo, è quello che ogni tanto si sente allo stadio. L’ho fatto da tifoso di una squadra che nel tempo ha sofferto molto. Ora parliamo di una grande realtà, la squadra è forte, ha fatto la Champions grazie ad una società importante ed un tecnico come Gasperini. Lui è un mago veramente, ha ottenuto risultati partendo da un fatturato non alto. Senza spendere grandi cifre hanno ottenuto risultati straordinari. E’ un esempio da seguire non solo in Italia”.

La Lazio

“Sarà una gara apertissima, l’Atalanta farà di tutto di mantenere il secondo posto, mentre la squadra di Sarri ha bisogno di punti per restare in alto. Lasciamo fare alla sorte, certo quella di Immobile è stata una grande perdita. Quando accadono queste cose qui per la squadra deve essere un’opportunità per dare di più, per tirare fuori quelle energie nascoste che a volte sono più potenti di quelle che conosciamo. Immobile è il trascinatore, non solo il bomber”.