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RASSEGNA STAMPA

Lazio, botta e risposta social con Damiano dei Maneskin

Botta e risposta. In goliardia. Da ambo le parti. Dopo la rissa scoppiata durante il concerto dei Maneskin a Philadelphia al Fillmore, Damiano, il frontman della band, ha prima stigmatizzato l’episodio, per poi ripostare un video di quanto accaduto su twitter, aggiungendo la didascalia “la cosa peggiore era la ragazza con la maglia della Lazio”. Una battuta, da molti ritenuta inopportuna, alla quale però la società biancoceleste ha risposto con eleganza e ironia. “Sai com’è… Siamo fuori di testa, ma diversi da loro. Cit”. Un modo per citare la canzone sanremese ‘Zitti e buoni’, una delle più famose dei Maneskin. Tantissime le reazioni degli utenti. Da “Standing Ovation”, a “Vi amo”, fino a “game, set, match”, in molti hanno dimostrato di apprezzare la reazione del club capitolino. Dimostrando che l’ironia premia. Oggi intanto ricominciano gli allenamenti a Formello dopo la due giorni di esami medici. Sarri ha fissato una doppia seduta sia alla ripresa sia per domani. Sarà con il gruppo Immobile, si valuteranno le condizioni degli altri tre infortunati alla sosta Patric, Zaccagni e Lazzari. Ma nessuno di loro preoccupa.

Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Sarri, c’era una volta l’integralista…

C’era (forse) una volta l’integralista Maurizio Sarri. Termine con il quale il tecnico della Lazio non si è mai trovato molto bene. Veniva descritto come tale, ma non ci si sentiva, probabilmente non lo era. Tanto che nel luglio del 2021, in occasione della presentazione come nuovo allenatore dei biancocelesti, ci ha tenuto a toccare l’argomento: “Mi hanno definito integralista qualsiasi modulo io abbia utilizzato – ha spiegato -. In realtà ho schierato le mie squadre col 4-3-3, il 4-2-3-1, il 4-3-1-2… L’unico punto fermo è la difesa a quattro: a Empoli ho provato a giocare con quella a tre, ma mi sono accorto che non è compatibile con i miei principi di gioco”. Quindi più che integralista è concettuale. Vuole un certo tipo di calcio e sfrutta le caratteristiche delle sue squadre per avvicinarvisi il più possibile. Un esempio? Napoli, Chelsea e Juventus non cercavano la profondità come fa la sua Lazio, plasmata per esaltare i punti di forza di Immobile, il suo bomber principale. Per questo, in sua assenza, Sarri ha confermato che “senza di lui dobbiamo puntare più sul palleggio, cercando meno la profondità”. Eppure il tecnico viene descritto come integralista anche nel confronto con la società. Per la costruzione della rosa, si dice, o i giocatori che vuole lui oppure si va allo scontro. Anche qui la descrizione del personaggio si sta dimostrando nel tempo piuttosto romanzata. Qualche confronto (anche duro) con i dirigenti c’è stato, ma, per dirla alla Hegel, è il modo per arrivare a una sintesi che migliori tutto il club. In realtà in questi 18 mesi di Lazio Sarri si è adattato molto alla società: chiede, ma non pretende. Capisce i limiti (economici e pratici) oltre i quali non ci si può spingere. Chi gli sta vicino assicura che a Roma sia appagato e sereno più che in altre piazze proprio perché a Formello non si ha fretta nei risultati. Si dà il tempo per crescere, per lavorare. L’obiettivo è arrivare quarti, ma, come dimostra l’esperienza di Inzaghi (che, al netto di varie attenuanti, ha portato la Lazio in Champions solo una volta in cinque anni), in caso di arrivo fra il quinto e l’ottavo posto, la società è sostanzialmente pronta a confermare la fiducia. Anche per questo Sarri accetta qualche compromesso. Ha vinto con Juve e Chelsea, le soddisfazioni se le è tolte. A Roma sa di poter avere più tempo per seminare, per strutturare la squadra secondo le sue idee. Senza dover fare una corsa contro il tempo. “Un paio di idee per il mercato di gennaio ce le avrei, ma sul quando decide la società”. Non ha fretta Sarri, perché non gliela mette la Lazio. C’è fiducia reciproca, c’è serenità. Per questo il tecnico le richieste le fa, ma senza battere i pugni. A conferma che l’integralista Sarri non c’è, al massimo c’era una volta. Forse.

Corriere della Sera

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FORMELLO

FORMELLO – test cardiopolmonari, da domani iniziano le sedute: il punto

Nel centro sportivo sono andati in scena dei test cardiopolmonari. Da domani si torna a fare sul serio. Sarri può contare sul gruppo quasi al completo (esclusi Milinkovic e Vecino) e potrà programmare il graduale inserimento di Lazzari, Zaccagni e Patric reduci dagli stop. Immobile è recuperato e anche Maximiano, che dovrà mettersi in mostra per guadagnarsi un posto in Coppa Italia e forse, anche in Conference League.

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SOCIETA'

Arturo Diaconale, il ricordo della Lazio

Il 1º dicembre 2020 ci lasciava Arturo Diaconale, un grande giornalista, uno straordinario laziale: ha sempre difeso le sue idee e i nostri colori con fermezza, passione e convinzione.

La S.S. Lazio lo ricorda nel secondo anniversario della scomparsa con affetto e commozione.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Stallo Tare, Lotito non ha ancora deciso. Milinkovic? Nessun passo del Real, è Kezman che…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’

Il futuro di Sarri non è direttamente vincolato a quello di Tare, ma la convivenza è forzata. La scelta in estate sembrava fatto, con rinnovo di Sarri, successivamente la riduzione delle competenze di Tare e l’inserimenti di Fabiani. Erano segnali che sembravano portare ad un addio del Ds, ora però non ci sono certezze. Il rinnovo non è ancora stato proposto a Tare, da parte di Lotito. Sarri non sarebbe contento della permanenza di Tare. Non è un discorso personale, ma di visione del futuro insieme e di impostazione del progetto tecnico. Una decisione, da parte di Lotito, non è ancora stata presa. Milinkovic? Kezman è in viaggio a caccia di interessamenti ed offerte per il suo assistito. In Spagna dicono che incontrerà anche il Real Madrid, che per ora non ha fatto nessun passo verso il giocatore. Io so che per giugno il Real ha altri obiettivi, ma stiamo a vedere”.

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APPROFONDIMENTI

La rincorsa di Immobile: obiettivo 200 reti in A

Comincia la rincorsa di Ciro Immobile. L’attaccante della Lazio non gioca una partita dal primo minuto dal 16 ottobre, quando dopo soli 29 minuti si è dovuto fermare per un infortunio muscolare. Poi sono arrivati 8 minuti contro il Monza il 10 novembre per provare ad esserci contro la Juventus tre giorni dopo, ma tutto inutile.

Fino ad ora sono 15 le presenze totali di Immobile, comprese le 4 di Europa League. In Serie A sono solo 6 i gol, in Europa League uno su rigore: decisamente con la media più bassa rispetto ai suoi standard. Nonostante tutto, però, gli attaccanti delle altre squadre non hanno preso il largo e Ciro può riportarsi in cima alla classifica cannonieri: tre gol lo separano da Osimhen, poi ha davanti solo Arnautovic, Nzola, Lautaro e Lookman.

Immobile sta lavorando duramente per essere in perfette condizioni per la ripresa del 4 gennaio contro il Lecce e per poter attaccare i record personali. L’obiettivo più vicino è quello delle 200 reti in Serie A, ne mancano solo 12. 12 reti in 23 partite, sono numeri decisamente alla sua portata. Il Tempo

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Caso Juventus, garantismo di Gravina giusto, ma con Lotito…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La questione Juventus sta rubando la scena su ogni quotidiano, ieri si è espresso anche il presidente federale Gravina. La prima parte delle sue dichiarazioni è legittima. E’ giusto che il capo del calcio italiano sia garantista, chieda di non scadere in linciaggi preventivi e di attendere gli sviluppi della giustizia sportiva. Il suo ruolo è anche quello di tutelare il proprio sistema, giusto che l’abbia fatto. Ricordo, però, che sul fronte multiproprietà e protocollo Covid, fu molto più perentorio e giustizialista nei confronti di Lotito. All’epoca sembrava che non ci fossero altri problemi al di fuori di quelli. Due pesi e due misure, insomma. Ritengo, viceversa, grave la parte in cui fa riferimento all’ipotetico coinvolgimento di altri club. Così mette in ansia le tifoserie, fa partire una caccia alle streghe inutile”.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Firmato il rinvio a giudizio per la Juventus, Agnelli, Nedved e altri 11. L’intercettazione di Cherubini…

Secondo il Corriere dello Sport, la Procura di Torino ha deciso di accelerare e ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per la Juventus, per l’ex presidente Andrea Agnelli e per altre 12 persone. Nello specifico, per il quotidiano, i dirigenti sarebbero Nedved, Paratici, Arrivabene, Re, Bertola, Cerrato, Gabasio, Roncaglio, Vellano, Boschetti e Grossi, mentre le posizioni dei componenti del collegio sindacale Piccatti, Paracchini e Lirici sarebbero state stralciate in vista della richiesta di archiviazione. A questo punto, il Giudice avrà tempo 5 giorni per fissare la data dell’udienza preliminare.

Fra le intercettazioni proposte dal quotidiano la Repubblica c’è anche quella telefonica di Federico Cherubini, attuale uomo mercato bianconero che non risulta indagato nell’inchiesta della Procura di Torino. Il riferimento, ancora una volta, va a Fabio Paratici, all’epoca dei fatti suo superiore: “Con Fabio non si poteva ragionare – si sente in un’intercettazione -. Finché c’è stato Marotta gli metteva un freno. Quando è andato via ha avuto carta libera. Fabio si poteva svegliare la mattina e firmare 20 milioni senza che nessuno gli dicesse niente. Io gliel’ho detto più volte: qui stiamo esagerando. Cioè è una modalità lecita ma hai spinto troppo. E lui rispondeva: a noi non importa. O fai 4 o fai 10, nessuno ti può dire nulla”, il suo riferimento alla questione plusvalenze gonfiate.

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, Kezman ha un appuntamento col Real. Ma a Madrid non fanno acquisti di questo tipo…

In cerca di una soluzione. Il futuro di Sergej Milinkovic-Savic va ancora stabilito. Il suo procuratore, Mateja Kezman, si sta muovendo per portare alla Lazio offerte che si avvicinino alle richieste del presidente Claudio Lotito. Il club vorrebbe rinnovare il contratto con il suo gioiello più prezioso, ma c’è distanza. Milinkovic ha promesso che non andrà via a zero, ma non vuole nemmeno pregiudicare un trasferimento in una società di status superiore a quella biancoceleste. Lotito vuole che nel nuovo contratto venga inserita una clausola di rescissione da 70 milioni, il giocatore, proprio per non spaventare altri club con investimenti così importanti, ne accetterebbe una di 40. Dal suo punto di vista un buon compromesso considerando che fra 18 mesi potrebbe andarsene a parametro zero. Stando a quanto riportato in Spagna da Diariogol, Kezman dovrebbe incontrare a breve il presidente del Real Madrid Florentino Perez per provare a intavolare una trattativa. In realtà gli spagnoli hanno una filosofia di mercato un po’ diversa: dal 2016 in poi, infatti, gli unici giocatori dai 28 anni (quelli che avrebbe Milinkovic nel mercato estivo) in su acquistati sono Hazard, Alaba e Rudiger. Giocatori che avevano già uno status significativo (il primo aveva vinto due volte l’Europa League, gli altri due avevano conquistato la Champions) e, fra l’altro, Alaba e Rudiger arrivarono a parametro zero. Di fatto è quindi raro che il Real punti su giocatori dell’età di Milinkovic, ancor più inusuale che decida anche di pagare il cartellino. Ci deve quindi essere un motivo che convinca Perez a fare un’eccezione. Perché perfino Rudiger, Hazard e Alaba sono anomalie nel piano di acquisti dei madrileni. Ecco perché Kezman e Milinkovic sono titubanti nel rinnovare il contratto inserendo una clausola di rescissione così alta.

Domani la Serbia tornerà in campo (alle 20) nella partita da dentro o fuori con la Svizzera. Il Sergente dovrà sfruttare la vetrina. Al tempo stesso però Lotito deve fare bene i calcoli sui soldi che rischia di perdere continuando a tirare la corda. Al momento Milinkovic garantirebbe alla Lazio più dei soldi che si incasserebbero andando in Champions League. Per la società, che vuole salire di livello e andare con più frequenza nella massima competizione europea, un’occasione per far cassa e sistemare la rosa. Altrimenti salire di livello senza incrementare gli investimenti (aumento di capitale) o massimizzare gli introiti (con le cessioni), diventa complicato. Anche per questo su Milinkovic si cerca la soluzione migliore.

Corriere della Sera

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CALCIOMERCATO

Lazio, Parisi piace in Germania…

La Lazio torna in campo a Formello per allenarsi e lavorare agli ordini di Maurizio Sarri. Il calciomercato invece cammina a rilento e fari spenti, fra sogni e rumors, tenendo conto degli ostacoli di ‘liquidità’. Fabiano Parisi, è e resta il preferito dall’allenatore laziale nel ruolo di terzino. E’ l’oggetto del desiderio della Lazio, ma non solo. Tantissime squadre sono interessate al giovane terzino dell’Empoli, uno dei migliori per rendimento nelle ultime due stagioni. Il classe 2000, che in Italia piace specialmente a Lazio e Inter, è finito nel mirino di diversi club stranieri. L’ultimo ad essersi fatto avanti, come riferito da Sky Sport, è il Wolfsburg. L’interesse è concreto ma ancora non è arrivata nessuna offerta. L’Empoli spera si possa aprire un’asta per il suo gioiello già nel mercato di gennaio.