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Incidente di Ciro Immobile a Roma, l’Agenzia per la Mobilità: “Il semaforo funziona”

Il semaforo è “perfettamente funzionante”, a chiarirlo è Roma Servizi per la Mobilità che in una nota “smentisce nel modo più categorico qualsiasi malfunzionamento” dell’impianto semaforico presente all’incrocio in cui domenica scorsa è avvenuto a Roma l’incidente stradale che ha coinvolto il suv guidato dal capitano della Lazio, Ciro Immobile e un tram della linea 19. Un altro tassello per la polizia locale che si sta occupando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e stabilire eventuali responsabilità.

Passati con il verde?

“Come hanno evidenziato le verifiche subito effettuate, l’impianto era ed è in piena efficienza. Le risultanze tecniche dei controlli sul funzionamento saranno messe a disposizione della Polizia locale”, prosegue la nota. Sul colore del semaforo sono distanti le ricostruzioni di Immobile e del conducente del mezzo di trasporto pubblico. Entrambi, infatti, sostengono di essere passati con il verde.

L’incidente

Lo schianto violentissimo è avvenuto intorno alle 8.30 di domenica mattina, tra il Suv, un Land Rover Defender, con a bordo il capitano della Lazio e le sue due giovani figlie, e un tram della linea 19, nella zona di piazza Cinque Giornate a Roma, all’incrocio con Ponte Matteotti tra i quartieri Prati e Flaminio.

Nell’incidente sono rimaste ferite 12 persone, per fortuna nessuna in modo grave, tra cui il centravanti della Lazio le sue due figlie, Michela e Giorgia, di 10 e 8 anni.

Il legale del bomber

Di parere contrario l’avvocato Erdis Doraci, legale del calciatore biancoceleste: “Ciro è passato con il verde e a dirlo, oltre alla figlia che era in auto con lui, c’è anche un testimone. La bambina più grande ha detto al papà: ‘come mai ci è successo questo passando con il verde?”, le parole del legale rilasciate ieri all’Agi.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Novità Tare? Al momento nessuna intenzione da parte di Lotito” (AUDIO)

Novità rinnovo Tare, Alberto Abbate a ‘QUELLI CHE…’

“Non ci sono novità sul rinnovo di Tare. Era nell’aria da 4 mesi, paventato da Lotito a dicembre e mai più riproposto all’attuale Direttore sportivo. In questo momento Lotito non ha alcuna intenzione di proporre rinnovi a Tare e non c’è alcun rinnovo da firmare che comunque sarebbe non oltre i 3/400.000 euro annui.

Sarri ha già avuto carta bianca da parte di Lotito e infatti molti acquisti sono passati da lui e direttamente trattati dal Presidente. Il problema è che Lotito sempre ha mille impegni e a Sarri non va bene non avere altri interlocutori oltre a lui per quanto riguarda il mercato. Tare è già stato ampiamente ridimensionato. Già adesso.

La Lazio non può muoversi così anticipatamente sul mercato senza sapere se andrà in Champions e senza sapere il piazzamento in campionato. Certo, Sarri avrebbe voluto sedersi a un tavolo per fare programmi con o senza Champions e lo avrebbe già voluto fare. Purtroppo questa cosa non è ancora successa. Uribe è una trattativa portata avanti direttamente da Lotito e proposta a Sarri che però al momento sembra avere altre idee.

Poi bisognerà vedere se Milinkovic andrà via, quando e a quale cifra. Insomma, ci sono ancora molte variabili.

Sulla questione Pedro, il famoso bonus pro-Roma che il calciatore (non la Lazio) dovrebbe dare ai giallorossi da 700.000 euro, alla fine il giocatore lo dovrà versare o altrimenti non potrà essere tesserato nei termini previsti e comunque non potrebbe essere schierato.

La situazione in vista di Lazio-Torino sembra abbastanza tranquilla con l’eccezione di Immobile che comunque verrà dimesso oggi alle 15 con un tutore al braccio, mentre la figlia rimarrà in ospedale. Vecino domani tornerà in gruppo, mentre Casale ha superato i problemi gastrointestinali. In buona sostanza saranno tutti a disposizione tranne Ciro”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Sarri ha riscritto la storia della Lazio, Lotito vuole completare la rivoluzione

La rivoluzione è un lavoro poetico. Sarri la sta compiendo con il suo credo forgiato dai campi in terreno battuto e l’anima sensibile di chi, però, non s’è mai disilluso: «Io ricerco sempre l’utopia nel calcio». Così questo dinosauro (autocit.) ha già riscritto la storia della Lazio. Sessantuno punti in classifica dopo 30 giornate valgono il secondo posto – ora persino considerando la Juventus senza la penalizzazione di meno 15 – e il terzo miglior risultato dell’almanacco biancoceleste, inferiore soltanto al 2019-2020 con Simone Inzaghi e alla stagione 2000-2001 con il duo Eriksson – Zoff(suben- trato il 9 gennaio). Eguagliato Maestrellinella leggendaria annata 1973-1974 (considerando i 3 punti a successo) e migliorato il dato del 1999-2000 ovvero del secondo scudetto. Ora in tanti si stanno accorgendo del “miracolo” di Maurizio. Anche se al tecnico non lo scalfivano le critiche pungenti di due mesi fa e non lo compiacciono le sviolinate dei tanti che salgono e scendono dal suo carro. Diceva Bukoski, il suo scrittore preferito: «Attenti a quelli che cercano continuamente la folla, da soli non sono nessuno». Invece Sarri sa e sapeva benissimo chi era e dove voleva arrivare, anche quando non lo vedeva nessuno. Ora il traguardo è lì e il Comandantespinge il suo esercito a fissarlo come unico obiettivo: «Tappatevi le orecchie, non pensiamo di essere bravi adesso. Concentrazione massima e attenzione alta sino all’ultimo», il discorso alla ripresa ieri a Formello, con la mente e lo sguardo proiettati già sabato al Torino. Quando mancherà per squalifica Cataldi, che ieri ha finalmente firmato il rinnovo (a 1,5 milioni più bonus) sino al 2028. Al suo posto ballottaggio fra Marcos Antonio e Vecino, che ieri ha lavorato ancora in palestra, ma domani è atteso in gruppo. Chissà se farà prima Casale, anche lui in miglioramento ma ancora alle prese con la gastroenterite del riscaldamento del Picco.

LA META – Gli ostacoli e gli imprevisti (vedi Immobile di nuovo ko) rimangono dietro l’angolo. La Lazio di Sarri deve dimostrare ancora di essere diventata più forte di tutti e tutto. Questo è il salto compiuto nello spirito, che sta mandando Lotito in delirio: «Non è un caso che sia sempre più presente a Formello. Questa squadra mi sta entusiasmando e voglio sostenerla affinché mantenga questo carattere sino all’ultimo. Non devono esserci ostacoli, nessuno deve più mettersi in mezzo, ho ripreso tutto io in pugno». Ieri certificata con un comunicato ufficiale l’uscita della dottoressa Anna Rita Nastri dall’area sponsor, Cristina Mezzaroma continua a sistemare i conti nel centro sportivo. Bianchi ha preso il posto di Bianchessi nel settore giovanile, ma restano in atto movimenti nell’organigramma societario. Lotito non ha ancora presentato il famoso triennale a Tare in scadenza nel 2024, proseguono i nuovi rumors su Accardi o Foggia accanto a Fabiani dg, ma è ancora tutto in ballo. In caso di addio dell’attuale ds, Peruzzi ha dato la disponibilità a tornare al fianco di Sarri, a cui non dispiacerebbe un’altra figura di raccordo. La rivoluzione è a buon punto, mica compiuta del tutto. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Zaccagni pazzo di Lazio: “Il DNA biancoceleste mi è entrato dentro”

DNA Lazio. Una stagione super per Mattia Zaccagni. La Lazio ha trovato il suo gioiello in attacco capace di fare assist e gol a ripetizione. Sono 37 le presenze totali con 10 reti e 9 passaggi vincenti. Una curiosità: ha segnato solo in campionato, dove si sente super ispirato. E quella ciliegina sulla torta, il gol decisivo nel derby, è forse uno dei ricordi più belli della sua annata: “Il movimento che ho fatto con la caviglia è stato un movimento innaturale, ma naturale, mi è venuto spontaneo. Non l’ho pensato, è venuto così ed è andata bene. L’altra cosa perfetta di quella sera è stato andare sotto la Curva. Tutti i compagni, tutta la panchina che è venuta a festeggiare lì. È stato qualcosa di emozionante”, le sue parole rilasciate a Lazio Style Channel

La voglia di Lazio

“In cosa credi il DNA della Lazio ti sei entrato dentro? La passione che ti trasmette la gente, senti qualcosa di cui fai parte. Ti senti dentro all’ambiente, ti fanno sentire l’importanza della maglia. È un ambiente che a me piace tanto, familiare, che coccola. Questa credo sia la cosa più bella ci possa essere nel calcio”.

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Immobile, oggi l’ospedale: difficile il ritorno per Inter-Lazio

Immobile sarà dimesso nelle prossime ore dall’ospedale Gemelli dov’era rimasto anche per stare vicino alla sua bambina ancora in ospedale.

Come riporta Repubblica, le sensazioni sul suo rientro in campo anticipato sono più positive rispetto a quelle di domenica sera, quando venne diramato il bollettino medico.

Da Formello infatti filtra ottimismo sul recupero del centravanti per il 30 aprile, quando la Lazio andrà a San Siro per affrontare l’Inter.

(IL MESSAGGERO) – Due giorni dopo il terribile incidente con il suo Suv Defender, Ciro Immobile lascia l’ospedale Gemelli. Verrà dimesso oggi pomeriggio alle 15 con un tutore al braccio. Al momento è l’arto a dare più fastidio al capitano della Lazio. La costola XI fratturata non gli comporta invece dolore e non sbatte sul polmone, inficiando sul respiro. Il bomber rimane piuttosto preoccupato per la piccola Michela (la figlia di 10 anni) a bordo dell’auto domenica mattina: la bimba dovrà restare anche stanotte nella sala rossa dell’ospedale in osservazione perché la lieve lesione al fegato rientrerà, ma va monitorata sino all’ultimo. Immobile ieri aveva deciso di restare al suo fianco, si sente in colpa per l’accaduto, ma tutto rientrerà molto presto con un sospiro di sollievo. E Ciro pensa già anche al campo: vorrebbe farcela (almeno per la panchina) contro l’Inter il 30 aprile, ma la situazione andrà valutata di giorno in giorno. L’obiettivo è molto difficile, i dottori a Formello ci vanno cauti e non sottovalutano nemmeno gli allenamenti persi, visto che Ciro stava appena recuperando anche da una lesione al flessore sinistro. Rimane tutto in ballo, persino Sassuolo e Milan sono a rischio. Si capirà tutto meglio, strada facendo.

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‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Il Torino ti impegna dal punto di vista fisico. Mi fido del gruppo della Lazio” (AUDIO)

Torino-Lazio, Bruno Giordano a ‘QUELLI CHE…’

“Il Torino può mettere in difficoltà la Lazio a metà campo. Hanno giocatori di gamba in ogni zona e davanti hanno giocatori che possono inventarsi la giocata, ma che sono discontinui. Non sarà semplice perché il Torino ti impegna molto dal punto di vista fisico.

Se Casale recupera al 100% lo vedo titolare contro il Torino, anche perché Sanabria è molto bravo di testa e per arginarlo l’ex Verona è perfetto.

A centrocampo in caso di forfait di Vecino non vedo altra strada di Marcos Antonio titolare.

La Lazio mi trasmette molta sicurezza per quanto riguarda il gruppo, quindi secondo me può sopperire per una partita a queste assenze pesanti.

Spero che Basic possa essere della partita perché secondo me vale più di ciò che abbiamo visto. Giocare 20 minuti a partitati porta in alcuni casi ad avere pregiudizi. A livello di caratteristiche è uno che nel centrocampo della Lazio ci può stare.

L’Inter secondo me dovrebbe fare un miracolo per rientrare nella corsa Champions, non tanto per la distanza dal quarto posto, ma per il fatto che mi sembra avvitata in una crisi profonda.

Il Milan invece ha giocatori più in palla e mi sembra uscito dal periodo negativo che ha passato. Per la Lazio sarebbe straordinario arrivare secondi, ma sarebbe straordinario comunque entrare in Champions.

L’Atalanta non mi ha mai convinto, mentre le milanesi hanno avuto dei problemini che la Lazio ha sfruttato in maniera egregia”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Situazione Tare-Sarri da risolvere. Sentenza di domani inciderà su Champions” (AUDIO)

Situazione Tare-Sarri, Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’

“Capisco che la situazione con Tare non sia ancora definita e capisco anche che esistono due tipi di mercato: con e senza Champions. Ma state tranquilli che il mercato va avanti e si stanno esaminando vari profili. Sia da parte di Tare che da parte di Sarri. E a seconda del fatto che rimanga o non rimanga Tare si andrà su alcune piste o su altre.

Ad esempio Uribe è una storia vera: la Lazio sta valutando se prendere questo calciatore a parametro zero che può ricoprire due ruoli, quello di mezzala e quello di mediano davanti alla difesa. Così come il nome di Fazzini dell’Empoli è una pista credibile.

Insomma, la Lazio si muove. Si muove Sarri, si muove Lotito, si muove Tare. Il problema è farlo in sinergia. Ci sarà forse una riunione e certi ambiti di competenza vanno delimitati meglio e chiariti i ruoli una volta per tutte. Lotito è chiamato a una decisione.

Per quanto riguarda Lazio-Torino sarebbe importante recuperare Vecino poiché Cataldi è squalificato. Ieri l’uruguagio ha fatto palestra e oggi potrebbe allenarsi col gruppo. Al massimo domani. Sempre che questi programmi vengano rispettati.

Dietro invece Casale non sta benissimo e va valutato. Non è detto poi che Patric possa essere più adatto come difensore di destra viste le caratteristiche degli attaccanti del Torino, tutti tecnici e rapidi. Forse Patric ha carte da giocare.

Per quanto riguarda la corsa Champions secondo me inciderà molto anche psicologicamente la sentenza di domani. Se la Juve dovesse rientrare nel gruppone a due punti dalla Lazio, sarebbe una situazione complessa.

Inter e Milan mi sembrano molto preoccupate dalla Lazio perché senza impegni infrasettimanali sta volando. Il vantaggio ad esempio di 12 punti sull’Atalanta mi sembra significativo. In una stagione in cui non aveva le coppe era accreditata di fare molto meglio”.

Alessio Buzzanca

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Cataldi, altri 5 anni con la Lazio

Importante aggiornamento fornito da Il Messaggero sul futuro di Danilo Cataldi, in scadenza di contratto a giugno del 2024.

Come riporta il noto quotidiano romano, il classe ’94 ha firmato ieri il rinnovo con la Lazio fino al 2028 con ingaggio da 1.5 milioni più bonus. L’annuncio verrà dato a fine campionato.

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Premio “Daniel Guerini miglior giovane”. Cancellieri: “Sono in un grande club, qui per crescere”

È la notte del Gran Galà del Calcio, nel Radisson Blu GHR Hotel, in zona Parioli a Roma, l’evento, organizzato dall’ADiCoSp (Associazione Direttore e Collaboratori Sportivi), ha visto il giocatore biancoceleste Matteo Cancellieri salire sul palco per ricevere il premio “Daniel Guerini miglior giovane”.

Nel corso della serata Matteo Cancellieri si è espresso così ai nostri microfoni:

“Sono felice di essere qui e ricevere un premio così importante e che porta il nome del mio amico Daniel. Non posso dimenticare l’esperienza di Verona che mi ha permesso di esordire in Serie A, mettendomi alla prova. Sono arrivato in un grande club come la Lazio che mi aiuta tutti i giorni a crescere, come uomo e calciatore. Stiamo vivendo un momento molto positivo in campionato, sappiamo che la strada è ancora lunga, ma con questo forte spirito di gruppo, possiamo toglierci delle belle soddisfazioni”.

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Incidente Immobile: “Il semaforo verde non funzionava da giorni”

Ciro Immobile sta bene, le figlie anche. Ora serve solo un po’ di tempo per cancellare dalla testa lo shock post incidente. E intanto si indaga su come sia accaduto l’impatto tra il suv del bomber della Lazio e il tram. Il Gazzettino raccoglie la testimonianza di Marco S., tassista di Roma che ogni giorno, per lavoro, passa in quel tratto di Piazza delle Cinque Giornate e Ponte Matteotti. E spiega: “L’anomalia che personalmente ho riscontrato riguardava il semaforo che regola la viabilità sulla preferenziale riservata a mezzi pubblici, disabili, Ncc e a noi tassisti”.

Il malfunzionamento del semaforo

Un primo malfunzionamento del semaforo consisteva nel segnalare il rosso per un lunghissimo tempo. E questo mentre erano intermittenti il rosso e il verde per chi proveniva dal lungotevere Oberdan. Quindi ho visto colleghi inchiodati davanti a me per minuti interminabili e qualcuno alla fine attraversare ugualmente l’incrocio con molta cautela pur di passare. Si stava fermi anche per venti minuti. Poi, però, succedeva anche qualcosa di opposto. Che il verde durava appena due o tre secondi, poi ridiventava subito rosso. E così tu ti trovavi ad avere impegnato regolarmente l’incrocio ma di trovarti in mezzo alla strada con il rosso, mentre chi proveniva dal lungotevere Oberdan vedeva il segnale di via libera di fronte a sé e non frenava. Ho sentito le parole di Immobile che proveniva dal Lungotevere e ho letto quelle del tranviere che arrivava dalla preferenziale ed entrambi sembravano molto determinati nel sostenere di essere passati con il verde. Visto quello che ho sperimentato io e anche altri miei colleghi che hanno risposto in chat, che possa essere accaduto realmente non mi stupirebbe”. Corriere dello Sport