Non ci sarà un ricongiungimento perché Kamada prende tempo. E a Francoforte insistono: il 26enne giapponese vuole aspettare l’Atletico Madrid, pretende 5 milioni e al momento dice no ai 3,5 milioni più bonus della Lazio. Non è arrivato l’ok dopo i contatti fra i suoi intermediari (che chiedono 5 milioni di commissioni) e il club capitolino, che non può certo permettersi di aspettarlo in questo stallo pericoloso di mercato. C’è urgente bisogno di sostituire Milinkovic, Lotito ha già bloccato Zakharyan (ieri in gol su rigore in Russia con la Dinamo Mosca) a 11 milioni più 2 di bonus e non vorrebbe perdersi il suo talento: infatti è atteso per la firma nella capitale nel weekend, al massimo verrà “parcheggiato” in un club (vedi il Verona con Caceres) amico. Sarri non lo considera pronto e, a questo punto, vorrebbe occupare l’unico posto da extracomunitario (non c’è nulla ancora al Coni sul tavolo sull’equiparazione dei calciatori inglesi ai comunitari) con Hudson-Odoi sull’esterno. Può arrivare in prestito con obbligo di riscatto dal Chelsea, c’è il Fulham in agguato. Lotito non molla Karlsson, ma vuole comunque tenere libero lo slot per lo straniero nel caso in cui dovesse sfumare oggi anche l’ultimo assalto da 25 milioni (bonus compresi) a Zielinski, promesso da Lotito. Questa è l’ultima novità, Piotr non ha ancora firmato il rinnovo e Sarri ieri lo ha richiamato. C’è ancora un lumicino acceso per il suo sogno con Ricci a centrocampo. Il Messaggero
Un occhio alle entrate, un altro alle uscite. In lista di partenza ci sono Akpa Akpro, Basic e Marcos Antonio. Serve trovare una sistemazione, non sarà facile. Ma con l’arrivo di Sow ora lì in mezzo sono in tanti. Resta il dubbio Cancellieri, che la Lazio voleva inserire come contropartita per qualche affare in Italia. E poi una mini lista di giocatori che non rientrano nei piani biancocelesti da tempo e tutti rientrati dai prestiti: Kamenovic, André Anderson e Jony (con contratto in scadenza ancora nel 2024). Pesano i loro ingaggi, sottolinea il Corriere dello Sport
Ora mancano appena due giorni alla fine del ritiro. Solo ieri Sarri ha potuto lavorare con un nuovo acquisto (Castellanos) e non può essere soddisfatto. Da giorni passeggia da solo prima dell’inizio di ogni allenamento, si isola con una sigaretta nel piccolo campo alle spalle dello Zandegiacomo. I tifosi lo osannano, ma lui ha il capo sempre più chino e lo sguardo pensieroso e imperscrutabile dietro il cappellino. È arrabbiato per il mercato e anche perché il terreno è completamente zuppo dopo la pioggia battente degli ultimi giorni, e le prove tattiche faticano. Oggi alle 18 l’ultimo test contro l’NK Bravo (massima divisione slovena) per testare lo stato di forma della Lazio. Campo agibile e altro diluvio permettendo. Il Messaggero
Di sicuro Maurizio deve far quadrare anche l’equilibrio tattico con Luis Alberto, a differenza di Milinkovic trattenuto alla Lazio con il rinnovo. Peccato manchi ancora la firma (il nodo solo le commissioni dell’agente Alfaro) dopo l’accordo sigillato (sino al 2027) ormai tre settimane fa a 3,5 milioni più bonus a Formello. Anzi, il peggio è che l’annuncio ufficiale di Pedro abbia risvegliato certi istinti dello spagnolo: «C’è un limite oltre il quale la pazienza cessa di essere una virtù», il post su Instagram accompagnato a un saluto. Dopo Immobile e Zaccagni, anche il Mago è irritato con Lotito per il ritardo: non aggiungiamo un altro rebus sul futuro, risolto a inizio luglio. Il Messaggero
AGGIORNAMENTO – Djibril Sow alla Lazio è un affare ormai in dirittura di arrivo. C’è il via libera dell’Eintracht Francoforte, la Lazio ha battuto la concorrenza di due club inglesi, fondamentale la volontà del centrocampista svizzero. È un’operazione da circa 15 milioni, i due club si organizzeranno nelle prossime ore per lo scambio dei documenti e per permettere a Sow di raggiungere la Capitale. Pronto un contratto quinquennale. Lo riporta Alfredo Pedullà
Sow è il possibile colpo a sorpresa, la svolta in regia. Dopo un altro no di Cairo a 20 milioni (bonus compresi) per Ricci, Lotito ha il colpo in canna in Bundesliga. Ne sono certi in Germania, il nuovo vertice basso è Djibril Sow dell’Eintracht: affare agevolato dalla scadenza nel 2024, manca solo la firma sul quinquennale da circa 2,5 milioni coi bonus, è attesa entro stasera una risposta. Somiglia a Kessie, è un centrocampista box-to-box di grande tenacia. Il 26enne svizzero, nato a Zurigo (ma di origini senegalesi), ha rifiutato il rinnovo, il club di Francoforte lo ha messo in vendita e la Lazio sta provando a cogliere al volo questa grande chance. Lo riporta Ilmessaggero.it
AURONZO DI CADORE – La conferenza stampa di Pedro dal ritiro della Lazio: “Importante rinforzare la squadra”
Terzo anno alla Lazio, che progressi hai visto?
“Siamo cresciuti tanto, soprattutto nella mentalità. Abbiamo fatto un bel passo in avanti, arriveranno giocatori importanti. L’anno scorso si è lavorato bene, vediamo ora cosa succederà. Finora è arrivato solo il Taty, si sta allenando con tanta voglia, vediamo se capirà le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee del mister”.
Quanto puoi aiutare la Lazio in Champions?
“Sono qui per questo, per portare la mia esperienza sul campo e nello spogliatoio. La Champions è una competizione difficile, vediamo cosa dirà il girone, è un premio per quanto fatto. Dobbiamo giocare il meglio possibile, ma lavoriamo per andare avanti in tutte le competizioni”.
“Un bell’attaccante. Un ottimo giocatore, ha voglia di fare bene, abbiamo parlato. Ha fatto benissimo al Girona, con partite importanti come contro il Real Madrid, segnando 4 gol. Un bell’arrivo, può dare tanto alla squadra. Siamo qui per aiutarlo e farlo ambientare il prima possibile. L’ho visto sicuro, può aiutare tantissimo la squadra. Sul campo mi sembra molto concentrato”.
Chi vuoi affrontare in Champions?
“Mi piacerebbe il Barcellona, anche se è sempre difficile contro di loro. Hanno un super possesso palla e tanti giocatori forti, per me comunque sarebbe speciale tornare al Cam Nou per giocarci contro”.
Esodo in Arabia Saudita?
“Il calcio è calcio sempre. Sicuramente è più prestigioso giocare in Europa ora, però lì stanno andando in tanti, stanno facendo offerte difficili da rifiutare. Io sono in un altro punto della mia carriera, ho scelto la Lazio per quello che ho vissuto con tifosi, compagni, staff e presidente. Volevo fare un salto in alto con la squadra, stiamo lavorando per questo. Poi dobbiamo rispettare le decisioni degli altri giocatori perché sono opportunità importanti, ogni anno diventerà sempre più difficile scegliere l’Europa. Per il momento qui è ancora il calcio migliore del mondo, ma se arrivano certe offerte è difficile dire di no”.
Vincere in Italia è impossibile?
“L’ho detto l’anno scorso, nessuno scommetteva su noi, tutto è possibile. Un campionato difficile da vincere, ma l’ha vinto il Milan, poi il Napoli. Possiamo farlo anche noi. Serve un ulteriore salto. Penso che non sia impossibile. Tutti noi dobbiamo avere il sogno di vincere lo Scudetto con la Lazio. Non è una cosa impossibile. Difficile sì, ma dobbiamo lavorare tutti insieme perché abbiamo fatto una buona stagione e dobbiamo migliorare”.
Quanto sarebbe importante vincere un trofeo alla Lazio?
“Il principale obiettivo, se non l’unico. Mi piacerebbe vincere in ogni paese in cui ho giocato, qui ancora non ci sono riuscito. Serve la mentalità giusta, penso che siamo pronti per farlo. Dobbiamo andare in campo e provare a vincerle tutte. Serve il passo in avanti nella mentalità, come il Napoli l’anno scorso”.
Cosa ti ha convinto a rimanere?
“Voglio ringraziare il presidente Lotito, è stata una figura importante anche il mister. Poi i compagni, qui è una famiglia. Anche tutti i tifosi, ho un rapporto speciale con loro. Una decisione pesante per rinnovare, volevo giocare qui la Champions”.
Quanto manca però tecnicamente per poter sognare lo Scudetto?
“Bisogna rinforzare la squadra, la società sta lavorando per questo, poi vediamo chi arriva. Non siamo tanto lontano da quel livello, penso che siamo pronti. Abbiamo fatto una buona stagione, dobbiamo continuare su questa strada. Sarà difficile, il campionato è tosto perché ci sono tante squadre che giocano bene, ma possiamo riuscirci”.
Chiudere la carriera alla Lazio?
“Sì, perché no? Sto bene qui, l’Italia mi ha accolto bene, sto bene coi tifosi e coi compagni. Questa squadra ha dei valori che mi piacciono, è una bella cosa poter chiudere qua la carriera”
Hai parlato con qualche ex compagno per farlo venire? Che ne pensi di Hudson-Odoi?
“Ho parlato con tanti, anche con Messi, Jordi Alba, Busquets (ride, ndr), erano tutti sul mercato. Penso che dobbiamo lasciare lavorare la società su questo, il presidente e il mister stanno lavorando forte. Hudson-Odoi è un giocatore forte, può giocare a destra e sinistra, può aiutare la squadra”
ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’
“In questo momento possiamo dare solo cattive notizie. Von gli agenti di Kamada c’è stato un contatto un contatto telefonico e quello che trapela è che non sia stato positivo. Si va verso il no, il giapponese aspetto l’Atletico di Madrid, ha prese di ingaggio molto alte. E’ arrivato il no anche da parte di Cairo all’offerta di Lotito per Ricci da 20 milioni di euro. Corto circuito vicino con Sarri? Ancora no, potrebbero esserci delle novità già oggi su alcuni nomi che dovrebbe accontentare il tecnico. Hudson-Odoi? Se sfuma Kamada è chiaro che l’inglese è più vicino perchè resterebbe libera la casella degli extra-comunitari, ma non è da escludere che la Lazo riesca a convincere Sarri su Zakharyan”
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Lazio impreparata al post Milinkovic”
“Capisco la delusione della gente, il pessimismo poi è sempre una cosa proiettata al futuro. E’ una settimana molto importante, è evidente che si sia un po’ di delusione da parte di Sarri che si aspettava di avere già altri giocatori in ritiro. In particolare l’erede di Milinkovic, chiaro che non puoi farti trovare così impreparata alla sostituzione di un giocatore così importante. Sulle tempistiche, sul non farsi trovare impreparati di fronte a certe situazioni, la Lazio sta mostrando ancora delle lacune. Mi aspettavo almeno un paio di colpi in più, questo si.
Per la sostituzione del serbo, il preferito è Kamada. In questo calcio folle, le commissioni per il giapponese non sono alte, tre milioni. Il problema più che altro è l’ingaggio richiesto, cinque milioni di commissioni. Anche su questo giocatore non sono molto ottimista, quando di sono squadre come l’Atletico di Madrid che fanno concorrenza è dura. Zielinski sta facendo proprio una scelta chiara di vita, restare a Napoli a cifre più basse rispetto a quelle che avrebbe inizialmente dovuto percepire. Non è servito il lavoro di Sarri, è andata così, è andata male. Sarri aveva tre priorità, il polacco, Berardi e Milik e nessuno di tre arriverà. Per quanto riguarda Gedson Fernandes, il Besiktas continua a chiedere una cifra che la Lazio considera eccessiva, 35 milioni di euro. Zakharyan è bravo, piace, ma non è considerato pronto dal tecnico. Se Sarri si impunterà in negativo su di lui, credo che si andrà su Hudson-Odoi come esterno extra-comunitario.
AURONZO DI CADORE – Prima parte della seduta dedicata ai difensori ed ai movimenti della linea. Rientro in gruppo per Romagnoli, ancora out Hysaj alle prese con una tendinite. Attesa per la prima apparizione in campo di Castellanos che intanto lavora in palestra e sul campo adiacente con il resto della squadra.
ROSSI: Ruggeri, Patric, Romagnoli, Marusic
AZZURRI: Lazzari, Dutu, Casale, Fares
– Ecco in campo il Taty Castellanos. Dopo la sessione dedicata ai difensori tocca al resto del gruppo. Centrocampi ed attaccanti, compreso l’ex Girona.
I due reparti si aggiungono a quello offensivo, sul campo tutta la rosa lavora su un undici contro zero, tra i giocatori più osservati c’è, ovviamente, il Taty: protagonista di un gol dopo pochi minuti dall’inizio della sessione tattica. Servito in profondità, supera Furlanetto con un cucchiaio che gli regala “il suo primo gol biancoceleste”. L’allenamento prosegue con la difesa sui calci piazzati, dalla destra se ne occupa Fares, mentre a sinistra Luis Alberto e Pedro sono gli incaricati. Sarri approfitta di questo allenamento, per provare anche nuovi schemi da palla corta. Di seguito le due formazioni scelte dal tecnico:
Azzurri: Lazzari, Casale, Dutu, Fares; Bertini, Marcos Antonio, Luis Alberto; Pedro/Sana Fernandes, Castellanos/Diego Gonzalez, Felipe Anderson;
CASTELLANOS – Il nuovo acquisto è il più seguito da Sarri. Il tecnico gli dà indicazioni sui movimenti e sulla posizione da ricoprire in campo, ma il suo dinamismo lo aiuta a intuire subito le richieste del suo nuovo allenatore. Alla prima sessione di allenamento è impensabile dare già un giudizio, ma le impressioni al termine dell’allenamento sono molto positive. In chiusura di sessione subito l’abbraccio dei tifosi con autografi e foto.
Ci ha creduto Sarri, anche se per poco. Ha creduto che senza l’ex diesse Tare avrebbe avuto carta bianca sul mercato, che Lotito l’avrebbe insignito del ruolo di allenatore-manager, che l’avrebbe eletto “Ferguson della Lazio” e che con i 50 milioni della Champions e i 40 ricavati dalla cessione di Milinkovic avrebbe potuto costruire una Lazio da vertice. Invece s’è ritrovato un “Tarito”, un Lotito “diesse”, l’ha relegato al titolo di «direttore d’orchestra» sottolineando che «nella Lazio decido io e firmo io» e che «i giocatori li scelgo io». Sarri, dopo queste sparate, si è chiuso in un rumoroso silenzio. Non ha parlato nella notte della presentazione, la più minimale degli anni vissuti ad Auronzo. E’ stato l’ennesimo segnale, dentro i silenzi ci sono le sue inquietudini. S’aspettava un mercato più ricco e veloce, la sostituzione immediata di Milinkovic. Si è ritrovato senza Sergej e senza acquisti in ritiro, l’unico è arrivato ieri: Taty Castellanos, il vice Ciro. Ha approvato il suo arrivo, ma lo ritiene il migliore tra i profili che gli sono stati proposti. In ballo c’erano Marcos Leonardo del Santos e Amdouni del Basilea. Mau era partito con l’idea di avere Milik, si era esposto in prima persona per convincerlo a sposare la Lazio. Il polacco poi ha riscelto la Juve, spiazzandolo. Sarri, perso Milik, aveva chiesto Sanabria.
I punti di divisione con Lotito adesso sono principalmente due. Sarri in silenzio ha chiesto e continua a chiedere Zielinski e Berardi. Lotito ci ha provato per il primo offrendo 20 milioni, si è sentito rispondere da De Laurentiis che ne servono 30 più 5 di bonus, del resto lui ha venduto Milinkovic a 40 (entrambi in scadenza nel 2024). Zielinski sta trattando il rinnovo, la famiglia lo spinge a restare. Il presidente della Lazio ha più di un alibi per giustificare l’assalto fallito. Per Berardi non ci ha mai provato realmente, frenato dalla richiesta di 30 e passa milioni del Sassuolo. Sarri aveva indicato Gedson Fernandes e Hudson-Odoi come opzioni principali al posto di Zielinski e Berardi.
Lotito si è presentato con Kamada e Zakharyan. Sul giapponese c’è convergenza di type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee, sul russo meno. Sarri vuole giocatori forti, da Champions. La stellina della Dinamo è promettente, ha colpi da fuoriclasse, ma c’è bisogno di tempo per inserirlo. Lo reputa un acquisto aggiuntivo, in caso partisse Basic. Non il sostituto principale di Milinkovic.
Lotito chiede tempo Mau, nell’unica uscita della nuova stagione, era stato chiaro: «Noi siamo arrivati secondi perché abbiamo fatto bene, ma siamo andati sull’onda di squadre che hanno fatto meno di quello che potevano e non possiamo farci conto in futuro». Per restare in Champions è convinto che serva molto di più. Mancano il nuovo Milinkovic, una nuova ala, un nuovo regista e un terzino sinistro. Siamo al 25 luglio, il ritiro di Auronzo si concluderà venerdì e ha potuto lavorare con la stessa Lazio.
Lotito ha perso tempo e una prima occasione per dar vita ad una nuova era. Deve recuperare terreno e accelerare il mercato. Sarri è in silenzio, ma fa trapelare da giorni la sua insoddisfazione, i rumors spaventano i tifosi. Lo fa da due anni, più volte ha minacciato di andare via, è stato solo un modo per scuotere Lotito. Del resto anche ad inizio luglio, a Sportitalia, l’aveva detto: «Da un punto di vista egoistico, dopo aver centrato il secondo posto, avrei dovuto dare le dimissioni. Ci ho pensato però mi trovo in un ambiente in cui sto bene. Dobbiamo avere la testa alle prime quattro posizioni, sapendo che è difficilissimo». Ora anche di più. Corriere dello Sport