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RASSEGNA STAMPA

Romero saluta per il Sub 20, ma è un addio. Promosso Gonzalez

Romero saluta. Luka ieri mattina si è allenato agli ordini di Sarri con le riserve, ma ha anche salutato tutti. La sua stagione infatti terminerà prima, visto che risponderà alla convocazione dell’Argentina under 20 in vista del Mondiale che giocherà in casa. L’esordio ci sarà sabato 20 contro l’Uzbekistan, ma gli allenamenti dei ragazzi di Javier Mascherano cominceranno oggi.

Un saluto nel prossimo calciomercato Lazio, quello del 2004, che è un addio, dopo 21 presenze e un gol valso tre punti quest’anno col Monza. Lotito non ha ceduto col suo agente Ramadani: niente commissione di 5 milioni e di conseguenza niente rinnovo, nonostante il ragazzo lo avesse già firmato qualche mese fa. Decisivo il no del patron, che ha spinto per far salire con Sarri il suo colpo Gonzalez. Romero saluta, Gonzalez sale. Lo riporta Il Messaggero.

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Sarri rallenta Uribe: prima di chiudere vuole conoscere il futuro di Milinkovic e Luis Alberto

Come riportato dal Corriere dello Sport Maurizio Sarri non vede l’ora di tagliare il traguardo Champions con la Lazio. Aspetta l’incontro con Lotito per pianificare la prossima stagione. Ha persino stoppato (o rallentato) la firma di Uribe, centrocampista del Porto in scadenza di contratto, perché non avrebbe senso prenderlo senza conoscere il destino di Milinkovic e sapere se Luis Alberto resterà o cercherà di nuovo il trasferimento in Spagna. di Uribe piace, ma il tecnico chiede acquisti mirati in base alle necessità e caratteristiche complementari, così ha suggerito di congelare le manovre in attesa di tagliare il traguardo, poi comincerà a ragionare di futuro e di calciomercato Lazio. Meglio non ripetere il caso di Marcos Antonio, preso al posto di Leiva e confidando nell’arrivo, in seguito sfumato, di Ilic.

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APPROFONDIMENTI

Lazio Primavera di nuovo in A: vola su nel cielo aperto…

La Lazio Primavera pareggia la gara interna col Cosenza, ma si laurea prima in classifica matematicamente, accedendo direttamente alla Primavera 2. In occasione dell’ultima fatica biancoceleste, vi riportiamo l’editoriale di Alessandro Zappulla su Lalaziosiamonoi.it. “Come può uno scoglio arginare il mare..”, cantava Lucio Battisti in una sua vecchia canzone. Come può una difficoltà, seppur grossa, sbarrare la strada alla dimensione di questa Lazio. È dalle note di, “Io vorrei, non vorrei…” che deve aver preso spunto e coraggio questa stagione importante della Primavera. Una scalata partita l’estate scorsa quando Claudio Lotito ha voluto impartire una sterzata decisiva alla solita storia, collocando al vertice della piramide delle giovani aquile, suo figlio Enrico. Con lui un vecchio lupo di mare del calcio: Angelo Fabiani,  che oltre a far crescere il rampollo di famiglia sotto la sua ala protettiva si è preso l’onere e l’onore di ricollocare la Lazio nel posto che le compete: la Serie A. La Lazio e la sua storia, ricca di passione, aneddoti, sciagure e momenti di gloria. La Lazio e il suo settore giovanile che sino a un lustro fa poteva vantare su un passato eroico e di formazione, senza mai l’onta del baratro. Quella cantera biancoceleste, che nella sua lunga epopea ha tirato fuori, campioni come Giordano, Manfredonia, Nesta, Di Canio. Quella scuola che ha annoverato maestri come Vatta e Patarca. Quella Primavera di audace ispirazione, indegnamente divenuta maledetta negli inferi della B. Oggi si è ripresa la scena tornando in A. Oggi i ragazzi di Sanderra sono tornati a volare verso orizzonti sconfinati. Primo posto blindato dopo una stagione con una partenza diesel. Un comparto unico e solido, caratterizzato dalla presenza costante della dirigenza affiatata. La sinergia tra Enrico Lotito e Angelo Fabiani ha tenuto la barca dritta fra le turbolenze di inizio campionato. Giocatori messi alla porta, ricostruzione dal basso, puntando su innesti di qualità. Il tutto blindato dall’obbligo di tener fede ai sani principi del rispetto e della disciplina, che in un club ambizioso come la Lazio non possono mai venir meno. Oggi le ali di questa Primavera sono spiegate verso “Distese azzurre e verdi terre…” Con  l’imprudenza acerba di chi ha voglia di spiccare il volo “… Su nel cielo aperto e poi giù il deserto. E poi ancora in alto con un grande salto…”. Torna in A, vai Lazio Primavera, non fermarti più!

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ALTRE

Lazio, Akpa ha conquistato Empoli: “E’ l’anima…”

La Lazio riorganizza le idee per il calcio mercato anche se mancano 4 gare per definire l’orizzonte futuro biancoceleste. La Champions fa tutta la differenza del mondo e per affondare i primi colpi Lotito attende. Intanto fra coloro che sono ‘altrove’ c’è chi sta facendo molto bene. Su tutti c’è Akpa Apro. A confermarlo è il tecnico Paolo Zanetti. In conferenza stampa prima di Empoli – Salernitana il tecnico dei toscani si è così espresso: “Akpa Akpro sta facendo benissimo, è il motore e l’anima di questa squadra perché ha caratteristiche di strappo e per noi è sempre stato importante. Lo abbiamo avuto meno di quello che volevamo, è un ragazzo che per la sua corporatura è fragile. Può giocare in più ruoli, oltre a essere molto duttile lui stesso”.

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DICHIARAZIONI

Sarri in conferenza: “L’appagamento non è la causa, non siamo dei folli. Ora concentrati fino alla fine” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri dopo la sconfitta con il Milan

“Siamo andati sotto 2-0 senza che la partita fosse mai decollata, noi stavamo facendo pochissimo come loro: la sensazione è che l’abbiamo data per persa se non negli ultimi dieci minuti di gara. Non penso che siamo entrati scarichi, ma casualmente ci siamo trovati sotto di due gol, e questo ci ha condizionato in modo pesante il modo di pensare: sarebbe dovuto esserci un tentativo più cattivo. L’Inter si era trovata sotto e ha reagito in modo diverso, la sensazione visiva è che stiano meglio i nerazzurri: i picchi di velocità del Milan sono stati superiori, come quantità e qualità della corsa siamo stati superiori.

Ci vuole fantasia per avere certezza di un posto in Champions, non penso che l’appagamento sia la causa, altrimenti ho una squadra di folli e non lo penso: la classifica è cortissima e va dato tutto. Penso che la palla di Casale non fosse un granché, ma neanche lo smarrimento di Marcos, doveva andare più violento verso la palla per riaprire a sinistra: è un errore che può succedere, come può succedere che l’arbitro fischi quel contrasto. A Firenze abbiamo fatto quattro gol così, e parlarono di contropiede.

Se sono preoccupato? Bisogna essere concentrati, proiettati verso la prossima gara con il Lecce. Che in questo momento noi abbiamo giocatori in scarsa condizione, forse anche mentale, è evidente. Vediamo se riusciamo a farli tornare in condizione.

Cataldi? Vediamo domani mattina se può iniziare a lavorare in campo, se non lo fa nei prossimi due giorni diventa difficile per il Lecce. Può darsi che il Milan fosse più fresco per le scelte di mercoledì, sono scelte. Le sconfitte con Inter e Milan? Sono due squadre che abbiamo battuto, se poi mi chiedi un’opinione personale ti dico che sono due rose molto più forti della nostra, e ci manca qualcosa per essere alla pari: la classifica ti dice qualcosa di diverso, ma la realtà è questa”.

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DICHIARAZIONI

F. Anderson: “Non possiamo abbatterci e non siamo i favoriti per la Champions. Ci sono quattro finali” (VIDEO)

Felipe Anderson è intervenuto ai microfoni dei cronisti presenti in zona mista a qualche minuto dalla conclusione di Milan – Lazio. Ecco l’analisi del brasiliano: “Ci dispiace per il risultato di oggi, l’avevamo preparata molto bene. Siamo andati in svantaggio di due gol al primo tempo, quello ci ha messo in difficoltà. Il Milan è una squadra molto forte, sappiamo quello che stanno facendo, sapevamo sarebbe stata difficile oggi però non possiamo abbatterci. Sarebbe molto difficile se nella prossima partita fossimo così sfiduciati. La Lazio non è entrata in partita? Dal campo ho visto che c’erano gli spazi per giocare, stavamo iniziando a fare quello che avevamo allenato, degli scambi veloci, quello che chiede il mister. Stavamo per entrare in partita, in casa del Milan o dell’Inter è sempre difficile giocare, vogliono imporre il proprio gioco, la pressione. Sarebbe stato difficile comunque ma c’abbiamo messo del nostro negli errori, nel gol potevamo fare meglio. Sicuramente non possiamo abbatterci, saranno quattro finali che dobbiamo vincere”. 

“Favoriti per la Champions? Non la penso così, le squadre che affronteremo sono squadre che ci hanno messo in difficoltà nel girone d’andata. Saranno delle finali, delle partite toste da giocare, dovremo essere intelligenti, provare a imporre il nostro gioco. Lazio costretta a fare la partita? Dobbiamo fare il nostro gioco, siamo bravi con la palla, a chiudere le linee di passaggio e in tante altre caratteristiche. Lazio inferiore al Milan? Difficile dirlo, noi abbiamo vinto in casa, loro hanno vinto oggi. Il Milan è una squadra molte forte, noi abbiamo dimostrato con la nostra classifica di essere anche noi forti. Loro stanno facendo, da un po’ di anni, un bellissimo percorso anche con mister Pioli, ma siamo forti anche noi”. 

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DICHIARAZIONI

Romagnoli: “Dobbiamo uscire da questa situazione ed andare in Champions. Arbitro? Meglio che…” (AUDIO)

Prima volta a San Siro da avversario per Alessio Romagnoli. E non è andata bene. Vince il Milan, la squadra con cui ha vinto lo scudetto. E i punti per la Champions, importantissimi, vanno proprio ai ragazzi di Pioli. Il difensore biancoceleste, a Dazn, nel post partita ha commentato: “In partite così è difficile, andare sotto due a zero i primi minuti non è facile rimontare con una squadra come il Milan che è molto fisica e aggressiva. Partita equilibrata, purtroppo l’inizio ci ha penalizzato un po’. Poi tutte le decisioni arbitrali che è meglio non parlare perché sennò finivamo forse in uno in campo. Sono state clamorose. È andata così, adesso abbiamo quattro finali. Andiamo avanti”.

La carica di Romagnoli

“Abbiamo sbagliato noi sui gol e ci prendiamo tutte le responsabilità del caso, è un momento un po’ particolare perché oggi dovevamo almeno non perdere. Era fondamentale non perdere per tenere un po’ di distacco lì dietro. Adesso dobbiamo pensare alla prossima. Continuano a lavorare a testa bassa. Speriamo che il pubblico ci dia una grande mano, è fondamentale per noi. Tutte le partite sono difficili, abbiamo una squadra forte che deve assolutamente vincere per andare in Champions. San Siro non è facile, ma in Serie A uno deve avere le palle per giocare così. Oggi è stata una partita particolare però abbiamo tutto il tempo per riprenderci. Dobbiamo pensare partita per partita. Dobbiamo uscire da questa situazione”.

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DICHIARAZIONI

Sarri sul vantaggio del Milan: “Ai gol irregolari ci siamo abituati. Sembrava che l’arbitro volesse…”

Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha commentato la sconfitta: “Gol irregolare? A quello ci siamo abituatati, la conduzione nei primi 30 è stata pesante, nel senso che poteva dare l’idea che volesse indirizzare la partita forse è così o forse no, ci sono stati 5 falli noi 2 ammoniti e oro 0. Tanti arbitri lo fischiano, dobbiamo pensare a quel che è successo dopo, la reazione non è arrivata”.

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DICHIARAZIONI

L’allarme di Sarri: “Partita abbandonata, mi preoccupa vedere una squadra che non ci crede. Molti non sono in condizione” (AUDIO)

Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sfida persa per 2-0 contro il Milan. “Ci siamo trovati sotto 2-0 che la partita non era ancora cominciata. Non c’era stato un tiro in porta da parte del Milan, nemmeno uno da parte nostra. La squadra non ha sembrato crederci, se non nei minuti finali, ma si tratta più di una reazione nervosa. Dal punto di vista fisico siamo primi in tutte le graduatorie che vengono stilate, esclusi i picchi di velocità. Nell’intervallo eravamo sfiduciati e stavamo abbandonando la partita, non crederci. Questo è ciò che mi ha preoccupato. In costruzione abbiamo fatto più fatica del solito. Luis Alberto nel finale sembrava stesse meglio. Molti non sono né in condizione fisica né in quella mentale. Ciro è uno che se non fa la partita o non segna si accascia. Fisicamente manca qualcosa, ma dovrebbe ritrovare il gol per riprendere fiducia. Lotito nello spogliatoio? Io non l’ho visto, stavo in quello dello staff e non so se è passato dai ragazzi. Se si guarda il calendario siamo morti. Dovremo fare partite vigorose e fare il meglio”.

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SETTORE GIOVANILE

Lazio Primavera, è promozione: basta il pareggio con il Cosenza

ROMA – Almeno un punto per volare in Primavera 1. E la Lazio baby di Sanderra non sbaglia. È 1-1 al Fersini contro il Cosenza, con il gol biancoceleste di Balde (su rigore). Di Difatta la rete dei calabresi. Tutto è accaduto nel primo tempo. Poi il via alla festa davanti agli occhi del dg Enrico Lotito e del ds Angelo Fabiani, entrambi in carica dall’estate scorsa. La galoppata iniziata in autunno è alla fine vincente. Da novembre in poi è iniziata la scalata: 18 vittorie, 2 pareggi e 1 sola sconfitta nelle successive 21 gare. Un passo che soltanto l’Ascoli è riuscito a tenere, almeno fino allo scivolone della settimana scorsa proprio sul campo del Cosenza (0-0). Fa festa la Lazio, che chiudere la stagione a Perugia per l’ultima giornata di un campionato vinto. Dalla prossima stagione sarà Primavera 1.

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NEWS

Il Milan passeggia, la Lazio non c’è: a San Siro seconda sconfitta in una settimana

Il Milan passeggia contro una Lazio inconsistente, priva di idee e di nerbo. La prestazione dei ragazzi di Sarri a San Siro è estremamente deludente, al di là del risultato che poteva essere decisamente più rotondo a favore dei rossoneri. I due gol, sono la fotografia della partita, il ritratto fedele della pochezza agonistica dei biancocelesti. Il primo, su una banale aggressione nei confronti di Marcos Antonio, sulla costruzione dal basso. Il secondo, inaccettabile, con Hernandez che riceve da Maignan direttamente nella propria area ed arriva al limite di quella laziale senza la minima opposizione. Spina completamente staccata, al netto di condizioni fisiche certamente non al top. La Lazio è mancata proprio in quel concetto di ‘squadra’ che le aveva permesso di superare momenti difficili e di costruire la classifica, il secondo posto che ancora occupa. Il Milan ritorna in corsa con una prestazione ordinaria, senza acuti se non quei due gol ad inizio partita. Singoli che toppano, tanti, perché di base quando manca quella spinta, quel mastice che li unisce e li fa essere collettivo diventano tutti estremamente fragili. C’è ra ripartire, c’è da farlo in fretta perché venerdì all’Olimpico arriva un Lecce che si gioca la permanenza in Serie A. Il coltello fra i denti, la Lazio, lo deve assolutamente ritrovare. I ritmi balneari e blandi di oggi devono essere messi in archivio il prima possibile, ma soprattutto, va ritrovata la freschezza mentale e la lucidità nelle giocate.