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RASSEGNA STAMPA

“Si difende in undici”: Lazio, ora rialza il muro

Sistemare la difesa e ripartire. La Lazio prova a rialzare il muro per fare altri punti e andare in Champions. Il reparto va di nuovo registrato. Nelle ultime quattro giornate i biancocelesti hanno incassato 6 reti. Una con il Torino, tre con l’Inter, due con il Milan. Serve correre ai ripari per il grande finale.

La solidità difensiva da ritrovare

Dalla Salernitana allo Spezia, con un cammino fatto di 7 vittorie e 1 pareggio, la Lazio aveva subito solo 1 rete. Quella di Rabiot contro la Juve. Da miglior difesa del campionato a seconda. Comanda il Napoli con 23 gol incassati, poi la squadra di Sarri a 26. Reparto ballerino per colpa anche di tutta la squadra. “Si difende in 11”, ha sempre sostenuto l’allenatore. Servirà ritrovare la brillantezza delle ali d’attacco, dei centrocampisti e di tutta la difesa. Solo così potrà tornare il bunker biancoceleste che spesso si è visto in stagione. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, l’agente: “Nessuno può dubitare della sua lealtà, sta lavorando al massimo per ‘morire’ per la Lazio”

L’agente Kezman all’attacco per difendere. Intervistato dal Corriere dello SportMateja Kezman, agente di Milinkovic-Savic, ha tuonato contro le critiche degli ultimi giorni verso il suo assistito:

«C’è chi usa parole troppo forti per discutere Milinkovic e la sua forma, sono nemici della Lazio. E’ una vergogna, si prova a creare problemi dentro al gruppo e a indebolire la squadra. E’ vero che Sergej non sta vivendo il suo momento migliore, ma in 8 anni non è quasi mai stato al di sotto del suo livello. Può anche vivere qualche brutta settimana, è solo un uomo e nella sua vita privata può avere degli up and down. Sta lavorando al massimo in questi giorni per ritrovare la sua forma migliore e “morire” per la maglia della Lazio in questi ultimi 4 match. Lo fa per aiutare il club a raggiungere il fantastico traguardo della Champions. Nessuno ha il diritto di giudicare l’atteggiamento di Sergej, la sua lealtà, e di dubitare sul suo amore per la Lazio perché ha dimostrato in tutti questi anni, in ogni singolo giorno, di essere un guerriero laziale, il Sergente. Futuro? Abbiamo parlato con il presidente molte volte, mesi fa abbiamo stabilito di lasciare concludere la stagione, poi avremo tutto il tempo per parlare di tutto», conclude l’agente.

Non solo l’agente, LEGGI ANCHE:

BRUNO GIORDANO A ‘NMM: “Spesso ho definito Milinkovic un giocatore importante ma non straordinario, anche in relazione alle valutazioni di mercato che si facevano. Sono stato definito, per questo motivo, uno che non ama la Lazio. Oggi, invece, vedo che buona parte dell’ambiente lo critica in modo ingeneroso. Tutti ora sparano contro di lui ed in questo momento io lo difendo. Certo, deve dare qualcosa in più, ma pur non essendo un campionissimo nella Lazio ha un valore importante. La stessa cosa riguarda Immobile. Ora lui è in difficoltà nel contrasto, mi sembra che giri un po’ a largo. A livello di corsa non mi sembra in difficoltà. Per quello che ha fatto per la Lazio andrebbe aspettato per mesi. Invece, ora, nell’ambiente qualcuno lo scarica. Quando si giudica un giocatore si fa in base a delle conoscenze e può essere diverso da altri giudizi. Non è che se uno muove delle critiche non lo fa per il bene della Lazio. Da oggi, Milinkovic avrà in me uno sponsor in più. Dire che le cose vanno sempre bene non porta ad un miglioramento”.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito con Sarri: “Champions ad ogni costo, poi farò le mie valutazioni”

Unità d’intenti dall’alto in basso. Dietro il confronto di lunedì voluto da Sarri con i big e il resto del gruppo c’è la regia di Lotito, furioso per la debacle di Milano, ma soprattutto per aver rivisto qualcuno pensare solo a se stesso e al proprio orticello piuttosto che al bene della Lazio: «Dobbiamo subito ritrovare lo spirito collettivo che ci ha portato così in alto in questo campionato. Mancano quattro finali – assicura il numero uno – e dobbiamo centrare la Champions a ogni costo. Poi io farò le mie valutazioni al traguardo». Né figli né figliastri, di nuovo tutti sulle spine, nessuno escluso. È questa la strategia del patron per tirare fuori da ognuno il massimo. Lotito con Sarri, fa riprendere il pugno duro, è al fianco del tecnico con cui si è confrontato al telefono anche lunedì sera, dopo il discorso mattutino nello spogliatoio. Dopo il 4 giugno però il presidente dovrà fare delle scelte drastiche per evitare che in futuro possano ripetersi alcune situazioni dell’ultimo anno. Ormai pure lui lo ha appurato: appena qualcosa va storto, anche dentro Formello c’è chi aizza gli animi irritati, gettando benzina sul fuoco.

CROCEVIA, LOTITO CON SARRI – Pure questo è un frangente delicato e Sarri ha voluto capire se tutti stessero ancora remando nella stessa direzione per il medesimo obiettivo. I mugugni di Milinkovic e lo sfogo di Immobile alla sostituzione col Sassuolo potevano essere un campanello d’allarme, ma i senatori hanno risposto pubblicamente e in privato: «Uniti per la Champions». Sergej non ha pensieri legati a un addio estivo (anche se in Italia Juve e Milan sono tornate sotto), Ciro ha addirittura già rifiutato un’altra offerta milionaria dall’Arabia alla Cristiano Ronaldo, pur di rimanere a vita alla Lazio e di sostenere ancora questo progetto tecnico. E allora è attesa una grande dimostrazione sul campo davanti al proprio popolo (venduti 7mila biglietti al momento). D’altronde anche a inizio gennaio la Lazio superò un altro momentaccio con un confronto e un patto che la portò a un cammino da record con un nuovo Luis AlbertoSarri spera che il chiarimento di lunedì produca lo stesso effetto. Dalla sconfitta col Lecce al ritorno col Lecce dopo 3 ko nelle ultime 4 gare e la Caporetto di San Siro. Forse è uno snodo del destino. In quel terribile schiaffo al Via del Mare Immobile si sbloccò, dopo il primo calvario. Adesso il capitano vuole tornare al gol, che gli manca ormai dall’11 settembre all’Olimpico. Serve una vittoria contro i salentini, stramotivati dalla ricerca della salvezza dopo la batosta col Verona, ora col fiato sul collo. Sarà una sfida all’ultimo respiro perché anche i biancocelesti non possono più permettersi nessun passo falso.

ANSIA – Due settimane fa era di 8 lunghezze il vantaggio sulla quinta, adesso di tre, striminzito. Persi 9 punti dall’Inter, 6 dall’Atalanta, 5 dal Milan, 4 dalla Juve. Guadagnato solo un punto sulla Romaal settimo posto. La consolazione in questo caso non può essere un premio. Lunedì Sarri ha voluto scongiurare un crollo emotivo, ma è palpabile il calo fisico con un organico così ristretto e spremuto. Nei finali di stagione purtroppo è una costante della Lazio. Anche RejaPioliPetkovic e lo stesso Simone Inzaghi finirono a corto di fiato. Questo dovrà servire da insegnamento, è un monito definitivo per il futuro. Perché evidentemente non dipende solo dal tecnico di turno e nemmeno dal tutti per uno. Il Messaggero

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Juve, processo plusvalenze: verso una nuova penalizzazione: si torna al -9?

Nessun contrasto tra Codice di giustizia del Coni e della Federcalcio sulla possibilità di revocazione, e quindi di riaprire il processo sportivo sulle plusvalenze che ha poi portato alla condanna di 15 punti di penalizzazione per la Juve e alle maxi inibizioni per i suoi ex dirigenti. Quindi il processo è stato riaperto legittimamente, dicono le motivazioni del Collegio di garanzia pubblicate in serata sul sito del Coni.

RESPONSABILITÀ 

Tuttavia, per i giudici dell’ultimo grado della giustizia sportiva vanno rimodulate le responsabilità relative agli “amministratori privi di deleghe della Juventus” con un effetto che può anche rimbalzare sull’entità della penalizzazione per il club. “Considerato, infatti, che la misura della sanzione della penalizzazione inflitta alla Juventus risulta determinata in relazione alle accertate violazioni dei suoi rappresentanti e dei suoi dirigenti, nonché dei suoi amministratori senza delega, il venir meno, per l’accertato vizio motivazionale, della sanzione per questi ultimi si riflette, allo stato, anche sulla sanzione complessiva irrogata alla società e rende, quindi, necessaria una nuova valutazione della Corte Federale d’Appello sulle eventuali responsabilità dei singoli amministratori senza delega e poi anche della stessa società Juventus”. Il tema è quello di specificare se l’apporto di dirigenti senza deleghe, in pratica quelli del Cda (mentre sulle responsabilità degli apicali non c’è nessuna indicazione tanto che le inibizioni sono già state confermate) è stato valutato nella determinazione dei punti di penalizzazione.

RIDIMENSIONAMENTO 

Sembra esplicito l’indirizzo verso un ridimensionamento della sanzione per il club, che potrebbe anche far tornare la vicenda alla famosa richiesta di nove punti della Procura federale. In effetti nelle motivazioni viene non a caso citato lo stesso procuratore Figc, che (in sede di deferimento) ha compiutamente riferito di una esigenza di “dosimetria sanzionatoria che impone una diversa valutazione del comportamento tenuto in sede sportivo da quello in ambito societario ai fini della rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria”. In ogni caso, spetta alla giustizia federale stabilire le pene sportive. A questo punto la parola spetta alla Corte che presumibilmente convocata entro la fine di maggio dovrà decidere la nuova sanzione. Resta il tema dell’afflittività che la Juve cercherà presumibilmente di spostare alla prossima stagione sportiva per salvare la qualificazione alla prossima Champions Laeague. Gazzetta.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Lazio, serve una svolta. Spesso ho criticato Milinkovic, ora l’ambiente lo scarica ed io lo difendo” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“Spesso si è detto della difficoltà di giocare tre gare in una settimana e di come un calciatore possa stancarsi correndo. Ecco, appunto, correndo. Sono quattro gare che la Lazio corre poco ed è stanca lo stesso. La sensazione, in realtà, è che visto il vantaggio in classifica la squadra di Sarri non abbia più spinto al massimo. Ora è il momento di riprendersi, serve una svolta perché sarebbe davvero un suicidio non entrare nelle prime quattro. Mi interessa relativamente se da seconda o da terza, la cosa fondamentale è entrare in Champions. E’ un tassello determinante per l’ambiente e per gli incassi. A Milano mi è piaciuto solo Felipe Anderson. E’ stato costretto a fare solo una gara difensiva. L’ha fatta con carattere, provando a dare il massimo. Certo da solo non poteva dare una svolta”

A proposito di ambiente…

“Spesso ho definito Milinkovic un giocatore importante ma non straordinario, anche in relazione alle valutazioni di mercato che si facevano. Sono stato definito, per questo motivo, uno che non ama la Lazio. Oggi, invece, vedo che buona parte dell’ambiente lo critica in modo ingeneroso. Tutti ora sparano contro di lui ed in questo momento io lo difendo. Certo, deve dare qualcosa in più, ma pur non essendo un campionissimo nella Lazio ha un valore importante. La stessa cosa riguarda Immobile. Ora lui è in difficoltà nel contrasto, mi sembra che giri un po’ a largo. A livello di corsa non mi sembra in difficoltà. Per quello che ha fatto per la Lazio andrebbe aspettato per mesi. Invece, ora, nell’ambiente qualcuno lo scarica. Quando si giudica un giocatore si fa in base a delle conoscenze e può essere diverso da altri giudizi. Non è che se uno muove delle critiche non lo fa per il bene della Lazio. Da oggi, Milinkovic avrà in me uno sponsor in più. Dire che le cose vanno sempre bene non porta ad un miglioramento”.

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APPROFONDIMENTI

Scontri diretti Champions: la situazione della Lazio

La Lazio ha ancora un margine di tre punti rispetto al quinto posto occupato dal Milan, che diventano quattro con lo scontro diretto a favore. In caso di arrivo in parità si considerano in ordine: punti negli scontri diretti, differenza reti scontri diretti, differenza reti generale, miglior attacco e sorteggio. La squadra di Sarri è in vantaggio anche con la Roma, mentre è in svantaggio con la Juventus. Con Inter e Atalanta, invece, la situazione è in parità assoluta e il piazzamento finale quindi dipenderà dalla differenza reti.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Juve, a breve le motivazioni del Collegio di garanzia Coni: poi nuova penalizzazione?

Collegio garanzia Coni: a breve motivazioni

Quasi certamente oggi o al più tardi domani, arriveranno le motivazioni della sentenza del Collegio di garanzia del Coni. Il Collegio ha rimandato alla Corte di appello Federale tutto il fascicolo Juve sulla vicenda plusvalenze.

Il tutto cancellando momentaneamente la penalizzazione di 15 punti per i bianconeri in attesa del conteggio.

La Corte dovrà ricalcolare la penalizzazione di 15 punti sulla base del fatto che Nedved (inizialmente gravato da una squalifica di 8 mesi) ha visto accolto il suo ricorso, oltre ad altri membri minori del CdA.

Il Collegio di Garanzia del Coni aveva però confermato l’inibizione per Agnelli, Paratici, Arrivabene e Cherubini per complessivi 94 mesi di sanzione.

Per capire però a cosa andrà incontro il club nella nuova sentenza che emetterà la Corte federale d’Appello e i perimetri entro i quali potrà muoversi quest’ultima, bisogna attendere le motivazioni dell’organo del Coni.

Come riferisce Tuttosport, la pubblicazione inizialmente prevista per venerdì scorso dalle parti, è attesa in giornata o al più tardi domani. Quindi ben prima della scadenza dei termini.

Questo fa ritenere che la pronuncia della Corte di appello Federale e dunque la nuova (certa) penalizzazione arriveranno tra fine maggio e i primi di giugno e quindi incideranno sulla stagione in corso.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Al Meazza nessun tiro in porta. Ci sono problemi a centrocampo” (AUDIO)

Brutto segnale dal Meazza: Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’

“Il dato più clamoroso è che da ottobre 2020 la Lazio non chiudeva una partita senza aver mai tirato in porta. Il segnale arrivato dal Meazza è inquietante e non mette tranquilli. Nulla è perduto perché siamo artefici del nostro destino, però…

Speravo che Sarri non mettesse in campo simultaneamente Luis Alberto, Milinkovic e Marco Antonios perché contro il centrocampo fisico del Milan immaginavo avrebbero patito, ma a causa degli infortuni non c’è stata molta scelta.

Poi ci si è messa la partita scialba di Milinkovic che – non dico che non avremmo perso – se avesse giocato con un po’ più di grinta forse avremmo fatto migliore figura.

Anche Zaccagni si porta dietro un affaticamento agli adduttori che da Inter-Lazio che stanno gestendo anche col riposo, a questo aggiungi Ciro non al 100%, Milinkovic in quelle condizioni e al Meazza è arrivato il patatrac.

Poi non parliamo del come sono arrivati l’1-1 dell’Inter e l’1-0 del Milan: in entrambi i casi la palla era a noi ed è inaccettabile prendere gol così, con questa leggerezza.

Quando hai un centrocampo che fatica a fare bene entrambe le fasi perché l’avversario ti aggredisce, vai in bambola.

Persino Sarri si è ricreduto sulla coesistenza di Milinkovic e Luis Alberto (con Cataldi) perché lo spagnolo ha incominciato a correre anche dietro all’avversario e Cataldi garantisce adeguata copertura. Ma se mancano questi elementi, diventa difficile”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

La crisi di Milinkovic ed una Champions per lasciarsi con il sorriso

Quattro partite per rivedere il miglior Milinkovic, quattro partite per salutarsi con un bel sorriso dal sapore Champions. Il Sergente è in crisi nera: non riesce ad incidere, ad essere decisivo. Da gigante del centrocampo a calimero. “Ho sempre cercato di dare il massimo e così farò ancora”, le sue parole in un post Instagram per placare le critiche. Serve invertire la rotta verso lo sprint finale.

I motivi della crisi di Milinkovic

Sarà colpa del Mondiale giocato, forse. Oppure di un futuro da scoprire. Chissà di quale colore sarà, difficile pensarlo ancora a tinte biancoceleste. Prima dello stop invernale 7 assist e 3 gol. Nel 2023 appena 3 reti e un solo passaggio vincente. Eppure tra Monza e Juve, ad inizio aprile, con quei due gol consecutivi aveva dato segnali di ripresa. Poi di nuovo buio. Sarri con il Sassuolo lo ha tenuto in panchina per un tempo per poi sganciarlo. Fisicamente non sta bene, arranca, accusa stanchezza. E Sergej così non funziona. Con il Milan solo 24 passaggi riusciti. Un numero bassissimo per un calciatore sempre al centro del gioco. Per capire: Marcos Antonio e Luis Alberto, compagni di reparto, ne hanno collezionati 68. Altri elementi che raccontano la crisi di Milinkovic.

Non c’è traccia di Milinkovic nemmeno nelle statistiche che riguardano tiri, tiri in porta, occasioni da gol, palle giocate, passaggi chiave, dribbling. Niente di niente. La sua avventura alla Lazio sembra agli sgoccioli. I pensieri sul futuro e un momento di forma non eccellente non fanno carburare uno dei giocatori più importanti di una squadra che sogna la Champions. Corriere dello Sport

LEGGI ANCHE:

Via tutti, dallo staff a Tare. Come si legge su Il Messaggero, ieri mattina l’allenamento della Lazio è iniziato in ritardo perché Sarri si è chiuso nello spogliatoio con la squadra. Per mezzora occhi negli occhi, un confronto quanto mai necessario dopo 3 sconfitte nelle ultime 4 partite. “Abbiamo 4 finali, non gettiamo tutto al vento”, ha detto il Comandante, che aveva promesso il sabato pomeriggio a Lotito un confronto con il gruppo. Ora Sarri vuole capire se tutta la squadra lo stia ancora seguendo e quanto creda all’obiettivo Champions. Poi un faccia a faccia anche con Milinkovic e Immobile: la speranza è che sia produttivo quanto quello con Luis Alberto a inizio 2023.

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Sarri-squadra, faccia a faccia: “Non gettiamo tutto al vento”. Poi con Immobile e Milinkovic…

Solo Sarri-squadra. Via tutti, dallo staff a Tare. Come si legge su Il Messaggero, ieri mattina l’allenamento della Lazio è iniziato in ritardo perché Sarri si è chiuso nello spogliatoio con la squadra. Per mezzora occhi negli occhi, un confronto quanto mai necessario dopo 3 sconfitte nelle ultime 4 partite. “Abbiamo 4 finali, non gettiamo tutto al vento”, ha detto il Comandante, che aveva promesso il sabato pomeriggio a Lotito un confronto con il gruppo. Ora Sarri vuole capire se tutta la squadra lo stia ancora seguendo e quanto creda all’obiettivo Champions. Poi un faccia a faccia anche con Milinkovic e Immobile: la speranza è che sia produttivo quanto quello con Luis Alberto a inizio 2023.

(Corriere dello Sport) – Regolamenti di conti Sarri-squadra. Chiarimenti su rapporti, comportamenti, prestazioni, scelte di campo, decisioni di formazione. Sarri-squadra si sono parlati più liberamente e schiettamente del solito ieri mattina a Formello, poco prima che la Juve scendesse in campo a Bergamo e soffiasse il secondo posto alla Lazio. E’ stata una riunione riservata, confidenziale, utile per riordinare idee ed equilibri, per ripartire con convinzione e vivere le ultime quattro partite al massimo. E’ un patto per la Lazio, fino al 4 giugno devono essere messi da parte gli interessi personali. Di confronti, a Formello, ce ne sono stati vari nelle ultime settimane. Dopo l’Inter era intervenuto Lotito. E Sarri, prima del Milan, aveva programmato un full immersion: due sedute alla vigilia, doppia riunione video, uno sprone continuo chiedendo alla squadra di essere decisa. Il risultato? Un flop. Sarri, nuovamente spiazzato dalla squadra, si è lamentato a S.Siro: «Nell’intervallo eravamo sfiduciati e questo mi ha preoccupato». Non ha fatto passare molte ore, ha atteso la squadra a Formello e l’ha chiusa nello spogliatoio. Nelle ultime settimane sono successe tante cose. Tre sconfitte su quattro partite. Tre prestazioni scadenti contro Torino, Inter e Milan. Solo la vittoria col Sassuolo, non certo fluida, ha interrotto la crisi. Non è stata solo una questione di risultati. Sarri, dopo il Toro, aveva ammesso di aver sbagliato la programmazione dei giorni precedenti impostando un lavoro pesante per garantirsi uno sprint nel rush finale. C’è stato il primo crollo di S.Siro: «Abbiamo dato sensazione di debolezza». Hanno fatto seguito le scelte per il Sassuolo. Fuori Milinkovic, tra i più accusati dopo l’Inter, bocciato in panchina nel turno infrasettimanale. Fuori Ciro, sostituito in corsa. Aveva reagito male contro l’Inter, è esploso all’Olimpico. Due casi che sommati alla cruda realtà hanno contribuito a moltiplicare le inquietudini dentro lo spogliatoio e a minare le certezze di Mau. Sabato ha detto «se guardiamo il calendario siamo morti», riferendosi alle gare contro Lecce, Udinese, Cremonese ed Empoli, facili sulla carta. Non sta lanciando segnali da Comandante, dentro di sé teme che la Champions possa svanire nelle ultime partite. Ha perso il vero Milinkovic e non riesce ad avere i veri Ciro e Zaccagni. E’ alle prese con la doppia assenza di Cataldi e Vecino, da S.Siro è tornato acciaccato Marcos Antonio (caviglia sinistra dolorante).