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GIUSTIZIA SPORTIVA

Juve, a breve le motivazioni del Collegio di garanzia Coni: poi nuova penalizzazione?

Collegio garanzia Coni: a breve motivazioni

Quasi certamente oggi o al più tardi domani, arriveranno le motivazioni della sentenza del Collegio di garanzia del Coni. Il Collegio ha rimandato alla Corte di appello Federale tutto il fascicolo Juve sulla vicenda plusvalenze.

Il tutto cancellando momentaneamente la penalizzazione di 15 punti per i bianconeri in attesa del conteggio.

La Corte dovrà ricalcolare la penalizzazione di 15 punti sulla base del fatto che Nedved (inizialmente gravato da una squalifica di 8 mesi) ha visto accolto il suo ricorso, oltre ad altri membri minori del CdA.

Il Collegio di Garanzia del Coni aveva però confermato l’inibizione per Agnelli, Paratici, Arrivabene e Cherubini per complessivi 94 mesi di sanzione.

Per capire però a cosa andrà incontro il club nella nuova sentenza che emetterà la Corte federale d’Appello e i perimetri entro i quali potrà muoversi quest’ultima, bisogna attendere le motivazioni dell’organo del Coni.

Come riferisce Tuttosport, la pubblicazione inizialmente prevista per venerdì scorso dalle parti, è attesa in giornata o al più tardi domani. Quindi ben prima della scadenza dei termini.

Questo fa ritenere che la pronuncia della Corte di appello Federale e dunque la nuova (certa) penalizzazione arriveranno tra fine maggio e i primi di giugno e quindi incideranno sulla stagione in corso.

Alessio Buzzanca

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APPROFONDIMENTI

Caso Juventus, ora i tempi del nuovo processo mettono in crisi campionato e corsa Champions

Tempi e processi. Il Collegio di Garanzia del Coni ha deciso di restituire i 15 punti di penalizzazione alla Juventus, rinviando sentenza e decisione alla Corte d’Appello che rimodulerà l’accusa.

Il Collegio di Garanzia ha un mese di tempo per pubblicare le motivazioni anche se le indiscrezioni dicono che dovrebbero arrivare tra 10-15 giorni circa. La Procura Federale dovrà ricostruire i capi d’imputazione e da lì capirà se puntare ancora sull’Articolo 4, che parla di lealtà sportiva, o se porterà i capi d’accusa solo sull’Articolo 31, dunque sull’illecito amministrativo. La Corte d’Appello dovrà valutare il comportamento di Juventus sul caso plusvalenze per la terza volta e le indiscrezioni dicono che la sentenza arriverà tra la terza e la quarta settimana di maggio. La Corte d’Appello avrà una composizione diversa e potrà assolvere la Juventus, condannarla a 15 punti o a una sanzione diversa (pecuniaria o di punti): questa dovrà essere afflittiva, chiaramente a metà maggio sarà diversa rispetto a gennaio. La Procura aveva chiesto 9 punti, erano stati inflitti invece 15, decisione ritenuta ragionevolmente eccessiva anche da Taucer. Fare qualsiasi ipotesi, adesso, senza conoscere le motivazioni è prematuro: le indiscrezioni dicono che in caso di presenza, in queste di elementi che rimandino alla slealtà sportiva, la Procura punterà su una richiesta da 9 punti, come inizialmente chiesto da Chinè. Occhio, però: perché ogni sentenza sarà appellabile e dunque i tempi rischierebbero di allungarsi, rischiando di portare la data dell’ulteriore step giudiziario a campionato finito.

Uno scenario negativo. Per tutte le squadre di A
Chi crede che questi tempi non siano una scure per tutte le formazioni impegnate nella corsa Champions si sbaglia. Un ipotesi: la Juventus arriva tra le prime quattro, poi a giugno inoltrato, dopo un ipotetico ricorso al Collegio di Garanzia, lo scenario cambia nuovamente. Eppure le squadre iniziano a programmare già da adesso, a comprar giocatori, a stabilire strategie. A definire eventuali rinnovi, a blindare giocatori, a decidere i budget. Come può la Roma, o l’Inter, o il Milan, o la Lazio, o l’Atalanta, o la Juventus stessa, programmare la prossima stagione con questo scenario? Arrivando magari, a campionato finito, ma senza la certa certezza di essere davvero in una competizione europea o meno. Per questo il campionato è falsato, così come le strategie future. Perché è tutto sub judice, perché c’è stata voglia di giustizialismo piuttosto che di giustizia nei suoi tempi, nei modi.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Coni, ricorso Juve sul -15: chiesto il rinvio alla Corte d’Appello per un nuovo giudizio

Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni si pronuncerà sul ricorso della Juve contro la penalizzazione di 15 punti inflitti dalla Corte Federale d’Appello per i risvolti calcistici dell’inchiesta Prisma, legati al filone plusvalenze: di seguito le tappe della giornata:

Sentenza Juve, le ultime dal Coni

È iniziata da quasi tre ore l’udienza al Collegio di garanzia dello sport del Coni, che dovrà decidere sul ricorso della Juve contro la penalizzazione di 15 punti decisa dalla Corte di Appello Figc.

Sentenza Juve: finita l’udienza!

Dopo quasi tre ore è terminata, nel Salone d’onore del Coni, l’udienza sul ricorso della Juventus. Il Collegio di Garanzia dello Sport, presieduto dalla presidente Gabriella Palmieri Sandali, è ora chiamato a pronunciarsi sul ricorso della Juventus in merito alla penalizzazione di 15 punti decisa dalla Corte d’Appello Federale revocando la precedente sentenza di secondo grado di assoluzione per il filone plusvalenze della giustizia sportiva, sulla base delle carte arrivate dall’inchiesta penale Prisma della procura della Repubblica di Torino. La Juventus, rappresentata dal presidente Gianluca Ferrero, insieme ai legali del club Maurizio Bellacosa, Angelo Clarizia, Nino Paolantonio e Davide Sangiorgio, ha chiesto l’annullamento senza rinvio della sentenza dello scorso 20 gennaio. 

Processo Juve, chiesto il rinvio alla Corte d’Appello

Le parole del procuratore generale dello Sport Ugo Taucer: “Le argomentazioni della controparte non colgono nel punto, è da confermare l’ipotesi accusatoria e quindi mi pronuncio per il respingimento delle contestazioni. Rispetto all’applicazione dell’articolo 4, della carente motivazione, temo che ci sia stata una carenza in merito ai punti comminati alla squadra e che questa vada valutata in un nuovo giudizio”. In sintesi il procuratore chiede il rinvio alla corte d’appello per riempire questa carenza. Corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Salis: “Stankovic fa il possibile, il momento è complicato. Ieri il gioiello di Luis Alberto…” (AUDIO)

Silvia Salis, Vice Presidente Vicario del CONI, a ‘NMM’

“Per la Samp è un momento molto difficile. Mantenere la stabilità tecnica con una situazione dirigenziale di questo tipo, è molto complicato. Ieri la squadra ha risposto bene, ha fatto una grandissima prestazione, poi però c’è stato il gioiello di Luis Alberto. Il tema societario è preponderante, è inevitabile che ci siano ripercussioni sul campo. Stankovic? C’è tanta frustrazione, proprio perché la Samp ha giocato partite di grande livello ed ha raccolto poco. Lui ha tirato fuori una risposta di gruppo importante, cercando di lasciar fuori le vincente societarie dallo spogliatoio”.

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RASSEGNA STAMPA

Sport e Salute “ha distrutto il Flaminio”. L’ex società di servizio del Coni condannata

È la fine di una battaglia legale lunga quattro anni e mezzo. E peserà per 7,3 milioni di euro sui conti di Sport e Salute. Tanto costerà all’ex Coni Servizi, società controllata dal ministero dell’Economia, lo stato di abbandono in cui versa ormai da anni lo stadio Flaminio.

A mettere nero su bianco la condanna è Francesco Oddi, giudice della seconda sezione del tribunale civile. La sentenza, 33 dettagliatissime pagine, mette in fila la storia amministrativa dell’impianto per poi chiudersi con il maxi-risarcimento dovuto da Sport e Salute al Campidoglio. “L’inadempimento di parte convenuta (la partecipata del Mef, ndr) è inconfutabile”, scrive il giudice. Il riferimento è agli interventi di manutenzione. Carenti, se non completamente sbagliati. Dannosi.

La decisione del tribunale, come detto, ripercorre l’intera storia dell’opera. Il proprietario del Flaminio, è noto, è il Campidoglio. Dal 1960, dall’inaugurazione dello stadio disegnato da Antonio e Pier Luigi Nervi, l’impianto è stato affidato al Coni. Nel 1997 è arrivato l’ultimo protocollo d’intesa, un accordo da 15 anni: il Comune cede ancora una volta la struttura in cambio di lavori di manutenzione. Nel 2007, per il Sei Nazioni di rugby, c’è il via libera di palazzo Senatorio a 10 milioni di euro di lavori di ristrutturazione progettati da Coni Servizi, nel frattempo subentrata al Coni, e a carico dell’amministrazione capitolina.

Arriviamo al 2008. Coni Servizi rinuncia al Flaminio, destinato a diventare la Casa del Rugby. Ma l’affidamento alla Federazione italiana rugby “non venne mai perfezionato”. Rientra in gioco, fino al 2011, Coni Servizi. Nel 2013, la società del Mef, terminata la gara d’appalto per i lavori, riconsegna l’impianto a Roma Capitale. “Già a quell’epoca versava in uno stato di grave abbandono”, si legge nella sentenza che cita lo studio di fattibilità per la riqualificazione targato Risorse per Roma.

Senza la Federazione rugby, nel 2014 in Comune si affaccia la Federazione italiana gioco calcio: nulla di fatto “proprio per le deteriorate condizioni” del Flaminio. Fine dei 15 anni di concessione stipulati nel 1997: il Comune si ritrova in mano un rudere. E, come se non bastasse, anche un discreto bisticcio con Coni Servizi sui sopralluoghi per la riconsegna dello stadio e sui relativi certificati di idoneità statica e anticendio.

Impossibile non procedere per vie legali: a fronte di una richiesta di risarcimento danni di 8,8 milioni di euro, il tribunale civile ha condannato Sport e Salute (ex Coni Servizi) a restituirne 7,3 al Campidoglio. Per l’esattezza, inclusi gli interessi, un colpo da 7.322.640 euro.

Sport e Salute non commenta la sentenza. Ma è chiaro, si evince anche dalla lettura della pronuncia e dalle eccezioni (non accolte) presentate dai suoi legali, che la società presenterà appello contro la condanna. Tanto più che i danni, se riconosciuti anche nel secondo grado di giudizio, sarebbero stati comunque causati dalla precedente gestione. Non da Sport e Salute, ma dalla ex Coni Servizi. Non è esclusa, in attesa della sentenza dell’appello, la possibilità di arrivare a una transazione con il Comune. I fondi in avanzo verranno reinvestiti in opere pubbliche, ovviamente sportive, per i romani. Tanto più che la collaborazione tra Campidoglio e Sport e Salute è saldissimo, nonostante il caso Flaminio. Repubblica.it

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri prepara l’ispezione all’Olimpico

Si era lamentato Mourinho, si è lamentato più volte Sarri con tanto di frecciatina lanciata complimentandosi per le perfette condizioni del manto erboso del Gewiss Stadium. Insomma, qualcuno renda degno lo Stadio Olimpico di un campionato come quello di Serie A e di una competizione come l’Europa League. Come riporta Il Corriere dello Sport, dopo gli incontri avvenuti a Formello e Trigoria, Sport e Salute ha proposto alla Lazio di allenarsi all’Olimpico, scelta rifiutata da Sarri anche perché il Midtjylland lo utilizzerà per la rifinitura di oggi pomeriggio. Il tecnico biancoceleste sta valutando se mandare o meno Gianni Picchioni (del suo staff) e l’agronomo della società a ispezionare il prato prima dell’arrivo degli avversari. Non c’è tempo per gli interventi proposti da Sport e Salute, che inizieranno durante la pausa. Quell’erba sarà martoriata ogni tre giorni dalle partite di Lazio e Roma, in campionato e in Europa. Bisogna trovare una soluzione subito.

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POLITICA SPORTIVA

Indice liquidità, ha vinto Lotito: il Collegio di Garanzia annulla i provvedimenti FIGC

Ha vinto la linea Lotito, ma non è un una novità. Il Collegio di Garanzia del Coni ha accolto il ricorso della Lega Serie A contro la Figc sul tema indice di liquidità, che non sarà obbligatorio per l’iscrizione al campionato. “Il Collegio di Garanzia, a Sezioni Unite, all’esito della camera di consiglio tenutasi in data 9 e 13 giugno 2022, in parziale accoglimento del ricorso proposto dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A avverso il Comunicato Ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio – FIGC n. 220/A del 27 aprile 2022 recante la pubblicazione della delibera del Consiglio Federale FIGC del 26 aprile 2022 di approvazione del Sistema delle Licenze Nazionali per l’ammissione al Campionato Professionistico di Serie A maschile 2022/2023; la delibera del 26 aprile 2022 di approvazione del Sistema delle Licenze Nazionali per l’ammissione al Campionato Professionistico di Serie A maschile 2022/2023; il Manuale Licenze Nazionali Serie A 2022/2023 e ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, HA ANNULLATO i provvedimenti impugnati nella parte in cui si prevede che la verifica del possesso del requisito dell’indice di liquidità sia fissata in un termine antecedente alla chiusura dell’esercizio in corso”, è scritto nella nota.

A stretto giro, il commetno della Lega: “La Lega Serie A prende atto con soddisfazione del pronunciamento odierno del Collegio di Garanzia del CONI in merito al manuale delle licenze nazionali 2022/2023 approvato dalla FIGC e contenente, tra l’altro, l’introduzione dell’indice di liquidità come requisito di ammissione al campionato. Il dispositivo, comunicato dal massimo organo della giustizia sportiva, conferma la fondatezza delle obiezioni espresse a più riprese dalla Lega in merito ad una misura inopportuna non certo nel merito, ma nei modi e nelle tempistiche, soprattutto per gli effetti retroattivi sulla gestione in corso. L’auspicio è che da oggi si possa riprendere a lavorare tutti insieme per perseguire concretamente e in tempi rapidi quelle riforme che tutti, a cominciare dalla Lega Serie A, ritengono non più procrastinabili. Riforme che, per l’appunto, devono essere improntate sul dialogo e sulla
sostenibilità diretta al rafforzamento della competitività del movimento calcistico italiano in sede nazionale e internazionale”.