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INFERMERIA

PAIDEIA – Esami per Romagnoli: attesa per i tempi di recupero

Alessio Romagnoli in Paideia per svolgere gli accertamenti al flessore della coscia sinistra. Il difensore della Lazio si è fato male sabato contro l’Atalanta. Ha chiesto subito il cambio, si spera in uno stop non troppo lungo. Va scongiurato lo stiramento. Romagnoli salterà sicuramente l’esordio in Conference League di giovedì all’Olimpico contro il Cluj e le partite contro Salernitana e Sampdoria. Sarri spera di riaverlo per il 3 marzo quando si giocherà contro il Napoli. Il tecnico ora fa i conti con l’infortunio del suo perno difensivo. Toccherà a Patric fare coppia con Casale. Gila l’altra alternativa. Con l’impegno di coppa in mezzo ci sono tante partite ravvicinate.

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TIFOSI

Salernitana-Lazio, il Prefetto dispone il divieto di trasferta per i tifosi biancocelesti

Il Prefetto della Provincia di Salerno in occasione della gara Salernitana-Lazio del 19 febbraio 2023, dispone “la chiusura del Settore Ospiti e il divieto di vendita ai residenti della Regione Lazio“. Sslazio.it

L’incontro di calcio tra Salernitana e Lazio, considerato ad alto rischio, rinviato dall’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive alle valutazioni del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS) sarà vietato ai tifosi laziali.

In seguito all’incidente che si è verificato durante Lazio Salernitana nel novembre 2021, in cui alcuni tifosi della Salernitana sono stati accoltellati nella Capitale, è stata adottata una misura di rigore per prevenire ulteriori problemi di sicurezza. A tal fine, è stato decretato un divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella Regione Lazio e la chiusura del settore degli ospiti.

Questa decisione è stata presa anche in considerazione del fatto che nella gara di andata, con soli 500 biglietti disponibili, i tifosi della Salernitana hanno deciso di non partecipare al match, che è stato vinto dalla Salernitana per 1-3.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, non solo Romagnoli (oggi gli esami): problema anche per Milinkovic

Mentre i risultati non arrivano, la Lazio perde pure i pezzi. Il ko con l’Atalanta ha confermato il momento negativo per i biancocelesti, che con la Conference League alle porte rischiano di dover fare a meno di Romagnoli per almeno due settimane. Il numero 13 finora è stato un vero e proprio pilastro per il 4-3-3 di Sarri, ma il fastidio accusato sabato sera ha fatto scattare l’allarme. Il tecnico finora aveva sempre puntato su di lui, alternandogli accanto Casale e Patric. Un vero e proprio leader tornato sui livelli di tre stagioni fa, ma che alla 27esima presenza stagionale è stato costretto al forfait. «La sensazione è che Romagnoli durante un contrasto a centrocampo abbia avuto un indurimento a carico del flessore della coscia sinistra – ha rivelato il responsabile ortopedico del club, il dottor Rodia – e per ragioni prudenziali abbiamo deciso di farlo uscire». E ancora: «Ci serviranno circa 48 ore per gli esami strumentali e capire l’entità. Speriamo di esserci fermati in tempo, a caldo non possiamo stilare una diagnosi precisa. È chiaro che bisognerà considerare come Romagnoli abbia giocato tutte le partite quest’anno ed è stato sottoposto a un grande stress psico-fisico». Il centrale probabilmente ha saputo valutare bene il fastidio accusato, o almeno ci spera Sarri: «Aveva più una sensazione di contrattura che di lesione, ma dovremo attendere i prossimi due giorni». Eppure dopo una prima valutazione a Formello c’è il timore che una lieve lesione ci sia. In tal caso l’ex Milan sarebbe costretto a saltare le due sfide col Cluj in Conference League e quella in campionato con Salernitana, con la speranza di torna- re già per la Sampdoria e stare poi al meglio per la trasferta di Napoli. Solo in giornata però se ne saprà di più dopo la risonanza.

UN ALTRO ALLARME – Romagnoli però non è l’unico ad essere uscito malconcio dal confronto con l’Atalanta. Lo stesso Milinkovic, in campo per 90 minuti, ieri pomeriggio si è sottoposto a degli esami strumentali per un alluce gonfio. Un fastidio di certo inferiore a quello accusato dal centrale difensivo, ma sul quale Sarri ragionerà in vista di possibili rotazioni per giovedì. Il Messaggero

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INFERMERIA

Lazio, Lotito alla squadra: “Restiamo sereni, ma non si può più sbagliare”

Nessuna sfuriata, nessun pugno duro, ma un intervento fermo e deciso: «Ora non ci sono più appelli, non si può più sbagliare perché siamo ancora a due punti dal terzo posto. Sia chiaro a tutti, siamo un’ottima squadra e la Champions non è un miracolo». Così decide di parlare Lotito al gruppo a Formello, alle 12, quasi ad allenamento iniziato, il giorno dopo la sconfitta contro l’Atalanta all’Olimpico. Ci sono solo Sarri e i giocatori, nessun altro per il discorso del numero uno nello spogliatoio. La notte ha portato consiglio. La sera prima il presidente era rimasto in silenzio, si era confrontato solo con Maurizio nella pancia dello stadio. Il patron è sì arrabbiato per i troppi punti dilapidati strada facendo, ma ora contiene la sua rabbia perché sarebbe soltanto controproducente per la Lazio. E, in fondo, discorso potenzialità Champions a parte (come da comunicato post-Sassuolo), sposa la linea del tecnico sull’accaduto di sabato: «Manca un po’ di concentrazione e serenità in questo momento in cui gira tutto di traverso. È stata una partita strana con l’Atalanta, che ha trovato un eurogol all’incrocio. E sarebbe andata diversamente se Immobile avesse poi segnato». Anche Lotito sa che adesso i risultati girano intorno a Ciro. In più Sarri va sostenuto per non gettare tutto al vento.

VITTORIA D’OBBLIGO – Niente frecciate sugli stipendi pagati in anticipo, niente ramanzine ad personam o di gruppo. Il dito è puntato piuttosto sul pericolo. Un altro passo falso sarebbe letale, bisogna risollevare il morale subito. Perché quando la Lazio cade nello sconforto rischia persino di fare peggio. Il richiamo di Sarri e Lotito è un sollecito all’orgoglio, uno sprone per le prossime due gare a dissolvere tutte le nubi in Conference e in campionato. Anche se la Coppa conta, per carità, ma il ritorno al successo a Salerno è ancora più importante, anzi è d’obbligo. Già all’andata sono stati buttati proprio contro i granata due punti dei 17 persi nel secondo tempo da una situazione di vantaggio. Questo non è più ammissibile nel resto del cammino. Il presidente pretende che Sarri trovi un rimedio, ma ora giura di tornare più presente al suo fianco. Forse perché comincia a temere anche le ombre per giugno.

SIRENE E RUMORS – Non è stata presa una decisione sul futuro. Sarri o Tare, rimane il nodo. Da tempo Lotito continua a fare da paciere, prova a farli andare d’accordo, a tenerli entrambi a Formello. Per il ds c’è un triennale in bozza nel cassetto, in teoria Maurizio sino al 2025 è già blindato. Eppure il tecnico non è affatto convinto di restare se il progetto proseguirà in questo modo, ritiene incompatibile la loro coesistenza alla Lazio. Vuole vederci chiaro su cosa farà a marzo-aprile Lotito, anche perché ora altrove lo stanno già corteggiando. Gli ultimi rumors arrivano da Milano, sponda rossonera, dopo le sirene dalla Premier di TottenhamWest Ham ed Everton. Nella capitale Sarri sta benissimo, si diverte e vuole dare priorità alla Lazio, ma bisogna eliminare una volta per tutte gli ostacoli lungo il percorso, altrimenti farà un passo indietro. E d’ora in poi pretende più chiarezza su tutto. Non ha gradito nemmeno di essere stato messo con le spalle al muro da Lotito: «La società, nella figura del presidente, non ha fissato obiettivi precisi, mi ha sempre chiesto di dare tutto quello che potevamo». Forse è alle origini il malinteso. Il Messaggero

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SERIE A

Conference e campionato: cosa dice il calendario fino alla sosta

Se si calcola solo il 2023 la Lazio con nove punti sarebbe nona in classifica. Le altre concorrenti per la Champions hanno fatto tutte meglio tranne il Milan (8 punti raccolti). Ora si deve invertire la rotta in campionato pensando pure alla Conference League. Giovedì la sfida con il Cluj, poi domenica alle 15 trasferta a Salerno. Il 23 ritorno in Romania e quattro giorni dopo ecco la Sampdoria in casa. Si chiude così febbraio. Marzo e la sosta: Napoli e Bologna fuori casa, poi il derby (19). Si riprenderà il 2 aprile. La Lazio vuole a tutti i costi un posto Champions.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Mi chiedo se la Lazio abbia davvero la fame per centrare la Champions. Immobile si sente responsabile…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La Lazio deve continuare a credere di poter arrivare tra le prime quattro. Nei rapporti di forza con l’Atalanta non dobbiamo dimenticare anche la grande prova della squadra di Sarri all’andata. Quel giorno la Lazio ha vinto benissimo senza che gli avversari si mangiassero due gol clamorosi come quelli di Ciro all’Olimpico. Questa squadra ha un mix di difetti, il principale è quello della ferocia, di mordere le partite. La prima cosa che vorrei che la Lazio cambiasse è il veleno, la fame. Quello che mi chiedo è se questo gruppo ce l’abbia nella propria anima. A prescindere dalle diatribe interne al club, quello che conta è che la squadra abbia quel tipo di atteggiamento e predisposizione”.

Momento delicato per Immobile

“Per come è andata la partita e per come è caratterialmente, Immobile si è sentito responsabile della sconfitta. Sappiamo come è, esagera anche in questo (sorride, ndr). Sa che quando lui non segna la squadra va in difficoltà, ma non è giusto che venga considerato il responsabile della situazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Crisi Lazio, Piscedda: “Se Sarri è integralista, i giocatori devono…” (AUDIO)

La Lazio si incaglia e perde di nuovo terreno. Il capitombolo con l’Atalanta ancora brucia. L’analisi della sconfitta coinvolge anche Massimo Piscedda che bacchetta la squadra: “Ancora con gli allenatori? Sono i giocatori a fare la differenza e a vincere le partite. – ha dichiarato nella trasmissione SeiVolteBuomgiorno – E’ vero che quando le squadre avversarie pressano più alte, occorre cambiare atteggiamento e sfruttare di più la profondità, con le verticalizzazioni, ma non è sempre semplice”. L’obiettivo è trovare soluzioni a questo momento no, che dura già da qualche gara. 9 punti in 7 partie, non è certo un ruolino da Champions, anzi sa quasi di cammino salvezza. “A chi sta trovare le soluzioni? – prosegue Piscedda – a Sarri certo, ma se i giocatori in campo vedono che il calcio interpretato nello spartito non va, devono prendersi la responsabilità di cambiare atteggiamento, al di là di ciò che impartisce il tecnico. Ho avuto anche io allenatori integralisti in carriera, per questo vi dico che la responsabilità è sempre dei calciatori”.

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RASSEGNA STAMPA

Solo 9 punti in 8 partite: un cammino quasi da retrocessione

Il 10 novembre, dopo aver battuto 1-0 il Monza col primo guizzo in serie A di Romero, la Lazio era seconda con 30 punti insieme al Milan (a -8 dal Napoli). L’Atalanta ne aveva 27 come l’Inter, la Roma 26. C’era anche la Juventus in piena lotta per la Champions League, ma con 28 punti poi più che dimezzati dal -15. Sarri aveva la miglior difesa del campionato con 8 gol subiti; Provedel era reduce da 8 clean sheet su 9, unica «macchia» le 3 reti prese dalla Salernitana. In trasferta la Lazio non aveva mai perso, i 2 soli ko erano arrivati all’Olimpico. Nei successivi 8 incontri sono arrivati appena 9 punti, con 3 sconfitte e 2 vittorie, il 2-0 piuttosto sofferto in casa del Sassuolo e il clamoroso 4-0 al Milan ridimensionato però dal terribile gennaio dei campioni d’Italia. In questo periodo la Lazio sarebbe molto più vicina alla zona retrocessione: ha perso punti (tanti) su tutte le rivali per la Champions; il piazzamento parziale di queste 8 partite è appena un 12° posto, quello nella classifica reale è diventato il 6° ma senza penalizzazione anche la Juve sarebbe davanti. Il Monza battuto quel 10 novembre non ha più perso, conquistando addirittura altri 16 punti. L’Atalanta il giorno prima era andata ko a Lecce schierando appena 3 titolari sugli 11 che sabato hanno distrutto la Lazio; gli scatenati (all’Olimpico, e non solo) Lookman e Hojlund entrarono nel finale. Sarri gioca quasi sempre con gli stessi: ha utilizzato 21 giocatori, il minimo in tutta la serie A, di cui 6 per non più dei 366 minuti di Basic. E il conto sta diventando salato.

Corriere della Sera

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Romero e Cancellieri «contro» Boga e Zapata

Spariti. Matteo Cancellieri e Luka Romero il campo lo vedono sempre meno. Sarri non ha mai messo in campo nessuno dei due nelle ultime tre di campionato. E questo benché la Lazio avesse bisogno di gol. Dopo aver deluso a Rotterdam (partì titolare ma perse palla in occasione del gol olandese) Cancellieri ha giocato 32 minuti nelle 9 gare successive all’eliminazione dalla Europa League. Sarri non ritiene pronti lui e Romero, lo aveva detto a mercato aperto, affermando invece di apprezzare il parco attaccanti dell’Atalanta, definito “fra i migliori d’Europa”. E infatti Gasperini, orfano di Muriel, a Roma ha potuto inserire Zapata e Boga. Ha fatto rifiatare i titolari benché dovesse gestire il vantaggio e non avesse bisogno di gol. Cosa che Sarri, scontento degli uomini a disposizione, non può fare.

Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, non è solo un calo ma un limite

Non è solo un calo. Perché gli scivoloni sono troppi e frequenti. La Lazio ha trovato continuità, ma nella discontinuità. Dopo l’undicesima giornata di campionato, quando la squadra di Maurizio Sarri vinse a Bergamo, sono arrivati appena 15 punti in 11 partite. In seguito al successo in casa dell’Atalanta i biancocelesti erano terzi in classifica, indipendentemente dalla penalizzazione della Juve, ora sarebbero settimi. Il calo è dovuto a diversi fattori, intanto la difesa: nelle prime 11 giornate in ben sette occasioni Romagnoli e compagni avevano mantenuto la porta inviolata, nelle successive 11 è successo appena quattro volte. Stanno inoltre mancando i gol di Immobile: il capitano della Lazio era arrivato a quota sei gol (e tre assist) nelle prime 11 di Serie A, bottino che, limitato dagli infortuni, ha incrementato solo di una rete (senza passaggi decisivi) nelle successive 11 partite. Il calo della squadra è stato netto: 24 punti conquistati nelle prime 11, appena 15 in quelle successive. Sta inoltre mancando l’apporto di metà degli acquisti fatti in estate (e curiosamente quelli più costosi): se Provedel e Romagnoli sono riusciti a inserirsi subito in squadra e Casale all’undicesima giornata già aveva cominciato a dare un contributo (ne aveva giocate quattro da titolare), i vari Maximiano, Gila, Marcos Antonio e Cancellieri giocano poco, quasi per nulla. Le energie dei titolari inevitabilmente calano nel corso dell’anno, non averne di fresche da immettere è un limite non di poco conto. La Lazio è la squadra ad aver utilizzato meno giocatori fra le 98 che compongono i maggiori campionati europei, Sarri, inoltre, sostituisce poco (meno di tutte le avversarie per la Champions). Anche questo incide. Ed è il motivo per il quale quello della Lazio non è solo un calo, ma un limite.

Corriere della Sera