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CALCIOMERCATO

UFFICIALE – Saná Fernandes rinnova per quattro stagioni

La S.S. Lazio rende noto che il calciatore Saná Fernandes ha prolungato il contratto che lo lega alla Società biancoceleste per i prossimi quattro anni.sslazio.it

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tudor ed il sottile limite tra coraggio e presunzione. Già sotto processo anche per le dichiarazioni

Storia di un ko annunciato. Non solo per la legge delle statistiche e dei grandi numeri, che difficilmente avrebbero potuto regalare la quinta vittoria negli ultimi sette derby, ma anche e soprattutto per il doppio cambio tecnico a Trigoria e a Formello. Dopo una sconfitta nel 2021, Sarri aveva eguagliato il record di Eriksson senza sbagliare mai la strategia né un colpo contro Mourinho. Sabato Mau si è lasciato scappare solo un commento sul divano, davanti alla tv a Castelfranco: «Purtroppo stavolta la Roma ha fatto la Lazio». Tudor non ha ancora capito la stracittadina, non è uscito dal centro sportivo, è passato troppo poco tempo. Preoccupa invece il presente ormai andato e il futurok in arrivo. Sia pure senza il suo curriculum, Igor si sta mostrando ben più integralista del suo predecessore toscano, che si era invece adattato alle caratteristiche dei giocatori della Lazio. Lo dimostra l’immediata intransigenza sul 3-4-2-1, ma anche la formazione ardita schierata sabato, senza Zaccagni, con Luis Alberto in panchina, e Casale, Vecino e Immobile in campo. Il calcio di Tudor è intenso, verticale, veloce e atletico, ancora più incompatibile di quello di Sarri con questo organico. È chiaro, bisognerà attendere il prossimo mercato per esprimere un giudizio definitivo, ma il tecnico croato non ha aspettato: è sbarcato e ha deciso di fare subito gli esperimenti, gettando così al vento le prime due partite su tre (manca la semifinale di ritorno in Coppa Italia contro la Juve) che avrebbero potuto ancora dare un senso alla stagione in corso e mantenere più viva la speranza di una qualificazione in Europa, fondamentale per avere un tesoretto in più e la certezza di una vera rivoluzione della rosa a giugno.

LA DIPLOMAZIA

Sabato pomeriggio c’era Martusciello (ancora sotto contratto sino al 2025) all’Olimpico. Forse si poteva puntare sull’ex vice-Sarri o su un traghettatore votato al 4-3-3 rodato quasi un triennio, invece di ritrovarsi in corsa con un ibrido. Forse si sarebbe dovuto scegliere con calma a fine maggio, quando sarebbero tornati in ballo anche Palladino e Italiano. A marzo era disponibile solo Tudor. E ora determinate sue scelte non convincono nemmeno la società, contrariata anche dal cambio Isaksen-Pedro all’intervallo. Nessuno adesso può pubblicamente ammetterlo, farlo sarebbe deleterio. Lotito non può certo tornare indietro, anzi è pronto a tornare a Formello per stargli più vicino: «Sono le prime partite, il nuovo allenatore sta studiando per capire qual è l’assetto giusto della squadra, che è nelle condizioni di poter fare bene ha commentato ieri il patron alla presentazione della nuova segreteria di Forza Italia nella Capitale ma, dal punto di vista del gioco nel derby, avremmo meritato un pareggio». Impossibile senza tirare in porta, anzi beccando una sola volta lo specchio con un tiro sterile da lontano di Castellanos. In tre partite, la nuova Lazio di Tudor ha trovato una sola rete al 93′. Quella rondine al debutto non ha cambiato questa Primavera, né l’antico mal di gol. Anzi, col cambio tecnico, alla sterilità offensiva si è aggiunta pura un’ulteriore fragilità dietro, legata al caos tattico, alla marcatura a uomo (vedi Romagnoli su Mancini sul calcio d’angolo) e ai giocatori fuori ruolo (vedi Felipe Anderson terzino).

IL PROCESSO

È sottile il limite fra presunzione e coraggio. E infatti i tifosi già mettono Tudor sotto processo: «All’esordio ha detto che doveva arrivare lui per capire che Marusic era un’ala, una frase già da fenomeno. Deve fare le cose semplici, perché chi lo ha preceduto non era una stupido. Pure Inzaghi aveva sempre fatto il 4-3-3 con la Primavera e, appena subentrato a Pioli, ha capito di avere i giocatori da 3-5-2 ed è passato a quello», si legge fra i commenti social del giorno dopo. Ecco perché la stracittadina non è «una partita come un’altra» e può cambiare subito un destino. Non sono piaciute nemmeno alcune dichiarazioni di Igor: «Dire che la Roma era troppo per la Lazio non è una frase di uno che ha una mentalità vincente, specie dopo aver regalato il primo tempo». È cambiato l’allenatore, mica la squadra di Sarri o il vento dopo un derby perso. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Corino: “Il derby è lo specchio della stagione. I giocatori non credono in ciò che fanno” (AUDIO)

Il derby è lo specchio della stagione… LUIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sabato abbiamo avuto l’evidenza che il derby è lo specchio della stagione. Puoi cambiare anche 10 allenatori, ma non è quello il problema. Sono solo le conseguenze della stagione della Lazio che è partita male e sta finendo peggio. Siamo inconcludenti. Avevamo una grande occasione per fare il salto di qualità, ma come è già accaduto in passato, abbiamo fatto un passo indietro. Purtroppo per me la stagione è finita.

Gli unici a crederci nel prosieguo della stagione, sono i tifosi che riempiono lo stadio. Chi mi sembra invece non crederci sono i giocatori. Siamo sicuri che loro credano in quello che fanno? Non mi danno la sensazione di reagire a questo brutto periodo che abbiamo passato. A parte la Champions, la squadra anche con Tudor sta continuando a fare prestazioni mediocri. La Roma non ha fatto molto per vincere il derby, ma noi ancora di meno.

Non so cosa si sia creato all’interno della squadra. Non pensavo di confermare il secondo posto, ma nemmeno vedere una squadra senza rabbia e cattiveria agonistica. E questo al di là dell’organizzazione di Tudor e di Sarri.

Non sono convinto che Lotito abbia messo tutto in mano a Fabiani, bisognerà vedere questa estate sul mercato”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone e le responsabilità di Tudor nel derby: “Almeno tre errori di formazione evidenti ed eccesso di aggressività a tutto campo” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Il derby è stata una partita orrenda sotto ogni punto di vista, in particolare dal punto di vista tecnico-tattico. La formazione non l’ho capita, già nel giorno della vigilia quando si erano palesate le intenzioni di Tudor avevo delle perplessità. Per quanto mi riguarda ci sono stati 3-4 errori evidenti nelle scelte. Penso a Cataldi che la stracittadina l’ha sempre interpretata bene, ma anche alla panchina di Luis Alberto e quella di Patric. Mi riferisco anche all’utilizzo di Immobile dall’inizio. Viste le sue condizioni non ottimali, poteva essere una scelta giusta questa di concedergli l’ultima parte di gara con un contesto tattico più agevole. Mi auguravo, tra l’altro, che ci fosse un piano partita più furbo, minori spazzi concessi alla Roma, limitando l’eccesso di aggressività a tutto campo. Poi va detto che la rete che ha deciso il derby è arrivato su un calcio piazzato.

Complessivamente, sono stati fatti degli errori a tutti i livelli per stare nove punti dietro una Roma che non ritengo assolutamente superiore alla Lazio per valori tecnici. I loro giocatori più forti, Dybala e Lukaku, di fatto nel derby non hanno inciso. C’è da aggiungere che c’è stata una sottovalutazione clamorosa che la vecchia guardia della Lazio fosse arrivata al punto di arrivo. Sto contestando molto di sostiene che la stagione è finita. C’è delusione anche per il derby, ma metterla su questo piano vuol dire che non c’è aderenza con la realtà. L’Atalanta è a quattro punti con una partita in meno e c’è la possibilità di provarci con la Juventus che resta ovviamente favoritissima in Coppa. E’ dura, ma non finita. La premessa che andare in Europa League è importantissimo per la Lazio“.

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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto, 98′ con Tudor: il Mago sta scivolando via dal progetto

Appena 98 minuti complessivi in 3 partite. Solo 26 considerando esclusivamente il campionato. È questo il magro bottino che descrive alla perfezione l’attuale dimensione di Luis Alberto. Il Mago, di fatto, è diventato una delle ultime scelte a centrocampo nella nuova gestione Tudor. Nel 3-4-2-1 del tecnico croato, in linea teorica lo spagnolo potrebbe occupare sia il ruolo di interno che, soprattutto, di trequartista. Nonostante questo sta faticando parecchio a ritagliarsi il suo spazio.

Tudor, la scelta su Luis Alberto 

Era riuscito a mettersi in mostra nei primi giorni di insediamento del nuovo allenatore, che ne aveva messo in evidenza la disponibilità e lo spirito giusto. Poi, però, qualcosa deve essere andato storto, o semplicemente il croato ha ritenuto gli altri giocatori a disposizione più funzionali per il suo progetto, capaci di garantire più rapidità e cambio di passo, movimenti anche spalle alla porta. Quello che offre Kamada, ad esempio, che al contrario «ha le doti giuste, è un giocatore forte», come spiegato dal mister. E infatti ha messo insieme 188 minuti nelle stesse partite, di cui 170 nelle sfide in Serie A con Juventus e Roma. Già, il derby, probabilmente la partita in cui più delle altre Luis Alberto avrebbe voluto lasciare il segno. Nel corso del secondo tempo, mentre si scaldava, ha cercato più volte di far incrociare il suo sguardo con quello di Tudor, sperando di ottenere un cenno, un invito a togliersi la tuta per entrare in campo. Ha dovuto attendere fino al 70′, però, per riceverlo. A disposizione ha avuto solo i 20 minuti finali, non abbastanza per entrare in gara e inventarsi qualche magia.

Luis Alberto più lontano del progetto Lazio

Una situazione che difficilmente, dentro di sé, lo spagnolo starà vivendo serenamente. È un calciatore abituato a essere al centro della Lazio, l’uomo più talentuoso della squadra e capace di fare la differenza con le sue giocate, con i suoi assist, con i suoi gol. Quando il suo status viene messo in discussione, ne risente sia a livello tecnico che mentale. Un segnale, forse, analizzando i fatti con un po’ di malizia, si era già visto alla vigilia del debutto del nuovo allenatore sulla panchina della Lazio, quando Luis Alberto (dopo aver saputo della sua esclusione dalla formazione titolare) aveva saltato l’allenamento per un affaticamento. Un problema che comunque non gli aveva impedito di finire nella lista dei convocati il giorno successivo e addirittura entrare nei 6 minuti finali del match di campionato vinto contro la Juventus. Nella gara successiva (quella di Coppa Italia sempre con i bianconeri) era stato scelto per la prima volta (e al momento unica) tra i titolari, per poi tornare a sedersi in panchina nel derby. La sensazione è che stia scivolando gradualmente sempre più fuori dal progetto. Servirebbe una magia delle sue, un veloce adattamento alle nuove richieste di Tudor, per cambiare l’inerzia e non essere più considerato tra le ultime scelte. Una dimensione in cui uno come lui fatica a restare. Corriere dello Sport

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APPROFONDIMENTI

Attacco sterile e incapacità di ribaltare le partite: da Sarri a Tudor, la sostanza non cambia

La sconfitta nel derby mette a nudo, qualora ce ne fosse bisogno, la totale sterilità offensiva della Lazio. Problema certo non da attribuire alle scelte di Tudor, che – se possibile – dimostra di esser ancor più spregiudicato in campo rispetto al predecessore. I dati però, sono chiari: 3 partite, un gol (Marusic al 93′ contro la Juve in Serie A. 3 partite: 5 tiri in porta. Attacco che non produce, attacco che non vive di giocate né di soluzioni individuali che possano far saltare il banco. Confermato (sia oggi che martedì in Coppa Italia) il difetto cronico nel non riuscire a ribaltare il risultato. In questa stagione, la Lazio c’è riuscita solo due volte: entrambe contro il Frosinone, andata e ritorno. Ma d’altronde si sa, per ribaltare le partite c’è bisogno di segnare. Immobile fermo a 6, Castellanos a 4 come Zaccagni e Luis Alberto. Troppo poco. Dati su cui riflettere per il prossimo futuro.

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DICHIARAZIONI

Derby, Lotito: “Sono le prime gare di Tudor, sta studiando per capire…”

Il presidente della Lazio Claudio Lotitotorna sul derby, vinto dalla Roma per 1-0 grazie alla rete di Mancini. Secondo il patron biancoceleste, “dal punto di vista del gioco forse la Lazio avrebbe meritato un pareggio”. Lotito, intervenuto alla presentazione della nuova segreteria di Forza Italia Roma, ha poi parlato del tecnico Igor Tudor. “Sono le prime partite, sta studiando per capire qual è l’assetto giusto della squadra che è nelle condizioni di poter fare bene”.

Il patron della Lazio è poi tornato sugliscontri registrati prima della partita: ” Siamo contro la violenza. La combattiamo e mi sembra di essere l’emblema di questo. Ho messo in atto azioni per reprimere e prevenire questi episodi”.

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Lazio, Immobile: messaggio chiaro per il futuro. È rischio stallo in attacco

In tre partite un gol firmato Marusic…

In tre partite un gol firmato Marusic al 93′, il problema sotto porta è sempre più serio. AAA cercasi un attaccante vero. Immobile si è fermato a fine primo tempo per una distorsione al ginocchio e oggi si capirà l’entità dell’infortunio. Nelle prossime gare da titolare, Castellanos dovrà dimostrare qual è il suo reale fiuto. La doppietta al Frosinone non ha trovato seguito, ma Ciro ha fatto peggio: da 10 gare a digiuno, è il record negativo dal 2016 per il capitano. Eppure il suo agente Alessandro Moggi lo vede comunque all’Europeo: «È attaccato alla maglia della Nazionale come tutti. Credo che sia uno dei migliori giocatori attualmente in circolazione in Italia e merita spazio». I tifosi biancocelesti invece non lo difendono più come un tempo né hanno gradito queste dichiarazioni post-derby nella pancia dell’Olimpico: «La mia stagione è stata devastante e l’addio di Sarri ci ha scombussolato. Anche io saluterò a giugno? La mia storia non si cancella e fino a quando potrò dare qualcosa per questa maglia, rimarrò. Ho altri due anni di contratto». Tradotto: senza offerte dall’Arabia, dall’Inter o da squadre che gli interessano, nessuno può dargli il ben servito, nemmeno Lotito.

LE IDEE

Rischio stallo in attacco. Giovanni Simeone, cecchino autentico ai tempi del Verona di Tudor (che non lo ha ancora mai chiesto, il vertice di mercato è fissato a inizio maggio), era stato molto vicino alla Lazio in passato. Peccato che l’entourage del Cholito sia lo stesso di Immobile, e in questi anni ha sempre evitato il suo sbarco per non far pestare i piedi ai due assistiti a Formello. In estate l’incastro (uno via, l’altro dentro) sarebbe perfetto, ma non sono più così type=’text/javascript’ idilliaci i rapporti fra Moggi e il club capitolino. Dovrebbe essere Tudor a imporsi per averlo a ogni costo. Al ds Fabiani piace il greco Fotis Ioannidis, classe 2000 in forza al Panathinaikos: costa 15 milioni e ha segnato 21 gol. Sarebbe però un’altra scommessa all’estero come Castellanos e la Lazio non può più permetterselo. Occhio all’occasione Boulaye Dia, 27enne senegalese fuori rosa nella Salernitana ormai da febbraio: scaduta la clausola da oltre 20 milioni, il cartellino si è svalutato a metà prezzo. Il suo profilo è gradito da tempo: 16 gol e sei assist, la scorsa stagione nel nostro campionato, non si dimenticano. Il Messaggero

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Lazio, piove sul bagnato: Guendouzi rischia la squalifica, Immobile e Romagnoli ancora Ko

Oggi alle 17 si torna a leccarsi le ferite a Formello…

Ieri riposo, oggi alle 17 si torna a leccarsi le ferite a Formello, con un orecchio rivolto alle decisioni del Giudice Sportivo. A fine derby, l’arbitro Guida ha visto e messo a referto il colpetto di Guendouzi (non sanzionato in campo) a Paredes, svenuto poi al suolo esagerando. Il francese rischia comunque almeno una giornata di squalifica per l’atteggiamento antisportivo. La condotta violenta ne prevede tre, ma non sembra questo il caso. Piove comunque sul bagnato per la Lazio che, oltre a Provedel, Lazzari e Zaccagni già ai box, dovrà rinunciare anche a Romagnoli e Immobile venerdì sera (ore 20.45) contro la Salernitana all’Olimpico: per il difensore si teme un altro stiramento al gemello del polpaccio, il bomber oggi farà gli esami per valutare la distorsione del collaterale, rimediata in un contrasto. Entrambi rischiano dalle due alle quattro settimane di stop.Il Messaggero

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Sarri, il derby dalla Toscana: “Purtroppo questa volta la Roma ha fatto la Lazio”

Maurizio Sarri ha assistito al primo derby della Capitale da spettatore. L’ex tecnico della Lazio non era allo stadio, ma ha visto la partita dal divano di casa sua a Castelfranco. Lui che era diventato quasi un talismano con 4 successi, un pari e un ko in 6 partite, ha visto i suoi ex ragazzi cedere alla Roma di De Rossi. Una stracittadina complicata decisa dal colpo di testa di Mancini. Il tecnico ha mandato solo un commento che è stato riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero: «Purtroppo stavolta la Roma ha fatto la Lazio». In effetti la vittoria giallorossa di sabato ha ricordato quelle dello scorso anno delle aquile.