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Graziani punta il dito contro Mancini: “Non mi è proprio piaciuto”

Inutile nascondersi dietro a un dito. Gianluca Mancini che, al termine del derby di sabato ha preso una con i colori della Lazio con sopra disegnato un ratto e l’ha sventolata per vari minuti sotto la Curva Sud ha detto di non essersi accorto di cosa rappresentasse la bandiera. Proprio per questo è stato multato per 5mila euro. “Non mi è proprio piaciuto – ha detto Ciccio Graziani a ilromanista.it –. Gianluca afferma di non essersene accorto, in realtà ritengo sia stato superficiale. Anche a me in campo è successo di beccarmi con qualche avversario. Ma così lui ha tirato in ballo il pubblico avversario e non va bene. I tifosi, anche quelli avversari, vanno sempre rispettati. Mi sembra strano inoltre che non si fosse reso conto di niente, visto che la bandiera era biancoceleste. Un gesto così, fatto da un tifoso, va bene, ma così è brutto. Può essere che non se ne sia accorto preso dal momento, ha chiesto scusa. Non ha ucciso nessuno, ma va bene così”.

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RASSEGNA STAMPA

Ultimo giorno per Auronzo. Manca la firma di Lotito: “Tornerò presto vicino alla Lazio”

Tutto risolto per Auronzo, anche la questione albergo, eppure il ritiro di luglio sulle Dolomiti resta in bilico. Perché, a 24 ore dalla scadenza del termine ultimo, manca ancora la firma di Lotito sul contratto biennale (c’è l’opzione per il 2025) di 600mila euro. Domani, mercoledì 10 aprile, infatti, l’amministrazione comunale si riterrà libera da vincoli e il diritto di prelazione verrà risolto. Sarebbe davvero un peccato per quella che ormai è considerata la casa estiva della Lazio, dopo 16 anni di soggiorno. «So che Lotito vuole andare lì – aveva detto a marzo il presidente della Media Sports Event, Gianni Lacché – e abbiamo superato tutti gli ostacoli per confermare la presenza della Lazio ad Auronzo. Javorcic, il vice di Tudor, conosce già il posto e il centro sportivo perché, quando allenava il Venezia, andò in ritiro proprio lì. Per il momento non è prevista una spedizione tecnica perché ancora non c’è ufficialità. Aspettiamo». Oggi è l’ultimo giorno per mettere tutto nero su bianco. Lotito deve trovare il tempo, sia pure impegnato nel suo nuovo ufficio politico in via del Babbuino. Sabato sera a una festa sull’Appia Antica, dopo il ko nel derby, il patron ha parlato tanto con l’ex ds Tare e poi ha promesso: «Ultimamente sono stato meno a Formello, tornerò presto più vicino a Tudor e alla Lazio». Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Da Immobile a Felipe, la rivoluzione deve ripartire dall’attacco: ma quante questioni in bilico!

A caccia del gol perduto. La rivoluzione, in campo e sul mercato, deve ripartire dall’attacco. Sarri lo ha urlato per un anno, a Tudor è bastata una settimana per capirlo. Ora forse pure la società lo ha compreso, nonostante gennaio sia volato senza un accenno di rimedio. È cambiato il modulo e l’idea di calcio, ma il problema della Lazio è sempre lo stesso. In tre partite, cinque tiri nello specchio, quattro all’esordio vincente contro la Juventus (e la rete di Marusic al 93′), zero nella semifinale di andata in Coppa Italia, appena uno (il tentativo sterile di Castellanos da lontano) nel derby di sabato. Ovvio che così diventa pura utopia rimontare da una situazione di svantaggio anche quando, come dice Lotito, i biancocelesti «avrebbero meritato il pareggio». Immobile sembra al tramonto, da 10 gare a digiuno, come non gli era mai successo dal suo sbarco nel 2016 a Formello. Al momento il Taty non garantisce sotto porta il suo vecchio fiuto. Che Ciro resti o meno, a giugno andrà trovato un bomber vero (Ioannidis piace, ma è affidabile il campionato greco?), cogliendo magari occasioni importanti (vedi Simeone e Dia) a costo contenuto. Non va però sostituito solo il centravanti, servono comunque i rifornimenti alle spalle e altri gol.

INTRIGO BIANCONERO

Non c’è più il 4-3-3, avanti col 3-4-2-1. Dopo i primi esperimenti, tutti gli esterni e i trequartisti sono in bilico. Bisognerà trovare un accordo per l’uscita di Pedro, dal momento che alla 25esima presenza è scattata l’opzione per un altro anno. Non è un caso che la società continui a tergiversare sul rinnovo di Felipe Anderson: l’incontro è slittato per la terza volta a questa settimana, ma il brasiliano potrà restare solo se accetterà tre milioni (bonus compresi, al massimo) e rinuncerà alla Juventus a parametro zero. Ieri si erano diffuse voci di un accordo definitivo con i bianconeri (di massima, c’è da novembre, quando nessuno sapeva nulla e lo avevamo svelato), ma la sorella-manager Juliana smentisce di averlo trovato anche nell’ultima trasferta a Torino e comunque la vera novità sarebbe un contratto preliminare (che non c’è) depositato. Giuntoli segue anche Zaccagni, da un anno in attesa di un robusto adeguamento: è in scadenza nel 2025 e, senza gli introiti di una qualificazione europea, sarebbe uno dei pochi sacrificabili da cui la Lazio potrebbe trarre un gruzzoletto per fare un mercato serio. Sabato Tudor ha sostituito Isaksen dopo un tempo, ma è difficile che la società bocci il giovane prospetto dopo un anno, a meno che non arrivino offerte al rialzo. Da Empoli rientrerà Cancellieri dal prestito: Igor lo ha avuto a Verona, lo stimava e potrebbe rilanciarlo.

OPERAZIONE SVECCHIAMENTO

Il duplice obiettivo biancoceleste sarà svecchiare la rosa e garantire al nuovo tecnico rinforzi più adatti al suo gioco. Si è già capito che Luis Alberto non può essere trequartista nemmeno nel nuovo corso. Tudor ha rilanciato Kamada in quel ruolo, ma lo preferisce a centrocampo ed è comunque difficile che il giapponese eserciti l’opzione biennale (a suo favore) a campionato finito. Igor riabbraccerebbe volentieri Barak, in uscita dalla Fiorentina per 10 milioni già dallo scorso inverno. I 29 anni non pendono a favore del ceco, ma il costo dei baby talenti è lievitato. Sarri aveva chiesto Ferguson, Colpani e Gudmundsson. Profili che potrebbero piacere pure a Tudor, ma la Lazio ha già sondato il terreno (anche per Carboni col Monza) e ha capito di dover rivolgere le mire all’estero. A gennaio il ds Fabiani si era visto respingere le proposte da 16 e 12 milioni dalla Championship per Clarke del Sunderland e Whittaker del Plymouth. L’estate deve riportare i gol. Il Messaggero

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ESCLUSIVE

Contromossa Lazio: propone a Felipe Anderson un futuro nel club

Un’ultima mossa. Forse disperata. La Lazio ha deciso di proporre il rinnovo del contratto a Felipe Anderson, cercando di lusingarlo prospettandogli anche un futuro in società. Il brasiliano ha il contratto in scadenza a fine stagione (30 giugno) e potrebbe quindi accordarsi con qualsiasi altro club trasferendosi a zero. Su di lui c’è soprattutto la Juventus. Resta aggiornato sulle notizie relative alla Lazio seguendo il sito Radiosei.it.

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CALCIOMERCATO

Lazio, ecco la proposta ufficiale della Juventus: Felipe al passo d’addio?

La situazione per trattenere Felipe Anderson alla Lazio si complica. La Juventus ha presentato una proposta ufficiale all’esterno brasiliano che, essendo in scadenza, potrebbe trasferirsi a parametro zero. La Lazio, come raccolto in esclusiva da Radiosei, ha invece presentato un’offerta che prevede anche un eventuale futuro da dirigente nel club biancoceleste. Da Formello si dicono ottimisti e convinti di riuscire a trattenere il giocatore. Stando a quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, però, la trattativa fra la Juventus e Felipe Anderson sarebbe ormai ai dettagli.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, nemmeno Tudor dà la scossa. Ma negli anni della Champions l’allenatore salta sempre. Il problema è più profondo

Alla Lazio non sta bastando nemmeno l’intervento di Tudor. A dimostrazione del fatto che il problema è più profondo. Maurizio Sarri si è dimesso da allenatore della Lazio, ma quando i biancocelesti sono arrivati in Champions League (o ai preliminari), cioè quando l’asticella si doveva alzare, la squadra ha sempre fallito ed è anche sempre cambiato l’allenatore. In corsa o a fine stagione. Nel 2015-16 venne esonerato Pioli, nel 2020-21 è terminata l’esperienza di Simone Inzaghi, nel 2024 quella di Sarri. E nemmeno Tudor sta riuscendo a raddrizzare la situazione. Forse il problema è più profondo e riguarda la società? Resta aggiornato sulla Lazio seguendo le notizie su Radiosei.it.

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FORMELLO

FORMELLO – Tudor limita i danni: meno grave del previsto l’infortunio di Immobile. Romagnoli incrocia le dita…

La Lazio perde i pezzi. Nel derby di sabato scorso sono rimasti infortunati Immobile e Romagnoli, entrambi sostituiti a fine primo tempo. L’attaccante dovrebbe restare fermo solo qualche giorno, avendo preso solo una botta. Salterà la Salernitana, tornerà a disposizione per le gare successive. Domani si dovrà invece sottoporre a esami clinici Romagnoli, per il quale va scongiurato uno stiramento.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Non era una questione di modulo, il derby l’ha confermato. Squadra scombussolata dal cambio? Calciatori, basta alibi!” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

Il derby ha confermato che non è mai stato un problema di moduli ma di forma dei calciatori. Rare eccezioni le abbiamo viste in Champions in cui l’ambiente era talmente trainante da esser in grado di sopperire. Ora bisogna essere calmi, finire nel modo migliore questa stagione per programmare al meglio la prossima. Inutile, adesso, dare sentenze affrettate su Tudor che ora deve solo fare in modo che con gli ultimi risultati si possa ritrovare serenità ed i presupposti giusti. Poi un tecnico può sbagliare, come ha fatto Inzaghi prima e Sarri poi, ma è necessario che nei momenti di difficoltà si resti lucidi ed equilibrati. Se i migliori calciatori della rosa avessero ripetuto il rendimento della scorsa stagione ora la Lazio non sarebbe in questa situazione. La non forma del calciatore ti porta a pensare che l’aspetto negativo è dettato dai tecnici, ma non è così.

Squadra scombussolata dall’addio di Sarri? E allora cosa dovrebbero dire i giocatori del Verona o della Roma? Siamo anche noi che non dobbiamo continuare a fornire alibi. Il giocatore se ha questo possibilità ci sguazza. E’ giusto che il tifoso si aspetti sempre grandi prestazione, anche in questo finale di stagione. Se non riusciranno a fornirle, sarà un loro problema. Tudor ora sta cercando di trasmettere le proprie type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee, spetta a loro in campo recepirle. Non ci sono riusciti con Sarri e forse ancora non ci stanno riuscendo con il nuovo tecnico. Tre partite sono nulla e purtroppo gli sono capitate tre partite toste.

Io non credo che il calcio di Tudor sia rischioso. Magari posso non essere d’accordo sull’esclusione all’intervallo di Isaksen che a me è sembrato il più ispirato nel primo tempo. Oppure posso avere dei dubbi sulla posizione in cui viene impiegato Anderson. Mi sembra un po’ emarginato in quella zona di campo. Detto questo non ho particolari dubbi sul sistema. Certo che i calciatori devono essere messi nelle loro zone di competenza per potersi esprime al massimo. Gli esperimenti non devi farli nei momenti di difficoltà, forse da questo punto di vista un minimo di forzatura da parte sua c’è stata. Magari la vittoria in campionato con la Juventus gli ha dato quelle certezze che lo hanno portato ad entrare un po’ a gamba tesa”.

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CITTA'

Una preghiera per Mirko Fersini: il 12 Aprile il triste anniversario della sua scomparsa. Date e luogo della celebrazione

“Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta”, declamava in versi Ugo Foscolo. Concetto universale e da applicare concretamente, ancor di più a fronte di una tragedia che ha spezzato in modo prematuro un sorriso candido e pieno di speranze come quello di Mirko Fersini. Il 12 Aprile ricorrerà il dodicesimo anniversario della morte della giovane promessa del settore giovanile biancoceleste, arrivata in seguito ad un brutto incidente stradale che l’ha strappato all’amore dei suoi cari e dell’intera famiglia biancoceleste. Ed è proprio in coincidenza con quella data che alle ore 19,00, presso la Chiesa S. Maria della Divina Provvidenza, sarà rivolta alla sua memoria una preghiera alla quale tutti sono invitati. A rendere l’appuntamento noto è la sua famiglia alla quale Radiosei tutta rinnova il proprio cordoglio e la propria vicinanza.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito paga il conto delle sue scelte: quale futuro per la Lazio?

Un collasso inevitabile

Pagamento anticipato, per Lotito. Paga il conto di scelte sciagurate e della disfatta stagionale, un collasso inevitabile, probabilisticamente scontato dopo ogni vittoria. Deve anche iniziare a pensare al mercato che s’aspetta Tudor, smaniava dopo il derby pensando ai giocatori adatti al suo calcio «Cambieremo». Ha poco da dire e molto da fare, il presidente della Lazio. L’ultimo mese e mezzo è diventato un precampionato fuori stagione, utile al tecnico per fare la conta di promossi e bocciati […].

Tante domande incalzano il presente e il presidente. Cosa c’è nel futuro della Lazio? Cosa ha in mente per rilanciare il suo piano al traguardo dei vent’anni di presidenza? Perché questo indietreggiare costante dopo le stagioni vincenti? Quanto dei soldi incassati tra Champions, Supercoppa e botteghini saranno investiti in estate per trasformare la Lazio da sarriana a tudoriana? Si può ricompattare lo spogliatoio? Si può limitare l’inquietudine di Immobile il cui smarrimento è l’immagine stessa della Lazio? Si rinnoveranno i contratti di Felipe e Zaccagni? Quali dei big sfiduciati saranno sacrificati per la rifondazione azzeratutto? Perché diventa sempre difficile pensare al domani?

In poco tempo, neppure un anno, s’è rovinata una bellissima storia Champions, ora c’è il rischio di disperdere anche il capitale di passione che aveva generato. Archiviata la rivoluzione (a metà) di Sarri, sta a Lotito riuscire a garantire a Tudor una Lazio su misura. Nel contempo dovrà garantire alla società nuova sostenibilità. Il rapporto tra costo del personale e ricavi dovrà scendere dal 90% dell’anno in corso al 70% per il 2025-26. Scelte che, in base all’Europa raggiunta, inizieranno a pesare in estate. Ma il presidente ripete che «da quando ho preso la squadra ad ora siamo nella situazione di poter solo crescere. Prima era una società di partenza, ora è una società di arrivo». Il punto è di domanda. Corriere dello Sport