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RASSEGNA STAMPA

La Lazio di Tudor vuole stupire: solo l’Inter ha fatto meglio

Da quando è arrivato sulla panchina della Lazio, nonostante l’eliminazione in Coppa Italia e il dolorosissimo ko nel derby di campionato, Igor Tudor ha impresso una svolta nella stagione biancoceleste.

Come scrive Il Messaggero, cinque successi in sette gare, zero pareggi e i rovesci già citati con la Juventus e la squadra di Daniele De Rossi. Numeri che però fanno sì che con Tudor in panchina la Lazio sia seconda solo all’Inter, già campione d’Italia.

Se in attacco non si fanno faville, in difesa le cose sono migliorate con cinque reti incassate. Di queste solo due in serie A (1 nel derby e 1 a Salerno, ndr), con tre clean sheet. “La solidità difensiva dipende dalla mentalità, ma il bello è che finora ci abbiamo lavorato per il 20% rispetto all’80% speso per l’attacco”, ha spiegato ieri Tudor in conferenza.

In serie A il reparto offensivo della Lazio è nono per gol fatti (43), 15-esima per tiri effettuati (374), peggio addirittura di Frosinone, Udinese e Sassuolo.   

Gianluca La Penna

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APPROFONDIMENTI

Corazzate, miracolo e obiettività: da Inzaghi a Tudor, messaggi all’ambiente e alla società…

Igor Tudor ha fatto il punto sugli obiettivi della Lazio. In conferenza è stato chiaro, ha chiesto obiettività. Ha affermato che la squadra non fosse da secondo posto l’anno scorso. Ha di fatto dato ragione a Sarri che parlava di miracolo legato alla Champions League. Anche Inzaghi affermava che la Lazio, per quell’obiettivo, doveva competere con delle corazzate. Il Corriere dello Sport fece perfino una prima pagina in cui affermava che era Inzaghi a non credere nella qualificazione alla massima competizione europea. Non che la Lazio non fosse all’altezza. Eppure tutti e tre gli ultimi allenatori biancocelesti non sembrano convinti che la squadra abbia quello status: messaggio all’ambiente ma anche alla società…

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CALCIOMERCATO

Mercato Lazio, nessuna vera trattativa e l’indice che ritorna. Senza Champions occhio alle cessioni…

La stagione della Lazio è ancora tutta da scrivere quando mancano quattro turni alla fine del campionato. Intanto il mercato attende. Un buon percorso in Europa con l’eliminazione dalla Champions ad opera del Bayern Monaco. Tedeschi che sono reduci dal 2-2 casalingo contro il Real Madrid nell’andata delle semifinali. Ora Immbile&Co devono cercare di centrare almeno l’Europa League.

Senza giri di parole, arrivare in Champions per il club di Claudio Lotito vorrebbe dire impostare una campagna acquisti diversa, ovvero un mercato che non dipenda molte dalle uscite. Il cambio di panchina, con l’avvento di Tudor, fa sì che il lavoro intrapreso la scorsa estate dal ds Fabiani vada in parte rivisto.

Nella rosa ci sono molti esterni e pochi trequartisti, Felipe Anderson andrà al Palmeiras mentre Luis Alberto e Pedro restano ancora in bilico. Insomma, previsto traffico nella prossima sessione di mercato, con un ospite inatteso che torna a farsi sentire.

Ancora tu: sul mercato Lazio sbuca l’indice di liquidità

Nonostante lo sforzo profuso negli ultimi 12 mesi, in casa Lazio i costi “ordinari” sono ancora alti, leggi soprattutto i compensi di giocatori che di fatto non hanno mai fatte dei piani tecnici degli allenatori avvicendatisi a Formello. Proprio per questo motivo, al momento il budget Lazio per il prossimo mercato non è ancora noto e in tal senso nessuna trattativa è stata approfondita. Bisognerà attendere due cose: il piazzamento finale del club; le scelte del tecnico in merito all’attuale rosa.

Detto ciò, in proporzione a quanto illustrato, la Lazio ha bisogno di incassare dalla cessione di qualche giocatore la cifra atta a modificare l’indice di liquidità, parametro assai caro a Gabriele Gravina. Il presidente FIGC, a maggior ragione dopo gli ultimo sconti verbali con Lotito, non farebbe alcun sconto a Formello laddove l’indice non fosse perfettamente allineato a quanto previsto dalle norme.

Gianluca La Penna

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RITIRO ESTIVO

La Lazio ad Auronzo: le scelte di Tudor sul ritiro estivo

Manca solo il comunicato ufficiale del club e del Comune di Auronzo, ma la Lazio – per la prima volta allenata da Tudor – per il 17-esimo anno effettuerà il ritiro in Veneto. Dopo la nota congiunta di Media Sport Event e dell’amministrazione locale, serve solo l’ultimo sì di Claudio Lotito. Annuncio che dovrebbe aver luogo entro la prossima settimana.

Dal 2008 la Lazio svolge la preparazione estiva all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo, restando in quota per almeno tre settimane. Quest’anno però la situazione sarà diversa, con la permanenza che dovrebbe scendere da 21 a 14 giorni.

La scelta è tutta in capo a Igor Tudor. Secondo il tecnico croato infatti, fondamentale è lavorare in tranquillità, recuperando il sonno e in tal senso, lavorare a Formello o altrove non comporterebbe differenze sensibili.

Infine, l’ex allenatore dell’Udinese – coadiuvato dal vice, Javorcic che in passato ha portato da tecnico il Venezia proprio ad Auronzo – avrebbe manifestato la volontà di poter lavorare alcuni giorni in modalità “top secret”. Ovvero, l’allenatore vorrebbe svolgere alcuni giorni lontani da tifosi e stampa, cosa che non avverrebbe restando in Veneto tre settimane.

Gianluca La Penna

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STATISTICHE

Lazio, caccia al poker per alzare la pressione europea e prendere in largo in trasferta

La Lazio a Monza cerca continuità. Se i biancocelesti dovessero riuscire a vincere domani alle 18 salirebbero al sesto posto in classifica a -1 dalla Roma quinta. Metterebbero pressione ai giallorossi (e all’Atalanta), impegnati fra l’altro in Europa. Luis Alberto e compagni, fra l’altro hanno vinto le ultime due trasferte giocate in una città diversa da Roma (non si tiene quindi in considerazione il derby) ed espugnando Monza arriverebbe a tre di fila. Non fa meglio dal 2019-20 quando, prima dell’interruzione per il Covid, riuscì a vincere sul campo di Genoa, Parma, Brescia, Cagliari, Sassuolo, Milan e Fiorentina. Pure in quel caso ci fu uno stop (un pareggio) nel derby giocato, da calendario, in trasferta. Da quel momento in poi la squadra ha sempre faticato a trovare continuità lontano dall’Olimpico.

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AVVERSARIO

“SVB” – Marturano: “Come Colpani pochi in serie A, perfetto per il 3-4-2-1 di Tudor” (AUDIO)

Il giornalista del Cittadino di Monza e Tuttosport, Diego Marturano, è intervenuto ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno” per presentare Monza-Lazio, gara numero 35 del massimo campionato italiano.

“Per il Monza al momento registriamo trattative per la cessione del club. Si parlava di Rent Capital Partner, fondo guidato da Augusto Balestra. Al momento è tutto più rallentato perché ci sono altre pretendenti. I tifosi sono un po’ preoccupati: ci sono voluti 110 anni per arrivare in A e non vorrebbero vedere il club tornare indietro”.

“La squadra è tranquilla. Non risente di questa situazione, con Atalanta e Napoli ha fatto bene. La maggior parte dei calciatori hanno contratti molto lunghi, rinnovati la scorsa estate da Galliani. Il cuore del club è italiano, anche chi deve rinnovare sta cercando di dare il meglio”.

“Contro la Lazio Gagliardini e Ciurria non ci saranno, la prima è una perdita importante anche se Palladino ha provato molto Bondo e Akpa Akpro. Manca anche Macin mentre Mota dovrebbe essere recuperato. Anche Caprari sarà tra i convocati e potrebbe avere un po’ di spazio alla fine se la gara fosse già determinata”.

“Tatticamente si è passati dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1, modulo che ha aiutato Colpani e Mota Carvalho perché li fa faticare meno. Potremmo avere Pessina in mediana con Bondo a sostegno, l’ex Atalanta nelle ultime sfide ha giocato da trequartista. Contro la Lazio, in attacco dietro a Djuric, Colpani a destra, Zerbin a sinistra e Carboni trequartista centrale”,

 “Colpani? La differenza nei due moduli è prettamente difensiva, lui è nato trequartista di destra in supporto ad un’unica punta nel 3-4-2-1 che usa Tudor. Deve crescere a livello fisico perché è il più sostituito della serie A. Come lui ce ne sono pochi, deve migliorare nel gestire le energie e dare maggiore continuità sia nella stessa gara che nel campionato”.

“Il prezzo? Credo che alla fine per 20 milioni si potrebbe chiudere. Non so se li valga, ma in quel ruolo ha pochi rivali. Già dallo scorso anno ha fatto un salto verticale, essendo quasi in doppia cifra. Su di lui hanno mostrato interesse sia la Fiorentina, se partisse Nico Gonzalez, sia la stessa Atalanta dove è cresciuto con il suo amico Bastoni, ora all’Inter”.

Tutte le altre info sulla formazione del Monza le puoi ascoltare nel nostro podcast.     

Gianluca La Penna

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FORMELLO

FORMELLO – “Nessuno è titolare”, la legge di Tudor colpisce il Taty: riecco Immobile dall’inizio. Hysaj scalza Casale

FORMELLO – “Dopo 2-3 partite si può perdere il posto e questa è una cosa brutta, ma anche bella del calcio. Nessuno è titolare”, diceva Igor Tudor in sala stampa prima della rifinitura anti-Monza. La domanda era riferita al dualismo Castellanos-Immobile e ripensandoci la sua risposta può sembrare quasi un’anticipazione di quanto da lì a poca sarebbe accaduto: Ciro titolare, provato con il gruppo che domani dovrebbe sfidare la squadra di Palladino. Il concetto di titolarità è labile per il croato che dopo quattro gare di fila concesse all’argentino ora sta seriamente pensando al rilancio del suo capitano.

Non è l’unica novità della vigilia. L’altra riguarda la difesa ed in particolare il centro-sinistra: c’è da tenere sotto osservazione Colpani ed evidentemente Tudor non ritiene Casale particolarmente adatto (o in condizione) visto che oggi in quella zona ha testato Hysaj. Variante sul tema consigliata dalla seconda assenza di fila di Mario Gila (lesione muscolare) che spera di rientrare per le ultime due gare della stagione. Per il resto tutto viaggia verso la conferma, compresa la titolarità tra i pali di Mandas. Provedel è totalmente ristabilito clinicamente, ma non ancora abbastanza brillante per riprendersi la maglia.

PROBABILE FORMAZIONE (3-4-2-1): Mandas; Patric, Romagnoli, Hysaj; Marusic, Guendouzi, Kamada, Zaccagni; Felipe Anderson, Luis Alberto; Castellanos.

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FORMELLO

Tudor: “Andiamo forte fino alla fine. Obiettivi? D’accordo con Sarri, manca obiettività sul giudizio della rosa. A Rovella manca solo qualche chilo, su Taty-Ciro…” (AUDIO)

Alla vigilia della trasferta di Monza, il tecnico della Lazio Igor Tudor presenta il match in conferenza stampa:

Che Lazio vuole vedere domani a Monza?
“Sarà una partita difficile come tutte in Serie A. Meno partite rimangono e più sono importanti, ognuno lotta per i suoi obiettivi e noi dovremo preparare la partita al massimo per fare il nostro meglio”.

Zaccagni è recuperato a tempo pieno?
“Zaccagni ha fatto mezz’ora nell’ultima gara, vedremo oggi come preparare la sfida di domani. È un giocatore importante, viene da un periodo problematico con gli ultimi infortuni, mancano poche gare e dobbiamo essere bravi a capire come utilizzarlo se dall’inizio o dalla panchina”.

Come ti regolerai con il rientro di Provedel?
“Provedel non è recuperato, ha fatto 2-3 allenamenti con noi e uno che sta fuori due mesi è un grande dubbio anche solo portarlo in panchina, non per fare concorrenza per giocare”.

Si può sognare la Champions o l’obiettivo è l’Europa League?
“Non so dove possiamo arrivare, noi possiamo fare un pronostico solo sulle nostre prestazioni. Questo è il nostro unico obiettivo, fare grandi prestazioni a cominciare da sabato. Poi i punti e i calcoli sono importanti, però come ho ribadito tante volte facciamo il nostro meglio poi calcoleremo i numeri alla fine. Fino all’ultima giornata non si saprà”.

Domani conta solo vincere? Come sta gestendo la staffetta Immobile-Castellanos?
“Unico risultato per noi la vittoria è una tua opinione, sulla staffetta Immobile-Castellanos vedremo oggi, sono tutti e due possibili titolari anche se questa parola conta fino a un certo punto. Penso che è una crudeltà del calcio che bisogna sempre riconfermarsi, dopo 2-3 partite si può perdere il posto e questa è una cosa brutta, ma anche bella del calcio. La Lazio è arrivata seconda l’anno scorso ma in pochi se lo ricordano, questo vale anche per i giocatori”.

Questa rosa poteva avere una classifica più importante?
“Quello che ho capito in questi 45 giorni qui a Roma è che c’è una grande passione e una grande appartenenza di chi ama questo club, penso però che essendo obiettivo ed essendo arrivato da poco c’è poca obiettività quando si fa comparazione delle rose. In Serie A ci sono 20 squadre e bisogna essere obiettivi nell’analisi della qualità della rosa, al 70/80% la qualità della rosa incide, il resto lo fa l’allenatore e la società. La qualità della rosa è fondamentale, io vedo che nel mondo Lazio manca obiettività nel capire la valutazione giusta quando si parla delle rose. Vedendo anche le prime conferenze di Sarri, lui provava a far capire questa cosa alla gente. Però quando c’è tanto amore, c’è meno obiettività. Un allenatore e un club devono essere sempre obiettivi e giusti, quando si carica qualcosa che non è collegato con l’obiettività non si fa una cosa giusta. Se mi viene chiesto di vincere i 100 metri ma so di essere tra gli ultimi non si fa una cosa giusta, poi è giusto caricare l’ambiente e creare delle aspettative superiori per avere quella spinta in più. Bisogna però mantenere l’obiettività, altrimenti non si fa il bene del club. Ieri ho visto un ragazzo di 27/28 anni, un tifoso della Lazio che mi ha chiesto lo scudetto. Abbiamo parlato di questo tema, lui la vive con cuore ed è giusto così, ma poi ci vuole anche obiettività”.

Un suo pensiero su Palladino?
“Lo conosco da bambino, lui era un primavera quando io ero alla Juventus e lo conosco. È sempre stato un ragazzo sveglio e curioso che si interessava a tutto, ha iniziato da poco questa carriera che è bella e affascinante. Sta facendo bene il suo percorso, domani mi aspetto una gara super difficile, loro sono ben organizzati con ottime qualità in fase offensiva. Dovremo fare una gara seria e sul pezzo”.

Dal suo punto di vista che valore ha questa rosa?
“Non mi esprimo su quello, qualsiasi cosa dico creerebbe polemica. So dove va collocata la rosa della Lazio, per me è molto chiaro. L’obiettivo è sempre quello di fare meglio rispetto alla posizione dove si dovrebbe stare. Chiaramente la Lazio non era da secondo posto lo scorso anno, poi l’obiettivo personale di ogni allenatore è sempre quello di tirare fuori il massimo dalla rosa. Poi ci sono le altre squadre che magari fanno meno bene, ci sono sempre quelle dinamiche in un campionato. Se ogni squadra fa quello che deve 99,9% della classifica si sa a inizio anno. La bellezza del calcio invece è l’imprevedibilità che può fregare la gente e va oltre l’obiettività”.

Quanto le darebbe fastidio se Atalanta-Fiorentina venisse recuperata a fine campionato?
“Giocare a fine campionato non è una cosa né giusta, né regolare. Nel calcio italiano c’è tanto da migliorare su queste cose, io capisco che il calendario è complicato ma bisogna migliorare sulla regolarità di queste partite e nei modi di organizzare questi recuperi”.

Cosa vuole vedere in più rispetto alla scorsa partita?
“Ogni partita è una battaglia a sé, tu lavori sempre uguale sulle cose che vuoi migliorare e che vuoi aggiungere. È bella la solidità difensiva, abbiamo lavorato molto più sull’attacco, quasi un 80% sull’attacco e un 20% sulla difesa. Eppure la cosa che stiamo facendo meglio è proprio questa fase difensiva, dove serve cuore e voglia di non subire gol. Ci sono state partite difficili come quella col Verona, saranno solo partite difficili da qui alla fine”.

Zaccagni può crescere in fase realizzativa?
“È un giocatore che ha fatto tanti gol anche negli anni scorsi, poi è chiaro che se giochi vicino alla porta puoi essere più decisivo. Nell’ambito della gestione di una rosa devi far giocare i migliori, mantenendo il giusto equilibrio anche se il nostro obiettivo è essere offensivi e fare gol. Zaccagni ha qualità importanti, chi salta l’uomo manca in questo calcio e avere giocatori con queste qualità è importante”.

Come sta Rovella? Può giocare titolare da qui a fine campionato?
“Rove ha fatto un campionato interessante vedendo le partite in cui non c’ero io, ha avuto poi un infortunio importante con la pubalgia che lo ha rallentato. È un giocatore che mi piace perché capisce di calcio, è intelligente. Ha bisogno di mettere su qualche chilo, ci stiamo lavorando. Lui è volenteroso, vuole capire e gli ho fatto un discorso perché ci sono giocatori che stanno facendo bene e quando succede è difficile cambiare. Bisogna avere pazienza e sfruttare l’occasione”.

Cosa manca per trovare più continuità in zona gol?
“Non so cosa manca, mi metto a lavorare e credo siano anche annate che nascono così. Noi ci siamo messi a lavorare, abbiamo anche fatto qualche gol in queste sette gare, poi quello che conta sempre è creare opportunità, questo è il fattore più importante per un allenatore. Si lavora per permettere alla squadra di creare occasioni da gol, penso siamo sulla strada giusta, manca poco. C’è gente che ha gol nel DNA, sono convinto che in queste quattro gare tutti i giocatori offensivi daranno una mano”.

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PRIMAVERA

Lazio, c’è il derby Primavera: battere la Roma per arrivare seconda

Oggi alle 15, dopo il successo all’andata per 1-0 il 22 dicembre scorso, la Lazio Primavera scende in campo al Tre Fontane per affrontare la Roma di mister Guidi nel derby di categoria.

Dopo la promozione dello scorso anno, la squadra di Sanderra in modo sorprendente ha centrato l’accesso ai play-off ma nella stracittadina odierna in palio c’è un altro traguardo importante.

Le due compagini capitoline, come scrive gazzettaregionale.it, si sfidano per il secondo posto. Il secondo gradino del podio, infatti, consentirebbe di qualificarsi direttamente alla semifinale Scudetto. A tre giornate da fine campionato, la graduatoria vede la Roma favorita, +6 sulla Lazio e +5 sull’Atalanta. Ai giallorossi basta un solo punto per arrivare secondi, considerato il vantaggio nello scontro diretto con gli orobici.

Se la Lazio facesse suo il derby Primavera, invece allora gli aquilotti potrebbero ancora sperare, sarebbe un’impresa ma potrebbero contare sul vantaggio nei confronti diretti con i giallorossi.

Gianluca La Penna

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ALTRE

Insulti e minacce a lui e alla famiglia: Abraham blocca i commenti sui suoi post

La stupidità e l’ignoranza non hanno patria. A dimostrarlo, ancora una volta, quanto accaduto a Tammy Abraham, vittima di insulti e minacce. L’attaccante, come scrive gazetta.it, è finito nel mirino di alcuni sedicenti tifosi della Roma dopo l’errore commesso nei minuti finali della sfida con il Bayer Leverkusen.

Sotto 2-0 in casa, l’ex Chelsea ha sbagliato un gol quasi fatto colpendo di testa il pallone. La sfera, colpita da neanche due metri, è finita sopra la traversa. Abraham è stato attaccato sui social, venendo insultato con epiteti quali “scimmia”, chiaramente discriminatori. A questo vanne aggiunte espressioni quali “devi morire”.

Non bastasse, sulla pagina del calciatore anche minacce verso la compagna Leah e il figlio della coppia, Amari. Abraham ha quindi deciso di eliminare la possibilità di far commentare i suoi post. Contro gli stupidi, purtroppo, le armi risultano sempre spuntate.

Gianluca La Penna