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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, chi darà qualità? Offerto James Rodriguez. Taty-Isaksen, servono 20 milioni

[…] L’interscambiabilità sembra il requisito per la nuova Lazio. Baroni considera Castellanos e Noslin «i centravanti da servire meglio». Sulla trequarti il tecnico vuole centrocampisti di rottura stile Goundouzi e Dele-Bashiru, ma chi darà la qualità per poter legare il gioco? A tal proposito l’ultima suggestione riguarda il 33enne James Rodriguez, offerto da intermediari alla Lazio oltre che al Betis e al Porto: vuole tornare in Europa dopo essersi svincolato dal San Paolo e aver giocato la Coppa America da fenomeno (5 assist e 1 gol). Se il Girona si spingesse a 20 milioni per il Taty, ovviamente cambierebbe lo scenario anche in attacco per un sostituito (Simeone escluso, Dia è congelato da troppo tempo). Baroni ha difeso Isaksen («Sarà il suo anno, ha enormi margini di miglioramento»), nonostante sia stato evidentemente mogio quasi sino a fine ritiro. Infatti, la stessa società non lo ritiene più incedibile come a giugno di fronte a una proposta simile (20 milioni coi bonus) a quella richiesta per l’attaccante argentino. Il Fenerbahce lo ha solo sondato, il Feyenoord non si è mai spinto a quelle cifre, al massimo ha offerto Stengs in cambio.Il Messaggero

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, vice-Zac (stallo Laurienté) o jolly offensivo giovane: ma la lista campionato è già un problema

Due giorni di riflessioni e meritato riposo. Dopodomani Baroni e il ds Fabiani si rivedranno a Formello per un vertice in cui fare il punto sul ritiro, ma soprattutto sulle strategie di mercato. Il nuovo tecnico ieri è tornato a Firenze per rivedere la sua famiglia, nell’ultima conferenza ad Auronzo è stato sibillino e diplomatico: «Abbiamo già preso ciò che ci serviva, più avanti vedremo anche in base ai test di maggior livello che faremo. La sessione di mercato è ancora lunga, ho una rosa valida su cui lavorare, ma se ci saranno possibilità e occasioni le coglieremo». La lista dei 25 per il campionato già condiziona il prossimo colpo. La Lazio lo sta nascondendo ma, dopo l’acquisto di Castrovilli, non ha più posti liberi (sono 17 in tutto) per un over 22, in questo momento. Snoccioliamo i nomi tutti d’un fiato: oltre all’ultimo acquisto viola, Mandas, Hysaj, Romagnoli, Gila, Casale, Patric, Marusic, Tavares, Rovella, Vecino, Guendouzi, Dele-Bashiru, Isaksen, Pedro, Noslin e Castellanos. I quattro elementi made in Italy (Provedel, Pellegrini, Lazzari e Zaccagni) possiamo pure prenderli random. C’è solo Cataldi del vivaio di Formello. Va ceduto subito Hysaj, a meno che non venga lasciato fuori organico: gli è stato dato il cartellino in mano, ma ha ancora un anno a oltre 2 milioni a bilancio. Non a caso, è stato trovato l’accordo con il 25enne Laurienté a 1,5 milioni a stagione (il club biancoceleste preferito al Parma), ma il ds Fabiani non affonda il colpo: da una parte non vuole spendere più di 11-12 milioni a fronte dei 15 più bonus richiesti dal Sassuolo, ma soprattutto deve ancora fargli spazio. Non ci sono invece restrizioni numeriche per gli “Under 22” (in ritiro Tchaouna, Sana Fernandes, Ruggeri e Furlanetto), per questo i classe 2005 Fernandez-Pardo e Bellingham jr calzerebbero a pennello, non occupando alcuno slot: il talento del Gent ha fiuto del gol, ma è appena esploso e rischia d’essere ancora acerbo; Jobe, fratello della stella del Real Jude, invece, vorrebbe rimanere un altro anno al Sunderland, che oltretutto pretende 20 milioni per cederlo. Al momento la priorità resta un vice-Zaccagni o un jolly d’attacco. Il Messaggero

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ESCLUSIVE RITIRO ESTIVO

ESCLUSIVA – Provedel: “Ho provato a convincere Sarri, ora compatti con Baroni. A Mandas consiglio di giocare. Champions, ci sono squadre più attrezzate”. Sul rapporto Lotito-tifosi… (VIDEO)

AURONZO DI CADORE – Come spiegava lui il suo primo giorno a Formello, “non c’è un’età o un momento giusto o sbagliato per arrivare”. A volte ci vuole una carriera intera. Poi bastano poche settimane per diventare beniamino, un istante per entrare nella storia (chiedere all’Atletico Madrid),  un paio di anni per essere considerato un riferimento dello spogliatoio, un baluardo da cui ricominciare. I tifosi della Lazio ci avevano visto lungo. Dapprima per slancio di fede, sfoderando il tormentone di fine estate sulle note del ‘Capello’ di Edoardo Vianello: “Che finimondo per quel portiere biondo, si chiama Provedel”. Oggi a ragion veduta, dopo l’uscita di scena di senatori che hanno segnato un’epoca. È da qui che inizia l’incontro esclusivo di Radiosei con il portierone biancoceleste dal gazebo del campo ‘Zandegiacomo’: “Io quando sono arrivato due anni fa ero felicissimo di essere alla Lazio e volevo cercare di essere un aiuto, una parte che potesse dare un contributo al bene della Lazio e penso di averlo fatto. Volevo dare fin da subito un contributo alla squadra al di là delle considerazioni iniziali. Ho sempre dato il mio meglio, al di là di quelle che erano le considerazioni iniziali di secondo e quant’altro. Secondo me tutto questo interessa poco. A me interessa solo fare bene sul campo ogni giorno e come ho detto dare il mio contributo poi se posso darlo in maniera attiva ancora meglio altrimenti io comunque cerco sempre anche di farlo appunto nello spogliatoio e nel quotidiano perché penso che alla fine poi i risultati arrivino con tutto e non solo con i 90 minuti.”

Sei rimasto fuori praticamente da marzo e con un miracolo stavi addirittura volando all’Europeo. Ci sei rimasto male di non esserci andato?

“Ma guarda al di là di quelle che sono delle scelte del commissario tecnico, che è lì perché deve fare delle scelte, queste vanno rispettate. È chiaro che come bimbo che sogna di arrivare in determinati palcoscenici ci resti male, però fa parte del gioco. Comunque sono stato anche fuori per diverso tempo, ho dimostrato comunque di essere rientrato con una discreta condizione. Ripeto, fa parte del gioco.”

Tanti sono partiti, tanti big sicuramente. Appunto, dopo due anni sei diventato uno dei leader di questa, una giovane Lazio. Ti sentiresti pronto a esserlo, a mettere tra le braccia la fascia di capitano?,

Voglio intanto ringraziare i ragazzi che sono andati via perché hanno dato tanto alla Lazio in tutti gli anni in cui sono stati qua e hanno dato tanto anche a me in questi due anni in cui ho condiviso con loro lo spogliatoio. Sono felice perché mi hanno anche fatto capire cosa vuol dire stare nella Lazio. Per quanto riguarda il discorso capitano, per come la vedo io, per come ho vissuto lo spogliatoio in questo momento, il capitano è Danilo Cataldi. Mi dispiace che se ne parli, Danilo è una persona che è qui da tanto tempo che è una di quelle che forse più di tutte mi ha fatto capire cosa vuol dire stare nella Lazio e al netto di quelle che poi sono le considerazioni della società o non lo so chi decide queste cose. Questa è la mia idea. Questo non cambia quello che è il mio approccio, quello che è il mio lavoro, il mio modo di fare. Penso che soprattutto con i giovani che sono arrivati la cosa che bisogna fare è dare l’esempio e dare l’esempio”.

Senti questo inverno già anche quando stavi facendo grandi prestazioni si parlava tanto di corteggiamenti della premier cosa c’è stato di vero?

Dovreste chiamare il mio agente chiederlo a lui. Lui mi dice le cose quando sono concrete. Di concreto, effettivamente non c’è mai stato nulla da quello che so io. Per cui ecco questo è. Si, ho letto anch’io poi, perché è uscito da tutte le parti: qualche cosa c’è stata però che io sappia niente di concreto e poi io qua sto molto bene per cui non ho neanche avuto farfalle particolari in testa Ecco, quello no“.

Io lo chiedo a un portiere che è esperto. Mandas ha fatto benissimo. Ora ovviamente sei tornato tu, tu sei il primo. Se fossi nella società, tu un giovane talentuoso come Mandas, lo manderesti a giocare in prestito perché ha bisogno di giocare per crescere? Oppure lo lo terresti e in genere, ma non riguarda solo lui, ma anche in genere i giovani portieri?

Io non parlo di lui, penso che il discorso sia a prescindere, dipende dal percorso che si vuole fare con un ragazzo. Lui è un bravo ragazzo, un grandissimo ragazzo, un grande lavoratore e per me, per quanto mi riguarda come portiere, il portiere deve giocare. Quindi se dobbiamo parlare della crescita di un ragazzo, un ragazzo deve giocare, deve fare più esperienza possibile anche per poi valutarlo e per cui io se devo consigliare un ragazzo che fa il mio stesso ruolo dico sempre che deve giocare al di là di tutto. Dopo di che rientriamo in quelli che sono i nostri ruoli e la società sicuramente saprà fare le proprie considerazioni per il bene della squadra e del ragazzo. Questo è il mio pensiero.”

Sarri ti ha voluto e con lui sei esploso definitivamente. Alla Lazio tu sei uno di quelli che è andato a casa per convincerlo a restare quando aveva dato le dimissioni. Sei leader carismatico nello spogliatoio però ci sei stato poco con Tudor. Cosa non ha funzionato?

Beh, intanto tengo a ringraziare particolarmente il mister Sarri, perché comunque se sono qui tanto è dovuto a lui. E e al di là del fatto che sono qui mi ha comunque dato la possibilità di poter giocare per la Lazio e di poter dimostrare e questo mi ha fatto crescere tanto. Ho cercato non lo nego di convincere o comunque di fargli capire insomma quello che era il punto di vista mio e anche di altri. Il mister comunque è stato irremovibile perché è una persona coerente con quello che dice quello che fa aveva preso una decisione e così è stato. E con Tudor penso che io purtroppo non ho vissuto molto lo spogliatoio perché ho dovuto curarmi parecchio tempo. Ho cercato di stare con la squadra il più possibile, anche quantomeno per le gare, casalinghe e non. Comunque è cambiato tanto nella metodologia del lavoro, nell’approccio, quindi il momento era anche un po’ particolare, i risultati facevano fatica ad arrivare e magari ha fatto un po più fatica ad entrare in sintonia con quello che era la squadra. E sai, poi è stata anche un’annata molto particolare, quindi c’era un po’ tutto. Poi sembrava anche molto più difficile di quello che in realtà era. Si creava sempre anche un caso dietro ogni cosa ed è stato tutto molto più difficile. E prima per Sarri, poi per tutto, quindi tutto andava un po’ storto. Ecco.

Adesso si riparte da Baroni, è rimasto Viotti che era il vice di Massimo Lenci. Baroni cosa vuole quest’anno? Vuole, come Sarri, che si riparta cioè che vengono coinvolti nel nella manovra dal basso?


Allora il mister intanto ha iniziato ad avere un approccio molto morbido, nel senso che non è arrivato subito in modo integralista, non ha stravolto niente anzi. Ha saputo prendere la squadra perché ha visto che in noi ci sono delle qualità. Ci sono anche tante cose invece che bisogna migliorare; sta cercando di farlo con molto tatto e infatti vedo che i ragazzi stanno lavorando con grande entusiasmo non sono stravolti da questo. Sicuramente il mister vuole giocare, vuole che ci sia un inizio di manovra, non è una cosa esasperata. Dobbiamo fare le cose con testa e con equilibrio e adesso stiamo iniziando a trovare delle soluzioni che possono essere sia utili in fase di possesso nell’attrarre anche l’avversario sia poi per verticalizzare, perché il mister vuole verticalizzare.


Per il discorso della partenza dei big c’è un po di scetticismo ancora intorno a questa giovane Lazio, eh? Secondo te dove può arrivare? E se dovessi giocare d’azzardo punteresti 100€ su questa Lazio che può tornare in Champions?

“Come ho detto prima sono partiti dei ragazzi che hanno fatto veramente tanto erano di livello altissimo e sicuramente sono una perdita importante ed è normale che chi ci segue possa avere una sorta di scetticismo, di scoramento. Però anche loro, prima di diventare quello che sono diventati comunque sono partiti diciamo non dal basso però dovevano farsi conoscere come tutti noi dobbiamo farci conoscere; e io vedo che i ragazzi giovani che sono arrivati sono di qualità, gente di qualità di grande voglia e che si vede che vuole dimostrare di poter meritare questa maglia. Per cui io penso solo che ci vuole del tempo e ci vuole fiducia. Capisco. Come ho detto, capisco il sentimento del tifoso e non lo biasimo nel senso normale. I ragazzi che sono arrivati, che stanno arrivando meritano fiducia e anche noi poi dobbiamo fare del nostro per coinvolgere l’ambiente per meritare la carica. Secondo me dobbiamo cercare di caricarci a vicenda perché facendo così anche chi è nuovo entra bene, con lo spirito giusto. Facendo così si possono fare grandi cose per la Champions ti dico ci sono squadre sulla carta più attrezzate di noi. Il calcio però non è una scienza esatta; noi vogliamo innanzitutto diventare una squadra forte perché comunque abbiamo cambiato tanto, vogliamo diventare una squadra forte, vogliamo diventare compatti e questo non ci vieta di assolutamente di fare bene. Anzi ci aiuterà a migliorare quello che è stato un piazzamento che ci ha portato in Europa League e noi volevamo puntare più in alto.”


Senti, ti faccio un’ultima domanda perché ieri Lotito ha compiuto venti anni di presidenza? E il padrone più longevo della Lazio? Tu sei arrivato da due anni. Lui dice spesso che che è intervenuto nello spogliatoio, qual è il rapporto con voi giocatori e perché ancora i tifosi nonostante abbia vinto sei trofei, secondo te, visto che sei qui da due anni non non sboccia mai il feeling o insomma c’è questo clima in questo momento?

Guarda, è complicato perché io sono qua da due anni ed è una cosa che non è mai sbocciata nell’arco di vent’anni. Il Presidente con noi ha un rapporto molto diretto, ultimamente non lo stiamo vedendo molto. Quando viene comunque cerca di farci arrivare quello che è il suo tenerci ai risultati di tenerci e quello che dobbiamo fare. Secondo me c’è qualche mancanza; un po’ come quando c’è un rapporto che non va di coppia. Magari basta un qualcuno che fa da intermediario. Ecco, è un peccato perché io sto capendo veramente il tifoso laziale cosa sente dentro, l’amore che prova per questi colori. Sento che anche al nostro interno c’è tutto questo e manca magari un po’ questa connessione: sicuramente i risultati aiutano. Però non devono nemmeno essere, l’unico anello che tiene la catena collegata. Ecco però, come ho detto prima, noi adesso ce la stiamo mettendo tutta per contattarci per per far vedere comunque che noi ci siamo che siamo tosti e che vogliamo arrivare in alto. Noi facciamo la nostra parte cerchiamo di andare oltre i nostri limiti augurandoci che il tifoso veda questo che lo apprezzi e penso che poi insieme possiamo fare veramente grandi cose. Grazie grazie a voi.

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CALCIOMERCATO

Lazio, capitolo cessioni: Marcos ai (ri)saluti, tanti sondaggi per Cancellieri, Kamenovic torna…

La corsa per Marcos Antonio l’ha vinta il San Paolo. Le parti sono vicinissime, l’annuncio è atteso in tempi stretti. Il giocatore, secondo quanto riportato dai media locali, era già atteso tra ieri e oggi in sede per sostenere le visite mediche e firmare il contratto che lo legherà al Tricolor Paulista, che è riuscito ad avere la meglio sorpassando in extremis la concorrenza del Flamengo.

Il Mengao aveva flirtato a lungo con la Lazio per il volante campione di Grecia con il PAOK nell’ultima stagione, ma senza accontentare le richieste economiche del club di Lotito. Diverso il discorso per il San Paolo, che invece è entrato in modo irruente nella bagarre e ha piazzato il colpo, sfruttando anche la fede paulista dello stesso Marcos Antonio. Una beffa per il Flamengo, una buona notizia per la società biancoceleste, che dall’operazione incasserà circa 4 milioni di euro (se scatterà l’obbligo fissato in base ad alcune condizioni) e si libererà di un esubero che non rientrava nei programmi tecnico-tattici di mister Baroni. Mancano ancora da sistemare gli ultimi dettagli, cui seguiranno lo scambio di documenti e tutta la consueta prassi burocratica del caso, poi Marcos Antonio potrà vestire la maglia della squadra del suo cuore, giocando per la prima volta da professionista in Brasile (dopo essere solo cresciuto nelle giovanili dell’Atlético Paranaense).

Lazio, anche Cancellieri ai saluti

Sistemata (o quasi) la questione del brasiliano, comincia a entrare nel vivo anche quella che porterà alla cessione di Matteo Cancellieri. L’ala classe 2002 (che sta svolgendo la preparazione con i compagni ad Auronzo di Cadore) era nel mirino del Venezia e, soprattutto, del Rennes. A loro due si sono aggiunte negli ultimi giorni anche Cagliari e Parma, che avrebbero effettuato dei sondaggi per valutare la fattibilità dell’operazione: il club sta cercando insieme al giocatore l’opzione migliore, l’idea anche nel suo caso è una cessione definitiva o comunque in prestito con obbligo di riscatto. Stesso discorso per André Anderson e Akpa-Akpro, che però sono in scadenza al termine della stagione. L’ivoriano ha rifiutato l’offerta ricevuta dal Verona, con l’obiettivo di tornare a Monza. Complicato trovare una sistemazione per Fares (era stato vicino al Partizan Belgrado), mentre già da qualche giorno è stato piazzato Kamenovic, tornato all’Yverdon in prestito. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Flaminio, Patanè (Ass. Mobilità): “Il Comune e la Lazio credono nel progetto. Traffico? In 10 anni avremo due fermate metro per lo stadio” – (AUDIO)

L’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patanè, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno”. Di seguito le sue dichiarazioni sul progetto della Lazio per il Flaminio.

“Nei giorni di grandi eventi quali le partite di calcio, come funziona la mobilità? C’è un piano di viabilità per eventi che spostano decine di migliaia di persone. Quando venne costruito l’Olimpico, attorno non c’era grande urbanizzazione, poi nel tempo si è costruito e c’è stata una doppia attrazione: quella dei residenti e quella di coloro che arrivavano per gli eventi”.

“Lavoriamo su due fattori. Da un lato la chiusura delle strade e le relative modifiche alla mobilità, dall’altro l’incentivazione del mezzo pubblico e disincentivazione del privato. Abbiamo 15 aree parcheggio per circa 5000 posti auto, oltre alle navette per i tifosi ospiti. Oltre alla sharing mobility potenziata nel giorno della gara. Servirebbe un numero di posti auto pari almeno al 20% dell’afflusso previsto”.

“Il problema traffico paga l’assenza di una fermata metro nelle immediate vicinanze dello stadio. Ci sono novità in tal senso? Se il Campidoglio insiste su questa strada è perché ritiene, anche in forza di determinati interventi strutturali, lo stadio Flaminio sarebbe un luogo adatto per la Lazio. Come sapete, abbiamo aperto i cantieri a Piazza Venezia della metro ma abbiamo ottenuto i finanziamenti per arrivare fino alla Farnesina. In questo tratto avremo anche la stazione Apollodoro. Parliamo di un investimento la cui conclusione è prevista in 10 anni. Significa avere un’infrastruttura che porta 10.000 passeggeri l’ora proprio a servizio dello stadio. Inoltre ci sarà un altro tram, oltre al 2, che percorrerà la tratta Piazzale Flaminio-Stadio Flaminio”.  

“Parliamo di interventi complessivi per 12 miliardi, io non pretendo di averli tutti nel 2025, ma dobbiamo iniziare una programmazione con il Governo per far sì che questi 12 miliardi vengano programmati nel tempo nel corso di 15 anni”.

“Il presidente Lotito a ottobre dovrebbe presentare un piano di fattibilità per il Flaminio, in particolare per quanto attiene al suo assessorato. Cosa accadrà? Ogni volta che c’è un progetto di questo tipo, come è stato per lo stadio della Roma, dobbiamo essere molto rigorosi. Dobbiamo analizzare il progetto complessivo e le conseguenze che questo comporta in termini di mobilità. Valuteremo gli effetti sulla mobilità di un attrattore di traffico così importante nelle giornate in cui verrà utilizzato lo stadio, quindi nel infrasettimanale per le partite di Coppa. Ovviamente le situazioni di traffico cambiano tra settimanale, festivo e prefestivo. Ci vuole un’analisi concreta di flussi di traffico per i diversi vettori di mobilità. Rispetto ad altri progetti del passato, stiamo parlando di uno stadio inserito all’interno di una realtà consolidata da un punto di vista urbanistico, non uno stadio nel nulla”.

“Il quadrante del Flaminio già prevede una riqualificazione con il Progetto di Cassa Depositi e Prestiti su un’area di un’area di circa 45.000 metri quadri di superficie. A livello di cubatura la zona è satura: questo non limita la possibilità di ammortizzare i costi di chi dovesse investire sul Flaminio? Questa è anche una cosa che dovrà valutare Lotito. Per ammortizzare l’investimento secondo noi si può fare qualcosa di diverso”.

“Ogni tanto si parla di compensazione urbanistica per cui il potenziale investitore potrebbe dire “io sistemo il Flaminio, ci metto un sacco di soldi. Visto che qua non posso edificare nulla perché c’è già un progetto che è stato approvato, di fatto posso fare qualcosa da un’altra parte della città di Roma? Mi consenta di non rispondere a questo. Io capisco lei fa il suo lavoro io non posso rispondere nel senso che di queste cose si occupa l’urbanistica collega quella che il collega Maurizio Veloccia. La cosa che le posso rispondere è che in quel luogo degli aumenti di cubatura piuttosto che delle compensazioni siano sostanzialmente impossibili”.

“Ipotizziamo che Lotito riesca a presentare il progetto preliminare entro la fine del 2024. Quali sono i tempi secondo lei? Lei ha parlato di 2030, 2031, credo siano date compatibili con una riqualificazione complessiva dello stadio. Ora c’è questo appuntamento ad ottobre col Sindaco, io direi di andare in fila. Lavoriamo insieme, la disponibilità nostra c’è, credo che per le ragioni che le ho detto quella sia un’area che può essere adibita a uno stadio bello e importante. La Lazio e diciamo noi come Amministrazione comunale ci crediamo in questo progetto”.

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘LS’ – Cardone: “Questione Cataldi da non minimizzare. Per lo spogliatoio è il capitano, per la società è in vendita. Pessimismo Tavares…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘LS’

“Quello di ieri è stato il classico ultimo test con carichi importanti, credo faccia fede quanto detto ieri da Baroni. C’è molto da lavorare questo esperimento tattico di Guendouzi da trequartista, poi è chiaro che alla Lazio un grande rifinitore, un grande trequartista servirebbe. Castrovilli dovrebbe avere questa funzione, anche se nelle prime uscite è stato testato come mediano del 4-2-3-1.

Per quanto riguarda l’infortunio di Tavares, la risonanza dovrebbe essere svolta oggi pomeriggio. Filtra un po’ di pessimismo, se fosse una lesione di secondo grado salterebbe tutta la preparazione. Caso diverso fosse un primo grado. Peccato, è stata fatta una scelta rischiosa nel farlo giocare dopo i primi allenamenti. Lui ha una muscolatura possente, senza un’adeguata preparazione non è così assurdo che accadano queste cose. Penso che anche per Romagnoli ci saranno accertamenti, ma la sua situazione sembra molto più gestibile.

Sul resto vediamo, la curiosità su Dele-Bashiru è rimasta tale, non l’abbiamo mai visto. Ieri abbiamo visto un tempo con Basic ed Akpa. Per quest’ultimo si sta lavorando per una cessione al Verona.

La questione Cataldi mi rattrista un po’. E’ vero che la società lo considera sul mercato. Se si trova una sistemazione che possa soddisfare le pretese economiche della Lazio verrebbe presa in considerazione. Il ragazzo non ha nessuna intenzione di andare via. Questa situazione non può essere minimizzata. Se dovesse andar via Cataldi verrebbe preso un altro centrocampista. E’ una questione complicata, difficile pensare che tutto si possa incastrare per una cessione. La cosa incredibile è che Provedel a Radiosei ha fatto sapere che il gruppo non la pensa come la società. Lo spogliatoio lo considera capitano, la società l’ha messo sul mercato, non vorrei si venissero a creare situazione sgradevoli. La dichiarazione di Lotito sui ‘tagli’, evidentemente era riferito soprattutto a lui, oltre che a Pedro. Baroni nella scelta del capitano, non può disinteressarsi della posizione del club. Io credo che alla fine il capitano sarà uno tra Romagnoli e Zaccagni“.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 12 – Ultima seduta, defezioni (possibile lesione per Tavares) e partenza: la Lazio saluta il Cadore

AURONZO La Lazio saluta il Cadore (forse definitivamente, visti gli attriti con l’amministrazione comunale) dopo l’ultima sessione di lavoro andata in scena questa mattina. Prima del rientro nella Capitale, dove svolgerà il resto della preparazione, intervallata da amichevoli internazionali (la prossima contro l’Hansa Rostok sabato 27), la squadra di Baroni si è allenata per l’ultima volta al campo ‘Zandegiacomo’. Il saluto da parte dei calciatori ai tifosi ancora presenti sugli spalti ed una sessione di lavoro soprattutto atletica con diverse defezioni.

Out Gila (frattura all’alluce, si è rivisto in campo senza scarpini), Dele-Bashiru, Romagnoli (indurimento muscolare nell’amichevole con la Triestina), Cataldi (adduttore) e Nuno Tavares, alle prese con un problema muscolare che sarà definitivamente verificato con degli accertamenti muscolari che verranno effettuati nella Capitale. Il portoghese rischia la lesione muscolare (leggi l’intervento a Radiosei del Dott. Ivo Pulcini). A questi si è aggiunto anche Pedro (ieri non in campo) che ha corso in via differenziato lungo il campo. Lavoro di scarico per chi è sceso in campo nel test con la Triestina.

Con il gruppo e con un surplus di lavoro, invece, Castrovilli che – concluso l’allenamento insieme ai compagni – ha effettuato una fase personalizzata per recuperare il tempo perso di preparazione.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO – Baroni: “Voglio una Lazio con mobilità offensiva. Contento dei nuovi e di Isaksen. Affetto dai tifosi. Mercato? C’è tempo” (AUDIO)

MARCO BARONI IN CONFERENZA STAMPA DA AURONZO DI CADORE:

Che bilancio fa del ritiro?

“Prima di tutto, ringrazio tutta la squadra: ho trovato una partecipazione e una disponibilità non scontata. È un gruppo di ragazzi unito, con grande cultura del lavoro che per noi è fondamentale. Abbiamo lavorato duro. Per andare forte bisogna allenarsi forte. Anche alcune problematiche che abbiamo avuto sono stati in linea con i carichi di lavoro duri. L’obiettivo di questa partita era quello di non avere infortuni”. 

Si aspetta altro dal mercato? Guendouzi trequartista è solo un’esperimento? 

“Ci saranno da fare delle uscite. La società sa benissimo cosa dobbiamo fare, ma questo gruppo sta lavorando bene. Stiamo cercando di partire da una mobilità offensiva, anche dei centrocampisti. Queste rotazioni che stiamo ricercando sono congeniali per i nostri interpreti. Guendouzi può fare il trequartista, come Castrovilli e Dele-Bashiru. Andremo a lavorare nell’impianto con una difesa a quattro e con doppi esterni. I vertici daranno beneficio alla costruzione offensiva”. 

Noslin e Castellanos sono centravanti del prossimo anno? Chi sarà il capitano?“Qui ci sono tanti capitani, questo è un aspetto importante. Questa scelta la comunicherò prima alla squadra nelle prossime settimane. Noslin e Castellanos dobbiamo servirli meglio, anche e soprattutto nella profondità. Ci arriveremo a farlo. Sono due giocatori che mi piacciono perché si muovono e hanno capacità di tiro. Dobbiamo lavorare tanto sull’attacco della porta”. 

Manca un calciatore di qualità in attacco? 

“Queste gare fanno poco testo. Sono stati due test impegnativi, hanno giocato un calcio solido e duro. La qualità serve sempre alla squadra, ma dobbiamo trovarla anche noi. Dopo lo sviluppo c’è la zona di rifinitura dove possiamo migliorare tanto, abbiamo la qualità per farlo. Noslin, per esempio, si muove molto. Credo molto nella mobilità offensiva, anche fuori posizione. Questo ci può essere d’aiuto soprattutto contro difese chiuse”. 

Che bilancio  fa dei nuovi acquisti? Cosa ha chiesto alla società sul mercato?

“Abbiamo preso dei giocatori che ci servivano, ragazzi giovani e interessanti. Dobbiamo essere più veloci a farli integrare. Con la società sono costantemente in contatto. Abbiamo fatto la prima fase, ora si alzerà anche il livello delle partite e poi andremo a vedere. C’è ancora tanto tempo in questa sessione di mercato. Ora ho un organico su cui lavorare, se ci sarà la possibilità e le occasioni staremo attenti. Sui nuovi sono contento. Hanno trovato un gruppo di lavoro veramente di altissimo livello, ed è positivo. Quando hai e vedi dei compagni che sono inquadrati, che hanno la cultura del lavoro, anche loro trovano un terreno diverso. Sono fiducioso della loro integrazione. Sono contento anche molto di Isaksen: non capisco da dove sia uscita questa cosa che sarebbe in vendita. Per me è importante e credo che quest’anno potrà essere la sua stagione. Serve sempre del tempo per capire il calcio e integrarsi, per entrare nella nostra cultura di lavoro. Mette tanta attenzione e ha grandi margini di miglioramento”.

Castrovilli? 

“Noi stiamo cercando di lavorare sulla mobilità da parte dei centrocampisti. Gaetano ha corsa, qualità e tiro. Ci può dare una grande mano”.

Mandas e Zaccagni?

“Si parte dal fatto che dovremo giocare 47 gare, anche se noi ne vogliamo fare molte di più. Servirà l’aiuto di tutti, tutti avranno le loro occasioni. Zaccagni non è sicuramente un problema, anzi. È straordinario, tutti lo vorrebbero avere. Il terreno pesante oggi non ci ha aiutato, però metteremo tutti i giocatori nelle condizioni di dare il massimo. Metto sempre il calciatore e la squadra al centro del progetto”.

Manca qualcosa in difesa?

No, non manca niente. È una difesa forte. Guardo sempre avanti e non torno indietro. Oggi il gol è stato casuale, ma ci dovremmo lavorare. C’è sempre molto da lavorare”. Tifosi? 

“Abbiamo ricevuto una bella accoglienza. Devo ringraziare i tifosi. Ho sentito tanto affetto da questo punto di vista. Hanno visto gente che lavora: partiamo da lì, dall’attaccamento alla maglia che noi vogliamo. I primi a muovere questo dobbiamo essere noi nel loro lavoro”.

Rovella? 

“E’ un giocatore al centro del progetto. Ho parlato con lui, ma erano impressioni anche dal punto d vista fisico. Il calciatore non è solo nelle gambe, è anche nella testa e nel petto. Il lavoro nostro è questo”. 

Modulo? 

“Il centrocampo avrà delle variabili. Dipende da come devi attaccare l’avversario. Bisogna rompere la staticità: penso che ci sia grande possibilità nella mobilità. È chiaro che dobbiamo mantenere la compattezza, le distanze. Abbiamo le idee chiare. Lavoreremo su questo”. 

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Lazio, obiettivo Laurienté ma spunta un talento belga-spagnolo: i dettagli

Noslin e il Taty Castellanos nell’ultima amichevole giocata dalla Lazio e nonostante le smentite di Baroni il club biancoceleste continua a muoversi per i rinforzi in attacco. Moggi continua a proporre invano Giovanni Simeone, in uscita dal Napoli, dove Conte lo considera di troppo ma il ds Fabiani ha smentito la trattativa, come quella per DjukanovicArmand Laurienté del Sassuolo resta un obiettivo ma attenzione anche a Matias Fernandez-Pardo,sondato anche dalla Roma.

Si tratta di un jolly d’attacco classe 2005 del Gent che viene valutato sui 15 milioni più bonus, le stesse cifre richieste dal Sassuolo per il francese ex Lorient. Il Milan è in vantaggio. Ala sinistra, seconda punta e all’occorrenza trequartista, il belga-spagnolo è letteralmente esploso nella fase finale della Jupiter League con 7 gol in 10 presenze e ora c’è anche il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso in corsa. Un altro nome nel taccuino è quello Bellingham junior, valutato circa 20 milioni.

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Lazio, accordo con Laurienté ma non basta: stallo con il Sassuolo

Il rientro di Baroni a Roma favorirà un vertice con il diesse Fabiani, si decideranno le nuove strategie. Nell’elenco dei nomi conosciuti c’è sempre Laurienté del Sassuolo, 25 anni, valutazione 15 milioni più bonus. Lotito ha stanziato 10 milioni, sarebbe disposto ad un mini rilancio (11 milioni), non di più. Il Sassuolo è fermo sulla sua posizione. Laurienté s’è già promesso alla Lazio, c’è una base d’accordo a 1,5 milioni all’anno più bonus. Non basta per chiudere. La Lazio s’è mossa e s’è messa in attesa. Laurienté resterà in ballo in attesa di sviluppi. Nel frattempo si valuteranno altre piste, magari spunteranno occasioni. Il mercato delle occorrenze è stato sviluppato prendendo Noslin, Tchaouna, Dele-Bashiru e Castrovilli. Il mercato delle migliorie è in divenire e potrebbe regalare sorprese. Più si va avanti più possono spuntare opportunità. Corriere dello Sport