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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la scossa del club e strategia Baroni: non ci sono più intoccabili

La strategia di Baroni per riprendersi l’Europa è, chissà, persino la Champions: tutti sulle spine, nessuno ha il posto assicurato. Non ci sono più intoccabili alla Lazio dopo le ultime prove a Formello”. Così riporta l’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “Baroni si nasconde dietro al turnover”. Nessuno è più intoccabile. Nella Lazio di Marco Baroni le gerarchie sembrerebbero essere meno solide del previsto, e il tecnico sta adottando una strategia chiara: turnover continuo e tutti in discussione. L’obiettivo? Riprendersi l’Europa, e chissà, magari anche la Champions. Nelle ultime prove anti-Torino a Formello, le esclusioni e i dubbi sono stati numerosi. Ballottaggi aperti in ogni reparto, con protagonisti i rientranti dalle nazionali: RovellaIsaksenGila e Dia. Nessuna certezza sulla loro presenza dal primo minuto, segnale che Baronivuole tenere tutti sulla corda. Una strategia studiata per mantenere alta la competitività del gruppo o semplice pretattica? Lo si scoprirà questa sera all’Olimpico, dove la Lazio è chiamata a dare risposte concrete. Non è da escludere che la parole di Fabiani e Lotito, ieri presenti a Formello, abbiano scosso un po’ l’ambiente.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’Europa si decide adesso: dopo i sorpassi subiti, con il Torino resurrezione o buio pesto

La sera della resurrezione o del buio pesto. Non esistono altre luci di mezzo. La Lazio si ritrova al settimo posto dopo un weekend trascorso a ingoiare i sorpassi delle concorrenti per le Coppe e gli allunghi in chiave Champions”. Così riporta l’edizione odierna de “Il Messaggero”, nell’articolo dal titolo “Lazio, l’Europa di decide adesso”. Dentro o fuori, senza appelli. La Laziosi gioca tutto questa sera contro il Torino in una partita che sa di bivio definitivo. Fischio d’inizio alle 20:45 allo Stadio Olimpico, con un solo obiettivo: vincere per restare aggrappati al sogno Champions. Dopo un fine settimana di sorpassi subiti, i biancocelesti si ritrovano al settimo posto, costretti a inseguire le dirette concorrenti. La squadra di Marco Baroni ha visto le dirette concorrenti allungare, ma il margine per rientrare è ancora lì, sottile, fragile, ma reale. Servirà una squadra diversa, affamata, capace di imporsi su un Torinoostico e organizzato. Non ci sono più calcoli da fare, né possibilità di gestire: o si vince, o si sprofonda. È la sera della verità, l’ultima chiamata per restare in corsa. L’Olimpico attende il verdetto.

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FORMELLO

FORMELLO – Gigot, Belahyane, Tchaouna e Noslin: Baroni cambia la Lazio con il Toro

Deve reagire la Lazio dopo la pesantissima sconfitta per 5-0 di Bologna arrivata prima della sosta e che ha lasciato non pochi strascichi in casa biancoceleste. Marco Baroni deve fare i conti con diverse assenze, a cominciare da Patric che ha chiuso anticipatamente la sua stagione. Out anche Castellanos, mentre Tavares andrà solamente in panchina e dovrebbe tornare dal primo minuto con l’Atalanta. Per l’argentino invece possibile convocazione per Bergamo prima della sfida d’Europa League col Bodø e il derby. Contro il Toro solito 4-2-3-1 con il ritorno di Hysaj dopo quasi due mesi di stop nella linea difensiva che vede la coppia centrale composta da Gigot e Romagnoli, con Marusic a sinistra a completare il quartetto davanti a Provedel. In mediana la sorpresa è la titolarità di Belahyane che farà rifiatare Rovella, protagonista anche la scorsa settimana con la nazionale, mentre non riposerà Guendouzi. Chance per Noslin al centro dell’attacco, con alle sue spalle Pedro da trequartista al posto di Dia. Sugli esterni Isaksen non è al meglio, per questo giocherà Tchaouna con capitan Zaccagni sulla sinistra.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Provedel, Hysaj Gigot Romagnoli Marusic; Guendouzi Belehyane; Tchaouna Pedro Zaccagni; Noslin.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Guendouzi: “Torino squadra tosta. Qui sono felice, do tutto per questa maglia”

Vigilia di Serie A in casa Lazio. I biancocelesti tornano protagonisti in campionato dopo due settimane di pausa dovuta agli impegni nazionali. Nella giornata di domani, lunedì 31 marzo, la squadra di Marco Baroni ospiterà allo Stadio Olimpico il Torino di Paolo Vanoli, nel match valido per la 30ª giornata di Serie A. Gara importante per la Lazio, che deve rispondere alle vittorie di Bologna, Juventus e Roma. Battaglia per l’Europa serrata, con i biancocelesti attualmente settimi a meno cinque punti dalla zona Champions League. A poco più di 24 ore dalla sfida, il centrocampista della Lazio Mattéo Guendouzi ha presentato i 90 minuti dell’Olimpico ai microfoni del club, nel consueto match program che anticipa le gare casalinghe della squadra di Baroni: 

“Sappiamo di affrontare un’ottima squadra, il Torino è sempre difficile da battere perché è aggressivo e ha calciatori tecnici. Sarà una gara intensa, dovremo pressarli alti per metterli in difficoltà. Conosciamo però le nostre qualità, vogliamo conquistare i tre punti per iniziare al meglio le nove gare che mancano alla fine del campionato”.

Poi, sul rapporto con i tifosi della Lazio“Se mi aspettavo di diventare un idolo? Sì, per me è fondamentale dare tutto in campo per aiutare la squadra e rendere felici i tifosi. Non dimenticherò mai l’accoglienza in aeroporto quando sono arrivato, erano tantissimi. Così in ogni partita gioco al massimo anche per loro. Poi a volte si vince e altre si perde ma l’importante è uscire dal campo sapendo di aver onorato la maglia. Sono felice di giocare nella Lazio e sono totalmente focalizzato sui nostri obiettivi perché abbiamo una squadra che può togliersi tante soddisfazioni”.

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FORMELLO

FORMELLO – Tavares presente, Gigot frena: Baroni tiene aperti i ballottaggi sulla trequarti, occhio a Isaksen…

A Formello Tavares torna a lavorare in gruppo. Il terzino portoghese oggi ha completato il lavoro con i compagni, viaggia verso la convocazione lunedì contro il Torino. Gigot invece, oggi non ha preso parte alla seduta, nonostante abbia lavorato quasi tutta la settimana al fianco di Romagnoli. Provato ancora Belahyane al fianco di Guendouzi, mentre sulla trequarti resta apertissimo il ballottaggio per chi giocherà dietro la punta. Il posto se lo giocano in 3: Dele-Bahiru, Dia e Pedro. Dia che oggi ha lavorato da centravanti, alternandosi con Noslin. Occhio a Isaksen, che si è dovutop fermare per un problema alla caviglia. Da valutare domani, quando andrà in scena la rifinitura e le idee saranno più chiare. Castellanos ha lavorato con le scarpe da ginnastica, a livello atletico.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Torino, Baroni: “Richieste società? Non è cambiato niente. Ora si entra nel vivo, niente paura” (AUDIO)

Lazio-Torino, Marco Baroni in conferenza stampa. Il tecnico biancoceleste presenta il monday night di Serie A dal Centro Sportivo di Formello.

Il confronto con la società

“Il presidente l’ho visto ieri, è stato a pranzo con altre persone, siamo stati 20 minuti insieme. Con il ds e Bianchi c’è un confronto quotidiano, non c’è stato nulla di diverso rispetto alla quotidianità del nostro lavoro. 

La società le ha chiesto di fare più turnover?

La società non mi ha fatto nessuna richiesta. Abbiamo sempre lavorato verso questa soluzione, anche i ragazzi che sono arrivati ora sono più pronti. 

È rimasto dispiaciuto di alcune dichiarazioni del ds? Che il suo lavoro fosse legato ai risultati…

No, noi siamo concentratissimi sulla prossima partita. Lo sono da appena finita la partita di Bologna. Le critiche fanno parte del lavoro, sono utili quando circostanziate. Ho preso questo aspetto come una leva del nostro lavoro. Vanno utilizzate per fare un bel finale.

Cosa serve per farsi trovare pronti ogni 3 giorni?

Stiamo entrando nell’ultimo quinto della stagione, sappiamo che è la parte più importante. Siamo coscienti di questo, ci portiamo dietro quanto di buono, per affrontare il finale al massimo.

Stato fisico

Stiamo bene, non cerco mai alibi ma siamo arrivati alla settima partita con diverse situazioni da valutare. La pausa serve a ricaricare più le energie mentali che fisiche. Abbiamo lavorato con tutta la squadra soli pochi giorni, i nazionali hanno continuato a giocare e viaggiare. Siamo consapevoli che qualcuno farà 60 partite, sono quasi 2 campionati. Non deve essere un alibi, ma qualcosa che ti rafforza e indica il percorso che stiamo facendo. C’è un’opportunità incredibile.

Sugli infortuni?

Il calcio è l’unico sport in cui ci sono tante componenti. I rimpalli, i contatti, i campi, tante situazioni che ti possono portare all’infortunio. Noi stiamo cercando di recuperare tutti. Quello di Taty è stata una condizione… Io ascolto sempre il giocatore e lo staff medico, era programmato part time, lui mi ha detto di voler fare ancora 10 minuti dopo l’intervallo. Ci sono tante situazione che pur prestando massima attenzione escono dal controllo dei medici, dell’allenatore e del giocatore. Oggi Nuno si è allenato con la squadra, sta meglio, è arrivato un po’ “intossicato”, ha giocato di più rispetto al passato. abbiamo ancora domani, valuteremo insieme. Sarà dei nostri in queste partite importanti. 

Cosa non va rispetto all’inizio della stagione?

Noi guardiamo i numeri, si parte da un’analisi positiva. Ho detto alla squadra che entriamo nella fase più importante, sappiamo quello che abbiamo fatto, ma dobbiamo pensare di partita dopo partita. La cosa più importante, ho fiducia nella squadra. Oggi preferisco fare le analisi per guadagnare fiducia, non scetticismo. Non sto qui ora a dire i tanti fattori, perché poi sanno di alibi. Io non li voglio, non li vuole nemmeno la squadra. Pensiamo al Torino, ha perso 1 volta nelle ultime 12, occorrerà la migliore Lazio possibile. 

Il Torino può servire da slancio? Pellegrini?

La vittoria è fondamentale, davanti ai nostri tifosi, lo sappiamo. Una gara difficile, ma siamo determinati per fare una grande partita, partendo dalla prestazione. Su Pellegrini: ve lo dissi subito, ha lavorato con voglia e attenzione, rientra con noi, è una risorsa ancora più importante, insieme abbiamo fatto uno step utile per lui e per la squadra. 

Il lavoro con i giocatori rimasti a Formello

Li abbiamo seguiti in nazionale, per esempio Provstgaard. Oggi sono più pronti, perché hanno fatto un percorso con la squadra. Quando si è così giovani, il periodo estivo serve per fare il ritiro e le amichevoli. Loro sono entrati dentro una squadra che correva, con la palla che scotta. Normale inserimento. Ibra rientrerà la prossima settimana, gli altri stanno bene, sono centrati sempre di più. In questo momento in cui non ci sono stati i nazionali abbiamo lavorato bene con quelli rimasti dal punto di vista fisico e mentale. 

Cosa si aspetta da Noslin? Come sta Dia?

Anche Dia è arrivato un po’ poco lucido alla sosta, ma sta bene. Noslin e Tchaouna sono ragazzi giovani, provo ad alleggerirli, capisco le pressioni quando si sale di livello. Queste situazioni devono imparare a gestirle, io voglio che vadano in campo sereni e liberi, con la voglia di rischiare. Lo faranno. 

Visto che sono tutti finali, sta pensando alle rotazioni per questo periodo? Come sta Isaksen?

Isa è tornato, sta bene, ha un leggero fastidio al tendine, lo abbiamo gestito ma sarà disponibile. Una strategia c’è, ma è troppo importante andare partita per partita. Dobbiamo assolutamente pensare 90 minuti alla volta, la prima gara ti dà la continuità nella fiducia e nella convinzione di affrontare quelle successive.

Come si spiega i gol subiti? Avete analizzato i motivi? 

Ci stiamo lavorando, è fondamentale. Sono convinto che da questo punto di vista non si parla solo di difesa, ma di fase difensiva della squadra, che deve essere solida nelle due fasi. Ci stiamo lavorando ogni giorno. 

Sente un giudizio sempre più esigente nei suoi confronti?

In questo momento la mia attenzione è veramente rivolta solo al Torino. Ho l’esperienza per capire e schermare la squadra, è giusto fare così, dobbiamo lavorare sulla consapevolezza del percorso e le gare da affrontare. Non va mai lasciata la fiducia e la voglia. 

Cosa ha detto ai ragazzi per affrontare al meglio questa fase?

Una cosa che ci siamo detti tra noi. Io non nascondo mai la realtà, va guardata negli occhi, non bisogna avere paura. Per questo parlo di fiducia, così si trova la forza di affrontare questa fase che è la più importante, ma anche la più bella. Serve il massimo del coraggio per affrontare il finale. 

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PRIMAVERA

La Lazio Primavera ritrova il successo: Agostini stende l’Udinese

La Lazio nel 31° turno di campionato ritrova la vittoria. Contro l’Udinese i ragazzi allenati da Sergio Pirozzi hanno vinto 2-0 grazie alla doppietta di Agostini al 17’ e al 37’.

Il successo odierno porta i biancocelesti a quota 47 punti, settimo posto a +1 sul Verona. Scaligeri attesi oggi dalla trasferta in casa del Genoa. Nel prossimo turno la Lazio sabato 5 aprile giocherà in casa dell’Inter. In classifica, all’inizio della giornata odierna, Roma capolista a 61 punti, una lunghezza più di Sassuolo e Inter appunto. Precedono la Lazio a quota 56 la Fiorentina, 52 Juventus e Milan a 51.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, col Torino serve la scossa: in casa l’ultima vittoria è del 9 febbraio

Lazio, col Torino serve la scossa. La manita incassata a Bologna è stata l’impronta nera che ha chiuso un periodo tostissimo per la Lazio. Come scrive Il Corriere dello Sport, quella al Dall’Ara per i biancocelesti era la quinta trasferta su sette gare in 22 giorni.

La giostra lontana dall’Olimpico è iniziata il 22 febbraio con lo 0-0 di Venezia, prima del 5-0 felsineo del 16 marzo ci sono state la Coppa Italia con l’Inter (25 febbraio), il Milan a San Siro (2 marzo). In Europa League invece il viaggio in casa del Vikoria Plzen in Repubblica Ceca è datato 6 marzo.

Lazio senza sosta: ad aprile nuovo tour de force

Contro il Torino, lunedì prossimo all’Olimpico, Zaccagni&Co devono tornare a mettere fieno in cascina. Dal 31 marzo al 21 aprile, Genoa-Lazio, la strada per i ragazzi di Marco Baroni sarà ancora in salita.

Dopo i granata la Lazio trova l’Atalanta fuori, il Bodø/Glimt in Norvegia il giovedì successivo, a seguire il derby, quindi il sipario citato di Marassi.  Anche al Foro Italico i risultati latitano. L’ultima vittoria casalinga è del 9 febbraio, Monza ko. Nella gare a seguire 14 gol incassati, inclusi i 6 dell’Inter di Inzaghi.

Contro i granata non sarà facile. I ragazzi di Vanoli hanno vinto tre delle ultime quattro partite di Serie A (un pareggio). Tre vittorie come nelle precedenti 20 sfide (8 pari e 9 sconfitte). I granata hanno perso solo una delle 11 gare giocate da inizio 2025 (4 vittorie, 6 pareggi) e hanno perso solo una delle ultime otto trasferte (2 vittorie, 5 pareggi).

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ESCLUSIVE

Serie A, Lotito attacca: “Iscritte squadre tecnicamente fallite”. Arriva indagine Figc?

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è intervenuto ieri presso l’università Luiss quale docente del corso “Team manager”, voluto dall’avvocato Guglielmo Stendardo.

L’ex centrale della Lazio ha invitato Lotito per fare un quadro della situazione economica attuale della serie A. Il senatore di FI non si è fatto pregare, attaccando alcune società, colpevoli di vincere ma avendo il bilancio in profondo rosso, citndo i Goblin.

“Il paradosso è che ci sono squadre con l’indice di liquidità apposto, ma con 600, 700 milioni di debiti. Parliamo di dirigenze tecnicamente fallite ma che poi vincono il campionato”, afferma Lotito senza però fare nomi.

Giova ricordare come quella per l’indice di liquidità è stata una battaglia feroce tra Lega di Serie A, Lotito in testa, e Figc. Il presidente Gabriele Gravina cercò infatti di farlo diventare criterio di iscrizione al campionato, ma poi dovette fare marcia indietro quando il Collegio di Garanzia accolse in pieno il ricorso di Via Rosellini.

“Tutte queste società, che spendono e spandono, sono sostenute da fondi ma non hanno equilibrio economico. Tante squadre di A non avevano i requisiti per iscriversi. Ma come fai a eliminare certi club blasonati? Serve coraggio, non tutti ce l’hanno”, ha affermato l’ex consigliere federale che sembra sapere a chi lanciare il dardo.

“Il paradosso è che ci sono società tecnicamente fallite che poi vincono il
campionato. Se metti parametri, devono valere per tutti”,
ha aggiunto Lotito. Come noto, l’ultima parola sulle iscrizioni l’ultima parola spetta agli organi preposti dalla Figc.

Lotito attacca su debiti e iscrizioni: Chinè potrebbe convocarlo

Le affermazioni di Claudio Lotito, pur senza fare nomi precisi, rappresentano accuse chiare. La sensazioni è che il proprietario della Lazio voglia chiamare in causa la Figc, rea a suo avviso di chiudere troppe volte gli occhi davanti a situazioni debitorie importanti. In serie A gli ultimi scudetti sono targati Napoli, Milan e Inter. Di queste tre società, solo il Napoli ha i conti apposto. I nerazzurri nel maggio 2024 hanno cambiato proprietà perché Zhang non ha restituito il prestito a Oaktree. Il Milan di RedBird guidato da Cardinale, diversamente, entro il 2028 deve restituire il prestito a Elliott. Quest’ultimo, di fatto, ha ceduto il Milan prestando a Cardinale i soldi per completano la transazione economica.

Proprio il tono e la decisione con cui Lotito ha parlato potrebbero, forse meglio dire dovrebbero, portare il procuratore federale, Chinè, a convocare Lotito per chiarire meglio il senso delle sue affermazioni. Da Via Allegri per ora silenzio assoluto, ma da lunedì ogni giorno sarebbe buono per chiedere a Lotito il perché di certe frasi e soprattutto quale fosse il bersaglio delle sue parole,. Si attendono aggiornamenti.

GLP

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Vio: “Lazio stanca? Parte psicologica fondamentale, vincere un derby cambia tutto. Sul ritiro a Formello vi dico…” – (AUDIO)

L’ex preparatore atletico della Lazio, Valter Vio, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno”, per parlare del momento Lazio e dell’ipotesi ritiro a Formello.

Il professore Vio, in passato con la Lazio e il Bologna di Delio Rossi, al Valencia con Cesare Prandelli, ha spiegato come  sono cambiati i metodi di preparazione negli ultimi 20 anni. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Mi fa piacere parlare di Lazio, la seguo e sta facendo bene. La Lazio è stata una tappa importante, eravamo nei primi anni di Lotito. Allora non c’erano grandi campioni, ma giovani che volevano emergere. Riuscimmo a fare bene, il massimo fu vincere la Coppa Italia. Alzare quel trofeo è stato un orgoglio”.

“Rispetto ad ora la preparazione estiva è cambiata molto. Ricordo che con Delio alla Lazio facemmo prima un mese a Santa Cristina, tornammo a Roma e poi andammo nuovamente in altura altri 10 giorni. Ora si pensa più ai soldi con le tournee. Le vecchie preparazioni erano più improntate su atletica e corsa. Ora con GPS si lavora differentemente”.

“Con la Lazio di Delio Rossi in ritiro facevamo anche 10 volte i 1000 mt in un giorno, ora sarebbe impensabile. Poi facevamo le salite molto rapide con mister Rossi che in cima urlava. Ti consentivano di avere forza  e di avere la base ce la faceva. Fare questo tipo di ritiro ora sarebbe impensabile”.

Vio: “Ritiro e preparazione? Gli infortuni legati alle tante partite”

“Ci sono studi che dimostrano come gli infortuni siano legati più alle partite. L’obiettivo di un preparatore è avere una potenza aerobica elevata, con la rosa dei calciatori all’80% della propria forza. Così si riusciva a proseguire per tutta la stagione. Giocando sempre diventa difficile lavorare sul fisico. Giocare ogni tre giorni è difficile, per un recupero fisiologico servirebbero almeno 72 ore. Sarebbe sbagliato portare il fisico al 100% delle proprie possibilità perché dopo ci sarebbe una discesa nelle prestazioni”.

“Lazio a Formello per il ritiro? La differenza sostanziale è la temperatura serale per riposare bene la notte. Inoltre la temperatura un altura è preferibile a luglio a Roma possono fare anche 35 gradi. Poi la sera si può sopperire con l’aria condizionata. Non c’è un discorso di ossigenazione come può valere per i maratoneti. Ora con due settimane di lavoro si preferisce lavorare nei centri delle squadre”.

“A Roma immagino si farebbero due sedute, una la mattina la presto e una la sera. Troppo distanza tra i due allenamenti? Non sarebbe un problema perché il calciatore potrebbe riposare e recuperare meglio per la seconda seduta.

“Lazio un po’stanca? La parte psicologica è importantissima. Anche in campionati inferiori la vittoria fa lavorare meglio, si sente meglio la fatica. Perdere un derby portava un mese di catastrofe, vincerlo ti dava un entusiasmo incredibile. Sono successi che possono cambiare l’andamento di una stagione. Ricordo sempre con piacere la mia militanza in biancoceleste”.

Vio: “Sarei potuto tornare con Prandelli, poi Lotito…”

“C’è stato un momento in cui sarei potuto tornare alla Lazio. Lotito aveva contattato Cesare Prandelli, poi il presidente cambiò idea e cercò di prendere Bielsa. Diciamo che sono tornato alla Lazio è per colpa di Lotito”, chiude sorridendo Vio.