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Lazzari, lo status è cambiato: Sarri ora lo vuole confermare

Stando a quanto riportato da da La Repubblica, Lazzari, che sabato è stato tra i migliori in campo, sarà uno degli argomenti toccati da Lotito e Sarri nell’incontro che dovrebbe andare in scena domani. L’allenatore ne chiederà la conferma per la prossima stagione. A gennaio era sul mercato, si è parlato di un interesse dell’Atalanta, ora lo scenario è diverso. Se dal Chelsea arrivasse Emerson Palmieri (che tornerebbe volentieri a lavorare con Sarri), le gerarchie sulla fascia mancina cambierebbero, ma al momento è un’ipotesi poco concreta: l’italo-brasiliano infatti è tra gli obiettivi della Juve. Intanto, per domenica contro il Genoa dovrebbero tornare disponibili anche Luiz Felipe e Radu.

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Immobile, Marassi per tornare a sorridere. E Lotito gli sussurra: “Criticano te per colpire me”

Fuori è ancora buio. Così scuro in volto, Immobile, nessuno lo aveva mai visto all’uscita dall’Olimpico. Nonostante l’inno, il premio, i cori e gli striscioni di incitamento. Sabato spaesato in campo, impreciso sotto porta, anche nelle occasioni da gol più elementari contro il Sassuolo. Sarri ha sdrammatizzato, ma oggi tornerà a Formello in versione psicologo. Ci aveva parlato subito dopo il ritorno da Coverciano, era convinto che il bomber si potesse riprendere subito. Invece le critiche per la disfatta della Nazionale hanno colpito. Ciro è ancora sotto le macerie azzurre lasciate dalla Macedonia del Nord. Deve rialzarsi subito: «Sei la Scarpa d’oro, la leggenda della Lazio. Colpiscono te per colpire me», gli ha sussurrato Lotito all’orecchio sabato, alla cena di Pasqua all’Olimpico. Lì dove ha segnato di più (81 reti, l’ultima col Venezia su rigore), nelle ultime due gare è rimasto a digiuno. A fine derby, in particolare, era furioso e sconsolato. Vergognato, aveva riportato tutta la squadra dentro lo spogliatoio. Quel 20 marzo, la sera era partito da Roma tutto solo, sperando di consolarsi in azzurro. Invece, è sprofondato, è diventato Ciro espiatorio. 

IL PRIMO STADIO

C’è un pensiero che continua a tormentarlo: dire addio all’Italia oppure no. Chi gli è più vicino, non ha nessun dubbio. Anche Immobile è orientato a tirarsi indietro, ma la verità è che ci tiene troppo all’azzurro. Ora però deve mettere da parte questo discorso, ci ripenserà a giugno. In primis, a 32 anni ha bisogno di ritrovare se stesso. Magari può servigli proprio un tuffo nel passato. Marassi e il Genoa rappresentano le origini, in trasferta il primo dei 176 gol nel campionato italiano. Tutti i laziali vogliono tornare a urlare “clamoroso in tutti gli stadi”, segna sempre lui, Ciro. Ha già colpito in 26 impianti italiani, tutti di serie A, da quel 26 agosto 2012 a oggi. Dicevamo, 81 centri all’Olimpico di Roma, 17 all’Olimpico di Torino. Seguono il Ferraris di Genova (15 gol), il Bentegodi di Verona (9), il Mazza di Ferrara (5), il Meazza di Milano (5), il Mapei di Reggio Emilia (4), la Dacia Arena di Udine (4), il Dall’Ara di Bologna (4), l’Allianz di Torino (3), il Maradona di Napoli (3), il Franchi di Firenze (3) e la Sardegna Arena (3) di Cagliari. Due timbri al Rigamonti di Brescia, all’Arechi di Salerno, al Castellani di Empoli, al Vigorito di Benevento, al Tardini di Parma, al Gewiss Stadium di Bergamo, allo Scida di Crotone e al Barbera di Palermo. Dove, brutto scherzo del destino, è ripiombato nell’incubo azzurro. 

IL CAPOCANNONIERE

In Sicilia però Immobile ha colpito anche al Massimino di Catania, proprio nel vecchio Cibali, all’Adriatico di Pescara, al Sant’Elia (quando il Cagliari giocava lì), al Manuzzi di Cesena e al Picchi di Livorno. C’è un solo giocatore in attività che ha segnato in più stadi di Ciro, è Quagliarella, in gol su 28. Ma c’è un altro record su cui Ciro può battere subito il conterraneo: gli mancano 4 reti in A per eguagliarlo e diventare il bomber più prolifico in attività del campionato. Immobile è ancora il capocannoniere di questa Serie A a quota 21 timbri perché anche Vlahovic è fermo. Domenica si gioca all’ora di pranzo. Fuori sarà giorno. Il Messaggero

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Allan, Everton pronto allo svincolo anticipato: Sarri in agguato

C’è Sarri dietro il sondaggio di Allan per svincolarsi con un anno d’anticipo dall’Everton

Maurizio lo aveva già chiamato a gennaio, può tornare di moda in caso di addio a Milinkovic dopo giugno. Come conferma il Sun, il club inglese ha dato l’ok a parametro zero al brasiliano pur di “liberarsi” del suo ingaggio. Sarà uno dei nomi che Sarri farà domani nel vertice con Tare e Lotito. La Lazio gli è entrata dentro, per questo ora l’allenatore vuole portare altri suoi fedelissimi a Formello. Nell’elenco delle occasioni ci sono sempre Emerson Palmieri, Vecino, occhio anche a Djuricic e Saponara, oltre a Bernardeschi e Mertens per l’attacco. Ingaggi permettendo, sono tutte opportunità a costo zero.
Il Messaggeeo

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Milinkovic, valutazione da concordare con l’agente: 65-70 milioni puó essere il preszo giusto

Nel maggio del 2018 Claudio Lotito annuncia: “Ho rifiutato un’offerta dal 110 milioni il 29 agosto per Milinkovic”. E oggi quanto vale il Sergente della Lazio? Ventisette anni, da sette in biancoceleste. È al top per tecnica, tattica, gol e assist. Al momento è il centrocampista più prolifico nei maggiori campionati europei con 9 reti e 9 assist vincenti. Contratto in scadenza nel 2024: per Sergej e la Lazio significa essere di fronte al bivio.

Il prezzo di Milinkovic

Per Lotito, Milinkovic, continua a valere 100 milioni. Sa più di tutti che in estate rischierà di trovarsi costretto ad accettare offerte più basse per finanziare il mercato e non solo. Lo scenario: il calciatore oggi guadagna 3,2 milioni più bonus, può strappare un ingaggio ancora più ricco. Senza rinnovo è interesse anche della Lazio venderlo al miglior prezzo, tra 12 mesi (ad un anno dalla scadenza) la svalutazione sarebbe record. Una cifra di vendita che troverebbe d’accordo lo staff del Sergente oscilla tra i 65 e i 70 milioni riconoscibili tra parte fissa e bonus. Lotito però, non si smuove. Per il gioiello chiederà di più. Sarà un’estate particolare. Corriere dello Sport

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APPROFONDIMENTI

Attacco, unica certezza per il futuro

Avanti le certezze. Felipe Anderson, Immobile e Zaccagni sono i punti fermi della Lazio attuale e lo saranno anche per il futuro. Con Sarri? Probabilmente sì, ma non è scontato che rimanga, come abbiamo ripetutamente scritto dipende dalla programmazione e dalla volontà del club di accontentarlo nell’estate della maxi rivoluzione. Mezza squadra andrà via, tanti uomini simboli degli ultimi anni saluteranno e ci sarà anche almeno una cessione eccellente: Milinkovic, per grande rammarico dei tifosi, è il principale indiziato.

Tante incognite, in ogni zona del campo, tranne che in attacco. Felipe Anderson, tornato la scorsa estate per 3 milioni di euro, Zaccagni, acquistato per 7, e ovviamente capitan Immobile, prossimo a salutare la Nazionale. Saranno loro e Pedro, il dodicesimo titolare di lusso, a guidare la Lazio nelle metà campo offensive anche il prossimo anno. Grandi innesti non sono previsti, solo un vice Immobile (Destro e Caputo alcuni dei nomi): al massimo poi un duttile esterno che possa giocare anche da intermedio, soprattutto in caso di addio di Luis Alberto.

Per completare la batteria di attaccanti, oltre ai citati ci sono anche i due baby terribili: Raul Moro e Luka Romero. Il primo, classe 2002, finora ha giocato più del 17enne argentino, che invece sta crescendo molto e ha scalando posizioni nell’ultimo mese. È reduce dalla prima convocazione con l’Argentina e nella stagione che verrà avrà anche un anno in più. Per le incredibili qualità che ha, sarà una risorsa che Sarriutilizzerà di certo con maggior continuità. In tema di giovani anche a Valerio Crespi, bomber 2004 della Primavera: ha segnato 17 gol in stagione, una media di uno ogni 97 minuti. Punta centrale, mancino di piede: il futuro è il suo. Tuttomercatoweb.com

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SERIE A

Lazio, il calendario per l’Europa: Olimpico decisivo

Una volata è già partita, in palio posti in Europa League e Conference: Roma, Lazio, Atalanta e Fiorentina si giocano tutti in questo finale di stagione. La Juve, quarta, è più lontana e al momento tranquilla. Tutto resta aperto, Maurizio Sarri lo sa. Chiede il tutto per tutto negli ultimi sette incontri. Si parte da Lazio-Genoa.

Lazio, ecco il tuo calendario

Domenica alle ore 12.30 si gioca in trasferta con il Genoa sempre alle prese con la salvezza. Sette pareggi e una vittoria (in attesa della sfida di lunedì sera con il Verona). Avversario non facile. Poi Torino, Milan, Spezia, Sampdoria, Juve e Verona. Due big match e cinque partite sicuramente alla portata di una squadra che vuole spiccare il volo. E c’è un alleato in più: solo tre partite in trasferta per i biancocelesti, le altre quattro (Toro, Milan, Samp e Verona) si giocano all’Olimpico. Servirà anche la spinta dei tifosi per caricare la squadra verso l’Europa. Corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Mauri in studio: su Sassuolo, corsa Europa, Sarri e Milinkovic (VIDEO- AUDIO)

L’ex capitano della Lazio, Stefano Mauri, ospite in studio a ‘Non Mollare Mai’ nel pomeriggio di Radiosei: guarda il video ed ascolta l’audio integrale!

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Bene la reazione, ora si deve combattere. Lazzari? Con la volontà ci si completa” (AUDIO)

Giancarlo Oddi in collegamento a ‘NMM’!

“C’è stata una bella reazione con il Sassuolo, non si può dire nulla sulla prestazione della Lazio. Purtroppo hanno vinto anche le altre concorrenti per la zona europea, bisognerà combattere fino alla fine. Le due settimane di sosta sono state importanti per superare il contraccolpo del derby, si è visto contro una squadra ostica e di qualità. Lazzari? L’ho difeso quando era criticato giocando nel suo vero ruolo. Con la sua velenosità e con la sua velocità può fare la differenza. Ha caratteristiche molto offensive, delle sbavature dietro si possono perdonare. Con le dovute accortezze si può imparare. Con predisposizione mentale e volontà si può migliorare, ci si può completare. Anche Marusic non è un vero e proprio terzino, eppure anche lui si sta adattando”

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CALCIOMERCATO

“Patric sottovalutato”, ora Sarri spinge per il rinnovo

Potrebbe esserci un giocatore in meno da rimpiazzare in estate per la Lazio. L’addio di Patric infatti non sembra più così scontato. Già la settimana scorsa si era parlato di un’apertura a sorpresa della società ad un suo rinnovo. La buona prestazione di sabato contro il Sassuolo ha convinto tutti e adesso è lo stesso Sarri che starebbe spingendo per trattenere il difensore spagnolo.

Lo scrive oggi Repubblica, che sottolinea anche una statistica interessante. Con il numero 4 in campo la Lazio quest’anno ha vinto il 50% delle partite in stagione. A gennaio sembrava fatto l’accordo con il Valencia, che anche il mese scorso si era rifatto avanti con una proposta di ingaggio. Il tecnico aveva bloccato la sua partenza nei giorni finali dell’ultimo mercato. Ora parlerà di nuovo col ragazzo e proverà a convincerlo a restare a Formello per far parte della squadra che verrà.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Pertugio Champions è la grande motivazione di questo finale. Ora servono tutte le componenti” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La Lazio deve crederci, sono molto concentrato su Genoa, sarà complicata. Sarri dopo la gara ha detto tutto, se non vai a Marassi con l’atteggiamento giusto si rischia di essere travolti. La Lazio deve crederci in questo senso, serve una grande motivazione per questo finale di stagione. Il senso è quello delle finali, tutte hanno grandi motivazioni, soprattutto le squadre che devono salvarsi.

Pertugio Champions

L’ambiente deve crederci, ma soprattutto la squadra. I giocatori principali della squadra pensano anche ad altro rispetto all’obiettivo Europa League. Vogliono restare agganciati al treno, ma ci vuole una squadra molto motivata. Deve essere bravo il mister, la società e i tifosi stessi a tenere sulla corda tutta la squadra, anche coloro i quali sono destinati ad andare via. Lo sprint finale deve essere pieno di stimoli. Bene ha fatto Lotito di riunire la squadra dopo la vittoria con quella cena, bisogna lottare con tutte le forze anche per il pertugio Champions che si è riaperto”