Servirebbe solo un po’ di chiarezza. Invece dopo Klose, Lulic e Parolo, forse non è cambiato nulla. La Lazio sembra volersi “liberare”, senza dare troppe spiegazioni, di un altro big a scadenza: Leiva. Il brasiliano in estate aveva maturato l’idea di chiudere negli States la sua carriera. L’ipotesi non è tramontata, ma negli ultimi mesi Lucas si è confrontato con la famiglia, nella sua testa ha cambiato idea. La capitale è nel suo cuore, a tal punto che starebbe cercando di investire su una villa-ranch (per i suoi cavalli) vicino all’Olgiata. Vorrebbe restare un altro anno, ma la Lazio non dice nulla, non lo chiama. Gli piacerebbe parlare col club anche di un eventuale ruolo dietro la scrivania. Nulla. Eppure da febbraio si è capito quanto sia fondamentale Leiva in mediana. Appena manca o cala, crolla la diga ed emergono tutti i limiti individuali della difesa. È successo anche nel derby, nel tris incassato dalla Roma: «Scusa a tutti i laziali», l’ultimo messaggio di Leiva sui social. Nelle otto gare precedenti, il brasiliano aveva però mostrato segnali di rinascita e, guarda caso, la porta era rimasta sei volte inviolata.
Per carità, l’età è avanzata, anche Lucas lo sa. Accetterebbe d’indossare una veste part-time nella Lazio che verrà. Da quando si è operato al ginocchio, non è mai più tornato quello di prima. Figuriamoci a 35 anni, quanta fatica. Ma la Lazio da due anni non risolve il problema. Il Messaggero