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APPROFONDIMENTI

Lazio, c’è la svolta Uefa: anche il sesto posto potrebbe portare in Champions

Quando mancano cinque giornate alla fine della stagione, la lotta per l’accesso alla Champions League resta ancora accesa, con la Lazio spettatrice interessata. Certe delle qualificazione al momento sono Inter, Milan e Juventus. Con quasi due piedi nella massima competizione continentale anche il Bologna, quarto a quota 62.

Come noto, grazie al ranking Uefa, quest’anno anche la quinta classificata si qualificherà per la Champions. Al momento, la Roma è in vantaggio forte dei 58 punti, segue a 54 l’Atalanta che deve recuperare un match e che potrebbe contare anche sullo scontro diretto in programma a Bergamo il prossimo 12 maggio.

A quota 52, nella corsa Champions, c’è la Lazio, tre lunghezze sotto il Napoli che però dovrebbe compiere un vero miracolo. Una mano a chi vuole godere della Coppa più ricca, come scrive Il Corriere dello Sport, arriva dalla Uefa. Secondo Nyon infatti, anche la sesta classificata potrebbe partecipare alla prossima Champions League, ma servono due condizioni concomitanti.

Lazio in Champions da sesta: ecco come

Una tra Roma e Atalanta dovrebbe infatti vincere la prossima Europa League e contestualmente chi il prossimo 22 maggio dovesse alzare il trofeo a Dublino in serie A, al termine del campionato, dovrebbe classificarsi dal quinto posto in giù. Giova specificare che diversamente, se la vincitrice dell’Europa Laegue arrivasse tra le prime quattro, allora le squadre a partecipare alla Champions resterebbero cinque e non sei come il caso in oggetto.

Se l’Italia riuscisse a portare sei squadre in Champions, allora la settima andrebbe in Europa League e l’ottava in Conference, comunque ci sarebbe una sola italiana nelle due competizioni minori. Diversamente, con 5 in Champions, avremmo due squadre in Europa League (la sesta e una fra la vincitrice della Coppa Italia o la settima se la vincitrice della Coppa Italia arrivasse tra le prime cinque in campionato) ed una in Conference League.

Italia pigliatutto: l’ipotesi di 10 squadre in Europa

Infine, potremmo avere 10 squadre se due italiane vincessero Europa League e Conference arrivando entrambe dall’ottavo posto in giù. Scenderemmo a quota 9 se la Fiorentina alzasse la Conference League arrivando in serie A dal noo posto in giù. Infine, se la squadra di Italiano finisse ottava e alzando la Conference si qualificasse in Euroleague, aggiungendosi alle altre qualificata, l’Italia perderebbe la sua casella in Conference. 

Gianluca La Penna

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DICHIARAZIONI

Hellas, Baroni: “Contro la Lazio bisogna lottare su ogni pallone. Chi ci crede sposta i valori…” (AUDIO)

Il tecnico dell’Hellas Verona, Marco Baroni, è intervenuto ieri in conferenza stampa per presentare la sfida di stasera all’Olimpico contro la Lazio.

“Sono concentrato sulla parte finale del campionato. Capisco che per il percorso fatto si spendano parole, ma alla squadra dico sempre di non guardare alla classifica, al calendario e anche ai giornali, così come dobbiamo fare anche noi. Abbiamo fatto molto, ma non basta ancora. Per raggiungere l’obiettivo serve fare qualcosa di straordinario e bisognerà attingere a tutto, non dovremo lasciare nulla di intentato. Dobbiamo lottare su ogni pallone, Questo è un campionato in cui non si ha possibilità di errore o di pensare ad altro”.

“Baroni: contro la Lazio non potremo essere bassi o rannicchiati ma servirà determinazione. Ogni pallone può essere decisivo. Al di là della tattica, tutto si può decidere su un angolo, una punizione e una rimessa laterale”

“Dawidowicz in campo accanto a Magnani nella linea a quattro? “Pawel sta bene. In questo momento noi dobbiamo fare tutto ciò che è essenziale, non possiamo permetterci di sbagliare nessun pallone. Durante le partite si vivono momenti diversi, alcuni in cui si soffre, altri in cui bisogna crederci sempre di più e affondare il colpo. La squadra deve stare dentro la prestazione, dentro questa type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identità, dentro il ritmo, la corsa, l’attenzione: non possiamo prescindere da questi valori, prepariamo le partite in questo senso”.

“La Lazio? Affrontiamo un avversario complicato per tanti aspetti, una squadra centrata che ha grande qualità. Dobbiamo far una partita di grandissimo spessore. Dovremo essere pronti a reggere l’urto dell’avversario, a ripartire, anche a fare la partita se ce ne sarà la necessità. Su campi come quello dell’Olimpico non si può stare bassi, rannicchiati nella propria metà campo. Dovremo essere forti nei duelli, nella determinazione”.

“L’importanza del pubblico? Contro l’Udinese al Bentegodi ho percepito un’energia che la squadra ha saputo creare, ma che il pubblico ha alimentato. La gente che crede sposta, sposta i valori e le situazioni. Noi dobbiamo far vedere che questa squadra è pronta a tutto pur di dare il massimo all’interno della prestazione”.

“Il centrocampo incide sempre tantissimo, è il fulcro del gioco, è il reparto che dà equilibrio. I cambi che sono stati fatti lo scorso sabato non sono stati fatti a caso, l’avevamo preparata così. Avremmo avuto bisogno di energie importanti e chi è entrato ha fatto bene. Questi sono ragazzi che mi stanno mettendo in difficoltà perché meritano tutti di giocare, e questo è fondamentale per noi”.

Gianluca La Penna

Foto: Hellasverona.it

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AVVERSARIO

Verso Lazio-Verona: tutti i dubbi di Baroni

Marco Baroni arriva a Roma per affrontare la Lazio con una striscia di gare esterne importante. L’Hellas Verona infatti non perde da tre gare lontano dalle mura amiche (ultimo ko il 23 febbraio scorso, 2-0 al Dall’Ara col Bologna). Il record più recente riporta a tre anni fa, con sette gite fuoriporta senza ko, inclusa una vittoria all’Olimpico con Ivan Juric in panchina.

In merito alla formazione, il dubbio principale riguarda chi affiancherà Magnani nella coppia di difensori centrali nel 4-2-3-1 del tecnico scaligero. Il favorito resta Coppola, match-winner con l’Udinese, in vantaggio su Dawidowicz che resta lontano dalla migliore forma a causa del problema muscolare che l’ha messo recentemente ko.

Altro ballottaggio sulla fascia destra con il francese Centonze in vantaggio su Tchatchoua. Il transalpino, pescato a gennaio scorso dal ds Sogliano tra le riserve del Nantes, soprattutto in fase offensiva sembra poter garantire qualcosa in più. I due mediani dovrebbero essere Duda e Serdar, con Dani Silva retrocesso in panchina.

Baroni e la Lazio: tutte le opzioni in attacco

Contro la Lazio, i dubbi per l’ex allenatore del Lecce non risparmiano neanche la trequarti e il centravanti. Bonazzoli potrebbe partire da punta centrale, Noslin slitterebbe quindi a destra con uno tra Folorunsho e Suslov sottopunta – con l’ex Bari in vantaggio sullo slovacco – mentre sulla fascia sinistra potrebbe toccare a Lazovic. Occhio però a Noslin che partendo dal versante mancino potrebbe accentrarsi e scaricare il suo potente destro, senza tralasciare che lo stesso venga schierato da finto 9.

Gianluca La Penna

Foto: hellasverona.it

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PRIMAVERA

Lazio Primavera: battere l’Atalanta per centrare i playoff

Appuntamento che potrebbe rappresentare una svolta per la Lazio Primavera. Come spiega il Corriere dello Sport, alla squadra di Sanderra bastano tre punti nelle prossime quattro giornate per centrare l’obiettivo playoff.

Alle 11 arriva l’Atalanta, attualmente quarta in classifica a quota 52, -2 dalla Lazio terza, capitolini a 3 lunghezze dalla Roma, -9 dall’Inter stra-capolista a 63 punti. Per accedere ai playoff bisogna arrivare tra le prime sei, col Sassuolo attualmente settimo con 9 punti in meno che però ha lo scontro diretto a proprio vantaggio con la Lazio.  

Gianluca La Penna

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APPROFONDIMENTI

Focus Coppe: tutte le combinazioni per vedere la Lazio in Europa

L’Italia l’anno prossimo, grazie al ranking europeo, avrà cinque squadre in Champions League, a scalare la sesta classificata andrebbe in Europa League, insieme alla vincitrice della Coppa Italia, mentre la settima prenderebbe parte alla Conference League. Questo gruppo di potenziali 8 squadre in Europa, che vede interessata anche la Lazio, potrebbe subire variazioni in virtù di diverse situazioni.

In particolare, se una tra Roma e Atalanta vincesse l’Europa League, senza arrivare tra le prime cinque in campionato, porterebbe a sei il numero di italiane partecipanti al massimo trofeo continentale. Riavvolgendo il nastro, senza il bonus del ranking, il plotone tricolore sarebbe stato così composto: 4 formazioni in Champions, 2 in Europa League, 1 in Conference League. Come detto, grazie ai risultati in Europa la truppa sale a otto squadre, che salirebbero a 9 nell’ipotesi illustrata su Roma e Atalanta vincitrici dell’Europa League.

Chi si qualifica in Europa League?

Grazie al bonus, la sesta in classifica accede all’Europa League, insieme con la vincitrice della Coppa Italia, se quest’ultima però non si è qualificata in Europa tramite il campionato (arrivando tra le prime sei appunto), o diversamente ci arrivasse vincendo la Conference League. Il caso è quello della Fiorentina, attualmente in corsa sia nel trofeo nazionale sia nella terza coppa continentale. C’è l’ipotesi che potrebbe riguardare la Lazio: se la squadra che alza la Coppa Italia chiudesse il campionato tra le prime sei, allora la 7ª in campionato finirebbe in Europa League.

Con il bonus, salvo altre situazioni specifiche, la settima in campionato si qualificherebbe alla Conference League. Ma se la settima dovesse anche vincere la Coppa Italia, accedendo così all’Europa League, allora a disputare la Conference sarebbe l’ottava in classifica. Come noto, la sola partecipazione alla finale di Coppa Italia non dà alcun diritto in termini di partecipazione alle coppe.   

L’ipotesi più ardua: 10 italiane nelle Coppe

Oltre alle ipotesi raccontate, il gruppone potrebbe salire a 10 squadre se la Fiorentina vincesse la Conference, finendo in serie A dal nono punto in giù. Questa la formazione: 6 squadre in Champions (5 più la vincente dell’Europa League con Roma e Atalanta che arrivano dal sesto posto in giù), tre in Europa League (6ª e 7ª in Serie A più la Fiorentina), 1 in Conference League (8ª classificata).

Per chiarezza e sintesi, vi riportiamo anche lo schema pubblicato   dal Corriere dello Sport.

CHAMPIONS 
5 squadre via campionato 
Le prime 5 della classifica (Inter già aritmeticamente sicura del posto) 
 
+1 squadra vincendo eventualmente l’Europa League, ma solo se Roma o Atalanta alzassero la Coppa senza arrivare tra le prime cinque in serie A. 
 
EUROPA LEAGUE 
1 La squadra che vince la Coppa Italia 
1 La squadra sesta in campionato 

L’Italia perde 1 posto se chi vince l’Europa League si è già qualificato all’EL 2024-25 attraverso campionato o Coppa Italia. Dunque se: 
la Roma vince l’Europa League e chiude al 6° posto 
l’Atalanta vince l’Europa League e chiude al 6° posto (in EL solo la vincitrice della Coppa Italia) 
l’Atalanta vince l’Europa League e la Coppa Italia. 
 
L’ultima ipotesi prevede un altro team in Europa League se la Fiorentina vincesse la Conference League, ma i gigliati non devono né vincere la Coppa Italia né qualificarsi all’Europa League arrivando sesta.  
 
CONFERENCE 
Di base la 7ª in classifica si qualifica alla Conference, diversamente la terza competizione europea sarebbe ad appannaggio  della meglio piazzata fuori dalle altre due coppe.  Infine, se la Fiorentina vincesse la Conference ma si qualificasse in Conference via campionato, a quel punto farebbe l’Europa League e l’Italia non sarebbe rappresentata nella terza coppa. 

Gianluca La Penna

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DICHIARAZIONI

Fabiani: “Offerti 5 anni a Felipe Anderson. Su Kamada vi dico che…”

Angelo Fabiani, intervenendo ai canali ufficiali del club, ha parlato anche dei rinnovi dei calciatori prossimi alla scadenza come Felipe Anderson (2024) e Mattia Zaccagni (2025).

“Rinnovi? Abbiamo fatto Patric e Provedel, poi anche figure minori come Sana Fernandes. Parliamo spesso con lo staff di Anderson, abbiamo offerto un contratto di cinque anni, tanti visto che ha 31 anni. Proposta fatta perché lo consideriamo un grande professionista. Felipe sta bene fisicamente, le gioca tutte e può rimanere con noi anche dopo aver smesso con un ruolo nel club. La Lazio ci tiene e parliamo di cifre che non sono insignificanti e sarebbe il terzo della rosa per valore. La volontà da parte della Lazio c’è tutta, lo staff di Felipe sa tutto”.

“Dopo aver definito Felipe passeremo a Mattia Zaccagni, cercando di soddisfare le sue esigenze. Anche in una stagione sfortunata come questa ha dimostrato di dare un apporto significativo alla squadra. Per Felipe e Zaccagni serve la volontà di entrambe le parti, certo se poi al ragazzo offrono tanti milioni diventa un discorso diverso”.

“Kamada? Noi volevamo fare un triennale, lui ci ha chiesto un anno per valutare il futuro con l’opzione. A fine anno vedremo cosa vuole fare, l’importante è che prosegua la programmazione perché tutti sono utili e nessuno è indispensabile”.  

Gianluca La Penna

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DICHIARAZIONI

Fabiani: “Luis Alberto ha chiesto la cessione, ne parleremo ma i contratti si rispettano…”

Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, stamattina è intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali. Il numero due di Formello si è soffermato sul momento biancoceleste, in particolare sulle parole di Luis Alberto e sul capitolo rinnovi.   

“La contestazione? Dico che ognuno di noi, da personaggio pubblico, prende gli applausi e anche i fischi, è giusto assumersi le proprie responsabilità. Parliamo di fischi se vogliamo legittimi e giusti. Affrontare le cose da veri uomini”.

“Luis Alberto che parla al fischio finale? Sono cose che succedono da quando esiste il calcio. Forse ieri era la serata meno adatta ma non posso essere nel cervello dei giocatori, in particolare Luis Alberto. Tempo fa con l’avvento di Tudor mi disse che avrebbe voluto lasciare la Lazio a fine stagione ma noi non gli abbiamo garantito nulla, dandoci appuntamento a fine anno”.

Noi abbiamo il dovere sacrosanto di finire la st5agione nel migliore dei modi ma nessuno mai ha detto o sottoscritto, autorizzato la rescissione. Al ragazzo ine state è stato rinnovato un contratto di 4 anni, anche con un momento di frizione e ci fu una mediazione con Lotito. Poi venne siglato il contratto alle condizioni dell’entourage del giocatore.

“Sei mesi dopo è successo quello che sapete, i contratti vanno rispettati. Quando Lotito mi affidò il ruolo, già nel settore giovanile avevo nota questa stortura: la Lazio al servizio di tutti, dal giocatore al magazziniere. Ma per avere un futuro serve l’esatto opposto: tutti al servizio della società. La Lazio deve in primis avere rispetto dei tifosi, nessuno deve usarli per i propri scopi. All’epoca dissi a Lotito che serviva un percorso duro, mentale, culturale ed etico. La Lazio deve tornare al centro del progetto. Se prendo un impegno lo faccio con spirito di servizio. Io vengo dalla strada, dico ciò che penso e sto dalla parte della gente e del club. Nessuno deve sfruttare la Lazio per fini personali. Se mi sono messo in testa di tagliare tutti questi tentacoli, questa piovra, state tranquilli che ci riuscirò. Curo prima squadra, settore giovanile e Women: le ultime due vanno bene, spero che la mentalità che sta acquisendo il settore giovanile sia la mentalità della prima squadra.

“Mi piace molto cosa ha detto Rovella ma non bisogna prendere in giro nessuno. Andare in campo garantendo l’applicazione necessaria per portare a casa il risultato. Deve esserci la percezione che la vittoria in campo possa arrivare, se questo accade vuol dire che stai costruendo qualcosa di positivo. Ma non può essere altalenante, non si può dipendere dalle paturnie del singolo. La Lazio ha tutto, si faranno altri lavori per accrescere il settore giovanile, attaccato a Formello sta nascendo un nuovo centro”.

“Al mio arrivo alla guida della Primavera presi alcuni giocatori che non incarnava la Lazialità e addirittura feci allenare la squadra lontano da Formello. Vincemmo a Pisa e iniziò la cavalcata verso la promozione. Lotito? Lui avalla tutta e mi spiace che ci nasconda dietro di lui. Lui siu prende anche la responsabilità di colpi altrui, ma molti sbagli li fanno l’allenatore o il dirigente. Lotito in nove, dieci anni non mi ha mai imposto una situazione. Ho sbagliato ma anche in quel caso si è preso la colpa. Se ho sbagliato gli acquisti li ho sbagliato io, vi garantisco che Lotito è un intenditore di calcio ma non entra nel merito delle scelte tecniche, anche se deve far quadrare i conti. Nel calcio contano le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee, non sol i soldi. Il Bologna sta facendo molto bene senza spendere cifre importanti, mentre il Napoli sta vivendo le stesse nostre difficoltà. Giuntoli a Torino mi ha detto che non sa se basteranno due o tre anni a sistemare tutto, perché a rovinare tutti ci vuole molto poco”.

“Fabiani è al servizio della Lazio e deve valere per tutti. Io non ho mezzi termini, se devo intervenire lo faccio. Io mi incazzo quando si vuol far passare un messaggio ruffiano verso i tifosi per interessi personali. Noi sappiamo cosa facciamo. Non c’è società? Un club si vede dalle azioni quotidiane, non se sei sempre davanti al mercato. Serve programmazione, l’improvvisazione non porta lontano.

“Luis Alberto? Non passerà inosservata alla società anche se allo stalliere del Re qualche bizza fa fatta passare anche se non accettiamo compromessi di alcun genere. Parlerò con Lui e mi spiegherà il perché di questa esternazione fuori tempo e fuori luogo. Ascolteremo e con molta attenzione prenderemo le decisioni opportune.

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CALCIOMERCATO

Anche Kamada verso l’addio alla Lazio: ecco dove potrebbe giocare

Era arrivato alla Lazio con tante speranze e la previsione, forse un po’ forzata, di non far rimpiangere toppo Segej Milinkovic Savic. Daichi Kamada, 28 anni il prossimo 6 agosto, è sbarcato nella Capitale da svincolato dopo un’ottima stagione all’Eintracht Francoforte.

Nell’ultima Bundesliga per il giapponese 9 gol e 7 assist in 32gare, 4 reti in 6 sfide di Coppa Nazionale, quindi tre gol in 8 match di Champions League. Numeri importanti che a Roma non hanno trovato conferma. Per il nazionale nipponico – 7 sigilli in 31 presenze col Giappone – con la Lazio solo 1 gol e 1 assist in 23 partite (1047’), due presenze in Coppa Italia (99’) e sette recite in Champions per 259’ con il referto desolatamente vuoto.

Kamada ha un contratto in scadenza nel 2024, potrebbe allungarlo unilateralmente a circa 3,5 milioni netti annui. Paradossalmente, l’arrivo di Igor Tudor ha dato più spazio al numero 6. Con il croato infatti Kamada ha giocato tre gare da titolare (Juventus, Roma e Salernitana), uscendo all’80’ solo con i bianconeri. Schierato prevalentemente da interno nella mediana a quattro, in Coppa Italia a Torino con la Juventus solo 18 minuti.

Il destino dell’interno, per il quale Tudor spende sempre belle parole, sembra però segnato. Come scrive Il Messaggero, il centrocampista avrebbe comunicato al club la scelta di andare via. Tra i lidi possibili il ritorno all’Eintracht Francoforte e l’approdo al Borussia Mönchengadbach. Lo scenario resta aperto.

Gianluca La Penna

Foto: profilo Instagram daichikamada

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RASSEGNA STAMPA

Muriqi, dalla guerra alla Lazio: “A Roma andò male per colpa mia. Sarri? Tatticamente il migliore avuto in carriera”

Vedat Muriqi questa sera provo ad alzare il primo vero trofeo vinto in carriera. Alla seconda stagione con il Maiorca dopo l’addio alla Lazio, la punta kosovara  cercherà di alzare la Copa del Rey a danno dell’Athletic Bilbao. A 30 anni da compiere il prossimo 24 aprile, l’ariete di Prizren si è confessato un una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

Muriqi in carriera ha vinto un campionato di Serie B turca con il Caykur Rizespor. “Ma non c’è paragone con questa finale di coppa. Allora continuavo a pensare che non sarei mai diventato un professionista, poi la vita mi ha dimostrato che si può avere una fiducia che allora non avevo”, afferma il mancino.

Nato nel 1994, l’ex Fenerbahce ricorda le due grandi tragedie che hanno segnato la sua vita. “Dopo pochi anni di vita scoppia la guerra in Kosovo, i soldati entrano in casa e ci dicono di andare via perché la devono bruciare. Emigriamo in Albania e iniziamo a vivere in 50 in due stanze”, spiega l’attaccante, che ricorda con commozione il papà. “La guerra è finita ma mio padre mi muore davanti agli occhi giocando una partitella di calcetto con gli amici”, afferma non senza commozione.

Muriqi arriva alla Lazio nell’estate 2020 dal Fenerbache per 20 milioni, venendo ceduto poi nel gennaio 2022 al Maiorca per circa 9 milioni più il 40% sull’eventuale futura rivendita. “Un’offerta che non si poteva rifiutare. Sapevo che c’erano Immobile con la sua Scarpa d’Oro, Correa e Caicedo, però pensavo che spendendo tutti quei soldi avrebbero puntato su di me. E non mi sbagliavo. Simone Inzaghi mi faceva giocare ogni volta che poteva, ma io non andavo”, spiega il centravanti che spiega i motivi del fallimento.  “Niente scuse, solo colpa mia. Nel calcio succede. Avevo un problema alla coscia e mia moglie incinta era rimasta in Turchia, stavo male dentro e fuori dal campo”, rivela.

Nonostante la cessione nel suo secondo anno a Formello, il bomber del Maiorca spende belle parole per Sarri. “Dal punto di vista tattico, un mostro. Il migliore che abbia mai avuto. Io con lui non giocavo, ma godevo tantissimo, in partita e in allenamento. Il problema era che voleva attaccanti piccoli e rapidi, veniva da Insigne, Callejon e Mertens, con un pennellone come me non sapeva cosa fare – ribadisce deciso – Andai a chiedergli cosa pensava di me, se e dove potevo migliorare: una chiacchierata eccezionale, onesta, trasparente. Lo ringraziai di cuore e gli chiesi se mi dava un mano ad andar via: trasferimento a Maiorca, e il resto, se vogliamo, è storia”.

Le ultime riflessioni su quanto sta accadendo a Kiev e a Gaza. “Nessun essere umano dovrebbe soffrire questo obbrobrio. Incredibile come due Capi di Stato possano decidere di attaccarsi senza pensare alle terribili conseguenze che soffriranno i cittadini. Il dolore, la morte, la paura hanno segnato la prima parte della mia vita. Perciò ora cerco di sorridere il più possibile”, conclude il Pirata delle Baleari.

Gianluca La Penna

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APPROFONDIMENTI

Se gioca lui il derby non fa paura: Igor sicuro di rinunciare a Cataldi?

Ad ogni inizio stagione non viene mai incluso né tra i titolari né tra gli intoccabili dell’allenatore di turno. Ma Danilo Cataldi, quando viene chiamato in causa, soprattutto nel derby, non tradisce mai.

Farà 30 anni il prossimo 6 agosto, il centrocampista cresciuto a Formello di fatto ha trovato una nuova dimensione nel secondo anno targato Maurizio Sarri. Nel 2021-2022 piano piano ha preso terreno, cominciando a saggiare le redini del totem Lucas Leiva: 1 gol e 2 assist in 32 match di campionato per complessivi 1712’.

La consacrazione giunge lo scorso anno, quando il Comandante gli affida la regia del suo 4-3-3. Trasformazione piena e matura, abbandonando il ruolo di mezzala. Per Cataldi in campionato 29 gettoni ma con un minutaggio superiore pari a 1941’. Salta le gare dalla 33-esima alla 37-esima per una lesione al polpaccio.

In questa stagione il numero 32 ha dovuto ricominciare da capo, dalla Juventus nel suo ruolo è arrivato infatti Rovella. Per Cataldi 1 gol in 23 gare per soli 1288’. Proprio il ko a causa della pubalgia dell’ex Monza ha di fatto riportato Cataldi a guidare il terzetto mediano di Sarri, trovando in qualche modo una conferma anche nella prima di Igor Tudor. Il tecnico croato contro la Juve in campionato l’ha schierato titolare insieme con Kamada da interno nel 4-2-3-1.      

Cataldi: i numeri nella stracittadina

Nei derby, come scrive Tuttosport, Cataldi ha quasi la funzione di amuleto. Lo scorso 10 gennaio, nei quarti di Coppa Italia vinti 1-0 con la Roma, il geometra romano è stato capitano, restando in campo 68’. Nell’ultimo successo in campionato, il 19 marzo 2023, la Lazio vince 1-0 e Cataldi gioca tutta la gara. Nell’altra stracittadina del 12 novembre 2022, ancora 1-0 per Immobile&Co, Cataldi gioca da titolare in regia, con tanto di fascia da capitano.

Cataldi nel derby odierno si gioca il posto accanto a Guendouzi, a insidiarlo resta Vecino, con Kamada che potrebbe essere dirottato sulla trequarti. L’ultima parola a Tudor al suo primo derby sulla panchina della Lazio.

Gianluca La Penna