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RASSEGNA STAMPA RITIRO ESTIVO

Lazio, fase difensiva codificata, palleggio e transizioni: sarrismo is back

Primo giorno di ritiro in quel di Formello nella giornata di ieri. 488 giorni dopo Maurizio Sarri torna a svolgere un allenamento in casa Lazio. Tanti sorrisi e tanto lavoro svolto ieri sul campo e non solo. Come scritto dal Corriere dello Sport, il tecnico toscano ha lavorato molto sulla linea difensiva.

Li guarda e li scruta da vicino. Parla poco, pochissimo. Allarga le braccia, si spazientisce quando vede un passaggio fiacco o sbagliato. La palla deve viaggiare rasoterra e veloce, ci vuole il piattone per indirizzarla bene. Vecchi insegnamenti, niente sembra cambiato. Il solito Mau. Movimenti codificati della fase difensiva e transizione. Dieci giocatori collegati da un filo invisibile e da un unico pensiero. Mau si avvicina a Pedro e gli chiede di guidare il pressing. «Salire» e «scappare». I tre attaccanti vanno a caccia del pallone. Parte il lancio lungo e la difesa arretra per coprire il portiere. Pronti e via, i centrali (Gigot e Romagnoli, Gila e Provstgaard a rotazione) ribattono e fanno ripartire l’azione. «Palla avanti, palla indietro». Si rovescia il gioco. Ecco la Lazio catapultarsi in profondità con palla verticale.

Molti calciatori già conoscevano la sua filosofia, altri no e la stanno imparando a conoscere. Il tempo per amalgamare il gruppo è poco con la partita con il Como che non è poi così lontana. Le novità del primo giorno di ritiro hanno riguardato Belahyane e Noslin. Il primo è stato provato da mezzala il secondo come esterno sinistro.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Stendardo: “Lazio, Sarri garanzia. Mezzala determinante, penserei anche ad una prima punta forte…” (AUDIO)

GUGLIELMO STENDARDO in collegamento a ‘NMM’

“Le idee e la competenza faranno la differenza e da questo punto di vista Sarri è una garanzia. Dei tasselli mancano, lui ha già ribadito che è pronto ad arrabbiarsi sul mercato, immagino che il club per accontentarlo dovrà puntare su giocatori con caratteristiche giuste per il suo calcio. Giustamente il mister dice che se deve arrivare un difensore meglio che avvenga subito per prepararlo al suo modo di difendere. Penso che lui faccia più riferimento ad un terzino piuttosto che ad un centrale. Anche perché come centrali vorrà ripartire da Gila e Romagnoli con giocatori già validi alle loro spalle. Ha ragione Sarri a definire anarchico Tavares. Lui ha un potenziale che esprime in maniera individuale, potrebbe farlo ancora meglio in un collettivo organizzato. La spina dorsale della Lazio dovrebbe rimanere, Sarri farà di tutto per arrivare in ritiro con un organico quasi completo.

A centrocampo, l’inserimento di una mezzala importante è determinante per il suo 4-3-3, inoltre io prenderei in considerazione l’aggiunta di un attaccante centrale forte fisicamente. Castellanos e Dia sono profili ottimi, ma è normale che se vuoi alzare il livello, uno dei due deve uscire. Sono considerazioni che con il club verranno fatte”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Con il Bodo impresa quasi impossibile. Baroni sta facendo…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Gli incidenti prima del derby sono avvenuti in pieno giorno, verso le 18, non è un problema di giocare alle 12:30 o alle 20:45. Credo che i tifosi si siano dati appuntamento attraverso i social, era prevedibile quello che poi è accaduto. Pur sapendo che c’era questo rischio, è quasi impossibile gestire tremila persone

Giovedì sarà difficile, la Lazio nelle ultime otto partite ha segnato 7 gol, 5 da Marusic e Romagnoli, il resto da Isasken, troppo poco alla vigilia di una gara in cui ha bisogno ci segnare a tutti i costi. È un’impresa quasi impossibile. Dia in questo momento non garantisce un certo tipo di rendimento. Pedro? Può essere l’elemento in più per cercare di recuperare questa gara. Baroni? Lui e la squadra stanno facendo un’ottima stagione per le potenzialità che hanno, forse anche più di quello che possono. Se arrivano giocatori che non sono presentabili”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio con lo spirito derby. Tavares lavora per la panchina, Pedro-Dia…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Provvedimenti Viminale dopo gli scontri di domenica? Il derby si sarebbe giocato alle 12,30 anche domenica scorsa se non fosse stato per l’impegno della Lazio in Europa League. La decisione era stata presa dopo il primo derby d’andata, credo che l’ordine pubblico debba avere la priorità su tutto. Cosa che non è avvenuta in questo derby, ora il divieto alle stracittadine di sera potrebbe diventare una variabile da inserire nel cervellone elettronico nella stesura dei calendari. L’ipotesi che ora vengano vietate anche le prossime trasferte è concreta dopo gli scontri del pre-match.

La cosa più positiva del derby è stato lo spirito che ha animato la prestazione della Lazio. Doveva essere la Roma che aveva il maggior interesse di classifica per vincere, non sembrava che la squadra di Baroni fosse reduce dalla trasferta in Norvegia. Ha avuto più voglia di vincere, ha dato un segnale molto importante con Zaccagni ed Isaksen che sono stati sostituiti per sfinimento.

La Lazio arriva bene alla gara con il Bodo viste le sensazioni del derby. Oggi la squadra non si allena, ma lo farà da solo Tavares. L’obiettivo è cercare di rimetterlo in condizione anche per pochi minuti. Si sta lavorando per fare in modo che possa andare in panchina. Vedremo se domani riuscirà ad allenarsi con il gruppo. A quel punto, in caso di necessità, si potrebbe anche pensare ad un utilizzo per 20′. Il resto riguarda il ballottaggio Pedro-Dia. Faccio fatica ad immaginare la Lazio senza lo spagnolo, ma c’è l’idea da parte di Baroni di sganciarlo nella ripresa per un ulteriore sprint. A Formello si ragiona”.

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Attacco Lazio, serve la scossa: Taty c’è, Zac da verificare. E Pedro…

Taty in forma risolverebbe, soprattutto nella serata in cui bisogna segnare tre gol e ribaltare il destino, agganciando una semifinale europea che nella storia della Lazio manca dal 2003, quando Mancini si arrese al Porto di Mourinho in Coppa Uefa. Nelle ultime partite, compreso il derby, si è capito quanto abbia pesato il doppio infortunio dell’argentino sul rendimento dei biancocelesti. Ora è tornato. Il rodaggio in Norvegia, altri 73 minuti con la Roma, Baroni lo vuole pronto a reggere l’urto dei norvegesi nei quarti di ritorno di Europa League. Se avrà recuperato, giocherà di sicuro titolare, come ha spiegato il tecnico fiorentino nella pancia dell’Olimpico, preannunciando altre novità, legate ai subentrati. Si riferiva a Pedro, Dia e Noslin, possibili titolari. Belahyane, il quarto cambio, non è stato inserito in lista Uefa e non potrà essere utilizzato. Stesso discorso per Luca Pellegrini. 

Qualche dubbio in più riguarda Mattia Zaccagni, uscito con i crampi dal derby. Il capitano è disponibile, ma ha speso tantissimo nelle ultime due settimane, giocando senza respiro e turnover (Torino, Bergamo, Bodø in Norvegia, Roma): veniva da una settimana di stop in Nazionale e un principio di pubalgia. Baroni aspetterà domani per valutarne l’effettivo recupero, è possibile che oggi Zaccagni non si alleni o non forzi per prolungare il riposo. Servirebbe il capitano al top per schienare i norvegesi. Se non fosse al massimo o anche perché va calcolata l’ipotesi dei supplementari, Baroni potrebbe riservarsi la carta Zaccagni da calare dopo sessanta minuti. In questo caso, Pedro slitterebbe da titolare sulla fascia sinistra. L’ipotesi più probabile, in una partita in cui la Lazio deve ritrovare il gol, porta alla formula del doppio 9. Taty più Dia, entrato in corsa nel derby e utilizzato solo nei primi 45 minuti a Bodø. Qualora Zaccagni fosse confermato nel blocco dei titolari, il senegalese andrebbe al ballottaggio con Pedro. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bordata Rossi : “Se la Lazio avesse avuto un attaccante avrebbe vinto il derby con due gol di scarto” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Onestamente mi aspettavo una Lazio più stanca, maggiori difficoltà. Se avesse avuto un attaccante credo che avrebbe avuto con due gol di scarto contro la Roma. Castellanos era al 50% delle sue possibilità, ma se certe occasioni fossero capitate ad Immobile avrebbe segnato. Forse anche a Caicedo. La Roma era favorita, ma non ha fatto nulla per vincere, non ha fatto nulla. Anche nelle scelte iniziali di formazione, Ranieri si è modulato alla squadra di Baroni.

Dia? Abbiamo negli occhi la squadra dei primi tre mesi, quando sono andati oltre le proprie possibilità. Quando penso all’attaccante mi riferisco ad un giocatore bomber, un finalizzatore che magari non brilla durante la gara ma concretizza. Dia mi sembra anche in difficoltà a livello fisico.

La Lazio non ha concesso nulla, ha dato la sensazione di solidità. Magari baroni poteva fare i cambi 10′ prima, ma non è stato un errore, la squadra stava messa bene in campo.

Per quanto riguarda i portieri, Mandas bene, ma non stava facendo male neanche Provedel. Il greco è molto idoneo per il futuro, meno bravo di Provedel con i piedi, ma ha presenza. Quando c’è la sensazione che la posta sia piccola è un buon segno. E’ importante anche il rapporto con gli altri e mi sembra che Mandas abbia la fiducia dei compagni. Sulla rete di Soulè non ho visto grosse responsabilità. Credo che neanche se l’aspettasse, è stato un grande tiro con un pizzico di fortuna”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio coraggiosa e sfortunata. Incoscienza positiva di Baroni, questo è ciò che vuole…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Il titolo del derby è ‘rimpianto Lazio’. Ha fatto di tutto per vincere la gara, è stata l’unica a farlo, a creare gioco ed occasioni. In molti sono stati sorpresi dalla prestazione della Lazio di ieri sera, io no perché continuo a pensare che la gara con il Bodo sia stata condizionata dalle condizioni del campo e dalla temperatura. Contro la squadra di Ranieri, c’è stata anche un po’ di sfortuna in attacco. Penso alla situazione che ha coinvolto Dia. Certo che si fa difficoltà ad accettare il pareggio.

Nel primo tempo, con la Lazio che ha condotto la gara, con la squadra di Baroni all’attacco, sono stati i biancocelesti ha rimediare più cartellini gialli. E’ evidente che ci sia qualcosa che dal punto di vista arbitrale non va.

Nel primo tempo la Lazio ha subito creato. Il colpo di testa di Romagnoli l’avevo visto dentro. Svilar eccezionale, la Roma non ha avuto occasioni ed i biancocelesti se la sono presa subito la partita. Niente prudenza per Baroni, tanta positiva l’incoscienza di andare all’attacco . La Lazio per il tecnico deve essere quella, sempre in pressione ma anche con equilibrio e la voglia di ripiegare tutti insieme.

La Roma non l’ho capita, non mi sembra abbia fatto molto per vincerla. Forse nei cambi, dopo il vantaggio, serviva maggiore furbizia. magari sostituire subito Dele-Bashiru con Belahyane poteva essere più produttivo”.

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STATISTICHE

Lazio, la difesa in soccorso dell’attacco: solo l’Inter con più gol dalla retroguardia

Nella serata di ieri la Lazio ha portato via un punto dal derby dell’Olimpico, con il risultato che ha sorriso più all Roma rispetto alla squadra di Baroni. 

Biancocelesti che erano riusciti a portarsi in vantaggio sul perfetto colpo di testa di Romagnoli, ma la rete del difensore non è bastata per garantire i 3 punti. C’è però un aspetto interessante da analizzare, dato che come riportato anche dal Corriere dello Sport, in questa stagione sono arrivati ben 10 gol dai difensore della Lazio e soltanto la difesa dell’Inter ne ha totalizzati di più (21).

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La Lazio al buio in attacco: dalla difesa quattro degli ultimi cinque gol

Smarriti, non ancora perduti, Baroni e i suoi uomini. Possono rialzarsi recuperando il tempo perso, i punti persi, lo smalto perso, i gol persi. Sono tanti dall’inizio del nuovo anno, lo sono da quando la Lazio è scaduta di forma e Castellanos s’è fermato. Non è mai stato un bucaniere, ma quest’anno 9 gol li ha segnati e prima dello stop di febbraio aveva colpito contro Cagliari Monza

Il gol, pulito o sporco, serve come il pane alla Lazio. Gli ultimi cinque sono arrivati in maggioranza dai difensori, uno solo da un attaccante: tre Romagnoli, uno Marusic, uno Isaksen. Romagnoli ha colpito contro il Viktoria Plzen in trasferta (più il gol di Isaksen), Alessio si è ripetuto con l’Udinese all’Olimpico e di nuovo nel ritorno con i cechi. Marusic ha segnato al Torino. Ancora prima c’erano riusciti Zaccagni Pedro a San Siro contro il Milan. L’ultimo gol di un attaccante centrale è di Dia con il Napoli. Senza Castellanos la media punti è crollata a 0,9 a partita, con lui era di 2. Il raffronto si può fare teoricamente perché le gare giocate con Taty e senza sono numericamente differenti, ma la media è indicativa. Sono ventidue le presenze dell’argentino, sono 8 le assenze in campionato. Con Castellanos si sono contate 14 vittorie e sono stati segnati 45 gol. Senza Castellanos s’è contata un’unica vittoria, i gol fatti sono stati 6. Ma è tutta la Lazio in calo da gennaio. Da agosto a dicembre, in 18 partite, aveva tirato 224 volte, di questi tiri 94 erano finiti nello specchio, totale di 33 gol. Da gennaio al Torino le partite di A giocate sono state 12, i tiri totali 176, di cui 63 nello specchio, totale di 18 gol.

Lazio, le differenze

Dati che si scontrano con la nuova realtà del campionato. Tra le prime otto in classifica, dall’Inter alla Fiorentina, solo la Juve e i viola (16 gol per entrambe) hanno segnato meno reti della Lazio nel 2025 (18). Il Napoli ha colpito 20 volte come l’Atalanta, la Roma 21, l’Inter 22, il Bologna 25. I sorpassi più eclatanti subiti sono stati piazzati dai giallorossi e dai rossoblù, hanno guadagnato 15 e 11 punti. Il rendimento casalingo ha contribuito al rimpicciolimento, l’unica vittoria delle ultime 8 partite interne resta quella contro il Monza. La forza e il limite di una squadra, da sempre, è il centravanti. L’equazione bomber vero uguale gol è sempre valida. Gli ultimi signori del gol della LazioKlose e Ciro, non sono paragonabili ai centravanti di oggi, di ruolo o inventati nel ruolo. Da Noslin a Tchaouna, con tutto il rispetto possibile. L’olandese ha segnato due gol in A, uno ogni 390’. Tchaouna uno. Almeno Dia ne ha garantiti 7, l’incredibile Pedro 6. E’ vero che non ha più senso ricordare i nomi sontuosi del passato, ma neppure pensare che si possa continuare senza un centravanti nel segno della tradizione e dei gol che servono per dare al nuovo ciclo un futuro. E’ sempre così, si vuole chi non c’è quando all’improvviso tutto manca. Corriere dello Sport

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Lazio, S.O.S. Taty: senza l’argentino non si crea. L’emergenza sta per terminare…

La Lazio non sviluppa gioco in attacco, segna ma non crea. Da quando Castellanos si è infortunato davanti la Lazio non gira. L’argentino sta tornando a Bologna ci sarà ma può rientrare a disposizione anche per giovedì. Senza di lui la squadra di Baroni, come riportato dal Corriere dello Sport, ha messo a segno solo 5 gol in 5 partite.

Numeri preoccupanti ma l’emergenza sta per terminare. Castellanos è carico, pronto al rientro. I suoi movimenti sono di fondamentale importanza per il gioco della Lazio. SOS Castellanos: l’ex Granada non vuole fermarsi ed è pronto ad aiutare la squadra in questo finale di stagione.