Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

Baroni cerca soluzioni: “Oggi esami per Castellanos. C’è anche l’ipotesi Belahyane con Guendouzi avanzato. Dipende da…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Oggi sono in programma nuovi controlli per Hysaj e soprattutto Castellanos. Speriamo di avere notizie confortanti su eventuali miglioramenti. Intanto, contro il Milan, per la sostituzione dell’argentino, ci sarà il terzo tentativo. Possibile che Baroni inserisca Pedro con Dia prima punta, ma molto dipenderà anche dalle condizioni di Vecino. Se dovesse tornare disponibile per la panchina, il tecnico avrebbe anche l’opzione di una variante tattica. L’inserimento di Belahyane con Rovella e lo spostamento in una zona più alta di Guendouzi. In questo caso torneresti ad avere una versione del francese più arrembante. E’ una soluzione che va provata, per il momento è solo un’ipotesi forzata”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Liverani: “Tchaouna non può fare la prima punta. Dipendenza da Castellanos, delusione Pellegrini” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NMM’

“Purtroppo queste sfide si decidono con questi episodi qui, Arnautovic ha fatto un eurogol. La Lazio ha disputato una buona partita ma sicuramente senza Castellanos sono due gare in cui non c’è stata grande pericolosità davanti. Il Taty manca tanto, servirà trovare soluzioni, a partire dall’impegno importante di domenica in casa del Milan.

Sfumata la Coppa Italia, serve rimanere attaccati al treno Champions e pensare all’Europa League.

Dia non è una prima punta, è più pericoloso quando si muove, non dà riferimenti e sfrutta gli spazi creati dagli altri. Noslin male a Venezia, Tchaouna peggio a San Siro. Tchaouna non è in grado di fare la prima punta, soprattutto a Milano, in una partita importante.

Le soluzioni sono due: avanzare Dia con Pedro dietro oppure rimettere Noslin. Catellanos mancherà per un po’, le partite ora sono importanti, occorre trovare velocemente una soluzione. La sensazione è che la Lazio si stia scoprendo un po’ dipendente dalle sue caratteristiche. Lui permette anche agli altri di arrivare in zona gol. La Lazio punta sul suo gioco e la sua identità e su questi meccanismi, non su la giocata del singolo.

Corsa Champions? Il prima ti serve per il rush finale, in queste settimane si deciderà tutto; raggiungere il quarto posto significherebbe aver fatto un campionato incredibile, sopra alle aspettative.

Pellegrini? Fino a novembre credo abbia fatto il suo. La scorsa stagione non mi aveva entusiasmato, con la gestione Baroni è migliorato; l’ho visto centrato, dentro al gruppo, mi sembrava avesse fatto lo step di maturazione. A seguire c’è stato il blackout. La sua prestazione di ieri è stata deludente, ha dato la percezione di essere un giocatore che non ha la giusta concentrazione, che non ha la fame necessaria e l’attenzione. Io lo conosco e mi dispiace perché i primi mesi pensavo avesse fatto un passo avanti ma ieri non ha cambiato le gerarchie. Gli consiglierei di fare uno step: deve fare uno o due campionati da protagonista”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Errori arbitri e Var, Lazio vai nelle sedi opportune. Noslin e Tchaouna ora non pronti” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“La somma fa il totale: nelle decisioni Var siamo ultimi, mentre nelle valutazioni contro, primi. Il Var ieri doveva intervenire e non lo ha fatto: posso giustificare l’arbitro perché dalla sua visuale non poteva vedere quando partiva il colpo di Arnautovic, ma coloro che sono al Var dovevano intervenire. Si deve andare nelle sedi opportune e perorare questa causa, ci sta penalizzando. Aggiungo poi che l’arbitro non può ammonire Isaksen davanti ai suoi occhi.

Ci stiamo appiattendo? Non credo, i numeri della gara dicono altro. Arnautovic con quel gol pesca il jolly, anche se di solito primo palo e copertura dell’area devono essere sistemati.

Quando Castellanos pulisce la palla, Dia è meraviglioso nell’attaccare gli spazi. Taty per queste partite decisive che il mese di marzo ci metterà davanti non ci sarà, serve una soluzione.

Tuttavia, ogni piccola difficoltà non deve portarci a sfaldare tutto. Ora l’obiettivo più prestigioso e alla portata è l’Europa League. Pregherei tutto l’ambiente Lazio a non polemizzare e a non sfaldarsi, ce la caviamo solo se restiamo uniti. La squadra forse ha fatto vedere prestazioni sopra al suo livello, adesso o siamo nella nostra dimensione o abbiamo un momento di difficoltà, ma non dobbiamo rovinare tutto.

Chi metterei adesso? Romagnoli, Gila, Gigot, Tavares e Marusic, Rovella e Guendouzi e davanti Zaccagni, Dia e Pedro.

Noslin e Tchaouna al momento non sono pronti, il tecnico gli ha dato due opportunità e non hanno messo in campo prove soddisfacenti. Zaccagni, Dia e Pedro hanno qualità ed esperienza”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, riconquista immediata, arrembaggio a rotazione e le fasce: i segreti del Baronismo

Tutti centravanti, a rotazione. La Lazio vorticosa di Baroni, quando gira, fa girare la testa. Una folle centrifuga di movimenti di ruolo che diventano momenti di gioco. L’ariosità della manovra, e le girandole ispirate dalla mobilità del baronismo, portano attaccanti, trequartisti e mezzali a trovarsi nello spazio del centravanti. E’ successo a Cagliari, con Zaccagni spuntato davanti alla porta sarda sul cross di Hysaj. E’ successo contro il Monza: scambio di posti tra Taty trequartista e Pedro vero 9 (gol del 2-0). Lo spagnolo s’è ritrovato davanti a tutti anche nell’azione del 4-0. Era nata da un inserimento di Noslin da ala, più avanti di tutti c’era Tchaouna e Pedro era alle sue spalle. L’olandese ha fatto flipper con il francese, poi il passaggio per Pedrito, autolanciato in porta. Anche Dele-Bashiru, su assist di Rovella, s’è trovato in piena area partendo da dietro, era defilato sulla sinistra quando ha fatto partire la scarica di quel tiro. Scambio di parti, scambio di destini, è sempre più questo il segreto della Lazio da Champions. Nell’ultimo periodo le commutazioni di ruoli non erano riuscite in scioltezza. Il Monza avrà agevolato la fluidità delle azioni, spigliatezza offensiva e disinvoltura nei colpi, ma che divertimento. In primis s’è divertito Baroni a dirigere l’orchestra.

Area piccola, area grande, tutti centravanti, tutti dentro. Da inizio anno i quattro uomini d’attacco hanno stazionato stabilmente davanti alla porta avversaria, il risultato è illustrato da numeri impressionanti: dei 45 gol segnati dalla Lazio in campionato ben 44 sono stati segnati nei famosi ultimi 16 metri (solo Zaccagni da fuori, a giro, a Monza). Praticamente tutti, il 98%. E’ una percentuale da record in Serie A. Milan (95%), Inter (93%), Napoli (90%) e Juve (88%) stanno tutte dietro. I tiri totali dei biancocelesti (sempre dentro l’area) sono stati 218. Baroni ha dei capisaldi per far funzionare la Lazio d’assalto, ormai si conoscono: attacco a difesa schierata, marcature preventive dietro, corse in avanti, riconquista immediata del pallone e arrembaggio.  I movimenti di Castellanos sono ideali per consentire ad ali, trequartisti e mezzali di inserirsi.

Lazio, l’arma in più sulle fasce laterali

«Dobbiamo fare lo step finale», aveva detto Baroni sabato. Sta perfezionando l’orchestra, lavora anche sulla gittata e sulla mira dei cross. La Lazio è la squadra che ne realizza di più in campionato: «Lavoriamo sulla tipologia dei cross». Arma fondamentale quando s’affrontano squadre arroccate o con due linee incollate. A sinistra Zaccagni s’accentra, lascia la rampa libera per gli assalti di Tavares. A destra sta carburando Isaksen, alle spalle c’è Marusic che è il terzino più piantato per caratteristiche. Corriere dello Sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, dinamismo e piglio moderno: così l’attacco ha raddoppiato…

(…) A questo stesso punto del campionato, la squadra guidata da Sarri (al decimo posto) aveva segnato 13 reti (e subite altrettante): oggi, invece, Baroni arriva alla sosta con 25 marcature segnate (e 14 incassate), praticamente il doppio rispetto a un anno fa. Un +12 che fa stropicciare gli occhi ai sostenitori biancocelesti e che pone la Lazio al primo posto in Serie A per incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso torneo. Nessuno ha fatto meglio, nemmeno l’Atalanta di Gasperini (miglior attacco per distacco), passata da 20 a 31 (+11). Un exploit offensivo che è specchio di quanto Baroni abbia rivoluzionato la squadra, che – seppur orfana di giocatori simbolo come Immobile, Luis Alberto e Felipe Anderson – manifesta qualità in ogni palla giocata, trasformandola con il gioco corale in una potenziale occasione da gol.

È una Lazio capace di trovare la porta con una frequenza che non si vedeva dal 2021-22, quando alla stessa giornata i gol segnati erano proprio 25. Un richiamo al passato, ma con un piglio moderno, dinamico e pieno di carattere. E la differenza si vede chiaramente dalla classifica, visto che ora i biancocelesti non sono solo spettatori nella lotta al vertice, ma protagonisti in piena regola, ad appena un punto dalla vetta occupata dal Napoli. Una posizione che con questo distacco minimo dalla testa non occupavano, in questa fase della stagione, dal lontano 2010-11 (ad un punto dal Milan). Il bottino di 25 punti nelle prime 12 giornate non si vedeva poi dal 2017-18, quando si arrivò a quota 28. Corriere dello Sport

Categorie
EUROPA LEAGUE STATISTICHE

Occasioni, legni colpiti, giocatori in doppia cifra: è Lazio europea. I dati confermano…

Lazio-Porto, dati Opta

  • La Lazio è stata in testa nel punteggio per l’80% del tempo giocato nelle partite di questa UEFA Europa League (compreso il recupero) ed è la percentuale più alta rispetto a quella di qualsiasi altra squadra del torneo.
  • Solo il Galatasaray (20) ha avuto più chiare occasioni da rete della Lazio (14) in questa UEFA Europa League. In ben sette di queste i biancocelesti (al pari dell’Ajax) hanno segnato un gol, meglio delle altre squadre del torneo.
  • La Lazio è la formazione che ha colpito più legni (cinque) in questa edizione di Europa League ed è seconda per percentuale realizzativa (21.95%) dietro solo all’Elfsborg nel torneo (26.09%); dall’altro lato, nessuna squadra ha realizzato più reti del Porto a seguito di recuperi offensivi (due, come l’Olympiakos) – entro cioè 40m dalla porta avversaria.
  • La Lazio è l’unica formazione ad avere più di due giocatori con almeno due gol realizzati in questa edizione di UEFA Europa League: tre – Valentín Castellanos, Boulaye Dia e Pedro (tutti due reti); in aggiunta, Valentín Castellanos (uno ogni 69′) è uno dei tre giocatori, insieme a Brennan Johnson (uno ogni 58’) e l’avversario di giornata Samu Omorodion (uno ogni 64′) con la miglior media gol/minuti giocati nel torneo in corso (tra chi ha segnato almeno due reti).

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, sesto attacco dei top 5 campionati europei. E l’argentina convoca Taty

Morale totalmente opposto nella Capitale tra tifosi della Lazio e quelli della Roma. In casa biancocelesti entusiasmo alle stelle per la squadra di Baroni, che sta facendo dell’attacco la sua arma di forza. I 24 gol segnati mettono Castellanos (convocato in Argentina per i match contro Paraguay e Perù) e soci sul podio delle top di A dietro ad Atalanta e Inter. Nel resto d’Europa, nei top 5 campionati, fanno meglio solo Bayern Monaco, Barcellona e PSG.

Categorie
RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Lazio, super attacco: nell’era dei tre punti solo una volta ha fatto meglio…

Battuto anche il Cagliari, altri due gol per la Lazio che ha segnato ventiquattro gol nelle prime undici partite giocate in questa Serie A e a questo punto del torneo ha fatto meglio solo in un’occasione nell’era dei tre punti a vittoria: trentuno nel 2017/18;ventiquattro anche nel 1999/2000 e 2019/2020. Lo riporta il Corriere dello Sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, il gusto di giocare all’attacco: Baroni non cambia

La moltiplicazione dei tiri (71), dei cross su azione (101), dei corner (43), dei gol segnati (9), dei rischi e dei brividi non può portare alla contrazione dei gol subiti (8 in 5 partite) nella Lazio indiavolata plasmata da Marco Baroni. Dopo Firenze ha perso fiducia nel Var, non ha perso il gusto di giocare all’attacco, la sua è un’offensiva tecnica ed emotiva pensata per dare una scossa a squadra e ambiente, per cambiare l’andazzo dell’anno scorso, per risolvere i limiti al tiro, per provare a rovesciare pronostici e percezioni, per ridare consenso alla Lazio e per farle riacquistare una dimensione diversa da quella che ha assunto dopo l’addio dei big. E’ un gioco di possibilità che intriga, ma che comporta scossoni. Baroni lo sa, ha una visione e per adesso non cambierà.

Si è presentato con coraggio smisurato, continua ad essere dell’idea che bisogna credere sempre nel lavoro e difendere le proprie convinzioni, specialmente nei momenti in cui possono sorgere dubbi. «Si va avanti su questa strada. Non sono preoccupato, finché la squadra si adopera per fare due fasi secondo me è la strada giusta», la frase totemica di domenica al Franchi. La formula garba quando si vince, quando si perde i contraccolpi si fanno sentire. A Formello si augurano che a lungo andare la stessa paghi anche a livello difensivo. Non troppo avanti e non sempre è lo slogan che accontenterebbe chi pensa che gli azzardi siano superiori agli effetti in partita e in classifica. I casi arbitrali, è l’input della società, non devono agli effetti in partita e in classifica. I casi arbitrali, è l’input della società, non devono diventare alibi per la squadra. Gestione delle partite ed errori individuali sono sotto la lente del club. Baroni in questi due mesi è stato calamita di rischi, dovrà essere calamita di tensioni (se nasceranno) dimostrandosi impermeabile a tutto. E’ la grande sfida che lo attende. Corriere dello Sport

Categorie
STATISTICHE

La Lazio crea tanto, capitalizza poco: il dato record sui tiri

“Dobbiamo essere più concreti, riuscendo a finalizzare quello che costruiamo”. L’amaro commento di Baroni dopo la frustrante sconfitta di Firenze. I numeri vanno a confortare l’analisi: nei primi 45′ contro i viola i biancocelesti hanno trovato il tiro in 11 circostanze, centrando in 5 casi lo specchio. Si tratta del miglior dato della stagione in corso. Mai le aquile erano riuscite a collezionare questi numeri neppure lo scorso anno in Serie A.