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STATISTICHE

Lazio all’attacco: i numeri confermano e Taty-Dia sorridono

  • Solo la Juventus (10) ha effettuato un maggior numero di tiri in seguito a recuperi offensivi rispetto alla Lazio (nove) nelle prime quattro giornate della Serie A 2024/25.
  • Fiorentina (60.5%) e Lazio (54.8%) sono le due squadre con la percentuale più alta di tiri in porta in questa Serie A; in più, solo la Viola (26) ha centrato lo specchio della porta più spesso dei biancocelesti (23) nel campionato in corso (al pari di Milan e Atalanta).
  • Valentín Castellanos (tre) e Boulaye Dia (due) hanno complessivamente realizzato cinque degli otto gol realizzati dalla Lazio in questo campionato; tra le coppie delle squadre di questa Serie A solo Retegui-Brescianini (sei reti in totale) ha segnato più reti del duo biancoceleste.
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EURO 2024

Olanda, arriva la convocazione per Zirkzee. Tanti gli infortuni per gli Oranje

Joshua Zirkzee parte per Euro 2024. Dopo l’iniziale esclusione, il tecnico della nazionale olandese Koeman ha deciso di chiamare l’attaccante del Bologna.

L’Olanda, oltre ai forfait di De Jong e Koopmeiners, ha perso anche l’attaccante dell’Ajax Brobbey. I convocati possono essere modificati solo in caso di infortunio entro la mezzanotte del giorno prima della gara d’esordio della squadra. La nazionale olandese esordirà domenica 16, ore 15 contro la Polonia. perciò Koeman ha avuto tutto il tempo di tornare sui suoi passi e chiamare Joshua Zirkzee. L’attaccante che nel frattempo si trovava in vacanza a Orlando, negli Stati Uniti.

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CALCIOMERCATO

Napoli, Simeone in uscita: opzione anche per la Lazio?

 Giovanni Simeone, che spesso è stato accostato anche in ottica Lazio visti gli ottimi precedenti con Tudor, è in uscita dal Napoli per il poco spazio avuto a disposizione. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il calciatore argentino interessa particolarmente in Inghilterra e in Spagna, ma la sua potrebbe essere una situazione da monitorare con attenzione. Sia la società, sia il nuovo allenatore Antonio Conte sarebbero disponibili a trattenerlo, ma prima l’attaccante vuole delle garanzie sul minutaggio, altrimenti sarà addio. 

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

Attacco Lazio: “Taty e Ciro riserve per Tudor. Dia non scoglie le riserve, si guarda altrove…” (AUDIO)

Giulio Cardone (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Tudor alla fine della gara con il Sassuolo è stato chiaro, le linee guida le ha date quella sera lì. Ha chiarito che dopo essersi adattato alla rosa, ora vorrebbe che il mercato diventi funzionale ad adattare la squadra al suo calcio. Lui considera, per esempio, Castellanos ed Immobile delle riserve di una punta da trovare sul mercato. Questo non l’ha detto pubblicamente, sarebbe grave accadesse visto che poi il mercato potrebbe andare in una direzione diversa. Un attaccante come Dia è un profilo che può diventare un titolare nella Lazio. Con la Salernitana un accordo è stato trovato, ma il ragazzo non scoglie le riserve, vuole andare in Premier. La Lazio si sta rivolgendo altrove. Dal gruppo Raiola è stato offerto Pinamonti, ma su questo fronte sento freddezza. Ci sono diverse piste che vanno seguite”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Tudor chiede una rivoluzione che la Lazio fatica a mettere in atto” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Il mio pensiero è che è un momento di attesa, molto delicato. Tudor ha illustrato il suo programma nell’incontro di domenica alla Lazio, tra giocatori da comprare ed una vera e propria rivoluzione con elementi da cambiare. La Lazio ha ascoltato e Tudor sta cercando di capire se le sue indicazioni sono stato recepite e possano essere applicate. Il programma è stato fissato, ma non tutto è stato chiarito. Kamada e Luis Alberto troppo situazioni troppo importanti in questo scenario.

La Lazio che ha in mente Tudor è una rivoluzione che il club fa fatica a mettere in atto. Ora si parla di sostituzioni di giocatori che partono, alle uscite corrispondono le entrate, mentre Tudor forza un po’ le cose e spinge per un cambiamento radicale”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Giulio-Cardone-28052024-e2k6qvs

LEGGI ANCHE: Lazio, rifondazione e nodi da sciogliere: serve piena intesa con Tudor per evitare un nuovo cortocircuito

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CALCIOMERCATO

Lazio, da Simeone a Dia, ipotesi per l’attacco del futuro. Ma tutto è legato ad Immobile: rischio stallo in attesa di offerte

Un attacco da rinvigorire, ma con la questione Immobile da decifrare. L’arrivo di un’altra punta è vincolata dalla priorità di definire il futuro del capitano: “Vuole restare, ma nel mercato possono capitare delle situazioni”, diceva due giorni fa l’agente Moggi. Rischio stallo, dunque, in attesa di offerte da valutare. Intanto, questa mattina sulle colonne de ‘Il Tempo’ si leggono nomi papabili per la successione.

Rimane una dolce suggestione di mercato il nome di Giovanni Simeone, che cercherà una squadra capace di garantirgli la titolarità. Secondo Il Tempo, il cholito non sarebbe sbarcato nella Capitale per non creare concorrenza con il capitano biancoceleste, con cui condivide l’agente Alessandro Moggi. Nelle ultime settimane si è parlato tanto anche di Fotis Ioannidis, attaccante del Panathinaioks che ha realizzato già 21 gol in stagione. La Lazio comunque potrebbe virare su un profilo che già conosce il campionato italiano e che non abbia un costo proibitivo: Boulaye Dia. L’attaccante è in rottura totale con la Salernitana e, secondo Il Tempo, sarebbe il nome più concreto. Su di lui sarebbe da battere la concorrenza di Fiorentina e altri club della Liga, campionato in cui ha già militato.

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STATISTICHE

Lazio, attacco sconfortante: il secondo peggiore dell’era dei tre punti

  • Con 37 gol dopo 31 gare giocate in una stagione di Serie A, la Lazio non segnava così poco a questo punto di un massimo campionato dal 2009/10 (27 reti), annata che risulta anche l’unica in cui i biancocelesti hanno fatto peggio di quella attuale – sotto l’aspetto realizzativo – nell’era dei tre punti a vittoria (dal 1994/95).
  • Nel girone di ritorno di questo campionato, Lazio (42) e Salernitana (35) sono due delle quattro squadre di Serie A ad aver tentato meno tiri nello specchio – assieme a Monza (41) ed Empoli (40). Dati Opta
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RASSEGNA STAMPA

Da Immobile a Felipe, la rivoluzione deve ripartire dall’attacco: ma quante questioni in bilico!

A caccia del gol perduto. La rivoluzione, in campo e sul mercato, deve ripartire dall’attacco. Sarri lo ha urlato per un anno, a Tudor è bastata una settimana per capirlo. Ora forse pure la società lo ha compreso, nonostante gennaio sia volato senza un accenno di rimedio. È cambiato il modulo e l’idea di calcio, ma il problema della Lazio è sempre lo stesso. In tre partite, cinque tiri nello specchio, quattro all’esordio vincente contro la Juventus (e la rete di Marusic al 93′), zero nella semifinale di andata in Coppa Italia, appena uno (il tentativo sterile di Castellanos da lontano) nel derby di sabato. Ovvio che così diventa pura utopia rimontare da una situazione di svantaggio anche quando, come dice Lotito, i biancocelesti «avrebbero meritato il pareggio». Immobile sembra al tramonto, da 10 gare a digiuno, come non gli era mai successo dal suo sbarco nel 2016 a Formello. Al momento il Taty non garantisce sotto porta il suo vecchio fiuto. Che Ciro resti o meno, a giugno andrà trovato un bomber vero (Ioannidis piace, ma è affidabile il campionato greco?), cogliendo magari occasioni importanti (vedi Simeone e Dia) a costo contenuto. Non va però sostituito solo il centravanti, servono comunque i rifornimenti alle spalle e altri gol.

INTRIGO BIANCONERO

Non c’è più il 4-3-3, avanti col 3-4-2-1. Dopo i primi esperimenti, tutti gli esterni e i trequartisti sono in bilico. Bisognerà trovare un accordo per l’uscita di Pedro, dal momento che alla 25esima presenza è scattata l’opzione per un altro anno. Non è un caso che la società continui a tergiversare sul rinnovo di Felipe Anderson: l’incontro è slittato per la terza volta a questa settimana, ma il brasiliano potrà restare solo se accetterà tre milioni (bonus compresi, al massimo) e rinuncerà alla Juventus a parametro zero. Ieri si erano diffuse voci di un accordo definitivo con i bianconeri (di massima, c’è da novembre, quando nessuno sapeva nulla e lo avevamo svelato), ma la sorella-manager Juliana smentisce di averlo trovato anche nell’ultima trasferta a Torino e comunque la vera novità sarebbe un contratto preliminare (che non c’è) depositato. Giuntoli segue anche Zaccagni, da un anno in attesa di un robusto adeguamento: è in scadenza nel 2025 e, senza gli introiti di una qualificazione europea, sarebbe uno dei pochi sacrificabili da cui la Lazio potrebbe trarre un gruzzoletto per fare un mercato serio. Sabato Tudor ha sostituito Isaksen dopo un tempo, ma è difficile che la società bocci il giovane prospetto dopo un anno, a meno che non arrivino offerte al rialzo. Da Empoli rientrerà Cancellieri dal prestito: Igor lo ha avuto a Verona, lo stimava e potrebbe rilanciarlo.

OPERAZIONE SVECCHIAMENTO

Il duplice obiettivo biancoceleste sarà svecchiare la rosa e garantire al nuovo tecnico rinforzi più adatti al suo gioco. Si è già capito che Luis Alberto non può essere trequartista nemmeno nel nuovo corso. Tudor ha rilanciato Kamada in quel ruolo, ma lo preferisce a centrocampo ed è comunque difficile che il giapponese eserciti l’opzione biennale (a suo favore) a campionato finito. Igor riabbraccerebbe volentieri Barak, in uscita dalla Fiorentina per 10 milioni già dallo scorso inverno. I 29 anni non pendono a favore del ceco, ma il costo dei baby talenti è lievitato. Sarri aveva chiesto Ferguson, Colpani e Gudmundsson. Profili che potrebbero piacere pure a Tudor, ma la Lazio ha già sondato il terreno (anche per Carboni col Monza) e ha capito di dover rivolgere le mire all’estero. A gennaio il ds Fabiani si era visto respingere le proposte da 16 e 12 milioni dalla Championship per Clarke del Sunderland e Whittaker del Plymouth. L’estate deve riportare i gol. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Tudor prepara una Lazio d’assalto: 3-4-2-1 e fase offensiva con sette giocatori

Correre verso la porta, tamponando, sgomitando. Può essere un’immagine che sintetizza l’idea di Lazio che ha Tudor. Una Lazio d’assalto, con il giusto equilibrio. Il traguardo è segnare di più. Sarri quest’anno non ci è riuscito, si dannava l’anima: «Eppure facciamo le stesse type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identiche cose dell’anno scorso»Tudor riparte dalle carenze in zona offensiva. Con Verona e Marsiglia la media-gol si era attestata a 1,8 a partita. In conferenza non ha voluto dare tracce di modulo e schemi: «Difesa a 3? Magari 3 e mezzo», è l’unica concessione che ha offerto. Sarà il campo a delineare con precisione le sue intenzioni, dalla Juve in poi. Ma alla squadra fin dai primi giorni ha chiarito che si giocherà “uomo su uomo”, che la costruzione sarà a 3, che in attacco vuole sempre 7 uomini, è un concetto che sta ripetendo continuamente in allenamento e non deroga. Il conto dei 7 uomini parte dal centravanti, prosegue con i due trequartisti del 3-4-2-1. A loro devono aggiungersi tre centrocampisti su quattro e un difensore, il braccetto di destra o di sinistra. In fase di ripiegamento invece – spiega il Corriere dello Sport – il concetto che Tudor ha trasmesso è che dovrà sistemarsi con il 4-4-1-1, è una mossa di sarriana memoria. Anche la sua Lazio si difendeva schierandosi su due linee a 4, aiutata dagli attaccanti. Tudor non stravolgerà tutto, questo l’ha chiarito, confermerà una parte dell’organizzazione difensiva magistrale creata da Sarri.

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STATISTICHE

Lazio innocua, un tiro nello specchio (su rigore) nelle ultime tre gare. Altro che “inutile intervenire sul mercato”…

La Lazio non tira più in porta, è inerme, innocua, inoffensiva. E c’è un dato esemplificativo che trasforma in evidenze le percezioni: prima del secondo tempo di ieri, in cui Immobile ha guadagnato e trasformato un rigore, la squadra di Sarri non aveva calciato nello specchio nei precedenti 5 tempi consecutivi. Due contro l’Inter in Supercoppa, due contro il Napoli all’Olimpico (per la Lega è un tiro il tacco di Castellanos respinto ben prima della linea) e il primo ieri a Bergamo con l’Atalanta.

Ed ovviamente sarebbe stata necessario anche la reazione di un club che, recepito il problema, potesse agire di conseguenza sul mercato di riparazione. Lo sottolinea questa mattina ‘La Repubblica’: “Il quesito era, è stata giusta la scelta a rischio della Lazio, quella di non fare mercato? La prima risposta, a Bergamo contro un’Atalanta in gran forma, è stata sconfortante: il 3-1 sta addirittura stretto a Gasperini. Il segnale arrivato ieri è chiaro: l’attacco andava rinforzato, soprattutto il reparto degli esterni offensivi. Senza Zaccagni non si punge, non si tira: 12 gol nelle ultime 12 partite sono decisamente pochi”.