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RASSEGNA STAMPA

Lazio, attacco prevedibile e problema Zaccagni

La Lazio, reduce dal pari casalingo di domenica contro il Napoli, mantiene la sua scia positiva di risultati in campionato ma continua a fare fatica a segnare. I biancocelesti, come evidenzia La Repubblica, sono infatti undicesimi per gol realizzati, addirittura diciassettesimi per tiri effettuati. La Lazio di Sarri in fase offensiva è diventata innocua. Segna con il contagocce e non crea azioni pericolose. “I numeri non mentono, questa è la situazione più critica, un problema da risolvere”, ha ammesso Martusciello, il vice di Sarri, dopo il pari col Napoli senza tiri in porta. “La questione – ha aggiunto – è legata principalmente alle caratteristiche individuali dei giocatori. Se riusciamo a sbloccare alcuni processi mentali, le prestazioni potranno essere migliori”.

Castellanos ha segnato appena due reti in 25 presenze, di cui 12 da titolare, e 1.150 minuti totali; stesso bottino per Felipe Anderson, mentre Isaksen è fermo a una rete; Immobile deve ritrovare la forma, Pedro è in crisi e Zaccagni non riesce ancora ad allenarsi per le fitte sotto il piede infortunato: non ci sono lesioni per l’esterno azzurro, ma è molto difficile che riesca a rientrare domenica a Bergamo, nello scontro diretto contro l’Atalanta. Assenza che pesa.

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APPROFONDIMENTI

Difesa ok, attacco flop: la Lazio di Sarri fra pregi e difetti

Tanta attenzione in difesa, attacco piatto: il punto sul gioco della Lazio


Dello 0-0 contro il Napoli, la Lazio di Maurizio Sarri si porta a casa dati e indicazioni utili. Insomma, si può tirare una prima somma complessiva di questa stagione. La gara dell’Olimpico contro i ragazzi di Mazzarri ha dimostrato ancora una volta il grande spirito di sacrificio e l’attenzione in difesa di un reparto arretrato della Lazio che non ha concesso, a Politano e compagni, neanche un tiro nello specchio nell’arco dei novanta minuti. E non è una prestazione isolata. Nelle ultime 5 partite, Superacoppa esclusa, i biancocelesti hanno subito solo 2 reti (contro Frosinone e Udinese) concedendo il tiro in porta agli avversari solo in 9 occasioni. Se il dato si estende a inizio dicembre, in 12 incontri il reparto arretrato biancoceleste è stato bucato appena 7 volte.


Il blocco difensivo che ha visto, a rotazione, impiegati Romagnoli, Gila e Patric ha funzionato bene. Sarri sta ritrovando le proprie geometrie difensive ed un’organizzazione tattica nella propria metà campo che era stata chiave nella passata stagione. A riprova dell’andamento più che positivo nella difesa della Lazio, il ruolo di quarta difesa del campionato con 20 gol subiti, alle spalle solo di Inter (10), Juventus (13) e Torino (19).

Dall’attacco solo 13 reti, Immobile top scorer con 4 centri

Risulta. invece, più problematica la situazione del reparto avanzato. I biancocelesti hanno appena l’undicesimo attacco del campionato, avendo segnato 24 reti nel corso di queste prime 21 partite disputate in Serie A. L’attacco di Sarri fino ad ora ha faticato a mettersi in modo ed i numeri degli attaccanti fino ad ora stanno lasciando a desiderare. Gli attaccanti biancocelesti hanno segnato appena 13 reti, con Immobile ancora capocannoniere di squadra con all’attivo 4 gol; solo 2 invece per Felipe Anderson e Taty. Troppa poca, insomma, la produzione offensiva dimostrata fino ad ora. Certo, è un dato sul quale influiscono anche i 10 fra pali e traverse colpiti, che in più di un’occasione avrebbero fatto comodo al risultato. Non sia, però, una giustificazione per la scarsa incisività sotto porta dimostrata fino ad ora. Soprattutto da fuori area, infatti, fino ad ora non sono arrivati grandi risultati: outside-the-box gli uomini di Sarri fanno segnare appena 2 gol su 91 tentativi provati questa stagione.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Corino: “Singoli prevedibili e con poca iniziativa. Con il compitino tattico non si sorprendono gli avversari” (AUDIO)

GIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Singoli e compitino”

“Onestamente dalla Lazio contro il Napoli mi aspettavo qualcosa di più, anche se capisco le difficoltà della partita. La squadra di Mazzarri, in virtù delle assenze, è venuto a Roma con il chiaro intento di non subire, ma dal reparto offensivo biancoceleste mi aspettavo altro. Queste difficoltà dipendono dai singoli, dall’assenza di Zaccagni, ma anche dal piano partita accorto ed equilibrato. Vedo un Luis Alberto non al massimo della condizione ed un Felipe Anderson che fatica a saltare l’uomo. A volte, però, oltre alla giocata dei singoli, se vuoi sorprendere l’avversario devi aumentare la velocità della manovra. Si riempie poco l’area di rigore con i centrocampisti, ma serve comunque un’intensità diversa che non permetta agli avversari di riorganizzarsi.

Sono gli attaccanti che devono mettere pressione agli avversari, centrocampisti ed attaccanti, poi, devono recuperare il pallone per attaccare subito la profondità. La sensazione è che si faccia il compitino, poi però deve uscire fuori la lettura e la bravura del singolo. La Lazio ha un evidente organizzazione di gioco, ma qualche giocatore deve trovare la giocata anche fuori dagli schemi. Ieri mi sembrava più Provedel a verticalizzare che i centrocampisti. A volte serve anche l’improvvisazione che faccia saltare l’aspetto tattico.

Nonostante le assenze, il Napoli è sceso in campo con una buona squadra, in campo c’erano tanti nazionali. Non è questo, però, il discorso, ricordo che all’andata la Lazio ha battuto un avversario che aveva tutti i titolari in campo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri spera in Zaccagni: con l’Atalanta possibile ritorno

Immobile non è tornato al top in Supercoppa, si spera che gli ultimi 10 giorni siano serviti per un nuovo rodaggio. Pedro non riesce più a esprimersi come un tempo, Zaccagni è ancora ai box per un maledetto alluce gonfio. Mattia dovrebbe farcela per Bergamo, è andato addirittura alle terme della Ficoncella per accelerare il recupero. Una dottoressa si aggirava per l’hotel Hilton a Riad, proponendo a Zaccagni e altri giocatori, cure alternative per guarire prima da ogni malanno. La squadra l’aveva soprannominata la “maga” per questo. Ai box c’è anche Patric, fermo per una sublussasione alla spalla e quasi out anche per la prossima sfida con l’Atalanta in campionato. Oggi previsto l’allenamento di scarico a Formello. Non ci sarà Sarri, impegnato per la riunione degli allenatori a Coverciano. Domani riposo, appuntamento a mercoledì nel centro sportivo per fare il punto. Lo riporta Il Messaggero

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INFERMERIA

Lazio, attacco in emergenza: urge il ritorno del Taty, oggi esami per il via libera

Ieri ha continuato ad allenarsi in modo differenziato, Castellanos. Oggi, nel giorno libero concesso da Sarri alla squadra, andrà in Paideia per sottoporsi agli accertamenti: se dovesse arrivare il via libera, da domani il Taty tornerebbe in gruppo. Sarri per la sua lesione aveva parlato di 10 giorni ai box dal derby di Coppa, a livello di tempistiche quindi ci siamo. Non è folle ipotizzare un referto positivo dei medici. La presenza di Castellanos con il Napoli poi è fondamentale perché mancheranno già Immobile e Zaccagni per squalifica.

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Lazio, è caccia ad un’ala in prestito: tutti i nomi sondati

La Lazio cerca un’ala

Come riporta il Corriere dello Sport, la Lazio cerca un’ala a buon mercato. Il reparto offensivo della Lazio è al quart’ultimo posto in Serie A per tiri totali (226, 70 nello specchio), ma i numeri contro l’Inter sono stati ancor più allarmanti: i tiri nello specchio sono stati zero. Quando si parla di ala a buon mercato si intende un’ala in prestito con diritto di riscatto, più che obbligo, ma a gennaio queste operazioni sono complicate. Lotito, Fabiani e Sarri sono rientrati in Italia irritati dall’atteggiamento della squadra e in questi giorni dovranno decidere come muoversi sul mercato.

E’ stato smentito il nome di El Ghazi, svincolato dal Mainz. In estate Sarri aveva pensato a Gil del Tottenham: il calciatore è di nuovo a un passo dall’addio avendo giocato solo due volte dal primo minuto e vuole cambiare aria a gennaio. Il Tottenham potrebbe concedere il diritto di riscatto per il 22enne (23 a febbraio); era stato pagato 25 milioni più il cartellino di Lamela, quest’anno ha iniziato con un infortunio, da cui si è ripreso, ma dopo il quale non ha avuto molte occasioni.

Un’altra candidatura è quella di Ikoné della Fiorentina. La viola ha blindato l’esterno e, a meno che non arrivi un’offerta da almeno 10 milioni, non lo lascerà partire. Un paio di mesi fa era uscito il nome di Gnonto, che vuole tornare in Italia, mentre sempre attuale è quello di Rafa Silva. Sarri ne parla da un anno, è in scadenza a giugno, ha 31 anni e il Benfica non vuole farlo partire gratuitamente. Piace ancora Oscar Bobb del City.

Se non si troverà l’ala giusta si metterà in atto il piano B, ovvero la promozione di Sanà dalla Primavera e l’acquisto di una mezz’ala

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APPROFONDIMENTI

In Europa come in Italia, la Lazio crea ma spara a salve: psicosi attacco

Niente impresa. La Lazio non riesce a sbancare Madrid, dove l’Atletico ha raggiunto il record di 20 vittorie consecutive, e non centra il primo posto nel girone: finisce 2-0 per gli uomini di Simeone. Rimane da incubo il rendimento in trasferta in Champions per la Lazio, che ha vinto solo 2 delle ultime 18 gare lontano dall’Olimpico. Sarri comunque si deve ‘accontentare’, per modo di dire, del secondo posto, già ottenuto con una giornata d’anticipo: lunedì a Nyon sarà durissima e l’impresa servirà negli ottavi contro una big del calcio internazionale.

Al di là del risultato finale, la prestazione non è stata troppo disastrosa. Neanche molto positivo, sia chiaro. Male i due approcci a inizio gara e a inizio ripresa, con i due gol presi nei primi 7 minuti dopo il fischio dell’arbitro. E soprattutto, ormai questa è una costante, bocciata la Lazio negli ultimi 25 metri. Nel primo tempo almeno 4 volte la Lazio aveva la possibilità di far male all’Atletico ma non solo non ha segnato, non ha neanche mai tirato nello specchio della porta: clamorosa l’occasione di Zaccagni. Questo è il grande problema di quest’anno della squadra di Sarri, anche in campionato, dove ha perso la vena realizzativa del passato: 16 gol fatti in 15 giornate di A, solo 6 squadre hanno fatto peggio in campionato. Si è interrotta anche la striscia di 13 partite di Champions consecutive con almeno un gol segnato. Lo smalto in area avversaria lo dovrà ritrovare al più presto la Lazio, che domenica ospiterà all’Olimpico l’Inter dell’ex Inzaghi. È l’ennesima occasione per tornare davvero in corsa per il 4° posto. Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Produzione offensiva e arbitri, due problemi del campionato Lazio. Ecco perché la società non interviene…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Arbitri, il club non vuole dare alibi”

La partita di Verona è stata la sintesi del campionato della Lazio. C’era tutto, l’incapacità di chiudere le partite in particolare. Abbiamo visto un possesso palla un po’ sterile e poi finisce di attaccare. In generale non è nel DNA della Lazio di Sarri gestire le partite, nel calcio poi ci sta che ci sia un episodio sfortunato che rovina tutto. Direi che nel calderone c’è anche un fattore arbitrale che non sta contribuendo. Alla fine, incredibilmente la squadra è ancora a quattro punti dal quarto posto. La matematica dice questo, è giusto sottolineare che la Lazio debba ancora fare tutto il possibile per recuperare posizioni.

Restando sugli arbitri, quello che è accaduto al Bentegodi mi è sembrato troppo. Il gol di Casale poteva non essere revocato dal VAR, Duda andava espulso prima, così come Gyomber doveva essere espulso a Salerno. Mi hanno spiegato che il club da questo punto di vista ha scelto di mantenere un profilo dialettico basso per non dare ulteriori alibi alla squadra che queste partite doveva vincerle a priori. C’è stato un periodo in cui la Lazio ha combattuto questa situazione, ora c’è un altro tipo di scelta comunicativa. Quella della Roma è rimasta type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identica, ed è una strategia che rende. Chiaro che questo non è il primo problema della stagione della Lazio, il primo è certamente la produzione offensiva che latita.

Per quanto riguarda l’attacco, sarri ripete spesso che è la vecchia guardia che non sta rendendo come lo scorso anno. Luis Alberto in particolare, sono dieci partite che non sta rendendo come nell’avvio di stagione. Due di queste non le ha giocate, è chiaro che c’è stato anche un calo fisica. Lui fa la mezzala a tutto campo, secondo me dovrebbe fare il numero dieci vero, occupandosi principalmente a rifornire il reparto offensivo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, che fatica a segnare: c’è un dato emblematico

Come riportato dal Corriere della Sera, nelle 15 partite fin qui disputate in campionato ben 11 volte la squadra di Sarri ha segnato al massimo un gol. Ne ha realizzati di più in appena 4 occasioni:Napoli, Atalanta, Torino e Sassuolo. E solo contro le ultime 2 i biancocelesti hanno vinto con più di un gol di vantaggio.

Di fatto, quindi, la Lazio le partite quest’anno non le chiude mai. Basti pensare che, allo stesso turno del campionato, un anno fa, la squadra aveva segnato 2 o più gol in 7 gare su 15 (e in 6 occasioni aveva vinto con più di una rete di vantaggio), nel 2021-22 aveva invece colpito gli avversari almeno 2 volte in 8 occasioni (il doppio rispetto a ora), battendole per 4 volte con più di un gol di scarto. E c’è di più: in tutta la gestione del presidente Lotito solo con Ballardini la squadra faticava maggiormente a segnare almeno 2 volte in una stessa gara (ci riuscì appena una volta nel 2009-10).

In questo campionato i biancocelesti sono rimasti a secco di reti in 4 partite, tante quante quelle nelle quali ha trovato il raddoppio.

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STATISTICHE

Lazio, attacco scuotiti: non segna su azione in campionato da ottobre

Come riportato dal Corriere della Sera, la Lazio non segna su azione in campionato da 415 minuti, con all’attivo solo 2 rigori di Immobile nelle ultime 4 partite (contro Fiorentina e Salernitana). L’ultimo gol su azione è stato uno scavetto di Luis Alberto il 21 ottobre, chiudendo il 2-0 contro il Sassuolo. Un digiuno simile non si verificava dal 2015, quando la squadra di Pioli rimase a secco per 444 minuti tra un sinistro di Kishna contro il Milan il 1° novembre e un colpo di testa di Matri contro la Sampdoria il 14 dicembre, realizzando solo un gol su rigore con Candreva contro il Palermo.