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Lazio, problema attacco anche con il Taty: il dato dell’era Lotito

La Lazio fatica ad andare in gol: numeri così non si registravano da tempo.

La Lazio non segna e questo limite è ancora più evidente ora con l’assenza di Castellanos. Tuttavia anche con il Taty i numeri non sorridevano. Come riporta il Corriere della Sera, nelle prime sei partite, infatti, i biancocelesti sono rimasti a secco di gol in tre occasioni (contro Como, Sassuolo e Roma). Nelle cinque gare successive è accaduto altre tre volte (Atalanta, Pisa e Inter). La media gol si è abbassata (da 1,6 reti a partita col Taty a disposizione a quella di 0,6 in sua assenza), ma nelle ultime giornate la Lazio ha affrontato Atalanta, Juventus e Inter. Il calo può quindi essere legato anche al valore degli avversari incontrati.

Mai in tutta l’era Lotito, conclude il quotidiano, la Lazio, dopo 11 giornate, era rimasta senza segnare in sei gare. Di più: da quando, nel 1988, i biancocelesti sono tornati in A, non sono mai rimasti a secco in più di sei incontri su 11 (solo nel 2001-02 fecero altrettanto male).

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Lazio, sesta partita su 11 senza segnare: i numeri dell’attacco biancoceleste

Attacco poco concreto, ai biancocelesti manca il gol.

La Lazio ha finito la sesta partita su 11 senza segnare. Ieri, evidenzia il Corriere della Sera, ancora una volta, sono emersi i limiti di Dia, che, non sostenuto dal centrocampo, non riesce a fare reparto da solo. L’attaccante africano ha faticato a tenere palla e ha terminato la partita (al 65’, quando ha fatto spazio a Pedro) senza mai riuscire nemmeno a calciare verso la porta avversaria.

Sia Noslin che Pedro, si legge, in appena 25 minuti, in tal senso hanno fatto più di lui. A gennaio la squadra avrebbe bisogno di innesti sia a centrocampo che in attacco, al netto del recupero di Castellanos che già dopo la sosta dovrebbe tornare a disposizione.

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Lazio, pochi tiri ma efficaci: il dato dell’attacco biancoceleste

La squadra di Sarri è quattordicesima per tiri.

La Lazio è spietata, riporta Il Messaggero: ogni 11,7 tentativi, centra il bersaglio. E pensare come spesso prevalgano i rimpianti per le reti sbagliate, e altrettante vittorie sfumate, in queste prime dieci giornate di campionato. C’è un dato che testimonia l’esatto contrario. È vero che l’attacco è stitico e talvolta il grilletto s’inceppa, ma quando spara non lascia scampo quasi a nessuno. I biancocelesti sono quattordicesimi per tiri (153) in Serie A, ma sono anche al terzo posto (dietro Inter e Cremonese) nel rapporto con i gol realizzati (13) ovvero l’8,5%. La concretezza sta rimpiazzando lo spettacolo, in assenza di impulsi di qualità dal mercato bloccato.

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Lazio, il bottino dell’attacco è insufficiente: i numeri

Il problema davanti è evidente ed anche il tecnico dopo la sfida di Pisa lo ha evidenziato.

Sarri ha sistemato la fase difensiva, per quella offensiva c’è ancora da attendere. Ammesso sempre che gli interpreti d’attacco riescano ad incidere. Come evidenzia il Corriere dello Sport, Dia che non è riuscito a sbloccarsi, è il simbolo delle difficoltà offensive della Lazio. Isaksen, alla seconda consecutiva da titolare e fiacco dopo le fatiche contro la Juve, non era riuscito a sfruttare le chance capitategli sul sinistro. La più clamorosa quella sull’assist di Zaccagni, era stata un’azione tutta in verticale. Nuove riflessioni scatteranno nel weekend per la preparazione al monday night con il Cagliari.

Il bottino dell’attacco finora è insufficiente, non c’è dubbio: 11 gol realizzati in 9 turni, troppo pochi soprattutto pensando che sono arrivati tutti in 4 match (4 al Verona, 3 al Genoa, 3 al Torino e 1 alla Juventus). Cinque gare all’asciutto.

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Lazio, la difesa ok ma l’attacco non va. Mai accaduto nell’era Lotito: il dato

Tre clean sheet fino ad ora ma pochi gol: i numeri.

Un avvio complicato di stagione per la Lazio che sta trovando nella difesa un buon punto di forza per ripartire; i numeri in attacco invece preoccupano. Come riporta Il Messaggero, la difesa è di nuovo la forza biancoceleste, ma fa da contraltare l’attacco. I biancocelesti hanno concluso senza segnare quattro delle prime sette giornate di questo campionato, novità dell’era Lotito: non succedeva dal 2001/02 (cinque in quel caso) e, più in generale, solamente nello stesso 2001/02 (cinque) e nel 1993/94 (cinque) erano rimasti a secco di reti in più incontri a questo punto del torneo.

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Lazio, la certezza in attacco è Pedro: secondo big match da titolare per lui

A Bergamo con lo spagnolo dal 1′: Sarri si affida ad una delle sue certezze.

Contro l’Atalanta il tecnico biancoceleste spera di recuperare alcuni giocatori, affidandosi poi alle certezze. In attacco, sottolinea il Corriere della Sera, c’è invece Pedro. Per ora lo spagnolo ha sempre giocato, ma solo con la Roma e con il Torino lo ha fatto dal primo minuto. Con l’Atalanta toccherà a ancora lui. Con Zaccagni non in buone condizioni e probabilmente indisponibile e Dia ancora dolorante alla caviglia, la certezza in attacco è Pedro. Sarri punta con decisione su di lui, ma chiede uno sforzo a tutta la squadra.

Il tecnico, conclude il quotidiano, vuole che la squadra mostri una reazione, anche nell’atteggiamento, facendosi vedere unita. A guidare il gruppo sarà Pedro, l’uomo al quale aggrapparsi per non sentire lamentele, preoccupazioni o malumori. Dopo averlo lanciato dall’inizio contro la Roma, ora il tecnico si affida di nuovo a lui nel secondo big match della stagione.

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Lazio, tridente confermato per Sarri al Mapei

La Lazio non abbandona il 4-3-3. Domenica al Mapei Stadium contro il Sassuolo, Maurizio Sarri riproporrà il tridente offensivo, puntando ancora sulla soluzione a tre punte. Dopo la battuta d’arresto di Como, i dubbi erano emersi, ma la vittoria convincente sull’Hellas Verona ha restituito fiducia al tecnico e alla squadra, rafforzando la convinzione nell’efficacia del modulo. A convincere è stato soprattutto il ritorno al gol di Castellanos, Zaccagni e Dia, che hanno dato nuove garanzie sul fronte offensivo.

L’obiettivo ora è far crescere la padronanza dei singoli negli schemi, aumentando fluidità e produzione sotto porta. Come riporta la Gazzetta dello Sport, sarà ancora Castellanos a guidare l’attacco dal centro: contro il Verona ha dimostrato quanto possa essere prezioso nel gioco di squadra, oltre che in fase realizzativa. Al suo fianco, Mattia Zaccagni, tornato al gol davanti al pubblico dell’Olimpico dopo nove mesi di attesa. Per lui, contro il Sassuolo, ci sarà una doppia sfida: confermare la crescita e colpire ancora una delle sue vittime preferite, a cui ha segnato più volte in carriera. A completare il reparto ci sarà Cancellieri, in attesa del pieno recupero di Isaksen.

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Lazio, lo stallo del gol: serve uno scatto di determinazione per sopperire alla mancanza di qualità

La Lazio esce frastornata dalla sfida del Sinigaglia contro il Como. Tramortita dai colpi di una formazione, quella di Fabregas, in stato di grazia e con una qualità sopraffina. Ma c’è un dato, relativo ai gol, che preoccupa molto e che non accadeva dal 2021.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, la Lazio non perdeva due partite di fila a zero dal 2021 (Lecce e Como). L’attacco biancoceleste è in sofferenza; si fa fatica a produrre azioni da gol e si fa ancora più fatica a farli. Castellanos non incide, Dia entra ed è sostanzialmente evanescente, Noslin tenuto fuori dalle rotazioni a Como e Pedro che con i suoi 38 anni non può toglierti ogni volte le castagne dal fuoco.

Serve capire la lezione, farne tesoro, rimettere i remi in acqua e tornare a remare più forti di prima. Alle porte c’è l’Hellas Verona, una sfida da non fallire. L’Olimpico sarà il dodicesimo uomo in campo, gli oltre 29mila abbonati vanno ripagati di tutto l’affetto e l’amore dimostrati. Serve uno scatto di orgoglio: dove non arriva la qualità, serve grinta e determinazione.

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AMICHEVOLI

Fenerbahçe-Lazio 1-0: errore di Guendo, i turchi ne approfittano. L’attacco biancoceleste non crea pericoli

Finisce 1-0 per il Fenerbahçe la terza amichevole estiva dei biancocelesti: in gol Kahveci al 60′.

PRIMO TEMPO

Sarri cambia ancora rispetto alle due formazioni viste titolari nelle precedenti amichevoli estive, rispettivamente contro la Primavera biancoceleste e l’Avellino. In Turchia Provedel si riprende i pali; in difesa spazio a Lazzari, Gila, Provstgaard e Tavares; in messo al campo Guendouzi, Rovella e Dele-Bashiru; davanti Cancellieri, Castellanos e Zaccagni.

Clima incandescente allo stadio di Istanbul dove il pubblico di casa si fa sentire fin dal fischio iniziale. I biancocelesti provano a farsi vedere ma nella prima frazione di gioco il dominio è prevalentemente del Fenerbahçe, con i turchi che sono anche più avanti dal punto di vista della condizione atletica visto che mercoledì avranno i preliminari di Champions e il 9 agosto cominceranno il campionato. Scintille pure in campo, prima tra tra Cancellieri e Archie Brown, poi si uniscono Castellanos e il resto dei calciatori: interviene l’arbitro che prova a riportare ordine ma diverse sono state le interruzioni di gioco nei primi 45 minuti, che si concludono con un colpo di testa pericoloso dei turchi che finisce di poco fuori.

SECONDO TEMPO

All’intervallo Sarri ne cambia quattro: fuori Provstgaard, Rovella, Dele-Bashiru e Lazzari, dentro Romagnoli, Cataldi, Vecino e Marusic. La Lazio riparte senza creare grossi pericoli e al 60′ un errore di Guendouzi, pressato, porta al vantaggio degli avversari: Kahveci sblocca la gara. Passa un minuto e Sarri ne cambia altri quattro: fuori Provedel, Castellanos, Cancellieri e Zaccagni, dentro Mandas, Dia, Pedro e Noslin. Pochi minuti e out anche Tavares, Guendouzi e Gila, dentro Pellegrini, Belahyane e Hysaj. Alla Lazio manca il cambio di passo, in attacco non riesce a concretizzare: finisce quindi con un ko la terza amichevole estiva dei biancocelesti.

IL TABELLINO:

Fenerbahçe Ülker Stadium, Istanbul (TR)

FENERBAHCE – LAZIO 1-0

Marcatori: 60′ Kahveci (F)

FENERBAHCE (4-2-3-1): Egribayat; Muldur (83′ Levent), Akcicek (72′ Caglar), Oosterwolde, Brown (83′ Djiku); Elmaz (57′ Amrabat), Santos;  Szymanski, Kahveci (73′ Under), Aydin (57′ Efe); Duran (57′ En-Nesyri,) . A disp.: Livakovic, Tarik, Mimovic, Carlos, Cenk. All.: Mourinho.

LAZIO (4-3-3): Provedel (61′ Mandas); Lazzari (46′ Marusic), Gila (67′ Hysaj), Provstgaard (46′ Romagnoli), Nuno Tavares (67′ Pellegrini); Guendouzi (67′ Belahyane), Rovella (46′ Cataldi), Dele-Bashiru (46′ Vecino); Cancellieri (61′ Pedro), Castellanos (61′ Dia), Zaccagni (61′ Noslin). A disp.:, Furlanetto, Ruggeri, Basic, Pinelli, Pedro, Sana Fernandes. All.: Sarri.

Arbitro: Zorbay Küçük; Assistenti: Esat Sancaktar – Deniz Caner Özaral; IV ufficiale: İlker Yasin Avcı

NOTE. Ammoniti: 45′ Zaccagni (L)

Recupero: 2′ p.t; 3′ s.t.

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Lazio, con Sarri squadra solida ma senza cinismo davanti: i numeri dell’attacco

Priorità alla difesa ma anche l’attacco va rivisto: manca il centravanti puro nella Lazio di Sarri.

Il Sarrismo porta con sè l’attenzione massima alla fase difensiva e la Lazio con Sarri ha registrato numeri importanti sotto questo punto di vista; ciò che spaventa quest’anno sono i gol da fare, considerando che nell’ultima esperienza del Comandante a Roma c’era ancora bomber Immobile e anche la fantasia di Luis Alberto e Felipe Anderson.

Nell’ultima annata con il tecnico toscano (2023-24, seppur solo fino a marzo), il giocatore ad aver calciato più volte di tutti nello specchio della porta degli avversari è stato Ciro Immobile (23 conclusioni): fu solo 24esimo nella classifica generale. Dopo di lui, riprota il Corriere della Sera, il primo fra i biancocelesti fu Castellanos (36esimo), poi addirittura Luis Alberto (57esimo). Nei primi 70 ad aver calciato di più in porta la Lazio aveva piazzato solo tre giocatori.

Ora la squadra rischia di essere priva di fantasia e poco cinica, perdendo anche la mentalità offensiva tipica di Baroni. Il precedente allenatore aveva sopperito ai limiti della rosa creando un gioco esclusivamente d’attacco. Con Sarri, si legge, la Lazio sarà molto più solida e attenta alla fase difensiva (vera pecca dell’anno scorso), ma rispetto al passato il Comandante non potrà fare affidamento sulla qualità e sul cinismo dei vari Luis Alberto, Immobile e Milinkovic.