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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, un turnover continuo. Certi presidenti devono ricordarsi…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Rispetto ad Amburgo, contro la squadra di Vanoli Torino ci saranno molti giocatori che hanno riposato. Un nuovo turnover ma con i titolari, senza dimenticare poi la gara di Europa League con il Nizza, quando vedremo nuovi cambiamenti.

A destra Baroni punta più su Isaksen che su Tchouna per questione di natura tattica. Garantisce movimenti e coperture ancora superiori rispetto all’ex Salernitana. Ha volte di fa trovare fuori posizione, creando dei problemi alla fase difensiva.

Il Torino ha avuto nel corso di tanti anni una squadra che resterà per sempre nella storia del calcio. Quella storia va onorata creando delle squadre che non sia condannate all’anonimato. Hanno ragione i tifosi granata a pretenderlo, anche se ora c’è stata una bella partenza. Certi presidenti dovrebbero ricordarsi che non sono i proprietari assoluti dei propri club, ma anche custodi di storia, tradizione e dei tifosi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “A Torino ci sarà anche Patric. Baroni preferisce Isaksen a Tchaouna, ma…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio è sempre molto fortunata (ride, ndr), va a giocare contro il miglior Torino degli ultimi 30 anni in casa propria con lo stadio pieno. Credo che la Lazio si farà trovare pronta, le condizioni sono buone e ci sarà anche Patric dopo il problema accusato ad Amburgo contro la Dinamo Kiev.

Rispetto alla scelte di Baroni, non credo che rinuncerà a Rovella. Penso giocherà quella che si può considerare la formazione titolare. La squadra che abbiamo visto con l’Hellas per intenderci, con Dia-Taty in avanti.

L’unica cosa che rimprovero a Baroni in Europa, è quella di aver sostituito molto presto Tchaouna. In quel momento mi sembrava stesse decollando. Lui preferisce Isaksen, mi auguro abbia ragione. Secondo me potenzialmente non c’è gara tra i due, vedo nell’ex Salernitana noto una maggiore potenza, voglia di incidere, di calciare verso la porta. Probabile che la scelta dipenda da motivazioni tattiche”.

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Lazio, a Torino torna il doppio centravanti

I tesori Dia e Castellanos, accoppiata perfetta, raccontano la capacità di Baroni di plasmare. Sette gol in due, quattro in quattro partite da titolare per il senegalese, tre per l’argentino in campionato. Una coppia così prolifica non si sta vedendo in Italia. Torneranno in coppia domenica a Torino, alla fine Taty ha saltato solo la partita di Firenze, in Coppa è subentrato. Giocano ad armi pari, si scambiano le posizioni, sono un altro dei segni della formula Lazio. Avere già due centravanti con un bottino di 7 gol è una benedizione per una squadra inconcludente, lo era stata l’anno scorso. La proiezione li vede entrambi in doppia cifra, devono continuare a colpire a ritmo sostenuto. E’ partito dai gol, Baroni. E quelli presi non lo hanno spinto a cambiare modulo, a frenare. Ha dovuto ripotenziare la squadra per ridarle voglia e un senso offensivo. Lavora per perfezionarla. Dia si è rivelato subito un valore aggiunto eppure è arrivato per ultimo dal mercato degli attaccanti. Prima Noslin, poi Tchaouna. Tutti e due con i denti da latte. Noslin è in crisi d’identità, ha accusato il cambio di dimensione e di pressioni, non l’ha aiutato l’arrivo del senegalese, obbligatorio considerando gli impacci dell’olandese. Tchaouna ha potenzialità, deve riuscire a calibrarle e concretizzarle. «Il mio compito è deresponsabilizzare i giovani», il paravento di Baroni. Vuole far esplodere entrambi e tiene pronta la carta Pedro, parte sempre con vigoria, deve riuscire a mantenerla. A loro si aggiunge Isaksen, rivalutato dal tecnico. Corriere dello Sport

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Lazio, Dia c’è: è bomber a tutto campo

“La partita di Boulaye Dia, centravanti multiruolo, ne è il manifesto. La heatmap in pagina disegna le zone in cui ha toccato il pallone (32 tocchi). Colpisce la sua presenza su tutto il fronte del centrocampo, è immagine iconica l’assist a mezz’aria servito a Pedro nel secondo tempo, di collo esterno destro ha spalancato la porta allo spagnolo (azione del palo). Quel pallone d’oro, su una ripartenza, l’ha calciato stazionando poco sotto la lunetta di metà campo”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Formula Baroni: Lazio negli spazi”.

Boulaye Dia è sicuramente una delle note più lievi dell’inizio stagione in casa Lazio. Arrivato nella Capitale quest’estate dalla Salernitana, il centravanti senegalese si è calato subito nella parte, diventando in poco tempo un giocatore chiave nello scacchiere di Marco Baroni.

La prestazione contro la Dinamo Kiev rispecchia in totale quelle che sono le caratteristiche dell’ex Villareal. Definirlo attaccante sarebbe riduttivo. Nonostante infatti i 4 gol in 5 gare giocate, Dia dal suo arrivo a Roma ha dimostrato di saper spaziare su tutto il fronte offensivo, risultando utile anche in fase di costruzione. Nel match di Europa League contro il club ucraino, oltre i due gol realizzati spiccano i 32 tocchi e i 16 passaggi riusciti (di cui due illuminanti per Pedro e Marusic).

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‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Baroni bravo a gestire le scelte ed a non ascoltare alcune chiacchiere interne…” (AUDIO)

GIANNI BEZZI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri è stata una partita molto diversa rispetto a quella con la Fiorentina. Non mi aspettavo questo tipo di prestazione ed un risultato molto largo. L’esordio di Baroni è stato molto buono, bravo a gestire la situazione, sentivo interpretazioni sulla motivazione del tecnico sull’Europa in relazione al largo turnover. A mio modo di vedere, l’unico giocatore sceso in campo ieri che può essere ritenuto una vera riserva è Luca Pellegrini. Baroni avrà avuto le sue informazioni anche sullo stato di salute della Dinamo Kiev. Non possiamo sottovalutare le difficoltà di questa squadra che ha affrontato un viaggio di 19 ore e continua a lavorare in uno stato di guerra.

Gli aspetti negativi riguarda le circostanze in cui ha rischiato. Ci sono anche i meriti di Provedel. Mi chiedo perché bisognerebbe metterlo in discussione solo perchè ha commesso errori che lo hanno reso meno tranquillo. Anche in questo caso la scelta di Baroni è stata giusta. E’ stato molto bravo a non ascoltare alcune chiacchiere di qualcuno dall’interno. Ha ragionato con la sua testa, bravo“.

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Lazio, elogio a Baroni: “La consapevolezza dell’attimo, espressione di qualcosa di qualcosa di buono”

Non poteva iniziare meglio l’avventura della Lazio nella nuova Europa League, con uno 0-3 in trasferta contro la Dinamo Kiev. Debutto europeo coi fiocchi per Marco Baroni, di cui ha parlato Ivan Zazzaroni sulle colonne del Corriere dello Sport: “Si può essere rampanti anche a 61 anni. Basta desiderarlo con forza. Marco Baroni ne è la conferma: insegue finalmente il successo senza nascondersi, evitando le ipocrisie di facciata, le frasi protettive. Ha la consapevolezza dell’attimo, dell’opportunità da cogliere, ed è un piacere ascoltare parole come quelle pronunciate prima della partita con un’eleganza e un pudore che scaldano il cuore: questa è la squadra più importante che ho allenato”.

“Per quel che si è visto finora- prosegue Zazzaroni -, è espressione di qualcosa di buono, di molto buono: la semplicità e la disciplina, che sono ricchezze, di chi la guida soltanto da pochi mesi. Voglio dire che è già una squadra di Baroni perché gioca un calcio rispettoso delle caratteristiche individuali. Non vedo fumo, ma concretezza, efficacia, piacevolezza. Baroni ha stravinto in trasferta contro un’avversaria di rango superiore. L’attenzione con cui i suoi hanno rispettato linee e movimenti, soprattutto nel primo tempo, è stata sorprendente, a tratti addirittura esaltante”.

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio con mentalità e convinzione, Baroni valore aggiunto” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Baroni si sta confermando l’uomo giusto ed il valore aggiunto di questa squadra. Ha avuto ragione lui anche nelle scelte, non è scontato che si vada in Europa a vincere 3-0. L’approccio alla partita mi è piaciuto molto. Come tipo di mentalità, come motivazione, la squadra ha affrontato la partita nel modo giusto e corretto.

Quando un giocatore è forte e bravo si vede subito, Dia è giocatore vero. Lo si vede dalle tante cose che fa in campo, non solo sotto porta. Poi ho notato nuovamente quanto sia importante Vecino per Baroni. E’ un uomo squadra ed un allenatore in campo, ieri il tecnico si è spesso affidato a lui durante la gara.

Di Provedel se ne è parlato troppo. Qualche errore lo ha commesso, ma questo accade a tutti i portieri. Lui è il titolare, non è in discussione, anche se Mandas è bravo e meriterebbe più spazio.

Ora la parola d’ordine è continuità. L’altalena in questo inizio di stagione c’è stata, la trasferta di Torino è un esame importante da questo punto di vista”.

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, la prestazione conferma che Baroni non snobba l’Europa. Rovella ‘mezza squadra’. Poi su Patric…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Bellissima Lazio, mobile, intensa, verticale, quella con la Dinamo Kiev è stata una bellissima prestazione. Benissimo Baroni, abbiamo avuto la conferma che non snobba assolutamente l’Europa League, ma che fosse davvero convinto che queste scelte fossero quelle migliori.

Mi è piaciuto molto come la Lazio ha coperto in modo collettivo il campo. Si vede che lavorano di squadra, c’è stata una buona organizzazione tattica e una grande anima. Poi mi è piaciuto molto ‘mezza squadra’ Rovella. Non so come si faccia a discutere questo ragazzo. Magari fisicamente non è il massimo, ma è fondamentale per le sue caratteristiche e la sua corsa. Un giocatore che se sta bene ha un’energia che spinge la squadra. Recupera palloni, pressa a tutto campo, la coppia con Vecino è andata molto bene.

La scelta di mandare in campo Dia dall’inizio e non Noslin non è stato un ripensamento, ma è derivato dalle rassicurazioni che il tecnico ha avuto a livello clinico dopo il problema di Firenze. Il senegalese si è confermato davvero attaccante importante, è stata una discriminante della gara.

Le condizioni di Patric? Non sempre quando si blocca e sente qualcosa significa che sia qualcosa di grave. C’è stato un indurimento agli adduttori e si porta dietro un problema al tendine di quella zona. Vediamo gli esami di oggi, ma non è detto che sia uno stop importante“.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, svolta attacco: Dia-Taty già a quota sette in due. Lo scorso anno…

La coppia gol Castellanos-Dia è a quota sette reti, tutte su azione. Lo scorso anno la coppia Immobile-Taty realizzò il settimo gol su azione il 10 febbraio alla 24esima giornata di campionato (gol di Immobile a Cagliari). Un confronto impietoso ma che certifica come l’attacco giri che è una meraviglia. La Lazio è a quota dodici gol realizzati dopo sei partita, lo scorso anno il dodicesimo gol arrivò alla decima partita ufficiale tra campionato e Champions. Tudor ci mise nove partite ad arrivare a quota dodici gol realizzati, la Lazio di Baroni invece produce, crea e si diverte. Manca solo il coinvolgimento di Noslin, investimento più importante dell’estate e che sta facendo fatica in questo inizio di avventura biancoceleste. L’attacco vola e ha ancora margine, la Lazio ha dato il via come meglio non poteva all’Europa League e viaggia spedita verso la trasferta di domenica contro il Torino. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Lazio, Baroni: “Vogliamo fare un calcio propositivo e offensivo. E su Noslin, Tchaouna e Dele…” (AUDIO)

La Lazio vince e convince contro la Dinamo Kiev. Il tecnico biancoceleste Marco Baroni, ai microfoni di Sky Sport, ha così commentato il successo per 3-0 sulla Dinamo Kiev:

Stiamo cercando di fare un calcio propostivo, offensivo. La squadra deve avere nella testa di attaccare e cercare la porta, i ragazzi lo sanno e ci stiamo lavorando.

Gli equilibri sono semplici, serve che ci sia compattezza per supportare i quattro giocatori offensivi. I numeri del campionato ci dicono che dopo la Juve siamo la squadra che ha subito meno tiri in porta, ci penalizzano alcuni episodi, alcuni gol strani che abbiamo preso.

Dia? E’ un giocatore che mi piace tantissimo, perché ha mobilità e anche Taty è un giocatore così. Sono contento della prestazione della squadra e anche di qualche singolo ma non farò nomi (sorride n.d.r).

Dele-Bashiru? E’ un giocatore che va costruito, ha fisicità, qualità, deve riempire la partita, avere più pensiero anche dal punto di vista tattico; quando acquisirà tutto questo sarà un bel centrocampista moderno.

Una squadra con così tanta qualità non l’ho mai avuta, per questo cerco di fare una proposta moderna, di mobilità e con movimenti fuori posizionali. Tutto ciò che facciamo non lo impongo, cerco di fare in modo che ci sia una sorta di condivisione del lavoro che proponiamo. E loro credono nel lavoro, questo è una squadra che ha cultura del lavoro, ho trovato grande disponibilità e non era scontato. Abbiamo ancora tanto da fare, però, così per noi è più facile”

Noslin? Ho pensato di mettere Guendouzi, ma poteva essere un’occasione per Noslin. Ha commesso un’ingenuità che pagherà.

Dopo il 3-0 abbiamo concesso qualcosa, ma nelle corse di rientro e nel sacrificio la squadra ha fatto bene. Sono partite di livello internazionale, la Dinamo è forte e davanti ha qualità e velocità, non era una partita facile.

Tchaouna? Sono abituato a lavorare con i giovani e cerco di deresponsabilizzarli, mi assumo io le responsabilità di ciò che succede. Vanno lanciati e per farlo gli va tolta un po’ di pressione che è naturale avere quando si arriva in una piazza così. Sono fiducioso perché con me avranno delle possibilità e quando commetteranno un errore cercheremo di aiutarli. Qui c’è un blocco di ragazzi straordinari. Davvero ci sono tanti capitani, tanti riferimenti che possono aiutarli nella crescita. Non è una seconda punta, ma può lavorarci“.

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