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Legge di Bilancio, in commissione è scontro tra Lotito e Gasparri

Nel maxi-dossier sulla nuova legge di Bilancio – 4.093 pagine che raccolgono 5.742 emendamenti – c’è un nome che spicca più di tutti: quello di Claudio Lotito. Il senatore e presidente della Lazio ha firmato 268 proposte, risultando il vero recordman della partita parlamentare. Numeri che mettono in difficoltà perfino il suo capogruppo, Maurizio Gasparri, che di emendamenti ne ha controfirmati 135 ed è costretto all’arduo compito di scegliere cosa segnalare e cosa lasciare fuori dalla rosa. 

Come riporta La Stampa, il problema di fondo è aritmetico: Forza Italia ha presentato 677 emendamenti, più di qualsiasi altro gruppo di maggioranza, ma con soli 20 senatori potrà segnalarne appena 39. Una sorta di “lista Champions” con regole rigidissime. Nel centrodestra la distribuzione è già fissata: 123 emendamenti per Fratelli d’Italia, 57 alla Lega, 16 a Noi Moderati. 

Proprio ieri, mentre il presidente della Commissione Bilancio Nicola Calandrini (FdI) proponeva di rinviare a oggi pomeriggio l’ufficializzazione degli emendamenti segnalati per consentire un’ulteriore scrematura, in casa Forza Italia è andato in scena uno scontro accesissimo. Lotito avrebbe accusato Gasparri di non sostenere adeguatamente le sue istanze – un episodio non nuovo, considerando che ogni volta che le sue proposte vengono scartate il senatore biancoceleste reagisce in modo piuttosto energico. Lo riporta Calcioefinanza.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Bilancio Lazio chiaro, senza maggiori ricavi ed aumento capitale costretta a ridimensionare cedendo” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Due mesi fa il presidente della Lazio ha detto il club non era nel ‘caos’ come altre squadre. La Lazio, come bilancio annuale, andrà sotto di 30-40 milioni. Per compensare i mancati ricavi, vedi l’Europa League, sarà costretta a vendere per non incappare in un altro blocco.

Una società come la Lazio non può ricavare, fatturare, 110 o 120 milioni: un quinto della Juve, un quarto del Milan, la metà della Roma. Se tu non riesci ad ottenere certi ricavi o ridimensioni la squadra dal punto di vista tecnico, vendendo i pezzi migliori, o fai l’aumento di capitale

La domanda da fare a Lotito è molto semplice: ci spiega perché la Roma fattura più del doppio della Lazio? La Lazio anche quando è andata in Champions League ha fatturato meno della Roma che era in Europa League, è questa la sconfitta”.

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RASSEGNA STAMPA

Le aziende di Lotito e il bilancio Lazio: costi e pesi

Le società di Lotito e la Lazio, un’annosa questione. Quanto costano? E’ la domanda che si ripropone di bilancio in bilancio. Le aziende del presidente, legate ai settori vigilanza, mensa, manutenzione e varie, sono voci da sempre comprese nelle parti correlate del bilancio della società biancoceleste. La novità, raccontata da un reportage di Calcio e Finanza, è emersa dalla relazione finanziaria al 30 giugno 2025, pubblicata recentemente.

Il costo complessivo dei servizi concessi dalle aziende che fanno capo al presidente biancoceleste, coperto dalla Lazio nel corso dell’esercizio 2025 (chiuso con una perdita di 17,1 milioni di euro), è stato di 6,7 milioni di euro rispetto ai 6,38 milioni della stagione 2023-24. Un leggero aumento dovuto a costi diversi. Nel bilancio consolidato sono ricostruite tutte le voci legate alle parti correlate: lavori e manutenzione di Formelloservizio di mensa giornaliero e in occasione dei ritiri, assistenza ai sistemi informaticigestione del magazzino dell’area tecnicaservizi finanziarivigilanza e sanificazione. Sempre all’interno del bilancio della Lazio viene spiegato «che tali transazioni sono state perfezionate nel rispetto della correttezza sostanziale e procedurale ed a normali condizioni di mercato». Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Bilancio Lazio, Bellinazzo: “Competitività a repentaglio, fatturato da fascia medio-bassa. Preoccupazione tifosi giustificata” (AUDIO)

MARCO BELLINAZZO (Sole24 ore) in collegamento a ‘SVB’

“Quello che cambia per la Lazio è la partecipazione o meno ad una grande torneo europeo. Guardando al passato, centrare una competizione ha permesso di incrementare tutte le voci di bilancio.

Lotito ha sempre puntato sull’equilibrio e sul non fare mai il passo più lungo della gamba. La Lazio è nella fascia medio-bassa, con la sua forza economica, con il bacino di utenza; ha un fatturato che è sotto i 150 milioni. Ci sono solo due strade: tornare in Europa, o fare plusvalenza.

La preoccupazione ci può stare per il rendimento sportivo o i rinforzi che possono non arrivare dal mercato a meno che non ci siamo immissioni di capitale, ma la Lazio non è uno di quei club che viaggia verso la crisi di strutturale perché ha avuto più utili che perdute. Per i tifosi magari non è evidente, ma la Lazio ha lavorato molto sui conti.

Senza un impianto nuovo, può far poco e non può far miracoli il club. Può crescere ancora ma non molto, perché la crescita passa dalla vittoria; è un cane che si morde la coda, visto che poi le vittorie passano da una rosa competitiva.

Il Napoli ha lo stesso modello di business, la gestione viene fatta in equilibrio e in autosufficienza ma poi c’è la ricerca verso alcuni giocatori che ti possono dare tanto e che poi rivendi bene, facendo plusvalenze. La competenza in questo senso può fare la differenza.

I fatturati non fanno gol ma scrivono gli albi d’oro. Ci sono tanti step economici all’interno del calcio che purtroppo è difficilissimo raggiungere.

Lo sponsor per una squadra senza coppe non sposta parecchio, il main sponsor potrebbe darti un’entrata che può oscillare sui 5 milioni. Se un club ha un fatturato come la Lazio, vale tra il 2 e il 3%: è importante, non sposta gli equilibri ma da una mano. Ora gli sponsor vanno a guardare anche i big, i talenti.

La preoccupazione c’è; abbiamo una crescita importante di tante realtà all’interno del calcio italiano; ci sono tante società straniere che hanno tanta disponibilità economica. Queste possono prendere un posto in Europa, dove fino a poco fa la Lazio era ‘abbonata’. Purtroppo la Lazio è in un circolo vizioso: le mancate partecipazioni in Europa ti portano a ridurre i costi e magari non avere una squadra competitiva. L’unica strada possibile è l’investimento sullo stadio, che però porta frutti a medio-lungo termine, e il settore giovanile che invece porta risultati prima”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Bilancio? Situazione prevedibile ed inevitabile. Il libro della Lazio è lo stesso da 21 anni, basta leggere…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Bilancio? Non mi sorprende questa situazione, era inevitabile. Il prossimo anno il bilancio sarà ancora più drammatico, non ci saranno i diritti tv per l’Europa League. Le entrate della Lazio si basano sui diritti televisivi in Italia e all’estero e sui botteghini, quindi si basano solo sui soldi che ottiene dai tifosi, altre risorse non ci sono.

La società è composta solo da due persone, Lotito e Fabiani. Non c’è una struttura. Dopo 21 anni lo abbiamo capito: Lotito non vuole intorno nessuno perché non si fida di nessuno.

Il libro della Lazio da 21 anni è sempre lo stesso, basta leggere le edizioni precedenti. Non cambierà mai. La realtà è solo una: a gennaio la Lazio starà costantemente con il telefono in mano sperando di ricevere per uno o due giocatori non una buona offerta, ma una grandissima offerta, così li stravende e acquisterà a condizioni vantaggiose, con pagamenti dilazionati o prestiti biennali, uno o due giocatori per compensare questo e una parte di soldi li incassa per cercare di tamponare la situazione economica”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, deficit risorse e fonti di ricavo inadeguate: così i costi sono un problema. E senza Europa…

Brutte notizie in casa Lazio anche dal fronte economico-finanziario. Il bilancio consolidato 2024-25 ha confermato le difficoltà del club biancoceleste, con un calo dei ricavi e un decrescita da 50 milioni di euro causato dall’assenza della Champions League. Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, anche sul fronte economico le cose non vanno meglio rispetto al lato sportivo. Da 195 sono passati a 146 di fatturato e questo perché l’Europa League offre introiti nettamente inferiori.

La Lazio ha sostenuto 18 milioni di euro in meno di costi per le remunerazioni del personale, da 116 a 98, mentre l’ammortamento dei cartellini mantiene un andamento costante. In tal senso il club fa fatica a mantenere anche il parametro dello squad ratio, ovvero sia il rapporto tra costi della rosa e ricavi complessivi, entro il 70% fissato da Uefa e norme della Federazione.

Anche dal player trading arrivano brutte notizie in casa Lazio: rispetto ai 40 milioni dell’anno precedente, il 24/25 ha visto plusvalenze per 11 milioni di euro, frutto delle cessioni di Luis Alberto (8,3 mln), Immobile (0,7 mln) e Casale (2,3 mln). Il risultato netto è quindi di 17 milioni, portando il patrimonio netto consolidato a -16 mln.

L’assenza dalle coppe di questa stagione potrebbe produrre un bilancio fotocopia – se non peggiore – nel 2025-26. Tutto questo è anche aggravato dal blocco del mercato che ha impedito di fare plusvalenze; da Tchaouna arriverà un beneficio di 6 milioni di euro. La Lazio patisce moltissimo l’assenza di fonti di ricavo rapportabili a quelle delle dirette concorrenti, ma soprattutto gravemente inadeguate alle ambizioni di una tifoseria importante.

Il deficit di risorse, come sottolinea il quotidiano romano, è dovuto a ricavi da stadio limitati (28 milioni contro i 55 della Roma e 70 di Inter e Milan) ma anche da ricavi commerciali davvero esigui: 21 milioni contro i 70 di Roma e Napoli, 112 Inter e 143 Milan. L’unica fonte consistente è quella relativa ai diritti televisivi nazionali. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Bilancio Lazio? Situazione complessa. Il ridimensionamento proseguirà implacabile” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Io fino al 2023 sostenevo che le critiche erano sproporzionate rispetto ai risultati, ora le critiche invece sono proporzionate a ciò che accade, in campo e non solo. Lotito si è sempre vantato dello ‘scudetto dei conti’, ma il bilancio conferma quello che si sapeva, anzi, forse è peggio perché abbiamo visto il fatturato è sceso di 50 milioni. Una contrazione non da poco.

Tra l’altro questi conti si rischia di peggiorarli, per cui la situazione è sicuramente difficile. Non drammatica, ma complessa.

La cosa che preoccupa è l’evoluzione della vicenda, il ridimensionamento proseguirà implacabile finché la proprietà non entrerà nell’ordine di idee di trovare una parteship o vendere. A meno che non trovi un guizzo nell’acquisto dei calciatori, per creare un importante ricambio”.

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SOCIETA'

Lazio, bilancio al 30 giugno: fatturato e costi scendono. Le cifre dei giocatori riscattati

Si è riunito ieri il Consiglio di Gestione della Lazio, chiamato ad approvare il progetto di Bilancio Separato e Consolidato relativo all’esercizio chiuso al 30 giugno 2025. Ma cosa significa e cosa comporta per la società biancoceleste? Per prima cosa è doveroso precisare che si tratta di dati che non avranno a che fare direttamente con il possibile sblocco del mercato, vincolato invece alla trimestrale che prenderà in considerazione il periodo tra il 1 luglio e il 30 settembre 2025. Nonostante ciò, non mancano dati interessanti. Come da programma è diminuito il fatturato rispetto alla stagione precedente: dai 193.23 milioni dell’annata 2023/24 si è passati ai 143.49 della stagione 2024/25. Il decremento è quindi pari a 49.74 milioni, dovuto in particolare ai minori introiti portati dall’Europa League rispetto alla Champions

Nello specifico, ricavi dalle gare hanno portato nelle casse dei biancocelesti 22.89 milioni, mentre alla voce “diritti TV ed altre concessioni” si registrano ricavi pari a 94.47 milioni. E, ancora, sono arrivati incassi da “sponsorizzazioni, pubblicità e royalties per Euro 18.51 milioni, da gestione diritti calciatori per Euro 2.90 milioni, da merchandising per Euro 2.36 milioni ed Altri ricavi e proventi per Euro 4.91 milioni”. Diminuita però anche la voce relativa ai Costi operativi: dai 153.72 della stagione 2023/24 si è passati a 134.71 milioni, con un decremento pari 18.77 milioni dovuto alla diminuzione dei costi del personale, tra parte fissa e premi.

Ufficializzato anche il costo dei giocatori acquistati: Rovella 17 milioni, Noslin, 16.789, Belahyane 10.329, Tchaouna 8.766, Tavares 6, Dele-Bashiru 5.432, Provstgaad 4.5, Gigot 4.489 e Pellegrini 4. Ceduti invece a 10.3 milioni Luis Alberto (plusvalenza di 8.343 milioni), a 2 Immobile (690mila), a 4.2 Marcos Antonio (-205mila) e a 6.449 Casale (2.328). Ceduto inoltre anche Tchaouna dopo il 30 giugno 2025 per 15.25 milioni, più un 10% sulla futura rivendita.

Aumento di 37.84 milioni per il Capitale immobilizzato, pari ora a 201.43 milioni, mentre il valore dei Diritti alle prestazioni sportive dei tesserati ammonta ad 109.67 milioni. Il Patrimonio netto è negativo per 16.83 milioni, mentre i debiti, “al netto dell’esposizione finanziaria, dei Risconti passivi e dei Fondi” sono pari a 228.17 milioni. L’indebitamento finanziario netto risulta invece per 66.3 milioni, aumentato di 28.18 milioni rispetto al 30 giugno 2024. In conclusione, si legge, “La possibilità di operare nel trading dei diritti alle prestazioni sportive valorizzando il differenziale tra le correnti quotazioni di mercato della rosa della prima squadra ed i valori d’iscrizione in bilancio, il ritorno alle competizioni internazionali con i relativi introiti, la stipula di nuovi contratti di sponsorizzazione, la valorizzazione di asset aziendali, lasciano prevedere il conseguimento, nel breve-medio termine, dell’equilibrio economico-finanziario-patrimoniale”.

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Lazio, Lotito spiazzato. L’ammissione a Sarri: “L’errore di bilancio e lo sponsor senza credenziali”

In casa Lazio la temperatura resta altissima, ben oltre i 30 gradi che sfiancano da giorni la Città Eterna. Come emerso, mercato bloccato con la società incapace di reagire alla pec della CoViSoc che il 26 maggio scorso annunciava lo stop a tuette le operazioni in entrate e in uscita.

Come raccontato in questi giorni, l’unica strada percorribile al momento sembrerebbe quella di una corposa immissione di liquidità. Ipotesi questa difficilmente percorribile. Claudio Lotito infatti, in quasi 21 anni di presidenza, fra acquisto del club, ricapitalizzazioni e OPA per arrivare al 90% e uscire dalla Borsa, di suo dovrebbe aver sborsato circa 40 milioni di euro. Come precisa Il Messaggero, Lotito nel colloquio telefonico avuto ieri con Sarri, avrebbe ammesso di essere stato colto un po’ di sorpresa. In sostanza, il presidente della Lazio avrebbe ammesso di essere stato spiazzato dalla situazione. In poche parole, Lotito pensava di poter adottare una soluzione che, al momento, allo stato dei fatti parrebbe inattuabile.

Il Messaggero: Lotito furioso, ecco perché

Il patron è furioso per un errore di bilancio, che sarebbe stato commesso dalla sua Direzione amministrativa e controllo di gestione. L’intenzione era risolvere il problema senza far preoccupare Sarri e l’ambiente. Invece è scoppiato un polverone da cui ora è difficile uscire”. Così scrive Via del Tritone. Il quotidiano rivela nuovi dettagli sullo sponsor sfumato. Lotito aveva individuato un marchio da 7 milioni a stagione, azienda che avrebbe “anticipato un credito quinquennale da 35”. Ad una successiva verifica però, questo sponsor non avrebbe presentato credenziali garantite a livello finanziario.

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Lazio, acquisti paralizzati: urge liquidità al bilancio per rientrare nei parametri. La situazione

Situazione economica da rivedere e da sistemare: il mercato della Lazio è bloccato.

Vista la situazione economica in cui si trova la Lazio, Rovella potrebbe finire sul mercato. Sarebbe una pedina fondamentale per sbloccare i movimenti dei biancocelesti. E questa possibile cessione, sottolinea Il Messaggero, sarebbe solo un inizio, prima di altre cessioni o di un’eventuale ricapitalizzazione promessa da Lotito.

Servono, si legge, tanti soldi infatti per far rientrare i tre paletti (indice di liquidità, indicatore di indebitamento e del costo del lavoro allargato) che in questo frangente paralizzano altri acquisti da parte della Lazio. Se dovessero entrare 50 milioni per Rovella, potrebbero bastare le uscite di altri esuberi (Tchaouna a un passo dal Burnley per 14 milioni più bonus a titolo definitivo, ma l’addio dovrebbe consumarsi a luglio) e la mano al portafoglio di Lotito per poter andare ad esaudire le richieste di Sarri dove ritiene più debole l’organico. Senza gli introiti Uefa o altri ricavi, urge liquidità al bilancio della Lazio. L’altra chiave del mercato resta Castellanos.

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