“Natale al quarto posto? Onore e merito a chi ha lavorato per arrivarci. Bisogna vivere il momento, e questo dice che ora di gioire. La Lazio sta facendo secondo me, il massimo – forse qualcosa di più – rispetto alle proprie potenzialità. I margini di miglioramento ci sono sempre, può limare alcuni dettagli, specialmente adesso che le squadre avversarie la conoscono. Sono sicuro che Baroni lavorerà in tal senso”.
“Mercato? Vanno fatti i primi bilanci, vedere dove hai fatto bene e dove puoi migliorare, anche per la società. Secondo me se si vuole continuare a giocare in questa maniera, bisognerebbe investire su un giovane e potenziale titolare, da mettere dietro i titolari attuali. Al mondo non mancano i calciatori, poi bisogna esser bravi a trovarli e vederne le potenzialità. Non conosco Fabiani, ma ha allestito una squadra organica. Interverrei anche per prendere un difensore centrale con caratteristiche alla Gila, oltre ad un mediano con caratteristiche alla Lucas Leiva“.
“Orsolini se trova la giornata giusta può dare molto fastidio. Castro mi piace, è un attaccante moderno. Il Bologna sta bene, ha perso solo una partita. Bisogna vedere se ritroviamo la stessa Lazio che ha lasciato, questa è la vera incognita. I giocatori viaggiano tanto, si staccano un po’ dalla realtà del club. Il fatto che ci siano pochi infortuni è già un bel segnale. Mi aspetto tanti duelli individuali, ormai il calcio si basa quasi esclusivamente su questo concetto”.
“Il 4-3-3 di Baroni somiglia tanto al 4-2-3-1, perché Vecino in fase di possesso va a fare il sottopunta. Cambiano le caratteristiche degli interpreti, quindi fra Dia e Vecino, ma il sistema vero e proprio non cambia. Noslin? Per me deve specializzarsi, io credo che il ruolo di esterno sinistro sia quello che più gli si addica”.
Mister Delio Rossi in esclusiva ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘NMM’
Juventus-Lazio
“Allo Stadium si parte sempre sfavoriti, ma fino ad ora la forza della Lazio è stata anche la leggerezza e la serenità nell’affrontare il campionato. E’ ancora presto per definire la reale posta di questa partita, siamo appena all’ottava giornata. La Juve ha una difesa forte, al netto dell’infortunio di Bremer. Soprattutto, è andata in difficoltà contro le squadre che si sono chiuse, mentre con quelle che l’hanno affrontata a viso aperto ha dilagato. Stanno cercando ancora un’identità ben precisa, il gioco è ancora farraginoso. Io non credo che Baroni cambierà la mentalità della sua squadra per affrontare la Juventus. Non credo che metterà in piedi il classico fortino. La sua Lazio ha caratteristiche precise, bisogna fare la prestazione con l’identità che l’ha contraddistinta fino ad ora. Sarebbe controproducente Diciamo che le caratteristiche della Lazio si ‘incastrano’ bene con quelle della Juventus”.
Baronie mercato di gennaio
“E’ uno dei pochi che si è veramente meritato un’occasione simile. La società è stata brava. Sono stati presi giocatori non eccellenti, ma più o meno dello stesso valore. Prima c’era uno scalino più grande – di valori – fra tanti giocatori della Lazio. Ora vedo una rosa omogenea. Gennaio? Io cercherei un Lucas Leiva giovane. Mediano che sappia dettare i ritmi alla squadra, magari da crescere nel tempo. In seconda battuta, un difensore centrale che sappia giocare a campo aperto, che accetti l’uno contro uno. L’importante è non sedersi, non dire ‘le cose vanno bene, restiamo così’. Al contrario, la ricerca di miglioramenti per la rosa va fatta proprio quando le cose vanno bene”.
Delio Rossi intervistato dalla redazione di Radiosei
Delio Rossi a Radiosei: “Penso che i nuovi acquisti siano funzionali alla Lazio, poi dipenderà da come vorrà giocare l’allenatore.
L’importante è che siano graditi al tecnico. Sicuramente non sono giocatori che scaldano la piazza. Il campo sarà il giudice come sempre
Le uscite di Felipe Anderson e LuisAlberto rappresentano uscite importanti. Bisognerà rinnovare e bisognerà farlo con giocatori che possano rivestire le gesta di coloro che sono andati via.
Non va messa pressione comunque a questi giocatori, probabilmente anche quelli che sono usciti, arrivati alla Lazio non erano così forti.
Greenwood ha uno spessore differente rispetto a chi è arrivato. Secondo me servirebbe un grande attaccante.
Se Immobile non ritorna ameno all’80% di quello che è stato la Lazio potrebbe avere un problema in attacco.”
Delio Rossi a Radiosei: “Il calcio non è cambiato molto oggi. Oggi però hai meno tempo per pensare. Devi essere più veloce di testa, riflessi.
La caratteristica più importante nel calcio rimane il dominio in velocità sul pallone.
I calciatori dovendo giocare 60/70 partite all’anno poi mancano di brillantezza.
Penso andrà sempre peggio, l’intenzione è quella di aumentare il numero di partite. Lo spettacolo andrà sempre di più a perdere.
Il ritmo ora è molto più alto. Per farlo devi avere una cilindrata fisica importante: l’Atalanta è l’esempio.
All’estero sono abituati da subito con allenamenti intensi e con poco recupero nella settimana. In Italia è diverso, mentalmente poi il giocatore ne risente.
Non sono più andato all’Olimpico a vedere la Lazio perché vedrei la partita con gli occhi dell’allenatore e non mi godrei lo spettacolo.
Ho smesso di giocare presto, soprattutto per problemi fisici. Già a Salerno pensavo di poter allenare i giovani. Il Foggia mi ha dato la possbilità di iniziare
Caso Ljajic? A due partite dal termine del campionato, bastava un solo punto per salvarci, a metà del primo tempo stavamo perdendo 2 0.
Sostituisco Ljiac dopo 30 minuti. Il giocatore esce protestando platealmente contro i tifosi e offendendomi. A più riprese cerco di farlo smettere, ma non ho mai cercato di aggredirlo, c’è stato una mediatizazione dell’evento.
L’esonero è arrivato dopo quella partita, il Lecce pareggiò nel finale contro la Juventus. Non fui esonerato per il gesto.
Penso che quell’evento abbia condizionato poi la mia carriera. Sicuramente mi ha creato qualche problema. Penso una persona debba essere giudicata in base alle cose che fa.
Ero stato contattato l’anno prima che arrivassi dal presidente Lotito. Arrivai l’anno successivo, e Walter Sabatini mi disse subito che non sapeva chi mi avesse voluto.
Arrivo da signor nessuno, dopo un periodo di contestazioni, erano rimasti Oddo e Liverani. Sono arrivato senza saper nulla della Lazio. All’inizio qualche problema c’è stato.
Finale Coppa Italia 2009? Sicuramente la partita che mi ha dato visibilità Io non sono amico dei miei giocatori ma faccio fatica a non affezionarmene. Mi affeziono quando vedo che hanno dato tutto per la squadra.
Pasquale Foggia meritava di giocare di più probabilmente. Mi ha sempre detto le cose in faccia, in modo diretto, questo mi è sempre piaciuto.
Gli faccio i complimenti per la sua nuova carriera. Sentendolo parlare ora, penso che se avesse ragionato allo stesso modo da calciatore, le cose sarebbero andate diversamente.
Zarate? Mauro aveva vinto il mondiale Under20 quando è arrivato. Dal punto di vista tecnico stiamo parlando di uno dei giocatori più talentuosi, forte nell’ uno contro uno seppur molto indisciplinato
Lui prediligeva ricevere la palla sul lato destro per poi puntare l’uomo ma era completamente assente nella fase di non possesso. Abbiamo iniziato a lavorarci assieme, recependo bene le indicazioni.
Zarate non è stato aiutato dai suoi famigliari, dai suoi agenti. Mal consigliato anche da qualcuno in dirigenza.
Io mi sento più un istruttore, un allenatore di giovani giocatori. La gratificazione della vittoria non mi ha mai ripagato rispetto alla delusione della sconfitta.
Non ho mai pensato il derby potesse essere una partita come un’altra, da subito mi è stato quanto valesse per la città.
Ledesma l’ho voluto io alla Lazio. Avevamo perso Liverani, uno dei giocatori più talentuosi che abbia allenato.
Eccelleva nella fase di non possesso, l’inizio non è stato dei migliori, poi però si è preso la squadra ed è diventato capitano.
Sebastiano Siviglia sarebbe sicuramente un giocatore ancora molto attuale”
Intervenuto in diretta sui 98.100 di Radiosei, nella trasmissione “Quelli della Libertà”, Delio Rossi ha analizzato il momento della Lazio: “Non ritengo Luis Alberto una mezzala classica ma nemmeno un trequartista d’inserimento. Per me è un giocatore di grande tecnica anche se non velocissimo. Tende molto a venire incontro come un costruttore di gioco, potrebbe diventare uno dei due davanti alla difesa. Farlo giocare sotto punta potrebbe essere però una soluzione senza farlo rincorrere troppo gli avversari. Chi l’ha sfruttato meglio è stato Inzaghi ma giocavano a 5 e c’era Leiva che dava equilibrio. n questo momento la Lazio non ha calciatori d’inserimento. Forse Kamada ma anche lui mi sembra un Luis Alberto, si muove senza palla ma fuori tempo ancora. Kamada non è quello che abbiamo visto, bisogna capire perché ha faticato così tanto. Immobile deve ritrovare la condizione fisica. Fa fatica. Non è mai stato un calciatore tecnico, gioca sui tempi, sulla rapidità e sono cose che ora gli mancano. Si parla di Ioannidis per il dopo Immobile? Non è adatto a sostituire un giocatore così. Ma la Lazio secondo me domani ha tre eccellenze in meno perché anche Lazzari ha la sua valenza con questo sistema di gioco, meno con quello precedente. Provedel è il calciatore che ha fatto meglio. Tecnicamente parte avanti la Roma”.
Delio Rossi riorna in panchina. Si profila all’orizzonte una nuova avventura per lui. L’ex allenatore di Lazio , Fiorentina, Sampdoria, Bologna, Palermo, Lecce, Atalanta, Genoa e Levski Sofia è in procinto di firmare per il Foggia. Le parti hanno trovato un accordo fino al 2024 e domani, il tecnico dovrebbe condurre il primo allenamento in Puglia. Delio Rossi – 63 anni dallo scorso gennaio – è pronto a tornare ad allenare dopo praticamente tre anni di digiuno. L’ultima avventura all’Ascoli, nel 2020. Il Foggia milita n Serie C, per Rossi, un nuovo inizio. Quattro anni alla Lazio, in cui – oltre a qualificarsi per la Champions League – ha vinto una Coppa Italia (2008/09) permettendo ai biancocelesti di andare a giocare la Supercoppa Italiana a Pechino. Trofeo poi vinto dalla gestione successiva, quella di Davide Ballardini. La sua avventura a Roma si è conclusa dopo 184 partite dirette dalla panchina ed una media punti di 1,52 a gara. La Lazio è la squadra più alleata dal tecnico, poi rimasto molto legato con l’ambiente biancoceleste e spesso, sopite delle nostre frequenze. Per il tecnico di Rimini è un ritorno a Foggia, dove ha allenato nel 1995/96 la prima squadra e – in precedenza – la Primavera nel 1991/92. In bocca al lupo Mister!
“E’ normale che la Lazio debba puntare ad arrivare nelle prime quattro. Insieme a Roma e Atalanta, lotterà fino alla fine per raggiungere la qualificazione in Champions League. Attenzione anche al Milan, che è in un momento particolare. La Dea ha il vantaggio di avere solo campionato e Coppa Italia. Forse non ha la qualità di Roma e Lazio, ma fa dell’aggressività e dell’agonismo i suoi punti di forza. L’assenza di Immobile incide, perché un giocatore insostituibile. Felipe sta facendo bene, ma chi nasce tondo non muore quadrato. E’ un adattato, ma è più facile sostituire un esterno per la Lazio, che Ciro. Sarebbe necessaria una vera alternativa al bomber. Adesso, andando avanti con l’età, anche il recupero da un infortunio è più lento. Penso che – anche in vista del futuro – bisogna cominciare a pensare ad un giocatore che posa sostituirlo. Sono dell’idea che quando le cose vanno bene bisogna pensare ‘male’ e viceversa. Bisogna creare i presupposti per non farsi trovare impreparati quando manca un pilastro. E’ meglio un ciuccio vivo che un dottore morto.”
BONAZZOLI
“Lui è più una seconda punta, non mi sembra esterno. E’ tignoso, ha discreta tecnica, è il giocatore che sceglierei sul mercato per fare le veci di Immobile. Hai bisogno di gente che sappia giocare il pallone, che tecnicamente sia valida. Molto diverso da Muriqi, specialmente per movimenti e qualità di base. Io voglio sempre giocatori di qualità. Non credo possa mai raccoglierne completamente l’eredità, ma in un organico che punta in alto, può sostituirlo adeguatamente all’occorrenza. Stesso discorso di Sanabria”.
LAZIO-MILAN
“Giochi in casa, loro vengono da una partita disastrosa. E’ il momento migliore per affrontarlo, la squadra deve andare in campo pensando di potercela fare. Mai dare per scontato che il Milan sia morto, ma se dovessi scegliere un momento per affrontarlo, certamente sceglierei questo. Hanno perso brillantezza, secondo me c’è un problema fisico e i ricambi non ci sono: devono giocare sempre gli stessi. Quando non tieni le distanze ti esponi a rischi. De Keteleare? E’ in difficoltà, andrebbe aiutato anche dai compagni. Ora per uscirne cerca di fare il compitino, a me sembra una seconda punta per caratteristiche. Va aspettato, certamente le qualità le ha, la personalità adesso latita”.
LUIS ALBERTO
“In una squadra, quando scegli un sistema di gioco, devi partire dalle tue eccellenze. Lui è una di queste e devi trovare una maniera per farlo esprimere al meglio. Luis non è l’ideale per il gioco di Sarri, ha tempi diversi e questo dovrebbe generare un venirsi incontro a vicenda. Prima le sue pause erano coperte da altri, nel 3-5-2, ora dal punto di vista fisico gli è richiesto uno sforzo maggiore. Ha un passo diverso rispetto ad altri, ma ha una qualità sopra la media. Secondo me la chiave è Zaccagni, che con la sua corsa lo aiuta molto in copertura. Il segnale che sta mandando adesso è importante, sta andando oltre. Il giocatore medio vuole ottenere il massimo col minimo sforzo, quando vai oltre, fai centro”.
“Dopo Firenze la Lazio ha trovato il suo cammino, anche dal punto di vista estetico. Peccato per il derby, ma può succedere. Speriamo continuino. Per il gioco di Sarri per la difesa è più adatto Patric di Luis Felipe. Fermo restando che le valutazioni le fa l’allenatore e metterà in campo chi gli dà più garanzie, senza pensare ai contratti in scadenza o ad altro. Per l’anno prossimo Patric può essere uno dei quattro centrali, ma non lo immagino titolare.
Se prendi Romagnoli, cedi Acerbi. Non sono giocatori complementari. Se prendo Romagnoli ne serve uno veloce accanto. Un Tomori ad esempio.
Ad Acerbi non ha giovato il cambio di sistema di gioco di Sarri che invece ha giovato a Patric. Avere 40 metri di campo da gestire non è facile per lui e poi è stato forse messo troppo in discussione anche dall’ambiente. Magari queste cose non le ha tollerate troppo. Nel calcio si cerca sempre un capro espiatorio e forse lui ha fatto un po’ questa fine anche se le sue responsabilità non sono diverse da quelle dei compagni di reparto.
Immobile vive la Nazionale come se fosse un esame e mi sembra che giochi preoccupato. Cosa che nella Lazio non gli accade perché la Lazio è casa sua. Secondo me è un fatto suo personale, la vive male.
In attacco non vedo giocatori italiani che abbiano uno spessore minimamente paragonabile a quello di Ciro Immobile. Alla fine credo che Mancini e Immobile continueranno il cammino insieme.
Se dovessi puntare su un giocatore per il futuro, dico Zaccagni. Per me ha ancora margini di miglioramento. Felipe Anderson è bravo, ma non può dare più di quello che ha dato. Pedro è fortissimo, ma deve fare i conti con la carta di identità. Là davanti ne servirebbe un altro sulle ali”.
Ai microfoni di QDL è intervenuto Delio Rossi che ha parlato del momento attuale della Lazio, della sfida col Porto e di Sarri: “Chiedere di uscire dalla coppa per fare bene in campionato è un assurdo. Una squadra che vuole ritenersi grande deve avere un organico che le possa permettere di fare più competizioni. E comunque non è che se esci dalla coppa, poi matematicamente ti piazzi nelle prime quattro.
Il Porto è una grande squadra abituata a fare competizioni europee. E’ un mix di giocatori affermati e giovani e sa giocare al calcio. La Lazio comunque può giocarsi le proprie carte.
La Lazio secondo me tatticamente dovrebbe riuscire a riproporre la gara di Firenze, la più sarriana fin qui disputata.
Ho avuto molti presidenti, anche molto particolari. Lotito quando stavo alla Lazio mi ha sempre trattato bene. Quando avevo qualcosa da dire su cui non ero d’accordo, gliel’ho detta senza problemi. Il suo più grande pregio è che a differenza di altri presidenti non è mai entrato nelle faccende tecniche e di campo come invece mi è accaduto con altri.
Nelle ultime quattro partite la Lazio non ha preso gol perché è migliorata molto la fase di non possesso. E’ evidente che i giocatori hanno capito meglio cosa vuole da loro l’allenatore. Ciò che ancora non va al 100% è la fase di possesso, soprattutto contro le squadre chiuse dove sembra che i giocatori non abbiano ancora metabolizzato i dettami di Sarri.
L’infortunio di Lazzari può essere un problema per le sue caratteristiche. Lui è l’unico che ha gamba per fare 50 metri di corsa palla al piede e non avere quest’arma a disposizione è un problema.
Luis Alberto è una delle eccellenze della Lazio ed è doveroso da parte di Sarri trovare un equilibrio di gioco per farle coesistere.
Se Lotito ha preso Sarri è per fare un discorso a lungo termine perché implica un cambio totale di gioco che richiede tempo e giocatori adatti.
Romagnoli e Acerbi? Non li vedo come coppia. Nemmeno Romagnoli e Luis Felipe. Avresti coppie di giocatori non veloci e in campo aperto avresti problemi”.