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SERIE A

Lazio-Sassuolo, formazioni ufficiali: confermati Rovella e Pellegrini, Taty vince il ballottaggio

Lazio-Sassuolo, le formazioni ufficiali della trentottesima giornata di Serie A.

LAZIO (3-4-2-1): Provedel; Marusic, Romagnoli, Gila; Hysaj, Vecino, Rovella, Pellegrini; Kamada, Zaccagni; Castellanos. A disp.: Mandas, Renzetti, Lazzari, Cataldi, Guendouzi, Isaksen, Pedro, Luis Alberto, Felipe Anderson, Immobile, Gonzalez. All.: Tudor.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’Olimpico si commuove per Eriksson

“L’Olimpico si commuove per Eriksson”, si legge sul Corriere dello Sport in edicola oggi. Il tecnico dello Scudetto del 2000 scenderà in campo per un abbraccio coi suoi ex tifosi dopo aver rivelato nei mesi scorsi di avere una malattia terminale: nelle scorse settimane il caloroso saluto di Anfield, oggi quello del popolo biancoceleste prima di Lazio-Sassuolo, un modo per restare vicino allo svedese, arrivato ieri a Roma.

“Sven, in un interminabile giro di campo, si concederà al tributo dei cinquantamila dell’Olimpico qualche minuto prima che cominci la partita con il Sassuolo. Un gioco di luci. Le immagini dello scudetto scorreranno sui maxischermi. Le note di My Way, arrangiata in versione laziale, favoriranno le lacrime. La società biancoceleste opportunamente ha evitato sovrapposizioni con la festa dedicata al cinquantesimo anniversario dello scudetto ‘74 e ha preferito rinviare l’appuntamento all’ultima giornata di campionato”, si legge sul quotidiano.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paglia: “Eriksson dopo lo scudetto chiese di vendere tutti. Quando lui andò via, Mancini si propose come allenatore” (AUDIO)

Guido Paglia, ex responsabile della comunicazione della Lazio, ai microfoni di Radiosei

Il ricordo di una squadra stellare

“Eriksson era un cardine fondamentale di quella squadra, ma non dimentichiamoci di Mancini che era il suo equilibratore di spogliatoio, ma soprattutto non dimentichiamoci di Nello Governato. Persona fondamentale per quella società. Il giorno dopo la vittoria dello scudetto andai a Formello con Cragnotti per incontrare Eriksson e pianificare il futuro. Quando gli chiedemmo cosa fare per migliorare la squadra, lui ci rispose: ‘Presidente, li venda tutti’. Perché sapeva che non avrebbero reso come avevano reso fino a quel punto. Purtroppo aveva ragione”.

Eriksson, un gentleman riservato

“Ricordo anche che in occasione del centenario della Lazio Eriksson non voleva nemmeno andare allo stadio. Piano piano lo convincemmo e riuscimmo anche a fargli fare il giro di campo. Quando andò via Eriksson, Mancini voleva fare l’allenatore al suo posto. Ma Cragnotti scelse l’uomo giusto per quel momento, cioè Zoff. Cragnotti nei momenti topici della sua storia alla Lazio diventava ermetico e nessuno sapeva in anticipo cosa stesse facendo”.

Dario Cadeddu

23/05/2024

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Sassuolo, omaggio a Eriksson: ci saranno anche i calciatori del 2000

 È già successo a Genova, sponda blucerchiata. Quando Sven Goran Eriksson è tornato a Marassi per salutare i tifosi, al suo fianco aveva un’orda di ex calciatori. La stessa scena si ripeterà domenica 26 aprile per Lazio – Sassuolo.Quando Eriksson varcherà le porte dello stadio Olimpico non sarà solo. Come riportato dal Corriere dello Sport, sono già tanti gli ex calciatori biancocelesti che hanno confermato la presenza. Su tutti Marcelo Salas. Uno dei fautori del secondo Scudetto biancoceleste. Il “Matador” ci sarà. E ci saranno anche: PancaroNegroBaronio Gottardi. Ma l’elenco è ancora in aggiornamento.

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Lazio, l’ultimo atto sarà per Sven: Eriksson torna all’Olimpico

Sven Goran Eriksson torna all’Olimpico a più di un anno di distanza. L’ex allenatore svedese ha accettato l’invito da parte della Lazio e sarà allo stadio per l’ultima di campionato contro il Sassuolo, con data e orario ancora da fissare ma che si giocherà nel weekend del 26 maggio. Il mister chiuderà il cerchio e il “giro dei campi” in mezzo alla gente biancoceleste dopo aver ricevuto l’omaggio di Liverpool, Goteborg, Benfica e Sampdoria.

Eriksson aveva già ricevuto la passerella all’Olimpico il 19 marzo del 2023, in occasione del derby, ma non aveva ancora annunciato al mondo la sua brutta malattia. Tra pochi giorni il popolo laziale si alzerà in piedi e lo abbraccerà a distanza facendo sentire all’allenatore l’affetto e la vicinanza in un momento così delicato della sua vita. Sarà anche una bella occasione per ricordare lo squadrone che vinse lo scudetto uno Scudetto, una Supercoppa europea, due Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, due Supercoppe Italiane.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Pancaro: “Emozione 14 maggio, Eriksson decisivo come Maestrelli, Cragnotti il presidente dei sogni” (AUDIO)

GIUSEPPE PANCARO in collegamento a ‘NMM’!

Il ricordo del 14 maggio 2000 e dello Scudetto è sempre una grande emozione. Ricordo quando al termine della gara vinta con la Reggina, seguivo la gara della Juventus a Perugia in bassa frequenza insieme a Stankovic e Sinisa. Fu palpitante, eravamo certi che la Juventus riuscisse a pareggiare, evenienza che ci avrebbe portato allo spareggio. Ricordo benissimo anche la tristezza dell’ultima domenica dell’anno precedente, stesso sentimento del 2000. C’era pessimismo, ci auguravamo lo spareggio, consapevoli di star meglio della Juventus in quel momento. Il nostro finale di stagione fu incredibile.

Un punto di contatto chiaro tra il primo scudetto della Lazio ed il secondo è la figura dei due allenatori, Maestrelli ed Eriksson. Nel tempo mi sono appassionato alla storia della Lazio, ho stretto un’amicizia con Massimo Maestrelli. Noi eravamo una squadra costruita per vincere, quella del 74 è una favola, una vittoria che si è creata con grandi personalità e con dinamiche di spogliatoio speciali. Un altro elemento che ci accomuna è che anche loro hanno sfiorato il titolo l’anno precedente. Quella Lazio lì mi è entrata nel cuore, ho visitato la tomba in cui riposano Maestrelli, Chinaglia e Wilson, una cosa davvero unica al mondo.

Se mi chiedete di scegliere una persona senza la quale sarebbe stato difficile vincere lo scudetto, dico Eriksson. Difficile citare un solo giocatore, ce ne erano troppi di incredibile qualità e personalità che sono stati decisivi in determinati momenti. Non so se senza Eriksson avremmo vinto. Il pensiero oggi va a lui, una persona unica, decisiva per la mia carriera. Ricordo le chiacchierate in cui parlavamo di tutto, sono molto legato a lui e la notizia della sua malattia mi ha fatto male. Sinisa Mihajlovic, invece, è una ferita che non potrà mai rimarginarsi. E’ stato un guerriero, un fratello, un dolore eterno. Cragnotti? Per noi era il presidente che tutti i giocatori sognano di avere. Non a caso ancora oggi è tanto amato. Mancini? Ha dato il suo contributo, ma se parliamo di una singola persona, l’unico che davvero ha inciso è Eriksson”

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Il 12 maggio all’Olimpico un grande ritorno…

Come riportato dal Messaggero, il 12 maggio per le celebrazioni dei 50 anni dal primo scudetto della Lazio, potrebbe essere presente all’Olimpico un vero type=’text/javascript’ idolo dei tifosi laziali. Svena Goran Eriksson infatti potrebbe essere presente allo stadio per salutare il suo pubblico e ricordare anche il secondo scudetto biancoceleste.

Alessio Buzzanca

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NEWS

Eriksson shock: “Ho un cancro terminale, mi resta un anno di vita”

Eriksson: “Ho il cancro”

Ho il cancro. Mi resta un anno di vita”. È l’annuncio shock di Sven-Goran Eriksson ad una radio svedese. L’ex allenatore della Lazio, con la quale ha vinto lo Scudetto nel 2000, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane, ha parlato apertamente delle sue condizioni di salute, spiegando la prognosi che ha ricevuto dai dottori. Proprio lo scorso anno Eriksson si era dimesso dal ruolo di direttore sportivo del Karlstad Football per problemi di salute.

“Tutti avevano capito che non stavo bene – le parole di Eriksson, 75 anni -, immaginavano fosse cancro e lo è. Devo lottare finché potrò. Nel migliore dei casi un anno o anche di più, nel peggiore anche meno. In realtà nessuno può esserne sicuro con certezza, è meglio non pensarci. Puoi in qualche modo ingannare il tuo cervello, pensare positivo e vedere le cose nella maniera migliore, non perderti nelle avversità, perché questa ovviamente è la più grande di tutte, ma ricavarne comunque qualcosa di buono da questa esperienza. Sono collassato improvvisamente mentre facevo una corsa di cinque chilometri, dopo un consulto medico ho scoperto di avere avuto in ictus e che avevo già un tumore. Non so da quanto tempo, forse un mese, forse un anno”.

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Eriksson al derby, Sarri lo raggiunge: “Che bel calcio la Lazio!”

Il derby dell’Olimpico vinto dalla Lazio è stata anche l’occasione per vedere un ospite di eccellenza sugli spalti. Quasi un mese dopo l’annuncio dell’addio al calcio, Sven Goran Eriksson è infatti tornato nella Capitale: “Non vengo all’Olimpico da tanto tempo e qui ho tanti ricordi, soprattutto belli. Lazio e Roma sono in lotta nella corsa alla Champions League e possono ambirci senza problemi. Sia Sarri che Mourinho sono allenatori bravi. Mi piace il calcio che vuole proporre l’allenatore biancoceleste”, le parole riportate da Il Messaggero.

Dopo Eriksson, LEGGI ANCHE:

Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il derby contro la Roma.

Partiamo dalle emozioni di questo derby.
“Il derby è una partita molto particolare, lo vediamo dall’ambiente in cui viviamo. Vincere dà grande soddisfazione, che diamo a tutto il popolo laziale”.

Cosa vi lascia questa partita?
“Per ora stiamo facendo bene. Ci sono ancora due mesi e mezzo e bisogna continuare su questo livello fino alla fine”.

Due derby vinti senza subire gol non capitava dall’era Maestrelli.
“Io vorrei entrare nel cuore dei laziali, ma il paragone con Maestrelli ancora non ci sta”.

Sull’autogol ha rivisto i fantasmi?
“I cali quest’anno sono venuti fuori più che altro in Europa, mentre in campionato abbiamo avuto più continuità”.

Casale e Zaccagni sono da Nazionale?
“Mi sembrano forti, ma se non li convocano sono abbastanza contento. Dal 4 gennaio hanno giocato ogni 3 giorni, quindi se possono staccare qualche giorno e poi allenarsi gli fa bene”.

Romagnoli in Nazionale è merito suo?
“Non penso, perché credo che lui sia nato per giocare come gioco io. Tatticamente è molto evoluto, si applica con continuità e giocando così ne trae giovamento per sue caratteristiche”.

Vi hanno caricato le parole di Mourinho?
“Io non so neanche cosa ha detto. Abbiamo visto molti filmati della Roma, di gioco e extra gioco”.

Come avete caricato Provedel?
“Dopo pranzo era sfebbrato, si è messo adisposizione e ha giocato”.

Il derby vi dà slancio per l’obiettivo Champions?
“Bisogna provare fino in fondo a dare il massimo. Il presidente ha sempre detto di provarci e non che era un obiettivo. Noi ci proveremo, ci sono squadre più attrezzate sulla carta e vediamo di farle rimanere sulla carta”.

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DICHIARAZIONI

Mihajlovic, Eriksson: “Uomo vincente e disponibile con tutti”

Sven Goran Eriksson ricorda Sinisa Mihajlovic a Sky Sport: “Era un generoso, uno che aiutava tutti, specialmente i giovani. Ricordo che tante volte dopo l’allenamento lui si fermava a battere le punizioni coi giovani. E’ triste, purtroppo però è così. Doveva diventare allenatore, questo si sapeva già dal campo, perché era troppo intelligente come giocatore. Ha sempre capito tutto del calcio. Lui e Mancini, sempre, parlavano di calcio, erano allenatori in campo. Ho davvero tantissimi ricordi di calcio, ma soprattutto li ho forti come uomo vincente e disponibile con tutti. Era impossibile che non ti piacesse Sinisa, era positivo, allegro, era un piacere lavorare con lui”.