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Flaminio-Lazio, E. Nervi: “Non capisco la strategia di Lotito”

“Passano i giorni e non succede nulla, anzi, l’impianto si degrada sempre di più. Siamo delusi — continua Elisabetta Margiotta Nervi, l’erede del creatore del Flaminio — abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere. Abbiamo elaborato, con la Getty Foundation e La Sapienza, un piano di conservazione per la tutela che la vecchia amministrazione ci aveva assicurato di utilizzare per restaurare il Flaminio. Ci aspettiamo che anche la giunta Gualtieri lo faccia».

Sulla possibilità che il Flaminio diventi la nuova casa della Lazio Elisabetta Margiotta Nervi non si espone: «Non posso commentare qualcosa che non esiste, non posso sapere se è coerente con i vincoli del Piano di conservazione. La strategia di Lotito non la capisco: non è l’amministrazione comunale che deve proporre, il Comune valida, approva o respinge un progetto che riceve. La giunta non può dare assicurazioni senza vedere un progetto concreto. Non è mai successo. Quando avremo un progetto si potrà dare un parere, ovviamente con l’avallo della Soprintendenza, visto il vincolo di tutela. Lotito facesse almeno lo sforzo di realizzarlo». Sololalazio.it/Repubblica

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Stadio Flaminio, il Comune di Roma: “C’è un ultimatum”

La Lazio interessata allo Stadio Flaminio, ma il Comune di Roma non ha ancora ricevuto nessun progetto. Durante la commissione capitolina Sport è stato fatto il punto sulla situazione del progetto da parte di Alessandro Onorato, Assessore allo Sport: “Alla fine del mese di agosto- ha detto all’Agenzia Dire – c’è stata una richiesta di documentazione da parte della Società sportiva Lazio sulla struttura dello stadio Flaminio. Il dipartimento Sport ha prontamente fornito tutti i documenti necessari e a questo punto siamo in attesa del presidente della Lazio Claudio Lotito e della Società sportiva Lazio se vuole davvero presentare un progetto per quella struttura”. Tocca al patron biancoceleste prendere una decisione.

Flaminio, c’è una scadenza

Non possiamo aspettare in eterno una disponibilità e una progettualità concreta della Lazio, sarebbe l’errore che hanno fatto le giunte precedenti tanto che oggi il Flaminio è diventato il simbolo dell’immobilismo. I documenti sono nelle mani del presidente Lotito, il Comune può esprimersi sulla fattibilità del progetto se ce n’è uno, che a oggi non c’è. Possiamo aspettare al massimo entro la fine dell’anno, poi a quel punto esplorare anche altre progettualità“. Corrieredellosport.it

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Stadio Flaminio, Comune: “Lazio sparita”. Lotito prima di presentare il progetto vuole garanzie al buio

Si aspetta. Con cittadini e tifosi che sperano nella svolta. In estate la Lazio ha chiesto tramite pec la richiesta di accesso agli atti, senza più farsi sentire col Comune. “Il Flaminio nelle condizioni attuali è una croce della città – spiega l’assessore dello sport Alessandro Onorato al Corriere della Sera -. Abbiamo dimostrato la disponibilità ad accogliere il progetto della Lazio, come quello della Roma. I giallorossi lo hanno fatto, la prossima settimana comincerà la conferenza dei servizi. Lotito afferma di non voler fare la conferenza dei servizi al buio. Siamo in una democrazia, se domani qualcuno dovesse mostrare interesse, siamo obbligati a iniziare l’istruttoria”. Il riferimento è soprattutto a Cassa Depositi e Prestiti, che sta preparando un progetto. Le difficoltà sono tante, come dimostra l’abbandono del progetto della Roma nuoto un anno fa. Per questo da Formello fanno sapere che vorrebbero garanzie sulla fattibilità (compresa copertura e ampliamento a 42mila posti) proprio per non perdere tempo e soldi in progetti destinati a morire. Mentre tifosi e cittadini non possono che sperare che la situazione si risolva definitivamente.

Corriere della Sera

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Lotito: “Ora Milinkovic vale 120 milioni di euro. Flaminio? Non dipende più da me”

[…] In realtà, in tanti a Formello cominciano a farci un pensiero, ma solo dopo gli scontri diretti contro Udinese, Atalanta, Roma (già 7 mila biglietti venduti) e Juve sarà tutto più nitido. Se il 14 novembre la Lazio si sveglierà ancora così in alto, Lotito dovrà fare per forza uno sforzo a gennaio: «Vedremo». Sarri invoca uno fra Parisi e Valeri come terzino sinistro e il solito Ilic a centrocampo. Prima avrà un vantaggio: rispetto alle altre big, durante lo stop Mondiale, Maurizio dovrà rinunciare soltanto a Vecino e Milinkovic e ha già in mente un richiamo di preparazione in ritiro (Spagna o Formello) per ripresentarsi al top. Dita incrociate ovviamente per le sorti di Sergej, valore aggiunto assoluto di questa Lazio, di nuovo re dei tacchi (3) e degli assist (7) del torneo in corso. Sorpassato addirittura De Bruyne, il serbo ha partecipato a 10 gol, come lui nessuno nei primi 5 campionati top. A Lotito non interessa sia in scadenza nel 2024: «Non ho nessun accordo con Kezman per cederlo alla Juve o a nessun altro in inverno. Anzi, ora vale 120 milioni, non più 100. Ogni mese sale il prezzo». 

LO STADIO DEL MAESTRO

I tifosi venerano questo Sergente maturo, ma ora hanno pure un nuovo beniamino al comando. Sarri ha conquistato il mondo Lazio, la sua ultima dichiarazione d’amore ha mandato in tilt web e radio: «Dopo anni i laziali mi hanno fatto tornare la voglia di allenare. Qui sto bene con i miei giocatori e il mio popolo. Il sogno è giocare al Flaminio con lo stadio intitolato a Maestrelli all’esordio». Nessun allenatore era mai stato così romantico, nonostante le ultime scintille societarie in Campidoglio: «Ho scelto Maurizio perché è un grande maestro di calcio, ma anche per il suo aspetto umano. Io ho proposto per primo il rilancio del Flaminio, sto approfondendo il discorso con la famiglia Nervi, la sovraintendenza, ma non dipende più da me – chiosa Lotito, domani ufficialmente investito al Senato – perché devono avere garanzie sulla copertura e la capienza. La Lazio ha una media di 42mila spettatori, in quell’impianto ne entrerebbero un quarto. Non partecipo col Comune a una conferenza dei servizi al buio». Serve un’illuminazione dall’alto. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

100 anni di Maestrelli, Lotito sul Flaminio: “Ci tengo a giocare lì, ma le condizioni attuali…” (VIDEO)

Claudio Lotito, in Campidoglio, tocca anche l’argomento Stadio Flaminio, in compagnia di Alessandro Onorato: “Sono stato io a lanciare l’idea del Flaminio. Io posso sembrare una persona poco romantica e senza pathos, ma in realtà anche io ci tengo tanto al fatto che la Lazio giochi al Flaminio. Averlo come nostra casa è una cosa che rievoca la nostra storia e le nostre radici. Le condizioni attuali sono complicate (riferimento ai 13.000 posti attuali, alle coperture, ndr.) io sto lavorando per vedere cosa posso fare realmente“.

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Lotito: “Sarri e mercato, idee di calcio per il futuro della Lazio. Flaminio? Ci siamo mossi ufficialmente…”

La prima sosta della stagione non ferma il presidente della Lazio Claudio Lotito che, candidato alle elezioni politiche di domenica 25 in Molise con Forza Italia, fa la spola tra Roma e la regione che si affaccia sull’Adriatico. Nonostante i tre cellulari con cui convive da anni, risponde alle domane riusciamo su calcio e politica.

Presidente Lotito, andiamo indietro di qualche mese: Sarri e il rinnovo fino al 2025, scelta decisa quella di puntare su un allenatore di grandissimo livello.

«Ci siamo capiti subito. Non lo conoscevo, però mi ha fatto immediatamente una grande impressione: come ho già detto Sarri è una persona che vive per il calcio. Per questo gli ho affidato un progetto ad ampio raggio, che mi sembra stia mostrando tutte le sue potenzialità anche in queste prime giornate di campionato che fanno ben preludere a questa seconda stagione».

Ma come nasce l’idea di portare Sarri alla Lazio dopo la separazione con Inzaghi?

«Dopo l’uscita di scena di Simone Inzaghi, per certi versi improvvisa e inattesa, abbiamo scelto un allenatore in linea con le ambizioni di questo club. Non, dunque, un mister di transizione, ma uno in grado di far partire subito un progetto nuovo, che puntasse sui giovani e al miglioramento della rosa. Ho valutato tanti tecnici validi, più o meno blasonati. Ho scelto di non accontentarmi. Non ho preso un nome: ho scelto un’idea di fare calcio».

Poi è arrivato il mercato: promessa mantenuta, sono stati ben otto gli acquisti fatti per una spesa che supera i 50 milioni di euro…

«È stato uno dei mercati più dispendiosi sotto il profilo economico, ma si è fatto un investimento per gettare le basi del rinnovamento necessario che attendeva il nostro parco giocatori. Avevamo figure e ruoli da coprire nell’immediato, ma anche bisogno di dare alla rosa più ricambi di quanti ce ne fossero lo scorso anno. Senza fare collezioni di figurine, ma comprando chi fosse veramente utile. E, cosa che molti brillanti commentatori trascurano, non abbiamo venduto le nostre pedine migliori, a partire da Sergej Milinkovic-Savic. Altre grandi squadre hanno sacrificato tasselli importanti, noi no».

Romagnoli è stata una trattativa lunga ma alla fine ha accontentato i tifosi, è stato un bel regalo sia al giocatore che è laziale, che ai sostenitori biancocelesti.

«Essere laziali è un plus importante, perché aiuta a entrare da subito in sintonia con questi colori. Da solo però non basta. Prima di tutto viene l’aspetto tecnico: e Romagnoli è davvero quel che ci serviva, per capacità ed esperienza internazionale. Del bianco e celeste ti innamori da bambino, così è stato per Romagnoli, oppure giocandoci: penso che Immobile, Milinkovic, ma anche altri che sono qui da meno tempo di loro, siano diventati ormai tifosi della squadra in cui giocano».

Qual è l’obiettivo che vi siete prefissati per questa stagione ma anche per il futuro da qui ai prossimi anni?

«La crescita. Non possiamo permetterci di andare indietro. Si può raggiungere o meno un trofeo, che dipende da molteplici fattori. Bisogna però sempre arrivare a giocarsi tutto fino in fondo. Ricordo ancora quando arrivai a Formello: era rimasto poco e niente, sia nelle attrezzature che nel patrimonio tecnico, tranne qualche importante giocatore del vecchio ciclo. Presi tanti giocatori, alcuni dei quali sono entrati nella storia della Lazio, come per esempio Tommaso Rocchi. La crescita però è sempre stata tangibile e oggi siamo in alto, nelle posizioni che contano».

Parliamo dello stadio di proprietà, ieri Calenda ha detto che il Flaminio non si presta ad essere lo stadio della Lazio ma i laziali lo sognano, è una strada percorribile?

«Ci siamo mossi ufficialmente, come sapete. Fare uno stadio di proprietà non è come andare a prendere un caffè al bar. Ci sono procedure, condizioni mutevoli, variabili a non finire che possono incidere sul risultato finale. Per questo parlerò a tempo debito e non ha senso fare annunci di qualsiasi tipo su questo tema. Di certo la Lazio vuole un suo stadio di proprietà».

Non so se ha letto in una recente intervista Sergio Cragnotti le ha fatto i complimenti ed ha parlato di un presidente ambizioso che non bada più ai conti.

«Mi fanno piacere le sue parole. Noi cerchiamo di conciliare i risultati sportivi con quelli economici».

Presidente, Immobile ha fatto la storia della Lazio ma anche del calcio italiano. Però non sembra essere considerato come merita.

«Trovo incredibile che un giocatore così non sia celebrato come merita. La Lazio non vuole trattamenti di favore da nessuno. E lo stesso vale per i suoi calciatori. Vorrebbe soltanto che fosse guardata la realtà. Un giocatore che segna moltissimi gol da anni, che è sempre decisivo, con colpi da grande giocatore, va sui giornali per vicende che nulla hanno a che vedere con le sue qualità umane e sportive. Ha vinto la sua Scarpa d’Oro ma forse a qualcuno dà fastidio che stia alla Lazio. Lo conosco e so che ama i tifosi laziali e questa società proprio perché lo fanno sentire ogni giorno importante».

Girano tante voci attorno alla Lazio, ci dobbiamo aspettare delle novità a livello dirigenziale?

«Girano sempre tante voci attorno alla Lazio. Bisogna guardare ai fatti e non alle indiscrezioni. Nella società sono in corso alcuni cambiamenti, come sapete ho affidato un ruolo per tutto il settore giovanile e la Primavera, oltre che Lazio Woman, a mio figlio Enrico, che porterà sicuramente energia giovane e grande attaccamento ai colori biancocelesti. È arrivato il Direttore Fabiani, persona di grande esperienza che gode della mia considerazione e stima personale. Ho apportato alcuni cambi nella comunicazione, per essere sempre più pronti e propositivi, visto che non abbiamo, a differenza di altri, trattamenti con i guanti bianchi».

Qual è il sogno oggi di Claudio Lotito?

«Portare la Lazio ai vertici del Campionato italiano e d’Europa. È un sogno sportivo, professionale, personale».

Lasciamo il calcio, parliamo di politica: perché si è candidato in Molise?

«Mi piacerebbe entrare in Senato e dare il mio contributo. Sarebbe la prima volta, ma l’esperienza di imprenditore conta. Non sarei, insomma, un Carneade come tanti altri che pensano si possano ricoprire questi ruoli senza alcuna competenza. Sto girando il Molise in campagna elettorale e scopro ogni giorno un’Italia piena di valori e dignità, che ha bisogno di essere ascoltata e di potersi esprimere. Incrocio le dita e intanto mi rimbocco le maniche».

La sua è stata una campagna elettorale sui generis. Sono diventati virali i sui video in cui balla e canta con i molisani…

«È una campagna elettorale che mi sta entusiasmando oltre le aspettative. Ho trovato i molisani un popolo accogliente e generoso. Sono persone vere e io ho voluto comportarmi con la loro stessa semplicità che è poi il mio modo di essere anche se nel mio ruolo di imprenditore e presidente della Lazio non posso sempre esprimere: ho giocato a carte, a calcio balilla, che mi piace tantissimo, sono stato in tante discoteche e in diversi centri anziani. Quando mi hanno chiesto di ballare con loro, potevo rifiutare? (sorride, ndr)».  Leggo

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Flaminio-Lazio, Onorato: “Documentazione inviata, ora sta a Lotito presentare un progetto”

Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma, in una intervista a La Repubblica è tornato a parlare della possibilità di concedere lo stadio Flaminio alla Lazio. «Adesso sta al presidente Lotito presentare un progetto per ristrutturare il Flaminio. I nostri uffici hanno impiegato solo 5 giorni per inviare la documentazione richiesta. Se ci sarà un progetto lo analizzeremo, sarebbe naturale immaginare che la Lazio e i suoi tifosi possano avere il proprio stadio al Flaminio. Se Lotito fa sul serio si può chiudere entro 10 mesi l’iter autorizzativo. Per il momento il presidente si è detto disponibile, ma contano i fatti. Se la Lazio non troverà la via giusta, individueremo un’alternativa. I vincoli ci sono ma se verrà presentato un progetto che esalti la vocazione sportiva e non quella commerciale, le istituzioni preposte saranno liete di contribuire. Sta a Lotito dimostrare di voler andare fino in fondo».

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‘QUELLI CHE…’ – Ass. Onorato: “Flaminio-Lazio, si può fare, c’è la reale volontà di Lotito. Aspettiamo una pec di richiesta documenti per partire” (AUDIO)

ALESSANDRO ONORATO (Ass. Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Comune di Roma), in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Con il presidente Lotito per il Flaminio non c’è mai stata una vera e propria scadenza. La certezza è che il Comune non vuole lasciare l’impianto in questa condizione di decadenza. Roma ha due squadre di calcio importanti con l’ambizione di avere il proprio stadio. Da parte nostra c’è una sorta di priorità morale nei confronti della Lazio, circa una sorta di progetto per far diventare il quadrante del Flaminio una casa della Lazio. Ad agosto abbiamo continuato a lavorare, ci siamo incontrati, abbiamo espresso questa disponibilità. Chiaro che non devono essere tentennamenti. Non è un tabù immaginare lo Stadio Flaminio alla Lazio, ma deve essere massima convinzione”.

Incontro con Lotito

Nell’incontro che abbiamo avuto con Lotito ho visto la reale volontà e disponibilità dello stesso. Ci sono altri interessamenti, la priorità è della Lazio, ma ci aspettiamo che prossimamente il club possa presentare una proposta che tenga conto anche dei vincoli. Se qualcuno pensa che quell’area possa diventare solo commerciale sbaglia. Se la Lazio vuole mettere in campo dei progetti e dei fondi che vadano a tutelare anche la natura architettonica dell’impianto ben venga. C’è la disponibilità della Lazio a parlarne, formalmente noi aspettiamo un passaggio con pec del club per dare vita al dialogo concreto e per la richiesta di tutti i documenti utili per entrare nel vivo. L’iter burocratico è chiaro e netto, la famiglia Nervi e la sovraintendenza sono predisposti a trovare una soluzione. Mi auguro che il prima possibile Lotito invii questa email e dopo la nostra risposta, mi auguro che possa poi manifestare ufficialmente l’intenzione di procedere. Se oggi la Lazio vuole presentare un progetto coinvolgendo tutti i soggetti interessati il dialogo è fattibile ed i tempi sarebbero anche più stretti di quanto si immagina. Si tratta di recuperare una struttura adeguandola alle norme. Sfatiamo il mito che la cosa sia impossibile. Si può fare, certamente non a tutti i costi“.

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Flaminio, la mossa di Lotito: i dettagli

Secondto ‘La Repubblica’, il patron Lotito ha scritto al Comune di Roma per richiedere tutta la documentazione dello stadio Flaminio. La nota ufficiale è stata presentata ieri a Patrizia Delvecchio – dirigente del dipartimento Sport – e la risposta è attesa entro la fine di questo mese. La Lazio avrà quindi il compito di presentare una prima bozza di un proprio progetto.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Flaminio, Giovannelli: “Lotito ha visto due volte Gualtieri, ma nessun progetto” (AUDIO)

Il presidente del Consiglio del II Municipio, Giovannelli: “Lotito ha visto due volte il sindaco Gualtieri ma al momento non è stata presentata alcuna ipotesi di progetto

“Il presidente del Consiglio del II Municipio, Paolo Giovannelli è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei durante ‘Sei Volte Buongiorno”. “A Via Guido Reni sono previsti investimenti in un’area di 5 ettari da parte di Cassa Depositi che ne è proprietaria. Né Lotito né altri imprenditori possono subentrare in questo progetto. Diverso invece è un altro progetto, sempre tra CDP e il Credito Sportivo che prevede la sistemazione del Flaminio”.