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DICHIARAZIONI

Flaminio, Onorato: “Si potrebbe ragionare su copertura e ampliamento, ma senza un progetto…”

Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale a margine della conferenza di
presentazione del Sei Nazioni

Non vogliamo che il Flaminio resti in questa situazione di degrado nella quale si trova da ormai 15 anni, ma chiaramente servono degli investitori. Se la Lazio Calcio vuole presentare un progetto siamo disposti ad ascoltare, ma non credo che in questo senso si vada lontano. Se il Flaminio sta come sta è perché non si sono poste delle scadenze nel tempo, nonostante si siano succeduti governi appartenenti a tre colori politici differenti. Crediamo che il Flaminio abbia un fortissimo appeal nel momento in cui verrà rinnovato e per questo non siamo disposti ad accettare progetti di altro genere, come quelli presentati da coloro i quali credono che quell’area ricca di storia possa diventare un centro commerciale. C’è totale apertura della sovrintendenza a rinnovarlo, con un vincolo che resta quello dello stadio. Si potrebbe ragionare sulla realizzazione di una copertura e sull’ampliamento della capienza, ma senza un progetto parliamo del nulla. L’amministrazione evidentemente si presenterà con un progetto chiedendo poi i fondi al Governo, come fatto per il Franchi a Firenze. Il quadro è chiaro, il Flaminio rappresenta un patrimonio da preservare e valorizzare. Non ho alcun dubbio che in futuro possa diventare la casa principale del rugby italiano”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Flaminio, piccoli passi in avanti

Il futuro dello stadio Flaminio e della Lazio tiene banco ormai da mesi. L’assessore allo Sport, Alessandro Onorato, ha da giorni chiarito la data limite entro e non oltre la quale la Lazio stessa dovrà presentare un progetto concreto. Piccoli passi avanti, seppur non ufficiali, sono stati fatti. Come riporta il Corriere dello Sport, entro la prossima settimana dovrebbe esserci un nuovo incontro tra le parti per cercare di limare ulteriormente le distanze. Sta prendendo ancora tempo la Lazio prima di presentare ufficialmente il suo progetto per la riqualificazione del Flaminio.

Non vuole fare un salto nel buio il presidente Lotito e vuole essere prima certo che le sue richieste possano essere realmente prese in considerazione. Il piano del patron è estremamente chiaro e altresì ambizioso: creare un valore aggiunto per la città e al contempo per la Lazio stessa. Chiaro il piano, altrettanto le richieste: la copertura dello stadio e l’ampliamento della capienza da 18 a 45 mila posti (il Comune informalmente aveva dato l’ok fino a 38mila) così da poterlo utilizzare per eventuali finali Fifa o Uefa. A questo Lotito vorrebbe anche l’affidamento di zone circostanti la struttura, utili per la mobilità o accesso allo stadio. Il tempo c’è ma comincia a stringere, l’ultimatum del Comune è chiaro, ma entrambe le parti vogliono arrivare a un punto di incontro. Non è detto che l’eventuale incontro possa orientare il tutto verso una una stretta di mano

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APPROFONDIMENTI

Flaminio, altra grana: ricorso della Roma Nuoto

Altra grana per il Flaminio: la Roma Nuoto ha presentato ricorso contro il respingimento da parte della Conferenza dei servizi del progetto di ristrutturazione da 80 milioni di euro da loro presentato. “Il nostro progetto prevedeva una riduzione della capienza dello stadio, con una struttura rimovibile in grado di alzare il campo di gioco di circa sette file di sedute”. Spiega il presidente della società che si è affidata all’avvocato Aldo Ceci per il ricorso, lo stesso che aveva seguito la costruzione dello Stadio Benito Stirpe a Frosinone.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Trattativa per debito Serie A col Fisco, ecco la proposta di Lotito” (AUDIO)

Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’

“C’è una trattativa in corso fra la Lega e il Governo per la rateizzazione ragionata del debito col fisco. Un sistema di rate ordinarie che – se versate correttamente, entro i tempi – permetterà ai club di rendere la spesa sostenibile. In cambio, il mercato di gennaio verrebbe fatto solo con prestiti. Insomma, se si dovesse trovare questo accordo per pagare a rate, il mercato di gennaio sarebbe praticamente bloccato. La Lazio ha circa 40 milioni di debito, seconda in Italia dopo l’Inter (50)”.

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RASSEGNA STAMPA

Sport e Salute “ha distrutto il Flaminio”. L’ex società di servizio del Coni condannata

È la fine di una battaglia legale lunga quattro anni e mezzo. E peserà per 7,3 milioni di euro sui conti di Sport e Salute. Tanto costerà all’ex Coni Servizi, società controllata dal ministero dell’Economia, lo stato di abbandono in cui versa ormai da anni lo stadio Flaminio.

A mettere nero su bianco la condanna è Francesco Oddi, giudice della seconda sezione del tribunale civile. La sentenza, 33 dettagliatissime pagine, mette in fila la storia amministrativa dell’impianto per poi chiudersi con il maxi-risarcimento dovuto da Sport e Salute al Campidoglio. “L’inadempimento di parte convenuta (la partecipata del Mef, ndr) è inconfutabile”, scrive il giudice. Il riferimento è agli interventi di manutenzione. Carenti, se non completamente sbagliati. Dannosi.

La decisione del tribunale, come detto, ripercorre l’intera storia dell’opera. Il proprietario del Flaminio, è noto, è il Campidoglio. Dal 1960, dall’inaugurazione dello stadio disegnato da Antonio e Pier Luigi Nervi, l’impianto è stato affidato al Coni. Nel 1997 è arrivato l’ultimo protocollo d’intesa, un accordo da 15 anni: il Comune cede ancora una volta la struttura in cambio di lavori di manutenzione. Nel 2007, per il Sei Nazioni di rugby, c’è il via libera di palazzo Senatorio a 10 milioni di euro di lavori di ristrutturazione progettati da Coni Servizi, nel frattempo subentrata al Coni, e a carico dell’amministrazione capitolina.

Arriviamo al 2008. Coni Servizi rinuncia al Flaminio, destinato a diventare la Casa del Rugby. Ma l’affidamento alla Federazione italiana rugby “non venne mai perfezionato”. Rientra in gioco, fino al 2011, Coni Servizi. Nel 2013, la società del Mef, terminata la gara d’appalto per i lavori, riconsegna l’impianto a Roma Capitale. “Già a quell’epoca versava in uno stato di grave abbandono”, si legge nella sentenza che cita lo studio di fattibilità per la riqualificazione targato Risorse per Roma.

Senza la Federazione rugby, nel 2014 in Comune si affaccia la Federazione italiana gioco calcio: nulla di fatto “proprio per le deteriorate condizioni” del Flaminio. Fine dei 15 anni di concessione stipulati nel 1997: il Comune si ritrova in mano un rudere. E, come se non bastasse, anche un discreto bisticcio con Coni Servizi sui sopralluoghi per la riconsegna dello stadio e sui relativi certificati di idoneità statica e anticendio.

Impossibile non procedere per vie legali: a fronte di una richiesta di risarcimento danni di 8,8 milioni di euro, il tribunale civile ha condannato Sport e Salute (ex Coni Servizi) a restituirne 7,3 al Campidoglio. Per l’esattezza, inclusi gli interessi, un colpo da 7.322.640 euro.

Sport e Salute non commenta la sentenza. Ma è chiaro, si evince anche dalla lettura della pronuncia e dalle eccezioni (non accolte) presentate dai suoi legali, che la società presenterà appello contro la condanna. Tanto più che i danni, se riconosciuti anche nel secondo grado di giudizio, sarebbero stati comunque causati dalla precedente gestione. Non da Sport e Salute, ma dalla ex Coni Servizi. Non è esclusa, in attesa della sentenza dell’appello, la possibilità di arrivare a una transazione con il Comune. I fondi in avanzo verranno reinvestiti in opere pubbliche, ovviamente sportive, per i romani. Tanto più che la collaborazione tra Campidoglio e Sport e Salute è saldissimo, nonostante il caso Flaminio. Repubblica.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Flaminio, serve compromesso tra step burocratici ed esigenze della Lazio” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Al di là di ogni ipocrisia, è chiaro che in casa Lazio ci sarebbero vantaggi nel caso in cui Milinkovic e Vecino non superassero la fase a gironi dei Mondiali. La situazione di Serbia e Uruguay è complicata, sono costrette a vincere entrambe l’ultima gara”.

Capitolo Flaminio

“Lo stadio Flaminio è un bene comune, è evidente che c’è necessità che si trovi un accordo con il Comune con la presentazione di un progetto da valutare. Come abbiamo sempre ripetuto, ci sono degli step da rispettare e non a caso oggi è arrivata la replica dell'Ass. Onorato. Quando hai a che fare con un bene pubblico non si può improvvisare o andare a caso, così come è lecito che un presidente che sta investendo su degli studi di fattibilità voglia avere delle garanzie. Bisogna trovare un compromesso tra gli step burocratici e le esigenze del club”.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, il Flaminio sotto l’albero: “A breve incontro congiunto con il Campidoglio per la capienza”

Altro che colpo di mercato, c’è il Flaminio sotto l’albero. Lotito riprova a stupire tutti i tifosi con un regalo storico, ad effetto: «Non ho mai mollato. Io agisco senza proclami, in silenzio, ho fatto mille rilievi e approfondimenti, senza stare ai diktat di nessuno». Venerdì e sabato, in particolare, gli incontri decisivi con la Soprintendenza, confermati dal patron: «É vero. E ora, a breve, si potrà avere pure questo incontro congiunto in Campidoglio per capire se la capienza potrà essere portata ad almeno 45mila posti (ne erano stati offerti informalmente 38, ndr), superando ogni antico vincolo come al Franchi. Io, il progetto, ce l’ho chiaro». Uno stadio moderno, polifunzionale, capace di garantire profitti che vadano oltre il singolo giorno dell’incontro. Oltre all’ampliamento, per ospitare – magari un giorno – finali di Coppe europee, sono necessari una copertura e parcheggi adeguati in due zone attigue (già individuate) dell’impianto. Domenica sera persino l’ex presidente Cragnotti gli chiedeva lumi su quest’ennesimo piano romantico e ambizioso: «Sì, e gli ho risposto che è l’ultimo tassello che manca a questa Lazio. Mi sono avvicinato io a Sergio, ma non per i complimenti ricevuti nella vostra intervista di fine agosto, ma perché non ho mai avuto nulla contro di lui e mi ha fatto piacere vederlo. Chiunque ha operato in questo club va ricordato». Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Flaminio, Ass. Onorato: “Aspettiamo progetto Lazio entro fine anno, poi…”

Il presidente Claudio Lotito si è detto disposto a presentare un progetto per far diventare, nuovamente, il Flaminio lo stadio della Lazio, ma il tempo stringe. Le parole dell’Ass. Onorato: “Stiamo aspettando il progetto della Lazio, ma non faremo gli errori del passato. Se entro la fine dell’anno non presenterà un piano credibile, valuteremo altre proposte”.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Flaminio? Il progetto quando lo dico io. E con delle garanzie…”

Lotito pronto a chiedere un rimborso/sconto sull’affitto dell’Olimpico per i disagi del terreno: «Confido nella nostra sinergia con Sport e Salute per avere presto un bel campo».  Ieri mattina alle 10.30 gli assistenti di Sarri, Picchioni e Ianni, hanno fatto un sopralluogo per visionare il manto erboso. I miglioramenti ci sono, ma ancora non bastano: «La situazione è difficilmente risolvibile nel breve periodo – chiosa Sarri – e con un campo da biliardo come a Bergamo si è vista la differenza nel nostro gioco». 

LOTITO SUL FLAMINIO: “IL PROGETTO, LO PRESENTO QUANDO DICO IO”

Diventa tuttavia sempre più di attualità avere un proprio stadio. Martedì in commissione in Campidoglio sarebbe emersa la possibilità di ampliare la capienza del Flaminio a 40 mila posti, comunque sotto la media attuale della Lazio in campionato. L’assessore allo Sport, Alessandro Onorato, ha però lanciato un ultimatum entro Natale a Lotito: «Credo non ci sia nessuno nelle condizioni di poter porre un diktat. Anzi, nessuno può impormi i tempi in cui devo presentare un progetto e, ripeto, non lo farò senza garanzie, così al buio. Sto facendo i miei approfondimenti nel dettaglio».  Il Messaggero

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‘QUELLI CHE…’ – Cochi: “Flaminio, progetto definito dalla commissione per capienza a 40 mila” (AUDIO)

ALESSANDRO COCHI (Ex Delegato del Sindaco allo Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“I nuovi rilievi circa la tematica stadio Flaminio riguardano l’ultimatum dell’Assessore Onorato e quanto emerso dalla Commissione di ieri, ossia un progetto ben definito che darebbe il via alla capienza di 40mila posti. La Lazio non ha dato seguito per il momento alla richiesta di informazioni di fine agosto. E’ la proprietà che deve presentare un progetto che vada al vaglio in Conferenza dei Servizi. Sarebbe importante sfruttare anche il clima positivo che riguarda il progetto Roma-Pietralata”.