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‘QUELLI CHE…’ – Onorato: “A breve decideremo sul Flaminio. Lazio libera di costruire altrove” (AUDIO)

Stadio Flaminio, l’assessore Alessandro Onorato a ‘QUELLI CHE…’

“Parlando di impianti, è inutile discutere di Flaminio se il progetto non c’è. Il Comune di Roma è pronto ad affiancare e supportare il progetto, a seguire l’iter. Ma se il progetto non c’è, non possiamo parlarne. Ovviamente il presidente Lotito è liberissimo di prendere o non prendere in considerazione il Flaminio, ci mancherebbe. Non vogliamo darlo per forza alla Lazio. Anzi, se Lotito avesse intenzione di farlo altrove, ci dicesse dove e siamo pronti a dare la stessa attenzione che abbiamo dato alla Roma. Lazio e Roma con stadi di proprietà sono un miglioramento importante.

Fare uno stadio non è una passeggiata, ecco perché è giunta l’ora di non parlare del Flaminio tanto per parlarne. Ci sono troppe cose in ballo, troppi problemi da risolvere per banalizzare.

Se la Lazio non mostrerà interesse, troveremo comunque un modo per ristrutturare il Flaminio. Tanto più che lo abbiamo messo tra le opere per i prossimi Europei di calcio. Speriamo ovviamente di andare comunque a dama e di restituire l’impianto alla città e di esserci per vederlo.

In chiusura, fortunatamente al Parco Lenzini la targa è al suo posto e speriamo possa rimanere lì tranquilla per sempre.”

Alessio Buzzanca

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‘SVB’ – Di Stefano (vicepres Commissione urbanistica): “Fossi la Lazio lascerei perdere il Flaminio e cercherei un’altra area” (AUDIO)

Marco Di Stefano (Vicepresidente Commissione urbanistica Campidoglio) a ‘SVB’

“Lo stadio della Roma a Tor di Valle era impossibile farlo. Solo un pazzo poteva pensare di farlo lì. Quello era un progetto assurdo anche perché sarebbe stato un impianto di proprietà di Pallotta e non si poteva fare. Adesso l’attuale impianto in esame verrà fatto su suolo pubblico, senza parte commerciale esagerata, e sarà di proprietà della Roma. Ci sono delle criticità, ma le esamineremo. Parliamo dei parcheggi previsti che sono davvero pochi e secondo me questa cosa costituisce un problema. Non possiamo convincere i romani ad andare coi mezzi pubblici e basta. Sono convinto che lo stadio della Roma si farà, ma i tempi non saranno quelli previsti perché a Roma i tempi sono sempre biblici. Un’altra criticità che c’è è quella dell’ospedale Pertini: non possiamo durante le partite affogare nel traffico una struttura fondamentale come questa che rimarrebbe bloccata nel caos del pre e post gara.

E’ uno scandalo che in una capitale come Roma ci sia una struttura come il Flaminio ridotta in queste condizioni. Capisco che il presidente Lotito pensi a rinunciare al Flaminio: oltre ai veti della famiglia Nervi che mi sembrano tanti e insormontabili, non vedo grandi possibilità di ampliamento di capienza sopra i 20/25.000 posti. Secondo me piuttosto che insistere col Flaminio, per la Lazio sarebbe più veloce e più sicuro un piano B: trovare un’area pubblica adatta, chiedere una concessione per 99 anni e farci lo stadio. Quello che per me dovrà fare Lotito è un progetto come quello della Roma che prevede uno stadio, poche strutture commerciali e null’altro. La Roma prevede di investire 500 milioni di euro. Come rientreranno della spesa col solo stadio? Non ne ho idea, ma sono valutazioni che avrà fatto la Roma e che non mi pertengono”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Flaminio: nuovo progetto di Cassa depositi e prestiti e Fondazione Nervi per riqualificarlo

Come riportato dalle pagine odierne del Messaggero, Cassa depositi e prestiti e l’Istituto del credito sportivo, assieme alla Fondazione Nervi starebbero per presentare al sindaco Gualtieri un progetto di riqualificazione del Flaminio che prevede venticinquemila posti a sedere e una tettoia costruita in maniera tale da non poggiare sulla struttura originaria come richiesto dalla Sovrintendenza, oltre a una cittadella dello sport e dell’intrattenimento che si estenderà fino al galoppatoio di Villa Glori. Il tutto per ospitare partite di calcio, rugby e soprattutto grandi concerti.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Onorato: “Targa a Lenzini imbrattata? La stiamo ripulendo e vigileremo. Vincoli Flaminio tutti superabili” (AUDIO)

l’Assessore Onorato a ‘QUELLI CHE…’

“Sono molto dispiaciuto per l’accaduto. Ho subito contattato il Presidente dell’Ama per far ripulire l’insegna dedicata a Umberto Lenzini. Avvisiamo chiunque volesse continuare a vandalizzare la città che non molliamo un centimetro e continueremo a ripulire. Stiano tranquilli che prima o poi identificheremo i responsabili.

Sull’argomento Flaminio vorrei essere chiaro: c’è una legge dello Stato del 2020 cosiddetta Sblocca stadi che permette di aumentare la capienza e fare le coperture. I parcheggi non mi sembrano un problema vista la centralità dello stadio. Ho già detto a Lotito che sono tutti problemi superabili e che il Flaminio non ha problemi per diventare uno stadio moderno e a norma. Basta volerlo e basta presentare un progetto. Con Lotito mi sento continuamente… vediamo”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Lazio-Flaminio, Onorato: “Aspettiamo sempre Lotito…”

La questione Flaminio orbita sempre intorno alla Lazio. L’assessore allo Sport di Roma Capitale Alessandro Onorato, nel corso dell’annuncio dell’approvazione della delibera di pubblico interesse da parte della Giunta Gualtieri sul progetto del nuovo stadio della As Roma, è tornato a parlare sulla possibile riqualificazione dell’impianto per mano della società biancoceleste: “Lo stadio della Lazio? La domanda andrebbe fatta al presidente Lotito. C’era stata una disponibilità sullo stadio Flaminio, poi abbiamo saputo a mezzo stampa che c’erano delle difficoltà. Noi confermiamo la nostra disponibilità a Lotito, che potrà presentare anche il progetto da un’altra parte”. Da capire le possibile future mosse del patron laziale. Qualche giorno fa aveva ammesso: “Il progetto lo presento se so che potrà essere approvato, altrimenti neanche lo presento”. Al momento rimane tutto fermo.

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Flaminio, la replica di Onorato: “Lotito sa bene che i vincoli possono essere superati…”

L’assessore allo Sport del Comune di Roma Alessandro Onorato ha replicato alle parole rilasciate nei giorni scorsi da Claudio Lotito, presidente della Lazio, in merito allo stadio Flaminio. Ecco, qui di seguito, le sue dichiarazioni al Corriere dello Sport.

Stadio Flaminio, Onorato replica a Lotito

“E’ normale che la Lazio debba avere uno stadio di 45mila posti con la copertura. E infatti poteva presentare un progetto. Il senatore Lotito sa benissimo che l’emendamento “sblocca stadi” del Decreto Semplificazioni fa in modo che determinati vincoli possono essere superati. Sta utilizzando come scusa il parere della soprintendenza di febbraio su un altro progetto di valorizzazione del Flaminio, che nulla ha a che vedere con quello dello stadio biancoceleste. Cita il parere della soprintendenza che lo ostacolerebbe, senza però considerare lo “sblocca stadi” che permette di superare i vincoli per stadi destinati a competizioni internazionali”. 

“Porta chiusa? Questo lo ha detto lui. Noi abbiamo aspettato la proposta della Lazio per rispetto della società e dei tifosi. Abbiamo garantito tutta la collaborazione e vogliamo continuare a farlo. Il presidente non si nasconda dietro problemi che non ci sono. Al Franchi sono stati superati i vincoli e quello stadio è stato fatto dallo stesso architetto, ben 40 anni prima del Flaminio”.

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‘QUELLI CHE…’ – Lotito: “Sarri maestro di calcio, puntiamo sul ‘Made in Italy’. Flaminio? Non presento un progetto se…” (AUDIO)

Il Presidente della Lazio Claudio Lotito a Radiosei

“Sto dalla mattina alle 8 fino alle 23 al Senato, ormai non ceno più (ride, ndr). Quando arrivi a casa sei stremato, stanco morto. Per adesso dormo tre ore a notte, abbiamo commissione in vari orari della giornata. Ho avuto una delega dagli elettori e voglio assolvere il mio compito dando il mio contributo. Ai posteri l’ardua sentenza”.

LA SOCIETA’

“E’ difficile acquisire risultato, indipendentemente dalle possibilità economiche. E’ vero che queste contribuiscono ad accrescere il livello della rosa, ma il calcio è un gioco di squadra. Bisogna creare quella alchimia, una specie di corrente elettrica per poter cementare un rapporto e far scendere in campo i giocatori con forti motivazioni. Abbiamo perso punto con squadre più deboli, bisogna creare e trovare le giuste motivazioni, che fanno la differenza. Un ambiente ‘tutti per uno e uno per tutti’. E tutti devono lavorare all’unisono. Tanti italiani in rosa? Noi stiamo cercando di allestire una squadra all’insegna del made in Italy. Rivendichiamo il ruolo dell’Italia a livello internazionale, peccato per il Mondiale saltato. L’organizzazione è fondamentale, a volte le mele marce alterano gli equilibri. Stiamo inserendo calciatori di valore morale e caratteriale, per evitare discrasie”.

SARRI

“Dovevamo ripartire con un nuovo ciclo. E’ un maestro di calcio, ho fatto uno sforzo particolare e preso 15 giocatori in un anno solare. Poche squadre hanno avuto la capacità di cambiare tanto. La rosa è di qualità, competitiva e può raggiungere certi obiettivi”.

FISCO

“Ho fatto una norma di buon senso. Non volevo aiutare nessuno. Tutte le categorie avevano avuto dei ristori, penso al Cinema ad esempio. Lo sport nessuno. Qualcuno voleva tornare indietro rispetto agli impegno assunti. Tutto lo sport italiano ne avrebbe risentito, sarebbe stato un cataclisma. Alcuni rappresentanti dello sport remano contro e questo mi addolora, oltre ad essere inconcepibile. Io dico la verità e parlo con i fatti, non con i proclami. Gli obiettivi non si annunciano, si raggiungono. Infantino quando è venuto a Formello è rimasto impressionato, abbiamo infrastrutture di primo livello. Oltre a questo, adesso la Lazio è un punto d’arrivo e non di partenza“.

STADIO

“Io non sono abituato a vendere cose che non posso realizzare, non per mia volontà. Oggi il Flaminio è uno stadio che – in base alle norme di sicurezza – ha 16.000 spettatori. Per noi è inadeguato, ci serve minimo da 45.000 spettatori. Questo è il primo problema, poi c’è la copertura. Terza cosa i parcheggi e della viabilità in generale, che forse è fra tutti è risolvibile. Ho studiato tutta la cosa, ovviamente. Il problema sono le autorizzazioni e qui cozziamo con posizioni non in linea con le nostre aspettative. Io presento un progetto se so che può essere approvato, ma se so in partenza che sarebbe bocciato, che lo presento a fare? Le idee si muovono con le gambe degli uomini, che spesso sono fallaci. Piano B? Farlo da un’altra parte. Il Comune non è disponibile, siamo prigionieri di una situazione. Potevamo avere uno stadio avvenieristico da parecchi anni, però Veltroni rifiutò parlando di speculazione. L’ho ringraziato però, perché avrei snaturato la proprietà sulla Tiberina che adesso ha un valore affettivo e non un interesse materiale. Per Tor di Valle invece alcuni ostacoli furono superati. La Lazio è in buone mani, non quelle mie, ma mio figlio ha grande entusiasmo. Arriverà anche lui ad avere una totale autonomia sulle scelte, ci mette impegno e dedizione. Ho detto a tutti che la tramanderò a mio figlio”.

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‘QUELLI CHE…’ – Magliaro (Messaggero): “La Sovrintendenza è stata chiara: il Flaminio non si può modificare in alcun modo” (AUDIO)

Fernando Magliaro a ‘QUELLI CHE…’

“Che la Lazio sia interessata al Flaminio è cosa nota, ma il Flaminio presenta talmente tante problematiche in sé che ad oggi è impossibile pensare di lavorarci per farci uno stadio di serie A. La Roma nuoto ha presentato un progetto non troppo distante dall’idea della Lazio ed è stato bocciato. La Lazio vuole un impianto da minimo 42.000 posti. Nelle carte che la Lazio ha avuto dal Campidoglio tramite l’accesso agli atti, la Sovrintendenza attraverso un parere dice che l’impianto originale non può essere modificato in alcun modo, ma solo recuperato senza l’inserimento di nuove destinazioni d’uso. In poche parole no copertura, no spazi commerciali. Il Flaminio deve rimanere così com’è. Ecco perché la Lazio si è fermata e non è andata avanti. Perché andare avanti vuol dire sostenere costi avendo la certezza che il progetto non sarà accolto.

Ora l’assessore Onorato vorrebbe chiedere al Governo i soldi per ristrutturarlo esattamente come stanno facendo a Firenze col Franchi. Ma senza toccare l’attuale struttura.

Ci sono troppe deroghe da dover chiedere e ottenere per farci uno stadio a norma e alcune sono insormontabili se non a fronte di modifiche del Flaminio che non verrebbero mai autorizzate”.

Alessio Buzzanca

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Il Flaminio non si può toccare. Troppi vincoli per la Lazio

Dalle pagine dell’edizione odierna del Messaggero si apprende che la Lazio tramite accesso gli atti è giunta a conclusione che pur essendo l’unica a interessarsi allo stadio di Viale Tiziano, la strada del Flaminio è impercorribile perché non è possibile modificare “l’impianto originario”. Di seguito un estratto dell’articolo: “Di quell’impianto progettato da Pier Luigi Nervi non si può toccare nulla. La Lazio questo parere lo ha ottenuto a fine estate con un accesso agli atti. E non a caso, da quel momento, la strada si è fatta più impervia: la società vorrebbe uno stadio da almeno 42 mila posti. Oggi ce ne sono a mala pena 24mila. E non poter modificare «l’impianto originario» significa semplicemente che 24mila posti sono e 24mila devono rimanere”.

Alessio Buzzanca

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Hilton, Ass. Onorato sul Flaminio: “Dalla Lazio non è arrivato nulla, se Lotito avesse voluto…” (VIDEO)

???? L’assessore allo Sport di Roma Capitale sullo stadio Flaminio: “Mi sembra che non è arrivato nulla, le chiacchiere stanno a zero”. “Se la Lazio voleva presentare un progetto – ha aggiunto Onorato – avrebbe potuto farlo da tempo”