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ESCLUSIVE

‘SVB – Behrami: “Per Tudor non conta come ti chiami, se non fai come dice va avanti con altri. Vuole intensità e coraggio, Luis Alberto dovrà cambiare il suo gioco…” (AUDIO)

Valon Behrami, ex centrocampista della Lazio ed ora commentatore per DAZN, in collegamento a Radiosei

Cambio drastico Sarri-Tudor, quali sono le differenze più eloquenti?

“Dopo un po’ di tempo in cui la Lazio ha lavorato con un tecnico con principi radicati, forse è diventata prevedibile. Il calcio è in continua evoluzione, l’inserimento dei nuovi è stato rallentato e molti di loro sono giocatori di transizione e non di palleggio. Quando continui a fare sempre le stesse cose si rischia una saturazione. Giusto o no che sia, c’è sempre bisogno di nuovi stimoli. La Lazio di Sarri non giocava male, ma negli ultimi metri stava venendo meno, anche per il rendimento dei singoli più importanti. Castellanos è un giocatore che ha qualità, ma è più un giocatore che va accompagnato con un altra punta che gli possa permettere di creare degli spazi. Non è neanche semplice oggi essere la punta della Lazio, c’è un giocatore come Immobile che ha fatto la storia e vuole avere la serenità di essere un titolare. Se vuoi crescere devi mettere una concorrenza più forte, cosa che un po’ è mancata negli anni”.

Il carattere

“Ho incrociato Igor Tudor nell’Udinese. Lui ha una forte personalità ed un’identità molto chiara. E’ positivo, non vuole vedere gente giù, non ammette pausa, parla tanto, pretende atteggiamenti reattivi. Non guarda in faccia nessuno, non conta come ti chiami, affronta tutti allo stesso modo e se non ha le risposte giuste va avanti con altri. Lui ti affronta, se hai qualcosa da dire meglio che glie lo dici in faccia. Il segnale che arriva è di fortissima personalità, devi fare quello che chiede lui, altrimenti porta avanti altri giocatori. Lui vuole aggredire l’avversario, vuole intensità, coraggio e personalità. A lui non piace aspettare, devi andare diretto, è un grosso cambiamento da questo punto di vista. Pur conscendendo spazio alle spalle dei difensori vuole andare nell’uno contro uno. Tutti devono partecipare alla manovra offensiva, vuole che in molti riempiano l’area di rigore. Bastano pochi input per cambiare delle cose. Lui non ti tiene legato ad una schema tattico, vuole che i giocatori vadano, si prendano dei rischi”.

Incognite

Il mio grosso interrogativo è Luis Alberto. Lui ha avuto dei problemi con Payet, altro giocatore di qualità. Per lui non è un problema metterti da parte. Lo spagnolo sarà chiamato a cambiare molto il proprio gioco. Benefici ne avrà sicuramente Zaccagni. E’ un calciatore giusto per lui, per caratteristiche e ruolo che andrà ad occupare. Gli esterni come Marusic e Pellegrini possono essere più liberi. Ho giocato con Pellegrini per sei mesi, ha qualità tecniche, ha tutto anche fisicamente, deve crescere ancora molto mentalmente, nelle letture, nelle situazioni di gioco. Anche io da giovane avevo questo difetto, ma fa parte del processo di ragazzi giovani”. Così Behrami ha raccontato Tudor su Radiosei.

Dario Cadeddu

22/03/2024

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APPROFONDIMENTI

Lazio, con Tudor Immobile e Castellanos potrebbero coesistere?

Nelle quaranta partite fin qui disputate in stagione Immobile e Castellanos raramente hanno condiviso il campo. Sarri era convinto che si pesatavano i piedi. E così hanno giocato insieme solo col Genoa, alla seconda di campionato, e con l’Inter (a dicembre), mai dall’inizio. Igor Tudor (che verrà presentato domani) la vede diversamente. Il nuovo allenatore della Lazio pensa anche di schierare l’argentino come trequartista nel 3-4-2-1. Si potrebbe così muovere dietro a Immobile, aiutandolo ad avere più profondità (per esempio con le spizzate). Per il croato infatti è importante che i giocatori impegnati sulla trequarti si diano da fare anche in fase di non possesso. Vuole che pressino i playmaker avversarsi e Castellanos questo lo farebbe. Nei suoi primi giorni a Formello Tudor (oltre a provare sempre la difesa a tre) ha chiesto molta intensità e il Taty la garantisce. Non è escluso nemmeno che Tudor, in alcuni casi, decida di giocare (dall’inizio o a gara in corso) col 3-4-1-2, e a quel punto Immobile e Taty sarebbero chiamati a condividere pure il ruolo. Con Sarri era impensabile, lui però ha type=’text/javascript’ idee diverse. “Penso che il calcio moderno vada in quella direzione: bisogna attaccare con tanti uomini, fare gol, non essere noiosi”, ha spiegato.

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STATISTICHE

Immobile, che crisi: da due anni non è lui il capocannoniere della Lazio senza rigori

La classifica marcatori in casa Lazio, senza considerare i rigori, è sorprendente. In Serie A in testa ci sarebbero Castellanos, Luis Alberto e Zaccagni con 4 gol, Felipe Anderson e Vecino inseguono a quota tre, Isaksen e Guendouzi sono a due, così come Immobile. Anche l’anno scorso il capitano della Lazio, senza rigori, avrebbe chiuso non in testa alla classifica: Felipe, Zaccagni e Milinkovic avevano segnato 9 gol, lui 8. Poco, per quello che dovrebbe essere il bomber principale della squadra. E il calo di Immobile continua, ormai da tempo. Per questo in estate ci si aspetta l’arrivo di un vero centravanti. Resta informato su tutte le novità che riguardano la Lazio collegandoti con il sito Radiosei.it.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Tudor tra presente e futuro, Cardone: “Impatto complicato dalle assenze. Immobile, Kamada e Pedro verso l’addio…” (AUDIO)

Provedel spera… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Provedel spera che il suo infortunio si possa risolvere in quattro settimane, ma il rischio concreto è che si possa andare oltre. Su Rovella non ci sono certezze, mi era stato detto che dopo la sosta la convocazione l’avrebbe strappata, vedremo se sarà così. Certo, l’insediamento di Tudor, pensando anche ai sei nazionali convocati, non sarà semplice. I calciatori impegnati con le proprie rappresentative torneranno a tre giorni dalla gara con la Juventus. Comunque Tudor avrà modo di lavorare con giocatori importanti e parlare con gente come Immobile e Romagnoli. Non è che adesso non possa lavorare, certo che sarebbe stato meglio avere tutto l’organico a disposizione.

Pensando anche al futuro, difficilmente Kamada e Pedro resteranno, il primo è a scadenza di contratto, il secondo è avanti con l’età. Penso che Immobile andrà via, anche se è necessario capire che tipo di rapporto si creerà con Tudor. La mia sensazione resta quella di un addio già maturato, poi vedremo se le cose potranno cambiare in corso d’opera. Tudor sviluppa molto gioco sulle fasce laterali, compreso i movimenti dei centrali di parte. Il mercato dipenderà dal tipo di gioco che vorrà fare”.

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NAZIONALI

Spalletti scarica Immobile: “Non prendo in giro nessuno”

Il commissario tecnico dell’Italia Luciano Spalletti sembra non puntare più sul capitano della Lazio Ciro Immobile. “Non voglio prendere in giro nessuno. So che è un calciatore importante per gli ultimi anni, per la Lazio e anche per la nostra nazionale. Sta vivendo un momento in cui non riesce a esprimere tutto il suo potenziale e io devo tenere in considerazione tutti. Quindi anche gli altri”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Da Tudor mi aspetto entusiasmo, da Sarri mi aspettavo un saluto ai tifosi. Immobile? Se accettasse un ruolo part-time…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’

“Chiedo all’ambiente di giudicate Igor Tudor in base a quello che farà sul campo e ai risultati che otterrà, oltre che alle prestazioni della squadra. Si chiede il ciclo Sarri e da lui mi aspettavo dopo l’interruzione del rapporto un pensiero, una lettera, un messaggio da rivolgere ai tifosi biancocelesti. Ha parlato di lazialità, ha fatto riferimento a Maestrelli, non dire nulla ora mi è sembrato una scorrettezza.

Mi auguro che la squadra possa apprendere subito il metodo e le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee del nuovo allenatore. Non sarà facile visto che per tre anni hanno lavorato su concetti diversi. All’inizio gli si chiede di creare buoni rapporti con lo spogliatoio e con l’ambiente. Mi aspetto un lavoro pieno di entusiasmo, ecco mi aspetto porti entusiasmo visto l’importante occasione che avrà. Non è una cosa da tutti i giorni allenare la Lazio. Dai calciatori mi aspetto che facciano i calciatori, lasciando fuori tutto il resto.

Luis Alberto non type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideale per il gioco di Tudor? Io credo che sei predisposto al sacrificio, poi il tecnico ti premia. La cosa importante è non voltare le spalle. Non è un problema di modulo o gioco, ma di applicazione. Magari a Luis Alberto chiederà di marcare un giocatore meno prestante, insomma una soluzione si trova se c’è la testa. Se vuoi fare qualcosa la fai.

Per quanto riguarda i difensori, ho l’impressione che quello che potrebbe avere più difficoltà è Patric. Gila mi sempre predisposto alla marcatura a uomo, Casale già ha fatto quello che chiederà Tudor, mentre Romagnoli è di un altro livello rispetto agli altri. Lui può giocare con qualsiasi allenatore”.

Capitolo Immobile

“Il calcio è strano e bello, nulla è prevedibile e quello che è accaduto a Frosinone con il cambio Immobile-Castellanos è un esempio. Per il futuro dipende da lui. Se resta con l’idea di far crescere la squadra o lo stesso Castellanos, accettando anche un ruolo part-time, mettendo a disposizione del gruppo il suo trascorso alla Lazio, sarebbe un valore aggiunto. Dipende da lui capire che i tempi stanno cambiando. Ovvio che possa rosicare, ma funziona così per tutti, è fisiologico. Se accettasse questa nuova ottica potrebbe essere una bella risorsa per tutta la Lazio. E’ difficile, ma a volte accorciare un po’ la carriera per amore di quello che hai fatto e per quello che sei, può aprirti anche una strada futura da dirigente. Sarebbe bello come concetto e come type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea. I rapporti con Lotito? Se c’è la volontà ci vuole poco per ricucire”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Frase Lotito su aggressione Immobile gravissima. Martusciello mai in ballo per rimanere oltre sabato.” (AUDIO)

A sette giorni di distanza è cambiato il mondo… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lunedì scorso a quest’ora aspettavamo la partita contro l’Udinese e a sette giorni di distanza è cambiato il mondo. E’ arrivato un nuovo allenatore con una nuova filosofia e mercoledì ci sarà il primo allenamento di Tudor che è in arrivo a Roma.

In questo caos la vittoria di Frosinone è stata importantissima e complimenti a Martusciello per aver mantenuto tutti concentrati sull’obiettivo.

Martusciello ha sofferto molto per quello che ha letto su di lui in questi giorni. Credo che ci sia stato un grosso equivoco su di lui e una comunicazione migliore lo avrebbe aiutato certamente. Martusciello non è mai stato in ballo per rimanere sino a fine stagione e Tudor era in ballo già da giovedì. Serviva solo qualcuno in panchina per sabato sera a Frosinone e lui si è offerto per amor di patria. Stop. Il resto dello staff è andato via perché non aveva più entusiasmo e stimoli per rimanere, cosa che il vice di Sarri aveva ancora. Almeno per portare a casa la partita di Frosinone.

La dichiarazione di Lotito sull’aggressione a Immobile è la cosa più grave detta da Lotito in 20 anni di carriera da presidente. Non vedo l’ora di dirgliela di persona”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, successione al trono di Ciro: il Taty ci prova. E con Tudor…

Successione al trono: per il dopo Immobile, ci riprova Castellanos. Largo al futuro, con coraggio, per il bene della Lazio, senza dimenticare il passato. Non è un oltraggio. È spietato, ma biologico, figuriamoci nel calcio. Ciro, 34 primavere, e il Taty (25), hanno nove anni di differenza, ora si sentono e si vedono. Ammetterlo non è una mancanza di rispetto. Restano incise nella storia biancoceleste, le 206 reti del re-capitano, non si contestano. Ma ora l’argentino ha bisogno di spiccare il volo: due reti a Frosinone, una in terra, una in cielo. San Valentin, l’amore è risbocciato. Due reti da subentrato (non succedeva dai tempi di Matri nel 2015), chissà se tornerà titolare con Tudor: «Mi aspetto di giocare di più con il nuovo tecnico. Cerco sempre di dare il massimo per questa maglia. La doppietta mi dà fiducia perché non segnavo da tanto tempo». Dall’anno passato, esattamente dal 29 dicembre, sempre contro la formazione ciociara all’Olimpico. Forse anche questo è un segno del destino. Castellanos non sembra avere certo le stimmate del cecchino, ma ha tecnica (vedi uno splendido siluro al volo), di testa è fortissimo, e non ha avuto chissà quali chance o continuità per dimostrare il contrario, schiacciato dall’ingombrante presenza di Ciro. Immobile non segna più come un tempo, ma Sarri ha insistito sino all’ultimo per ritrovare il suo vecchio fiuto, nonostante le lamentele interne sul gioco offensivo e le pressioni di Lotito sul nuovo acquisto, pagato poco più di 14 milioni a bilancio.

DIGIUNO E RINASCITA

Dura da sei gare il digiuno di Immobile, subentrato dalla panchina soltanto contro il Milan, con due gol sfiorati prima e dopo il centro-vittoria di Okafor. Non ci sono chissà quanti infortuni di mezzo, rispetto all’anno scorso. Adesso, se non consideriamo i 4 rigori, in campionato Ciro ha segnato 2 reti e sfornato un assist in 1427′, 25 partite, appena 7 da subentrato. Castellanos ha due centri in più movimento (4) e tre assist, partendo 16 volte dalla panchina su 26 apparizioni, senza avere alcuna chance dal dischetto, e con appena 1127′ in campo, esattamente 300′ in meno. Dopo una settimana di tormenti e accuse, anche Martusciello è ripartito dal capitano, ma il cambio del 55′ dello Stirpe può rappresentare una svolta simbolica verso futuro: esce Immobile sotto choc e il Taty rialza la Lazio.

LA RIFONDAZIONE

Non esistono più re, al momento, ricominciano però le prove di un nuovo regno. Parola a Tudor per capire se poi bisognerà intervenire di nuovo sul mercato degli attaccanti a giugno. Nelle prossime 9 giornate, Igor deciderà se puntare sul ritrovato entusiasmo di Castellanos oppure se recuperare Immobile, apparentemente ormai con la testa lontano da Formello. Ciro ha capito che la società è pronta a rifondare la Lazio, si sente già scaricato e poco tutelato. Il suo agente Sommella già a dicembre lo avrebbe proposto all’Inter, ma il portone adesso è chiuso. Nonostante la stima, lo stesso Simone Inzaghi non avrebbe intenzione di portare via dalla Capitale il capitano. Oltretutto pesa un contratto sino al 2026 (da 4,5 milioni più altrettanti di bonus), non volendo considerare il cartellino. L’attaccante partenopeo pensa all’addio come la scorsa estate, ma latitano insomma le proposte sul tavolo: «Ho sbagliato a non andare in Arabia, sono rimasto per la Champions. La prossima volta ci penserò», ci aveva rivelato nell’intervista-sfogo di ottobre per qualche insulto social di troppo. Alla Lazio però non è mai arrivata un’offerta ufficiale (nemmeno da 20-30 milioni) né a luglio né ad agosto. E questo rappresenta un problema serio anche per il futuro. Castellanos lo ha abbracciato, ma ora è libero. Nessuno deve restare prigioniero di un passato glorioso. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Tudor può indirizzare il gruppo. Immobile? Io non faccio tutto questo clamore”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è stato ospite alla lezione tenuta da Guglielmo Stendardo alla sede di Giurisprudenza della Luiss. Al termine della lezione il presidente biancoceleste si è fermato per rispondere ad alcune domande. Lotito ha iniziato parlando della scelta di Tudor: “Abbiamo visto una persona che sicuramente è in grado di indirizzare il gruppo avendo l’esperienza, il carattere e la possibilità di poter impiegare le risorse nel migliore dei modi”.

Sul clima di tensione: L’addio di Sarri è stato un fulmine a ciel sereno. Mi ha detto che ha avuto la sensazione di essere stato tradito, ma da chi dovete chiederlo a lui”.

Chiosa finale sulle minacce e l’aggressione a Immobile: “A me succede tutti i giorni. Io vivo sotto scorta da 20 anni, ho tantissime minacce di morte ogni giorno. Io non faccio tutto questo clamore”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Teodori “Lazio, gestione crisi imbarazzante. Tudor il migliore fra quelli disponibili” (AUDIO)

Gianluca Teodori a ‘NMM’ parla della situazione in casa Lazio.

“Penso che in una ipotetica scala di valori e sentimenti terribili in quanto a mancanza di lucidità, credo che questo sentimento sia molto radicato in chi dovrebbe agire con raziocinio. Spero che questa sera arrivi un risultato, c’è un solo risultato da fare, è l’unica cosa che può far passare in sordina quanto successo. Credo che Sarri con la sua uscita di scena abbia innescato involontariamente tutto quello che è successo in questi giorni, la sensazione è che la Lazio dal precampionato vada avanti a comparti ben definiti: squadra, allenatore, società.

Alla Lazio manca un fondamento, che è il fattore comunicazione: non c’è. Si comunica come capita, probabilmente in questa settimana è diventato imbarazzante con le varie dichiarazione. Quando si parla di ricompattare l’ambiente è esattamente l’opposto di quello che è successo questa settimana. Che potesse esserci la crisi si capiva già dopo la partita con l’Udinese, ma non a questa portata. Speriamo che stasera il campo parli bene, anche perchè un fatto è certo: se Sarri si fa da parte per il bene della Lazio spero che almeno la squadra dimostri di aver subito la scossa.

Quella di Immobile è una situazione che non ha avuto testimone, poi per il clima che c’è in città non mi stupirebbe nemmeno fosse stato qualcuno dell’altra sponda di Roma a punzecchiare. I Social hanno un valore relativo, ma evidentemente Immobile è molto sensibile. Il modo di proteggere un tesserato però non è quello di Lotito, che parla di 500 minacce al giorno.

Teodori: “Con Tudor la Lazio ha preso il migliore disponibile”

Fra gli allenatori disponibili per aprire un ciclo credo si sia scelto il migliore, ho visto Tudor di recente e l’ho visto parlare con alcuni ex juventini ed è un personaggio con una personalità e carisma fuori dal comune. Poi sul fatto che giochi con la difesa a tre e abbia litigato con Guendouzi è qualcosa che andrà valutato col tempo. Avevamo un allenatore titolato e riconosciuto, ora bisogna ripartire ma non mi sembra sia stato scelto un allenatore da giovanili: c’è uno di tutto rispetto. Io non mi starei a preoccupare della difesa a tre ora. Spero che sul mercato l’allenatore venga assecondato e ci sia la coscienza da parte della società che esistono dei vuoti incolmabili. Devono esserci delle figure di collegamento con la squadra. Non sarei così catastrofista.”

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