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DICHIARAZIONI

Immobile: “Sogno lo scudetto. Ho pensato di chiudere con la Nazionale, ma…”

Torna a parlare Ciro Immobile. Lo fa dal ritiro della Nazionale, che sarà impegnata venerdì contro l’Inghilterra in Nations League. Le parole del Capitano della Lazio.

IL RITIRO

“Dobbiamo mettere un freno. Ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio ritiro. Grazie anche al club ho deciso che avevo ancora tanto da dare. Il Mondiale è lontano, l’età avanza certo, ma se la mia condizione sarà questa so che potrò dare ancora qualcosa. Ritiro? Per la delusione dovuta alla mancata qualificazione al Mondiale e per le critiche molto forti. Sono due cose che ti segnano. Io, però, col passare delle settimane ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio cammino, a decidere il ritiro al posto mio. Ovvio, queste cose ti segnano, ti fanno pensare. Chi mi ha convinto? Io credo Mancini non abbia mai avuto il dubbio sul mio ritiro, ne ho parlato molto con la mia famiglia e alla fine ho deciso di continuare”.

I GIOVANI

“Scamacca, Pellegri, Pinamonti e Raspadori ha fatto già l’Europeo con noi e lo valuto già un mezzo veterano. Gianluca ha deciso di andare in Premier, una scelta difficile e bisogna dargli tempo. Devono segnare col club per poi avere fiducia anche in Nazionale”.

ESSERE UN RIFERIMENTO

“Ringrazio il mister per le parole. Io ho fatto la gavetta e i giovani di oggi devono iniziare a fare quello, io sono partito dal Sorrento e ho fatto tutta la trafila. Oggi vista la pressione sui giovani si velocizza questo percorso e non gli si dà tempo di crescere. Dobbiamo dare ai giovani tempo e modo di potersi esprimere, probabilmente nel club è un po’ più semplice. Dobbiamo avere un po’ più di pazienza”

POCHI GOL E MODULO

Sul modulo dico che per me non cambia nulla, qualsiasi sia la scelta del mister per me va più che bene. Perché segno meno? Forse alla Lazio ho più margine di errore e fa rosicare il fatto che ho vinto 4 classifiche marcatori e poi con la Nazionale segno meno. Me lo chiedo tutti i giorni proprio perché voglio sempre migliorare e dare il massimo, a volte voler strafare ti porta a fare grosse cavolate”

CRITICHE

So che fanno parte del nostro mondo. L’occhio ogni tanto va a finire li, ma bisogna essere equilibrati nelle decisioni. Ci sono state critiche non solo per me ma per tutti. Un limite alle critiche social? È un mondo meraviglioso, ma alle volte ti distrugge nel vero senso della parola. Bisogna essere un po’ più equilibrati nei giudizi. Quello ad esempio che è successo al Leone (Acerbi) è andato oltre”

FIDUCIA

Io ho sempre sentito la fiducia. Non mi hanno dato tanto fastidio le critiche, ma essere accreditato come l’attaccante per la mancata qualificazione al Mondiale e non quello della vittoria dell’Europeo. Questa diversità di vedute non mi è piaciuta, fa un po’ ridere, ma si accetta anche questo e si va avanti”

LAZIO

Siamo in una buona posizione in classifica, abbiamo perso qualche punto ma stiamo facendo un buon percorso. Lo step successivo dovrà essere di mentalità, di crescita, stiamo segnando meno ma abbiamo più punti dello scorso anno e con la difesa messa a posto. Ora dobbiamo sistemare l’Europa League dopo l’ultimo passo falso“.

POSSIBILITA’ SCUDETTO

“Da capitano non posso urlare vinceremo lo Scudetto, ma io ogni anno ho questo pensiero fisso quando inizio il ritiro. Ho questa mentalità, mi piace poter raggiungere il massimo. Io credo che un giocatore e un uomo debba sempre ambire al massimo. Non dico che la Lazio vincerà sicuramente lo Scudetto, ma è una squadra in crescita e la lotta quest’anno sarà molto aperta“.

ZACCAGNI E PROVEDEL 

“Credo il mister abbia fatto delle scelte, non so se collegate a quanto successo a giugno. Zaccagni l’ho visto in ritiro e mi disse del problema fisico a giugno… C’era stata un po’ di polemica, ma è follia pensare che qualcuno voglia scappare da Coverciano. Ho visto gli occhi di Provedel quando è arrivata la convocazione e mi ha ricordato me quando arrivò la mia prima convocazione“.

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NAZIONALI

Gioia Provedel: “Chiamata azzurra inaspettata. Vi svelo il mio idolo…” (AUDIO)

Una chiamata inaspettata quella dell’Italia. Mi è stato comunicato dopo la brutta sconfitta in Europa League. Mi ha aiutato a rendere più dolce quel momento amaro. Davvero una grande emozione”. Ivan Provedel è al settimo cielo dopo la prima convocazione con l’Italia. Un sogno che si avvera dopo mesi speciali. Il passaggio alla Lazio, il debutto in Europa e ora pure l’azzurro. Il portiere biancoceleste, dal ritiro, ha commentato il momento: “Mi fa estremamente piacere condividere camera con Vicario. Ci conoscevamo già da tempo visto che eravamo vicini di casa e avevamo diversi amici in comune”.

Le parole di Provedel

“C’è grande entusiasmo. Si percepisce che questo gruppo ha fatto qualcosa di importante di recente. Questo ci ha aiutato ad ambientarci. Tra i più simpatici c’è sicuramente Bonucci che ha sempre la battuta pronta. Ho indossato i guanti da portiere per la prima volta a sei anni. In realtà ho fatto l’attaccante fino a 15 anni per poi tornare tra i pali. Il mio idolo è Toldo, dopo la semifinale di Euro 2000 mi sono detto voglio essere come lui e da allora ho desiderato fare il portiere. Gli attaccanti forti? Immobile è tra i più temibili, ma per fortuna adesso ho la fortuna di non giocarci più contro. Ci sono anche altri attaccanti brevilinei e pericolosi come ad esempio Raspadori. Mi ha fatto diversi gol in passato”.

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RASSEGNA STAMPA

La cura di Sarri: “Superate i vostri limiti o avrete rimorsi”

Superate le correnti gravitazionali, non dev’essere una parentesi. Via sbalzi d’umore e altri fallimenti. Solo così stavolta avrà effetto, la nuova cura Sarri. La Lazio torna a vincere e a convincere allo Zini, sale al quarto posto a 14 punti, ottiene il secondo successo consecutivo a ridosso degli impegni europei (novità rispetto agli anni passati), ma Maurizio non si fida della guarigione completa dei suoi uomini: «Non mi basta il riscatto con la Cremonese, voglio la consapevolezza degli errori commessi. Altrimenti verranno ripetuti». Subito dopo il tracollo contro il Midtjylland, il tecnico aveva pronunciato questo discorso all’interno degli spogliatoi: «Sono deluso perché dopo 14 mesi di lavoro, e dopo questo buon inizio, mi aspettavo di avervi fatto capire che, soltanto con l’applicazione e senza superficialità, si possono raggiungere grandi traguardi. Scopritelo adesso quanto siete forti: potete fare il salto di qualità superando i vostri limiti. Se darete sempre il 100%, non ci saranno più questi cali. Altrimenti vi rimarranno grandi rimorsi». Giovedì scorso lui stesso era talmente amareggiato da aver addirittura pensato alle dimissioni per non dare più alla squadra nessun alibi. Nei due giorni successivi, in ritiro a Piacenza, nessun confronto con i giocatori. Sarri gelido, muto, come un padre offeso coi propri figli. La nuova strategia stavolta ha toccato altri canali emotivi. Nessuna strigliata, l’allenatore ha lasciato che i giocatori si guardassero fra loro negli occhi e riguardassero loro stessi da spettatori: emblematica la visione intera dello scempio di Herning. Tutti si sono vergognati, in allenamento erano furiosi, soprattutto i leader Immobile e Milinkovic davanti ai tifosi. 

IL TURNOVER

Come quella di Battiato, la nuova cura di Sarri prevede il silenzio e la pazienza per eliminare i turbamenti che da oggi si incontreranno ancora nella via. Dal Molise Lotito ha già sposato la sua linea: «Questo problema di testa va risolto una volta per tutte, e Sarri resta, non va via». Bella la risposta di Cremona. Una Lazio sempre sul pezzo, concentrata in tutti i momenti cruciali della sfida. I 18 tiri della Cremonese non sortiscono nessun effetto perché i biancocelesti fanno i movimenti giusti e poi sfoggiano tutta la loro qualità. Tutti sono coinvolti in questa vittoria. Perché il nuovo metodo Sarri prevede molto più turnover con la panchina allargata: dopo 9 gare ufficiali, tutti sono partiti titolari almeno una volta. Solo i baby Cancellieri e Romero aspettano ancora una vera chance. 

I COMPLIMENTI

Specie quando gioca ogni tre giorni, è difficile reggere i ritmi forsennati di questo credo. Ma quando il calcio di Sarri è applicato in campo, dal fischio d’inizio sino al 90’, regala un secco 0-4. A fine incontro il giovane attaccante Zanimacchia (cantera Juve) si avvicina a Maurizio e gli sussurra all’orecchio: «Mister, che spettacolo le tue squadre. Se ti avessero dato tempo a Torino…». Chissà se oggi sotto la Mole rimpiangono l’allenatore dell’ultimo scudetto. Guai a commettere lo stesso errore alla Lazio. Sarri è la soluzione, bisogna dargli tempo e non dubitare della sua sinergia con questo gruppo. Pian piano farà entrare a tutti lo slogan «non mollare mai» nel cervello. E il germe rimarrà isolato. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Spetta a Sarri gestire bene Immobile. Difesa? Casale cresce, Provedel superiore a Strakosha…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La Lazio è partita bene, poi è chiaro che se Sarri avesse avuto un terzino sinistro o un vice Immobile saremmo più sereni. La storia dice che nelle ultime gare di campionato Immobile fatica un po’ di più. Spetta al tecnico ora gestirlo nel modo giusto, considerando anche gli impegni con la nazionale”.

Focus difesa

Romagnoli parte come titolare, Casale ha confermato una buona impressione di se stesso. Certo è con avversari superiori che si dovrà testare la crescita. In questo momento Patric è quello che conosce meglio le dinamiche, ma in prospettiva per caratteristiche Casale-Romagnoli può rappresentare una buona coppia. Provedel sta dimostrando che in una piazza importante come quella della Lazio. Rispetto a Strakosha può avere più bravo nel comandare la difesa, nel calcio ci sono le categorie. Ha superato l’impatto con la grande piazza e sta facendo bene”.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile, nel 2022 meglio solo Mbappe, Lewa e Haaland

Più lo mandi giù, più ti tira su. Immobile è l’antivirus, Immobile è come il vino. Più invecchia, più diventa buono. A 32 anni, con 187 gol, non è solo a un passo da Signori, Gilardino e Del Piero nella storia dei bomber del nostro campionato. Immobile non è solo laziale doc, è stato Scarpa d’oro. L’Italia dovrebbe sfoggiarlo in tutto il mondo: «I miei figli guarderanno i miei numeri e capiranno cosa ho fatto». Altro che Kane e Neymar, nell’ultimo anno solare ha fatto meglio Ciro: altre due reti a Cremona, 5 (a -1 da Arnautovic al primo posto) in queste prime 7 giornate, in totale sono 19 da gennaio scorso. Ogni 109’ un gol, solo Mbappè (26), Lewandowski (24 reti) e Haaland (20) han fatto meglio del quattro volte capocannoniere italiano. Re assoluto nella capitale, mai principe azzurro. Eppure Immobile torna in Nazionale dopo aver meditato più volte sull’addio: «Si, è vero, volevo lasciare. Ero deluso, ma poi a mente lucida ho parlato con Mancini – svela a Radiorai – e mi ha detto che aveva ancora bisogno di me, adesso e per il futuro». Coverciano diventa Formello: tutti alla fine si rivolgono a Immobile e lui ingoia tutto il veleno. Non è vendicativo, è un italiano vero. Il Messaggero 

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DICHIARAZIONI

Immobile torna azzurro: “Si volevo lasciare, ma Mancini ha ancora bisogno di me”

“Sì, volevo lasciare. Quando si hanno certe delusioni, si pensano mille cose. Poi, però, a mente lucida ho parlato con Mancini e mi sembrava che avesse ancora bisogno di me”. Ciro Immobile ha confermato a Radiorai di avere avuto la tentazione dell’addio alla Nazionale, dopo la batosta della mancata qualificazione al Mondiale. Ma il colloquio col ct è stato decisivo e adesso è proprio a lui, al centravanti della Lazio tante volte criticato per la differenza di rendimento tra il club e l’Italia, che spetta il compito di trascinare il reparto più decimato della squadra, che sta per affrontare le due partite di Nations League con Inghilterra e Ungheria, decisive per cercare ancora di vincere il girone 3 della Lega A, ottenendo l’accesso alla Final Four, e naturalmente di evitare la retrocessione in B: dopo il mancato viaggio in Qatar sarebbe un’ulteriore beffa nel 2022 per i campioni d’Europa. Immobile è di fatto, insieme a Raspadori, l’unico superstite dell’attacco dell’Europeo, impoverito dalle assenze. Chiesa e Berardi sono infortunati, Belotti è al momento finito nelle retrovie, Insigne è fermo per problemi familiari e si è trasferito al Toronto con Bernardeschi.

È Immobile stesso a spiegare il proprio ruolo di guida nella ricostruzione del reparto più in crisi: il reparto che è stato soprattutto responsabile del fallimento culminato nello 0-1 di marzo a Palermo con la Macedonia del nord: “Mi è sembrato che Mancini avesse ancora bisogno di me, per ora e per il futuro”.

“I veterani per accompagnare il rinnovamento”

L’orizzonte del centravanti della Lazio in Nazionale è in teoria di un altro quadriennio: “C’è ancora bisogno di noi veterani, anche per accompagnare il rinnovamento coi giovani, per la rinascita dell’Italia. Come ha detto il ct, inizia ora la nostra rimonta per il prossimo Europeo e per il prossimo Mondiale”. Immobile, con Raspadori, guiderà il nuovo attacco, in cui c’è anche un altro centravanti, Scamacca passato al West Ham in Premier League, mentre gli esterni sono quattro: Grifo, riconvocato grazie alle ottime partite nel Friburgo in Bundesliga, Gnonto, il secondo attaccante che si è trasferito in Inghilterra (al Leeds), l’eclettico della Lazio Cancellieri, Zerbin del Napoli e probabilmente l’altro esterno Zaccagni della Lazio, se sarà indisponibile Politano, che nel secondo della partita del Napoli col Milan si è infortunato: distorsione alla caviglia destra. Repubblica.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “L’approccio di Cremona una risposta importante. Italia? Zaccagni per Politano, Immobile ha superato la delusione” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Quando si parla di approccio importante. Quello di ieri è la prova, ha dimostrato l’assenza di scorie per quanto avvenuto in Danimarca. La Lazio si è aggrappata alle sue certezze, al suo gioco e ai suoi giocatori più forti. Bene la partenza, bene la predisposizione a non fermarsi al doppio vantaggio. Ieri tra Lazio e Cremonese non c’è stata partita, la squadra di Sarri h dei solisti incredibili come Milinkovic ed Immobile. Mi è piaciuto Sarri dopo la gara quando non ha solo lodato, ma ha approfondito le cose che possono ancora migliorare. Per esempio quando ha chiesto a Milinkovic di diventare ancora più concreto”.

Lazionali

“Oggi verrà convocato Zaccagni al posto di Politano che si è infortunato. Immobile ha fatto delle dichiarazioni in cui ammette quei brutti pensieri di lasciare la nazionale. Ora è convinto che Mancini e l’Italia abbiano ancora bisogno di lui. Ha parlato più volte con Mancini, alcune ferite sono state medicate, ci tiene tanto alla maglia azzurra”.

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STATISTICHE

Doppio Immobile, ora la top ten storica è ad un passo: “I mie figli capiranno…” (AUDIO)

Ciro Immobile con la doppietta di Cremona (5 in stagione, 186 con la Lazio) si porta a quota 187 reti in A: ora è solo ad una rete dal trio composto da Signori, Del Piero e Gilardino. Ad un passo dalla top ten di tutti i tempi.

AUDIO IMMOBILE AI MICROFONI DI DAZN

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DICHIARAZIONI

Ancora Sergej per Ciro (24^ assist), ma stavolta è anche gol: “La rete mi mancava, la dedico a mia figlia in arrivo…”

Assist (quinto in stagione) e gol per Sergej Milinkovic a Cremona. Dopo la rete in Europa si sblocca anche in campionato e conferma l’asse d’oro con Immobile: per il serbo è il 42/esimo assist in serie A, il 24/esimo per Immobile.

Il centrocampista della Lazio, Sergej Milinkovic-Savic ha festeggiato la vittoria biancoceleste contro la Cremonese, svelando che presto diventerà papà. “Se Ciro mi ha pagato la cena? Ancora no, non c’è stato tempo. Ora vediamo appena torniamo a Roma. L’esultanza? Sono felice, mi mancava il gol, era un po’ che non segnavo. Sto aspettando una femmina e sono contento”, ha detto Milinkovic-Savic ai microfoni di DAZN.

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Cremona per il riscatto: la Lazio riparte da leader Ciro

È il momento di ripartire dalle certezze o presunte tali, visto che nel giovedì da incubo della Lazio sono venute meno pure queste ultime. Da un timoroso Felipe Anderson a un Milinkovic sottotono nonostante autore del primo gol stagionale. Persino un highlander come Immobile sta dando segni di cedimento. Il capitano è sempre l’ultimo a mollare, ma i 685 minuti giocati in questo inizio di stagione la dicono lunga sulla poca brillantezza sotto porta, imponendo pure una riflessione sull’importanza di avere una punta di ruolo come vice anziché un prospetto interessante come Cancellieri, ala naturale. Ciro resta comunque il miglior realizzatore della rosa con tre gol assieme a Luis Alberto, ma pesa il ritmo dimezzato rispetto alla passata stagione, quando dopo 8 gare giocate era già a quota 6.

SEMPRE LUI

La figuraccia col Midtjylland ha oscurato una partenza comunque positiva e il numero 17 ha battuto proprio su questo tasto con i suoi compagni in ritiro a Piacenza. Nel momento di maggiore difficoltà della propria gestione, Sarri si affida al bomber, che torna a suonare la carica nel silenzio generale dello spogliatoio interrotto da qualche raro sorriso. Ciro è un leader fuori e dentro al campo, per questo ci ha messo la faccia pure col presidente Lotito promettendo di ripartire già da oggi. La sfida con la Cremonese decreterà se il crollo di giovedì è stato solo un imprevisto o qualcosa di più radicato. Per superare l’ostacolo la Lazio non potrà che affidarsi al suo capitano, vero e proprio killer con le neopromosse. Da ormai due stagioni il capocannoniere in carica non lascia scampo a chi arriva dalla B e dal 21 aprile 2021 è pure inarrestabile. Colpite in fila BeneventoEmpoliSalernitana e Venezia e nel mirino ecco spuntare la Cremonese. Occasione ghiotta per Ciro, pronto a segnare al 33esimo avversario differente in Serie Aagguantando Ibra. Solamente Zapata (34) e Quagliarella (37) tra gli attaccanti in attività hanno fatto meglio. Nell’ora più buia Immobile può risollevare sé e la Lazio con quello che gli piace più fare: i gol. Segnare per scacciare la crisi e tornare col sorriso in Nazionale dove lo seguiranno anche Cancellieri e Provedel, quest’ultimo alla prima convocazione. Il Messaggero