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DICHIARAZIONI

Parla Sarri: “Sopravvalutazione secondo posto, delusione mercato e piattezza vecchia guardia. Non mi piacciono i seguaci di Gasp, il popolo laziale…”

Maurizio Sarri torna a parlare a 70 giorni dalla sue dimissioni dalla Lazio ai microfoni di Sport Italia e di Alfredo Pedullà:


Siamo a 70 giorni circa dalla tua decisione di lasciare la Lazio. Cosa ti è rimasto?
“Ti rimangono anche tante sensazioni anche contraddittorie tra di loro, è stata un’esperienza bella a livello globale, abbiamo fatto il miglior risultato dell’era Lotito. Un pizzico di delusione per l’ultimo mese, ma non può scalfire completamente la storia dei tre anni. Secondo me ho preso la decisione giusta, la squadra aveva bisogno di una scossa forte in quel momento, a un certo punto mi sono reso conto che potevo darla solo io, prendendo una decisione forte. Nell’ultimo mese c’era la sensazione che, soprattutto nei giocatori che erano lì da tanto, facevo molta fatica a toglierli da uno stato di piattezza mentale; era giusto prendere una decisione forte per toglierli da una situazione mentale che li faceva giocare in modo triste”.

Ci stavi pensando anche nei mesi precedenti, fermo restando che nell’ultima intervista avevi detto una cosa non passata inosservata: “Un allenatore normale, dopo quanto fatto e quanto ricevuto, si dimette”.
“Ti dissi che se avessi dovuto fare una scelta logica, egoistica, quella sarebbe stata la migliore perché era difficile ripetersi su quei livelli. Il risultato (è stato sopravvalutato) è stato frutto di un’annata eccezionale, in un’annata in cui hanno fallito squadre sulla carta più forti di noi a livello di organico; si è innescato un meccanismo di aspettative troppo elevate. Ci sono stati momenti in cui potevo dare le dimissioni”.

Cambieresti decisione, tornassi indietro?
“Non lo so, le decisioni vanno valutate in base allo stato d’animo di certi momenti. Alla Lazio stavo bene con la piazza e i tifosi, ero riconoscente con un gruppo di giocatori che aveva fatto una stagione d’altissimo livello; mi sembrava di tradire andando via quel momento lì. Se mi parli di livello di scelta lucida, forse era meglio. Non posso rinnegare la scelta che ho fatto con l’animo e con il cuore, meno con la testa”.

Hai lasciato un anno di contratto, cosa più unica che rara nel mondo del calcio.
“E’ anche giusto, se te arrivi a prendere una decisione di quel tipo, devi farne le spese anche te. Secondo me ci sono momenti in cui quella scelta va fatta”.

Alla fine qualcuno ha immaginato che non ci fosse più lo sprint in quella Lazio, soprattutto nei giocatori più rappresentativi del gruppo.
“Non si può pensare che ci sia dietro una situazione particolare, non ho alcun dubbio su questo. Si è venuta a creare solamente una situazione in cui facevo grande fatica a eliminare sensazioni negative che il gruppo si portava in campo. Immobile? Era un aspetto generalizzato. I giocatori che erano lì da più anni erano in una situazione mentale difficile. A volte ci sono situazioni in cui mentalmente la squadra non va e ci va una scossa forte. I nuovi erano probabilmente in una condizione mentale diversa. Ci sono situazioni in cui la squadra si appiattisce, avevo fiducia nei giocatori. Non stava arrivando la scossa e ho cercato di darla io”.

Kamada non ha dato con te quello che ha dato dopo. Spiegazione?
“Sai, ha fatto fatica cinque mesi Platini quando è arrivato in Italia. Ci sta che un ragazzo giapponese faccia fatica all’inizio, nonostante fosse già in Europa. Kamada in allenamento si vedeva che era un giocatore di buon livello, non avevo dubbi sulla sua qualità tecnica di buon livello, nei mesi in cui c’ero io ha fatto fatica”.

Per te è stato un periodo difficile con la scomparsa di tua mamma. Da dove riparte Maurizio Sarri?
“La morte del genitore non serve, è solo un’esperienza dolorosa. A livello calcistico ci sono momenti in cui è troppo facile dare la colpa a tutti per giustificare se stessi. Con lo staff stiamo cercando di fare un percorso per vedere e capire dove abbiamo sbagliato. Noi non possiamo risolvere i problemi delle altre componenti nella situazione globale, le responsabilità non sono mai solo da una parte, ma stiamo discutendo per capire cosa possiamo fare di meglio”.

Emerge un aspetto particolare dalla vostra autocritica?
“Probabilmente tanti errori vengono fuori dall’inconscio. Parlando con il mio staff io sono rimasto deluso dal mercato estivo e questa mia insoddisfazione l’ho trasmessa alla squadra. A livello di ‘conscio’ avevo cercato giocatori con lo stesso entusiasmo di prima”.

Non sei mai stato molto simpatico mediaticamente. Se avessi fatto tu quello che ha fatto Allegri, ti avrebbero dato l’ergastolo?
“A me non è mai stato perdonato niente. Purtroppo faccio parte di quei pochi che vengono dal basso, e quando arrivi in alto, tanti gli vogliono ricordare che arrivi dal basso. Secondo me è una qualità, non un difetto da rinfacciare. Ho spesso avuto queste sensazioni, non si può giudicare l’atteggiamento di un allenatore. Ieri sera ho letto un’altra cosa che mi ha lasciato perplesso. In un club in cui “Vincere è l’unica cosa che conta”, probabilmente non sono soddisfatti di aver vinto solo la Coppa Italia. Non è una critica alla società, ma una constatazione. Può essere che Allegri abbia fatto una grande stagione, che la squadra non potesse fare di più. Sicuramente non mi avrebbero trattato benissimo. Ma non facciamo vittimismo: ognuno deve avere la consapevolezza di come è trattata la propria figura a livello mediatico, e comportarsi di conseguenza. Io sono orgoglioso da dove vengo”.

La tua vittoria dello Scudetto alla Juve sembrava un portaombrelli. Che idea ti sei fatto? Quello scudetto veniva visto come ‘un Sarri rompiscatole perché la Juve non è allenabile’…
“Il fatto che la Juve non è allenabile tra virgolette, io non l’ho mai detto. Mi è stato attribuito questo virgolettato, va inserito in un contesto del club che vinceva da otto anni consecutivi. Il campionato veniva dato per scontato, il club faceva passare l’idea che dovessimo vincere la Champions; in realtà in Europa eravamo il dodicesimo fatturato, c’erano undici squadre che spendevano di più. Mi sembrava un po’ troppo ottimistico. Poi che si voglia vincere lo stesso è innegabile, che si sbandieri l’obbligo all’esterno è meno comprensibile”.

Il tuo 4-3-3 resta un riferimento per la prospettiva? In cosa è modificabile e perfezionabile questo modello?
“Penso tattica e sistema c’entrino poco. Lo stile di gioco che conta, in questo momento si fa passare il calcio moderno un calcio ‘uomo contro uomo’ che si giocava negli anni ’70 con il Libero, senza grandi coperture. Si sta spacciando come calcio moderno ed europeo. Se guardi le semifinali, non è assolutamente vero che si gioca così. C’è da fare un distinguo tra i precursori e i seguaci. Quello di Gasp è molto raffinato, con una serie di scalature molto dettagliate, i seguaci adattano un ‘uomo contro uomo’ a tutto campo. Gasperini è un tecnico straordinario, gioca in modo molto differente dal mio, ma ha una bellissima modalità d’interpretazione. I seguaci che hanno estremizzato non mi piacciono. Si è innescato un modo di giocare eccessivo”.

De Zerbi ha rinunciato un contratto di due anni per aspettare. C’è ancora qualcuno che aspetta rinunciando a un contratto oneroso.
“Se gli devo consigliare una cosa, gli direi di rimanere in Premier. Io ho fatto quell’errore, se tornassi indietro non lo rifarei. Sarei rimasto al Chelsea, consapevole che probabilmente l’anno successivo non l’avrei finito. Se mi telefona, gli dico di restare là.”.

Ti hanno scritto tanti tifosi della Lazio: vuoi dare un messaggio di saluto?
“Sono stati una sorpresa in positivo, un popolo bello. Molto spesso in Italia abbiamo un’idea sbagliata del popolo laziale, sono etichettati. Sono un popolo bellissimo, allo stadio vedi i genitori con i figli, indirizzati subito da piccolissimi. Popolo bellissimo, sorprendente”.

La festa dei 50 anni dal famoso scudetto ti ha colpito?
“Sì, mi ha fatto dolore non esserci. La storia di Maestrelli è un imprinting da quando ero ragazzino. Questo condottiero con grande personalità. La festa l’avrei fatta molto volentieri”.

Vuoi mandare un messaggio a Lotito?
“Con Claudio sono stato bene, è un personaggio diverso da quello che appare pubblicamente. Mai un’interferenza tecnica, che è un grandissimo pregio. Ci sono stato bene. Sul piano degli investimenti avrei fatto cose decisamente diverse. Come dicevo sempre a tutti, la società è la sua, le scelte è anche giusto le faccia lui. Non ero d’accordo sulle azioni di quest’anno, ma sono stato bene”.

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NAZIONALI

Italia, Spalletti dirama la lista dei preconvocati: due giocatori della Lazio presenti, la decisione su Immobile

Luciano Spalletti ha diramato la lista dei pre convocati per l’Europeo. Presenti anche due biancocelesti, Provedel e Zaccagni, mentre Immobile come da pronostico, non è stato chiamato.

Portieri: Gianluigi Donnarumma (Paris Saint Germain), Alex Meret (Napoli), Ivan Provedel (Lazio), Guglielmo Vicario (Tottenham);


Difensori: Francesco Acerbi (Inter), Alessandro Bastoni (Inter), Raoul Bellanova (Torino), Alessandro Buongiorno (Torino), Riccardo Calafiori (Bologna), Andrea Cambiaso (Juventus), Matteo Darmian (Inter), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Gianluca Mancini (Roma), Giorgio Scalvini (Atalanta);


Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Nicolò Fagioli (Juventus), Michael Folorunsho (Hellas Verona), Davide Frattesi (Inter), Jorginho (Arsenal), Lorenzo Pellegrini (Roma), Samuele Ricci (Torino);


Attaccanti: Federico Chiesa (Juventus), Stephan El Shaarawy (Roma), Riccardo Orsolini (Bologna), Giacomo Raspadori (Napoli), Mateo Retegui (Genoa), Gianluca Scamacca (Atalanta), Mattia Zaccagni (Lazio).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Petrucci: “Mercato anche di cessioni. Kamada il primo segnale per il progetto Lazio-Tudor, probabile sarà necessario nuovo accordo”

MATTEO PETRUCCI (Skysport) in collegamento a ‘NMM’!

Il settimo posto in classifica è il minimo sindacale pensando alla situazione della Lazio di due settimane fa. La Lazio sembrava una squadra svuotata senza obiettivi, a Tudor va dato merito di aver riacceso la squadra, essere tornati in Europa salva comunque la stagione. La Roma non ha svoltato significativamente dopo il cambio di allenatore. Anche se fosse arrivato prima, Tudor avrebbe fatto probabilmente gli stessi punti, li avrebbe fatti anche Sarri, visto anche il calendario favorevole a cui si andava incontro. Tudor ha guadagnato credibilità sul campo, è riuscito a farsi seguire dalla squadra pur essendo un personaggio spigoloso. Ho la sensazione che lui senta ancora della diffidenza nei suoi confronti, lo si sente anche durante le conferenze stampa; non si sente di aver conquistato tutto l’ambiente e per questo cerca di rivendicare i suoi risultati.

Ha raggiunto quello che era l’obiettivo della stagione, portare la Lazio in Europa e risollevare la squadra. Tudor è stato capace di schierare 22 titolari diversi, questo è importante per fare una valutazione completa rispetto alla rosa, per capire chi possano essere i giocatori più adatti.

Sarà un mercato complicato, più figlio delle cessioni, si capirà di più dal mercato capendo chi andrai a cedere, quali big andrai a cedere oltre a Luis Alberto.

Capitolo Kamada

Kamada sarebbe uno dei segnali più importanti, la Lazio sarà costretta a cambiare molto, sarà un mercato difficile e da qualche certezza si dovrà ripartire e Kamada ad oggi, è una certezza per la squadra. Provedel e Zaccagni possono essere altre due certezze. La società è ottimista rispetto alla permanenza di Kamada pur essendo arrivati al 21 maggio senza una risposta del giocatore e del suo entourage. La verità è che si dovrà trovare un nuovo accordo rispetto all’ingaggio, sia in riferimento alla durata che al compenso, ma non sarà facile. Il centrocampista è una delle priorità.

Tudor mentalmente è un allenatore molto aperto, non è un allenatore da ‘prodotto finito’ però non va messo a confronto con Sarri che ha un’esperienza diversa. Tchaouna deve ancora crescere, ha 20 anni ma ha grandi margini di crescita, può diventare un giocatore importante per la Lazio; me lo immagino come un sostituto di Felipe Anderson numericamente anche se non sarà il titolare. Isaksen in questo momento è di difficile collocazione, è sparito dai radar nell’ultimo mese, delle riflessione su di lui andranno fatte da parte di tutti”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, ancora Immobile: “Gettate le basi per la prossima stagione, ma ora non sottovalutiamo…”

Dopo quelle di ieri a margine del World Padel Tour, Ciro Immobile ha rilasciato dichiarazioni anche microfoni di Radio Serie A

“Contro l’Inter potevamo sfruttare meglio le occasioni, però poi se vai a vedere il risultato finale può essere anche giusto perché eravamo pur sempre in casa dei campioni d’Italia. Il rammarico c’è, ma porti a casa un punto che ci teniamo stretto. Ci siamo ripresi anche un po’ in campionato e riusciti a fare tanti risultati utili importanti, la base da cui ripartire il prossimo anno”. Ora l’ultimo atto con un Sassuolo già retrocesso: “Mai sottovalutare l’avversario, mi ricordo che in passato perdemmo contro un Chievo già retrocesso in casa, non è nemmeno bello finire con un risultato negativo davanti alla nostra gente, sarebbe bello invece salutarsi con una vittoria e il raggiungimento dell’Europa League”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Preoccupato dal futuro, bisogna vendere per comprare. Luis Alberto rischia di ingessare il mercato, Guendouzi…” (AUDIO)

Sono molto legato a Sarri, ma… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono molto legato a Sarri, ma a un certo punto mi sono convinto che servisse una svolta in panchina. Già a novembre avevo percepito seri scricchiolii. La svolta di solito aiuta a dare una reazione di nervi alla squadra, cosa che la Lazio ha avuto. La media punti di Tudor è ottima ed è inequivocabile, ma la Lazio di Tudor non mi convince. Innanzitutto non mi convince proprio la Lazio perché rivedo gli stessi identici difetti che aveva con Sarri: incapacità di tenere risultato, gol di testa e da calcio piazzato, poca intensità…

Ci sono però tutta una serie di cose che non mi convincono anche perché è un’altra idea di calcio. Mi preoccupa molto il futuro: sono tanti i giocatori non adatti al gioco di Tudor nonostante il mister dica il contrario in conferenza.

Ad esempio Guendouzi, Zaccagni e altri. Se il secondo ha prolungato il contratto e vuole rimanere, il primo potrebbe dire qualcosa e anche chiedere la cessione. Zaccagni comunque andrà valutato perché Tudor lo riprende molto durante la partita. Lui ha la tendenza ad allargarsi, mentre il mister vuole che stia stretto dietro la punta.

Sarà comunque un’estate calda perché la Lazio deve cedere per poter fare mercato. Spero che Luis Alberto non sia il rompicapo dell’estate prossima. Sicuramente lo spagnolo avrà un’offerta dal Qatar e la Lazio dovrà corrispondere il 20% del cartellino al Liverpool, quindi dovrà farsi bene i conti. Ritengo che le strade si debbano dividere perché ormai siamo al capolinea, ma questa cessione non deve ingessare il mercato della Lazio e trasformarsi in telenovela.

Ma ci sono altre cose in ballo che potrebbero complicare i piani. Per ora la Lazio si sta muovendo sulle necessità avendo a disposizione i 20 milioni quasi certi dalla Europa League e quindi gli obiettivi sono al momento un sostituto di Anderson e una punta. Vedremo se la punta sarà Dia o qualcun altro. Non dimentichiamoci anche di Kamada che allo stato attuale è un rebus totale”.

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Alessio Buzzanca

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Immobile: “Resto alla Lazio. Non vedo perché dovrei andare via”

Ciro Immobile vuole restare alla Lazio. Non ha intenzione di andarsene. Lo ha detto lui stesso. “Ho due anni di contratto con la Lazio e mi trovo bene – ha detto -. Non vedo motivo per cui io debba andare via. È ovvio che dopo una stagione così ci sono molti punti interrogativi soprattutto da parte mia, un po’ di critiche arrivano. Ho fatto sette anni a livello eccezionale e un anno di calo e un po’ di difficoltà della gestione anche del cambio allenatore non mi ha aiutato. Essendo negli anni quello che ha fatto più gol e più prestazioni belle, l’ho pagata di più. L’Arabia Saudita? Qualche squadra ha sondato il terreno, probabilmente l’avranno fatto per migliaia di giocatori essendo un mercato in espansione che vuole crescere. Ma di concreto non c’è niente. La mia famiglia vuole stare qui”.

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Lazio, Immobile su Sarri: “Si era rotto qualcosa, non sono stato io a mandarlo via”

Tra le voci che arrivano dall’EA7 World Legends Padel Tour, in corso di svolgimento a Roma, c’è anche quella dell’attaccante della Lazio Ciro Immobile. Ecco le dichiarazioni raccolte da TMW: “La Lazio ha cambiato andamento? In realtà quando si cambia allenatore ci sono queste scintille emotive che ti portano a raggiungere determinati risultati. Siamo stati bravi a capire subito quello che cercava Tudor perché siamo passati da un estremo ad un altro. Purtroppo quando cambi l’allenatore e anche di nome così importante come Sarri, come ho sempre detto per una squadra è una grande sconfitta. Eravamo i primi ad essere dispiaciuti, ma evidentemente si era rotto qualcosa e quindi bisognava cambiare. Poi quello che è successo nei giorni seguenti e quello che si è detto e ridetto erano tutte cose normali che succedono quando va via un allenatore come Sarri. Con Tudor abbiamo avuto quella scossa che ci ha permesso di risollevarci un po’ in campionato, peccato per la Coppa Italia perché avevamo fatto una partita di ritorno importante, abbiamo pagato quella dell’andata”.

Cosa non ha funzionato nella tua stagione? “In realtà quando parti male inizi a perdere perdi un po’ di precisione sotto porta che mi ha sempre contraddistinto. Quando la perdi un pochino ti ritrovi in un tunnel nel quale forse io non ero abituato e mi ha penalizzato. Ma bisogna essere più equilibrati nel valutare certe cose, una stagione non può sicuramente distruggere quello che di buono ho fatto con questa maglia”.

C’è qualcosa che ti ha ferito in questa stagione?“Quello che mi ha ferito più di tutti è il fatto che mi era stata accreditata la cosa che ero stato io a mandare via Sarri. Più che altro perché ha toccato il Ciro uomo e non il calciatore. Su certi temi non sono mai voluto entrare, soprattutto con Sarri, un allenatore così blasonato come lui. Ma non l’avrei mai fatto con nessuno”.

Cosa significa per te la Nazionale? “La Nazionale è sempre stata un obiettivo, è importante. È ovvio che bisogna essere anche razionali e veritieri nelle valutazioni e dopo una stagione così sicuramente non mi aspetto chissà che cosa. Poi se dovesse arrivare un regalo non lo rifiuto sicuramente. Spalletti? Non ci ho parlato, in Nazionale deve andare chi sta bene e chi è più in forma. In queste competizioni se Spalletti ritiene di avere bisogno di giocatori che hanno più esperienza e mi tiene conto, non posso sicuramente rifiutare”.

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DICHIARAZIONI

Orsi: “Tudor profilo giusto ma con giocatori più fisici. Se Immobile capisce…”

L’ex portiere e allenatore della Lazio, Fernando Orsi, intervenuto ai microfoni di tag24.it, ha detto la sua rispetto alla partita di domenica contro l’Inter. Ha espresso il suo sconforto per gli ennesimi punti persi, passando poi al commento dei vari singoli: Provedel, Mandas, Immobile e Tudor.

“Titolare la prossima stagione? Spero di si, me lo auguro per la Lazio, perché vorrebbe dire non avere alcun problema sul portiere. Provedel ha dimostrato, nonostante il mese e mezzo di assenza, di essere abbastanza integro e sempre sul pezzo”. Così ha parlato Orsi rispetto al portiere della Lazio. Su Mandas invece, ha espresso la necessità di farlo maturare. “L’idea è quella di far maturare Mandas per poi consentirgli di diventare titolare”.

L’ex portiere è fiducioso rispetto alla figura dell’attuale allenatore della Lazio. “Credo che sia il profilo giusto, nel momento giusto. Questa non è la sua squadra, ma quella che ha trovato e probabilmente non tutti sono adatti al suo modo di pensare calcio”. Parlando del mercato Fernando Orsi ha evidenziato la necessità di acquistare giocatori con differenti caratteristiche “Credo che Tudor voglia dei giocatori più fisici. Di sicuro però non credo ci sarà una rivoluzione totale. Io credo che la Lazio abbia bisogno di un altro attaccante di peso con caratteristiche differenti rispetto a quelle di Castellanos”. L’ex allenatore della Lazio ha concluso parlando di Ciro Immobile. “Penso che Ciro, se responsabilizzato e se capisce che anziché 38 partite, ne può fare 15 ad alti livelli, può diventare un giocatore importante”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Trattativa avviatissima per Tchaouna e Dia, ma per l’attaccante…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

Alberto Abbate a Radiosei: “Non credo che interessino ne Pirola ne Coulibally alla Lazio, discorso diverso per Tchaouna e Dia. Trattativa avviatissima, per entrambi. Balla pochissimo, in termini economici, ma c’è quasi un accordo di massima con la Salernitana. I campani pretendono qualcosa in più rispetto ai 20 milioni. Dia ha qualche dubbio, ci sono tante squadre su di lui. Il giocatore gradisce la Lazio, ma sa benissimo che arriva con 3 concorrenti. Per le possibilità della Lazio, Dia è il miglior colpo in assoluto ed è una delle poche occasioni che offre il mercato al momento”.

“I 20 milioni dovrebbero arrivare con l’Europa League, il resto del mercato va fatto con le uscite. Offerte per i giocatori della Lazio? Cataldi è stato proposto, ma per altri giocatori ci sono stati solo sondaggi”.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile rasserenato, non andrà via: pronto a mettersi in discussione con un ruolo diverso

Tensione smorzata per Ciro Immobile. Domenica il capitano della Lazio ha vissuto una giornata intensa tanto all’Olimpico quanto all’Auditorium, in occasione della festa per celebrare i cinquant’anni dal primo scudetto. Si è emozionato sentendo i racconti del passato e dopo aver ricevuto la maglia di Chinaglia ha espresso il desiderio di essere ricordato un giorno così, come oggi i tifosi ricordano il suo predecessore.

Il futuro fa meno paura – sottolinea il Corriere dello Sport – nonostante le incertezze del mercato. Sta maturando la sua decisione dopo aver raggiunto la consapevolezza che non può pretendere di essere sempre impiegato, dovrà prendersi cura del suo corpo. È amato dalla gente e può ancora dare il suo contributo sia in campo sia nello spogliatoio. C’è la possibilità che possa arrivare un rinforzo oltre a Castellanos, ma nessuno gli ha chiesto di andare via. Anche Tudor lo ritiene fondamentale, soprattutto ora che c’è la qualificazione in Europa da centrare. Potrebbe essere attratto da una proposta proveniente da New York e dalla Major League, ma al momento non c’è niente. Sono discorsi lontani. Lotito prevede un percorso interno, dirigenziale o sul campo, quando capirà che è il momento di smettere. Un rapporto così non si rompe a meno che non ne valga la pena. Insigneex capitano del Napoli, ha tentato l’avventura in Canada senza successo: vorrebbe tornare in ItaliaImmobile non intende separarsi dalla Lazio e non ha ricevuto offerte in grado di farlo vacillare.E’ entrato nell’ordine di idee di giocare meno, non sempre, e di chiudere la carriera con la Lazio, dove era arrivato nell’estate 2016 e ha realizzato 207 gol, bruciando ogni record.