Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Derby top tra sofferenza e goduria. Arrivo Sarri una benedizione” (AUDIO)

TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Più invecchio e più soffro il derby. La goduria che ci ha dato la vittoria di domenica è minore rispetto allo stress della gara stessa, non c’è niente da fare. Questo derby lo metto tra quelli speciali degli ultimi anni. Non stiamo dando la giusta importanza a Maurizio Sarri. Sono innamorato di lui, il suo arrivo è stata una benedizione e non gli vengono riconosciuti tutti i suoi meriti. Non dimentichiamo che abbiamo affrontato un derby senza Milinkovic-Savic e Ciro Immobile. Giocatori che fanno la differenza con qualsiasi squadra, ma come si poteva giocare questa partita senza di loro? Sarri ed i giocatori l’hanno capito e si sono applicati in maniera ossequiosa rispettando i comandamenti del nostro allenatore. Siamo di fronte ad un gruppo molto unito, si vogliono bene, c’è intesa e probabilmente l’ammonizione subita da Milinkovic con la Salernitana ha compattato ancora di più il gruppo. Detto questo, il sarrismo puro non può prescindere dal serbo. Senza di lui un certo tipo di gioco non si può fare”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri, il suo popolo e Lotito: “Ora non sento più baccano in giro”

Non esclude il ritorno, ma l’obiettivo è sempre stata l’ultima gara prima dello stop: «Ancora non lo so se ce la farò col Monza, ma dopo il derby sono già contento. Dire che è stato bello è persino poco». Ieri mattina Immobile si è sottoposto in Paideia alla risonanza al bicipite femorale sinistro. Sono passati appena 23 giorni dalla lesione di secondo grado rimediata contro l’Udinese, Ciro è pronto a tornare in gruppo perché è un alieno. I medici però vogliono scongiurare qualunque rischio prima di rimetterlo in campo: per questo, il 13 novembre contro la Juve può diventare il giorno giusto. Ieri riposo per tutti, oggi tornerà Milinkovic, che ha visto il derby dalla Serbia, perché sta per nascere il figlio e, dopo la trasferta di Torino, volerà direttamente in Nazionale in ritiro.


LA GIOIA DI LOTITO


Senza Immobile e Sergej, Maurizio ha snaturato il suo credo, ha sacrificato se stesso per amore della Lazio. La vittoria di Sarri nel derby, contro tutti e tutto, è un magnifico trucco tattico «per il nostro popolo». Al fischio di Orsato il tecnico è entrato subito dentro gli spogliatoi, ha deciso di lasciare gli applausi ai giocatori e ha invitato tutto il suo staff a cena nella sua villa all’Olgiata per ringraziare tutti del lavoro svolto. La Lazio arrivava da due ko, nella piazza molti avevano rimesso in discussione un anno e mezzo. Non certo, Lotito, ieri sera a cena da Pietro: «Sempre dalla parte di Maurizio. Ora c’è silenzio in giro, non sento più baccano. Godiamoci il terzo posto». Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Cataldi da leader, il derby della consacrazione

Quella fascia è già un testamento. Subito dopo il derby, Danilo torna a casa e la lega al braccio di Tommaso. Di Padre in figlio, il nome di Cataldi è nella storia della Lazio. Romano, simbolo fuori e dentro al campo: «Per un ragazzo nato e cresciuto nella capitale come me, quella di domenica non è stata solo una partita, ma la partita e la serata perfetta, degna della città più bella del mondo. Tutto quello che ho provato all’Olimpico è stato qualcosa di meraviglioso». Il giusto epilogo per un capitano coraggioso, che ha vissuto tre giorni con il cuore nello stomaco e domenica vagava all’alba da solo per Formello: «Non ho dormito per almeno tre notti, non sono riuscito a chiudere occhio perché immaginavo come sarebbe potuta andare, la giocata giusta da fare, i movimenti, il passaggio». Il risultato è la perfezione di Danilo lì in mezzo. Persino l’ex Di Canio gli dedica un giudizio unico: «Cataldi è stato un leader vero. Ricordo quando è stato contestato ed era al Genoa in prestito. Si è riconquistato la credibilità con la disponibilità e ha giocato da vero guerriero». Chissà se anche il ct Mancini prima o poi tornerà a farci un pensiero, intanto se lo gode Sarri. 

LA VIA CRUCIS

I tifosi ora vogliono fargli un monumento. «C’è solo un capitano», commenta il senatore Radu sotto il post. È uno di quelli che lo vedrebbero subito come il vice naturale di Ciro. Perché Cataldi non è solo quello che avete ammirato sul terreno domenica pomeriggio. Dietro c’è molto altro, c’è anima e cervello: dalla mattina Danili ha iniziato a scuotere tutti con colloqui singoli e di gruppo. Ha placato il tesissimo Romagnoli («Sei dalla parte giusta, adesso»), ha spiegato la stracittadina a Vecino («Non è come a Milano, qui ti giochi tutto»). Finita la riunione tecnica e il risveglio muscolare, ha preso persino da parte Luis Alberto: «Vamos». Tutti sapevano d’altronde che lo spagnolo era in bilico nella formazione tipo: la titolarità del Mago (a discapito di Basic) è stata decisa dopo la cena di sabato sera fra Sarri e Lotito in ritiro. Al contrario, proprio il Comandante convinse il patron a far prolungare il contratto del pupillo Patric l’anno scorso. Ora va blindato sino al 2027, questo fiore sbocciato nella Lazio. Il rinnovo da top player se lo è guadagnato. Con un attaccamento e uno spirito riconosciuto da tutto lo spogliatoio. 

E PEDRO OFFRE LA CENA

Uomo e capitano vero, in trionfo sulle spalle di un campione come Pedro, che da tempo ne ha riconosciuto il merito. Proprio lo spagnolo, assist-man di Felipe Anderson, ha pagato la cena di squadra al locale El Porteno. Festa proseguita poi per alcuni sino alle 3 di notte anche in una discoteca del centro. Nonostante la sbornia di euforia, tutti ieri ricordavano il discorso del capitano con la squadra messa a cerchio prima del fischio d’inizio: «Sono onorato di portare questa fascia nella sfida della sfida e di avervi al mio fianco. Se restiamo uniti e compatti, vinciamo, ne sono certo». Cataldi nemmeno le ha sentite le gomitate di Zaniolo, aveva l’aquila e la Curva a proteggerlo: «Siamo stati gruppo, abbiamo vinto da famiglia, con un popolo biancoceleste che ci ha aiutato a tirare fuori il meglio e l’orgoglio. Avanti verso i nostri obiettivi, sempre insieme, forza Lazio». Il bacio della moglie Elisa al ritorno a casa chiude il cerchio. È il bacio di tutta la Lazio. Il Messaggero

Categorie
SOCIETA'

Cori antisemiti, la Lazio condanna: “Non fanno parte della nostra cultura e della nostra tifoseria”

Con riferimento alla decisione assunta dal Giudice Sportivo, il quale ha chiesto un’istruttoria rapida alla Procura della FIGC rispetto a presunti cori antisemiti ieri allo Stadio Olimpico di Roma, la Società Sportiva Lazio dichiara quanto segue.

La Società Sportiva Lazio ha sempre condannato con la massima fermezza ogni espressione di antisemitismo e di razzismo che si manifestano ormai nella quasi totalità delle partite e in tutti gli stadi d’Italia. Non fanno parte della nostra cultura e non rappresentano la nostra tifoseria. Lo abbiamo sempre dimostrato con i fatti, non solo con le parole, e continueremo a sostenerlo con forza.

Ci preme sottolineare che i nostri tesserati si sono recati sotto la curva al termine di Roma-Lazio per ringraziare i tifosi del sostegno e gioire per una vittoria meritata, non certo per legittimare eventuali cori di alcuni gruppi, neppure compresi e certamente non condivisi.

Comportamenti simili nulla hanno a che vedere con lo sport nè con il comune senso civico. Davanti a queste manifestazioni di ignoranza la Società Sportiva Lazio starà sempre dalla parte opposta: quella del rispetto delle persone, della loro cultura, della loro etnia, della loro fede e della loro dignità.

Categorie
CONFERENCE LEAGUE

Alla scoperta del Cluj: uomini di chiave e precedenti

La Lazio pesca dall’urna di Nyon il Cluj. In Conference League la doppia sfida contro la squadra romena sarà il 16 e 23 febbraio (la prima in casa all’Olimpico). Il loro cammino nella competizione europea è iniziato addirittura al secondo turno di qualificazione (21 luglio). Ed è proseguito sino ad arrivare al gruppo G. Pareggio 1-1 contro il Ballkani, sconfitta con il Sivasspor e doppia vittoria con lo Slavia Praga. E ancora: sconfitta (3-0) con il Sivasspor e vittoria con il Ballkani. Ora la Lazio.

Gli uomini chiave del Cluj

L’allenatore del Cluj è Dan Petrescu, vecchia conoscenza del calcio italiano. In Serie A ha vestito le maglie del Foggia (dal 1991 al 1993) e del Genoa (dal 1993 al 1994). Ex colonna della nazionale romena, ha iniziato la sua carriera da allenatore al National Bucarest nel lontano 2002. Poi un girovagare tra Romania, Polonia, Russia, Emirati Arabi, Cina. Da tecnico ha vinto 5 campionati romeni (4 con il Cluj), 1 campionato B di Russia, 1 Supercoppa di Romania e 1 Coppa di Cina. Petrescu allena in Romania Simone Scuffet. Il portiere classe ’96, che anni fa sembrava destinato ad essere una promessa del calcio italiano, dopo tanti prestiti è finito in Romania. Occhio al sempreverde Ciprian Deac, ala di 36 anni con tanta qualità e classe. Alla Lazio ha già segnato nel 2019. Ad oggi 28 presenze totali, 5 gol gol e 7 assist. Attenzione anche al difensore con il vizio del gol: Yuri Matias. Brasiliano classe 1995, ha totalizzato 4 reti e 1 assist in 25 presenze stagionali. In Conference 6 apparizioni e 2 gol.

I precedenti tra Lazio e Cluj

Lazio e Cluj si sono affrontate solo due volte nella loro storia. Fase a gironi del gruppo E di Europa League. All’andata vince la squadra di Petrescu per 2-1. Biancocelesti avanti con Bastos, poi rigore di Deac e gol decisivo di Omrani. Al ritorno, all’Olimpico, vittoria per la Lazio con la rete di Correa. Di quella formazione in campo allenata da Inzaghi sono rimasti Lazzari, Cataldi, Luis Alberto e Milinkovic. Inzaghi subito fuori dall’Europa League. All’ultima giornata sconfitta con il Rennes, ma anche vittoria del Cluj contro il Celtic. Un amaro ricordo.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Vincere il derby così è più bello. La squadra crede in Sarri” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“Vincere come ha fatto la Lazio ieri contro la Roma è ancora più bello. Io personalmente non ho mai avuto la fortuna di vincere facilmente contro di loro. E’ stata una gara fatta bene, nonostante l’assenza di Immobile e Milinkovic. Sono assenze pesanti, ma alle quali puoi sopperire nel breve periodo con il giusto atteggiamento. Ho visto un derby con due squadre impaurite, credo che se la Lazio avesse vinto contro il Feyenoord avrebbe potuto vincere anche meglio ieri. Sarebbe stata più spensierata. A volte ha preferito gestire piuttosto che affondare dal punto di vista della manovra. Vincerlo con questa applicazione, questa organizzazione è un sintomo di gruppo, di quanto la squadra creda nel suo tecnico. Questa vittoria indirizza, ora sarebbe importante fare almeno quattro punti nelle prossime due con Monza e Juve”.

Categorie
CONFERENCE LEAGUE

Conference, la Lazio con il Cluj ai play-off

Dopo i sorteggi di Champions League e dei playoff di Europa League, è tutto pronto a Nyon per i playoff della Conference League, competizione che vede in corsa anche Lazio e Fiorentina. In questa fase verranno definite le gare degli spareggi fra le retrocesse dall’Europa League e le seconde qualificate dei gironi.

Questo il quadro completo dei playoff di Conference League:


Qarabag-Gent
Trabzonspor-Basilea
Lazio-Cluj
Bodo/Glimt-Lech Poznan
Sporting Braga-Fiorentina
AEK Larnaca-Dnipro-1
Sheriff Tiraspol-Partizan
Ludogorets-Anderlecht

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Concentrazione e ferocia, Sarri ha programmato tutta la settimana in funzione di questo derby” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Era stata una settimana complicata, ma Sarri l’ha programmata tutta in funzione del derby. Se pensiamo alle scelte di formazioni anti-Feyenoord ci rendiamo conto come tutti i giocatori che non sono scesi in campo in Europa erano fondamentali ieri con la Roma. La prestazione è stata da derby vero. C’è stato veleno, concentrazione e ferocia agonistica, ma il fatto che l’abbia risolto il giocatore con più classe, alla pari con Pedro, è stata una soddisfazione in più. La Lazio ha vinto la prima partita sporca della sua stagione e questo è un bel segnale. Pedro è stato come Lupin, ladro gentiluomo, in occasione dell’errore di Ibanez nell’uscita bassa della Roma. Sarri aveva preparato a tavolino anche quello”.

Categorie
STATISTICHE

Classifiche a confronto: Lazio migliore delle big

Classifiche a confronto dopo 13 giornate di Serie A (Tuttomercatoweb.com)

La capolista Napoli ha tre punti in più rispetto alla scorsa stagione. Bilancio opposto per il Milan secondo: -3- Bene la Juventus, che dopo il successo nel Derby d’Italia si porta a +4 nel confronto con lo scorso campionato. Male l’Inter: -4. La squadra col confronto migliore è la Salernitana, quella col confronto peggiore il fanalino di coda Hellas Verona. Ecco il dato.

Napoli 35 punti (+3 rispetto alla Serie A 2021/22 dopo 13 giornate)
Milan 29 (-3)
Lazio 27 (+6)
Atalanta 27 (+2)
Juventus 25 (+4)
Roma 25 (+3)
Inter 24 (-4)
Udinese 23 (+9)
Salernitana 17 (+10)
Torino 17 (=)
Fiorentina 16 (-5)
Bologna 16 (-2)
Sassuolo 15 (=)
Empoli 14 (-2)
Monza 13 (in Serie B)
Lecce 9 (in Serie B)
Spezia 9 (-2)
Cremonese 6 (in Serie B)
Sampdoria 6 (-6)
Hellas Verona 5 (-14)

Categorie
DICHIARAZIONI

Il secondo derby di Sarri: “Cuore ed anima, partita vibrante per la nostra gente” (AUDIO)

La Lazio si porta a casa il derby e tre punti importantissimi che valgono il terzo posto. Decisivo Felipe Anderson e i biancocelesti volano in classifica tornando pure a non prendere gol. Nel post partita, ai microfoni di Dazn, Maurizio Sarri ha commentato felice: “Oggi l’aspettò più importante è aver fatto felice il nostro popolo. L’obiettivo di questo derby era questo. La partita l’avevamo prepara con le uscite dei difensori della Roma in pressione. Volevamo attaccarli con gli attaccanti esterni. Il match non è stato di altissimo livello, ma vibrante, di dispendio di tante energie fisiche e mentali. Bella sicuramente da vedere. I miei due centrali sono stati bravissimi, soprattutto nel finale con le palle alte”.

Sarri e il derby vinto

“Vedere ragazzi che giocano con il cuore e animo è ancora più soddisfacente dell’ordine e dell’applicazione tattica. Il derby è tra i più sentiti del mondo. A Londra ne ho giocati tanti, ma non c’è questa partecipazione emotiva. Non è un match normale, da giorni che è così. In questa settimana abbiamo pagato anche questo, la testa era già a domenica. Luis Alberto? Voleva uscire perché aveva sentito un problema al ginocchio, poi si è rialzato e voleva provare. Ma il cambio era partito, i medici nostri erano lontani e c’era il rischio di stare 3-4 minuti in dieci. A Felipe Anderson gli ho fatto i complimenti come faccio spesso. Lui è straordinario. Prima gli ho detto che il nostro popolo vorrebbe una partita vibrante. E noi dobbiamo dargli una partita vibrante. L’obiettivo era dare quello che voleva la gente”.