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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rifondazione anticipata: gerarchie azzerate, vecchia guardia in bilico e lo scarico di responsabilità di Lotito

Se il fine giustifica i mezzi, le dimissioni di Sarri e il cinismo machiavellico di Lotito hanno accelerato la svolta di cui a Formello parlavano da mesi. Subito Tudor, una prima scelta e non un ripiego secondo i vertici societari, per guadagnare tempo e progettare la rifondazione della Lazio: in qualsiasi caso sarebbe scattata a luglio, meglio anticipare. Il croato, considerato un duro, avrà mano libera, potrà valutare la rosa e le dinamiche interne allo spogliatoio. Di fatto, come succede ogni volta in cui cambia l’allenatore, le gerarchie verranno azzerate. Un vantaggio, pensando alla rivoluzione prevista in estate. Si va verso un nuovo ciclo, la squadra andrà ricostruita e ringiovanita.

L’opera era stata avviata l’estate scorsa (24 anni l’età media dei nuovi acquisti) e proseguirà tra luglio e agosto, forse attraverso scelte drastiche, facilmente intuibili e di cui tutti sussurrano da tempo. Per Lotito è stato più semplice scaricare la crisi attuale della Lazio sul rapporto Sarri-squadra (esaurito in parte ma non compromesso e senza alcun tradimento) piuttosto che assumersi responsabilità precise, risalenti al post secondo posto, quando una larghissima parte dello spogliatoio era rimasta delusa per i contratti in sospeso e le promesse non mantenute. Si sono create da subito condizioni di lavoro non costruttive. 

Rifondazione Lazio e legami

Il rinnovo di Luis Alberto, abbinato ad alcuni comportamenti controversi, è stata la pietra miliare di cui si è discusso tantissimo. Sarri si era legato al numero 10, non poteva certo perderlo dopo la cessione di Milinkovic, ma come era accaduto negli anni precedenti ne ha pagato i soliti alti e bassi di rendimento. Il Mago aveva un posto garantito, ora dovrà mettersi a disposizione di Tudor, molto meno malleabile. Dovrà anche correre di più, considerando metodi e principi di gioco. Un tecnico, è ovvio, si lega ai giocatori più forti, ai senatori. Il ciclo di Mau, arrivato nel 2021 per portare avanti il lavoro di Inzaghi, si può rappresentare nei colpi di Luis Alberto e nei gol di Immobile, perché trascinano la Lazio dal 2016. Tutto si può dire tranne che Sarri abbia privilegiato il Taty a Ciro, anzi: ha rispettato gerarchie, valori e storia, in attesa che il capitano si ritrovasse per tirare fuori dai guai con i suoi gol la Lazio. Non è un mistero cosa dicesse Lotito nei salotti romani e di quanto fosse deluso dal gruppo, senza la capacità di riconoscere i propri errori, a partire dall’addio di Peruzzi, mai sostituito. La squadra ha tirato fuori il meglio in Champions e ha sofferto in campionato, come era prevedibile. 

Il futuro di Immobile è un rebus, non si può escluderne l’addio (se arriverà l’offerta giusta) ma bisogna considerare gli ulteriori due anni di contratto a quasi 5 milioni. Forse Ciro dovrà accettare l’idea di ritagliarsi uno spazio diverso, non da titolare indiscusso, a meno che non riprenda a segnare con una certa regolarità. Il suo futuro ora dipenderà dalle scelte di Tudor e dalla sua rifondazione. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, inizia l’era Tudor. Lotito: “Voltiamo pagina con un nuovo spirito. Ed io non vendo”

Le scorie dell’ultima settimana horror forse rimarranno ancora a lungo a Formello: «No, adesso voltiamo pagina, ripartiamo con un nuovo tecnico e un nuovo spirito», assicura Lotito. L’atteggiamento masochistico del Frosinone ha contribuito al risveglio della Lazio. Adesso il resto dovrà farlo la ventata di aria fresca portata da Tudor […]

Forse non sarebbe riuscito a convincerlo nessuno, ma né Fabiani né Lotito si aspettavano le dimissioni di Mau in anticipo. È vero che l’idea Tudor era già spuntata il 25 novembre, dopo la pesante sconfitta di Salerno, ma non che ci fosse già un accordo: «Talmente scelto da tempo, che Sarri si è dimesso all’improvviso – risponde il patron – e noi abbiamo provato a convincerlo a restare. La verità è che a qualcuno dà fastidio che il sottoscritto sia riuscito a risolvere il problema in 24 ore al primo e unico appuntamento. Ho alzato il telefono, ho incontrato gli agenti e ricevuto l’apprezzamento di Tudor, che aveva rifiutato Napoli e Roma (gli offrivano però un contratto sino al termine del campionato, ndr)».

Ricomincia un’altra era tecnica, poco prima della scadenza dei 20 anni di Lotito a luglio. Nessuna intenzione di mollare la Lazio, nonostante i rumors proliferino: «Non ho dato nessun mandato ad un gruppo di advisor per la ricerca di acquirenti che possano dare un aiuto né rilevare il club. Tutto falso, invenzioni allo stato puro. Non vendo». Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Tudor può indirizzare il gruppo. Immobile? Io non faccio tutto questo clamore”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è stato ospite alla lezione tenuta da Guglielmo Stendardo alla sede di Giurisprudenza della Luiss. Al termine della lezione il presidente biancoceleste si è fermato per rispondere ad alcune domande. Lotito ha iniziato parlando della scelta di Tudor: “Abbiamo visto una persona che sicuramente è in grado di indirizzare il gruppo avendo l’esperienza, il carattere e la possibilità di poter impiegare le risorse nel migliore dei modi”.

Sul clima di tensione: L’addio di Sarri è stato un fulmine a ciel sereno. Mi ha detto che ha avuto la sensazione di essere stato tradito, ma da chi dovete chiederlo a lui”.

Chiosa finale sulle minacce e l’aggressione a Immobile: “A me succede tutti i giorni. Io vivo sotto scorta da 20 anni, ho tantissime minacce di morte ogni giorno. Io non faccio tutto questo clamore”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Teodori “Lazio, gestione crisi imbarazzante. Tudor il migliore fra quelli disponibili” (AUDIO)

Gianluca Teodori a ‘NMM’ parla della situazione in casa Lazio.

“Penso che in una ipotetica scala di valori e sentimenti terribili in quanto a mancanza di lucidità, credo che questo sentimento sia molto radicato in chi dovrebbe agire con raziocinio. Spero che questa sera arrivi un risultato, c’è un solo risultato da fare, è l’unica cosa che può far passare in sordina quanto successo. Credo che Sarri con la sua uscita di scena abbia innescato involontariamente tutto quello che è successo in questi giorni, la sensazione è che la Lazio dal precampionato vada avanti a comparti ben definiti: squadra, allenatore, società.

Alla Lazio manca un fondamento, che è il fattore comunicazione: non c’è. Si comunica come capita, probabilmente in questa settimana è diventato imbarazzante con le varie dichiarazione. Quando si parla di ricompattare l’ambiente è esattamente l’opposto di quello che è successo questa settimana. Che potesse esserci la crisi si capiva già dopo la partita con l’Udinese, ma non a questa portata. Speriamo che stasera il campo parli bene, anche perchè un fatto è certo: se Sarri si fa da parte per il bene della Lazio spero che almeno la squadra dimostri di aver subito la scossa.

Quella di Immobile è una situazione che non ha avuto testimone, poi per il clima che c’è in città non mi stupirebbe nemmeno fosse stato qualcuno dell’altra sponda di Roma a punzecchiare. I Social hanno un valore relativo, ma evidentemente Immobile è molto sensibile. Il modo di proteggere un tesserato però non è quello di Lotito, che parla di 500 minacce al giorno.

Teodori: “Con Tudor la Lazio ha preso il migliore disponibile”

Fra gli allenatori disponibili per aprire un ciclo credo si sia scelto il migliore, ho visto Tudor di recente e l’ho visto parlare con alcuni ex juventini ed è un personaggio con una personalità e carisma fuori dal comune. Poi sul fatto che giochi con la difesa a tre e abbia litigato con Guendouzi è qualcosa che andrà valutato col tempo. Avevamo un allenatore titolato e riconosciuto, ora bisogna ripartire ma non mi sembra sia stato scelto un allenatore da giovanili: c’è uno di tutto rispetto. Io non mi starei a preoccupare della difesa a tre ora. Spero che sul mercato l’allenatore venga assecondato e ci sia la coscienza da parte della società che esistono dei vuoti incolmabili. Devono esserci delle figure di collegamento con la squadra. Non sarei così catastrofista.”

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Per Milinkovic ho rifiutato 140 milioni”. E poi una frecciata alla Roma…

Lotito, a margine dell’evento alla Luis, ha mandato una frecciata alla Roma e forse, una a Inzaghi. “Ho venduto Milinkovic a 40 milioni, ma avrei potuto venderlo a 140. Ho rifiutato un’offerta. Avevo promesso a Inzaghi che non l’avrei venduto e così ho fatto”. Poi il riferimento alla Roma: “Una squadra che ha 550 milioni in negativo, tecnicamente è fallita. Non faccio nomi di squadre perché è meglio se non parlo”.

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SOCIETA'

Lotito: “Col Bayern non si è vista tanta differenza. Presi la Lazio per salvarla dal dramma”

Il presidente Claudio Lotito ha parlato alla Luiss toccando diversi argomenti che riguardano la Lazio.

Sul Bayern: “Noi fatturiamo 200 milioni, il Bayern 800. All’andata potevamo fare tre gol noi, al ritorno ne abbiamo incassati tre. Non si è visto il divario che ci doveva essere”.

Sul suo arrivo alla Lazio: “Il mio amico Berlusconi mi ha indirizzato sulla Lazio per salvarla”.

Sul futuro della Lazio: “Abbiamo vinto trofei battendo Juve e Inter. Vinciamo perché siamo determinati. Come Davide contro golia. Stiamo costruendo il futuro, ora partiamo con l’Academy”.

Sulla figura del presidente: “Non deve essere un tifoso presidente ma un presidente tifoso. Mi sono fatto di una situazione drammatica per salvare la Lazio”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano “Sbagliato dare la colpa ai giocatori. Lotito deve avere maggiore responsabilità, così scarica le colpe e basta” (AUDIO)

Bruno Giordano in diretta a ‘NMM’

“Si è chiuso un capitolo, ora se ne riapre un altro. Dare la colpa di tutto ai calciatori mi sembra un po’ sbagliato, non sono i calciatori ad essere andati dal presidente a dire che l’allenatore non andava bene. Ci sono state delle dimissioni, per cui ci sono tante responsabilità condivise. Non c’è stato un esonero, può essere sia sfuggita di mano la situazione ma poteva anche tranquillamente tenere la squadra in pugno fino a fine stagione. E’ l’allenatore che ha dato le dimissioni, anche perchè dopo tre anni non c’era più quel feeling. Poi le parole di Lotito aggravano la situazione, ma questo è il gioco delle parti. Tutte e tre le parti hanno mancato fra cui i giocatori per le brutte prestazioni.

In una stagione disgraziata basta una partita con il Bayern per pensare che sia sistemato, ma non è così. Lo dice Lotito stesso nelle sue parole, la sconfitta con l’Udinese viene dopo la vittoria con il Bayern. Ma questa è una debolezza che viene da lontano, già ai tempi di Inzaghi. Quello che ha detto potrebbe essere anche all’interno di Formello, un magazziniere o un massaggiatore. Uno spirito allegro aiuta i calciatori. Vai a Formello, parli con tutti e fai capire il tuo credo: parlare così è come scaricare le colpe sugli altri. Il presidente è il capo della società, deve avere maggiore responsabilità e maggiore equilibrio.

Per come sono fatto io non avrei lasciato a 10 giornate dalla fine, così mi sembra una sconfitta anche del mister. Ci sono cose che vengono da lontano, forse l’aria di Formello non permette di annusare tutte queste problematiche. Poi ci saranno anche delle scelte che andranno fatte per far capire alla squadra come stanno le cose. All’interno di Formello è difficile captare cosa viene detto. C’è sempre quel gioco delle parti da stare a vedere. Adesso l’importante è che l’ambiente stia tranquillo, facendo 13 partite che potrebbero salvare la stagione anche da parte dei calciatori.

Piano piano ora si potrà lavorare in funzione di questo finale di campionato, non è che in 10 giorni uno deve arrivare e imporre le proprie type=’text/javascript’ idee.”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Tudor, De Pietro: “Meno frenetico e più riflessivo di Juric. Chiede piena autonomia e niente compromessi” (AUDIO)

Alessandro De Pietro di Radio Verona racconta a Radiosei la figura designata per allenare i biancocelesti

Igor Tudor nel futuro della Lazio.

“Tudor-Seric è un binomio conclamato. Il lavoro di Juric fu un bel solco nel quale lui si insidiò. In quella stagione la rosa era ‘sovradimensionata’ per il Verona. C’era Simeone, Barak e Caprari. Lui ci ha messo del suo, è meno frenetico di Juric, più riflessivo e con una rosa con più qualità. Fece una grande stagione, senza dubbio. Tudor e Juric sono grandi amici, il primo è più completo. Abbiamo visto una mano più morbida e con più varianti, ma ripeto: a Verona rispetto al collega aveva una rosa migliore. Tudor ereditò il lavoro di Juric e la sua strada fu più in discesa rispetto al predecessore”.

Le caratteristiche, l’indole

Tudor ti porta al limite a livello di corsa, di sforzo fisico. L’uomo contro uomo è questo: i rischi sono chiari. Se scegli Tudor devi portarlo avanti per un po’. E’ un calcio diverso. Chiaro che serva disponibilità da parte dei giocatori. Tudor può migliorarli, non solo a livello tattico. Secondo me Tudor ha chiesto massima autonomia. E’ intransigente, ovviamente sto parametrando tutto a una piazza come Roma, che non è Verona. E’ uno che va dritto per dritto, la sua figura si avvicina al ‘manager’ inglese. Non deve essere disturbato nelle sue scelte ed eventualmente, vedremo anche che soluzioni proporrà questa estate. Carattere? Dice quello che pensa. Dopo Verona non voleva andare per forza nel top club, voleva salire gradualmente. Credo che il passaggio dal calcio di Sarri al suo sia graduale, è uno che sposa i piccoli passi in tal senso. Se ha accettato la Lazio, ha avuto sicuramente le garanzie. Non vuole compromessi, se necessario giocano i manovali affamati piuttosto che gli artisti svogliati“.

Dario Cadeddu

15/03/2024

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate “Da Lotito dichiarazioni di rottura, fa considerazioni per giugno. Con Tudor accordo per due anni e mezzo” (AUDIO)

Alberto Abbate (IlMessaggero) in diretta a ‘NMM’

“Io vorrei andare oltre le dichiarazioni di Lotito. Le responsabilità di questa stagione sono di tutti: ieri Lotito ha certificato una parte della responsabilità rincarando la dose dicendo che Sarri è stato tradito da qualcuno, usando anche parole forti come ‘qualcosa di strisciante’. Ha dato atto a Sarri di essersi sentito tradito, detto questo credo sia ora di smorzare i toni dopo quello che è successo a Immobile, che va sicuramente condannato. Un conto è quando si parla del lato tecnico, un altro è arrivare a tanto. Dopo il comunicato di Immobile, dove parla di agire per vie legali contro chi ha usato social per istigare, allora intende anche Lotito che ha parlato di tradimenti?

Credo Sarri si sia sentito tradito da persone che davanti a lui dicevano di sostenerlo e poi alle spalle spingevano per farlo andare via, e oggettivamente queste persone ci sono state. Dato che è evidente come siano dichiarazioni pesanti, mi sembrano proprio di rottura anche oltre le prossime 10 giornate: le considerazioni per giugno dove c’è da fare una rifondazione sono già iniziate.

Ieri sera c’è stato un incontro risolutivo con Tudor a Villa San Sebastiano, Lotito voleva conoscerlo di persona. L’incontro è durato un paio d’ore, presente anche l’entourage di Tudor. Hanno trovato l’accordo sulla durata, Tudor voleva almeno due anni e mezzo di progetto quindi si sono accordati su un accordo di un anno e mezzo fino al 2026 con un opzione che scatta subito al raggiungimento di un risultato minimo, quindi come se fosse di due anni e mezzo. E’ una questione utile anche per snellire il bilancio. Per quanto riguarda lo staff va chiarito il discorso secondo, dovrebbe essere Tacchinardi ma ha dato disponibilità anche Martusciello. Vediamo cosa succederà, si sta decidendo in queste ore.

Situazione con Tudor

Da vedere se Tudor torna indietro tatticamente e prova un 4-2-3-1 invece del 3-4-2-1. Le vie di Lotito sono infinite, nel senso che da un lato dice che vuole ripulire la rosa, ma dall’altro poi voglio vederlo a regalare i cartellini dei giocatori. Tudor non è un allenatore di Serie B, è uno che si è affermato negli ultimi anni. Poi si può sempre avere preferenze, ma sicuramente non è un allenatore di Serie B. Per la partita di domani non ho davvero type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea, ieri mattina il clima era surreale quindi se ne saprà solo nel pomeriggio. C’è l’idea di provare il 4-2-3-1 propedeutico a Tudor, ma la partita non è stata praticamente preparata. L’accordo con Tudor è solo verbale, entro lunedì dovrebbe sistemare la questione staff. Ma con la Lazio c’è da stare attenti perchè può succedere sempre tutto e il contrario di tutto in 24 ore.

Rovella e Patric non ci sono ancora per domani, si rimanda a dopo la sosta. Provedel avrà nuovi esami lunedì, così da definire meglio le tempistiche del rientro. L’obiettivo è riaverlo per il derby, mi auguro che i prossimi esami cambino la dinamica legata all’interessamento del legamento. L’ingaggio di Tudor dovrebbe essere intorno ai 2.5 milioni, da vedere se condizionati a bonus o meno.”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Reazione forte squadra all’accusa di tradimento di Lotito. Tudor? Ora lo staff…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘NMM’!

“Il clima è molto pesante dopo quello che ha detto anche il presidente Lotito ieri sera. La partita di Frosinone viene preparata in maniera surreale. Igor Tudor è un profilo che ci può stare, si discute anche sullo staff, non è ancora totalmente fatta, ma si farà tutto. Dal punto di vista tattico si conosce, a livello caratteriale è uno tosto. Fabiani è stato sempre molto convinto delle caratteristiche di questo tecnico, già nel recente passato il suo nome era uscito. Lui è stato all’Olimpico ad assistere alla gara con il Milan, è evidente che la sua type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea è da tempo quella di allenare la Lazio. Il suo 3-4-2-1 a Marsiglia ha stupito tutti, tante vittorie e la capacità di adattarsi al materiale che ha ereditato. In Turchia utilizzava il 4-2-3-1, a dimostrazione che sia duttile dal punto di vista tattico”.

Penso che un conto sia che la responsabilità delle sconfitte possano essere dei calciatori per non aver tenuto fede al proprio potenziale, un altro conto è parlare di tradimento. La squadra non ritiene di aver tradito nessuno, c’è una situazione di grande distanza tra club e giocatori sulla presa delle responsabilità. Parlare di tradimento per il gruppo è inaccettabile, poi vedremo se ci sarà un confronto tra le parti a breve. Il DS Fabiani in questa situazione fa da mediatore, mi sembra evidente che ci siano le responsabilità di tutti in questa situazione. Quando c’è una questione del genere in un ambiente di lavoro, difficile pensare che quando dei rapporti si deteriorano ci sia la responsabilità di una sola componente.

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