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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Izzi: “Pastrocchio Lazio in cui nessuno vince e tutti sono responsabili. Lotito parla di tradimento, ma…” (AUDIO)

FRANCESCO IZZI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE..’!

Alla fine di questa vicenda che sa molto di Lazio non vince nessuno. Chi vuole far apparire le responsabilità solo da una parte sbaglia, c’è stato un concorso di colpe. Tutti devono fare l’esame di coscienza, non solo i calciatori che ora sono diventati capro espiatorio. Ora chi si sorprende di quanto sta accadendo esagera con il buonismo. Mi riferisco anche al presidente Lotito, visto che i segnali dell’intera stagione erano chiari ed andavano colti prima. ù

Quello che ha detto ieri Lotito porterà delle reazioni da parte dei calciatori. Nell’intervista di ieri a Tg1 Lotito parla di tradimento, poi però non va fino in fondo, resta sul generico. Voglio mettere il focus sul fatto che l’ambiente della Lazio non si meritava questo pastrocchio che nasce da lontano. L’allarme parte da questa estate, da una squadra che già da inizio di stagione faticava a tollerare l’allenatore. Poi c’è stata la questione dei rinnovi che ha avuto il suo peso, le frasi trapelate dallo spogliatoio e le considerazioni di Sarri sulla squadra ed il mercato. Stiamo parlando di un concorso di colpa“.

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DICHIARAZIONI

Lotito smaschera la fronda: “Sarri è stato tradito dal comportamento di alcuni. C’è qualcosa di strisciante nel gruppo, alibi finiti”

Intervistato dal TG1 il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato del momento della squadra, dopo le improvvise dimissioni di Maurizio Sarri. “Maurizio è stato tradito”

AGGIORNAMENTO – L’intervista del Presidente della Lazio Claudio Lotito: “Le dimissioni di Sarri un fulmine a ciel sereno, è stato tradito dal comportamento di alcune persone. C’è qualcosa di strisciante all’interno del gruppo. Una squadra che batte il Bayern Monaco e poi perde con l’Udinese porta a farti una domanda e a darti una risposta. Questa squadra ha bisogno di un allenatore che utilizzi bastone e carota. Oggi la squadra non ha più alibi e la possibilità di scaricare su qualcuno le proprie responsabilità”


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NEWS

Sbarco, incontro ed intesa: a Villa San Sebastiano è nata la nuova Lazio “bastone e carota” di Tudor. I dettagli

L’arrivo a Roma con l’agente )ex terzino biancoceleste) Antony Seric, l’incontro con Lotito a Villa San Sebastiano e l’intesa di massima per gettare le basi di un nuovo progetto fino al 2025 più opzione per la successiva stagione. Igor Tudor è ad un passo dal raccogliere l’eredità di Maurizio Sarri. 

Dopo le prime riflessioni a caldo e la scelta di affidare provvisoriamente la conduzione della squadra a Martusciello, la scelta era subito ricaduta sul croato ex Hellas ed OM. Dai sondaggi delle prime ore si è passati questa sera ai fatti: nel summit terminato poco prima delle 23,00 si è impostato il discorso su cifre, staff e le valutazioni tecnico-tattiche riguardanti la rosa a disposizione. Un organico costruito sul 4-3-3, ma che ora passerà al vaglio di un allenatore dai principi di gioco quasi opposti a quelli sarristi. Dalla zona pura, palleggio e sincronia di reparti all’aggressione a tutto campo con richiesta di ingaggiare duelli uomo contro uomo. 3-4-2-1 di base, ma anche la necessità di un impatto meno drastico in corso d’opera. Ora siamo ai dettagli, a breve dalla stretta di mano si passerà alle cose formali. Dopo Frosinone erediterà la panchina del Comandante e darà vita ad un nuovo inizio di “bastone e carota”. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Tudor in pole, ma non in chiusura. Intanto a Formello si prepara Frosinone senza staff…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’

Abbate: “Tudor in pole, ma…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Situazione abbastanza surreale. Martusciello ha dato disponibilità a restare fino a giugno, ma la Lazio continua a guardarsi intorno. L’allenamento di stamattina è stato gestito da due persone: il tecnico e Fonte. Gli altri dello staff hanno lasciato Formello. Lotito sta continuando a guardarsi intorno, non considerando una figura da traghettatore. Tudor in pole, anche se non mi sbilancerei troppo. Non è una cosa fatta, insomma. stasera meeting Lotito-Fabiani per approfondire l’argomento, vediamo cosa succede”.

“I contatti sono continui, con Tudor. E’ stato secondo di Reja, che è stato consultato. Scaloni ha detto ‘no’, anche perché ha il contratto con l’albiceleste fino a novembre. Conceicao neanche ve lo dico, se l’ingaggio di Tudor (circa 3 milioni di euro) è un problema, figuriamoci quello del portoghese. A livello tattico con Tudor dovresti stravolgere tutto e Guendouzi è stato messo fuori rosa al Marsiglia. E’ uno dalle type=’text/javascript’ idee e i modi molto forti”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Non più un traghettatore, Lotito sta cercando una soluzione fino al 2025. Trattativa in corso con Tudor” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Il primo spiraglio di luce in questo motivo tremendo poteva essere la squalifica ridotta a Guendouzi. Per fortuna è successo, è stato accolto il ricorso della Lazio e sono molto contento che la Corte Federale abbia fatto parzialmente giustizia, anche se il francese non doveva neanche essere espulso.

Per il resto c’è un grandissimo momento di caos. Sento molta convinzione di una reazione importante della squadra dopo il passo indietro di Sarri. Io ho molti dubbi su questo, continuo a pensare che il momento dei calciatori sia complicato a prescindere dalla guida tecnica. Ovviamente Martusciello si gioca molto a Frosinone, la sua permanenza resta in bilico. La Lazio sta comunque cercando una soluzione definitiva, cioè un allenatore da mettere sotto contratto fino al 2025. Quindi non più un tecnico traghettatore alla Brocchi o alla Klose. Certo che ora ci sono pochi allenatori liberi a disposizione, c’è stato un tentativo andato male con Scaloni, mentre la pista Tudor è ancora viva. Con il croato c’è una trattativa in corso, è una situazione che va seguita. Il fatto che ora Lotito stia valutando una situazione definitiva mi fa pensare che altri profili, di cui si è parlato per giugno e che ora sono vincolati, non convincano pienamente il club.

Quella di Martusciello è una sorta di resistenza, non credo che il rapporto con Sarri possa tornare quello di prima. Due componenti dello staff già hanno lasciato, c’è la volontà da parte degli altri di essere coerenti con la scelta di Sarri”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Martusciello rischia tutto (senza staff) mentre Lotito si guarda intorno

Rischia tutto mentre Lotito si guarda intorno. Martusciello coglie al volo la più grande occasione della sua carriera e non guarda indietro: «Se volete, io resto fino a giugno». Sarri si è sentito un po’ tradito come successe con Calzona a Napoli, ma ieri pomeriggio Giovanni lo ha raggiunto nella sua Villa all’Olgiata e c’è stato un chiarimento. Già martedì pomeriggio, dopo aver svuotato il suo armadietto a Formello, Mau aveva convocato lì tutto il suo staff tecnico, dicendo di non seguirlo sulle dimissioni fin quando non si sarebbe trovata una soluzione con i legali per il loro contratto. Altro gesto di altruismo. I preparatori e gli assistenti d’altronde non guadagnano quanto un tecnico ma, per gratitudine e rispetto, sono tutti uniti al suo fianco nella decisione di lasciare la Lazio. Tutti tranne uno. Ranzato, Pasqui e Nenci hanno già risolto (pagamento fino a giugno) e resteranno in carica sino a domani, Losi e Ianni rimarranno fino a lunedì a Formello. Solo Martusciello ha dato disponibilità fino al termine del campionato (ingaggio aumentato), sperando magari nel grande salto definitivo da “primo”. Se le cose non dovessero andare bene a Frosinone o contro la Juventus, però, Giovanni rischierebbe di restare subito col cerino in mano. Forse senza più il ruolo di vice Sarri in futuro e senza la Lazio. Che coraggio.

Ieri mattina la società lo ha annunciato con un comunicato: «La Lazio rende noto che Maurizio Sarri ha rassegnato le proprie dimissioni da allenatore responsabile della prima squadra. La società ringrazia il tecnico per i traguardi raggiunti e per il lavoro svolto, augurandogli le migliori fortune umane e professionali. Contestualmente, il club comunica di aver deciso di affidare la guida tecnica a Giovanni Martusciello». A sua volta, pronto a mettere subito i puntini sulle i e a riconquistare il gruppo: «Non ho mai pronunciato parole che potessero andare contro la squadra, contro Sarri, di cui ho profonda stima, o altre componenti. Ho semplicemente dato la mia disponibilità alla società, che mi ha prospettato questa possibilità. Non si può sminuire il lavoro che è stato portato a termine finora, così come nessuno potrà minare l’impegno che d’ora in poi verrà ulteriormente profuso». Eppure era stato lui stesso, lunedì in conferenza dopo il ko con l’Udinese, a contestare fra le righe la reazione di Immobile al cambio: «Meglio che non commento, ma avete capito tutto». D’altronde Sarri è andato via dicendo: «Non mi seguite più, vado via se il problema sono io». Com’è possibile nasconderlo? Magari Martusciello ha un altro carattere meno rigido, riuscirà a ricompattare e a riconquistare uno spogliatoio scollato. Intanto è stato interrotto quel “fastidioso” ritiro, magari più avanti ci sarà pure minor intransigenza sul modulo: Giovanni ha lavorato anche con Spalletti, occhio alla variante 4-2-3-1.

LE OPZIONI

Di sicuro, per rimanere al suo nuovo posto di comando, avrà poco tempo. Oltretutto dopo sabato, in teoria, dovrebbe ritrovarsi senza uno staff tecnico e ne starebbe costruendo uno proprio, da portarsi durante la sosta del campionato. Eppure Lotito continua ad alzare il telefono e a studiare le alternative in giro sino a quel momento. Come traghettatori disponibili restano gli ex Klose e Parolo o Giampaolo e Gattuso. Chi guarda al futuro, come Tudor, è restio a ereditare una situazione così pesante e a bruciarsi sino a fine campionato: servirebbe un anno e mezzo almeno (se non due) di contratto e rimettere le mani al portafoglio. Anche Reja lo ha suggerito, ci ha già lavorato e sarebbe pure disposto ad aiutarlo a Formello, forse come direttore tecnico. Scaloni non può. La Lazio è una patata bollente, Sarri ha dato le dimissioni e lasciato 4 milioni perché ha capito che lì dentro il ciclo della “vecchia guardia” è finito. Martusciello prega per il suo nuovo inizio. Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Dimissioni Sarri inaspettate, forse la situazione gli era sfuggita di mano. Contano sempre più i giocatori, spero nella Coppa Italia” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “Dimissioni inaspettate, la separazione a fine stagione era lo scenario più gettonato. L’allenatore forse ha visto che gli era sfuggita la situazione di mano e si è fatto da parte. E’ chiaro che i problemi vengono da lontano, forse dall’anno scorso, quando ha dato la sensazione di essere insofferente ad alcune situazioni. Non so se sia perché abbia rilasciato alcune dichiarazioni o se perché arrivati al terzo anno, la sua gestione possa pesare sulla testa dei giocatori. E’ difficile in Italia avere cicli lunghi, sembra un po’ la situazione che si era venuta a creare a Napoli. E’ strano Gasperini che sta lì da 7 anni, è un’eccezione. Se la Lazio avesse 50 punti certamente sarebbe stata un’altra cosa. E’ una mia deduzione, posso pensare che il rapporto sia stato pesante. Martusciello? Non lo so, non ho avuto neanche il tempo di analizzare la situazione. Da lontano ho letto dei nomi che mi fanno anche male sinceramente. Andiamo avanti sperando che questi calciatori, cui do sempre più valore in positivo e in negativo, possano tirare fuori qualcosa di positivo”.

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RASSEGNA STAMPA

Un progetto rimasto nel limbo e il “tradimento” della vecchia guardia: “Non mi seguite più”. Così si consuma l’addio di Sarri

L’ultima sigaretta di Sarri…

L’addio si consuma con l’ultima sigaretta fumata ieri pomeriggio con il ds Fabiani e Bianchi su una scalinata di Formello. Sarri sorprende tutti, persino Lotito, presenta le sue personali dimissioni e non torna indietro. Toglie il disturbo, soprattutto quello degli altri 8 milioni lordi del suo stipendio, a bilancio per un altro anno: verranno pagate le mensilità passate più quelle sino al 30 giugno, poi il contratto sino al 2025 sarà stracciato. Alla faccia di chi lo tacciava di essere attaccato al denaro, altro schiaffo: come al Chelsea, se ne va da signore e da grande uomo. Una decisione maturata lunedì notte dentro un gabbiotto dell’Olimpico, dopo il quarto ko consecutivo contro l’Udinese, dopo aver subito la contestazione della Curva Nord e dopo essere sceso nello spogliatoio ribadendo: «Se non mi volete più, parlate chiaro». Il solito silenzio, ha risposto il campo. A nulla è servita ieri pomeriggio una “finta” delegazione di sei senatori per provare a dissuaderlo: «Ho visto che non mi seguite più, qualcuno è troppo diverso dalla scorsa stagione. Vado via io, sennò dovrei far cacciare qualcuno di voi. Mi metto da parte, così date una scossa. Stop». Nessuno aveva il coraggio, Sarri da hombre vertical prende in mano il suo destino e svuota l’armadietto del suo ufficio. Lo avrebbe fatto comunque a giugno, non ha mai più detto di voler restare a ogni costo. Mau era stanco, anche di un progetto rimasto nel limbo. Ha tentato di nasconderlo, insieme ai problemi famigliari dell’ultimo periodo, per risollevare le sorti della Lazio. Non c’è riuscito. Ha lasciato senza avere ancora nulla di concreto in mano. Il ciclo biancoceleste è senz’altro finito. Finisce amaramente l’era dell’allenatore, che ha riportato la Champions con un miracoloso secondo posto.

Mau ha fatto di tutto per evitare il peggio: cene, confronti, allenamenti ridotti al minimo e un atteggiamento tattico diverso per venire incontro alle esigenze del gruppo. Era rimasto per i giocatori in estate, aveva stretto ad Auronzo un patto, è stato tradito. Era l’unico ad aver capito che la “vecchia guardia” non avrebbe mai più dato quel 110%, per questo aveva battuto i pugni sul mercato con Lotito. Per questo voleva Milik, Berardi, uno fra Frattesi e Zielinski, Ricci e non dover scegliere fra X e Y ad agosto. Come Delio Rossi, Pioli e Simone Inzaghi, Sarri non ce l’ha fatta a cambiare il destino della Lazio nell’anno del ritorno in Champions e alla fine è caduto fra i colpi dello spogliatoio.

LE RIFLESSIONI SEGRETE

Lotito e Fabiani si erano interrogati sino all’una di notte, lunedì nella pancia dell’Olimpico. La società continuava a ritenere Sarri il meno responsabile del crollo, non voleva darla vinta a chi remava contro all’interno e all’esterno, e oltretutto non intravedeva valide alternative possibili in panchina, in questo momento. Sarri ha colto il club in contro tempo ieri pomeriggio. Nella notte si era confrontato nella sua villa all’Olgiata sino alle 3 con il suo staff tecnico (che pretende mensilità e premi non ancora pagati, prima di seguirlo sull’addio), aveva già deciso ieri mattina di fare un passo indietro. Nessuno ci credeva, cantastorie negavano tutto prima di rimanere di stucco. Poco dopo l’ora di pranzo Mau si è presentato a Formello con le dimissioni in mano. La Lazio ha provato invano a respingerle, ha capito che accoglierle era l’unico rimedio per provare a dare un senso a questa stagione sino a maggio. Sarri ieri se n’è andato come è arrivato, alle 17 sul lato passeggero di una Porsche nera, la tuta della Lazio e l’ultima sigaretta spenta al tramonto. Tutto in fumo. Il Messaggero

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FORMELLO

Lazio, incontro Lotito-Martusciello a Formello: per ora il vice diventa titolare. Rocchi-Klose-Tudor le altre opzioni

Lo staff di Maurizio Sarri, che quest’oggi ha presentato le sue dimissioni da tecnico della Lazio, ha lasciato Formello in questi minuti. Giovanni Martusciello ha dato disponibilità a Claudio Lotito circa la possibilità di continuare a guidare i biancoceleste ed è una delle opzioni che il presidente biancoceleste sta prendendo in considerazione per sostituire il dimissionario Sarri. Le altre sono Tommaso Rocchi, attuale tecnico dell’Under 14, Miroslav Klose, tecnico stasera a Barcellona per commentare la vittoria della squadra di Xavi per conto di una tv tedesca, e Igor Tudor.

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INDISCREZIONI

Lazio, anche la pista Klose: aspetta la chiamata, accetterebbe il ruolo da traghettatore

Dal Comandante ad un bomber storico. Le dimissioni di Sarri hanno scosso l’ambiente Lazio e preso in contropiede Lotito che una volta accettate si è messo a lavoro per trovare il profilo giusto per la successione del toscano. Detto di Tommaso Rocchi, tra i papabili c’è un altro attaccante che ha segnato un epoca biancoceleste: si tratta di Miroslav Klose, già collaboratore tecnico della Nazionale tedesca, del Bayern Monaco e primo allenatore degli austriaci dell’Altach. Per il momento è solo un’idea, una valutazione in corso: fino al primo pomeriggio il tedesco non era stato ancora contattato dal club. Lui sarebbe pronto, in tempi non sospetti ha avanzato la sua disponibilità e potrebbe accettare un eventuale incarico a tempo con la promessa di poter riscuotere una conferma in caso di raggiungimento di risultati soddisfacenti.