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SERIE A

Serie A, ufficiale: si rimane a 20 squadre

Dai palazzi della Lega Serie A, dove oggi si teneva il voto decisivo sul pacchetto di riforme, arrivano i risultati ufficiali sul team della riduzione del massimo campionato italiano da 20 a 18 squadre. Non sfonda dunque la posizione della riduzione dei partecipanti, portata avanti con particolare verve soprattutto da Inter, Milan, Juventus e Roma.

L’assemblea di Lega ha dunque espresso la propria posizione, concludendo con 16 voti a favore del mantenimento di una Serie A a 20 squadre e solo 4 voti per la riforma. La Lega si è ufficialmente espressa poco dopo il termine delle votazioni rilasciando un comunicato ufficiale. “La Lega Serie A ha approvato oggi il proprio documento di indirizzo contenente le proposte di riforma del calcio italiano. E’ stata ribadita l’assoluta necessità di mantenere nello statuto federale il diritto di intesa, così come nei principali sistemi calcistici europei. E’ stato, inoltre, confermato l’attuale format a 20 squadre del campionato di Serie A”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate “Società-calciatori: è stato un braccio di ferro. Adesso vedremo se c’è stata la scossa” (AUDIO)

“C’era un braccio di ferro fra Lotito e i giocatori della Lazio sul tema contratti”
Alberto Abbate (Il Messaggero) in diretta a ‘NMM’

“Con il Cagliari sono sei i tiri in porta, tanti quanti quelli fatti nelle ultime quattro giornate. Dal punto di vista offensivo c’è stato un salto in avanti, io ripartirei da questo. Nel primo tempo la squadra sembrava molto sulle gambe e ci sono stati tanti errori tecnici. Nella ripresa, quando Ranieri è passato a 4 si sono aperti gli spazi e la Lazio ha giocato molto meglio. Da Cagliari mi porto una squadra che ha corso insieme. Non farei nessun volo pindarico, serve equilibrio: è stata una grande vittoria perchè serviva, ma non ho visto un gioco pazzesco. Ero convinto che la Lazio vincesse a Cagliari, sarà da vedere con Bologna, Torino e Fiorentina.

Che ci fosse qualche malumore di chi non gradiva il gioco di Sarri è evidente dalle dichiarazioni post partita. Dal punto di vista dei contratti questo mese è stato un braccio di ferro fra Lotito e i giocatori della Lazio che conveniva a entrambe le parti: la società poteva risparmiare e i giocatori avevano un alibi. L’appuntamento in Champions non porta pressione, non hai nulla da perdere. Quando abbiamo da perdere e c’è pressione non scendiamo in campo, come con l’Atalanta.

Non so se Patric riesce ad andare in panchina, non ha senso per questa partita. Molto più importante averlo per Bologna vista la squalifica di Romagnoli. Per Zaccagni vediamo domani se riesce a rientrare in gruppo, ma al momento dico di no. Non sarebbe una sorpresa anche vedere Kamada, dopo come è entrato col Cagliari, anche Vecino vertice basso è un’idea, anche Rovella si gioca una maglia. Quelli di Kamada sono i primi 10 minuti che abbiamo visto dopo tanta assenza. Io credo che lui sia molto irritato da tutta la situazione, quando si era presentato a settembre aveva detto che era alla Lazio per imparare a difendere, le sue dichiarazioni mi sembrano un po’ esagerate, ma ben venga che finalmente dia segnali di vita.”

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito: “C’è stato un chiarimento, ora senza alibi verso la Champions. Mi comporto bene se i giocatori fanno altrettanto”

«È tornato il sereno. C’è stato un chiarimento nello spogliatoio e, d’ora in avanti, mi auguro di rivedere lo stesso senso di appartenenza sino al termine del campionato. Tutti devono correre come a Cagliari, perché siamo forti e dobbiamo combattere insieme per riprenderci la Champions». Lotito è contento della reazione della Lazio in Sardegna dopo il ko funesto di Bergamo. Non è voluto intervenire in settimana, ma ha guardato tutto con un occhio apparentemente esterno: «Io sono il presidente, non mi sembra che in altre società intervenga il proprietario. Ho dato carta bianca al mio ds Fabiani, lui ha portato il mio messaggio. Ho detto che non ho mai pensato di esonerare Sarri e i giocatori sanno che io mi comporto bene, se loro fanno altrettanto. Adesso non ci sono più alibi. Il primo esame è superato, ma serve la stessa unità di intenti sino a giugno». Quando si tireranno le somme su chi meriterà di stare ancora dentro il progetto: «La verità è che tutti stanno bene alla Lazio, pure troppo». Il solito riferimento agli stipendi pagati in anticipo, anche se sui rinnovi e i premi Champions c’è stato qualche ritardo.

MERCATO

I tifosi hanno mal digerito l’ennesimo mercato senza un colpo. Kent ha rifiutato nell’ultimo giorno della sessione d’inverno: «Non conosco il motivo e nemmeno mi interessa. Perché, ripeto, era un’occasione a costo zero, un surplus, ma non avevamo bisogno di rinforzi perché crediamo nella forza di questo gruppo su cui abbiamo puntato e da cui ci aspettiamo ancora tanto». Tutto rimandato alla prossima estate, quando si continuerà a investire sul futuro. Le offerte respinte da 16 e 10 milioni per Clarke e Whittaker si muovevano già in questa direzione a gennaio. Adesso ci sarebbe anche Jobe Bellingham, centrocampista del Sunderland classe 2005 e fratello del più noto Jude, stella del Real Madrid. La Championship rimane nei radar della Lazio: «Nella famosa Talent room, ci sono 8 postazioni con 8 persone diverse che lavorano con monitor giganti – assicura il patron – e scandagliano giocatori in tutto il mondo». Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, malumore rinnovi confermati: ora tocca a Zac, Romagnoli e Felipe (ultimo tentativo)

C’erano malumori nello spogliatoio, stavolta Immobile conferma tutto con un paio di battute, che non sono sfuggite a nessuno: «Festa per le 200 reti? La facciamo tutti insieme, se arriva qualche rinnovo». Provedel deve solo mettere nero su bianco, poi toccherà a Zaccagni, Felipe, Romagnoli, ma anche Ciro aveva chiesto un adeguamento in ritiro ad Auronzo. Ed è convinto di poter rinascere definitivamente e cancellare gli infortuni continui dell’ultimo anno e mezzo. «Se sto così bene fisicamente, non mi sento uno da ultimi 20 minuti», la frecciata lanciata al tecnico. Sarri in realtà è il primo a sperarci, lo ha solo gestito per evitare di averlo sempre ai box: «Se Immobile riprende a segnare con regolarità è tanta roba, spero possa continuare così. Bisogna trovare equilibrio tra allenamenti e minutaggio». Il bomber compirà 34 anni fra otto giorni (il 20 febbraio): lunga vita al re, ma non è eterno. Il Messaggero

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Lazio, finalmente l’Academy?. Lotito: “Sarà pazzesca”

L’Academy non è il solo fiore all’occhiello di Lotito, che nel 2014 aveva annunciato un grande progetto, forse finalmente arrivato a compimento: «Adesso parte l’Academy, sarà pazzesca, con altri cinque campi, un albergo, la sala studi e una scuola. Alla Lazio Women ho creato un centro con Spa, spogliatoi bellissimi, magazzini, lavanderia, tutto. Dentro Formello ha aperto il nuovo negozio, c’è un altro ristorante e un bar. Appena rifarò anche tutti gli studi televisivi, ci sarà un’inaugurazione in grande stile con il marchio Lazio». Dopo l’addio di Rao, nell’ufficio stampa resta ancora un buco aperto per annunciare tutte le iniziative biancocelesti (vedi l’invito all’attore Russell Crowe) e avere un maggior riscontro a livello mediatico: «Risolverò presto anche questo. Con Lotito il risultato è garantito». Solo i tempi non hanno mai un orizzonte definito. Il Messaggero

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Lazio, Lotito “diserta” Formello: crocevia Cagliari, è tempo di risposte

Tra Lotito e Sarri c’è stato un incontro riservato, durante il quale è probabile che il presidente abbia consultato il mister sullo stato di forma della squadra. Dopo il recente tracollo contro l’Atalanta, l’attenzione sul rapporto con il team è aumentata, affidando la gestione al tecnico e al direttore sportivo Fabiani, che hanno agito con discrezione in una settimana complicata. Sarà interessante vedere quali conseguenze avrà questa decisione. Lotito, a causa di impegni, non è potuto essere presente fisicamente, nemmeno alla vigilia della partita, una rarità per lui.

La squadra si è diretta verso l’aeroporto di Fiumicino intorno alle 16 di ieri, salendo sul pullman. Sono state dette molte parole in questo breve periodo, ma ora è necessaria una reazione sul campo per uscire da una stagione altalenante. Zaccagni e Patric non sono stati ancora convocati a causa di problemi fisici, mentre Rovella è squalificato.

Oggi all’Unipol Domus la Lazio avrà bisogno di mostrare il suo meglio, nonostante il Cagliari arrivi da tre sconfitte consecutive (4-0 contro la Roma, 1-2 contro il Toro, 1-3 contro il Frosinone). Ranieri ha confermato che la squadra sarda promette grande intensità e concentrazione in risposta alla serie negativa. Il Cagliari è capace di soffrire e in casa diventa un avversario pericoloso, specialmente nell’ultima mezz’ora. La Lazio dovrà dimostrare testa e cuore per conquistare i tre punti.

I biancocelesti si trovano di nuovo a dover rimettere in piedi la stagione. Dopo la serie di cinque vittorie consecutive, compreso il derby agli ottavi di finale, la situazione era migliorata. Il Cagliari ha un disperato bisogno di punti per la lotta alla salvezza, ma Sarri non può permettersi passi falsi e rischiare di perdere il contatto con il quarto posto. Questa partita è cruciale per il prosieguo della stagione. Lo riporta Il Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “La Lazio di Cagliari con Immobile, Vecino ed un possibile rientro in difesa…Zac in forte dubbio anche per il Bayern” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Per quanto riguarda la trasferta di Cagliari, Zaccagni non ce la farà. In questi giorni sta lavorando in modo parziale, si sta limitando a correre. L’obiettivo è il recupero con il Bayern Monaco, ma anche per la Champions al massimo temo possa andare in panchina. E’ un grande problema, la sua assenza ha un peso importante, è il migliore dell’uno contro uno. In assenza dell’ex Verona, mi sarebbe piaciuto vedere la doppia punta, provare a far convivere Immobile con Castellanos. Il doppio centravanti con un altro modulo sarebbe stato interessante. Sarri, anche giustamente, è intenzionato ad andare avanti con il 4-3-3 ed in tal senso penso che Isaksen verrà ancora preferito a Pedro. Da quello che ho capito, tornerà Immobile come centravanti titolare, mentre a centrocampo penso che con Cataldi possa esserci Vecino e non Luis Alberto. Terzini? Non è una notizia, solo una sensazione, ma credo che insistere con Marusic in questo momento possa essere un rischio. Non escludo il rientro di Hysaj.

In Turchia scrivono di un accordo di Kamada con il Galatasaray con il ‘no’ della Lazio e di Sarri? Noi speriamo tutti che Isaksen dia dei segnali diversi rispetto alle ultime partite, ma il giapponese può diventare utile anche in quella zona di campo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mazza analizza la Lazio: “La precarietà delle scelte di Lotito, l’assolutismo di Sarri ed i segnali di rigetto squadra…” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Troppo spesso, troppe volte, in questa stagione ci sono state amnesie e segnali di rigetto. Ho la sensazione che questa sia una stagione di fine ciclo, soprattutto in riferimento ad alcuni giocatori che nella prossima stagione non ci saranno più. Ma anche in questo contesto è doveroso ci sia maggiore continuità mentale e che, tanto per essere chiari, contro il Bayern Monaco questa squadra si dimostri di essere all’altezza per dignità ed orgoglio. Ci stiano dentro a testa alta.

E’ una probabilità chiara che Sarri nella prossima stagione non ci sarà più. Non so se rispondono al vero le voci di una spaccatura con lo spogliatoio. Lui ha dei limiti che riguardano l’assolutismo del suo modo di giocare, ha bisogno di interpreti che lo possano incarnare al massimo.

Dei limiti della società meglio non parlare, basta dire che sono venti anni che siamo costretti ad affrontare sempre gli stessi discorsi. Le non scelte, la modalità con la quale si affronta il mercato. Perché essere così precari ed approssimativi in un modo del calcio che è sempre più specializzato e peculiare? Questo, abbinato all’essere rigoroso di Sarri, sta creando l’ennesimo corto circuito”.

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Lazio, paga Lotito per togliere gli ultimi alibi: accordo con la squadra per i premi

Come scrive il Corriere dello Sport, dopo mesi Lotito ha rimosso il blocco economico che ha tenuto congelati i rinnovi e i premi Champions. Lo ha fatto dopo il k.o. di Bergamo e al termine di una settimana turbolenta perché il presidente sa colpire dove fa male, ma stavolta il prezzo da pagare lo paga lui. In estate e autunno aveva stoppato le trattative sui suoi contratti e i patti legati agli obiettivi raggiunti e ciò aveva causato ma l’umore nello spogliatoio. Nonostante non sia il momento type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideale per premiare i calciatori, Lotito ha concesso riconoscimenti e ha riaperto le trattative per gli adeguamenti e i rinnovi, in modo da togliere gran parte di alibi alla squadra.

Prima della partenza per Bergamo, Lotito aveva parlato con alcuni senatori, capitanati da Immobile, dei premi Champions e si era tenuto basso, ma dopo l’incontro ha concesso un aumento e la sconfitta di Bergamo non ha cambiato gli accordi. Il gruppo spingeva da dicembre affinché il presidente risolvesse i casi sospesi: Zaccagni e Felipe Anderson aspettavano chiamate da luglio, Provedel attendeva un riconoscimento, Patric un adeguamento e Romagnoli il premio promesso alla firma, ma da settembre in poi non si è mosso nulla. Fabiani aveva risolto la pratica di Patric, mercoledì si è avuta notizia dell’avvicinamento con Provedel e quindi restano in agenda Romagnoli e Zaccagni.Quest’ultimo è in scadenza nel 2025 e la chiamata dovrebbe dovrebbe arrivare entro marzo, ma la soluzione del contratto di Provedel potrebbe anticipare i tempi.

Adesso che si stanno risolvendo queste situazioni, Lotito pretende risposte immediate. Sarà una vigilia diversa a Formello: il presidente è solito andare al centro prima delle partenze, ma oggi parlerà con Sarri per rafforzare la sua posizione ancora di più. Sarri dal canto suo rimarrà in silenzio: non parlerà in conferenza stampa, ma lo farà direttamente a Cagliari.

Analizza la situazione anche La Repubblica: “Il presidente ha rassicurato Sarri, trovato l’accordo per il rinnovo di Provedel (presto la firma sul contratto fino al 2028 da 2 milioni netti più bonus a stagione, ne guadagnava uno) e raggiunto l’intesa con la squadra per i premi Champions: piccoli segnali positivi nel momento difficile”.

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Lazio, Provedel il primo della lista: ora piovono rinnovi?

Il ko di Bergamo e i regolamenti di conti (calcistici) all’interno dello spogliatoio non hanno bloccato l’operazione “rinnovi” caldeggiata dal diesse Fabiani. Da dicembre spingeva affinché il presidente risolvesse i casi sospesi. L’offerta per Zaccagni era datata luglio, quella per Felipe giù di lì. Provedel attendeva un riconoscimento. Patric un adeguamento. Romagnoli il premio promesso al momento della firma. Da settembre in poi non si era mosso più nulla. Fabiani era riuscito a risolvere la pratica di Patric a fine dicembre, adeguamento concesso. 

Mercoledì si è avuta notizia dell’avvicinamento con Provedel, l’accordo economico è ad un passo, si sta discutendo il prolungamento del contratto fino al 2028 (il contratto in essere scade nel 2027). Ci sarà un incontro nel giro di due settimane. Restano in agenda Romagnoli, per il quale i primi contatti non sarebbero andati a buon fine, e Zaccagni. Quest’ultimo è in scadenza nel 2025, con il manager Giuffredi s’era ricucito lo strappo di settembre, se n’è creato un altro. La diplomazia è stata riavviata e la chiamata dovrebbe avvenire entro marzo. La soluzione del contratto di Provedel potrebbe anticipare i tempi. Lo riporta il Corriere dello Sport