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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone, la Lazio cerca soluzioni: “Club schierato con tecnico che accoglie alcune richieste della squadra” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Lazio e soluzioni”

“La Lazio cerca soluzioni. C’è questo raggio di luce che riguarda il contratto di Provedel. Vanno ed andavano sistemate delle situazioni all’interno del gruppo. L’accordo con adeguamento del portiere della Lazio è un piccolo mattoncino che può contribuire a ripartire. Credo che Sarri si stia confrontando con il gruppo, cosa molto importante la sua apertura rispetto ad alcune situazioni di campo. Non era mai accaduto, è una cosa che va sottolineata. L’allenatore sta accogliendo le richieste del gruppo, nulla di clamoroso, piccole cose che riguardano la routine quotidiana. Quando parliamo di crisi di rigetto, il riferimento è al ripetersi all’infinito di metodi ed abitudini che possono generare stanchezza. Fabiani ha parlato con Sarri e la squadra, mentre Lotito credo che andrà domani. Di solito è sua abitudine presentarsi il giorno prima della partenza della squadra. A me dopo Bergamo sembrava una classica situazione da ritiro visto che si parla di malumori e scollamento.

La posizione del club è chiara, è stato anche ribadito al gruppo, non è in dubbio Sarri. Oltre al fatto economico che è decisivo, mancherebbe anche un’alternativa pronta stile Inzaghi. Lotito pensa se ne possa uscire con Sarri da questa situazione, il suo focus è molto più sui calciatori. Vuole di più da loro.

Zaccagni e Patric sono tornati a Formello, lavorano ancora in modo differenziato, non ci saranno ovviamente a Cagliari, ma l’attaccante contro il Bayern Monaco tornerà. Nel frattempo la Lazio deve andare a fare risultato a Cagliari per la difficile situazione che si è creata”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Lazio, ora trova unità di intenti, poi a fine stagione profonde riflessioni” (AUDIO)

Andrea Prandi (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Sono molto preoccupato della situazione Lazio, a 360°, dalla dirigenza alla squadra, passando per il tecnico. Per una volta non sono molto ottimista, in questo momento la situazione è complicata, vedo tutte le componenti slegate. Vedo un tunnel sempre più buio, ma sta diventando faticoso seguire e tifare la Lazio. Ogni giorno una polemica, c’è chi va da una parte e chi dall’altra. Con queste premesse, con una squadra che segna con il contagocce non sono neanche certo che si vada a Cagliari a fare una grande partita. Ora serve solo ritrovare unità di intenti, per fare poi profonde riflessioni a fine stagione. Mi chiedo se in corso ci sia una crisi di rigetto, ma per arrivare bene a fine campionato bisogna parlarsi in faccia e tirare fuori tutto”

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Necessario un compromesso stile Juventus di Sarri nel 2020. Come? Serve presenza società forte” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “I calciatori determinano. Necessario un compromesso, come con la Juventus di Sarri nel 2020”

Giordano: “I calciatori determinano. Necessario un compromesso, come con la Juventus di Sarri nel 2020”. Il Bomber a Radiosei: “Chi determina è sempre il calciatore. l’allenatore è importante, ma non determinante. Il tecnico può incidere anche durante la partita e correre ai ripari. Stiamo facendo gli stessi discorsi del post Salernitana-Lazio. Il tecnico deve saper convivere con questi momenti, penso ad Allegri o Pioli quando c’era sempre l’ombra di Conte. Il tecnico deve essere più attento a livello comunicativo, questo sì. Sarri è vaccinato. Ai giocatori chiedo serietà nel lavoro e soprattutto, parlare se qualcosa non va. Stare in silenzio non ha senso, bisogna prendere il problema subito e alla radice. Le frizioni vanno risolte, fare un passo in avanti per venirsi incontro a vicenda e trovare un compromesso. Pensare meno al singolo e più al collettivo, ecco”.

“Se fossi nei panni di Sarri, sarei andato dal presidente a chiedere l’allontanamento di chi mi ‘rema contro’. Sarri deve parlare con i giocatori e trovare una soluzione, si devono venire incontro con dei compromessi. Si possono lamentare tutti o nessuno. Nessuno riesce ad accontentare 25 persone contemporaneamente. Ci sono alcune dinamiche particolari e momenti delicati in una stagione. Alcuni senatori potrebbero uscirsene con una dichiarazione, anche di facciata, ma poi confrontarsi col tecnico. Lavorare insieme per cambiare qualcosa all’interno del gioco, credo che Sarri, da persona intelligente, non si tirerebbe indietro. Penso al compromesso trovato proprio dalla Juventus di Sarri, quando era chiaro che non si sarebbe proseguito insieme. Finirono la stagione da professionisti e poi si separarono”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Sarri disponibile a cambiare i toni, ma non vuole che gli si parli alle spalle. Non c’è uno spogliatoio intero contro di lui” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Sarri disponibile a cambiare i toni, ma non vuole che gli si parli alle spalle. Non c’è uno spogliatoio intero contro di lui”

Abbate: “Sarri disponibile a cambiare i toni, ma non vuole che gli si parli alle spalle. Non c’è uno spogliatoio intero contro di lui”. Il giornalista de ‘Il Messaggero’ a Radiosei: “C’è qualcuno che da dentro sta approfittando del momento difficile per far emergere qualche malumore nei confronti di Sarri. Come dice Fabiani, è impossibile che ci sia un intero spogliatoio contro il tecnico. Sarri ha toni molto forti, li ha sempre avuti. Credo debba fare un passo indietro sotto questo aspetto. Sta vivendo un momento complicato a livello personale, oltre ovviamente i risultati della squadra. A volte vita personale e lavorativa si uniscono, ecco perché spesso lo vediamo spento. Il discorso fatto alla squadra da Sarri è importante. Un conto è dire ‘andate da Lotito se avete le palle’, un altro è dire: ‘inutile fare il compitino e se non avete il coraggio di dirmelo in faccia, andate da Lotito’. Perché non parliamo di un tecnico che vuole essere cacciato. Sarri parla così da tre anni, a mo di provocazione, alla squadra. Ora c’è il silenzio generale e qualche chiacchiera alle spalle”.

“Ci sono giocatore stra-grati a Sarri. Penso a Gila, ad esempio. Sarri non ha sempre ragione, spesso sbaglia anche a livello comunicativo. Diciamo che non è un maestro sotto questo aspetto. Anche lui si sta rendendo conto che determinati toni non vengono più tollerati. E’ disponibile a cambiare atteggiamento e ad essere più flessibile. Questa piccola frattura che si è creata, è riconciliabile? Questo lo dobbiamo capire, la società ha confermato la fiducia al tecnico e questa è una prima risposta”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, una frangia contro Sarri. Lotito: “La società resta al suo fianco”. Fabiani: “Il tecnico li ha valorizzati”

Cagliari, la prova della verità

Cagliari diventa la prova della verità o – fate voi – l’ultimo appello. Perché, nelle titubanze matrimoniali e negli errori di Sarri e Lotito, qualcuno ci sta sguazzando per scrollarsi le proprie colpe di dosso. Approfittando della contestazione più diretta verso l’alto e provando a scaricare ogni responsabilità sul soggetto più debole e in bilico, in questo momento: il tecnico. C’è una frangia interna della Lazio, che sotto traccia adesso spinge per l’addio di Mau, trascinando qualche altro compagno e facendo uscire mugugni e spifferi mozzati dallo spogliatoio. 

Questo è il discorso completo di Sarri, lunedì alla ripresa a Formello, come dopo qualunque disfatta, figuriamoci dopo quella senza storia di Bergamo: «Se dovete fare il compitino per farmi contento, non va bene né per me né per voi. È evidente che c’è qualcosa che non va. Se siete stanchi e non avete le p… di dirmelo, andate da Lotito». Tutti in silenzio di fronte (non alle spalle) a un concetto ripetuto dall’allenatore ormai da due anni e mezzo, a mo’ di provocazione, ogniqualvolta la squadra abbia avuto un tracollo. Ora che le cose non vanno, improvvisamente i soliti toni duri e forti di Sarri non si sopportano. Per carità, Mau ha le sue colpe a livello comunicativo. Mercoledì, nel giorno del doppio allenamento e delle quattro sessioni video, il tecnico aveva sottolineato amnesie tecniche e tattiche, rimbrottato i giocatori con un tono un po’ snob. «Le mie squadre erano sempre le migliori sui calci da fermo», giusto per fare un esempio. Qualche senatore da tempo mal digerisce questo atteggiamento, invoca un cambio di modulo (4-2-3-1 o 4-3-1-2) per esaltarsi di più, ma ci rimetterebbero le ali, e Sarri non crede sia questo il nodo vero. Anche se Mau ha capito di dover essere più flessibile e morbido: niente ritiro, ieri ha lasciato il riposo, è pronto ad alleggerire i carichi di lavoro. E magari a ricompattare la ciurma con una cena o un pranzo.

LA DIFESA DEL CLUB

Dal vecchio “patto dei Parioli” nacque una nuova Lazio. È l’ultima speranza di Lotito, ieri impegnato in Senato: «Non sto pensando di esonerare il tecnico. La società resta al suo fianco», ripete lapidario, nonostante la rabbia accumulata fra il pareggio col Napoli all’Olimpico e il ko di Bergamo. È l’ennesimo segnale che il patron vuole mandare al gruppo per evitare il peggio, ovvero l’esonero, e arrivare almeno sino a giugno in cui tirare le somme e fare un bilancio definitivo. Solo contatti telefonici con Sarri, volato ieri a Castelfranco per trovare i genitori e preparare la difficile gara col Cagliari di sabato. Dopo il caos uscito dai meandri di Formello – si spera, a questo punto – difficilmente qualcuno avrà il coraggio di uscire allo scoperto e far vedere in campo di remargli contro. Ora tutti dovranno mostrare un altro piglio, la società si aspetta il massimo: «Non può essere contro il tecnico, uno spogliatoio pieno di giocatori che Sarri ha valorizzato e cresciuto. Ovunque c’è qualche scontento assicura il ds Fabiani ma non c’entra nulla con quanto è successo. Oltretutto si sta montando un caso quando siamo agli ottavi di Champions, in semifinale di Coppa Italia. Sì, ci mancano cinque punti in campionato, ma siamo noni in un gruppone in lotta per il quarto posto. Nulla è perso». Il Messaggero

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POLITICA SPORTIVA

Intanto Lotito diventa il fulcro del fronte per il taglio a 18 squadre della Serie A

Interessante approfondimento all’interno de La Stampa di oggi a proposito della rinnovata volontà delle big di Serie A in merito alla riduzione delle squadre partecipante dalle 20 attuali a 18. Potrebbe ben presto arrivare un nuovo fronte propulsivo verso il taglio di due club, con un esponente in particolare in prima linea. Il quotidiano torinese, infatti, racconta che potrebbe presto arrivare il sì di Claudio Lotito a sparigliare tutto e cambiare le carte in tavola. Con il presidente della Lazio, peraltro, arriverebbero anche gli appoggi di Napoli e Fiorentina.

Sul tema del campionato a 18 squadre esiste una spaccatura tra le grandi realtà e le medio piccole, con queste ultime che temono di perdere i benefici economici che derivano dalla presenza in massima serie, specialmente per quanto concerne l’aspetto delle entrate da diritti tv e il botteghino dello stadio nel giorno della partita. Ed è proprio qui che si inserisce la spaccatura della Lazio: il patron Lotito ha sempre ottenuto sostegno dalle realtà di provincia in Lega e il suo peso e la sua influenza potrebbero davvero risultare decisivi.

Già in passato Lotito, però, aveva ben chiarito la sua posizione sul tema. Lo sanno bene per esempio i sostenitori di Frosinone e Carpi, due squadre messe nel mirino dal numero uno del club biancoceleste ai tempi della loro prima apparizione in Serie A, nel 2015/16.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri: cambio modulo no, accorgimenti si. Ma lo scatto deve arrivare dai singoli

(…) Sarri e modulo, solita questione. Alla Lazio quest’anno mancano in assoluto gli assist e i gol. Ha perso creatività e fantasia, non solo a causa della cessione di Milinkovic. Non è casuale l’altro segnale assicurato da Immobile. E’ entrato bene, era vivo, ha guadagnato e trasformato il rigore, è andato vicinissimo al raddoppio di testa. Quello era un tiro, anzi un’occasione, ma non ha centrato il bersaglio. Così come in pagina c’è la foto di Felipe che tira addosso a un giocatore dell’Atalanta da buona posizione. Un’altra palla-gol e in precedenza ricordiamo il sinistro di Isaksen sopra la traversa. E magari a Bergamo sarebbe cambiata la partita se il brasiliano avesse subito segnato. Sarri agli esterni chiede un movimento superiore e un attacco alla porta più incisivo.

Sarri ed il modulo

I numeri vanno saputi leggere. La Lazio tira poco e male: 243 conclusioni, di cui 101 fuori dallo specchio, 70 respinti e solo 72 in porta. E’ peggiorata la percentuale di realizzazione rispetto allo scorso anno, ma dal punto di vista “grandi occasioni”, calcolate da Opta, occupa il dodicesimo posto, non l’ideale, ma neppure così indietro come al capitolo finalizzazioni. Sarri non crede al cambio di modulo, dovrebbe sacrificare Zaccagni, l’esterno più forte in rosa, e la Lazio è costruita per il 4-3-3, anche se manca di centrocampisti di inserimento. Entrano in pochi in area, senza considerare gli infortuni di Ciro e la luna calante di Luis Alberto. Mau ha provato due volte nel finale di partita il 4-4-2. Il 4-2-3-1, mancandogli un vero trequartista, lo attrae poco. Certo la rigidità lo ha frenato e un’empatia superiore nei confronti del gruppo lo aiuterebbe. Qualche accorgimento, restando nel solco del disegno tattico, è possibile ma bisognerebbe partire da uno scatto di mentalità e di prestazione da parte dei giocatori. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Dopo il secondo posto mi aspettavo uno sforzo superiore sul mercato. La Fiorentina ha la forza di offrire 30 milioni per Zaccagni…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La Lazio a gennaio ha rifiutato un’offerta di 30 milioni di euro arrivata dalla Fiorentina. Poi hanno provato a virare su Gudmundsson del Genoa. Sulle risorse di Commisso superiori a quelle di Lotito non si discute, ma va anche detto che il club viola in questi anni ha venduto tre simboli come Chiesa, Bernardeschi e Vlahovic alla nemica Juventus. E’ difficile paragonare le due società per diversi motivi. E’ vero che loro hanno questa forza economica, mentre la Lazio nell’estate con più risorse economiche non è andata oltre l’investimento di 19 milioni di euro per Castellanos. Questa è un’evidenza, anche io mi aspettavo uno sforzo superiore dopo il secondo posto della scorsa stagione. Era onestamente una grande occasione”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, squadra in crisi di rigetto. Non solo verso Sarri: pesano le questioni premi e rinnovi mancati

Lazio: tutti sotto processo

Di nuovo tutti sotto processo ma, arrivati a febbraio, senza più appello. Eppure tutti ora si sentono contemporaneamente colpevoli e vittime di questo crollo. Lotito non ha dato una mano a gennaio, ma ha speso tanto sul mercato estivo. A maggio Sarri aveva urlato ai quattro venti che la “vecchia” guardia aveva dato tutto lo scorso campionato, e ora, con uno stato d’animo abbattuto da vicissitudini extra campo (altre due pesanti situazioni familiari, oltre la scomparsa dello zio), non riesce a rianimare un gruppo, che sembra avere una crisi di rigetto. I giocatori sono senz’altro i principali responsabili degli scempi di quest’anno, ma si sentono deresponsabilizzati dai peccati originali del patron e del tecnico. Da una parte lamentano rinnovi promessi e mai firmati, arretrati congelati, i premi per il raggiungimento degli ottavi Champions (vedi il confronto d’Immobile prima di Bergamo), dall’altra ora non sopportano più un gioco monotono, che non li valorizza appieno né i toni comunicativi forti di Mau dentro lo spogliatoio. In questi casi, a pagare in corsa, può essere sempre e solo uno, prima della rivoluzione della rosa a giugno.

Ieri Lotito era a Milano in Lega, ma non sembra avere ancora il coraggio di una scelta repentina. E quindi si vive alla prossima giornata, sperando in un nuovo cambio di rotta. Si era pensato al ritiro, qualcuno lo invocava addirittura a Norcia. Invece, nulla. Oggi resta il riposo per non affliggere la squadra, che ieri ha chiesto a Sarri di alleggerire pure i carichi di ogni seduta. Per ricompattarsi si sta piuttosto studiando un pranzo o una cena. È l’ultima speranza con vista su un calendario tutto in salita. Lo riporta ‘Il Messaggero’

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri a rapporto da Lotito. Tensioni nello spogliatoio: “Andate dal presidente se il problema sono io”

Bufera sulla Lazio

Bufere multiple e concentriche si sono abbattute sulla Lazio, crisi interne ed esterne hanno aperto fronti di tensione. Gli ultras della Nord hanno esposto striscioni a Formello nella notte tra domenica e lunedì contro Lotito e Sarri, i titoli erano ingiuriosi. Il contrasto con Lotito non è mai finito, mai era stato attaccato il Comandante. Un fronte caldo si è aperto a Formello. Lotito e Sarri, se potessero, si separerebbero volentieri e non da ieri. Il presidente risparmiando i soldi del contratto fino a giugno 2025, ballano 10 milioni tra netto e lordo. Sarri portandosi a casa tutto il malloppo. Né l’uno né l’altro faranno il primo passo. Lotito ha sempre garantito fiducia, nonostante tutto, e aveva fissato a marzo l’incontro per iniziare a parlare di futuro. Ma la desolante realtà non può non pesare. Lotito, schema classico, non licenzia mai in tronco, si muoverà solo se costretto dai risultati (i nomi di Tudor e Scaloni per ora sono scenografici). Vuole risposte da tutti contro il Cagliari, poi seguirà la sfida proibitiva contro il Bayern, in seguito arriverà il Bologna. Sarri, dal canto suo, non si dimetterà mai. La questione è capire quale prezzo pagherà la Lazio.

Il presidente ha iniziato le riflessioni intime e non. Ieri era a Milano per l’assemblea di Lega, oggi la Lazio non si allenerà, è possibile che decida di incontrare Sarri per un confronto. Lotito vuole capire se ci sono margini d’intervento, tecnici o tattici, per rianimare la Lazio. Nelle ultime sei partite di campionato ha tirato nello specchio 6 volte, due in tutto contro Napoli e Atalanta (su rigore). A Lotito la Nord ha contestato l’ennesimo mercato deludente e alcune espressioni legate al passato rovinoso del la società. Non si può neppure dimenticare la catastrofica estate condotta dal presidente. Il mercato da autodidatta, gli acquisti ritardati, l’assenza di dirigenti in ritiro, i rinnovi mancati. Sarri ha colpe ed è anche vittima. Aveva chiesto un’ala a gennaio, rinforzi di categoria superiore a giugno, se li aspettava anche lo spogliatoio. Nella giornata di ieri c’è stato un duro confronto a Formello fra Sarri e la squadra col tecnico che avrebbe strigliato Immobile e compagni con queste parole: «Se pensate che il problema sia io tirate fuori le palle andate da Lotito». Col Cagliari sabato servirà una pronta reazione. Lo riporta il Corriere dello Sport