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CALCIOMERCATO

Lazio, subito gli occhi della Premier su Taylor. Ma ora Lotito spara alto…

Kenneth Taylor stava già giocando bene prima della doppietta a Bologna, ma sono stati i suoi due gol al Dall’Ara a metterlo definitivamente sotto i riflettori. Ora la ricca Premier League, e le sue big, vorrebbero portarlo in Inghilterra, durante il prossimo calciomercato. Il presidente della Lazio, Lotito, però, spara alto, sapendo di avere un potenziale crack tra le mani.

Le prestazioni dell’olandese a Roma non stanno passando inosservate. Come riporta Il Messaggero, su di lui si è già acceso il mercato in vista dell’estate, con le big della Premier League che avrebbero bussato a Formello per acquistarlo già a giugno.Lotito, però, non si lascerà convincere facilmente. 

Per lasciarlo partire, il patron biancoceleste chiederà più del doppio di quanto lo ha pagato a gennaio, ovvero 15 milioni più 3 di bonus. Il 10% dell’importo andrà infatti all’Ajax.Una cifra molto più alta rispetto all’ingaggio (intorno ai 30 milioni) è concepibile in un mercato come quello odierno, visto le prestazioni che Taylor ha offerto fin qui alla Lazio.Sarà certamente complicato fargli lasciare la Capitale, visto il contratto fino al 2030 e i premi di fedeltà che Lotito gli ha promesso.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Italiano è stato virtualmente della Lazio. Vi racconto il retroscena… Ora Lotito farebbe bene a tenersi Sarri”

FABRIZIO PATANIA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vincenzo Italiano è stato virtualmente il tecnico della Lazio prima della scelta di Sarri e dopo l’addio di Inzaghi. C’era un accordo con l’ex diesse Tare. Poi c’è stata la possibilità di arrivare ad un tecnico dallo standing superiore dopo l’arrivo di Mourinho a Roma. La Lazio decise di rispondere in quel modo. Tra l’altro Italiano era presente con i suoi agenti nello stesso ristorante in cui Tudor e Fabiani si incontrarono prima delle dimissioni del croato. Quel giorno mi soffermai con lui e mi chiese informazioni sulla situazione della Lazio. Mi chiese anche se Luis Alberto sarebbe rimasto, parlammo anche di Provedel che ha allenato allo Spezia. Il giorno successivo incontrò la dirigenza del Bologna con il quale trovò l’accordo per il post-Fiorentina. Lui già all’epoca era molto ambizioso, ma l’ipotesi Lazio già allora la guardava con attenzione e disponibilità. Tra Lazio e Bologna avrebbe scelto la Lazio, ne sono molto convinto. Oggi, pensare che possa venire a Roma la vedo difficile. Lotito, ora, dovrebbe tenersi stretto Sarri per diversi motivi”.

Ascolta l’intervento integrale:

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il futuro di Sarri passa da un clima più sereno ed un progetto credibile

Il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna si sofferma sul futuro alla Lazio del tecnico Maurizio Sarri che chiede garanzie in vista della prossima stagione in vista della quale saranno tre le tematiche principali da affrontare. 

Capitolo 1: rinforzare la rosa 

Il campionato attualmente in corso ha messo in luce tutti i limiti di una rosa non all’altezza almeno delle prime della classe in Serie A. Una squadra che almeno ai nastri di partenza si presentava più competitiva con Castellanos e Guendouzi ceduti nella sessione invernale. Sarri ha capito che alla Lazio non avrà voce in capitolo sui nomi in entrata, ma a prescindere dai nomi è chiaro che il tecnico si aspetti un passo in avanti.

Capitolo 2: la questione rinnovi 

Altro nodo da sciogliere è quello relativo ai rinnovi di contratto. Troppi giocatori biancocelesti oggi hanno il futuro in bilico e di fatto sono ben 12 col contratto in scadenza tra giugno 2026 e 2027. Se consideriamo poi che il club a livello finanziario non può permettersi spese folli… 

Capitolo 3: il rapporto tifo-società

L’ultimo dei tre tasselli e senza dubbio il più complicato di tutti. Come già affermato da Sarri pubblicamente è chiaro che prima o poi in un senso o nell’altro si dovrà arrivare ad una svolta tra il tifo biancoceleste e la proprietà. Un’intera prossima stagione con lo stadio sempre vuoto a Formello non se la augura nessuno ma il rapporto con Lotito ormai è compromesso da tempo e dal presidente biancoceleste non è mai filtrata neanche la volontà di risanarlo. 

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Gobbi: “Emozione sciarpata in Lazio-Milan, possibile che Lotito non capisca?”. Poi l’idea per i piccoli tifosi… (AUDIO)

L’attore GIORGIO GOBBI in studio a ‘QUELLI CHE…’

“Io e Guido abbiamo avuto un’idea per coinvolgere i bambini. Questa società è talmente antica e bella che i più piccoli meritano di essere coinvolti. La sciarpata contro il Milan ha dato emozioni a me che sono adulto ed ho visto bambini con gli occhi spalancati. Così è nata l’idea di raccogliere i racconti sulla Lazio dei bimbi dai 6 ai 12 anni; ci sarà un concorso, dei premi. Lanciamo questa idea, raccogliamo materiale, letterine o audio. Il nostro sogno sarebbe quello di organizzare la giornata finale, quella della premiazione, in un luogo iconico. Bisogna recuperare la parte genuina e gioiosa che solo i bambini hanno.

Io contro il Milan ho avuto una sensazione così bella vedendo la sciarpata che mi sono detto ‘Possibile che Lotito non capisca che il tifoso è un patrimonio inestimabile’? Sia per valori che dal punto di vista economico”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito-Sarri: il futuro non dipende dalla Coppa Italia. Tifosi e “anno uno”, il tecnico chiede il cambio di rotta

(…) Lotito non fa calcoli, la reazione della squadra dopo il flop di Torino e le due vittorie con Sassuolo e Milan lo spingono ad avere fiducia. Insieme all’impresa di Coppa ha chiesto una risalita in classifica dopo lo scivolamento che aveva portato la Lazio fin giù all’undicesimo posto. Forse qualcosa è cambiata davvero, lo ha ammesso anche Sarri: «C ’è più carattere». Il cammino in campionato e in Coppa condizionerà parte del futuro tra Lotito e Sarri, appeso comunque ad altri punti sostanziali (dal progetto al mercato fino alle condizioni ambientali). Mau ha chiesto un mutamento di rotta: riportare i tifosi all’Olimpico e dar vita «ad un anno uno». Ma di recente ha confessato il timore che si vada incontro ad un altro «anno zero». L’Olimpico rischia di tornare spettrale e di rimanere tale fino alla fine della stagione. La contestazione infuria ancora di più, Lotito è stato accusato dai tifosi di essere illiberale e censorio dopo il caso della scenografia bloccata in Tevere. La Coppa Italia non scalda più di tanto, per adesso. Lo stesso Sarri prima dell’andata con l’Atalanta ha sentenziato che «l’esito della Coppa non cambia il futuro». Per molti sarebbe un palliativo, un euforizzante a tempo, senza un vero progetto di rilancio e un dialogo costruttivo con i tifosi l’effetto svanirebbe in tempi brevi. Per Lotito l’esatto contrario, la vittoria di chi non si sente mai vinto. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito punta sul rilancio: raddoppiato il bonus Coppa Italia

Lascia o raddoppia? Raddoppia, la presidenza e la puntata dei premi alla squadra. La posta in gioco è altissima e il Lotito più assediato di sempre non molla, non è tipo da gettarsi sulla sua spada. Prova a rilanciarsi ancora una volta aggrappandosi alla Coppa Italia come a un salvagente. È l’unico rimasto quest’anno. Il salvagente possono lanciarglielo solo i giocatori e sui giocatori punta avendo quasi tutto l’Olimpico contro. Il presidente è tornato al centro delle manovre di Formello nelle scorse settimane. «Ora ci penso io», uno dei suoi slogan più famosi, proclamati nei momenti topici, lo stanno udendo in tanti. Di recente ha parlato allo spogliatoio chiedendo uno scatto d’orgoglio, provando a rassicurare tutti sul futuro, riconoscendo un premio maggiore per l’eventuale vittoria della Coppa. Il primo era stato fissato in 2 milioni lordi, da aggiungere ai premi individuali già previsti nei contratti singoli. Il premio è stato accresciuto almeno del doppio. Un incentivo in più per tentare l’impresa. Lotito ci crede e non da ora. A inizio febbraio, dopo il mercato, aveva parlato allo spogliatoio e in quell’occasione aveva incitato tutti ad avere fede nel cammino in Coppa. La Lazio era in panne. Lotito si presentò al Dall’Ara nella notte dei quarti, esultò al rigore di Taylor, il lasciapassare per la doppia semifinale. Il presidente nel viaggio di ritorno in charter ricordò ai giocatori quel discorso fatto poche settimane prima. 

La Coppa sarebbe vitale per la qualificazione europea, in ogni caso la finale può avere un valore a prescindere: può valere la partecipazione alla finale di Supercoppa. La Lazio vi accederebbe nel caso di partita con l’Inter (da vincitrice dello scudetto) con qualsiasi risultato. La Coppa Italia, dopo la semifinale d’andata con l’Atalanta, finita 2-2, con Como e Inter in corsa, resta una roulette. Lotito non fa calcoli, la reazione della squadra dopo il flop di Torino e le due vittorie con Sassuolo e Milan lo spingono ad avere fiducia. Insieme all’impresa di Coppa ha chiesto una risalita in classifica dopo lo scivolamento che aveva portato la Lazio fin giù all’undicesimo posto. Forse qualcosa è cambiata davvero, lo ha ammesso anche Sarri: «C ’è più carattere». Corriere dello Sport 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mazza: “Lazio, siamo all’ultimo tratto di strada di Lotito. Ma c’è bisogno che qualcuno si manifesti…” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a ‘NMM’

“La gara con il Milan è stata vissuta come una tappa di oasi dentro un lungo percorso nel deserto. Poi, però, bisogna riprendere il viaggio, perchè non si può rimanere per sempre nel deserto con la voglia di acqua. Sono d’accordo con chi dice siamo all’ultimo tratto di strada della presidenza Lotito. Il tema è quanto durerà, ma deve cominciare un’altra storia. Credo che questa consapevolezza sia di tutto l’ambiente biancoceleste, a comunciare dal presidente. Perchè se lui avesse voluto, davvero, iniziare un altro capitolo, avrebbe dovuto iniziare a scrivere una nuova prima pagina. Non dovrebbe lasciarsi andare ad atteggiamenti di conferma della sua spigolosità ed incapacità di dialogo e confronto. C’è un distacco completo ed in questo ultimo tratto di strada, in cui credo sia giusto disertare lo stadio, arriverà il momento che il tema della cessione e di questo nuovo capitolo deve aprirsi.

Ho in mente due cose. La prima è che deve essere lui a dire ‘ho capito, devo cedere’; il secondo in cui saremo noi tifosi a dover sapere se c’è qualcuno che abbia intenzione di manifestarsi. Abbiamo bisogno di capire presto se c’è la certezza che c’è qualcuno pronto a subentrare, a manifestarsi pubblicamente. Abbiamo bisogno di sapere che c’è una successione pronta ed, a quel punto, chi si propone deve avere la certezza che la tifoseria è tutta con questo nuovo che avanza. Per ora, nell’immediato, riprende la camminata nel deserto. C’è necessità di qualcuno di legittimato che ci metta la faccia. Da quel momento in poi, la resistenza sarebbe più complicata.

La politica deve prendere atto che questa storia è finita ed intervenire sulla persona per far capire che non c’è più margine per un recupero che neanche lui vuole sperimentare. Se il dialogo che si vuole instaurare è rimuovere la scritta ‘Libertà’, beh allora meglio far finta di non conoscerci.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Pagani: “Una tragica stagione con qualcosa di molto laziale. Solo con il tempo capiremo la portata del lavoro di Sarri” (AUDIO)

MALCOM PAGANI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ci vorrà la giusta distanza temporale per capire ed apprezzare il lavoro che ha fatto Sarri in questa stagione. E’ stata una squadra investita da ogni tipo di tempesta, il suo loro nel tenere il gruppo coeso e conentrato è stato straordinario. C’è qualcosa di bellissimo in questa tragica stagione, vedere una squadra che rema tutta nella stessa direzione. L’ho percepito da diversi dettagli durante il match, dai comportamenti di molti singoli nei momenti di difficoltà. Tutte cose che ti fanno pensare che ci sia un grande gruppo di professionisti che tengono alla Lazio, a partire dal proprio allenatore. Questa stagione ha visto qualcosa di profondamente laziale e, paradossalmente, bello”.

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TIFOSI

Lazio-Milan, “Libertà censurata” in Tevere: la denuncia del tifo organizzato

La Lazio avrebbe vietato una coreografia con la scritta “Libertà” lungo la Tribuna Tevere ieri sera in occasione della gara col Milan e a rivelarlo è stato lo stesso tifo organizzato con un post tramite i propri canali social. 

Il comunicato del tifo organizzato biancoceleste 

“A solo un’ora dall’inizio della partita Lazio-Milan, è stato comunicato ai ragazzi del tifo organizzato di non poter esporre la scritta “LIBERTÀ” che sarebbe dovuta comparire in tutta la Tribuna Tevere. Incredibile come un senatore della Repubblica italiana vieti l’apparizione sugli spalti di una parola così importante e così legata ai valori che tanto decanta e che dovrebbe difendere. Chiediamo a tutte le persone coinvolte alla mancata esposizione delle lettere, di mandarci in DM quello a cui hanno assistito. Non si ferma il vento con le mani!”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito-Sarri e il futuro: ogni decisione è rimandata a fine stagione

Il futuro del tecnico si deciderà alla fine della stagione.

Ieri il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha parlato di Sarri, ribadendo tutta la sua stima nei confronti del tecnico. Siamo a marzo e da qui a fine maggio la Lazio si giocherà l’accesso in finale di Coppa Italia e una conclusione dignitosa del campionato. Poi si ragionerà sul futuro. Come sottolinea il Corriere dello Sport, Lotito e Sarri non se le sono mandate a dire, il matrimonio bis è stato tempestoso da subito. La convivenza è diventata reciproca intolleranza per quanto si voglia far passare un concetto diverso. Ballano altri due anni di contratto e le incognite sul futuro non sono cessate. “Il futuro? Non lo so. Per essere all’altezza della storia della Lazio questa rosa va rinforzata”, dopo il Sassuolo mister Sarri ne aveva parlato in questi termini. 

Il 31 marzo sarà effettuata una nuova fotografia dei conti, le manovre di mercato dipenderanno dall’esito dei controlli. Non c’è il rischio del mercato chiuso, l’unico è il saldo zero: cessioni per acquisti. Ma in fin dei conti, con il mercato libero, la Lazio ha lavorato come se fosse a saldo zero, vendendo e comprando. La collegialità di mercato, che Sarri pensava di avere garantita, è stata esclusa con i fatti a gennaio. Mau dopo il Sassuolo ha detto anche «ero rimasto per i laziali, ora non so perché sono rimasto». Che lui e Lotito possano andare avanti così, conclude il quotidiano, è poco credibile. Ma, al di là di Sarri, il vero problema di questi ultimi anni è che la Lazio nel futuro non ci è mai andata