“Il presidente Claudio Lotito e il mister Maurizio Sarri, dopo l’incontro avuto ieri sera a Formello, ribadiscono “la piena sintonia nella gestione del mercato e l’unità di intenti finalizzata a rendere ancor più competitiva la squadra per la prossima stagione”. Le indiscrezioni di segno contrario emerse negli ultimi giorni e soprattutto in queste ore, oltre a non essere veritiere, creano strumentalmente un danno rilevante alla Società, che è quotata in borsa, e un effetto negativo su un ambiente che ha invece solo bisogno di armonia e serenità. Per questi motivi gli autori verranno perseguiti nelle sedi opportune”. Sslazio.it
“Sarri si vuole dimettere? Ma basta. Ma che scemenze, è tutto totalmente falso, ha capito? Falso, totalmente, tutto falso, stiamo lavorando….“. Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ai microfoni di tag24.it, in riposta alla domanda sul futuro del tecnico toscano infastidito dallo stallo del mercato biancoceleste
Partiamo da un presupposto scontato. Sia Lotito che Sarri vogliono il bene della Lazio. Diverse sono solo le visioni per compiere questo benedetto salto. E allora bisogna mettere da parte la rabbia, le incomprensioni e va trovato in fretta un compromesso per non gettare al vento quanto di buono fatto insieme nell’ultimo biennio, quando mancano appena 20 giorni all’inizio del campionato. Eccolo finalmente il falò di confronto richiesto da Maurizio venerdì scorso e consumatosi puntuale ieri sera per due ore mezza (21,30-24) con tutto lo staff e Fabiani, dopo il ritorno da Cortina del patron. Tifosi col fiato sospeso sino a notte fonda con la paura di risvegliarsi oggi nel peggior incubo (state sereni, il tecnico non si è dimesso) dopo aver gioito appena due mesi fa per un grande traguardo. Ma il primo equivoco da risolvere è proprio quel secondo posto, che avrebbe dovuto dare lo slancio e invece ha creato un nodo irrisolto da cui è nato un dualismo interno: il presidente è convinto di averlo conquistato grazie allo zoccolo duro che lui ha costruito e ad una rosa da “perfezionare” con il solito occhio al bilancio; Maurizio invece vede l’incasso consegnato (quasi 80 milioni) dopo aver realizzato un “miracolo”, legato anche al fallimento di altre big più attrezzate (e ora rinforzate) nello scorso campionato. Il Comandante aveva già intuito il pericolo a inizio luglio: «Se fossi stato egoista, mi sarei dovuto dimettere dopo aver conquistato il secondo posto perché ripetersi sarà difficilissimo». Ha aspettato, si è fidato, figuriamoci cosa gli frulla per la mente un mese dopo, senza Milinkovic e con il solo Castellanos come rinforzo per la Champions. L’ultimo giorno ad Auronzo Sarri aveva promesso ai suoi ragazzi che non si sarebbe tirato indietro: «Resto solo per voi, vi ringrazio perché un gruppo così non l’ho mai avuto». Così è, ma è tornato nero da Castelfranco per l’appuntamento fissato.
Il silenzio pubblico di Sarri da ieri si è trasformato in una furia dentro Formello e ora va placato. Ecco le accuse sbandierate dal tecnico: Lotito è irritato per i suoi “no” ma, con tanti impegni di mezzo, dimentica di essersi comunque mosso in ritardo e di aver lasciato un vuoto, dopo l’addio di Tare, nell’organigramma societario. Fabiani continua a muoversi nell’ombra con un mandato ufficioso e ci sono ancora tanti esuberi da piazzare (da Cancellieri – Empoli – ad Akpro e Marcos). Sarri si è dovuto adoperare per far rientrare il caso Luis Alberto, ha fatto un intero ritiro senza dirigenti o new entry al suo fianco. Forse sarebbe stato meno intransigente sulle «alternative prestigiose» (da Lo Celso a Fred) se le avesse ritenute più utili al suo credo e soprattutto se avesse potuto fare la preparazione e il rodaggio con i nuovi innesti sotto le Tre Cime di Lavaredo. Ora a maggior ragione si dichiara intransigente su Ricci, Zielinski, Berardi e Mario Rui (in alternativa a Pellegrini), obiettivi che erano stati messi nella mani del patron a fine marzo e che ora sarebbero i pochi immediatamente pronti per il suo gioco. Inoltre Sarri si è esposto, ha chiamato direttamente i rinforzi e si è persino irrigidito dopo la vicenda Sow, colpo chiuso dal club prima ancora del suo assenso e rimasto poi in un limbo. Ve lo avevamo anticipato, il tecnico ha comunque poi sbloccato lo sbarco dello svizzero, dopo aver ricevuto la promessa che sarebbero stati fatti altri tentativi per Ricci sino all’ultimo. La strategia della Lazio era far sapere al Torino di non avere più bisogno urgente di un vertice basso affinché Cairo non potesse tirare sul prezzo (25 milioni) all’infinito. Lotito sinora si è spinto a 15 milioni più 5 di bonus, ora vuole aumentare la parte fissa a 20 per chiudere il cerchio. Va fatto uno sforzo, una dimostrazione per sciogliere questo gelo interno. Poi magari si possono fare riflessioni sui giovani talenti Zakharyan e Karlsson, questo significa trovare un compromesso. Sceglie Lotito, ma su almeno un paio di nomi Sarri va accontentato. Il Messaggero
Seppur diversi, la Lazio ha individuato in Samuele Ricci il possibile erede di Milinkovic-Savic, volato in Arabia Saudita. Il centrocampista italiano ha giocato una buona stagione con Juric ed è da tempo un serio obiettivo del club di Lotito.
Al momento, però, Cairo ha ritenuto troppo basse le proposte dei biancocelesti che nelle prossime ore riprenderanno i contatti con i granata per provare ad aumentare l’offerta.
Il DT Vagnati nei giorni scorsi aveva ribadito che il Torino non ha necessità di vendere: “La sua situazione è molto semplice, è normale che sia attenzionato: è un ragazzo top, è giovane, è nel giro della Nazionale ed è normale che ci sia attenzione dei club. Per fortuna il presidente non ha bisogno di vendere per forza i giocatori”. Gianlucadimarzio.com
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Pensavo che il problema del mercato della Lazio potesse essere la tempistica per raggiungere gli obiettivi, i nomi, indicati da Sarri. Siamo, invece, andati oltre, e l’operazione Sow è emblematica. Qui il punto riguarda l’acquisto di giocatori che abbiano le caratteristiche richieste dal tecnico, cosa che io non potevo credere ad inizio estate. Siamo, ora, in attesa di un incontro tra allenatore e presidente in cui le distanze sono importanti. Non me l’aspettavo. Con l’addio di Tare sta vedendo a mancare anche quel cuscinetto utile per rendere meno dirette le divergenze tra le due parti. In questo momento Fabiani ancora non sta ancora svolgendo questa funzione. Faccio fatica a schierarmi, capisco perfettamente le ragioni e le esigenze dell’uno e dell’altro, ma non è possibile non seguire le idee del tecnico quando si devono chiudere delle operazioni. Noi possiamo ritenere Fred e Sow centrocampisti importanti, ma se poi a Sarri non vanno bene non si può non assecondare il suo pensiero. La Lazio ha venduto Milinkovic per 40 milioni, ci sono le risorse della Champions, questa volta non possono esserci delle attenuanti”.
Il primo e unico acquisto biancoceleste, indicato dalla società, dovrà convincere Sarri ed evitare la “figuraccia” a Lotito. Farà bene ad abituarsi subito alle pressioni, il Taty Castellanos. A sottolinearlo è il Corriere dello Sport che questa mattina fa riferimento anche al test contro il “suo” Girona 6 agosto. Sarà la penultima amichevole precampionato, per lui uno dei primi test per mettersi in luce e guadagnarsi la considerazione dalla panchina. È stato pagato 15 milioni di euro più bonus, un investimento importante che ha occupato anche uno dei due slot per gli extracomunitari. Sarri ha cominciato a studiarlo negli ultimi giorni di ritiro ad Auronzo, raggiunto in ritardo per l’iter burocratico (relativo al visto) completato in Spagna la settimana successiva all’intesa trovata con il New York City.
Luca Pellegrini ha capito che il sogno di giocare nella Lazio è stato un sogno fugace. Sperava di essere richiamato soprattutto perché Sarri ha continuato a chiederne la conferma. Lotito ha interrotto i contatti con la Juve nonostante la disponibilità dei bianconeri a chiudere un nuovo prestito con riscatto fissato a 8 milioni e a coprire una buona parte dei 3 milioni di ingaggio che spettano al giocatore. Pellegrini a gennaio aveva già rinunciato a mezzo milione di euro pur di giocare nella Lazio. La pista è chiusa. La società riflette sull’arrivo di altri terzini. L’assalto a Mario Rui, sostiene il Corriere dello Sport, può partire solo se non rinnoverà con il Napoli. In corsa possono esserci Valeri della Cremonese e Doig del Verona. A Lotito e Sarri le ultime decisioni.
TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘SVB’ “Stallo totale”
Il mercato è in blocco e l’ambiente è in fermento. La Lazio attende il suo restyling e Sarri i suoi innesti. Serve un sostituto di Milinkovic e nuovi calciatori: in attacco, a centrocampo e in difesa. L’ossatura esiste ed è forte, ma i rinforzi mancano. Il rapporto teso fra allenatore e presidente non è più un segreto e adesso il countdown che divide dal loro incontro, diventa inevitabilmente l’argomento principale che tormenta il popolo laziale. A dire la sua su RadioSei, nella trasmissione SeiVolteBuongiorno è Tommaso Paradiso.
“La storia non insegna mi viene da dire. Ma come siamo finiti di nuovo in questa situazione? Siamo di pessimo umore, delusi e incazzati, ma la tragedia si consumerà quando affronteremo una squadra in Champions e torneremo con le ossa rotte. In quel momento penseremo che quest’estate si poteva fare un po’ di più. C’è uno stallo totale tra Sarri e Lotito. Il presidente non acquisterà i giocatori che voleva il mister solo per questioni economiche. Adesso Sarri non accetta più giocatori che non ha chiesto”.
Castellanos? “Non era proprio la prima scelta del tecnico, ma ho parlato con alcuni giocatori della Lazio e mi hanno detto che promette bene”.
Come si esce da questa situazione? “La soluzione è una sola, deve prevalere il buon senso e il bene comune: in questo caso la Lazio e i suoi tifosi. Per rispetto di chi ha fatto l’abbonamento allo stadio, a Sky, a Dazn, Lotito e Sarri devono mettere la mano sulla coscienza e fare pace. È impensabile che Sarri non sia sulla panchina della Lazio la prossima stagione. Karlsson, Fred, Sow meglio che ci siano che non ci siano. Se devi affrontare il Barcellona è meglio avere questi giocatori in rosa. Bisogna affrettarsi però, ci sono sempre meno opzioni in giro. Questa situazione logora l’ambiente. Siamo passati dall’entusiasmo del secondo posto a questo momento qua. Va recuperato quell’entusiasmo. I tifosi già l’hanno fatto”.
Hai fiducia? “Sono speranzoso perché Lotito e Sarri devono mettere la faccia davanti a questo scenario e devono dare motivazioni al popolo biancoceleste. Sono due persone intelligenti e spero che facciano prevalere il buonsenso. Allo stesso tempo sono molto cocciuti. Ho paura che nessuno dei due possa mollare la propria posizione”.
Timori e remore di chi ama visceralmente la Lazio. Tommaso Paradiso come ogni altro tifoso spera in un lieto fine; “La Lazio senza Sarri ad oggi è impensabile e inconcepibile. Speriamo bene…”
Incontro o scontro? È imminente il vertice Lotito-Sarri, potrebbe svolgersi già stasera a Formello. Si sa come cambia velocemente l’agenda del presidente-senatore. Ieri era ancora a Cortina, è annunciato a Roma oggi. Sarri rientrerà da Castelfranco di Sopra, guiderà l’allenamento di ripresa alle 18. È possibile che si vedano a cena. Lotito non può giocare più col fuoco, il summit Lotito-Sarri con il tecnico deve chiarire una volta per tutte le strategie da seguire e il loro rapporto, guastato dal modo in cui il presidente sta gestendo il mercato. Gli incontri svolti ad Auronzo non avevano portato a nulla. Sarri aveva ribadito di volere Zielinski e Berardi, attendeva l’esito del vertice Lotito-Cairo per Ricci (poi fallito) e aveva chiesto la conferma di Luca Pellegrini. Non è stato accontentato su nulla e si è visto recapitare proposte non condivise (il centrocampista Sow). Dal prossimo vertice deve nascere un nuovo patto, il più possibile coincidente per rinforzare la Lazio prima dell’inizio del campionato. Mau è stato chiaro: «Aspetto quattro colpi».
Lazio, la situazione in attacco
Un colpo è atteso in attacco. Sarri aveva chiesto Hudson-Odoi e Lotito aveva dato l’ok all’acquisto salvo poi rimangiarselo. Sono emersi dubbi in società rispetto alle condizioni fisiche dell’attaccante inglese, l’obiettivo è stato mollato. Hudson-Odoi è vicino al Fulham. In pole è balzato Karlsson dell’AZ Alkmaar, ma solo perché nella lista dei papabili sono rimasti pochi candidati. I contatti con gli agenti che lo rappresentano erano iniziati un mese fa, sono stati riallacciati. Si è chiarita la valutazione di Karlsson, balla intorno ai 15 milioni più bonus. Sarri lo ha valutato da vicino, lo svedese è stato protagonista della doppia sfida di Conference tra Lazio e AZ Alkmaar. Ne apprezzò subito le qualità e si appuntò il nome. Sabato è spuntato il profilo di Tete dello Shakhtar Donetsk, 23 anni, brasiliano, è in scadenza a dicembre. Punta a liberarsi nelle prossime settimane, si potrebbe tentare il colpo a zero. È rientrato dal doppio prestito all’Olympique Lione e al Leicester. Cerca una soluzione definitiva.
Lotito-Sarri, gli altri nomi che ballano per il mercato della Lazio
A meno di candidature nuove, le soluzioni per rinforzare l’attacco sono poche. Politano non lascerà Napoli, per giorni è stato il favorito del tecnico in alternativa a Berardi. Ma Lotito non aveva affondato il colpo preferendo puntare su esterni giovani. Mau a maggio aveva indicato il nome di Gil del Tottenham, rientrato dal prestito al Siviglia. Ha 22 anni, è di nuovo in uscita. Può essere preso in prestito, per acquistarlo serve un’offerta da almeno 20 milioni. Ha 22 anni anche Gustav Tang Isaksen, ala del Midtjylland. La Lazio ha sfidato pure lui l’anno scorso, in Europa League. Il vertice delle prossime ore servirà per definire un nuovo piano per ogni ruolo da rinforzare. Sarri aspetta il sostituto di Milinkovic, un nuovo regista, una nuova ala e un nuovo terzino sinistro. Corriere dello Sport
Niente più frenate o cambi di programma, Sarri vuole essere ascoltato da Lotito. Come sottolinea Il Messaggero, il tecnico non è contento di come sta andando il mercato della Lazio e per questo oggi si siederà al tavolo con Lotito. Bisogna dare una sterzata e concretizzare le trattative, anche perché a meno di un mese dall’inizio del campionato – nella stagione della Champions – alla Lazio mancano ancora 4 pedine: un terzino sinistro, due centrocampisti e un esterno.Da Pellegrini a Zielinski, i nomi sul tavolo sono sempre quelli per l’allenatore.