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RASSEGNA STAMPA

Parte la missione Champions: Sarri avverte la Lazio, Lotito studia il futuro (e bonus)

Sarri avverte la Lazio

Inizia dopodomani la Settimana santa. Sarri avverte: guai a cadere nella trappola del Monza, pensando alla Juve prima di Pasqua. Sarri teme molto questa ripresa subito dopo la sosta. Stima Palladino, lo considera uno dei migliori tecnici emergenti della Serie A. La sua Lazio ha faticato all’andata, con un gol acciuffato all’Olimpico quasi a fine gara. Al Brianteo sarà ancora più dura, nonostante la spinta di 2500 tifosi al seguito, l’euforia dell’ultima stracittadina e il secondo posto in classifica. Maurizio ieri ha spronato la squadra, avvertendola che ora il cammino sarà ancora più in salita. Mancano undici gare al traguardo, e si avverte che bisogna smaltire subito la sbornia post-Roma e tornare con i piedi per terra. È dietro l’angolo la ricaduta, serve continuità e una nuova impresa in trasferta. Con un’altra vittoria esterna oltretutto salirebbe a 28 il computo dei punti in 14 partite con il sorpasso sul rendimento di 27 in altrettante gare in casa. Solo il Napoli al momento vanta una media migliore lontano dal Maradona, guarda caso dietro c’è la Lazio seconda. Insomma, la Champions si deciderà anche in giro per l’Italia: sino a fine maggio, non si potranno lasciare nemmeno le briciole per strada. Nella sua villa all’Olgiata Sarri ha stilato una personale tabella di marcia. L’anno scorso il tecnico centrò 21 punti nelle ultime 11 giornate ovvero una media di 1,91, che in teoria potrebbe bastare per far festa: la Lazio oggi ne ha 52, arriverebbe a 73 al fotofinish, ovvero la quota Champions delle ultime cinque stagioni di Serie A. Tranne il campionato con la Juve (17 punti, valse comunque lo scudetto), nel triennio di Napoli Maurizio collezionò addirittura una media dai due punti in su, che darebbe quasi la certezza di una qualificazione centrata.

BILANCIO E FUTURO

Tutti a Formello ci credono, nessuno vuol fallire un obiettivo vitale per il destino della Lazio. Ieri pomeriggio Lotito e il Consiglio di Gestione hanno approvato la semestrale 2022/23 di un bilancio già di oltre 20 milioni in rosso. I ricavi della Champions servono per ossigenarlo, rientrare degli investimenti estivi da quasi 40 milioni (commissioni e iva escluse) per svecchiare e abbassare il monte ingaggi (a 99 milioni) dell’organico e soprattutto per fare il salto nel prossimo mercato. Con la plusvalenza e l’incasso (almeno da 40 milioni) della vendita di Milinkovic, la Lazio punterà un grande sostituto (Zielinski o Frattesi in cima ai sogni) e potrebbe anche prendere un attaccante vero. Torna di moda Domenico Berardi del Sassuolo, come Rafa Silva un pallino di Sarri da tempo. L’Europa che conta avverte e servirà ad attrarre i big e fornirà ulteriore cash per completare la rosa in ogni altro tassello. Piace tanto Fazzini a centrocampo, spuntano (ma arrivano solo smentite) le candidature di Gedson Fernandes del Besiktas, della rivelazione Daniel Boloca del Frosinone e Mats Wieffer in regia, in caso di addio di Basic e Marcos Antonio. Si stanno vagliando diverse piste, ma tutto resta legato al piazzamento. Persino l’organigramma societario: Sarri vuole approfondire con Lotito le ramificazioni del progetto. Il patron ha inserito la moglie Cristina Mezzaroma, che sta risistemando conti e i contratti con Mizuno. Fabiani, insieme al figlio Enrico Lotito, controlla il settore giovanile, ma i risultati di Primavera e Women, il suo curriculum e diverse trattative dell’ultimo anno e del prossimo (in cui è stato decisivo, senza prendersi il merito) lo spingono al salto interno. Lotito però deve ancora decidere cosa fare con Tare, a cui aveva offerto verbalmente un triennale senza mai presentargli il contratto. Con la Champions di Sarri diventerebbe forse un foglio immaginario, come l’acquisto di Sallai in rotta col Friburgo per la sua promessa di matrimonio. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Auronzo, rinnovo più vicino: ora decide Lotito

Sarri pensa solo al Monza, ma la prossima settimana programmerà anche il ritiro estivo: la Lazio dovrebbe andare ad Auronzo intorno al 10 luglio e restarci 16 giorni al massimo. In teoria, questo sarebbe l’ultimo anno (il sedicesimo) di contratto, ma c’è stata una svolta in un incontro lo scorso 14 febbraio. Il Comune del Cadore offre un nuovo biennale (2024 e 2025) alla Lazio da 500mila euro, la curatrice fallimentare ha dato l’ok alla disponibilità all’hotel Auronzo ed è notevolmente migliorato anche il campo Zandegiacomo. Prendere o lasciare, ora il rinnovo è nelle mani di Lotito. Così come il sì a una promo biglietti studiata dal marketing per le ultime 4-5 giornate di campionato.

Intanto domani nella Sala Consiliare del Campidoglio verrà inaugurata una mostra fotografica in onore di Tommaso Maestrelli, che vedrà la partecipazione di molti personaggi del mondo Lazio, tra cui il figlio del Maestro, Massimo: l’iniziativa richiamerà quella organizzata lo scorso dicembre presso il Foro Italico. Il Messaggero

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SOCIETA'

Bilancio Lazio, semestrale chiude in rosso: poche plusvalenze, serve la Champions per aumentare i ricavi

Semestrale. Un altro rosso per la Lazio di Claudio Lotito, dopo quello al 30 giugno del 2021. Più o meno simile, perché un anno prima erano 25,6, mentre nel 2022 è stato di 22,3 milioni. Il patrimonio netto è positivo per 58,6 milioni, ma quello che andrebbe sottolineato è che, nonostante uno stadio importante come l’Olimpico, gli incassi dagli spettatori siano “solamente” di 10 milioni. Da capire se in questa stagione qualcosa cambierà in positivo, anche se senza stadio probabilmente ci sarà un altro un altro rosso, anche abbastanza corposo.

I diritti televisivi
Sono di 80 milioni all’anno, su 136 totali. Si può dire che la Lazio è dipendente dai diritti tv, perché ha agito poco sul marketing e sulle sponsorizzazioni. Gli altri ricavi derivano dalla presenza in Europa League, che influiscono intorno ai 13 milioni, nettamente in salita rispetto al milione dell’anno prima quando c’era la Champions. In generale i diritti pesano per il 58% delle entrate, grazie a una crescita delle sponsorizzazioni decisa (da 18 a 23 milioni) durante il 2021-22.

I costi
Salgono gli ammortamenti rispetto all’anno prima, per ben 7 milioni, ma scendono di gran lunga gli stipendi, da 135,4 milioni a 99. Le spese passano da 196 milioni del 2021 a 173 del 30 giugno 2022, ma rimangono comunque troppo alti per una situazione da 136 milioni di ricavi, al netto delle plusvalenze di Caicedo e Correa, intorno ai 25 milioni. La realtà è che la Lazio, pur avendo un discreto raggio d’azione, ha troppe spese soprattutto per servizi (22 mlioni) e ammortamenti, 42,7, dovuti al calciomercato.

I debiti tributari dalla semestrale
Con lo spalmadebiti del 2005, la Lazio ha avuto la possibilità di pagare in rate un debito da 140 milioni che altrimenti avrebbe visto probabilmente fallire il club (come altri, Roma e Parma in primis) e per questo Lotito ha avuto vent’anni per estinguere il debito. Ora ne mancano “solamente” 22 milioni che potranno essere pagati nei prossimi mesi.

Lotito in attivo
Se è vero che la china presa dalla Lazio non è il massimo, soprattutto perché senza Champions il rischio di rosso è dietro l’angolo, dall’altro con alcune plusvalenze ci potrebbe essere un sostanziale equilibrio. Le spese sono troppe per gli attuali incassi, ma può anche darsi possano rientrare come investimento per un prossimo rientro sul capitale. Tuttomercatoweb.com

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CALCIOMERCATO

Pedro-Romero, tre mesi alla scadenza: Lotito cerca la fumata bianca

Tre mesi. Poi, il 30 giugno, scadranno i contratti di Pedro e Romero con la Lazio. I due giocatori, per motivi differenti ovviamente vista l’età, sono molto considerati a Formello tanto che il presidente Lotito da mesi sta parlando con entrambi per il rinnovo. Al momento, però, senza fumate bianche.

Pedro, 35 anni, deciderà a fine stagione. La sua è una scelta di vita, la sua famiglia è in Spagna ed è tentato, dopo anni, di raggiungerla definitivamente. Però alla Lazio sta bene, con Sarri c’è assoluta sintonia e, soprattuto se la squadra dovesse centrare la Champions, l’esperienza e il carisma di Pedro possono essere necessarie. E anche lui può essere stimolato.

Diverso il discorso per Romero, il talentuoso esterno argentino di 18 anni compiuti lo scorso novembre. La sua sarà una decisone più economica, di strategia societaria e manageriale. Se l’accordo tra lui e la Lazio c’è e non è in discussione la sua volontà di rimanere, l’ostacolo per Lotito è il pagamento della ricca commissione da riconoscere suo agente (fonti da Formello parlano di 5 milioni di euro) Ramadani, procuratore anche di Sarri. Arrivato a zero due anni fa, Romero quest’anno sta cominciando a trovare più spazio e ha segnato anche il primo gol tra i professionisti con la Lazio: all’andata proprio contro il Monza, avversario della Lazio di domenica. Ha un futuro assicurato, Romero, tra qualche anno il suo valore sul mercato schizzerà. Rinnovarlo, anche pagando la commissione, è un investimento per il futuro. Ma Lotito è sempre stato restio a partecipare al gioco dei procuratori. Chissà se farà un’eccezione o riuscirà a farlo firmare senza pagare una cifra importante all’agente. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Antisemitismo negli stadi, Lotito: “Chiudere la Curva favorisce chi non rispetta la regole”

Le parole del Presidente della Lazio Claudio Lotito sul tema antisemitismo negli stadi

Antisemitismo negli stadi: durante uno speciale approfondimento curato da Sky su questo tema, è intervenuto il patron della Lazio. Queste le sue parole: “Noi dobbiamo intervenire per evitare che si realizzino determinati episodi e poi, nel momento in cui si verificano, avere la possibilità di poterli reprimere e isolare questa gente che non deve diventare un punto di riferimento. Per questo chiudere la Curva in questo caso- quello della Lazio – significherebbe creare un punto di riferimento e favorire le persone che non rispettano le regole“.

Non è certo la prima volta che la società prende posizione sul tema antisemitismo negli stadi. La Lazio infatti, si è sempre dimostrata estremamente collaborativa con le forze dell’ordine con l’intento di ‘reprimere e isolare’, citando testualmente Lotito, questo fenomeno. La prossima gara interna della Lazio sarà contro la Juventus. Entro il 4 aprile si attende la decisione sull’eventuale chiusura della Curva Nord.

Proprio nel match contro i bianconeri, il tecnico Maurizio Sarri riceverà un premio. Sarri infatti ha vinto il premio come miglior allenatore della Serie A per il mese di marzo. Il  premio viene assegnato da una giuria composta da Direttori di testate giornalistiche sportive che hanno valutato i singoli allenatori, in base a criteri tecnico sportivi e di qualità di gioco espresso dalle loro squadre e di fair play tenuto durante le gare. I 7 punti totalizzati in tre gare, contro Napoli, Bologna e Roma, sono valsi il riconoscimento per il tecnico toscano.

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RASSEGNA STAMPA

Impazza la Pedro dance, ma manca il rinnovo con la Lazio

Sarri a tutto campo, al servizio di Sarri. Pedro a bordocampo, a contatto con Nuno Santos, preparatore dei portieri di Mourinho. Pedro sotto la Nord a cantare la Pedro-dance. Ognuno ha il suo modo di vivere il derby. Pedrito l’ha vissuto ai cento all’ora, al massimo dell’adrenalina, all’apice della goduria. Dall’inizio alla fine è stato travolgente, impetuoso. Crudele era stata la Roma con lui, crudele è lui con la Roma. Nei tre derby giocati da laziale ha segnato (nel 3-2 dell’anno scorso), ha lanciato in porta Felipe (nello 0-1 dell’andata) ed è stato bersaglio di provocazioni (nell’ultimo).

La leggenda

Il campione iberico ha dato dimostrazione di tempra, gagliardia e fede nell’ultimo mese. Ha giocato mascherato dopo la frattura del naso. Ha continuato a giocare con una mano steccata. C’è sempre stato, anche quando Ciro è finito di nuovo ai box. Sarri ci ha puntato contro l’AZ Alkmaar all’andata, a Bologna e contro la Roma, gli aveva risparmiato solo 60 minuti ad Alkmaar. Pedrito non è solo curriculum, continua ad essere un campione persistente. Ha aggiunto un record segnando in Conference contro l’AZ all’andata, il colpo è entrato nella collezione di reti firmate anche in Champions e in Europa League. Ha fatto centro in tutte le competizioni in cui ha partecipato. E un’altra Champions può giocarla il prossimo anno, vuole aiutare la Lazio a tornarci.

Il rinnovo con la Lazio

Lo spagnolo non dà l’impressione di pensare alla pensione dorata. Sprinta in campo come un ragazzino, non ha l’autonomia di una volta e non può giocare ogni tre giorni continuamente. Ma può dare ancora tanto. Mau punta sulla sua permanenza per un’altra stagione eppure il rinnovo continua ad essere un mistero. A novembre lo spagnolo aveva rinviato i discorsi alla fine del mercato invernale. A gennaio s’era saputo che c’era il rischio che slittasse tutto a fine stagione o addirittura oltre la scadenza del 30 giugno. A febbraio dalla Spagna erano rimbalzate frasi del tipo «siamo in contatto con il Tenerife, sto discutendo anche con la Lazio per il possibile rinnovo, vediamo cosa accadrà». L’ultimo rebus sarebbe legato ad un presunto bonus che spetterebbe alla Roma in caso di rinnovo con la Lazio, ma non sarebbe a carico del club. Se confermato, non è chiaro se si annullerebbe dopo la scadenza. Pedro nel 2021 aveva un contratto di altri due anni (2023) a 3 milioni a stagione con i giallorossi, gli riconobbero una buonuscita da circa 700 mila euro prima di svincolarlo. Con la Lazio firmò due anni. Che il rinnovo sia finito dentro a un mistero ormai sembra chiaro. A meno che non lo firmi all’improvviso, ma il ritardo fa pensare ad un arcano più che ad una volontà. 

Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Onorato: “A breve decideremo sul Flaminio. Lazio libera di costruire altrove” (AUDIO)

Stadio Flaminio, l’assessore Alessandro Onorato a ‘QUELLI CHE…’

“Parlando di impianti, è inutile discutere di Flaminio se il progetto non c’è. Il Comune di Roma è pronto ad affiancare e supportare il progetto, a seguire l’iter. Ma se il progetto non c’è, non possiamo parlarne. Ovviamente il presidente Lotito è liberissimo di prendere o non prendere in considerazione il Flaminio, ci mancherebbe. Non vogliamo darlo per forza alla Lazio. Anzi, se Lotito avesse intenzione di farlo altrove, ci dicesse dove e siamo pronti a dare la stessa attenzione che abbiamo dato alla Roma. Lazio e Roma con stadi di proprietà sono un miglioramento importante.

Fare uno stadio non è una passeggiata, ecco perché è giunta l’ora di non parlare del Flaminio tanto per parlarne. Ci sono troppe cose in ballo, troppi problemi da risolvere per banalizzare.

Se la Lazio non mostrerà interesse, troveremo comunque un modo per ristrutturare il Flaminio. Tanto più che lo abbiamo messo tra le opere per i prossimi Europei di calcio. Speriamo ovviamente di andare comunque a dama e di restituire l’impianto alla città e di esserci per vederlo.

In chiusura, fortunatamente al Parco Lenzini la targa è al suo posto e speriamo possa rimanere lì tranquilla per sempre.”

Alessio Buzzanca

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Lazio, Mau chiede garanzie su progetto e mercato. Lotito: “Lo incontrerò”

Progetto futuro. La rivincita di Sarri è nel suo sorriso, il futuro si decide adesso. Non ci aveva dormito due notti per l’ultimo derby, lo aveva studiato in ogni dettaglio, lo ha vinto di nuovo. È il terzo (su quattro) dal suo sbarco alla Lazio contro Mourinho, rispedito dietro la lavagna e con un terribile -6 in classifica, considerando persino il vantaggio nel doppio scontro diretto. Ora merita una targa a FormelloSarri come Reja e come il Maestro. Andata e ritorno in paradiso, la Lazio non vinceva due derby nello stesso campionato dal 2011/12, e dal 1972/73 con zero gol subiti nel tabellino. Pure il 16esimo clean sheet in A è un record storico: «Ho martellato tutto il gruppo». Un gruppo che lo segue ormai come un Messia, sempre più compatto al suo fianco. Guardate la metamorfosi del ribelle Luis Alberto, valore aggiunto assoluto nel nuovo anno. Alla faccia di chi voleva uno spogliatoio irritato dai suoi dettami di gioco, che ora valgono il secondo posto: negli ultimi 10 anni, solo nel 2019/20 la Lazio era salita dopo 27 giornate sul podio d’argento e alla fine centrò la Champions. Ora obiettivo comune di un patto segreto stretto dal tecnico e la squadra a dicembre nel mini-ritiro turco. Da cinque giornate c’è anche il turbo: 13 punti conquistati, 7 guadagnati su Inter e Roma, 6 sul Milan, 9 sull’Atalanta defilata al sesto posto.

CHAMPIONS – Eroe è chi affronta la vita con coraggio e a muso duro con tutto quello che lui non ha e gli altri hanno. Sarri è uomo-derby e uomo-Champions: «Ma sulla carta ci sono squadre più attrezzate di noi per il quarto posto», ribadisce con un ritornello anche un po’ scaramantico. L’unico però a considerare davvero l’organico della Lazio adatto per tre competizioni è Tare, con cui ad Alkmaar è ulteriormente sceso il gelo. Sabato Lotito ha preso da parte l’uno e poi l’altro a Formello, ha chiesto di congelare i dissapori almeno sino al termine del campionato. Nel frattempo il ds aveva tentato invano di orientare ancora più dalla sua parte una frangia del tifo, ma nessuno vuole mettersi in mezzo – vedi comunicato Curva Nord – e, dopo questo derby, pochi criticano un allenatore così vincente, schietto e sincero: «Avrei preferito restare in Conference, ma avevo capito che miei ragazzi avevano inconsciamente mollato per dedicarsi al campionato. Ora non avere le Coppe rispetto alle altre concorrenti potrebbe essere un vantaggio». Ad aprile l’Inter avrà 9 partite, Milan e Roma 7, la Lazio 5 soltanto. Assumerebbe tutto un altro sapore il sacrificio dell’Europa quest’anno per il bene futuro della Lazio: adesso sì che si possono gestire le energie sino a fine maggio.

INCONTRO E PROGETTO – Due giorni di riposo per ricaricarsi a Castelfranco, Sarri ieri si è rituffato sul Monza e l’obiettivo Champions. Con il tesoretto della qualificazione e il prossimo mercato si può fare il salto. Maurizio è addirittura convinto che si possa lottare per lo scudetto con uno zoccolo duro italiano, due centrocampisti, un altro esterno e un attaccante vero, ma ogni acquisto stavolta dovrà corrispondere alle sue idee di calcio. Tare non riesce proprio a seguirlo, Giuntoli lo raggiungerebbe volentieri il prossimo anno, Fabiani si occupa già della Primavera («Da cui bisogna ripartire») a FormelloSarri però vuole chiarezza prima, non può aspettare giugno. Chiede già adesso di sedersi a tavolino: «È un grande allenatore, l’ho sempre detto e lo incontrerò presto», giura LotitoMaurizio è stato chiaro («Sto bene alla Lazio»), ma non ha intenzione di far proseguire il suo progetto in una corsa a ostacoli interna, come nell’ultimo anno e mezzo. È vero, il Comandante ha già rifiutato un’offerta faraonica da 7 milioni a stagione dagli Emirati Arabi(trappola allestita dall’agente Ramadani), e non ha ancora risposto ai corteggiamenti prolungati di TottenhamWest Ham ed Everton. In Serie A ci sono pure Milan e Fiorentina dietro l’angolo. Se non diventerà realtà il suo ruolo alla Ferguson(promesso e mai realizzato), però, non basterà un contratto sino al 2025 a trattenerlo. Oltretutto non c’è nessuna penale più da pagare né per l’Italia né per l’estero. Finito il tempo del compromesso: o lui o Igli, l’ardua sentenza sul progetto a LotitoIl Messaggero

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CALCIOMERCATO

Lazio, Lotito prenota Zapelli: trequartista del Belgrano, vale 5 milioni

È Bruno Zapelli il primo obiettivo estivo della Lazio di Claudio Lotito. Trequartista del Belgrano, il classe 2002 è il volto nuovo delle convocazioni del c.t. Paolo Nicolato nell’Under 21 azzurra. Il club biancoceleste, stando all’edizione odierna del Corriere dello Sport, starebbe valutando il profilo dell’italo-argentino. Che, nonostante la giovane età, ha già costi molto alti: circa 5 milioni di euro, secondo il quotidiano romano. La trattativa non sarebbe ancora nella fase clou, ma Lotito si sarebbe già messo al comando delle contrattazioni. Il prossimo talento da forgiare, per Sarri, potrebbe arrivare dalla Primera División argentina.

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SOCIETA'

Cori antisemiti, comunicato del club: “Ignoranza e inciviltà”. La Lazio annuncia esiti indagine interna…

In seguito agli episodi di discriminazione antisemita accaduti nel corso del derby Lazio-Roma di domenica scorsa, la Società Sportiva Lazio ha espresso la sua posizione tramite un comunicato: “Ignoranza, inciviltà e superficialità”

Ecco la versione integrale “Ignoranza, inciviltà e superficialità”

“La Lazio è sempre stata in prima linea, in particolare con l’attuale presidenza, nel condannare pubblicamente, prevenire e reprimere senza riserve qualsiasi manifestazione o azione discriminatoria, razzista o antisemita.

Le condanne della Società contro azioni di questo tipo, che nulla hanno a che fare con il tifo sano come viene rappresentato dalla Società, sono sempre state puntuali e mai generiche, supportate da iniziative specifiche volte a prevenire e combattere tali fenomeni. 

La Lazio si dissocia da qualsiasi comportamento di questo tipo, illegale e anacronistico, essendo innanzitutto parte lesa da tali comportamenti.

L’ignoranza, l’inciviltà e la superficialità di molti hanno diffuso negli stadi d’Italia e non solo un germe pericoloso, indotto da pochissimi: molti replicano comportamenti di cui non conoscono neppure il significato e la portata.

Siamo stati spesso i primi e gli unici ad intervenire, denunciando pubblicamente, chiedendo collaborazione alle forze dell’ordine per la repressione e attivando iniziative di carattere educativo. Abbiamo cercato di evitare, isolare e contrastare questi fenomeni.

Continueremo a farlo senza esitazioni, per difendere in Italia e all’estero l’immagine della Società, che è anche Ente Morale e non ha mai avuto nulla a che fare con queste azioni. La Lazio si ispira a valori opposti: inclusione, sportività e rispetto di tutti.

Anche in questo caso abbiamo messo in campo già prima e durante la partita di domenica scorsa Lazio-Roma la nostra organizzazione per la sicurezza, presieduta dal Prefetto Nicolò D’Angelo, già vicecapo della Polizia, per applicare severamente il codice etico, individuare i responsabili, inibirne l’accesso allo stadio e costituendoci parte civile per il risarcimento dei danni provocati. 

Nelle prossime ore comunicheremo gli esiti, già positivi, della nostra attività, confidando sulla fattiva collaborazione delle istituzioni preposte alla salvaguardia delle regole democratiche”.