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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Non sono gradito, ma ho deciso di restare. Contestazioni strumentali”

Dopo la vittoria contro il Cagliari, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato ai microfoni della Rai: “Sono abituato a portare l’impermeabile d’estate e d’inverno, mi scivola tutto addosso soprattutto quando le critiche non sono costruttive. Io accetto le critiche che sono funzionali alla crescita del club, dobbiamo essere tutti protesi per raggiungere gli obiettivi compresa la tifoseria. Bisognerebbe chiedere agli interessati perché assumono questi atteggiamenti, probabilmente non sono gradito perché vorrebbero che me ne andassi ma ho deciso di rimanere e queste contestazioni strumentali mi rendono ancora più determinato nel mio cammino.

Milan-Como a Perth? Mettere in luce il nostro calcio a livello internazionale è positivo per i ricavi, ma poi si scontra con una realtà che purtroppo dimostra che non ha tutto questo appeal economico. Sembrerebbe una contraddizione in termini, tutti gli esperimenti fatti fino a oggi hanno portato avanti una linea economica che non ha trovato riscontri a livello pratico. Speriamo che con il tempo ci si convinca che organizzarsi in una certa maniera consenta di poter creare le condizioni per rendere il calcio affidabile, riconosciuto in termini di qualità sportiva, organizzazione dal punto di vista strutturale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Il problema ha un nome ed un cognome: Claudio Lotito. Sarri è la soluzione” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sapevamo sarebbe stata una partita difficile, arrivata dopo una grande impresa. Con la Juve la Lazio aveva speso tanto dal punto di vista fisico e psicologico, ieri era scarica. Ed erano stanchi i giocatori che potevano fare la differenza.

Ieri la Lazio non aveva i titolari, che sono infortunati da tempo, e le sostituzioni non hanno assolutamente cambiato il volto della partita. D’altronde non puoi pensare di affrontare una stagione senza cambi e infortuni. Questa è una rosa è improvvisata. Non mi sembra Fabiani abbia avuto grande intuito, eccezion fatta per Provstaard che sembra interessante; gli altri non sono pervenuti.

La Lazio è da 8°-12° posto; ha giocatori con un anno in più. Ricordiamo che Pedro lo scorso anno ha fatto 10 gol. Quest’anno non è lo stesso.

Non si può sempre fare le valutazioni guardando il bicchiere mezzo pieno. Alla Lazio c’è molta presunzione ed interesse. I nodi, inevitabilmente, stanno venendo al pettine.

Quand’è che il presidente Lotito si assumerà una responsabilità? Il problema ha un nome ed un cognome: Claudio Lotito. Il problema non è il pari, è che si deve guardare oltre. Sarri ci dice che l’obiettivo di quest’anno è trovare 7-8 elementi per fare la squadra, significa in primis che non ci sono obiettivi di classifica, poi gli altri vanno acquistati. Senza i soldi i problemi non si risolvono e non migliorano.

Responsabilità di Sarri? Lui è la soluzione, non il problema. Qualsiasi allenatore, pure con Klopp che è il più importante in circolazione, sarebbe la stessa cosa. E quando Fabiani ci parla dei gol dello scorso anno, sarebbe da chiedergli perché siamo arrivati settimi.

Isaksen? Parliamo di un buon giocatore ma si accende e si spegne come le lampadine”.

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SOCIAL

Lazio, Lotito direttore d’orchestra sulla contestazione: il gesto virale sui social

Claudio Lotito nei panni del ‘direttore d’orchestra’ all’Olimpico in occasione del big match tra Lazio e Juve, valido per l’8ª giornata di Serie A e in cui i tifosi di casa, proseguendo la contestazione nei confronti della società, hanno deciso di restare in silenzio per i primi 15′ in segno di protesta prima di iniziare a spingere la squadra dagli spalti della Curva Nord. È successo dopo il gol di Basic che al 9′, innescato da Cataldi, ha portato in vantaggio i biancocelesti di Maurizio Sarri con una conclusione mancina dai 25 metri (a beffare il portiere bianconero Perin anche una deviazione del compagno di squadra Gatti). A quel punto le telecamere di ‘Sky’ hanno inquadrato il presidente Lotito intento a gesticolare rivolto verso la stessa Curva Nord, ‘mimando’ un direttore d’orchestra come è solito fare per rispondere ai cori dei tifosi contro di lui. Una reazione, quella del numero uno biancoceleste, divenuta immediatamente virale sui social.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, a breve nuovo vertice Sarri-società: sul piatto la programmazione del mercato

Il tecnico va oltre ogni emergenza e la sua squadra risponde presente anche contro la Juventus.

Assenti, acciaccati. Maurizio Sarri prova ad andare oltre a tutte le situazioni complicate e ieri, in casa contro la Juventus, ha ottenuto una vittoria pesante; è il quarto risultato utile consecutivo. Mentre la Lazio si prepara al turno infrasettimanale, giovedì la sfida in casa del Pisa, il club ed il tecnico programmano un nuovo incontro per pianificare il futuro.

Come riporta il Corriere dello Sport, dopo il doppio confronto con Fabiani e Lotito, è previsto un nuovo vertice nelle prossime settimane per programmare il mercato, molto probabilmente l’appuntamento si concretizzerà durante la pausa di novembre, se non prima. 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, incontro Lotito-Sarri: infortuni ed uscite di gennaio i temi. Noslin e Bela sul mercato

Vertice tra il patron della Lazio e il suo allenatore: i temi sul tavolo.


Ieri al tramonto, riporta Il Messaggero, il presidente era a
Formello: non ha parlato con la squadra (già andata via), ma insieme a Fabiani ha incontrato Sarri, dopo le sue frecciate prima e dopo Bergamo. In realtà col diesse c’era già stato giovedì pomeriggio un primo chiarimento. Ma ora ciò che più preoccupa è un altro dato, quello sugli infortuni che sta diventando un bollettino di guerra, penalizzante tanto quanto il blocco del mercato estivo.

Lotito, conclude il quotidiano, ha voluto fare un punto con tutte le componenti per vederci più chiaro. Sarri e la squadra sono disorientati dalle differenze di valutazioni interne e dalla poca comunicazione fra il responsabile Rodia e il dottor Leo. L’ampliamento dello staff medico doveva essere un valore aggiunto, invece sembra aver creato ulteriore caos, tanto da spingere molti giocatori ad andare a curarsi altrove (come previsto dal contratto collettivo, vedi Gigot in Francia). La società chiede lumi sulla preparazione atletica di Losi e gli eccessivi carichi di lavoro, ma da dieci anni gli allenamenti di Sarri si svolgono in questa maniera e,
nel 2016 a Napoli, erano stati addirittura premiati dalla Uefa. Mai c’era si era verificata una simile situazione. Sicuramente può pesare l’età media della Lazio (27,8), la terza della Serie A per calciatori scesi in campo, dopo Inter (27,9) e Napoli (28.3). Ma nemmeno questa può essere l’unica ragione di un calvario. Guai a toccare a Lotito i terreni rizollati a Formello anche se, a sentire Mau, «due campi erano impraticabili per circa dieci giorni e può aver inciso». Nel frattempo c’è convergenza sulle prime uscite (anche Belahyane e Noslin), ieri un primo vertice è stato
fatto.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri-Lotito tra rivendicazioni e risentimenti. Ed il confronto non c’è

Non tira aria buona in quel di Formello negli ultimi giorni. Le dichiarazioni di Sarri hanno riportato a galla vecchie ruggini, rivendicazioni, risentimenti per il mercato bloccato. Il presidente Lotito non ha preso bene le dichiarazioni del tecnico toscano, con il quale non ha ancora avuto un confronto chiarificatore.

Come sottolinea il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, tra Maurizio Sarri e il presidente Lotito i rapporti si sono raffreddati. Non che prima non ci fossero distanze, differenza di vedute, sensibilità diverse, ma ora la situazione è diversa. La Lazio è in difficoltà, il mercato se lo è trovato bloccato e non ne era a conoscenza al momento della firma, gli infortuni sono tanti e la società è un po’ assente.

L’atmosfera è di quelle non piacevoli, da separati in casa. Risentimenti e rivendicazioni ci sono, gli spigoli da smussare sono molti ma il tecnico toscano attende il mercato di gennaio per capire in che modo si muoverà la società (se si muoverà). Per ora, invece, nessun confronto. Si resta fermi sulle rispettive trincee ideologiche, in attesa di sviluppi.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Rocchi: “I miei derby, le coppe vinte ed un legame subito sbocciato. Lazio, ora serve qualcosa in più. Taty e Dia…” (AUDIO)

TOMMASO ROCCHI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“I miei derby erano particolari, più sentiti. C’era forse maggiore sentimento, tutto ciò che la gente ti trasmetteva. Per me è stato sempre così, compreso nelle settimane precedenti. Tutto quello che che ti trasmetteva la gente dovevi portarlo in campo.

Questo legame mi è entrato dentro da subito. L’affetto della gente, l’opportunità di fare un salto di carriera così importante mi ha permesso di entrare subito in contatto con la realtà della città e della tifoseria. Il fatto di aver anche avuto un laziale come Di Canio in squadra mi ha subito permesso di entrare nella parte. Il mio primo derby con la rete di Paolo è stata un’impronta davvero importante. Con chi ho legato di più? Penso a Ledesma, Pandev, Del Nero, lo stesso Mauri. Quando ti rivedi dopo tanto tempo sembra che il tempo non sia passato.

Coppa Italia 2009 o Supercoppa Italiana a Pechino? Sono due trofei importanti, la seconda, per come è arrivata e per l’avversario, oltre che per il mio gol, può valere una gioia più grande. Ma il mio primo trofeo, la Coppa Italia, appunto, è indelebile. Certo non mi fa piacere ricordare il calcio di rigore sbagliato contro la Samp (ride, ndr).

Il ruolo di attaccante, oggi, è un po’ cambiato perchè è cambiato il modo di giocare. Prima c’era maggior palleggio, gli attaccanti erano più coinvolti. Adesso la giocata è più diretta, ma quello dipende anche dall”idee del tecnico. Taty Castellanos è uno che gioca più di squadra, gioca bene tecnicamente, esce dal gioco per poi attaccare la porta. Dia attacca più gli spazi e la profondità. Io era più questa tipologia di attaccante. Bisogna essere bravi a capire le caratteristiche dei giocatori per poi creare un modello di gioco coerente.

Domenica contro la Juventus vedrò la gara e farò il tifo. Ora la cosa importante è dare qualcosa in più. Non abbattersi nel momento delle difficoltà, mantenere sempre piena fiducia. Se nel momento negativo si si fa qualcosa di più senza arrendersi, poi, le cose si possono indirizzare nel meglio. Convinzione, fiducia ed autostima, questi elementi oggi alla Lazio non deve mancare”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Recanatesi: “Lazio, Lotito-Sarri ci risiamo. Perennemente separati in casa…” (AUDIO)

FRANCO RECANATESI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Più che un dubbio è una preoccupazione. Chi comanda nella Lazio è Lotito, ovvio. Ma lo stesso Lotito ha rassicurato Sarri sul fatto che potrà ispirare quello che andrà in scena nel corso del mercato di gennaio. Ma non credo che possa accadere e questo getta ulteriore dubbi sul rapporto tra tecnico e presidente. Sembra sempre siano marito e moglie separati in casa. Si sono scelti, lasciati, riscelti ma sempre con distanze evidenti. Neanche il più bravo degli ‘strizza cervelli’ riuscirà a farci capire perchè Lotito lo abbia richiamato e perchè Sarri abbia accettato. Ho poche risposte su questi temi. La prima volta sembrava fosse una risposta alla Roma ed all’ingaggio di Mourinho; ora sembra sia stata una necessità per rendere l’estate meno complicata. Come se Sarri fosse stato scelto solo per il suo nome“.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, stallo per gennaio: perché il club non può dare garanzie a Sarri

(…) La società non sa ancora se potrà operare a saldo zero o liberamente. Nella prima ipotesi serviranno uscite per ogni entrata, alle stesse cifre. Nella seconda mercato aperto, è l’opzione che costringerebbe Lotito a spendere di più col rischio di appesantire le casse. Non può permetterselo visto che al 30 settembre 2026 la soglia ricavi-spese sarà entro il 70%. Lotito punta a fare trading con i giocatori in rosa, può sacrificarne un paio, non può smantellare. Sarri ascolterebbe offerte per Castellanos e Tavares. La società pensa di vendere Mandas, sempre più chiuso, pronto a partire per giocare, e forse Isaksen. Lo stallo, ad oggi, è su chi sceglierebbe gli eventuali sostituti. Si torna alla necessità dell’incontro: vanno riesaminati rapporti, idee, obiettivi. Sarri ha chiarito di lavorare per un solo obiettivo quest’anno, ossia creare un gruppo di 6-7 giocatori per il futuro. E a giugno valuterà «se c’è un progetto tecnico», parole sue. Lotito e Fabiani non si vedono dodicesimi, ma lo sono. Lo riporta il Corriere dello Sport

LEGGI ANCHE: Lazio, critiche e mercato: serve chiarimento tra Sarri e società. Il retroscena: contratto esteso fino al 2028

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, critiche e mercato: serve chiarimento tra Sarri e società. Il retroscena: contratto esteso fino al 2028

Retroscena, accordo tra Sarri e la Lazio a luglio per prolungare il suo contratto fino al 2028, annullando l’opzione. Ora, però, serve un chiarimento con il presidente Lotito, un confronto diretto con la società su alcuni punti.

E’ il Corriere dello Sport questa mattina a raccontare di un prolungamento di contratto fino al 2028 avvenuto a luglio. Un retroscena significativo considerate soprattutto le ultime dichiarazioni rilasciate dal tecnico toscano dopo la sfida con l’Atalanta a Bergamo. I punti di divergenza e contrasto sono stati molti, dalla notizia del mercato bloccato, all’acquisto di Insigne fino all’esclusione di Dele-Bashiru.

Il tecnico ha firmato due contratti. Uno a giugno, un biennale con opzione per il 2028, e uno a luglio – dopo il caso scoppiato – un triennale secco. Non è cambiato l’ingaggio, sempre 2,5 milioni di euro a stagione più bonus. E’ caduta soltanto l’opzione. Si tratta di una sorta di riparazione che il club ha voluto fare dopo il pesante torto subito da parte del tecnico toscano.

La Lazio, nelle figure del presidente Lotito e del Ds Fabiani – crede ancora che la rosa a disposizione di mister Sarri sia competitiva e possa fare bene. Per queste ragioni, sempre secondo quanto riferito dal quotidiano romano, i due dirigenti biancocelesti sarebbero rimasti seccati da quanto dichiarato dal mister nel weekend prima di Atalanta-Lazio, e anche dopo.

Il Comandante -scrive Il Messaggero – sa che le sue battute hanno infastidito la società, ma lo considera un modo per scuoterla e, contemporaneamente, tenere uniti squadra e popolo in questo frangente così delicato. Il problema è che Lotito non ama essere messo in cattiva luce di fronte ai tifosi, né con le spalle al muro. Fabiani invece era convinto che, a differenza di Baroni, Sarri potesse riuscire a valorizzare il suo mercato. Invece questo non sta accadendo.