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CALCIOMERCATO

Lazio, sirene spagnole per Pedro. Lotito: “Non ha ancora fatto un passo indietro”

Sirene arabe per Pedro. Lo spagnolo, che nelle scorse settimane era entrato nel mirino del Como e di alcune squadre spagnole, ha recentemente ammesso di voler rimanere alla Lazio, ma nel mercato tutto può cambiare da un momento all’altro. Come riporta Il Messaggero, sul numero nove biancoceleste sarebbe piombato l’interesse dell’Al Qadsiah. La pista araba, secondo il quotidiano, andrà monitorata nelle prossime settimane, con la Lazio che sotto traccia si augura che il calciatore possa accettare per completare il discorso tagli di ingaggi pesanti: “Io non caccio nessuno, ha ancora un anno e non ha fatto un passo indietro”

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RASSEGNA STAMPA

Lotito sull’Academy: “Parere positivo dei Beni culturali”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato attraverso le pagine del Messaggero: “Vogliono costringermi a vendere la società, ma io non ci penso proprio. Con Tavares abbiamo sbaragliato la concorrenza. Greenwood? Ho offerto 25 milioni + il 50% per la rivendita. Sono tutti terrorizzati che lo possa prendere la Lazio e stanno facendo azioni di disturbo.

Ho un piano alternativo (che non è Vitor Roque, né Martial) a Greenwood, un altro nome giovane nascosto.

L’Academy? C’è il parere positivo del Beni culturali per l’Academy e partirò prestissimo con 7 campi, la scuola, lo studentato, la chiesa…”.

Alessio Buzzanca

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, alla fine i nodi vengono al pettine. Addio Immobile toglie alibi per giustificare problemi interni. Tutto aperto per Greenwood” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“E’ un momento un po’ complicato per la Lazio, credo che il nervosismo dei tifosi che il club ora sta raccogliendo sia per le cose non fatte nell’ultimo anno e mezzo. Le cose buone che la Lazio ora è certa di fare si noteranno eventualmente tra qualche mese. Il punto è che alla fine i nodi alla fine vengono al pettine, ci sono stati troppi alti e bassi nelle ultime stagioni. Mi aggrapperei alle cose positive, ogni volta in cui Lotito è stato contestato c’è stata una reazione positiva”.

Le responsabilità

Milinkovic, Luis Alberto ed Immobile erano tre dei giocatori migliori della serie A, sono stati loro a tenere in alto la Lazio negli ultimi 7-8 anni. Questa è stata la bravura e la fortuna della Lazio. Nel momento in cui Sarri lascia la Lazio c’è stata una sconfitta per tutto il club e per i dirigenti. Con lui la Lazio ha provato ad alzare l’asticella, le sue dimissioni sono state un segnale chiaro.

I cicli si chiudono, ma puntualmente nella società c’è sempre il discorso della meritocrazia che deve essere rispettata, dei senatori che hanno delle pretese. Questo nella Lazio accade più spesso che in altri club. Non credo che esistano degli allenatori che non facciamo giocare chi merita. Se devo pensare che Sarri e Tudor non l’abbiamo fatto mi devo buttare dalla finestra. Le difficoltà nella gestione dell’organico derivano anche dalle scelte che tu hai fatto ed il rinnovo della scorsa estate di Luis Alberto sono un esempio. Se non hai una linea coerente all’interno di un gruppo, in tutti i lavori emergono poi delle dinamiche complicate. Se ti sfuggono di mano delle situazioni, poi paghi le conseguenze. Per tutta una serie di motivi la stagione scorsa è andata così, soprattutto perché la programmazione si è interrotta. La ristrutturazione dei quadri societari non è ancora completa ed ora sta venendo fuori la somma di tutti questi fattori.

Ora serve ricreare un certo tipo di entusiasmo, per la prossima stagione è stato identificato l’obiettivo di migliorare il settimo posto. Quindi il sesto basterebbe, bisogna farsene una ragione e sperare che si possa costruire una squadra ancora più competitiva.

Immobile addio doloroso

Immobile? Si sono create delle situazioni e delle dinamiche che fanno si che questo epilogo sia il più giusto. Lui ha scelto di andare e nessuno nella Lazio ha fatto in modo che questo non accadesse. Ora meriterebbe di essere ringraziato come deve, c’ha fatto divertire, emozionare, riempire pagine di giornali. I suoi record parlano da soli, è un peccato ed un dolore, ma almeno adesso non ci saranno alibi per giustificare problematiche interne e di spogliatoio“.

Greenwood

“Su Greenwood il Marsiglia è più avanti dal punto di vista della trattativa, ma si sono innescate delle dinamiche che mi fanno pensare che il giocatore possa non voler andare. La Lazio ha delle possibilità concrete di arrivarci, è tutto aperto. Ieri Fabiani ha detto dell’inglese che può anche giocare punta, per questo non mi aspetto che la Lazio vada su uno come Simeone. La cosa importante è dare un segnale, la Lazio deve trovare un giocatore forte, conosciuto, di alto livello e che rinforzi davvero la squadra. Poi c’è necessità di dare un segnale anche allo spogliatoio. Il livello va sempre stimolato ed alzato, se lo abbassi poi non si riescono a replicare certe prestazioni”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Greenwood sta sfumando: il rilancio del Marsiglia sembra impareggiabile. Intanto Lotito…

«Ho un nome che vale dieci volte Greenwood»Lotito sbandierava la provocazione negli stessi minuti in cui rimbalzava la notizia di Greenwood ad un passo dal Marsiglia. Il rilancio dei francesi sarebbe di 27 milioni più percentuale di rivendita del 40-50%. Proposta che appare impareggiabile, scrive il Corriere dello Sport. Lotito fino a ieri non aveva rilanciato l’offerta di 20 milioni più percentuale del 50% a favore del Manchester United. Gli inglesi erano pronti a vendere Greenwood al migliore offerente e l’inglese si sarebbe dovuto allineare alla scelta, questi erano gli accordi. Ecco perché il Marsiglia è a un passo dalla chiusura. Quelle parole di Lotito, pronunciate nella conferenza-filippica di ieri, incarnavano la dissoluzione del colpo, a meno che l’accordo con l’OM non salti. Le prossime 48 ore sono annunciate decisive. Lotito più incassa la sconfitta, più fa vanto. «L’anno scorso Greenwood era stato preso, purtroppo è saltato per 20 minuti, per un disallineamento tra il mercato della Premier e la Serie A», la spiegazione che impreziosisce la leggenda dei colpi saltati al fotofinish. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Lazio, è una crisi d’identità. Sta nascendo una squadra anonima, il club non tiene più il passo…” (AUDIO)

GIANNI BEZZI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Ieri è stata una giornata di quelle che mi sembra di ricordare sempre a luglio di ogni anno. Accade sempre qualcosa, mai ciò che può accendere l’entusiasmo dei tifosi. Stiamo assistendo ad una crisi d’identità, ancor di più dopo la questione Immobile. Sta nascendo una squadra anonima, non so come la gente potrà riconoscersi in quello che sta succedendo, al di là del fatto che c’è una maglia biancoceleste. Vedo molta confusione, nel giro di tre anni sono usciti giocatori come Luis Alberto, Kamada, Felipe Anderson, Caicedo e forse anche Immobile. Oggi parliamo di giocatori come Tchaouna, Noslin e Dele-Bashiru. La mia percezione è che siamo davanti ad una società che non è più all’altezza di tenere il passo, se davvero volesse fare un regalo ai propri tifosi dovrebbe manifestare la volontà di fare un passo indietro”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Immobile pensa che il ciclo alla Lazio sia finito. A Lotito potrebbero bastare 4 milioni per cederlo. Entro giovedì la decisione” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) IN COLLEGAMENTO A ‘QUELLI CHE…’

“La cosa che domina le notizie sono le notizie di mercato su Immobile anche per gli 8 anni di storia nella Lazio.

Ieri c’è stata l’offerta del Besiktas per Immobile e poi c’è stato un lungo colloquio tra Immobile e Lotito e Ciro ha chiesto al Presidente di andare. Il Besiktas ha fatto uno sforzo molto importante per fare un contratto a un giocatore di 34 anni e mezzo e vuole avere il cartellino totalmente gratuito.

Lotito chiede 10 milioni, ma si accontenterebbe di 3 o 4 milioni.

Ieri in conferenza Lotito ha fatto riferimenti espliciti a Luis Alberto e impliciti a Immobile, criticanoli. Quando parla di bandiere che non ci sono più, è ovvio che il sottotesto sia quello.

Ciro lo scorso anno e in passato ha rifiutato offerte enormi pur di rimanere alla Lazio, ma è deluso dal rapporto col Presidente. E comunque non forzerà mai la mano per poter essere accontentato e per andarsene.

Io penso che per il bene della Lazio sia il momento che Immobile vada. Lotito se lo vuol lasciar andare deve fare una forzatura rispetto al suo modo di ragionare, anche per rispetto al calciatore che è voluto rimanere alla Lazio anche quando faceva 35 gol a stagione e guadagnava cifre piuttosto basse rispetto ad attaccanti di pari resa.

Oggi ci saranno sviluppi della trattativa e il Besiktas non ha intenzione di aspettare. Dopodomani si parte per Auronzo e credo che entro quella data dovrebbe arrivare la decisione finale”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Immobile-Besiktas: lungo confronto con Lotito, chiede di essere liberato

Ciro Immobile è destinato a lasciare la Lazio. Secondo quanto scrive Il Messaggero il capitano biancoceleste ha detto sì a un triennale del Besiktas. Lotito per il suo centravanti chiede almeno 5 milioni, e al momento non intende cedere ai turchi il cartellino a costo zero. A Roma dal 2016, Immobile ha battuto ogni record di gol, ma nell’ultimo anno qualcosa si è incrinato. C’è stato un lungo confronto fra il patron e Ciro che ha ufficialmente chiesto alla società di essere liberato per andare a guadagnare 18 milioni in Turchia dove il Besiktas gli offre appunto un contratto fino al 2027 a 6 milioni a stagione.

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CALCIOMERCATO

Immobile, a cena con gli agenti: Besiktas piatto forte. Intanto Lotito: “Non è arrivata nessuna offerta alla Lazio”

Ciro Immobile è a cena a Roma in questo momento con i suoi agenti Marco Sommella e Alessandro Moggi. Secondo quanto riportato da Sky Sport, l’argomento del colloquio ovviamente è il futuro dell’attaccante, che potrebbe lasciare la Lazio e approdare al Besiktas. Il centravanti sarebbe molto tentato da questa ipotesi.

Poco fa Claudio Lotito, presidente dei biancocelesti, ha parlato così a TMW a margine dell’incontro in Campidoglio con Roberto Gualtieri, sindaco di Roma: “Mi sta dicendo lei dell’offerta, io non la conosco. È come quello che dice che si sposa ma non conosce la sposa. Non lo so, lo dico con tutta onestà: la mia società non ha ricevuto nessuna offerta. Immobile è un giocatore della Lazio, ha un contratto con la Lazio. La società non ha ricevuto nessuna offerta da un altro club che vuole acquisirlo. Nel momento in cui la riceverà, la valuterà. Noi a oggi non abbiamo ricevuto nessuna offerta”.

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PROGETTO STADIO

Lazio-Flaminio, Lotito dopo l’incontro: “Sindaco impressionato, a ottobre l’ipotesi di lavoro”. Gualtieri: “Bel progetto, deve essere presentato allo studio di fattibilità”

“Vogliamo rendere il Flaminio fruibile, con una capienza di 50.000 spettatori. A fine ottobre verrà presentata la nostra ipotesi di lavoro, che riteniamo sia la più calzante nel’interesse della collettività, c’è fiducia anche da parte dell’amministrazione, dovrà essere un punto di riferimento per tutto il quartiere. Penso che il progetto abbia lo spirito giusto per essere apprezzato. Il Flaminio era la casa della Lazio, la stiamo ridando ai laziali ma vorrei che la struttura fosse al servizio dell’intero comunità come punto di aggregazione”. Così Claudio Lotito, presidente della Lazio, all’uscita dell’incontro con il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, sul progetto di ristrutturazione dello stadio Flaminio. Poi, parlando dei tempi tecnici per l’avvio dell’iter, Lotito sottolinea come “abbiamo dato una scadenza per poter perfezionare meglio gli aspetti tecnici in ottobre, l’amministrazione comunale ha capito la serietà con cui abbiamo affrontato il problema salvaguardando gli aspetti normativi e l’aspetto architettonico dello stadio Flaminio. Il sindaco è stato favorevolmente impressionato, ha apprezzato il lavoro che abbiamo portato avanti. Verrà fatta una struttura a fianco e ci sarà tutto un sistema con le procedure architettoniche di Nervi. Non vogliamo fare strappi ne creare situazioni che vanno a impattare, è Nervi che oggi fa l’ampliamento del suo stadio. Per evitare che ci possano essere incidenti di percorso ho evitato di fare qualsiasi considerazione”, conclude Lotito. (ANSA).

Successivamente anche il Sindaco Roberto Gualtieri ha manifestato soddisfazione dopo il vertice: “E’ andata bene, è un bel progetto. Siamo contenti che la Lazio abbia espresso la volontà di intervenire per riqualificare lo stadio Flaminio. Siamo ovviamente in una fase iniziale, dovrà poi essere presentato lo studio di fattibilità. Questo primo incontro è stato sicuramente positivo, costruttivo, ha anche mostrato un lavoro significativo che e stato fatto per cercare di immaginare una soluzione che sia rispettosa del disegno originario di Nervi e che sia solo uno stadio”. Il presidente ha tenuto conto anche degli indirizzi generali dell’amministrazione secondo cui ogni intervento deve prendere in considerazione sempre il concetto di sostenibilità ambientale. Adesso c’è una conferenza in corso, deve esaurire il corso, non possiamo che essere su una fase di informalità. La Roma Nuoto? Noi incontriamo tutti, non c’e alcun problema”.

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FORMELLO

Entusiasmo Baroni: “Il mio momento più alto. Voglio coraggio e passione, una Lazio che emozioni. Mercato? Guardo a quello che ho” (AUDIO)

La presentazione del nuovo tecnico della Lazio, Marco Baroni, presso la sala stampa del centro sportivo di Formello:

Come dovrà essere la sua Lazio?
“Noi da subito dobbiamo iniziare a lavorare duramente, so che sto ereditando una squadra che ha cultura del lavoro. Dovremo semplicemente intensificare ancor di più. Uno degli aspetti importanti è legato ai valori, l’ho portato in tutte le mie squadre e per me è fondamentale. Questo fa la differenza nelle piccole cose e questo aspetto si ricongiunge allo spirito laziale, questo lo voglio vedere da subito. Nel calcio non c’è tempo, dobbiamo lavorare immediatamente sulla dedizione, sulla passione e attaccati al lavoro. Quando una squadra va sul campo e dimostra a chi la osserva queste componenti di compattezza, equilibrio, lavoro e qualità il pezzo più importante è stato già fatto”.

Cosa ha provato quando ha ricevuto la chiamata della Lazio?
“Sono felice, è il punto più alto della mia carriera e c’è consapevolezza di questo. C’è voglia di lavorare, di sentire la sfida. Io sono un allenatore che ama le sfide, voglio una squadra pronta ad aggredire, la mia squadra non deve giocare per sé stessa ma per la gente”.

Cosa porta da Verona in questa esperienza a Roma?
“Ho sempre avuto un principio fin da quando giocavo, o vinco o imparo. L’esperienza di Verona è stata bellissima, nella vita hai tanti modi per affrontare una difficoltà, ma per me è un’opportunità. La trasformazione che c’è stata ha rappresentato il momento più bello, ci portiamo dietro un vissuto importante ma sappiamo che qui è tutto diverso. So di dover fare un calcio diverso, c’è qualità, sono andati via giocatori importanti che hanno fatto la storia, ma abbiamo preso giovani ragazzi che dovranno partire con entusiasmo, coraggio ed equilibrio. Voglio che la squadra faccia un calcio che emozioni”.

Cosa pensa del mercato? Cosa manca a questa rosa?
“Non guardo mai a cosa manca, ma a quello che ho. Sono arrivati giocatori giovani, le parole del presidente hanno fatto piacere, questo ringiovanimento è legato al calcio che vogliamo proporre. Metto sempre il giocatore al centro del progetto, il compito mio e dello staff sarà quello di prendere l’atleta e di valorizzare le sue caratteristiche all’interno del collettivo. La parola collettivo è fondamentale, il valore di ogni singolo giocatore non fa mai il valore del collettivo. Lì dovrà esserci la nostra crescita individuale e di squadra”

Avete fissato con la società un obiettivo? Ha intenzione di partire dal 4-3-3 o dal 4-2-3-1?
“Sicuramente l’impianto sarà di una difesa a quattro con doppio esterno, all’interno di questo ci saranno delle possibili variabili. Da lì però non ci spostiamo, poi è chiaro che questo sia solo l’impianto, poi c’è la parte più importante con la squadra che deve avere compattezza, equilibrio e ferocia. Bisogna andare a prendere gli avversari, a me piace un calcio dinamico e di ritmo. È chiaro che parto sempre dalla squadra e dal lavoro per creare un obiettivo, l’obiettivo è quello di migliorare sicuramente il campionato dello scorso anno, abbiamo 47 partite, l’obiettivo primario è quello di farne molte di più. Giocheremo più di 5000 minuti, servirà tutto l’organico, ogni giocatore deve giocare qualsiasi minuto al proprio massimo”.

Cosa possono dare i giocatori che hanno fatto la storia recente della Lazio e che sono rimasti?
“Possono dare tantissimo, non parliamo di senatori. Ho parlato di cultura, questa squadra ha cultura. L’integrazione tra i nuovi sarà fondamentale, ma la cosa primaria è la presenza di giocatori importanti, li ho salutati oggi, ho visto gente vogliosa. A me questo interessa, interessa portare in campo un clima di fiducia e di gioia nel lavoro. Queste sono le cose più importanti, quando ti alleni forte hai il senso del lavoro e del sacrificio, si gioca come ci si allena. Questa è la sfida con la squadra”.

Gasperini ha valorizzato il suo lavoro, ha percepito un cambiamento nei suoi confronti dopo queste parole? Dele-Bashiru può giocare nei tre centrocampisti?
“Mi riconduco alle parole di Gasperini che mi hanno fatto piacere, ma rimaniamo sul senso delle sue parole. Spesso un allenatore viene valutato per un trofeo, ma vince un allenatore e ci sono allenatori che vincono nel loro obiettivo che può essere una salvezza. Questo era il messaggio, poi mi fa piacere perché c’è stima reciproca ma non penso fosse riferito solo al mio nome ma agli allenatori che insieme allo staff, ai giocatori e ai tifosi raggiungono questo obiettivo. Perdonatemi, non vorrei parlare dei singoli giocatori. Abbiamo scelto e valutato dei giocatori per le loro qualità e devo farli entrare nei nostri schemi grazie al lavoro anche dello staff, poi si mette sempre il giocatore al centro. Ci deve essere subito una grande conoscenza per cercare di far esprimere al meglio il singolo giocatore”.

Si aspettava di poter avere un’occasione del genere prima?
“Io non guardo mai indietro, guarda sempre avanti. Di dietro mi porto le esperienza, ciò che è fatto ieri però è già passato. La mia attenzione è rivolta all’oggi, il mio primo e unico pensiero è la Lazio. Poi è chiaro che ognuno si porta dietro un bagaglio esperienziale, ma siamo tutti pronti per questa meravigliosa occasione”.

Come la fa sentire il momento di contestazione della tifoseria nei confronti della società?
“Il sentimento è uno dei valori e degli aspetti in cui credo e a cui sono sempre legato. Il nostro sentimento, quello mio e della squadra deve essere legato ai tifosi. Il primo passo deve farlo la squadra con quei componenti di cui ho parlato prima. Se la squadra suda la maglia, si spende e lotta con coraggio, questo è ciò che tutti vogliono vedere. Ecco perché la mia attenzione è rivolta a quello, al lavoro che dovremo fare insieme alla squadra”.

Le due dimissioni di Sarri e Tudor in pochi mesi l’hanno fatta riflettere?
“No, ho grande rispetto per chi ha lavorato qui, principalmente professionale. Sono però momenti e storie diverse, sono convinto della mia scelta, questi problemi non li ho mai avuti e non li avrò neanche quest’anno. Tutti insieme dovremo cercare di lavorare sul coinvolgimento di tutte le componenti, non si raggiungono obiettivi se non siamo tutti insieme e questo è l’aspetto più importante su cui lavoreremo”.

È opportuno avere un’altra figura tra lei e la società per gestire lo spogliatoio?
“No, io non vedo queste problematiche. Qui c’è un gruppo di lavoro forte, un gruppo di ragazzi che ha voglia. Io ricorderò la fortuna che abbiamo, ricorderò ogni giorno che quello che spendiamo in campo è una fortuna. Quando ci sono tutte le componenti di cui ho parlato prima io non vedo altre problematiche. Questo aspetto non mi mette timore, sono certo di questo”.

Ha fatto delle richieste primarie a livello di mercato? Ha dichiarato dei giocatori incedibili?
“Il coinvolgimento è stato totale, dall’inizio. Sono arrivato nel momento giusto quando c’erano da fare delle situazioni le abbiamo analizzate insieme. C’è stato un coinvolgimento totale da parte del presidente e del direttore, sono state fatte delle uscite che ha spiegato il presidente. Noi non mandiamo via nessuno, ma serve quello che ho elencato prima. Dobbiamo avere giocatori che hanno il sentimento, la voglia e la determinazione per affrontare un’annata che vogliamo rendere importante. Ho delle coppie in ogni ruolo e non vedo l’ora di lavorare con i ragazzi”.

Ci può presentare il suo staff? Greenwood può alzare l’asticella?
“Il valore del giocatore lo conosciamo, so che è un giocatore bravo che può giocare sull’esterno. Di questa situazione non voglio parlare, non voglio parlare di singoli e di situazioni di mercato. Qui ho portato dei collaboratori, il mio secondo Del Rosso, due preparatori atletici, un collaboratore e due match analyst. Poi abbiamo trovato qua Viotti e Lamberti con cui ho già parlato, due ragazzi giovani cui ho trasmesso la mia energia. Siamo uno staff a porta aperta, chi lavora forte dalla mattina alla sera trova l’ambiente ideale. Chi ha meno voglia ha un problema, ma non è questo il caso”.

C’è stato un contatto con Maurizio Sarri?
“C’è stata una telefonata ma solo di saluti. Con Maurizio c’è stima, quando ero già stato annunciato ci siamo sentiti. Ci siamo incrociati nei campionati di C2, c’è stima professionale e un buon rapporto umano. Anche io ho molta stima del suo lavoro”.

Che Lazio dobbiamo aspettarci sotto la guida Baroni?
“Conosco benissimo la storia della Lazio, io voglio un calcio aggressivo. Ho studiato la squadra e ho guardato quanto fatto lo scorso anno, a me non piace molto attendere e per questo andremo a lavorare con la squadra. Io parto sempre da quello di cui ha bisogno la squadra per fare risultato. Ho in testa un calcio da fare, studiando ogni singolo componente credo si possa mettere in atto”.

Ha parlato di una difesa a 4 e di due esterni, può pensare alla doppia punta?
“A me piace giocare con i due esterni e la difesa a quattro, vi ho dato un impianto. All’interno di questo ci possono essere delle variabili anche a seconda della partita, non sono ingessato in un sistema di gioco. Contro la Lazio con il Verona siamo partiti a 4 ma avevamo delle difficoltà e ci siamo messi a specchio con la difesa a tre. È chiaro che poi vado a leggere la partita, in un calcio dinamico non creo un modello dal quale non si può uscire. Tendenzialmente l’impianto su cui costruire è quello, poi vedremo le varianti”.

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