Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Mandas: “Essere qui è un sogno. Pedro, Peruzzi, futuro e Ioannidis: vi dico tutto”

Da secondo a titolare inamovibile: Chrīstos Mandas si gode il momento e punta a finire bene la stagione con la sua Lazio. Il portiere greco si è raccontato a Il Tempo.


Iniziamo subito rispondendo a chi sostiene che lei sia troppo basso per essere un portiere di grande livello: ci dice la sua altezza reale?
«Sono alto tra 187 e 188, però la cosa importante sono le braccia. Sono quelle che fanno la differenza».
In che senso?
«Quando allungo le braccia raggiungo l’estensione di chi è parecchio più alto di me. L’ho fatto con un compagno di squadra che era alto 194 cm e alla fine eravamo uguali».
E poi l’altezza l’aiuta per essere più reattivo e agile…
«Il mio lavoro è proprio questo, cercare di sopperire a un limite fisico con la velocità e il fatto di essere più scattante. L’unico aspetto è relativo alle uscite, devo sempre prendere bene le misure».
Su cosa si sente di dover migliorare ancora?
«Sicuramente nel giocare con i piedi. Prima di venire alla Lazio non era così richiesto, mentre qui è fondamentale».
Che cosa differenzia Sarri da Baroni?
«Sarri voleva sempre un gioco corto, anche quando la squadra avversaria veniva molto alta. Con Baroni magari proviamo di più la palla lunga sull’attaccante, ma per entrambi la costruzione del portiere è molto importante».
In questo anche Provedel l’ha aiutata?
«Con lui ho un bellissimo rapporto ma la mia crescita è merito dei preparatori e di Baroni».
Molte persone paragonano il suo stile a quello di una leggenda come Peruzzi. C’è qualche similitudine?
«Sono giovane quindi ho visto poco di Peruzzi, ma so perfettamente quanto sia stato importante per la Lazio. Anche lui come me non era altissimo, ma aveva una cattiveria e una concentrazione incredibili. È sicuramente un modello».
A proposito di modelli, qual è il suo prototipo di portiere?
«Non ce n’è uno nello specifico. Cerco di rubare un po’ da tutti: ho studiato molto Buffon e Casillas, mentre per quanto riguarda le uscite mi piaceva molto Handanovic. Però il mio idolo non è un portiere».
Si spieghi meglio.
«Il mio idolo è Pedro. Vederlo giocare è uno spettacolo, soprattutto in allenamento. Io cerco sempre di infilarmi nella squadra dove c’è lui perché alla fine vince sempre. È veramente un fenomeno».
Che cosa vuol dire per lei essere il portiere della Lazio?
«È un sogno. Quando giocavo in Grecia avevo un preparatore dei portieri italiano e gli dicevo sempre: “io vorrei giocare in Serie A”. Quindi quando è arrivata la Lazio non ci credevo, ero troppo felice».
E da poco ha anche rinnovato il contratto fino al 2029…
«Naturalmente sono anche contento di questo, così posso essere anche più tranquillo. Io, ma anche la mia famiglia, che ogni volta che può mi viene a trovare a Roma. Sento la fiducia della società».
Pochi giorni fa Rovella, che è 2001 come lei, ha detto di voler rimanere per sempre alla Lazio. A sentirla parlare sembra che sia lo stesso per lei.
«Io qui sono molto felice, anche per me vale lo stesso discorso di Rove. Penso che sia per tutti i ragazzi che sono qui. Il centro sportivo è bello, lo stadio è bello, i tifosi sono belli, la pensiamo tutti così. Perché dovremmo voler andare via? Siamo in un grande club».
Però in estate era arrivata una chiamata dal Manchester City…
«Quello fa piacere, è normale. Se arriva l’occasione della vita è giusto fare le proprie valutazioni, ma io non sono più in una società piccola, quindi anche se dovesse arrivare la chiamata di un top club, il mio primo pensiero non sarebbe quello di andare via. La valuterei sapendo che qui sto benissimo, che la società ha un progetto per me e che mi ha fatto rinnovare il contratto».
Scopriamo qualcosa di più su di lei, torniamo a quando era bambino. Ha sempre fatto il portiere?
«In realtà fino ai 12/13 anni giocavo un tempo in attacco e un tempo in porta. Sin da piccolo avevo le gambe grosse quindi tiravo più forte dei miei coetanei, per questo mi mettevano in attacco, ma a 14 anni sono tornato tra i pali e non mi sono più mosso da lì».
Da Atene a Roma, le piace andare in giro per la città?
«Ho visto quello che c’era da vedere, diciamo da turista, ma non sono uno che esce la sera, preferisco rimanere a casa con la mia fidanzata. Se capita vado al ristornate una sera a settimana, sempre che il giorno dopo sia libero».
Si dice sempre che i portieri siano un po’ matti, lei però ci sembra molto tranquillo. È un’anomalia?
«In Grecia sono arrivato in prima squadra che ero ancora un ragazzino e c’erano i compagni più grandi che magari uscivano e mi portavano con loro. In quel momento ho capito che per fare strada dovevo rimanere lontano da locali e distrazioni varie».
L’unica libertà che si concede a questo punto sono i tatuaggi. A quale è più legato?
«Questi (mostra il braccio, ndr.) mi ricordano la Grecia. Ma il più importante è questo con mio padre. Lui è sempre presente, gli devo tutto».
A proposito di Grecia, alla Lazio piace tanto il suo compagno di Nazionale, Fotis Ioannidis, lo sapeva?
«Sì, certo. Con lui ne ho parlato anche la scorsa estate. Ovviamente anche per Fotis sarebbe un sogno venire in Serie A, ma non so se il Panathinaikos lo farà partire, è anche il capitano».
Che tipo di attaccante è?
«È un killer in area di rigore. Quest’anno ha segnato meno per colpa di un infortunio, ma vi assicuro che è molto forte. È bravo anche ad aiutare la squadra, a venire incontro e aprire gli spazi per i compagni».
E il suo rapporto con la Nazionale? Vuole diventare titolare anche lì?
«Siamo un gruppo molto giovane, abbiamo fatto tutto il percorso nelle giovanili insieme. Siamo amici, quindi per me è difficile sentire la rivalità con i miei compagni»..
La Grecia, appunto. Lei sa che i colori della Lazio sono ispirati proprio alla bandiera greca?
«Me lo ha detto un ragazzo appena sono arrivato a Formello, mi ha raccontato questa storia. Ho sentito subito dentro di me un legame speciale, come se qui stessi ancora a casa mia e potessi rimanere a vita».
A inizio stagione ha giocato solo in Europa, quando ha capito che stava per diventare il titolare? Cosa le ha detto Baroni?
«Non mi ha detto niente, ho capito che serviva il mio aiuto e ho cercato di farmi trovare pronto».
Però a Bergamo nessuno si aspettava il suo impiego…
«Cinque minuti prima della riunione tecnica mi ha chiamato per dirmi che avrei giocato, ma non mi ha detto qualcosa di particolare, solo di replicare in partita quello che faccio in allenamento».
Torniamo al suo esordio con la Lazio, il derby del 10 gennaio 2024. Che emozione è stata?
«È il momento in cui la mia carriera è cambiata. Però sono contento che fosse il derby, non l’ho vissuto con troppa pressione».
Tra le serate più difficili c’è senza dubbio quella con il Bodo?
«Arrivavamo dal 2-0 in trasferta ma credevamo fortemente nella rimonta. Quando abbiamo segnato il 3-0 eravamo convinti di avercela fatta, poi il gol a fine tempo supplementare c’ha distrutto. Lì sono finite tutte le energie».
Dal suo punto di vista cosa ricorda dei rigori?
«Avevo studiato gli avversari e la cosa incredibile è che gli unici due rigoristi hanno sbagliato entrambi. Gli altri non avevano mai tirato un rigore in carriera… il calcio è davvero inspiegabile».
Che voto sente di dare alla stagione della Lazio?
«È stata una stagione difficile, lunga e con tanti giocatori nuovi. Però penso che in campionato di 37 partite ne abbiamo fatte 28-30 molto buone e le altre invece no. Non sempre siamo riusciti a fare quello che ci chiede il mister».
E se alla fine dovesse essere Conference League?
«Preferisco non rispondere a questa domanda perché tutti nello spogliatoio pensiamo che la Champions sia ancora possibile, quindi ci proveremo fino alla fine».
Stagione quasi terminata, poi ci saranno gli impegni con le Nazionali, ma come trascorrerà le sue vacanze?
«Passerò del tempo tra qualche isoletta in Grecia, una piccola vacanza prima di tornare ad allenarmi in modo un po’ più serio quando tornerà ad Atene».
E invece un messaggio per i tifosi?
«Per me sono stati meravigliosi, ci hanno sempre supportato, specialmente nei momenti di difficoltà. Invece di fischiarci ci hanno sempre applaudito. Alcuni sono venuti persino in Norvegia anche se non avevano il biglietto per entrare allo stadio. Non li ringrazieremo mai abbastanza per quanto ci sono stati vicino».

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Lazio, serve un attaccante. Bene Mandas, dubito che Provedel resti. Gila ok. E su Pedro e Romagnoli…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Secondo me la partita meno scontata è Venezia-Juventus, perché la Juve di questo ultimo periodo non vince mai fuori casa; in una gara in cui il Venezia si gioca tutto, il risultato può ottenerlo. Ovvio che la logica vuole che la Juve ha il destino nelle sue mani. Tra Torino e Roma può starci un pari ma non è scontata neanche la gara della Lazio.

Sesto posto? Io già ad inizio campionato, in sede di pronostico, analizzando le figurine, ho detto che se la Lazio va oltre le sue possibilità ottiene il quarto posto ma comunque il suo range va dalla quarta all’ottava posizione, il sesto è un posto onorevole che magari in un’altra occasione ti avrebbe dato l’Europa League.

La Conference League è sempre una coppa, anche se darà pochi benefici durante la stagione. Devi preparare le sfide, andare lontano. Ha senso se la vinci, altrimenti ti toglie solo qualche punto in campionato.

Quest’anno ti mancano i gol di Immobile, gli assist di Luis Alberto, ti manca un giocatore totale come Milinkovic. Questo è una stagione di ricostruzione e non era scontato lottare fino all’ultimo anche per un posto in Champions.

Calciatori da cui ripartire? Partirei prima da un presupposto, il sistema di gioco da adottare: con un 4-4-1-1, promuovo i portieri, entrambi. Mandas ha preso la scena e c’è da vedere cosa fare con Provedel che dubito vorrà fare il secondo; promuovo Gila, prenderei un centrale a sinistra, in attesa di valutare Provstgaard. Romagnoli? Non lo vedo futuribile, è il presente.

Io valuto i giocatori in base all’affidabilità: la prima qualità del difensore deve essere l’attenzione.

Isaksen? Io ripartirei da lui, ma ho iniziato a parlare dei centrali perché io la squadra la valuto in base all’asse centrale, poi vediamo gli esterni. Se hai buoni terzini ma hai delle lacune al centro, parti male. Sulla base di questo Guendouzi e Rovella sono intoccabili, ma serve qualcuno al loro livello.

Io in questa Lazio di eccellenze ne vedo 2-3.

Prenderei una prima punta forte, il Castro della situazione. Non un giocatore da 40 milioni, ma uno che potrebbe sostituire Castellanos che ha fatto molto bene ma non mi sembra il terminale di una squadra che vuole migliorare. E poi andrei a vedere cosa mi offre il mercato. Dia lo terrei, ma prenderei una riserva come seconda punta. Pedro lo terrei ma è un discorso a parte, è quello che ha fatto meglio. Se il miglior giocatore, a livello di personalità e carisma, è stato un ragazzo di 38 anni un problema c’è”.

Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio-Juve, Mandas: “E’ una finale, a Roma vivo un sogno e voglio restarci a lungo”

Lazio-Juve, Mandas nel match program di Lazio Style alla vigilia del match dell’Olimpico.

“Contro la Juventus sarà una finale, come le altre due gare che mancano: Sarà importante vincere, anche grazie all’aiuto dei nostri tifosi. Siamo pronti per questa partita. Tutte le partite da qui alla fine del campionato saranno difficili; dovremo fare del nostro meglio. Penseremo a una gara alla volta, a partire dal big match contro la Juventus”.

Sono felice, essere qui è un sogno. Ogni giorno lavoro per dare il massimo, La Lazio è una grande squadra e voglio rimanerci a lungo. Io, Ivan e Furlanetto siamo come fratelli, lavoriamo e parliamo tanto insieme. Questo ci fa crescere, insieme ovviamente al lavoro dello staff. Quando scendo in campo io, aiuto Provedel e viceversa. Vorrei sottolineare anche l’importanza di Alessio, anche se non gioca, perché è un grande portiere”.

“Alcuni portieri purtroppo non li ho vissuti per motivi temporali. Penso a Zoff, uno degli idoli di mio padre, e a Peruzzi. Tante persone mi dicono spesso che siamo simili, spero di poter raggiungere anche solo la metà di quanto ha ottenuto Angelo in carriera. Cito anche Marchetti, ci sono stati davvero tanti grandi interpreti nel mio ruolo”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Portieri Lazio, il futuro di Provedel e Mandas è tutto da scrivere: gli scenari

Provedel il primo, Mandas il secondo: le gerarchie in porta erano chiaro, almeno fino a qualche settimana fa.

Il portiere greco piano piano si è conquistato la fiducia dei compagni e del mister, fino a prendersi la titolarità. La sensazione infatti è che sarà lui l’estremo difensore di queste ultime tre gare di campionato.

Ivan il rinnovo l’ha firmato un anno fa, con scadenza 2027, e la sua volontà sarebbe quella di chiudere la carriera a Roma. Christos nel frattempo ha ricevuto delle offerte, soprattutto dall’estero.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, la Lazio ha bisogno di due portieri, ma un dualismo come quello di quest’anno non è facilmente sostenibile per nessuno. Sarà uno dei punti che verranno discussi durante il vertice società-tecnico. Mandas ha tre partite per tenersi il ruolo di numero uno mentre Provedel si tiene pronto a riprenderselo.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, impatto più che positivo di Mandas: i numeri del portiere greco

Prima Provedel, poi l’alternanza e ora a difendere i pali della Lazio c’è Mandas. Il portiere greco si è fatto strada piano piano, fino a pendersi la fiducia dei compagni e del tecnico. Ora è lui il titolare e la sensazione è che in questo finale di stagione al situazione non cambierà.

Come evidenzia Il Tempo, Mandas in 14 presenze in Serie A con la maglia della Lazio ha ottenuto 8 clean sheet, di cui 4 nelle ultime 6 apparizioni stagionali. Il bilancio complessivo è di 9 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta, numeri che sottolineano il suo impatto positivo sulla squadra.

Nel sondaggio ufficiale promosso dalla Lazio con la piattaforma Sorare, Mandas è stato eletto «giocatore del mese» di aprile, superando la concorrenza di nomi come Pedro, Rovella, Castellanos e Guendouzi. Ciò significa che il giovane greco non ha convinto solo la squadra, ma anche i tifosi.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Zoff: “Lazio-Juve determinante. Baroni mi ha convinto, ma questo finale sposterà i giudizi. E su Mandas…” (AUDIO)

DINO ZOFF i collegamento a ‘NMM’

“La Lazio ha avuto un inizio di campionato straordinario, poi ha avuto qualche problemino; se ha passato questa fase di ‘depressione’ credo possa dire la sua. Quando le squadre danno tutto, c’è quasi per tutte un periodo di bassa.

La Juventus non ha grande fisionomia, si è cambiato troppo. E’ determinante questa partita per controllare la salute di entrambe le compagini. Sarebbe un bel passo per tutte e due la vittoria.

Dove lavoro per me è sacro. Alla Lazio sono arrivato in un momento di transizione dirigenziale e inizialmente qualche problema c’era poi con l’arrivo di Cragnotti si è sistemato tutto. Io dove ho giocato o diretto ho sempre dato tutto. Il lavoro, ripeto, è sacro, l’ho sempre considerato così. Tornare in Europa con la Lazio non era facile.

Mandas? La crescita è importante sempre, anche per i meno giovani, figuriamoci per lui. Si è presentato bene, dà buone garanzie. Può migliorare. Direi che siamo in buone mani.

Portieri di oggi? Se gioca con i piedi più di un centravanti è una sconfitta totale del calcio, si sovvertono le cose. Lo spirito del gioco va salvaguardato. L’esasperazione non fa parte dello sport.

Baroni? Mi aveva convinto già lo scorso anno salvando la sua squadra, nonostante tutti i cambi in rosa. Una flessione ci può stare, ma il suo operato è positivo. L’epilogo della stagione poi qualcosa aggiunge o toglie, però mi sembra positiva la sua avventura a Roma”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Mandas blinda i pali: l’obiettivo è chiudere la stagione da titolare

Si è preso la porta e si sta confermando un valido “secondo” di Provedel: Mandas si è imposto con personalità e si è preso la titolarità.

Il greco sta facendo bene e Baroni lo sta premiando. Come evidenzia il Corriere dello Sport, Mandas ha scavalcato Provedel nelle gerarchie e ora prova a tenersi la porta fino alla fine della stagione. 

Quella con il Parma, si legge, sarà la quarta partita consecutiva in campionato, la sesta totale considerando anche il doppio confronto europeo con il Body/Glimt. Le prove della vigilia lo confermano per la gara di oggi: salirà a 16 presenze stagionali, raggiungerebbe quota 20 dovesse essere riproposto pure nelle successive giornate contro Empoli, Juventus, Inter e Lecce. È il suo obiettivo.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Rinnovo, titolarità e futuro: Mandas si è preso la Lazio. E Provedel può partire…

Dal rinnovo di contratto arrivato un mese e mezzo a fa alla titolarità presa ai danni di Provedel, la porta della Lazio adesso appartiene a Christos Mandas. Il portiere greco classe 2001 ha aspettato il suo momento, non si è mai lamentato per le tante panchine di inizio stagione e si è preso di prepotenza la titolarità a suon di prestazioni di altissimo livello. Concreto, solido, con pochi fronzoli come ha dimostrato anche a Genova. A Marassi è stato colpito da un fumogeno e poteva accentuare l’accaduto, invece si è subito rialzato ed è tornato al suo posto a fare quello che sa fare meglio. Difendere la porta della Lazio e dare grande serenità a tutto il pacchetto arretrato con uscite alte e un’ottima gestione del pallone con i piedi. La scelta societaria è stata chiara, il futuro appartiene a Mandas e da qualche settimana anche il presente.

Con Mandas che dà garanzie per il futuro, in estate può partire Ivan Provedel in un mercato dove diversi portieri possono muoversi. In Premier League almeno 5-6 società sono alla disperata ricerca di un portiere (chiedere a Manchester United e West Ham ad esempio). Provedel può avere mercato anche in Italia, con un domino che può partire anche dall’Inghilterra con portieri come Maignan e Milinkovic-Savic. Per la Lazio sarà importante trovare una soluzione anche perché l’ex Spezia è uno dei giocatori più pagati dei biancocelesti, con la società che dovrà ridurre il monte ingaggi per rientrare nei parametri UEFA. L’altro tema è legato alle liste, la Lazio non ha prodotti del settore giovanile in lista ad eccezione del terzo portiere Alessio Furlanetto, inserire anche il portiere della Primavera Renzetti e affidarsi al 100% a Mandas potrebbe liberare uno slot in lista e avere più soluzioni per gli altri reparti. Tmw

Categorie
ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Col Genoa prova da squadra seria. Mandas? Messo al momento giusto. E su Taty e Pellegrini…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Prova intelligente, da squadra seria. Questa è una squadra che deve crescere, a tratti fa la squadra forte e a tratti subisce. Partita intelligente, vittoria importante. La prestazione mi è piaciuta a tratti.

Questa squadra non può fare a meno di certi giocatori, per interpretare bene la sfida e finalizzare. E’ una squadra che ha fatto un percorso di crescita importante, con una rosa che è cresciuta tanto. Ora si deve lottare fino all’ultimo per cercare di ottenere un posto in Champions.

Mandas titolare prima? No, è un percorso quello che lo ha portato a queste prove. Prima è stato importante Provedel, poi il greco si è meritato il posto titolare.

Castellanos fa rendere di più anche Dia. Taty è un ottimo giocatore, molto funzionale per la squadra. Dell’assenza di Tavares e Castellanos ne abbiamo risentito.

Pellegrini? Rimesso in Coppa Italia doveva rimanere in gruppo, ma metterlo prima avrebbe creato problemi di spogliatoio”.

Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, Mandas: “Possiamo fare cose importanti, vogliamo la Champions. E sui fumogeni…” (AUDIO)

Dopo il successo in casa del Genoa il portiere della Lazio Mandas ha analizzato a Dazn il successo:

“Una bella partita per noi. Le mie parate sono state importanti anche perché ci consentono di chiudere con un altro clean sheet.

Fumogeno? Non ho sentito dolore ma tanto caldo, l’ho capito e mi sono subito spostato.

Possiamo fare cose importanti. Vogliamo la Champions, mancano ancora cinque partite, dobbiamo fare di tutto per poter raggiungere un piazzamento in Champions.

Come abbiamo vissuto questi due giorni? Eravamo pronti anche lunedì. Siamo pronti, è la nostra mentalità. L’importante è recuperare un po’, per il resto è uguale. Questa partita era molto importante”.