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SERIE A

Un poker per ricominciare: la Lazio cancella l’Europa e vola in campionato

Dopo il tracollo europeo contro il Midtjylland, la Lazio riparte nel migliore dei modi in campionato superando senza problemi la Cremonese di Alvini allo Zini con un netto 4-0. Come spesso accade, è Immobile – aiutato dal solito e splendente Milinkovic – a prendersi la squadra sulle spalle con una doppietta che porta i biancocelesti a quota 14 e li conduce fuori dallo smarrimento accusato giovedì. Il capitano l’ha sbloccata su azione e ha raddoppiato su rigore, portandosi a 187 reti in Serie A, a una sola lunghezza dal trio Del Piero-Signori-Gilardino. Milinkovic e Pedro hanno invece servito tris e poker mettendo il punto esclamativo su una sfida praticamente senza storia. La sosta per le nazionali servirà adesso a Sarri per riorganizzare le idee e preparare i prossimi due impegni, quelli contro Spezia e Sturm Graz.

Immobile sempre più da record

“Vogliamo undici leoni” recitava lo striscione dei tifosi della Lazio allo Zini. E cosi è stato perché alla squadra di Sarri, ripresasi in fretta dallo shock subito in Danimarca, sono bastati appena sette minuti per sbloccare il risultato con il solito Immobile. Il capitano biancoceleste ha finalizzato al meglio l’assist di Milinkovic e si è ripetuto su calcio di rigore al 22’, assegnato grazie al Var per un tocco di mano di Lochoshvili. La Cremonese – quasi mai in controllo del gioco salvo una conclusione troppo strozzata di Dessers – ha anche dovuto far fronte al ko di Chiriches, rimpiazzato da Bianchetti. La sfida si è virtualmente chiusa già a fine primo tempo, quando l’ottimo Milinkovic ha sfruttato la respinta di Radu e da due passi ha calato il tris (47’) mostrando un ciuccio rosa alle telecamere. Immobile è andato vicino alla tripletta, Luis Alberto è entrato in campo soltanto nei 25 minuti finali mentre l’altro cambio di Sarri (ammonito in panchina, diffidato e dunque squalificato) ha dato i suoi frutti: il poker finale è stato di Pedro, abilissimo a battere Radu su assist di un gigantesco Immobile. Nel finale gloria sfiorata anche per Romagnoli, fermato solamente dal palo. Corriere dello Sport

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APPROFONDIMENTI

Milinkovic, rinnovo complicato: la Champions come strumento di persuasione…

Alla Lazio da una vita, tant’è che ha recentemente festeggiato le 300 presenze in biancoceleste, Sergej Milinkovic-Savic è da anni uno dei migliori centrocampisti della Serie A, ma quest’anno sta facendo anche meglio, andando oltre se stesso. Non è difficile che nella sessione di mercato di gennaio, dopo il Mondiale, qualche top club bussi alla porta di Claudio Lotito. Che intanto pensa a un rinnovo con clausola, anche se è complicato raggiungere un accordo con il serbo senza la Champions League. La missione di Sarri è quella di tornare tra i grandi, anche per tenersi stretto il top assist-man del campionato. A scriverlo è il Corriere dello Sport.

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I tre tenori, la scalata di Luis ed i complimenti di Lotito: “Che bella questa Lazio”

Quanta scaramanzia, quanti retroscena prima di un grande concerto: la Lazio supera l’esame di continuità in coro, con gli acuti dei tre tenori, tornati a cantare insieme come non succedeva da tempo. Immobile cambia il sesto scarpino da inizio campionato per interrompere il braccio di ferro col Fato avverso e tornare patrono della Nord. Evviva Ciro a quota 185 gol, a -3 da Signori, Gilardino e Del Piero: la top ten di tutti i tempi è a un passo, a breve inizierà il conto alla rovescia anche su Totti, a +65 al secondo posto. Evviva Milinkovic con il 23esimo assist (dal suo sbarco ora sono 41) per il bomber, un cross copiaincollato dall’1-0 dello scorso 16 aprile a Torino. Nessuno ha preso parte a più azioni terminate con il gol (7) né fornito più passaggi decisivi (4) in questo campionato. Ovviamente Sergej è contento: «Ma volevo far gol». Lo aveva promesso alla sorella (era il compleanno), ma anche a Stojkovic, ospite proprio del centrocampista biancoceleste all’Olimpico. L’attuale ct serbo (ex del Verona) era lì anche per visionare – in vista dei prossimi impegni contro Svezia e Norvegia in Nations – Ivan Ilic, umiliato nel finale sotto le gambe da Luis Alberto. Proprio lui che doveva essere il sostituto di un Mago, che a sua volta invece mostra fiero la 10 sulle spalle ed esulta ancora polemico: è arrabbiato con un preparatore che, poco prima del sigillo all’angolino, gli urla di tornare indietro a dare una mano. Lo spagnolo è nervoso perché vorrebbe più spazio dall’inizio, si sente un titolare indiscusso, eppure in corsa sta diventando un valore aggiunto: 3 degli ultimi 5 gol da subentrato. In realtà, quando i ritmi sono bassi e c’è spazio, Luis Alberto è sempre un autentico fenomeno. Negli occhi c’è ancora la prova monstre contro il Feyenoord: due perle di seguito del Toque non si contavano da gennaio 2021. Insieme a Immobile poi, il fantasista non segnava addirittura dallo 0-3 a Cagliari dello scorso 5 marzo. Altro che cena a tre, questa è un’abbuffata per tutta la Lazio. 

Anche stavolta Lotito scende negli spogliatoi a fine incontro: «Che bella, questa Lazio». Complimenti a tutto il gruppo e a Sarri, riscopertosi allenatore da turnover vero. Funzionano, eccome, le rotazioni adesso. Venerdì c’era stato un confronto telefonico fra il patron e il tecnico per il mancato utilizzo in Coppa di Maximiano (scelta addossata a Tare e Grigioni sul mercato), ma anche di Casale, da lui invece voluto a tutti i costi a gennaio e finalmente al debutto assoluto contro il Verona insieme alla prima da titolare di Marcos Antonio. Ci voleva tempo, Sarri lo aveva detto. Dev’essere graduale l’ingresso. Così nessuno sfigura in questa nuova Lazio. Il Messaggero

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Milinkovic per Immobile, asse con affinità elettiva

Milinkovic ormai legge nel pensiero Ciro Immobile. Nell’ultimo anno, è il decimo assist su quattordici per il bomber della Lazio, dal 2016 siamo arrivati a quota ventitré. In Serie A nessuna coppia ha questo feeling. Poi, il pomeriggio si è chiuso col sigillo di Luis Alberto che, entrando con cattiveria, ha cambiato totalmente volto al match, trovando il secondo gol di seguito dopo il Feyenoord. Questa volta la Lazio ha superato l’esame continuità grazie all’aiuto di tutta la rosa. Romagnoli ha riposato e al suo posto ha giocato Casale al fianco di Patric e Basic è partito titolare accanto a Marcos Antonio. Il Messaggero

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Milinkovic: “Vittoria di grande valore. Avanti con continuità”

Dopo il triplice fichio di Lazio-Hellas Verona, il centrocampista biancoceleste Sergej Milinkovic-Savic è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“Mi auguravo di siglare un gol per il compleanno di mia sorella, ma l’importante è portare i tre punti a casa. L’Hellas Verona è sempre un avversario complicato perché bisogna correre sempre per creare spazi considerando che loro giocano molto uomo su uomo.

Questa vittoria ha un gran valore perché dà continuità alla vittoria contro il Feyenoord. Quando siamo concentrati possiamo fare grandi cose.

Il nostro problema è sempre la continuità, dobbiamo crescere su questo. Abbiamo vinto due partite consecutive, ora abbiamo gli impegni in Europa League e contro la Cremonese. Proviamo ad andare alla pausa con altri sei punti.

La rosa è più larga quest’anno, in molti possono dare una mano e oggi lo hanno fatto vedere. Quando un calciatore entra in campo può offrire un grande aiuto.

Provo sempre a migliorare gli aspetti sui quali devo crescere”

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DICHIARAZIONI

Lazio-Feyenoord, Milinkovic: “Rimasto con il sorriso, possiamo raggiungere la Champions” (AUDIO)

Sergej Milinkovic-Savic in conferenza stampa, alla vigilia del match di Europa League contro il Feyenoord.

Quanta voglia di far bene

“Ricordo il primo gol, 8 anni fa. Per noi l’Europa è bella, dobbiamo far vedere la Lazio”

Come hai vissuto questa estate?

Vissuta come tutte le altre. Si parlava sempre di una mia partenza, ma sono rimasto. Ho lavorato bene e sono partito altrettanto bene. Tutto qui. Dobbiamo migliorare nella mentalità e tornare quelli che siamo”

Lazio di questa stagione, secondo anno di Sarri

Abbiamo giovani che ci daranno una mano, siamo rimasti in tanti e abbiamo già le idee chiare del mister. Con il tempo i nuovi saranno inseriti”

300 con la Lazio, domani. Sei fra i migliori, come mai i grandi club non abbiamo offerto la cifra giusta? A che livello ti senti?

“Ho letto che domani sarà la 300esima, ho sempre in testa la prima e tutti gli anni vissuti finora e sono contento di raggiungere questa cifra. Mercato? Non so che dirti, è il lavoro dei procuratori. Io ho il sorriso, sono a posto e sono qui“.

Differenza campionato-Europa League, a livello di impegno?

“Ogni partita è la stessa, non c’è differenza e per tutte ti prepari uguale. Ho sempre il mio modo di preparare le gare”.

La giocata di Marassi?

“Arrivano in quel momento. Ho visto la palla e un secondo Ciro che era partito. Speravo nel rimbalzo giusto ed è finita dove volevo. Peccato non aver vinto”.

Obiettivo Champions, rinnovo?

“Non ho pensato a cosa farò il prossimo anno, è troppo lontato. Lavoro partita per partita, purtroppo in Champions ho giocato solo un anno, vogliamo giocarci tutti e penso che possiamo raggiungerla”.

Sarri in cosa ti ha migliorato? E il Mondiale?

“Arriverò a novembre in Qatar, cerco di prepararmi bene nella condizione migliore e rappresentare al meglio la Serbia. Con Sarri ho imparato le cose che mi mancavano, a livello tattico dove non ero così bravo“.

Proteste e ammonizioni, immagini 7 anni ancora con la Lazio?

“Ammonizioni non servivano, ma avevo la testa calda e non ho pensato. Sono stato stupido. Ma vedo che le altre protestano uguale, solo che noi prediamo i gialli, ma va bene: dobbiamo avere la testa fredda e protestare in altro modo. Ciro rimane altri 7 anni, sarà lui il Capitano non io”.

Sbloccarti in Europa dopo 2 anni

“Strano che per due anni non ho sengato. Lo scorso anno era un girone difficile, quando giochiamo in Europa si fa a volte più tattica”

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“Mammamia Sergej”: le big dormono, Sarri se lo gode. Ora missione rinnovo (con clausola)

Un altro assist divino, senza prezzo, sempre in serbo. Dopo l’arcobaleno con l’Inter per Felipe Anderson, un tacco de Dios che manda a vuoto Colley, con la coda dell’occhio. Ancora Milinkovic da urlo: «Mamma mia, Sergio, cos’hai fatto?», grida Immobile, dopo aver trafitto sotto le gambe Audero. Un gioco da ragazzi metterla dentro, quando un bomber viene servito in questo modo. In Serie A, dall’inizio dello scorso campionato, è il nono assist per i gol di Ciro, in totale il quattordicesimo: freccia su Kimmich e Bourigeaud (a 13), nessuno in Europa ha fatto meglio. Terzo passaggio decisivo in queste prime quattro giornate, solo Neymar e Messi del Psg sono in vantaggio con sei e quattro. Come Sergej, solo Joao Felix, De Bruyne e Harrison, tutti gioielli già sull’Olimpo del calcio. Incredibile come le big invece abbiano ignorato questo fenomeno o quanto meno non abbiano fatto a botte per accaparrarselo. Peggio per loro, meglio per la Lazio. Milinkovic è arrabbiato e sfoggia ancora di più il suo genio: «Visionario», lo ha definito Sarri, al settimo cielo per averlo ancora in pugno. Averlo trattenuto per il settimo anno è il grande colpo di mercato di Lotito. Juve e United non volevano pagarlo più di 50 milioni, il presidente ha bloccato sul nascere offerte al ribasso, nonostante il rischio di perderlo a zero nel 2024. A breve il patron offrirà a Sergej il rinnovo, vuole farne il giocatore più pagato (oltre 4 milioni, ndr) della Lazio, c’è ancora uno spiraglio. Per consentire a Milinkovic di fare il salto promesso, ha chiesto comunque aiuto (nell’affare Maximiano) al superprocuratore Mendes per trovare un grande club disposto a mettere almeno 60-70 milioni sul piatto. 

SPAURACCHIO AZZURRO

Non pensateci, godetevelo. Al massimo quest’avvio di campionato e il prossimo mondiale potrebbero far schizzare il prezzo. L’agente Kezman ha assaporato per tutta l’estate l’addio, non lo ha più nascosto, ma Milinkovic non vuole andare via a parametro zero, è grato alla Lazio. Nei prossimi mesi si lavorerà di diplomazia, con una clausola Sergej potrebbe accettare di firmare il prolungamento. Adesso però pensa ad altro, vuole solo risollevare se stesso e la Lazio. A Marassi era a terra sconsolato a fine gara per la beffa del pareggio. Non è arrivato di testa sul cross di Cancellieri all’ultimo secondo, ha suonato la carica il giorno dopo: «Forza, dare sempre il massimo». La stessa delusione, Milinkovic l’aveva provata l’anno scorso, dopo il gol di Ruiz in pieno recupero. È ancora indelebile l’immagine di Sergej, che si strappa la maglia in versione Hulk al 94’. Il Napoli è uno spauracchio, il serbo non lo ha mai scacciato: in 14 confronti, appena un gol (inutile, in un 5-2) e nessun assist nel tabellino. Oltraggio, è tempo di aggiornarlo. Il Messaggero

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Milinkovic, l’ag. chiude il mercato: “Lotito chiede tanto, resta alla Lazio. Ci sarà tempo per una nuova avventura”

Kezman, agente di Sergej Milinkovic-Savic, ha parlato a Il Corriere dello Sport del Sergente biancoceleste.

MILINKOVIC RESTA – «Se non avverranno miracoli in questi ultimi tre giorni resterà alla Lazio. Fino a quando lo dirà il tempo. Quest’estate nessun club è stato pronto a pagare quanto chiesto da Lotito quindi penso che la situazione non cambierà».

RISCHI A GENNAIO – «Nessuno lo sa. Tutto dipende dai Mondiali, tutto è possibile».

RINNOVO – «Restano pochi giorni di mercato e non c’è tempo per discutere del contratto. Abbiamo molto tempo davanti, c’è il Mondiale. Il futuro sarà per i colloqui».

ACCONTENTARE LOTITO – «Non è facile accontentare Lotito, dopo la grande stagione di Sergej ho pensato che al 100% sarebbe arrivato un club con un’offerta. Ma a causa del Covid e della guerra la situazione è cambiata. I club italiani ora non possono permetterselo. Quelli all’estero mostrano un grande interesse, ma quando capiscono di quanti soldi c’è bisogno questo diventa un problema. Con Sergej parliamo tutti i giorni. E’ stato informato di tutto, capisce la situazione ed è motivato nel continuare la sua vita nella Lazio. Sa che un giorno vivrà una nuova avventura, merita di provarne».

PREZZO – «Parlo spesso con Lotito, lui ci capisce, ma anche noi lo capiamo. A volte mi arrabbio per le sue decisioni. Ha investito, ha aiutato Sergej insieme a Tare e Inzaghi a diventare uno dei migliori. 100 milioni? Decide per il suo club. Parlava di circa 100 milioni e se si guarda come gioca Sergej forse aveva ragione. Ma la Lazio non ha vinto grandi trofei in Europa quindi posso dire che 100 milioni sono troppi. Ripeto, lui è il capo. Il giocatore ha un contratto top, lo rispettiamo».

SQUADRE INTERESSATE – «Manchester United? Sergej suscita tanto interesse. Ci sono stati molti discorsi in passato e di recente, ma le cose non sono successe per molte ragioni. Chelsea?A Tuchel il giocatore piace molto, ma gli serviva un centrale. Arsenal e Newcastle? Ad essere onesti Sergej e io pensiamo che queste opzioni non siano per lui. In futuro vorrà giocare ogni stagione in Champions».

JUVE – «Tutti nella Juve amano il giocatore. Ne ho parlato molto spesso in passato. Ma la realtà, in questo momento, è che il progetto Sergej è troppo costoso per loro. Sono stati chiari e corretti».

MILAN – «Lo stesso vale per il Milan. Pioli ama il giocatore, tutti nel club. Ho un grande rispetto per Maldini, prima come giocatore e ora come manager, persona onesta e schietta».

QUANTO È STATO VICINA LA PARTENZA – «Dopo la prima stagione abbiamo ricevuto la migliore offerta da un club italiano, non dico il nome. Tre anni fa un top club inglese era molto interessato, due anni fa un altro club italiano. Lotito ha sempre mostrato tanta voglia di tenerlo, di fare felici i tifosi, gli allenatori. E il giocatore con offerte top. 140 milioni rifiutati? Non so se 140 milioni, io so 98 milioni…».

TARE – «Sono sempre stato in buoni rapporti con il club, non con Tare o con Lotito. Con Tare ci capiamo bene, ha fatto cose grandiose. Con Lotito c’è rispetto reciproco». Lazionews24/Corriere dello Sport

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Milinkovic senza i soliti sospetti: non sarà l’ultimo ballo all’Olimpico

“Milinkovic senza i soliti sospetti: Lotito lo tiene e pensa al rinnovo” scrive il Corriere dello Sport. La Lazio si aggrappa, ancora una volta, a Sergej Milinkovic-Savic. Non sarà l’ultimo ballo all’Olimpico del gioiello serbo che ha segnato 5 gol nelle ultime 7 sfide contro l’Inter: Lotito lo tiene e cercherà il rinnovo di contratto. “Milinkovic, almeno sino a gennaio per non pensare subito alla prossima stagione, resterà alla Lazio” scrive il quotidiano.

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FORMELLO

FORMELLO – Lavoro tattico dei reparti: solo palestra per Milinkovic, assente Moro

Prima delle due sedute odierne che va in archivio. Sarri ha diviso il gruppo in due parti: centrocampisti/attaccanti e difensori. Lavoro tattico sui movimenti, mentre nel pomeriggio sono attese le partitelle a campo ridotto e altro lavoro con il pallone. Presenti tutti tranne Raul Moro (prossimo al trasferimento alla Ternana) e Milinkovic. Il Sergente ha lavorato in palestra, Sarri sta gestendo le forze e i carichi di lavoro (ieri era toccato a Romagnoli, Zaccagni e Immobile) per evitare problematiche fisiche. La squadra tornerà in campo alle 18.00.