“La S.S. Lazio comunica di aver ceduto temporaneamente il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Jean Daniel Akpa Akpro a favore dell’A.C. Monza”. Così il club biancoceleste con una nota pubblicata sul suo profilo ufficiale.
“La S.S. Lazio comunica di aver ceduto temporaneamente il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Jean Daniel Akpa Akpro a favore dell’A.C. Monza”. Così il club biancoceleste con una nota pubblicata sul suo profilo ufficiale.
Jean-Daniel Akpa-Akpro si appresta a lasciare nuovamente la Lazio. Dopo aver passato le ultime due stagioni in prestito (Empoli e Monza), il centrocampista ivoriano lascerà nuovamente la Capitale a gennaio, dopo averne fatto ritorno in estate.
Come si apprende da un tweet del noto esperto di mercato Gianluca Di Marzio, il classe ’92 farà ritorno al Monza, dove era già stato la scorsa stagione: anche questa volta si tratta di un prestito. Con la maglia biancorossa, l’ex Salernitana ha totalizzato 19 presenze nella stagione 2023-2024, senza mai trovare la via del gol o dell’assist.
“La Lazio sta facendo il massimo, quello che sorprende è il rendimento di grande costanza e continuità nelle due competizioni. un unicum, mettendo in mostra un calcio offensivo bello ed interessante. Tutto è nato dalla volontà di voltare pagina da parte del club in termini di stile di gioco. Questo è intenso e verticale, tutti si stanno impegnando al massimo, c’è feeling motivazione e tecnico tra Baroni e squadra. Solo una volta la Lazio ha fatto meglio in avvio di campionato, con Simone Inzaghi.
Non ci siamo, poi, dimenticato, che nel bilancio di questo avvio di stagione ci sono anche quelle due gare con Juventus e soprattutto Fiorentina, in cui le decisioni arbitrali sono stati brutti e condizionanti. Parliamo di scontri diretti per la classifica, ma anche quelli a distanza pensando a quanto avvenuto in Atalanta-Udinese. E’ clamoroso quello che è successo alla squadra di Gasperini, c’è anche il gol annullato al Monza. L’Atalanta ha avuto questi sei punti clamorosi”.
“La Lazio è una macchina che Baroni sta spingendo al massimo e questo è un merito di tutte le componenti. Questo, però, fa anche riflettere, non sempre si potrà andare a questi livelli, per questo andrebbe regalato a Baroni un altro centrocampista a gennaio. Dentro questo avvio di stagione ci sono anche i rimpianti arbitrali per le gare con la Juventus e la Fiorentina. Gli errori sono stati tanti e non solo nei confronti della Lazio. Incredibile come il VAR non sia intervenuto a Bergamo per il fallo di mano di Hien che avrebbe dovuto portare al rigore per l’Udinese”.
“Certo che la Lazio potrebbe vincere lo scudetto, o meglio provarci. Il campionato è lungo, ma ci sono i presupposti anche di gruppo e di volontà con un allenatore molto bravo che coinvolge tutti. C’è l’attaccamento per poter lottare fino alla fine ed in fondo la classifica già lo dice. Ho visto prestazioni brutte di grandi squadre, mai della Lazio. Ripenso anche al modo in cui ha perso contro la Juventus. Non ho mai avuto la sensazione che la squadra di Baroni fosse in inferiorità numerica.
Se oggi guardi la classifica, forse ora la meno attrezzata per arrivare fino alla fine con questo rendimento è la Fiorentina. La Juve non mi piace, nonostante i buoni numeri, Inter e Napoli sulla carta sono le più forti, le più attrezzate ed esperte. In un campionato così lungo, questi discorsi si possono fare solo nella parte finale, ma la Lazio è quella che ha maggiormente dimostrato di esprimere il miglior calcio”.
“La Lazio è la vera rivelazione di questo campionato. Non c’è stato nessuno che a bocce ferme aveva previsto un cammino tanto esaltante. Sta stupendo tutti ed il merito è di questo allenatore che incarna molto l’anima del maestro che ha creato subito gruppo con una rosa rivoluzionata. Ha rianimato giocatori spenti, ad iniziare da Pedro. E’ la rivelazione con la Fiorentina, ora penso che possa porsi obiettivi importanti. Sarebbe un peccato pensare che soltanto l’accesso in Champions sarebbe gratificante. Penso soprattutto al percorso all’Europa”.
“Un pareggio ieri a Monza della Lazio non sarebbe stato giusto, anche perché ancora adesso nutro dei dubbi sulla punizione concessa alla squadra di Nesta per il fallo di Gigot. Non dico che non ci fosse, ho un dubbio, così come ha dimostrato di averlo l’arbitro Colombo.
Ieri c’è stata una mezzora di sofferenza per la stanchezza mentale e fisica del momento. La scelta di aggiungere un centrocampista per una punta è stata vincente e già fatta anche con il Porto. La Lazio non poteva reggere l’urto degli impegni ravvicinati, così come è significativo il fatto di aver avuto bisogno per l’intera gara di Vecino, Rovella e Guendouzi. Dele-Bashiru, unico centrocampista in panchina, non è entrato. E’ l’ennesima conferma che un mediano in più dal mercato andrà preso a gennaio“.
“Un’ora di dominio a Monza non è poco. Mi è piaciuta molto la mossa di Baroni di scegliere il 4-3-3. Al terzo impegno in sei giorni, ha capito che la squadra non ce l’avrebbe fatta a sopportare le due punte, dimostrando di essere bravo nella lettura e nelle scelte su avversario e momenti. Baroni l’ha spiegata anche facendo riferimento alla necessità di alzare il livello del palleggio, ma è stata una scelta intelligente anche per mantenere una buona tenuta durante la gara, anche per gestire, oltre che per aggiungere un elemento in più per leggere le sponde di Djuric. Una mossa molto scaltra. Chiaro che se dovesse andare avanti con questa scelta, a gennaio servirà un centrocampista in più.
Romagnoli è stato un po’ criticato ad inizio di stagione, ma sta davvero tornando, è tornato. Le due prestazioni fatte con Porto e Monza sono davvero importanti”.
Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste dopo la vittoria della Lazio in casa del Monza:
“La Lazio ieri ha fatto una partita diversa dalle altre, più conservativa: Baroni non sbaglia un colpo. Questa squadra ha dimostrato maturità ed è una qualità che ha acquisito in fretta; inoltre ci sono ancora ampi margini di miglioramento.
Arrivare alla sosta così ti permette di recuperare bene. Dopo la pausa ci sono gare importanti e anche la possibilità di raggiungere il Napoli in vetta.
Isaksen deve migliorare nell’ultimo terzo di campo, ma non penso che Baroni lo faccia giocare per ‘simpatia’. Isaksen è a disposizione degli altri e questa è sicuramente una qualità, poi ha dei limiti al momento della scelta.
Classifica? Tra qualche settimana qualcuna perderà qualcosa. Atalanta e Lazio sono quelle che giocano meglio, la Fiorentina la metto appena dopo.
Baroni ha trovato la chiave giusta per creare prima un gruppo e poi una squadra. Non credo che questa alchimia si scioglierà come neve al sole quando arriveranno le difficoltà“.
Baroni, questa è una Lazio che sa vincere anche con il cuore e sapendo anche soffrire?
“Siamo un gruppo che ha voglia di fare bene, ci abbiamo messo intensità per fare una grandissima partita. Serviva questo tipo di partita, perchè abbiamo visto tutte le partite del Monza ed è una squadra che ha messo in difficoltà anche Atalanta e Milan. Per me la Lazio si è dimostrata matura, qui non era facile per niente. Abbiamo avuto anche due-tre occasioni in cui potevamo segnare ma è stato bravo Turati. La vittoria per me è straordinaria, anche per come è stata gestita dalla Lazio questa partita”.
Perchè avete cambiato modulo giocando con il 4-3-3?
“Perchè avevamo bisogno di maggiore palleggio in mezzo al campo e mi serviva un vertice basso che potesse lavorare anche con i terzini per mantenere i loro quarti e contenere i due trequartisti. Per me è stata una grande Lazio perchè non era semplice affrontare il Monza. La classifica l’ho guardata, chiaramente sono contento specialmente per i nostri entusiasmi. Vogliamo aumentare e alimentare la loro passione, possiamo anche perdere in futuro. Può capitare. Ma non dobbiamo mai sbagliare la prestazione”
Un merito è stato quello di aver saputo fare una partita sporca? Dietro il miglior Pedro c’è il suo lavoro?
“Io dico che lui è un grande campione, se sta bene fisicamente è formidabile. Lui ha un senso di appartenenza incredibile, ha giocato con dei campioni ma si mette sempre a disposizione di tutti. Quando in una squadra ci sono calciatori così diventa tutto più semplice. Anche a Torino con la Juventus siamo riusciti a giocare anche alternando altre caratteristiche, da quella partita devo dire che siamo cresciuti”.
Rovella è uno dei calciatori che possono ritagliarsi uno spazio importante anche in Nazionale?
“Ho sempre cercato di tirare fuori il massimo da ognuno provando a valorizzarli. Lui può fare anche il vertice, perchè è mobile e sa giocare sia corto che lungo. Lui può fare il mediano, pure la mezzala che si butta e va dentro. Per me è un tuttocampista come si suol dire. Ho la fortuna che ci sono ragazzi di livello altissimo come Rovella e altri”.