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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Da Baroni a Guendouzi, tutto quello che non mi aspettavo…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

Oggi è l’anniversario del derby vinto nel 2006, lo so; c’è uno storico della Lazio che mi manda i messaggi per ricordarmi queste ricorrenze. Io tendo a ricordare solo le partite che perdo, di derby ne ho persi 2 ma uno lo ricordo: era in casa nostra e Totti festeggiava, quando non giocava si complicava per noi.

La gara di domenica è legata a quella di Coppa Italia. Dopo aver vinto in quella maniera, il peso era tutto sui titolari del Napoli.

Al Maradona se vogliamo sono venuti meno gli attaccanti; Castellanos, Dia e Zaccagni non hanno fatto la solita partita. Sono contento che abbia fatto bene Isaksen: in una partita importante c’era bisogno di dare un segnale importante. Bravo il tecnico.

L’ammonizione di Dia non c’era, chi ha giocato a calcio non sanzionerebbe mai una cosa del genere. Io non capisco chi ama diventare arbitro: capisco gli altri mestieri ma questo meno perché succede sempre che l’arbitro di turno non ha il senso del gioco. In un calcio che va sempre più verso il professionismo l’unico non professionista è l’arbitro, dobbiamo batterci per questo.

Il regolamento dovrebbe capirlo anche un analfabeta, dovrebbe essere semplice. Ora non si esulta più dopo un gol, passano dei minuti con il controllo del Var e questo toglie l’essenza del calcio. Per me è gol quando la rete si gonfia. Io sono per il professionismo degli arbitri.

Non avevo dubbi sulle qualità di Baroni, o sul fatto che fosse all’altezza; l’unico dubbio era sul fatto che potesse mantenere la rosa attenta su più competizioni, visto che non era abituato. C’era questa incognita, ma anche in questo caso ha dimostrato di essere bravo. Ha valorizzato l’intera rosa, anche i fuori rosa. Chapeau. E certo poi vincere aiuta a vincere.

Il migliore in assoluto domenica è stato Guendouzi, nei particolari, nell’atteggiamento, senza palla. Siamo di fronte ad un giocatore davvero bravo, non me l’aspettavo.

Su Noslin si è preso delle responsabilità anche Baroni, che lo ha fatto giocare in diversi ruoli. Per me chi sa fare tutto non sa fare niente, è giusto che i calciatori si specializzino.

I calciatori importanti sono i leader non a parole, ma con la cultura dell’esempio. Quelli che si mettono a disposizione, che limano anche gli errori dei compagni. Questi ti aiutano a vincere.

Una mia personalissima panchina d’oro la darei a Baroni, dal punto di vista tecnico e della sorpresa. Ma probabilmente se dovessi dare un premio solo, sceglierei Gasperini. L’anno scorso l’avrei data a Motta. Fermo restando che i risultati, i trofei e gli obiettivi o si raggiungono o meno, non ci sono le tappe come nel ciclismo.

Io Baroni non lo sto apprezzando solo ora che vince, anzi lo apprezzo quando non vince, è sempre garbato e misurato. Questo ci fa capire com’è“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, tutti motivati e coinvolti…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il segreto di questa Lazio è che Baroni ha motivato tutto il gruppo, lo abbiamo visto in Coppa Italia, dove Baroni ha cambiato 9 giocatori, ma si è vista la differenza di atteggiamento. I giocatori del Napoli, anche loro riserve, non si sono sentiti coinvolti. Baroni invece tratta tutti allo stesso modo, si sentono motivati e nel progetto. Quando la Lazio è arrivata seconda c’erano 5 giocatori che facevano la differenza: Immobile, Luis Alberto, Milinkovic-Savic, Zaccagni e Felipe Anderson. Poi c’è stato un ricambio generazionale, con alcuni giocatori figli di mercati sbagliati che ancora sono fuori lista”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “La sincerità di Baroni e l’equilibrio dello spogliatoio, i segreti della Lazio” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Se c’è una cosa che non perdonano i giocatori al tecnico è la mancanza di sincerità. L’allenatore deve mantenere le promesse. Se ad un giocatori dici che fa parte del progetto per poi non dimostrarlo con i fatti, ti molla. La grande differenza di Baroni rispetto ad altri allenatori del passato è che le rotazioni lui le effettua anche nelle gare vere, anche nella partita più importante. Non basta far giocare le seconde linee, ma come le fai giocare, come gli dimostri di far parte del progetto.

Certo, in questa gestione aiuta il fatto di non aver molti giocatori che si staccano rispetto agli altri. L’equilibrio nello spogliatoio, sotto ogni punto di vista, anche quello economico, fa la differenza. La Lazio ha abbassato il tetto ingaggi, il più pagato, Zaccagni, guadagna 3 milioni di euro. L’equilibrio economico e di spessore all’interno del gruppo sta aiutando Baroni nella gestione”.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Lazio, vietato esaltarsi. Continuiamo a dare risposte alla gente. A De Laurentiis…”

Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha parlato a Sky Sport direttamente dalla sede della Lega Serie A, dopo la vittoria contro il Napoli che ha lasciato ancora di più i biancocelesti: “Non voglio dare obiettivi. Gli obiettivi non si annunciano, si centrano. Non ho mai fatto proclami ma ho cercato sempre di parlare attraverso i risultati. Dico sempre che bisogna dare risposte alla gente. Abbiamo una delega in bianco e dobbiamo restituire qualcosa al tifoso, che deve essere orgoglioso.Nella mia vita ho sempre preferito parlare coi risultati. Ne parlavo oggi col mio amico Aurelio De Laurentiis: il risultato di ieri conta zero. Le due squadre hanno combattuto fino alla fine tecnicamente e tatticamente, dando il massimo. È stato un vero spettacolo di calcio. Arbitri? Non parlo mai di arbitri perché non voglio dare alibi ai miei giocatori. Io di carattere sono uno che combatte contro le ingiustizie. L’importante è che il campo sia galantuomo e produca risultati in funzione del merito e delle potenzialità espresse”.

Baroni è un combattente?
“Sì, ho posto un problema estetico edonistico. La cosa importante è non esaltarsi mai e restare umili sempre. I successi arrivano grazie a quattro prerogative: spirito di gruppo, spirito di sacrificio, umiltà e determinazione. Ci deve essere ferocia agonistica, tutti insieme dobbiamo raggiungere l’obiettivo”.

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INFERMERIA

Lazio, infortunio al ginocchio per Romagnoli: “Ha sentito pizzicare, ma…”

Ha provato a rientrare in campo, ma alla fine non ce l’ha fatta. Dopo un’ora di gioco, con il match tra Napoli e Lazio ancora sul punteggio di zero a zero, Alessio Romagnoli ha lasciato il campo sostituito da Patric. Il difensore dei biancocelesti ha chiesto il cambio seduto a terra e con le mani sulla gamba sinistra, all’altezza del ginocchio. L’infortunio, con entità tutta da stabilire, è nato da un contrasto con Scott McTominay.

Proprio la dinamica dell’infortunio, però, lascia pensare a un’uscita dal campo a causa di una forte contusione. Se così fosse, per Romagnoli sarebbero quindi da scongiurare problemi muscolari e per Baroni rappresenterebbe una buona notizia visti i tanti impegni ravvicinati. Nella giornata di lunedì arriveranno maggiori indicazioni, intanto anche Baroni si dice ottimista in conferenza stampa: “Romagnoli ha sentito pizzicare su quel contrato, sono fiducioso”.

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DICHIARAZIONI

Baroni in conferenza: “Personalità e gioco, la sfida con noi stessi continua”. Su Dele e gli infortunati…

La Lazio lo fa ancora! I biancocelesti battono il Napoli al Maradona, per la terza volta consecutiva. In terra campana la squadra di Marco Baroni supera quella di Antonio Conte 1-0, grazie alla prodezza di Gustav Isaksen al minuto 79. Altra vittoria dunque contro il Napoli, dopo il 3-1 di giovedì sera in Coppa Italia. Al termine della gara Marco Baroni, allenatore della Lazio, ha avuto modo di commentare la gara in conferenza stampa. Di seguito le sue parole:

-Vittoria che proietta la Lazio a nuove ambizioni?

“Noi siamo ambiziosi ma bisogna passare dal lavoro e da queste prestazioni. La prima sfida la dobbiamo lanciare a noi stessi. La squadra ha giocato con grande personalità, tolti forse 15 minuti del primo tempo. Devo fare i complimenti ai ragazzi, Simao venuti qui con personalità. Abbiamo ottenuto ciò che volevamo con il gioco”.

-Sul Napoli?

“Napoli squadra forte e allenata bene. La sua classifica è figlia di lavoro e giocatori importanti. Siamo contenti, quinte gare ci misurano e danno valore al lavoro che stiamo facendo. Abbiamo fatto un cambio generazionale, sono arrivati dei giovani che stiamo cercando di fare crescere tramite il lavoro”.

-Noslin giocatore ritrovato. Sono pochi i giocatori che stanno rimando fuori? Situazione infortunati?

“Sono contento di lavorare con questi giocatori. Io lavoro su tutti, non su dieci giocatori. Hanno grande potenziale. Dele-Bashiru ha grande qualità, deve solo trovare la testa nella partita: oggi sono contento. Non sono sorpreso però da questi giocatori. Ad Isaksen dico di liberare la testa e trovare la gioia della giocata. Questa squadra deve essere spregiudicata e lanciata. Infortunati? Vecino dovrebbe tornare con l’Ajax. Romagnoli ha sentito pizzicare sul contrasto ma sono fiducioso. Pellegrini solo affaticamento ma con l’Ajax gioca”.

-Potrebbe essere una stagione straordinaria? Sullo scudetto?

“C’è tanta strada da fare. Quando parti devi guardare la vetta ma voi devi vedere il percorso. La squadra è forte, ha qualità morali e di lavoro: deve crearsi il suo percorso per provare a stare tra le migliori”.

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SERIE A

Che mancino al ‘Maradona’! Isaksen: “La mia migliore prestazione, coraggio premiato”

Gustav Isaksen, attaccante della Lazio, ha parlato ai microfoni di DAZN al termine della gara contro il Napoli decisa da un suo gol: “Forse è la mia miglior prestazione. Fare gol è molto importante, ma erano importanti soprattutto i tre punti dopo la sconfitta di Parma. Il mister mi dice ogni giorno di andare uno contro uno, è così che devo giocare. Noi attaccanti dobbiamo avere coraggio, tirare in porta. Oggi è andata molto bene e sono contento”.

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STATISTICHE

Lazio, vedi Napoli e poi vinci: tris storico al Maradona

È cambiato il vento. Da inferno a paradiso: la Lazio al Maradona è di casa. 0-1, 1-2 e 0-1: sono questi gli ultimi tre risultati della formazione biancoceleste in casa del Napoli. Prima la staffilata di Vecino nel 2022/23, poi il tacco di Luis Alberto e l’invenzione di Kamada nel 2023/24, e infine il colpo di Isaksen quest’anno. È la prima volta nella storia che la Lazio vince per tre volte consecutive in campionato nello stadio azzurro. Non era mai successo: l’ultimo precedente, con soli due successi (tra Serie A e Coppa Italia) era della stagione 2014/15.

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DICHIARAZIONI

Muro Lazio, Gila: “Clean-sheet a Napoli una gioia, noi con coraggio e nessuna paura”

Finisce con la vittoria della Lazio per 1-0 contro il NapoliIsaksen regala tre punti preziosissimi e porta i biancocelesti al terzo posto con Fiorentina Inter. Al termine del match è intervenuto Mario Gila ai microfoni di Lazio Style Channel: “Molto contenti, la squadra è felice, sapevamo che oggi era una delle partite più difficili della Serie A, ha un ritmo spettacolare il Napoli, abbiamo saputo rispondere al ritmo con grinta, personalità, coraggio. È la cosa più bella per un difensore questo clean sheet, sapendo che loro in attacco hanno giocatori forti, Lukaku Politano, Kvara, anche in panchina. Devi essere molto concentrato, mentalmente era molto difficile ma siamo riusciti a fare una partita molto buona non solo in difesa ma tutta la squadra sulla linea difensiva. 

Emozionato per i tifosi? È vero, loro se la meritavano, purtroppo non sono stati con noi ma questa vittoria la dedichiamo a loro, sapevamo che se fossero stati qua ci avrebbero aiutato tantissimo. Ieri sono stati con noi, ci hanno accompagnato. Io emozionato? Sì, una dedica speciale per loro che se la meritano. Ringraziamo tutti i tifosi, questa vittoria è anche per loro. Era difficile gestire i primi 20 minuti, siamo stati bravi a gestire la palla, gli ultimi 15 del primo tempo dovevamo essere molto compatti abbiamo sofferto. Nel secondo tempo abbiamo sfruttato Isaksen, dopo il gol non abbiamo avuto paura. La squadra è stata molto matura nel gestire la partita, questo ci dà continuità. Zaccagni lo prendo in allenamento, riesco a marcarlo”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Zacapitano: “Sacrificio, umiltà, unione e la carica dei tifosi. Non ci accontentiamo!”

Mattia Zaccagni, capitano della Lazio, commenta così ai microfoni di DAZN la vittoria di misura sul Napoli: “I tifosi ci hanno dato una carica assurda, facendo sentire il loro sostegno. Sacrificio, umiltà e unione. I ragazzi fuori lista hanno giocato in Coppa Italia e ci danno una grande mano in settimana, siamo molto contenti di quello che stiamo creando. Non ci accontentiamo, guardiamo partita dopo partita. Vogliamo restare aggrappati a quella sopra e toglierci delle soddisfazioni”.

Nel post partita di Napoli – Lazio, il capitano biancoceleste Mattia Zaccagni ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel. Queste le sue dichiarazioni:“Sono veramente felice e orgoglioso della prestazione della squadra. Non era un campo facile, abbiamo vinto con grande umiltà giocando anche un buon calcio. Giocare qui non è mai facile, in casa è diverso. Ieri i tifosi ci hanno caricato alla grande, poi eravamo motivati anche per Flavio e Francesco. È qualcosa di fantastico. A parole è difficile spiegare, ma quello che sentiamo dentro lo spogliatoio lo portiamo nelle partita e lo trasmettiamo ai tifosi, che ci ridanno tanto. Questa cosa deve continuare perché ci dà una carica immensa”.

“L’anno scorso ho fatto una scelta di vita legandomi a questo club perché sentivo un legame speciale, sia con la città che con il popolo biancoceleste. È un’alchimia rara da trovare, quando la trovi la devi sposare a pieno. Noi cerchiamo sempre di dare il massimo, il risultato è relativo, l’importante è comunque mettercela sempre tutta durante la gara. Non abbiamo mai sbagliato una gara a livello prestativo, forse a Udine, per il resto abbiamo sempre risposto presente. Il mister alla fine era al settimo cielo, ce lo meritiamo. Da domani pensiamo all’Ajax”.