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Lazio, Dia e Dele-Bashiru rebus partenze per la Coppa d’Africa: spiraglio Parma

Tra una ventina di giorni inizierà la Coppa d’Africa: ecco quando partiranno i biancocelesti.

Sta per cominciare la Coppa d’Africa e i biancocelesti che lasceranno Roma per giocare il torneo sono Dia e Dele-bashiru. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, le loro partenze sono in sospeso, ci sono degli interrogativi ancora non sciolti

Se per quanto riguarda la data di rientro non c’è possibilità d’intervento, nel senso che dipenderà solo ed esclusivamente da quanto si prolungherà il cammino nella competizione di Senegal e Nigeria, per quanto concerne quella di partenza, si legge, c’è forse del margine di manovra. È quello che spera e su cui sta lavorando la Lazio, cercando di far slittare il più possibile l’approdo di Dia e Dele-Bashiru nei rispettivi ritiri. Nelle ultime settimane ha provato a sensibilizzare entrambi affinché parlassero con le loro federazioni e capire se ci fossero spiragli per restare almeno fino alla gara con il Parma (stessa strada che stanno percorrendo altri club italiani).

Poi, conclude il quotidiano, è passata direttamente all’azione, con contatti diplomatici costanti con Senegal e Nigeria. Relazioni che proseguono e che andranno avanti fino a giovedì. Teoricamente quella è la deadline, perché prima della gara di campionato con il Milan lo stesso Dia aveva spiegato che probabilmente sarebbe rimasto solo per i due confronti con i rossoneri.

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Lazio, mancano le partenze sprint di Pedro: Sarri punta a ritrovare i numeri dello spagnolo

Pedina fondamentale per i biancocelesti, lo spagnolo non incide come lo scorso anno.

Qualità da vendere, talento infinito: Pedro spesso e volentieri si è preso la Lazio sulle spalle ma in questo avvio di stagione non sta incidendo come sempre. Oggi Pedrito non è più un’arma, scrive Il Messaggero: il cannoniere più anziano d’Europa aveva chiuso il 2024/25 da protagonista con 2 doppiette, togliendo regolarmente le castagne dal fuoco a una Lazio involuta. Sempre risolutivo, Baroni si vantava d’avergli allungato la carriera. «È un calciatore infinito, farei pagare il biglietto solo per i suoi allenamenti». Sei mesi dopo, il numero 9 resta riferimento dello spogliatoio e modello per i giovani, ma s’è intristito per il rendimento deludente e ha annunciato l’addio a giugno.

Noto per le partenze-sprint, di questi tempi con Sarri era a quota 4 reti sia al Chelsea (2018/19) che nel 2022/23; al 1° anno di Lazio aveva marchiato 3 gare e nel 2023/24 aveva firmato a Glasgow lo storico ritorno alla vittoria esterna del club in Champions. Un anno fa aveva già segnato 6 reti condite da 2 assist, portando ai suoi 2 punti in A e 4 in Europa; oggi, si legge, vanta un solo passaggio vincente e mai in carriera era rimasto a bocca asciutta nel 1° trimestre. Il cambio più prolifico della scorsa A è subentrato 9 volte su 11, senza incidere. A sua discolpa c’è una Lazio meno propositiva e più votata a difendere, privata dall’infermeria di soluzioni in corsa.

Conosce Sarri a menadito, conclude il quotidiano, Mau l’ha fatto giocare persino più volte (186) di Guardiola (167) ma un solo tiro in porta a metà novembre è il suo peggior dato di sempre. Ora il tecnico punta a ritrovarlo.

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Lazio, da Baroni alla squadra: tutte le possibili partenze

Si chiude nel peggiore dei modi il campionato della Lazio: ko casalingo col Lecce e niente Europa.

Rabbia e delusione ieri all’Olimpico nel post gara e tante valutazioni a da fare a Formello in queste ore. Il tecnico Marco Baroni, in conferenza stampa, ha evitato di parlare troppo di futuro: tutto dipenderà dall’incontro che avrà nei prossimi giorni con la società.

Come riporta Il Messaggero, l’incontro di questa settimana oscilla pericolosamente tra la possibilità di continuare assieme e dividersi, nonostante le parole del ds Fabiani nel prepartita: “L’allenatore ha un altro anno di contratto e vorremmo anche rinnovare di un altro. Non credo ci saranno problemi”.

Intanto la lista dei partenti è già lunga di suo e senza gli incassi dell’Europa potrebbe lievitare. Serviranno, si legge, almeno due o tre plusvalenze tra Rovella, Guendouzi, Gila, Nuno Tavares, Castellanos e Isaksen. In uscita ci sono Provedel, Tchaouna, Vecino (in scadenza), Pellegrini e Hysaj, mentre restano in bilico Lazzari, Marusic e Romagnoli. Il fatto che l’unica certezza ad oggi sia un quasi 38enne in scadenza come Pedro è indicativo della situazione a Formello.