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FORMELLO – Non solo Casale, anche Patric suona l’allarme. Abbondanza a centrocampo, dubbio Taty-Ciro

Qui Formello. Secondo giorno di preparazione in vista di Lazio-Empoli a Formello. Tudor ha gli uomini contati dietro, visto che per il secondo giorno di fila non ha preso parte alla seduta Nicolò Casale. Occhio però anche a Patric: anche lo spagnolo oggi non si è visto, ma dovrebbe trattarsi di gestione, a maggior ragione adesso che i centrali sono veramente contati. Romagnoli è l’unica certezza: oggi regolarmente in campo. La soluzione adottata col Monza, ovvero la difesa a 4 con l’abbassamento di Hysaj e Marusic, resta l’opzione più percorribile in vista di domenica.

La presenza di Zaccagni nei 4 di centrocampo è una semi certezza. I dubbi riguardano principalmente i due mediani: Tudor potrebbe confermare la coppia Guendouzi-Kamada per la terza volta di fila (mai successo nella sua gestione) piuttosto che inserire uno fra Vecino e Cataldi. Presto per dirlo, ma almeno qui c’è abbondanza. Felipe Anderson e Luis Alberto praticamente certi del posto, mentre lo stesso non si può dire di Castellanos dopo il gol di Immobile a Monza. sarà ballottaggio serrato, ancora una volta.

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Patric a 360°: “La mia lazialità nata nella difficoltà. La depressione mi ha reso più forte”

Patric a 360°. Il centrale spagnolo ha parlato ai microfoni di Lazio Style dopo aver celebrato le 200 presenze con la maglia della Lazio.

Torniamo al 2018, quando eri stato escluso dalla lista Uefa per l’Europa League. Se in quel momento ti avessero detto che avresti raggiunto quota 200 presenze con la Lazio e questo status nella squadra, ci avresti creduto?

“Non ti dico di no. Io sono una persona che nelle difficoltà si è sentita molto forte. Tutto quello che mi è successo, anche in negativo, è giusto che sia accaduto. Quando sono arrivato non ero pronto. Ero un bambino, non solo nel calcio, anche nella vita. Sono una persona molto sensibile. A volte quando si parla dei calciatori si fa riferimento solo a quello che si fa in campo, ma in realtà sono persone, ognuna con una personalità che cambia il proprio modo di stare in campo. Quando si gioca a calcio ci sono molti aspetti da considerare. In quel momento io non ero pronto e penso che l’aspetto che non mi ha fatto mai essere escluso è che ho sempre lavorato, ascoltando e imparando. Andavo sempre a duemila, sapevo di avere le qualità, ma anche che dovevo maturare sotto molti aspetti. Ci ho sempre creduto!”.

Qual è la partita perfetta di queste 200 che hai giocato?

“Non ne ho una in particolare, vivo ogni emozione al massimo. Sono fatto così, quindi non quale scegliere. Mi piace vivere le partite. Poi è normale che a livello di importanza giocare la Champions è il sogno di tutti i grandi giocatori e le grandi società. Vivere una notte come quella contro il Bayern Monaco in un Olimpico pieno è speciale. Poi lo sono anche tutte le partite in casa, meno quelle in trasferta. Le vivo tutte come se fossero l’ultima”. 

Sei arrivato a Roma nel 2015, c’era già nei tuoi pensieri quello di rimanere per tutto questo tempo? La Lazio te l’ha consigliata qualcuno prima di arrivare?

“Io conoscevo già la Lazio perché è una squadra storica, poi il calcio italiano mi è sempre piaciuto e sapevo di poter imparare tanto. Non pensavo di restare così tanti anni, ma credo che per crescere e maturare non potevo stare in un posto migliore. Forse restando in Spagna la mia carriera non sarebbe stata così buona. Venire in un posto dove non parlavo la lingua, dove mi sono chiuso con i miei genitori, dove pensavo solo a giocare a calcio ha fatto parte della mia crescita. Ho avuto modo di vivere la mentalità italiana, molto più duro rispetto alla Spagna, dove di solito sono più leggeri con i giovani. Penso che stare qui mi ha fatto bene per crescere e diventare un calciatore a certi livelli. Sono orgoglioso di essere qui, mi trovo molto bene”. 

L’unica cosa rimasta di Patric nel 2015 è il tatuaggio sull’avambraccio…

“Ero un bambino. Mi piaceva divertirmi, cambiare, fare tutto. Fa parte dell’essere giovani, poi bisogna maturare. Si trova la migliore versione di un calciatore quando questo migliora anche fuori dal campo. Io sono sta bravo perché sono voluto crescere a tutti i costi, lottare anche per tanti mesi o anni al buio senza che nessuno lo vedesse, io ero l’unico a crederci e per questo devo ringraziare anche me stesso. Ho trovato una maturità diversa”.

La tua prima esperienza all’estero è stata al Villarreal, com’è stata?

“Io nasco a Murcia, un piccolo paese dove non esistono calciatori, e vengo da una famiglia molto umile. Tutto gli agi delle grandi città sono lontani, lì si vive in campagna e in modo naturale. Quando arrivò l’offerta del Villarreal avevo dodici anni e dirlo ai miei genitori non fu facile visto che non capivano molto di calcio. Di recente ne parlavo con mia madre e lei mi ha detto che io arrivai a minacciarli dicendogli che non li avrei mai perdonati se non mi avessero mandato. Oggi mi rendo conto del sacrificio che hanno fatto, non era facile mandare un ragazzo così piccolo, mia madre è stata male un anno”. 

La mia famiglia?

“Siamo molto legati, siamo pochi e stiamo spesso insieme. Ho anche una sorella con cui mi sento sempre”. 

Come spiegheresti la Lazio? Ti senti di incarnare la lazialità?


“Lo avevo sentito tanto nei primi anni. Anche se non giocavo, anche se venivo criticato, capivo la situazione e l’ambiente Lazio mi entrava dentro. È come una famiglia. In certi momenti ti emozioni da solo senza pensarlo, significa che c’è qualcosa che ti è entrato dentro. La Lazio la porterò con me sempre, è la mia squadra del cuore. Ha qualcosa di speciale. Chi passa tanti anni qua si rende conto che non ne puoi fare a meno. Te la ricorderai per sempre. Ti entrano dentro i tifosi e la maglia. La gente muore per andare allo stadio a vedere la Lazio che vince. Sono valori che abbiamo da sempre e che ti fanno amare la maglia”.

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Patric: “Lazio convinta e carica, Champions difficile ma alla portata”

Al termine del match vinto per 1-0 contro il Verona grazie al gol di Mattia Zaccagni, il difensore biancoceleste Patric ha commentato ai microfoni di Lazio Style Channel: “Tre punti importanti – sottolinea Lalaziosiamonoi.it – continuare a vincere è la cosa più importante adesso. Non possiamo sbagliare, aveva una grande importanza vincere oggi. Siamo fiduciosi del nostro percorso. Siamo consapevoli del nostro obiettivo che è difficile ma è lì alla portata.

La squadra è convinta, consapevole, carica e tranquilla. Non mi capite male quando dico tranquilla. Si vede che siamo lucidi soprattutto in attacco nelle scelte. Possiamo fare gol o meno ma creiamo tante azione pericolose. Questo ci dà tranquillità perché sappiamo di poter far gol da un momento all’altro. Siamo contenti per un’altra porta inviolata. Questa è la nostra forza, non dobbiamo sbagliare.

Tudor? È poco tempo che lavoriamo insieme e ci sono tante cose da imparare ancora. Il mister mi aiuta e mi dà fiducia. Sono contento di questo. Stiamo vincendo e mi sto trovando bene. Difensori in attacco? Il mister ci chiede di attaccare anche a noi terzi. Ci dà libertà in queste situazioni a poter andare. Ogni volta che lo ritengo opportuno e che c’è spazio mi butto in avanti”.

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Patric: “Vittoria importante, ma la felicità è raggiungere gli obiettivi. Inzaghi, Sarri ed ora Tudor…” (AUDIO)

Al termine della sfida ecco le parole di Patric ai microfoni di Dazn: “Se siamo felici? Felicità è un parolone, quella di oggi è una vittoria importante ma ancora abbiamo cinque partite. Saremo felici solo se siamo dove vorremo essere al termine della stagione. Felici della vittoria sì ma concentrati per ogni secondo di queste ultime partite”.

Oggi siamo stati bravi anche se in alcune occasioni io e Gila potevamo gestirla meglio. Per noi oggi erano tre punti fondamentali. Va bene andare uomo contro uomo ma dall’altra parte dobbiamo chiudere. Siamo stati bravi perché alla fine non abbiamo subito gol e questo è importante, la solidità è alla base di tutto”.

“Per un difensore l’esperienza è tutto, ho avuto grandissimi allenatori che mi hanno insegnato tanto. Prima con Inzaghi poi con Sarri sono cresciuto in modo importante e ora, insieme a quello che sto imparando con Tudor, mi sento più maturo”.

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Patric: “Serve onestà, chi non è adatto ai principi di Tudor è giusto che si faccia da parte. Conta la Lazio”

Patric Gabarron è il protagonista del match program della Lazio, alla vigilia della sfida dell’Olimpico con la Salernitana.

Quanta voglia di riscatto c’è dopo il derby?

«C’è tanto rammarico per la sconfitta, sappiamo l’importanza di quella partita per noi e per i tifosi. Perderlo è stato brutto anche per la classifica perché ci ha allontanato dai posti che vogliamo occupare. Mancano però ancora tante partite, per questo dobbiamo pensare positivo, affrontare una gara alla volta e poi vedere dove potremo arrivare».

Cosa possono dare alla Lazio le gare che rimangono?

«Abbiamo un buon calendario, con molte partite in cui sulla carta siamo favoriti. Sappiamo benissimo che in Serie A non esistono vittorie scontate ma noi siamo la Lazio e dobbiamo finire questa stagione nel migliore dei modi. Ad agosto avremmo voluto disputare un altro tipo di campionato, poi per una serie di fattori non ci siamo riusciti. Adesso è il momento dei veri uomini e di portare la squadra il più in alto possibile».

Che Salernitana ti aspetti?

«Un match molto difficile, loro sicuramente punteranno sulle ripartenze. Dovremo cercare di segnare subito per evitare di complicarci i 90. Sarà fondamentale rimanere tranquilli, nella vita parte tutto dalla concentrazione e dalla serenità. La chiave è essere carichi senza perdere i focus della vittoria perché la frenesia non aiuta mai».

In queste settimane stai conoscendo Tudor: tattica a parte, quali sono le prime impressioni sul mister?

«Ci chiede cose diverse rispetto a Sarri, è sicuramente un cambio drastico a livello di gioco. Anche lui ha bisogno di tempo per lavorare con la squadra e capire quali possano essere i profili più adatti alla sua filosofia di calcio. E’ un periodo che richiede anche onestà: chi non dovesse essere adatto ai suoi principi è giusto che si faccia da parte perché la cosa più importante rimane sempre la Lazio“.

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Rigore revocato alla Juve: ecco perché la decisione è giusta

Molte polemiche nella semifinale di andata di Coppa Italia tra Juventus-Lazio per un calcio di rigore concesso e poi revocato alla Juventus per chiaro intervento falloso di Vecino su Cambiaso.

L’OFR (on field review) con cui Massa ha certificato il fuorigioco di Cambiaso ha innescato una serie di polemiche che scaturiscono dalla scarsa conoscenza delle regole interpretative che stabiliscono il confine tra ‘giocata’ e ‘deviazione’. Se un difendente gioca volontariamente il pallone, rimette in gioco il giocatore avversario che si trovasse in posizione di offside. Se invece lo devia o lo tocca involontariamente, questo comportamento non sana la posizione dell’attaccante e che quindi va sanzionata. Dopo anni in cui l’interpretazione su quale comportamento andasse considerato come giocata e quale come deviazione, l’IFAB (International Football Association Board) a partire dalla stagione 2022/2023 ha chiarito in quali casi il comportamento del difendente vada considerato come volontario e in quali involontario.

Il ‘gioco deliberato’ per l’IFAB è quando un giocatore ha il controllo della palla con la possibilità di passarla a un compagno di squadra, di impossessarsene o di respingere la palla.

“Se il passaggio – prosegue l’IFAB – il tentativo di ottenere il possesso o la respinta da parte del giocatore in controllo di palla è impreciso o non riesce, ciò non annulla il fatto che il giocatore abbia ‘deliberatamente giocato’ la palla.

L’IFAB per togliere ogni dubbio passa ad elencare gli indicatori di un giocatore che abbia “giocato deliberatamente” la palla:

  • La palla arriva da lontano e i giocatori la vedono bene
  • La palla non si muove velocemente
  • La direzione della palla non è inaspettata
  • Il giocatore è solo e ha avuto il tempo di coordinare il movimento del proprio corpo
  • Una palla che si muove a terra è più facile da giocare di una palla in aria

Nel caso di Patric di ieri sera, la palla non arrivava da lontano, si muoveva velocemente, Patric era corpo a corpo e a contatto con Vlahovic e la palla era in aria. Quindi addirittura non uno solo degli indicatori era soddisfatto per propendere per giocata e non deviazione involontaria, ma addirittura 4 su 5. E ne sarebbe bastato anche uno solo.

Dispiace che una parte seppur piccola di giornalisti della carta stampata nazionale abbia deciso di fare disinformazione ignorando le linee guida IFAB.

Che il rigore non andasse concesso causa fuorigioco non è opinione, ma fatto.

Alessio Buzzanca

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Tudor insospettabile dribblatore, ma sui singoli: “Patric mi è sempre piaciuto. Zac e Luis compatibili”

Alcuni spunti sulla conferenza di Tudor: Patric, Zaccagni, Luis Alberto e non solo

Tudor, Patric ed altri apprezzamenti sui singoli. Non sono mancati gli spunti dalla conferenza stampa di Igor Tudor, la prima alla vigilia di un match. Focus trequartisti: “Zaccagni e Luis Alberto possono giocare insieme, dipende da come giochiamo. L’importante è avere giocatori forti, se un allenatore è bravo trova il posto a tutti”. Ipotesi concreta quindi, quella di vederli titolari nel 3-4-2-1 ‘versatile’ che il tecnico croato ha provato e sul quale sta lavorando anche adesso, con tutti i nazionali rientrati a Formello. Parentesi anche per Cataldi e Patric: “Danilo ha giocato tanto, è bravo e dietro sono contento che Patric sia tornato, mi è sempre piaciuto quando l’ho visto giocare”. Non era certo il piatto forte della casa – per Tudor – il dribbling. Eppure da tecnico sembra aver appreso l’arte come il miglior funambolo. Zero indicazioni tattiche, anche quando il focus era ‘Felipe a tutta fascia’.

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FORMELLO – Nazionali, il rientro di Patric e nessuna deroga: con la Juventus sarà 3-4-2-1. Le ipotesi di formazione

FORMELLO – Gli ultimi scettici sono accontentati: anche con il rientro dei nazionali – oggi Guendouzi, Marusic ed Hysaj – e potenziali titolari, Tudor non fa deroghe al 3-4-2-1. La preparazione anti-Juventus è ufficialmente iniziata ed il croato non farà passi indietro dal punto di vista tattico. Contro la squadra di Allegri sarà nuova Lazio in ogni senso, magari con degli accorgimenti in fase di non possesso (4-4-1-1), ma dando comunque seguito al lavoro impostato da una settimana.

Altra cosa è avere certezze sugli interpreti, in particolare a metà campo: uno tra Marusic e Lazzari dovrebbero giocarsi una maglia, con Felipe Anderson che dovrebbe essere l’altro esterno di centrocampo. A centrocampo, certo di un posto Guendouzi, saranno Cataldi e Vecino a giocarsi l’altra piazza.

In difesa Gila, Romagnoli e Casale sembrano i prescelti, anche se non si può escludere un coinvolgimento dello stesso Marusic. In attesa di conferme ulteriori da Patric che intanto oggi è tornato a lavorare in gruppo un mese e mezzo dopo l’ultima volta. Ha smaltito i fastidi alla zona pubica: ora si gioca la convocazione.

Sulla trequarti campo i favoriti sembrano Luis Alberto e Zaccagni, con Immobile e Castellanos a duellare per il ruolo di riferimento offensivo.Sono ancora out, invece, Rovella e Provedel: il regista è alle prese con la pubalgia, il portiere con la distorsione alla caviglia sinistra rimediata contro l’Udinese.

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FORMELLO

FORMELLO – E’ sempre 3-4-2-1, Tudor prova Felipe a tutta fascia, Rovella e Patric rivedono il campo

Nell’unica seduta di allenamento prevista oggi, post presentazione ufficiale, Igor Tudor continua a punatare sul 3-4-2-1. L’assenza dei nazionali non frena in tecnico dall’insistere sui suoi dogmi tattici. Prima parte dedicata all’attivazione atletica e aerobica, poi tanta tattica con scenari provati in partitella 7 contro 7. Chiude l’allenamento una partita a campo completo tra Prima Squadra, riserve e alcuni elementi della Primavera. Da segnalare come continui, in attacco, l’alternanza di ruoli tra Castellanos (che ha iniziato la partitella con la Primavera) e Immobile con il tecnico che non vuole precludersi nessuna possibilità.

Tudor a Formello – Occhio alle indicazioni tattiche dal campo: dietro alla punta Tudor ha provato Luis Alberto e Pedro come trequartisti, con Felipe Anderson schierato nuovamente sulla fascia sinistra come quarto di centrocampo. Ancora tutto precario in attesa del ritorno dei nazionali, un quadro completo si potrà infatti avere solo con la rosa completa.

Lato infortuni, restano assenti dai campi Provedel e Pellegrini, alle prese con i rispettivi problemi alla caviglia. Ancora a parte Rovella e Patric, con il secondo che potrebbe aggregarsi al resto dei compagni già da lunedì. Per entrambi una corsetta intorno al campo, con il difensore che torna ad indossare scarpini tacchettati. Domani giornata di riposo, la prima nella gestione Tudor: il rientro in campo è fissato per lunedì.

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Dott. Rodia conferma: “Patric vicino al rientro. Provedel, speranza derby”

Arrivano conferme su quanto scritto da noi nella giornata di ieri sul punto infortuni in casa Lazio, soprattutto sulla situazione di Patric e Provedel. A darle, ai microfoni di LSC è il responsabile medico della società, il dott. Rodia. Dalle dichiarazioni traspare una certa dose di ottimismo per il rientro in campo di alcuni calciatori, queste le sue parole.

Il punto sugli infortuni nella Lazio – Patric ha quasi superato il problema, se non ci saranno delle complicazioni dovrebbe rientrare nei prossimi giorni. Per quanto riguarda Rovella, è ancora afflitto da pubalgia, la situazione è in evoluzione. Lo stiamo monitorando giorno per giorno, ma al momento è presto per fare previsioni sul rientro. Pellegrini ha rimediato una distorsione alla caviglia, ma non è grave e potrà recuperare in breve tempo per gli impegni di Coppa Italia. Provedel sta facendo passi importanti, nonostante l’infortunio serio ci sono stati passi da gigante in soli nove giorni. La speranza è riaverlo a disposizione per il derby