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RASSEGNA STAMPA

Lazio, lo stop di Tavares fa meno paura: Pellegrini mai così al centro

Lo stop di Tavares è confermato, ma resta da definire quante partite salterà. Nonostante l’incertezza, la situazione non desta troppe preoccupazioni grazie alla crescita di Luca Pellegrini. Il terzino non solo sta trovando spazio, ma sta dimostrando di meritarselo pienamente. Da quando è arrivato alla Lazio nel gennaio 2023, non è mai stato così centrale nel progetto della squadra come in questa stagione.

Che giochi dal primo minuto o entri a gara in corso, Pellegrini si è sempre fatto valere. Come riportato dal Corriere dello Sport, un esempio è la partita contro il Porto: nonostante abbia giocato solo pochi minuti nel finale, i suoi interventi decisivi in scivolata e i recuperi hanno aiutato a preservare il vantaggio, poi trasformato in vittoria da Pedro. Un’altra prova del suo valore si è vista contro il Cagliari, dove la sua punizione ha provocato l’errore di Scuffet, portando al gol di Dia, oltre a procurare il rigore poi trasformato da Zaccagni.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Gli infortuni facciano riflettere. Non mi stupirebbe vedere Marusic a sinistra con il Bologna” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’impiego di Dia e Castellanos dipenderà dalla loro condizione e da come si metterà la partita contro il Bologna. Una staffetta può essere probabile nel caso in cui il risultato lo permettesse, viceversa è probabile che Baroni possa forzarli entrambi nonostante le condizioni.

Credo che Tavares non sarà rischiato con Bologna e Ludogorets, immagino che lo rivedremo con il Parma. Sono curioso di capire che scegliere Baroni contro Orsolini, per caratteristiche dell’avversario non mi stupirebbe Marusic a sinistra. Le scelte vengono fatte anche in relazione all’avversario.

Questo precedente deve far riflettere. Vediamo cosa sta accadendo alla Juventus che ha perso molti giocatori anche in questa tornata di nazionali. Gli infortuni faranno parte del gioco, il calendario è impegnativo, non si può pensare di avere sempre la fortuna dalla tua parte”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, guai a rischiare Tavares con il Bologna. Anche con Pellegrini…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Infortunio Tavares? Un giocatore che ha un passato clinico non perfetto e muscoli un po’ fragili, non credo che sarà rischiato con il Bologna. Si rischierebbero tre-quattro gare. Penso che giocherà Pellegrini per poi valutare nella settimana che porterà al Parma. Con tutto il rispetto di Tavares non sarebbe utile prendersi questo rischio. Con il Bologna si può vincere anche con l’ex Juventus.

A livello di infortuni, la situazione molto grave ce l’ha la Juventus. Non si può sempre sperare che vada sempre tutto nella direzione giusta. I problemi ci sono sempre per tutti, per questo è importante prevenire muovendosi sul mercato”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Pellegrini: “Oltre i limiti con fame ed entusiasmo, ma le pressioni le lasciamo agli altri”. Su Baroni e Tavares…

Come una seconda pelle. Più di vent’anni passati a desiderare di indossare quella maglia. Luca è riuscito a coronare il suo sogno il 31 gennaio 2023: concluso il prestito di sei mesi dalla Juve, la Lazio ha trovato l’accordo con i bianconeri per prolungare la sua permanenza per altre due stagioni e da giugno 2025 sarà riscattato a titolo definitivo. Questa è casa sua. E nessuno meglio di Pellegrini poteva raccontarci la nuova Lazio di Baroni.

Qual è stato il vostro segreto finora?
«Forse dovreste chiederlo al mister. Stiamo lavorando bene, così come abbiamo fatto in ritiro. C’è un percorso che non si ferma a quel mese. La cosa che ci dà questa forza è un pò di entusiasmo. Dobbiamo essere bravi a non oltrepassare la linea che divide entusiasmo e presunzione».

Ha trovato un limite a questa squadra?
«In realtà di limiti ne abbiamo tanti. Siamo una squadra giovane, dobbiamo puntare sempre a migliorare. Sappiamo come nasconderli, o comunque conoscerli per migliorare ogni giorno. All’inizio dell’anno tante parole sono state spese, della Lazio non ne parlava nessuno. Ma a noi piace così, non vogliamo stare in questa orbita, le pressioni le lasciamo agli altri».

Dentro lo spogliatoio la guardate la classifica?
«Finora è stato un campionato bello, sei squadre in due punti. La Serie A è molto competitiva, secondo me è seconda solo alla Premier League, anche se non ci ho mai giocato. Il calcio si sta modernizzando, anche una squadra cosiddetta piccola non ti regala niente, anzi prova anche a farla e ti mette in difficoltà».

Come è scattata la scintilla con Baroni?
«Il mister è stato bravo, è una persona molto intelligente e molto empatia. Ha tutte le qualità per fare bene con una squadra come la nostra, ha toccato i punti giusti, si è creato subito il feeling. Noi come gruppo siamo sempre stati coesi e forti, sotto tanti punti di vista il mister però ci ha dato una mano. Nei punti ciechi ci ha fatto vedere la luce»

Non va sottovalutato l’aspetto tattico…
«È stato bravo a esaltare le caratteristiche di questo gruppo. Un allenatore bravo è quello che capisce le qualità del gruppo a disposizione. Lazio offensiva? Questa idea mi è sempre piaciuta, a parte per gusto personale, ho fatto una scuola importante prima con Allegri, poi l’esperienza all’estero con l’Eintracht e infine Sarri. Per quanto mi riguarda è questa la filosofia di calcio che mi piace: adesso si difende tutti e si attacca tutti».

Quante differenze ci sono tra l’idea di calcio di Baroni e quella di Sarri?
«È totalmente un’altra squadra. Non voglio schierarmi né da una parte né dall’altra. Sarri mi ha insegnato tanto, però è cambiata drasticamente. Lo si vede anche dai risultati. Non è più possibile che lo stesso giocatore faccia tre partite da 90 minuti in una settimana, o almeno non gli stessi undici, mantenendo la stessa intensità sia fisica che mentale».

Obiettivo personale a breve e a lungo termine?
«Quando hai davanti un giocatore come Tavares, che penso al momento sia il miglior terzino d’Europa per rendimento, e non parlo di statistiche. Non ha rivali. È normale che uno deve anche guardare il dato oggettivo e mettersi nei panni dell’allenatore. Quello che posso fare io è rimanere concentrato su di me, allenarmi al massimo e farmi trovare sempre pronto quando vengo chiamato in causa».

Però in questi 12 mesi è cambiato anche il sentimento all’interno dello spogliatoio…
«Innanzitutto vincere aiuta a vincere, questo me l’hanno insegnato alla Juve. La cosa che non deve mancare è la fame, come quando ho fatto quella scivolata col Porto. Bisogna lottare su ogni pallone, quell’atteggiamento lì in questo gruppo vedo che sta crescendo nel modo giusto».

Quanto ti giri verso il compagno vedo la stessa fame negli occhi?
«Io muoio per te, tu muori per me. L’esempio è Pedrito che nelle ultime partite ha corso come un ragazzino di vent’anni».

L’emozione di giocare contro Nesta e il ricordo di un simbolo come Mihajlovic?
«È difficile parlare di uno come Nesta, lo stesso dico di Mihajlovic. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo, si vede quando una persona ha uno spessore umano. Un’icona come lui non manca solo al calcio, ma al mondo intero. Servirebbero più Sinisa in questo mondo».

Il sentimento di vestire la maglia della Lazio per la prima volta?
«Cresce giorno dopo giorno, non ti abitui mai. La Lazio non è una cosa personale. La Lazio è mia ma anche di altre centinaia di migliaia di persone. Più condividi più è esponenziale, dai tifosi ma anche ai compagni quando stai dentro al campo».

A proposito, come ha fatto Rovella a diventare così laziale in poco tempo?
«L’entusiasmo che ti porta una piazza del genere è tanto. Lui ci si è calato dentro subito. Un po’ di merito è anche mio: i primi giorni che è venuto a Roma stavamo sempre insieme, gli ho fatto anche da Cicerone. Abbiamo fatto un po’ di scuola di tifo: gli ho fatto vedere i video delle partite che sono entrate nella storia della Lazio. Ma lui non solo con me, anche con altre persone che ha conosciuto gli è cresciuta questa passione che a volte meraviglia anche me. È diventato un Ultras in campo».

Che cosa rappresenta per lei giocare il derby con la maglia giusta?
«Io l’ho vissuto sia da una parte che dall’altra e l’ho vissuto ancora prima quando nemmeno giocavo. Senza voler togliere nulla all’altra parte, viverlo con questa maglia è totalmente un’altra cosa a livello emotivo. Prima e durante c’è questa aria di tensione, poi scarichi tutta l’adrenalina che si era accumulata durante la settimana. Io vado controcorrente e dico di non caricare troppo i giovani e di viverla con un po’ più di leggerezza, anche per il gruppo che siamo adesso. Fino a questo momento è stata questa la nostra forza. Poi il mister sarà ancor più bravo di me a prepararla».

Dove era il 26 maggio 2013?
«Io ero uno dei raccattapalle. In quella partita c’erano sia i ragazzi del settore giovanile della Lazio che della Roma: anche i nostri spogliatoi erano divisi». Il Tempo

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Rovella uno dei migliori interpreti del nostro campionato. Bravo Pellegrini. E su Pedro e Vecino…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

Rovella finalmente è stato chiamato in Nazionale, se l’è meritato sul campo; è uno dei migliori interpreti del nostro campionato. Sta giocando da top. Nel centrocampo titolare vedo lui, Tonali e Barella.

Baroni è arrivato e ha corretto subito il fatto che la Lazio creava poco. Con lui i calciatori guardano in avanti; il centrocampista ha più opzioni. Il calcio è cambiato, è più verticale.

Pellegrini gli anni passati non mi piaceva. Nelle Nazionali minori sì, ha fatto bene, ma con Sarri non sembrava un profilo da Lazio; ora si sta dimostrando un giocatore attento, forte, deciso e bravo nel proporsi in avanti. Si è rivelato bravo nel cogliere la chance e può ancora crescere. Col Twente poteva anche fare gol, in quello deve migliorarsi.

A quali traguardi può ambire questa Lazio? Non pensiamo al risultato. Guardiamo il percorso. Il lavoro e le prestazioni non sono casuali. Non credo che all’ultimo ci saranno tutte queste squadre in vetta.

Penso che la sosta sia arrivata al momento giusto; la squadra ha speso molto, anche mentalmente. Ora l’importante è che lo staff e il mister lavorino bene e su questo non ho dubbi. Non deve esserci un calo, non si deve spegnere l’interruttore. Pedro e Vecino possono essere un esempio anche in questo. A loro aggiungo Gigot che a mio avviso ha una leadership importante“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Grande lavoro di Baroni, Pellegrini insegna. Non è esagerato parlare di….”

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Ieri la Lazio l’ho vista meno bene delle altre volte, ma la cosa importante era raggiungere il risultato. La gara con il Cagliari è iniziata bene con l’errore di Scufett ed il gol di Dia, poi c’è stata una flessione che ha comunque portato ad una vittoria meritata. Si è discusso molto del calcio di rigore concesso alla Lazio, ma la decisione è giusta. Zortea colpisce Pellegrini che è stato bravo ad anticiparlo. Non c’è stato nessun particolare regalo alla squadra di Baroni. Pellegrini ora gioca in un sistema che esalta le sue doti offensive. Sta dimostrando di poterci stare nella Lazio, certo il titolare in quella zona è una furia.

Ancora un gol da parte di subentrati? Baroni ci prende sia con i cambi che con le scelte iniziali. Sta facendo un grandissimo lavoro, i giocatori lo seguono, tutti sono coinvolti e tutti rendono. Il tecnico sta tirando fuori il meglio da tutti i calciatori. Non è esagerato parlare di scudetto. Quando si parla dell’Atalanta non c’è vergogna parlare in questi termini, non vedo perché non possa essere coinvolta anche la Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Vittoria importante. Romagnoli bene come sempre, bravo Pellegrini” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste dopo la vittoria della Lazio sul Cagliari:

La Lazio ha vinto una gara ottima, non brillante ma importante. L’atteggiamento dei biancocelesti mi soddisfa, hanno saputo gestire; l’avversario era ostico ma la Lazio ha avuto grinta e cattiveria per segnare subito. E la rete ha anche inciso perché si poteva pensare di chiuderla prima. Non sempre si può vincere ‘bene’, questo fa parte di un percorso di crescita.

Non si può essere sempre belli, ma l’importante è essere squadra. La lettura della partita è stata giusta.

Pellegrini ha fatto un’ottima partita, ha fatto il suo e qualcosa in più; Tavares fino ad ora è stato un fattore. Pellegrini quest’anno sta sfruttando le occasioni che gli ha dato il tecnico.

Romagnoli a me è piaciuto come le atre volte; mi sta piacendo quest’anno, come tutta la squadra. A Torino, nell’episodio dell’espulsione, ha dovuto sistemare i danni dei compagni. E’ attento, sta sul pezzo, va benissimo.

Noslin è ancora un po’ un pesce fuor d’acqua, deve stare più dentro alla gara, non deve rilassarsi, non deve fare il compitino nel non possesso palle. Ieri Isaksen meglio.

Mina? E’ dominante, ha piedi non eccelsi però con questo giocatore qua non so quante gare finisco in 11. Sono condizionato nel giudicarlo, non mi piace il suo atteggiamento.

Rigore? Ieri sera Zaccagni ha calciato bene.

Tra Lazzari e Marusic, quello che mi da più fiducia e fisicità è il montenegrino. Sta bene, ieri è entrato bene in partita. Lazzari può essere utile quando deve rompere gli equilibri, quando serve più come esterno d’attacco che di difesa. Baroni può scegliere.

Floriani Mussolini è un ottimo profilo, sta crescendo bene. In prospettiva potrebbe fare meglio di Marusic e Lazzari. Sbagliare fa parte della crescita, serve che i tecnici gli permettano di farlo.

Castrovilli? Al momento in allenamento non darà garanzie immagino; potrebbe fare la mezzala, non lo metterei come play adesso. Bisogna lavorarci ma finché ci sono calciatori che stanno bene, non serve fare esperimenti. Castrovilli deve avere pazienza, sono certo che arriverà la sua occasione“.

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SERIE A

Lazio, spinge Pellegrini: “Entusiasmo amico, ma con l’equilibrio di Baroni. Tavares il top in Europa”

Saranno Lazio e Cagliari a chiudere la giornata numero 11 di Serie A. Allo Stadio Olimpico di Roma le due compagini si sfidano nel posticipo serale di lunedì sera. Ambizioni diverse in campo: se per il Cagliari i tre punti potrebbero significare tanto in ottica salvezza, la Lazio arriva alla gara proiettata alle prime posizioni di classifica. 

Assenza pesante per Marco Baroni, che dovrà rinunciare per squalifica a Nuno Tavares. Salvo sorprese, al posto del terzino ex Arsenal, scenderà in campo Luca Pellegrini. Lo stesso esterno italiano, alla vigilia della sfida, ha avuto modo di commentare il momento Lazio ai microfoni ufficiali del club. Di seguito le sue parole: 

-Sull’entusiasmo: “Sicuramente l’entusiasmo è un amico in questo momento. Dobbiamo essere equilibrati e non far si che diventi magari leggerezza. Bisogna ricordarsi sempre che le prestazioni che stanno arrivando sono frutto del il lavoro, dell’impegno e del mettersi a disposizione”. 

-Su Baroni: “Il Mister ne ha tanti di meriti. È una persona equilibrata, che non ha sbagliato mai un discorso. Si vede che ha giocato tanto tempo a pallone. Riesce ad alzarci sempre la soglia dell’attenzione, a prescindere da chi va in campo dall’inizio o a gara in corso”.

-Sulla concorrenza con Tavares: “Sapevo già che fosse forte, ma credo che nemmeno lui si aspettasse una partenza del genere. Al momento è il miglior terzino sinistro in Serie A e mi tengo basso perché in Europa nessuno ha i suoi numeri. Ovviamente se hanno trovato in passato difetti anche a Messi e Cristiano Ronaldo, può migliorare anche Nuno. Ma in questo momento è il migliore in Europa nel suo ruolo”.

-Sul passato al Cagliari: “Ho ricordi bellissimi. È stata la mia prima esperienza da grande, lontono da casa. Arrivai in un momento non positivo ma riuscimmo lo stesso a salvarci. Nella stagione successiva partimmo bene, regalandoci un campionato tranquillo. Più che il calcio giocato e i risultati però ricordo il rapporto con le persone, perché è quello l’aspetto che ti rimane di più. La Sardegna e soprattutto Cagliari saranno sempre la mia seconda casa.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, difesa blindata in Europa: ora serve la svolta anche in campionato

“Con questo spirito di squadra possiamo fare tutto! continuiamo +3”. Poi un riferimento al traguardo raggiunto: “Vittoria con clean sheet”. Il secondo in tre gare in terra continentale, il primo per il portiere greco che ieri in Olanda ha fatto (quasi) da spettatore. Buon segnale per una fase difensiva che in netto miglioramento anche in Italia, dove però la Lazio non ha mai chiuso con la porta inviolata le proprie gare.

Dodici le reti subite in otto gare (undicesima retroguardia della serie A), molte per errori individuali, poche per squilibrio di squadra. Una sola in 270′ in Europa League, una differenza notevole (prima difesa della competizione). Contro il Genoa, tra i pali, tornerà Provedel, ma lo scopo resta lo stesso. Vincere, convincere e possibilmente non subire reti da Pinamonti e compagni. A festeggiare la pienezza della prestazione della squadra di Baroni, sempre attraverso il proprio profilo IG anche Luca Pellegrini, autore ad Enschede di una delle sue prove più convincenti in maglia biancoceleste: “Punteggio pieno. 3/3 Clean sheet! Avanti Lazio!“.

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INFERMERIA

Dott. Rodia: “Ecco come stanno Castellanos, Gila e Pellegrini”

Il dottor Fabio Rodia, dopo il match dell’Olimpico tra Lazio e Verona, ai microfoni di Lazio Style ha fatto il punto sull’infermeria:

Castellanos ha avvertito un fastidio all’adduttore sinistro. Lo abbiamo fatto uscire per precauzione, valuteremo cosa è accaduto nelle prossime ore. Gila? C’è stata una sovrapposizione di fenomeni sfortunati e non di grande rilevanza. Ha avuto una frattura non grave a un dito del piede e un risentimento di primo secondo grado all’adduttore che non gli hanno permesso di fare una prelazione adeguata.

Contenti del rientro, se lo merita. Rientro anche per Pellegrini? E’ un momento positivo. Abbiamo tutta la rosa a disposizione e ringrazio tutto lo staff medico. Questo è frutto della nostra attenzione e scrupolosità”.


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