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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Usciamo a testa alta. Ciro trascinatore vero, mi ricorda ‘qualcuno’…” (AUDIO)

A TESTA ALTA


“La Lazio ha giocato contro una squadra forte, ci sta uscire nel doppio confronto col Porto. Nonostante tutte le problematiche abbiamo giocato alla pari fra andata e ritorno. Dispiace di non aver fatto di più nel primo tempo, la Lazio poteva tranquillamente andare sul 2-0 e invece il rigore, ha cambiato la partita. Questa la considero un’esperienza utile per la Lazio di Sarri, può essere formativa in ottica prossima stagione”.

I SINGOLI

“Milinkovic poteva fare qualcosa in più, mi è sembrato particolarmente affaticato ieri. Fosse stato al top, forse sarebbe andata diversamente. Immobile sta diventando sempre di più un trascinatore, al netto dei gol, mi ricorda ‘l’altro’ (Chinaglia, ndr). Dopo una settimana fermo, è tornato con la voglia di spaccare il mondo. Bene Strakosha, anche con i piedi all’occorrenza. Sta partecipando di più all’azione e sembra più coinvolto con tutto il reparto arretrato. Spero rimanga anche la prossima stagione. Mi è piaciuto anche Cataldi, anche se ha sbagliato qualcosa, è sempre voglioso. Non darei l’insufficienza a nessuno, la Lazio ha giocato bene, purtroppo quando giochi con certe squadre, al minimo errore vieni punito. Peccato non aver approfittato noi dei loro, specialmente nel primo tempo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Non abituiamoci alle eliminazioni, lo spettacolo deve portare al risultato. Serve cinismo” (AUDIO)

LAZIO-PORTO


“Parto da questo presupposto: non ci si deve abituare alle eliminazioni. Siamo fuori da Coppa Italia ed Europa League, anche se hai incontrato squadra importanti come Milan e Porto. Oltre allo spettacolo deve arrivare il risultato perché è proprio il risultato che deve essere inseguito. La Lazio ha creato i presupposti per andare a rete, nonostante io continui a vedere un fraseggio infruttuoso in mezzo al campo. La prestazione c’è stata, senza dubbio, siamo mancati nel momento in cui potevamo affondare. Lì si è vista la mancanza di personalità e spessore a livello internazionale. Strakosha ci ha tenuto a galla, sul campo la squadra sta migliorando ma non in maniera straordinaria”.


CAPITALIZZARE IL MOMENTO FAVOREVOLE


Sarri sta spingendo sulla voglia più che sulla tattica. Nei 180 minuti il Porto ha meritato, secondo me, almeno ai punti. A questi livelli conta molto l’abitudine a giocare certe partite e in questo loro sono nettamente più avanti. Come a Udine, è mancata la freddezza e la bravura nel capitalizzare il momento favorevole. All’interno di una partita, le cose possono cambiare da un minuto all’altro, bisogna battere il ferro finché è caldo”.


CABRAL

“Negli ultimi minuti la Lazio ha giocato solo su Milinkovic, abbiamo elogiato il capoverdiano nell’ultima gara, poteva avere un senso di rivalsa contro il Porto. La panchina di Sarri non offre grandi soluzioni, questo è certo”.


CORSA CHAMPIONS


Ora Sarri potrà lavorare sempre con la settimana tipo, la Lazio può lottare per rientrare nella corsa al quarto posto. Obiettivo che resta difficile, in ogni caso”.

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SOCIAL

Immobile a testa alta: “Orgoglioso di essere il capitano della Lazio”

Ciro Immobile, attraverso il suo profilo Instagram, ha ringraziato i tifosi presenti all’Olimpico e aggiunto: Orgoglioso di essere il capitano di questa squadra. Bravi ragazzi, abbiamo dato tutto, è stato triste vedere la delusione nei vostri occhi a fine gara, ma ne usciamo a testa alta: avanti così”.

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NEWS PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Squadra cresciuta, Olimpico ritrovato, Sarri soddisfatto. Siamo al momento cruciale”

ALBERTO DALLA PALMA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Ora servono 12 finali, di cui 8 da giocare all’Olimpico, con la fiducia di una squadra in crescita che ora avrà la possibilità di allenarsi di più come vuole il suo allenatore. La stagione non è finita, anzi, è al momento cruciale, con prospettive che possono dare un’impronta anche alla prossima stagione. Sarà importante continuare ad avere l’atmosfera ed il tifo di ieri sera, anche quello può diventare un fattore. Futuro Sarri? Penso che in questo momento si stia divertendo abbastanza, se verrà messo in condizioni di crescere ancora penso non ci siano problemi sulla sua presenza in panchina anche il prossimo anno. Dopodiché il famoso rinnovo di contratto che era stato sbandierato a Dicembre da Lotito non so che fine abbia fatto”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Resta la grande bellezza del primo tempo e l’orgoglio della ripresa. Errore Milinkovic determinante…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

“Soprattutto nel primo tempo si è visto una Lazio armonica, ben disposta in campo, bella da vedere. E’ stata davvero una grande bellezza il primo tempo. Come si muovevano, come andavano a fare pressing con le distanze giuste, tante cose stupende. Peccato quel rigore che ha cambiato l’inerzia della gara. Lì il Porto ha ripreso coraggio e poi ha meritato nella ripresa andando meritatamente in vantaggio. Non credo che i cambi di Sarri abbiano fatto la differenza in negativo. Primo tempo che dà un segnale molto importante a noi ed a tutto il campionato, mentre nelle ripresa ho visto orgoglio e voglia di crederci. Perchè non entrato Cabral? Sarri ha spiegato che non ha avuto ancora tempo ad addestrarlo come esterno. Quello è un ruolo molto delicato che condiziona anche la fase difensiva”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Poca tattica, tanta tecnica. Occasione persa…”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Anche la partita di ieri ha fatto vedere che potevi passare il turno, questo implica delusione. C’è rammarico perché il forcing della Lazio negli ultimi minuti poteva anche far credere all’impresa, anche se il pari è stato giusto. La Lazio ha fatto un buon primo tempo, c’è stato poco di tattico, ma solo tanta qualità. Non mi esalto per questioni di natura tattica, ma mi sono divertito vedendo una partita tecnica ed aperta. L’errore di Milinkovic sul rigore del pareggio del Porto vale l’errore di Pepe in occasione del vantaggio di Immobile. Non sono estasiato, con un pizzico di fortuna potevi anche eliminarli. Il Porto ha qualcosa di più in termini di esperienza, ma la considero comunque un’occasione persa. La seconda rete del Porto? Altro errore dei difensori centrali che si muovono da reparto, ma non leggono individualmente la situazione”

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RASSEGNA STAMPA

Immobile resta la speranza più luminosa, ora sognare ancora l’Europa è possibile dal campionato

Il sogno lo aveva acceso Ciro Immobile in avvio, con un gol che ha il sapore del Mondiale: Pepe sbriciolato in contropiede, poi la rasoiata sul primo palo che ha fatto esplodere l’Olimpico come ai vecchi tempi. C’era l’atmosfera giusta, finalmente il popolo biancoceleste accanto alla squadra per cercare un’impresa che non era facile. Il Porto è una macchina da guerra, sta dominando il suo campionato, ha perso l’ultima partita a dicembre contro l’Atletico Madrid e negli ultimi anni ha sbattuto fuori dall’Europa Milan, Roma e Juve: ma Ciro lo stava domando, dopo una settimana a letto, quasi da solo. Prima del vantaggio, un capolavoro annullato per fuorigioco, e dopo l’1-0 ancora una prodezza annientata per un piede oltre la linea tracciata dal Var. Ma in quel caso l’errore era stato di Felipe Anderson, nella posizione giusta per realizzare il 2-0 e mettere la sfida contro i portoghesi sul binario giusto: ma il brasiliano ha scelto la soluzione più comoda, servire il capocannoniere del campionato e affidare a lui il compito di timbrare il sorpasso. Ciro, però, era in fuorigioco e così la partita è rimasta aperta, a disposizione di Sergio Conceiçao e alla sua capacità di interpretare le diverse fasi di gioco. Mancini, in vista del possibile spareggio con il Portogallo, deve solo sperare che Immobile resti in piedi nonostante gli sforzi a cui viene sottoposto nella Lazio, dove non ha alternative.

L’intervento da rigore commesso da Sergej Milinkovic era stato giudicato dall’arbitro solo una simulazione di Taremi, ma il Var, molto generosamente, ha capovolto il verdetto e anche la sfida tra Sarri e l’ex idolo biancoceleste, applauditissimo da tutto lo stadio. Sull’1-1 la Lazio si è quasi spenta, tramortita dalla realtà dopo l’illusione: eppure quando hai uno come Immobile, un Diavolo con l’anima infinita, non puoi mai mollare, distrarti, cedere il passo davanti ai rivali perché Ciro può tutto o quasi. Invece la squadra di Mau non ha avuto la forza di rialzarsi neanche all’inizio della ripresa, quando le sostituzioni di Leiva (per Cataldi) e di Radu (per Hysaj) l’hanno spenta almeno quanto il raddoppio di Uribe, favorito da un’amnesia difensiva colossale. Ed è proprio per questo che non comprendiamo l’atteggiamento di quei tifosi che fischiano Acerbi, dopo lo scontro di qualche mese fa e per il quale il centrale ha già chiesto scusa: l’ex del Sassuolo è di gran lunga il più forte difensore della Lazio (d’altronde se i rivali sono Luiz Felipe e Patric non ci vuole molto) ed è difficile che Sarri possa rinunciare a uno come lui nella fase finale del campionato e probabilmente anche per il futuro, visto che gli attuali titolari se ne andranno da Roma a costo zero. In cassa non ci sono soldi per affrontare la rivoluzione sul mercato, quindi sarebbe meglio che la società cercasse di gestire la pace tra Acerbi e la curva piuttosto che tacere e far finta di niente. Il presidente Lotito non ha sempre detto che la Lazio è una famiglia (tema riaffrontato durante la cena di Natale) e che nel suo gruppo di lavoro vige il motto più popolare dei quattro moschettieri, “uno per tutti e tutti per uno”? Ecco, sarebbe arrivato anche il momento di dimostrarlo dando una mano al giocatore, che è in evidente difficoltà per quanto sta accadendo intorno a lui.

Il finale della Lazio ha lasciato l’amaro in bocca a Sarri e anche a tutti i tifosi, perché se solo il gol del 2-2 fosse arrivato una decina di minuti prima la partita sarebbe probabilmente andata ai supplementari: le occasioni più grandi le ha avute Luis Alberto, ma le prodezze del portiere portoghese e una traversa hanno fermato il Mago. Ci è voluto l’ennesimo spunto di Immobile per creare il gol di Cataldi, ma ormai il tempo era quasi finito e così, la sera del 24 febbraio, la squadra di Sarri si è ritrovata fuori dalle Coppe. Le resta il campionato e la consapevolezza che il suo tecnico ha sempre sostenuto la tesi che lavorare tutta la settimana per una sola partita produce un vantaggio enorme. Da qui a maggio Sarri non dovrà più fare il regista, come si è definito nelle ultime settimane («non alleno più sul campo, sto sempre davanti al video»), ma solo l’allenatore: e allora sognare di nuovo l’Europa si può, eccome. Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Rimpianti ed applausi, l’Olimpico promuove la Lazio

L’Olimpico applaude la Lazio. Nonostante l’eliminazione (2-2 ieri e 2-1 all’andata per il Porto); i tifosi biancocelesti hanno sostenuto e ringraziato a fine partita la squadra. Protagonista di una prova volenterosa e convincente fino alla 96′.“Nel finale, il forcing biancoceleste produce almeno cinque grandi occasioni. Risultato? Una traversa (Luis Alberto) e tre salvataggio sulla linea. Eccola, l’amarezza per un’eliminazione contro una squadra esperta e smaliziata come quella dell’ex Conceicao, salutato nel finale dai laziali. Più avanti nel percorso rispetto alla Lazio di Sarri, protagonista di un’altra ottima prova, in linea con la crescita degli ultimi mesi”. La Repubblica

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FORMELLO

Sarri: “Abbiamo dimostrato di poterci stare, ora siamo un gruppo con obiettivi coinvolgenti. Ora ci alleneremo di più…” (AUDIO)

Nel post partita di Lazio-Porto, ai microfoni di Sky ha parlato Maurizio Sarri, tecnico dei biancocelesti: “La più bella Lazio della stagione? È stata una buona partita, ci lascia l’amaro in bocca perché potevamo trovare la qualificazione. Abbiamo sbagliato dieci minuti, poi nel finale avessimo pareggiato prima avremmo potuto ottenere almeno i supplementari”. 

Aumentano i rimpianti?
“Sapevamo di affrontare una squadra forte, che l’anno scorso ha fatto i quarti di Champions. Sono una squadra che in pochi mesi ha eliminato Milan e Juventus, sono forti. In queste due partite abbiamo avuto la sensazione di poterci stare e qualificarci. C’è rammarico ma prendiamo gli aspetti positivi, con uno spirito in grande crescita e finalmente ora potremo un po’ allenarci”. 

Senza Europa sareste in Champions, ora l’Europa non c’è più.
“Essere competitivi in due fronti qualche problema poteva creartelo. Giocare ogni 2-3 giorni e avere 4-5 infortunati ti fa le cose più difficili, ma se crescessimo così nei prossimi 2-3 mesi come abbiamo fatto negli scorsi potremmo starci dentro”. 

Siete cresciuti psicologicamente?
“È uno degli aspetti più positivi, che al di là dell’aspetto tattico cominciamo a dare la sensazione di essere gruppo. Un gruppo con obiettivi che sono coinvolgenti per tutti. È un salto di qualità importante. Ora il campionato vedremo, avremo tre giorni e una nuova partita. Vedremo di arrivarci pronti e carichi, saremo stanchi ma l’aspetto fisico per me è secondario”. 

È soddisfatto dei duelli difensivi?
“Siamo migliorati a livello difensivo, poi diventare una squadra di una solidità straordinaria non so. È un difetto che abbiamo, negli uno contro uno abbiamo la peggior prestazione delle venti di A. È un dato che riguarda le caratteristiche individuali, migliorando il reparto possiamo migliorare tutti ma qualche passo in avanti lo stiamo vedendo”.

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EUROPA LEAGUE

Lazio-Porto 2-2, il tabellino

LAZIO-PORTO 2-2

Marcatori: 19′ Immobile (L), 31′ rig. Taremi (P), 68′ Uribe (P), 90’+4′ Cataldi (L)

LAZIO (4-3-3): Strakosha; Marusic, Luiz Felipe, Patric, Radu (54′ Hysaj); Milinkovic, Leiva (54′ Cataldi), Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Pedro (71′ Moro).

A disp.: Reina, Furlanetto, Acerbi, Kamenovic, Akpa Akpro, Andrè Anderson, Basic, Romero, J. Cabral.

All.: Maurizio Sarri

PORTO (4-4-2): Diogo Costa; Bruno Costa, Mbemba, Pepe, Zaidu; Otavio, Uribe, Vitinha (78′ Grujic), Pepe (69′ Joao Mario); Taremi (79′ Evanilson), Toni Martinez (56′ Galeno).

A disp.: Marchesin, Fabio Cardoso, Marcano, Francisco Conceicao, Ruben Semedo, Eustaquio, Vieira, Borges.

All.: Sergio Conceicao

Arbitro: Deniz Aytekin (GER)

Assistenti: Christian Dietz (GER)-Dominik Schaal (GER)

IV ufficiale: Martin Petersen (GER)

V.A.R.: Christian Dingert (GER)

A.V.A.R.: Bastian Dankert (GER)

NOTE: Ammoniti: 4′ Radu (L), 45’+2′ Zaidu (P), 76′ Cataldi (L), 77′ Luis Alberto (L), 79′ Otavio (P)

Recupero: 5′ pt, 6′ st

UEFA Europa League | Play-off di ritorno

Giovedì 24 febbraio 2022, ore 18:45

Stadio Olimpico, Roma