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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Provedel e quel consiglio che non è piaciuto a Lotito…

Non ha intenzione di entrare nelle questioni dello spogliatoio: è stato chiaro il presidente Lotito soprattutto in merito al discorso legato al nuovo capitano della Lazio. La fascia andrà al braccio di chi incarnerà al meglio i valori della lazialità. Sono dunque tutti sotto esame, soprattutto quelli della vecchia guardia costantemente monitorati.

In questo senso persino rumors di mercato su Provedel, blindato pochi mesi con il meritato rinnovo. Lo riporta questa mattina ‘Il Messaggero’: il suo entourage non è al corrente di eventuali tentativi di divorzio. Tuttavia il consiglio dato a Mandas di andare a giocare, nell’intervista esclusiva di Radiosei (“Come qualunque giovane per crescere”) non è piaciuto molto. Il portiere però è stato solo sincero, sta benissimo alla Lazio e da parte sua non c’è alcuna intenzione di salutare.

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ESCLUSIVA – Provedel: “Ho provato a convincere Sarri, ora compatti con Baroni. A Mandas consiglio di giocare. Champions, ci sono squadre più attrezzate”. Sul rapporto Lotito-tifosi… (VIDEO)

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Ballotta: “Lazio, si riparte da zero, ad oggi futuro chiaro. Poi su Provedel e Mandas…” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA in collegamento a ‘NMM’

“E’ evidente, stando al mercato fatto fino ad oggi, che il livello della Lazio sia più basso dal punto di vista tecnico. E’ una situazione che nell’era Lotito non ricordo, se oggi dovessi parlare di obiettivi reali farei riferimento ad una zona di classica sopra la metà della stessa, ma non tale da ambire a certe posizioni. Va detto, però, che il mercato non è concluso, sinceramente mi aspetto degli innesti che possano alzare la qualità della squadra.

Non è ancora finita, magari può arrivare qualche colpetto, sono convinto possa accadere ancora qualcosa. E’ una ripartenza da zero per adesso, c’è poco da fare, ad oggi si vede chiaramente quello che può essere il futuro della Lazio. La scorsa stagione c’era qualcosa nell’aria che non tornava, si vuole certamente azzerare tutto e ripartire. Poi il Bologna della scorsa stagione insegna che nulla è scritto. Si può anche ripartire con i giovani, ma bisogna essere chiari con tutti, almeno va detto quelli che sono i progetti futuri.

Provedel è il numero uno, Mandas è lì pronto, ha dimostrato di essere all’altezza. La scelta di tenerli entrambi è giusta, le gare sono tante e servono portieri di valore”.

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ESCLUSIVE RITIRO ESTIVO

ESCLUSIVA – Provedel: “Ho provato a convincere Sarri, ora compatti con Baroni. A Mandas consiglio di giocare. Champions, ci sono squadre più attrezzate”. Sul rapporto Lotito-tifosi… (VIDEO)

AURONZO DI CADORE – Come spiegava lui il suo primo giorno a Formello, “non c’è un’età o un momento giusto o sbagliato per arrivare”. A volte ci vuole una carriera intera. Poi bastano poche settimane per diventare beniamino, un istante per entrare nella storia (chiedere all’Atletico Madrid),  un paio di anni per essere considerato un riferimento dello spogliatoio, un baluardo da cui ricominciare. I tifosi della Lazio ci avevano visto lungo. Dapprima per slancio di fede, sfoderando il tormentone di fine estate sulle note del ‘Capello’ di Edoardo Vianello: “Che finimondo per quel portiere biondo, si chiama Provedel”. Oggi a ragion veduta, dopo l’uscita di scena di senatori che hanno segnato un’epoca. È da qui che inizia l’incontro esclusivo di Radiosei con il portierone biancoceleste dal gazebo del campo ‘Zandegiacomo’: “Io quando sono arrivato due anni fa ero felicissimo di essere alla Lazio e volevo cercare di essere un aiuto, una parte che potesse dare un contributo al bene della Lazio e penso di averlo fatto. Volevo dare fin da subito un contributo alla squadra al di là delle considerazioni iniziali. Ho sempre dato il mio meglio, al di là di quelle che erano le considerazioni iniziali di secondo e quant’altro. Secondo me tutto questo interessa poco. A me interessa solo fare bene sul campo ogni giorno e come ho detto dare il mio contributo poi se posso darlo in maniera attiva ancora meglio altrimenti io comunque cerco sempre anche di farlo appunto nello spogliatoio e nel quotidiano perché penso che alla fine poi i risultati arrivino con tutto e non solo con i 90 minuti.”

Sei rimasto fuori praticamente da marzo e con un miracolo stavi addirittura volando all’Europeo. Ci sei rimasto male di non esserci andato?

“Ma guarda al di là di quelle che sono delle scelte del commissario tecnico, che è lì perché deve fare delle scelte, queste vanno rispettate. È chiaro che come bimbo che sogna di arrivare in determinati palcoscenici ci resti male, però fa parte del gioco. Comunque sono stato anche fuori per diverso tempo, ho dimostrato comunque di essere rientrato con una discreta condizione. Ripeto, fa parte del gioco.”

Tanti sono partiti, tanti big sicuramente. Appunto, dopo due anni sei diventato uno dei leader di questa, una giovane Lazio. Ti sentiresti pronto a esserlo, a mettere tra le braccia la fascia di capitano?,

Voglio intanto ringraziare i ragazzi che sono andati via perché hanno dato tanto alla Lazio in tutti gli anni in cui sono stati qua e hanno dato tanto anche a me in questi due anni in cui ho condiviso con loro lo spogliatoio. Sono felice perché mi hanno anche fatto capire cosa vuol dire stare nella Lazio. Per quanto riguarda il discorso capitano, per come la vedo io, per come ho vissuto lo spogliatoio in questo momento, il capitano è Danilo Cataldi. Mi dispiace che se ne parli, Danilo è una persona che è qui da tanto tempo che è una di quelle che forse più di tutte mi ha fatto capire cosa vuol dire stare nella Lazio e al netto di quelle che poi sono le considerazioni della società o non lo so chi decide queste cose. Questa è la mia idea. Questo non cambia quello che è il mio approccio, quello che è il mio lavoro, il mio modo di fare. Penso che soprattutto con i giovani che sono arrivati la cosa che bisogna fare è dare l’esempio e dare l’esempio”.

Senti questo inverno già anche quando stavi facendo grandi prestazioni si parlava tanto di corteggiamenti della premier cosa c’è stato di vero?

Dovreste chiamare il mio agente chiederlo a lui. Lui mi dice le cose quando sono concrete. Di concreto, effettivamente non c’è mai stato nulla da quello che so io. Per cui ecco questo è. Si, ho letto anch’io poi, perché è uscito da tutte le parti: qualche cosa c’è stata però che io sappia niente di concreto e poi io qua sto molto bene per cui non ho neanche avuto farfalle particolari in testa Ecco, quello no“.

Io lo chiedo a un portiere che è esperto. Mandas ha fatto benissimo. Ora ovviamente sei tornato tu, tu sei il primo. Se fossi nella società, tu un giovane talentuoso come Mandas, lo manderesti a giocare in prestito perché ha bisogno di giocare per crescere? Oppure lo lo terresti e in genere, ma non riguarda solo lui, ma anche in genere i giovani portieri?

Io non parlo di lui, penso che il discorso sia a prescindere, dipende dal percorso che si vuole fare con un ragazzo. Lui è un bravo ragazzo, un grandissimo ragazzo, un grande lavoratore e per me, per quanto mi riguarda come portiere, il portiere deve giocare. Quindi se dobbiamo parlare della crescita di un ragazzo, un ragazzo deve giocare, deve fare più esperienza possibile anche per poi valutarlo e per cui io se devo consigliare un ragazzo che fa il mio stesso ruolo dico sempre che deve giocare al di là di tutto. Dopo di che rientriamo in quelli che sono i nostri ruoli e la società sicuramente saprà fare le proprie considerazioni per il bene della squadra e del ragazzo. Questo è il mio pensiero.”

Sarri ti ha voluto e con lui sei esploso definitivamente. Alla Lazio tu sei uno di quelli che è andato a casa per convincerlo a restare quando aveva dato le dimissioni. Sei leader carismatico nello spogliatoio però ci sei stato poco con Tudor. Cosa non ha funzionato?

Beh, intanto tengo a ringraziare particolarmente il mister Sarri, perché comunque se sono qui tanto è dovuto a lui. E e al di là del fatto che sono qui mi ha comunque dato la possibilità di poter giocare per la Lazio e di poter dimostrare e questo mi ha fatto crescere tanto. Ho cercato non lo nego di convincere o comunque di fargli capire insomma quello che era il punto di vista mio e anche di altri. Il mister comunque è stato irremovibile perché è una persona coerente con quello che dice quello che fa aveva preso una decisione e così è stato. E con Tudor penso che io purtroppo non ho vissuto molto lo spogliatoio perché ho dovuto curarmi parecchio tempo. Ho cercato di stare con la squadra il più possibile, anche quantomeno per le gare, casalinghe e non. Comunque è cambiato tanto nella metodologia del lavoro, nell’approccio, quindi il momento era anche un po’ particolare, i risultati facevano fatica ad arrivare e magari ha fatto un po più fatica ad entrare in sintonia con quello che era la squadra. E sai, poi è stata anche un’annata molto particolare, quindi c’era un po’ tutto. Poi sembrava anche molto più difficile di quello che in realtà era. Si creava sempre anche un caso dietro ogni cosa ed è stato tutto molto più difficile. E prima per Sarri, poi per tutto, quindi tutto andava un po’ storto. Ecco.

Adesso si riparte da Baroni, è rimasto Viotti che era il vice di Massimo Lenci. Baroni cosa vuole quest’anno? Vuole, come Sarri, che si riparta cioè che vengono coinvolti nel nella manovra dal basso?


Allora il mister intanto ha iniziato ad avere un approccio molto morbido, nel senso che non è arrivato subito in modo integralista, non ha stravolto niente anzi. Ha saputo prendere la squadra perché ha visto che in noi ci sono delle qualità. Ci sono anche tante cose invece che bisogna migliorare; sta cercando di farlo con molto tatto e infatti vedo che i ragazzi stanno lavorando con grande entusiasmo non sono stravolti da questo. Sicuramente il mister vuole giocare, vuole che ci sia un inizio di manovra, non è una cosa esasperata. Dobbiamo fare le cose con testa e con equilibrio e adesso stiamo iniziando a trovare delle soluzioni che possono essere sia utili in fase di possesso nell’attrarre anche l’avversario sia poi per verticalizzare, perché il mister vuole verticalizzare.


Per il discorso della partenza dei big c’è un po di scetticismo ancora intorno a questa giovane Lazio, eh? Secondo te dove può arrivare? E se dovessi giocare d’azzardo punteresti 100€ su questa Lazio che può tornare in Champions?

“Come ho detto prima sono partiti dei ragazzi che hanno fatto veramente tanto erano di livello altissimo e sicuramente sono una perdita importante ed è normale che chi ci segue possa avere una sorta di scetticismo, di scoramento. Però anche loro, prima di diventare quello che sono diventati comunque sono partiti diciamo non dal basso però dovevano farsi conoscere come tutti noi dobbiamo farci conoscere; e io vedo che i ragazzi giovani che sono arrivati sono di qualità, gente di qualità di grande voglia e che si vede che vuole dimostrare di poter meritare questa maglia. Per cui io penso solo che ci vuole del tempo e ci vuole fiducia. Capisco. Come ho detto, capisco il sentimento del tifoso e non lo biasimo nel senso normale. I ragazzi che sono arrivati, che stanno arrivando meritano fiducia e anche noi poi dobbiamo fare del nostro per coinvolgere l’ambiente per meritare la carica. Secondo me dobbiamo cercare di caricarci a vicenda perché facendo così anche chi è nuovo entra bene, con lo spirito giusto. Facendo così si possono fare grandi cose per la Champions ti dico ci sono squadre sulla carta più attrezzate di noi. Il calcio però non è una scienza esatta; noi vogliamo innanzitutto diventare una squadra forte perché comunque abbiamo cambiato tanto, vogliamo diventare una squadra forte, vogliamo diventare compatti e questo non ci vieta di assolutamente di fare bene. Anzi ci aiuterà a migliorare quello che è stato un piazzamento che ci ha portato in Europa League e noi volevamo puntare più in alto.”


Senti, ti faccio un’ultima domanda perché ieri Lotito ha compiuto venti anni di presidenza? E il padrone più longevo della Lazio? Tu sei arrivato da due anni. Lui dice spesso che che è intervenuto nello spogliatoio, qual è il rapporto con voi giocatori e perché ancora i tifosi nonostante abbia vinto sei trofei, secondo te, visto che sei qui da due anni non non sboccia mai il feeling o insomma c’è questo clima in questo momento?

Guarda, è complicato perché io sono qua da due anni ed è una cosa che non è mai sbocciata nell’arco di vent’anni. Il Presidente con noi ha un rapporto molto diretto, ultimamente non lo stiamo vedendo molto. Quando viene comunque cerca di farci arrivare quello che è il suo tenerci ai risultati di tenerci e quello che dobbiamo fare. Secondo me c’è qualche mancanza; un po’ come quando c’è un rapporto che non va di coppia. Magari basta un qualcuno che fa da intermediario. Ecco, è un peccato perché io sto capendo veramente il tifoso laziale cosa sente dentro, l’amore che prova per questi colori. Sento che anche al nostro interno c’è tutto questo e manca magari un po’ questa connessione: sicuramente i risultati aiutano. Però non devono nemmeno essere, l’unico anello che tiene la catena collegata. Ecco però, come ho detto prima, noi adesso ce la stiamo mettendo tutta per contattarci per per far vedere comunque che noi ci siamo che siamo tosti e che vogliamo arrivare in alto. Noi facciamo la nostra parte cerchiamo di andare oltre i nostri limiti augurandoci che il tifoso veda questo che lo apprezzi e penso che poi insieme possiamo fare veramente grandi cose. Grazie grazie a voi.

……

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 8 – Furlanetto: “Vi racconto Mandas e Provedel”

Parola ad Alessio Furlanetto. Al termine della seduta mattutina allo Zandegiacomo di Auronzo, il portiere biancoceleste classe 2002 ha parlato così a Lazio Style Channel:

“Ormai è il terzo ritiro, posso dire di essere abbastanza esperto. È un ritiro molto faticoso, stiamo lavorando tanto ma ci divertiamo allo stesso tempo. Divertirsi è fondamentale per fare un allenamento a un buon livello e per alzare la qualità”.

Mister Viotti? “Già lo conoscevo da anni. Mi fa piacere averlo ritrovato ad Auronzo e sono sicuro che si può lavorare ancora bene”.

Il mondo dei professionisti? “A volte la Serie C viene sottovalutata, ma il livello non è basso. Ci sono giocatori che vengono da campionati importanti e un giovane può crescere tanto e fare esperienza”.

Mandas? “Lo sto conoscendo in questi giorni. È un bravissimo ragazzo, mi ci trovo bene dentro e fuori dal capo. Vorrei rubargli l’esplosività, la velocità e la forza nel tuffo”.

Ti senti come un papà per Renzetti? “Papà magari no, siamo ragazzi. Posso aiutarlo sotto alcuni punti di vista perché ho un po’ di esperienza in più. Ha tanta potenza nelle gambe e riesce a coprire tanta porta”.

Da Provedel cosa prenderesti? “La sicurezza che trasmette a tutta la squadra, nell’atteggiamento che ha. A me ne da un sacco solo vedendolo tra i pali”.

E il colpo di testa di Ivan? “Ce lo fa vedere durante l’allenamento. Ci mostra le sue doti da attaccante negli esercizi di finalizzazione. Ha un gran piede”.

Amicizia e competizione tra portieri? “Amicizia si. Sono riuscito a vedere Ivan anche fuori dal campo con qualche cena. La competizione c’è durante l’allenamento. Più il livello è alto più sei spronato a migliorare”.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 7 – Mandas, il prossimo step: “Aiutare la Lazio e vincere un trofeo”

Dal ritiro di Auronzo di Cadore, al termine della sessione di lavoro mattutina, arrivano le parole di Christos Mandas ai microfoni della radio ufficiale della Lazio:

“Siamo stanchi, ma è normale, stiamo facendo un buon ritiro. Vedo che i compagni stanno bene e c’è un bel clima nello spogliatoio. Qui è stupendo perché ci sono tanti tifosi che vengono a vederci. Ci danno tanta forza.

Una cartolina della scorsa stagione è sicuramente il mio esordio nel derby, non solo perché era la mia prima gara, ma per la vittoria che ha dato una grande gioia ai tifosi. Sono contento anche dell’esordio con la Grecia, anche perché è la Lazio che mi ha permesso di arrivarci. 

Il mio prossimo obiettivo è aiutare la squadra dando il massimo e magari a vincere un trofeo. Io ho sempre creduto in me stesso, ma quando sono arrivato il gruppo è stato molto importante, perché mi ha aiutato a inserirmi velocemente”. 


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DICHIARAZIONI

AURONZO, DAY 5 – Renzetti: “La prima squadra fa un altro sport. E su Provedel e Mandas…”

Al termine dell’allenamento mattutino allo Zandegiacomo di Auronzo di Cadore, Davide Renzetti è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel.

Di seguito le parole del giovane portiere classe 2006 della Lazio: “Noi portieri abbiamo la fortuna di non correre, però facciamo tanta forza, iniziamo prima. Si lavora. È il primo ritiro per me, appena arrivata la chiamata è stata una grande emozione e soddisfazione. Puntano su di me e mi sono sentito preso in considerazione”.

Cristiano Viotti come preparatore? “L’ho avuto in Under 13, 16 e 17. È molto bello lavorare con un preparatore che mi conosce, con cui c’è feeling e che sa i miei punti di forza e debolezza e dove migliorare”.

In quale fondamentale vuoi migliorare di più? “Ce ne sono tanti. Ho tempo per migliorare e arrivare al livello degli altri come Provedel che per me è fortissimo, Mandas e Furlanetto. Voglio migliorare scioltezza e forza, ma ce ne sono tanti”.

Cosa ruberesti a Provedel, Mandas e Furlanetto? “Da Ivan la calma e la razionalità con cui fa la cose. Da Mandas la forza esplosiva e la capacità di adattarsi con la lingua. Furlanetto è al terzo ritiro, già conosce l’ambiente, si vede. Da lui prenderei la velocità con cui scende a terra”.

Il ritiro con la prima squadra? “Allenarsi con i grandi è un altro sport. Quando torni in Primavera hai un passo in più rispetto agli altri e si vede”.

L’aspetto che cambia di più tra giovanili e professionisti? “Non credo la potenza dei tiri o cose simili, ma i tempi che ci sono ad esempio tra i passaggi, tra stop e tiro. Sono quelli che fanno la differenza”.

Primavera? “Si riparte alla grande. L’anno scorso non è stata una sorpresa per noi. Il gruppo è stato un grande punto di forza. Ci aspettiamo un altro grande stagione, se non migliore. Il gruppo c’è e sono molto fiducioso”.

Allenamento con la prima squadra o partita con la Primavera? “Sono due cose a parte. Non si può comparare. I tempi dell’allenamento in prima squadra sono come un altro sport. Anche la partita con la Primavera però richiede molta concentrazione”.

Allenarsi con i grandi ti aiuta anche con la rapidità di pensiero? “Assolutamente. Devi sapere già la giocata prima di farla, devi vedere gli spazi ed essere bravo con i piedi”.

Da Provedel stai rubando anche il colpo di testa? “Ero in panchina con l’Atletico. L’ho visto dal vivo, è stato fantastico ed è stato l’unico a fare un movimento da attaccante vero”.

Quanto è importante la verticalità per Baroni? “È fondamentale. Vogliamo fare tanti gol, più dell’anno scorso, con il mister stiamo lavorando bene e possiamo fare tanto a livello realizzativo”.

Scuola portieri italiana? “Siamo i più completi. Stiamo integrando anche qualcosa dalle scuole di portieri estere. La scuola italiana per me è la migliore”.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO DAY 2 – Provedel: “Va riconquistato il tifoso. Obiettivo migliorare in campionato”. Poi su Mandas…

Alla fine del secondo allenamento all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo, Ivan Provedel ha parlato ai microfoni della radio ufficiale della Lazio. Ecco le sue parole:

“Sensazioni buone, si sta creando un gruppo nuovo, uno staff nuovo arrivato con tanto entusiasmo. Dobbiamo pensare solo a lavorare, trovare condizione, recepire i messaggi del mister. Che terzo anno mi aspetto? Voglio solo pensare a fare del mio meglio, per la mia squadra, per la Lazio. Non ho altri pensieri. Purtroppo ho avuto un infortunio che mi ha tenuto fuori un po’, più importante rispetto a quello che pensavamo all’inizio, ma adesso sto bene, sono carico per riprendermi”.

“Mandas? Non mi mette in difficoltà, noi siamo dei professionisti, siamo qui per fare del nostro meglio, pensando di crescere, di fare di ogni situazione un qualcosa che possa dare un contributo alla squadra. Ha dimostrato di essere molto bravo, sono contento di lavorare con lui, posso migliorare guardandolo. Si lavora bene con lui, ha un ottimo spirito. Devo migliorare tanto, dovrò capire bene le richieste de mister per essere p congeniale possibile. Dovrò migliorare in tutti i fondamentali per essere sempre pi preciso per la squadra”.

“Il fatto che stiamo dando una continuità a livello di linea difensiva è una buona base, ci conosciamo, iniziamo a capire le peculiarità di ognuno di noi. Abbiamo già lavorato per qualche anno a quattro, la richiesta magari sarà differente, l’interpretazione può variare. Dovremo capire bene ciò che ci chiederà l’allenatore. Il processo però credo che possa essere facilitato in virtù del fatto che ci conosciamo da anni”.

“Motivazione della squadra? Dopo un’annata di un secondo posto si era creato un certo entusiasmo. L’ultima è stata una stagione più difficile, c’è stato qualche addio di ragazzi che hanno dato tantissimo per la Lazio. Un po’ meno entusiasmo da parte della nostra gente è comprensibile. Il nostro tifoso va conquistato, dobbiamo farlo col nostro spirito, determinazione, ciò che proveremo a portare dentro al campo”.

“Europa League? È doveroso avere questo tipo di pensiero, rappresentiamo una piazza importante. Dobbiamo cercare di migliorare il percorso dell’anno precedente, in campionato dobbiamo cercare di arrivare più in alto, magari sognando qualcosa di importante. E anche l’Europa League: andare avanti su più competizioni ti può dare qualcosa in più dal punto di vista dell’autostima e della mentalità”.

“Scuola italiana di portieri? Siamo messi bene, a partire da Donnarumma. In Italia molte delle squadre più importanti sono difese da portieri italiani. Questo mostra che ne stanno crescendo diversi e molto bravi, mi fa veramente tantissimo piacere. Gol contro l’Atletico e la rete di Zaccagni in Nazionale, ti faresti un quadro con queste due scene? Il mio già ce l’ho, il suo devo vedere con Mattia se è contento se lo guardo ogni volta che accendo la TV. Sono felicissimo per la gioia che ha dato a tutta la nazione, è un orgoglio per tutti i laziali. Spero ci saranno presto serate altrettanto belle ed emozionanti”.

Alessio Buzzanca

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NAZIONALI

Euro 2024, i 26 convocati di Spalletti: Zaccagni si, Provedel no

Euro 2024, ufficiale la lista definitiva dei convocati dell’ItaliaLuciano Spalletti ha scelto i ventisei giocatori che porterà con sé in Germania. Sciolte le ultime riserve, resi noti i tre giocatori tagliati dall’elenco dei trenta preconvocati che vanno ad aggiungersi agli infortunati Acerbi e Scalvini, sostituito da GattiProvedelOrsolini e Ricci non partiranno con gli azzurri per difendere il titoli di campioni in carica. A tre anni dal successo in finale a Wembley contro l’Inghilterra scatta definitivamente il conto alla rovescia per una nuova avventura europea. Sabato 15 giugno (ore 21) l’esordio a Dortmund contro l’Albania nella prima giornata del gruppo B.

Italia, i 26 convocati da Spalletti per Euro 2024

Portieri

  • Gianluigi Donnarumma (Paris Saint Germain)
  • Alex Meret (Napoli)
  • Guglielmo Vicario (Tottenham)

Difensori

  • Alessandro Bastoni (Inter)
  • Raoul Bellanova (Torino)
  • Alessandro Buongiorno (Torino)
  • Riccardo Calafiori (Bologna)
  • Andrea Cambiaso (Juventus)
  • Matteo Darmian (Inter)
  • Giovanni Di Lorenzo (Napoli)
  • Federico Dimarco (Inter)
  • Federico Gatti (Juventus)
  • Gianluca Mancini (Roma) 

Centrocampisti

  • Nicolò Barella (Inter)
  • Bryan Cristante (Roma)
  • Nicolò Fagioli (Juventus)
  • Michael Folorunsho (Verona)
  • Davide Frattesi (Inter)
  • Jorginho (Arsenal)
  • Lorenzo Pellegrini (Roma)

Attaccanti

  • Federico Chiesa (Juventus)
  • Stephan El Shaarawy (Roma)
  • Giacomo Raspadori (Napoli)
  • Mateo Retegui (Genoa)
  • Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • Mattia Zaccagni (Lazio)
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NAZIONALI

Euro 2024, questa sera Italia-Turchia: Provedel verso il taglio

Questa sera al Dall’Ara di Bologna scenderanno in campo Italia e Turchia per un’amichevole in vista del prossimo Europeo.

Barella e Scamacca saranno in tribuna perché negli scorsi giorni hanno svolto allenamento differenziato e non sono al meglio, ma la loro convocazione finale non è in dubbio.

In tribuna anche Ivan Provedel. Questa decisione sembra aver delineato le gerarchie, col portiere laziale tagliato dalla lista definitiva e Donnarumma con Meret e Vicario che comporranno il terzetto per Germania 2024.

Ecco i 26 convocati per l’amichevole:

Portieri – Donnarumma, Vicario, Meret.
Difensori – Di Lorenzo, Dimarco, Buongiorno, Mancini, Darmian, Calafiori, Bellanova, Bastoni, Cambiaso, Gatti.
Centrocampisti – Ricci, Frattesi, Jorginho, Pellegrini, Cristante, Fagioli, Folorunsho.
Attaccanti – Retegui, Raspadori, Chiesa, Orsolini, Zaccagni, El Shaarawy

Alessio Buzzanca

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NAZIONALI

Non solo Zac e Provedel: prima chiamata per Mandas e Kamada…

E’ tempo di convocazioni per le Nazionli. Luciano Spalletti ha preconvocato Provedel e Zaccagni per gli Europei, vedremo se faranno parte o meno del taglio finale. Buone notizie anche per Kamada: il giapponese torna fra i convocati, dopo aver mancato la Coppa d’Asia. Kamada farà parte dei 26 che si giocheranno il turno preliminare per le qualificazioni ai prossimi Mondiali. Brividi soprattutto per Mandas, che strappa la prima convocazione con la Nazionale maggiore della Grecia. Lui sarà impegnato i due amichevoli, contro la Germania e contro Malta. La Lazio sorride, il prezzo del cartellino del portiere sta lievitando e le sue prestazioni, ovviamente, anche.